Posts Tagged ‘mauro almaviva’

Il Cervino d’Africa

mercoledì, novembre 22nd, 2017

Spitzkoppe

Anche in Africa si può scalare il Cervino.
A dire il vero il nome del monte è Spitzkoppe, ma è anche chiamato il Cervino della Namibia per la sua conformazione che ricorda molto il nostro monte alpino.
Alto 1728 m sul livello del mare, il monte si erge, però, solo 700 m dalla pianura del Namib Desert.
È parte di una struttura granitica, nata più di 700 milioni di anni fa, che comprende anche vette di minore altezza.

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Un’esondazione, in televisione, di fibrillazioni, eccellenze, bombe d’acqua e chi più ne ha, più ne metta.

sabato, aprile 22nd, 2017

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Sul Cofanetto Magico racconto dei miei viaggi africani senza la pretesa di essere uno scrittore e vi spiego perché.
Se avessi deciso di divenire giornalista avrei fallito miseramente, non solo (e soprattutto) per mancanza di talento ma anche per il rifiuto di uniformarmi alle mode linguistiche dei nostri mezzi d’informazione.
Un mio articolo sul clima non sarebbe mai preso in considerazione perché non vi avrei infilato, magari a caso, né «bomba d’acqua», né «esondare».

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Avete fumo che suona nel vostro paese? Ovvero: Livingstone, le cascate Vittoria ed io

mercoledì, febbraio 22nd, 2017

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«Avete fumo che suona nel vostro paese?» fu la domanda che una guida locale pose a Livingstone quando raggiunsero, nel 1855, “Mosi oa tunya” (il fumo suona qui) le possenti cascate dello Zambesi che l’esploratore subito battezzò “Victoria Falls” (cascate Vittoria) in onore della regina britannica.
Gli abitanti locali ne avevano terrore perché pensavano che fosse rifugio di una potente e misteriosa divinità e fu difficile per Livingstone, procurarsi una guida.
Le cascate sono le più vaste al mondo tenendo in considerazione altezza e larghezza: si estendono per 1.700 metri e l’acqua precipita per 108 metri creando nuvole di vapore che si innalzano per centinaia di metri. Il rumore poteva essere percepito, ai tempi di Livingstone (in assenza di inquinamento acustico) anche a 15 km di distanza.

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Gli Himba e le cascate Epupa in Namibia

giovedì, dicembre 22nd, 2016

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Gli Himba hanno la medesima origine etnica degli Herero, etnia pastorale arrivata nel Kaokoland, nel nord della Namibia al confine con l’Angola, nel 16° secolo.
Mentre la maggioranza degli Herero continuò in seguito la migrazione verso sud, una parte restò; attorno alla metà dell‘800, essi furono vittime di scorrerie di predatori Nama che li derubarono, progressivamente, di quasi tutto il bestiame.
Molti di loro fuggirono oltre il fiume Kunene in quella che ora è l’Angola. Qui, privati di quasi tutto e ridotti allo stato di cacciatori-raccoglitori, furono costretti a mendicare ospitalità e sostentamento; per questo furono chiamati, dalle popolazioni locali, Ovahimba (mendicanti).

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Il “BIG HOLE” e la corsa ai diamanti a Kimberley, Sud Africa

martedì, novembre 22nd, 2016

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Il Big Hole oggi (foto M.Almaviva)

Molti sanno che il gruppo De Beers è uno dei maggiori gruppi di estrazione e commercializzazione di diamanti, ma pochi conoscono l’origine del suo nome.
La sua storia è legata a quella della città di Kimberley (ora capoluogo della Provincia del Capo Settentrionale in Sud Africa), città sorta in una zona di estrazione diamantifera.
Tutto iniziò nel 1866 quando Erasmus Jacobs, figlio di un fattore, trovò, sulle rive del fiume Orange, una strana pietra con cui si mise a giocare.
La pietra passò di mano in mano finché fu identificata come un diamante grezzo (chiamato Eureka); nel 1869 fu rinvenuto un altro diamante grezzo “La Stella del Sud Africa”. In seguito una vera e propria corsa ai diamanti iniziò nella zona attorno al fiume.
Alcuni prospettori si diressero però all’interno attirati anche dalla diceria che mattoni di argilla di alcune fattorie contenevano diamanti.

