Editoriale. Grande fratello 2018. Barbara D’Urso. Uomini usati come in un circo. Basta servirsi delle fragilità umane per aumentare gli indici d’ascolto!

giugno 1st, 2018

Veronica Satti, figlia del cantante Bobby Solo, sofferente e sempre in lacrime perchè non riesce ad accettare che suo padre non voglia riconciliarsi con lei; soprattutto davanti alle telecamere, rendendo un fatto privato soltanto uno show per aumentare gli indici d’ascolto.

Cari Cofanetti magici, amici online,

Oggi il mio editoriale sarà incentrato su un fenomeno che non possiamo ignorare. Quello dei reality, che sono nati come spaccato di una certa società, dove tutti vogliono guardare dal buco della serratura (nel caso attraverso una telecamera) e farsi gli affari degli altri. Sino a qui niente di male e… non ci sarebbe nulla di male a seguirli, come forma di divertimento; a volte proprio di fenomeno sociale, che mostra come una stretta e lunga convivenza fra persone diverse possa diventare una prigione e generare conflitti devastanti.

Lo abbiamo visto all’Isola dei famosi quest’anno, cominciata con l’uso di spinelli e culminata con un’indegna sfuriata della conduttrice Alessia Marcuzzi contro una concorrente, Eva Henger, “rea” di aver denunciato (a ragione!)l’uso della cannabis prima che iniziasse il programma.

La concorrente Aida Nizar, che ha portato a scontri diretti e spesso violenti (nei suoi confronti) nella casa del Grande Fratello. Barbara D’Urso l’ha definita provocatrice per professione. Per questo è stata scelta per questo reality, nella speranza che vi portasse scompiglio e tanto pepe! Così è avvenuto: oltre ogni limite e decenza. Da parte di tutti! L’8 maggio è stata decretata la sua uscita dalla casa.

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“Per mano” (una recensione di Pietro Pancamo)

maggio 27th, 2018

PER MANO (copertina)

Lucia Visconti, Per mano, Edizioni Polistampa, Firenze, 2008

 

Un potere di sintesi tanto sviluppato e incisivo da sfociare quasi spontaneamente nella forza sgomenta del versicolo ungarettiano o nel respiro contratto e conciso dell’haiku. Ecco la silloge poetica Per mano di Lucia Visconti, in cui parole talmente essenziali da apparire violente, e così precise da assumere i contorni di un’accusa, indicano “senza quartiere” nei discendenti di Adamo –traviati dal male

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Franco Bolelli: un filosofo sotto canestro.

maggio 18th, 2018

Il nuovo libro, lo sport, la tecnologia, l’espansione dell’esperienza vitale, la formazione del carattere… Tutto questo e ancora di più, in una esclusiva recensione con intervista di Paolo Pagnini.

Una foto di Franco Bolelli, estrapolata dal suo profilo

Nella mia vita ho avuto la fortuna di incontrare tanti libri importanti.
In alcuni casi, ho avuto anche la gigantesca opportunità di conoscerne personalmente gli autori.
In un libro di Franco Bolelli mi sono imbattuto alla fine del 2010 “per caso” (stavo per scrivere “per sbaglio”). La sua era la seconda firma, per me sconosciuta, di un voluminoso tomo di quasi 500 pagine, comprato sulla fiducia in Lorenzo Cherubini Jovanotti, con l’idea di regalarlo per Natale al mio nipote musicista Davide. “Poi…” mi ero detto “…si vedrà. Magari dopo che l’avrà letto lui me lo faccio prestare e se mi piace…”.
Non ho aspettato, in realtà. Pochi giorni dopo Capodanno ero già lì con la mia copia, a leggere e rileggere, sottolineare (io, che di solito, e fino ad allora, i libri quasi non li aprivo del tutto per non rovinarli), trepidare, trattenere il fiato, riderci e piangerci sopra, ed emozionarmi. Soprattutto ne parlavo con tutti. Ormai era diventato una specie di sfida tra i miei amici: “quanti minuti ci impiegherà, questa volta, prima di iniziare a parlare di Viva Tutto!”.
“Viva Tutto!” mi ha trasformato in meglio, ha cambiato la mia visione prospettica del mondo, mi ha consentito di mettere le basi di una nuova fase della mia esistenza.
Esagero? Può darsi, ma anche a “saper esagerare” è una cosa che ho imparato da “Viva Tutto!”.
Ecco perché per me, parlare di e con Franco Bolelli è una esperienza senza paragoni.

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La posta del cuore dei nostri amici animali di Imma Paone.

maggio 12th, 2018

Cara dottoressa, leggo sempre con molto piacere i suoi articoli, che vedo spesso diffusi anche su Facebook.
Le pongo una domanda forse fuori dal comune ma visto che lei mi pare anche…una psicologa degli animali…. vorrei riuscire a capire come mai il mio gatto ha un caratteraccio insopportabile.