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Un caffè nel bar più alto d’Africa

giovedì, settembre 22nd, 2016

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Il passo

Andare a bere qualcosa al Pub di Sani Pass (Sani Top Chalet), al confine tra la Provincia del KwaZulu-Natal in Sud Africa e il regno del Lesotho, non è come fare una gita domenicale fuori porta.
Arrivarci è, infatti, un’impresa non da poco: la strada sterrata che raggiunge il passo è una delle più difficili d’Africa tanto che, al posto di frontiera sudafricano (ove termina l’asfalto), viene consentito l’accesso solo ai veicoli 4×4.
La strada, che segue la valle scavata dal fiume Mhkomazana, si snoda in un verde fondovalle con media vegetazione e pareti rocciose dalle quali precipita una miriade di cascatelle. Incontaminati paesaggi che l’autista non deve troppo ammirare a meno di non fermarsi: carcasse di veicoli nelle scarpate testimoniano imprudenza o inaffidabilità dei mezzi.

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Le grotte Cango in Sud Africa

venerdì, luglio 22nd, 2016

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Ricostruzione di insediamento preistorico

Le grotte Cango, si trovano nei monti Swartberg a circa 30 km da Oudtshoorn (città nota soprattutto per gli allevamenti di struzzi) nella Provincia di Western Cape e sono l’attrazione turistica più antica del Sud Africa.
Abitate in epoca preistorica (per almeno 80000 anni), esse furono scoperte da Jacobus Van Zyl alla fine del ‘700 e divennero subito meta di visitatori che erano spesso soliti, però, staccare pezzi di formazioni rocciose o scrivere il proprio nome sulle pareti.

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Il mistero della «Dama Bianca» dei monti Brandberg

mercoledì, giugno 22nd, 2016

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White Lady

«Quando verrà a visitare la nostra Dama Bianca dei Brandberg?».
Così, si narra, nei primi anni ’40 del secolo scorso J. Smuts, Primo Ministro della Repubblica del Sud Africa, invitò l’abate Henry Breuil a visitare la famosa pittura rupestre nei monti Brandberg, in Namibia, che allora era governata dai sudafricani.
Breuil (1877-1961), archeologo e antropologo francese, fu uno dei massimi studiosi di arte rupestre al mondo.
Egli passò diversi anni nell’Africa del sud compiendo studi sulla ricca arte rupestre; riguardo alla Dama Bianca commise, però, un errore d’interpretazione.

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A tu per tu con un’eruzione vulcanica

martedì, maggio 24th, 2016

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Vedete quel chiarore laggiù? È un’eruzione vulcanica dalle parti del Nyamulagira.
Così un infermiere dell’ospedale di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo che allora aveva il nome di Zaire, ci venne a chiamare mentre stavamo finendo la giornata lavorativa di un tardo pomeriggio di fine aprile 1989 (quella all’ospedale di Goma fu la mia prima missione, da medico, con la Cooperazione Italiana).
Uscimmo dall’ospedale e salimmo verso la cima del Monte Goma, un piccolo vulcano inattivo che si ergeva sulle rive del lago Kivu in cui la città si specchiava.
Il buio calava presto e il lontano chiarore era ben visibile dietro le colline a nord-ovest della città.

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Swakopmund, il paesaggio lunare e l’eccidio di otarie a Cape Cross in Namibia

sabato, aprile 23rd, 2016

Palazzo Hohenzollern, 1906

Swakopmund

Swakopmund è una delle più apprezzate destinazioni turistiche della Namibia: sia la città, con i suoi palazzi di stile coloniale, sia i dintorni sono meta di turisti di tutte le età.
È singolare entrare in un ristorante di Swakopmund e trovare, tra i piatti elencati nel menu, lo stinco di maiale, i wurstel con crauti, il polpettone e così via (tutti, peraltro, molto ben cucinati) accompagnati da una buona birra locale.
È ancor più singolare che il cameriere si rivolga a noi in tedesco; poiché moltissimi turisti giungono dalla Germania per visitare quella che fu una sua colonia in Africa, il tedesco è ancora parlato.
Una piacevole sorpresa è la vasta collezione di torte e pasticcini, di tradizione germanica, del Café Anton.

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Edifici ben conservati

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