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Rampina, una favola dei nostri giorni (5° episodio)

maggio 8th, 2018

Immagine realizzata da Marica Caramia, ispirata dalla
favola di Rampina di Valentino Di Persio

In questo episodio, nel narratore, riemergono sbiaditi ricordi della sua fanciullezza. Sono squarci di vita vissuta o, forse, solo un confuso residuo di sogni e realtà. Buona lettura!

Clicca qui per l’episodio precedente.

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Il mercatino di Clelia, tanti tesori vintage, collezionismo, auto d’epoca. Nostalgia canaglia, canterebbe Albano Carrisi!

maggio 3rd, 2018

Salorno (Bolzano). Un mercartino molto speciale!

Vintage è un termine che originariamente indicava il vino d’annata. In seguito ha assunto un significato più ampio, soprattutto riferito al passato, al sorpassato e al fuori produzione. Non solo, con il tempo ha acquistato maggior valore, pregio: e fa tendenza. Tanto che vengono recuperati non solo abiti, tessuti, oggetti e auto d’epoca ma spesso vengono imitati, per esempio, certi stili di abbigliamento: ecco allora che nasce una gonna o una camicetta vintage che acquista subito il gusto dell’esclusiva. E per giunta costa poco.

Salorno (Italia), in provincia di Bolzano. I primi passi… per creare un mercatino non solo delle pulci ma anche delle auto d’epoca.

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Editoriale di maggio. Gli animali pensano, amano, ci capiscono. E ci osservano!

maggio 1st, 2018

Sudafrica, gennaio 2018. Foto Hans Linsen

Nella presunzione tipica di noi umani, crediamo di essere gli unici in grado di osservare la natura e gli animali che ne sono parte integrante. Ma il fatto di non poter leggere nelle loro menti non vuol dire che siano incapaci di pensare. Non vuol dire che non siano intelligenti, non provino emozioni, persino empatia.

Sudafrica, gennaio 2018. Sembrano umani i bellissimi occhi di questo bufalo.

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Poesia d’aprile: “La stanchezza è il confine ultimo”

aprile 27th, 2018

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Dopo una giornata di fatica intellettuale agli ordini di chi non paga, la stanchezza della mente ti ammacca il cervello e tu non sei felice per nulla d’aver trascorso altre ore –forse inutili, di certo servili– in un’esistenza labile, precaria, non ben identificata. Ed è allora percorso dal coraggio dei vigliacchi (la rabbia, a quanto pare) che leggi o scrivi una poesia. Quella che segue, magari…

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Albano Carrisi e Loredana Lecciso fra ricordi e verità.

aprile 22nd, 2018

Innanzitutto preciso che scrivo questo articolo in quanto è per il Cofanetto magico, non profit; significa che non ha introiti pubblicitari, nato con lo scopo di diffondere notizie vere, emozioni sincere, intervistare personaggi che hanno… veramente qualcosa da dire; come è stato nel caso di Roberto Vecchioni, Lino Banfi, Francesco Baccini e direttori di giornale, fra cui Umberto Brindani (settimanale OGGI), Eliana Liotta, ai tempi della mia intervista rispettivamente direttrici di Ok la salute e di Novella 2000, Francesco Giorgino (Rai uno), oltre che Albano Carrisi.
Tutte queste interviste le potete leggere cliccando i loro nomi nel motore di ricerca del Cofanetto magico. Se invece avessi pubblicato su una delle testate nazionali con cui collaboro avrei ricevuto una retribuzione per il mio pezzo. Ma io mi rifiuto di prendere anche un centesimo…quando parlo di amici. L’amicizia non ha prezzo, nel senso che non ha un prezzo economico. E’ un bene prezioso fine a se stesso.

Una bella foto di Albano Carrisi in Olanda, a Scheveningen: sulla sinistra, un suo caro amico dei tempi della gioventù Valentino Di Persio, che ringraziamo per aver diviso con noi del Cofanetto magico questa allegra immagine. Valentino Di Persio è uno dei nostri preziosi collaboratori del Cofanetto magico, scrittore di novelle e poesie. Nel mezzo il noto cantante olandese Lee Towers (72 anni), con la moglie Laura.

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Giù la maschera! Davide Pagnini ci racconta del suo essere musicista nella “Città della musica” (Pesaro, Città Creativa della Musica Unesco)

aprile 18th, 2018

Davide Pagnini, cantautore e musicista

Me lo dicono tutti, al punto da avere ormai convinto anche me, che quando nell’autunno del 1983, con l’incoscienza sognatrice dei miei 26 anni, novello emulo non ricordo quanto inconsapevole del “Signor di Bergerac” dissi “No, grazie!” ad un posto in banca (peraltro legittimamente conquistato con un piazzamento da podio al termine di un apposito prestigioso concorso) e decisi di seguire una specie di impulso euforizzantemente illogico, era più difficile, rispetto ad oggi, fare una scelta così controcorrente.

Oggi che una vera “corrente” a cui abbandonarsi non ci sarebbe neppure più, è paradossalmente più facile fare scelte che diventa improprio anche definire “alternative”, visto che manca proprio “l’impianto strutturato” a cui teoricamente contrapporsi.

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