Il Cofanetto Magico http://www.ilcofanettomagico.it Tutti i colori dell'essere e dell'esistere Fri, 10 Aug 2018 08:40:55 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.2.21 Moda. Le magiche creazioni ecologiche di Nunzia Ogliormino, la vigilessa riciclessa. Modella d’eccezione Mariagiovanna Elmi. Le sue clienti famose. http://www.ilcofanettomagico.it/2018/08/01/moda-le-magiche-creazioni-ecologiche-di-nunzia-ogliormino-la-vigilessa-riciclessa-modella-deccezione-mariagiovanna-elmi-le-sue-clienti-famose/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/08/01/moda-le-magiche-creazioni-ecologiche-di-nunzia-ogliormino-la-vigilessa-riciclessa-modella-deccezione-mariagiovanna-elmi-le-sue-clienti-famose/#comments Wed, 01 Aug 2018 06:00:01 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28596

Palermo 2018. Nunzia Ogliormino, nel suo atelier della Siria Eco Design, nel centro di Palermo, intenta a studiare e preparare una creazione per una sua cliente.

L’abito, gli accessori, la bigiotteria e aggiungo anche la biancheria intima, per essere sempre piacevoli e in ordine, sono elementi importanti per la cura della propria persona. Ma lo sapevate che l’industria della moda è una delle più inquinanti del pianeta? Se vogliamo combattere questo fenomeno che potrebbe ucciderlo dobbiamo creare, produrre ed acquistare in modo intelligente, critico. Per esempio riciclando, sta a dire rigenerando un prodotto, offrendogli una seconda possibilità di vita; invece di gettarlo via. Pensate che milioni di tonnellate di abiti dismessi finiscono nelle discariche; e che dire dei milioni di lavoratori in questo settore spesso sottopagati, addirittura cercati nei Paesi più poveri con compensi di pochi dollari al giorno?

Un’originale creazione ecologica di Nunzia Ogliormino, per la Siria Eco Design, che richiama la bellezza senza tempo del corallo, che crescendo, anno dopo anno, acquista maggior splendore e colore. E’stata realizzata in cartapesta con carta proveniente dal riciclo di vecchi giornali.

Per questo motivo il mese di agosto vi propongo un’intervista con Nunzia Ogliormino, una vigilessa palermitana, madre di 3 figli, che ha deciso di creare una linea di accessori e bigiotteria ecologici, la Siria Eco Design. Già la parola “eco” promette bene… allora sentiamo dalla sua “viva” voce il resto della sua storia, a salvaguardia dell’ambiente.

Nunzia, in che senso e fino a che punto possiamo definire le sue creazioni ecologiche?

Nel senso che sono realizzate con materiali alternativi naturali di riciclo, per non inquinare ulteriormente l’ambiente; e con tutto ciò che mi suggerisce la mia fantasia.

Ha un negozio dove si possono acquistare i suoi prodotti?

Sì, nel cuore di Palermo, a 100 metri dal teatro Politeama. E’un atelier molto particolare in quanto già a partire dall’arredo tutto è realizzato con materiale di riciclo: tubi di cartone, lattine di pelati, pedane pallets, come quelle usate nei supermercati, e così via.

L’interno dell’atelier di Nunzia Ogliormino, in Via Dante 34, a Palermo.

Dove trova il materiale che adopera?

In città mi chiamano “la vigilessa riciclessa”, in quanto riciclo di tutto. Quindi chi ha qualcosa da buttare mi contatta prima di gettarla via. Di solito faccio la spesa allo storico mercato Ballarò, dove gli alimenti vengono inseriti in sacchetti di plastica colorata. Spesso in cambio di questi sacchetti regalo dei minicontenitori da borsetta, dei portapillole. Sono diventata famosa, oramai: e tutti me li conservano. A volte mi cercano per offrirmeli. Poi… uso di tutto: dai pistacchi alla plastica delle bottiglie. Trovo importante questo riciclo: una bottiglia in più levata all’inquinamento! E’come fare una carezza ad un bimbo, è come chiedere scusa alla natura per il disastro che siamo riusciti a combinare!

Quali sono le sue maggiori fonti di ispirazione, i soggetti preferiti?

Mi lascio trascinare dall’emozione. Per esempio per la collana verde che si vede nella fotografia qui sotto ho usato tazzine di plastica per il caffè. Mi sono ispirata ad un ponte di Palermo che ha una rete metallica molto alta, il ponte Bonagia, su cui si arrampicano campanule gialle bellissime. Eppure pochi le notano. La mia prima creazione con i fondi di bicchieri di plastica è nata proprio da questi fiorellini gialli; l’ho chiamata “Flower glass”. Li ho fatti di due tonalità di giallo e anche di altri colori, come, appunto, quelle verdi che indossa Mariagiovanna Elmi, la famosa ed indimenticabile fatina della televisione italiana.

In questa gioiosa fotografia la famosa presentatrice televisiva e giornalista Mariagiovanna Elmi, con una collana di Nunzia Ogliormino, della collezione “flower glass”, che si trova anche nella gradazione del giallo. Mariagiovanna è una fedele cliente della Siria Eco Design.

Una delle borse ecologiche di Nunzia Ogliormino che si abbina perfettamente alla collana indossata da Mariagiovanna Elmi.

A proposito di Mariagiovanna Elmi, tanto amata da noi italiani, spesso viene fotografata proprio con le sue borse e bigiotteria ecologiche. Come è nato il vostro incontro?

Prima di me Mariagiovanna Elmi ha conosciuto la mia bigiotteria, facendo parecchi ordini, poi, una volta conosciuta di persona, ho scoperto che meravigliosa donna è. E’arrivata nella mia vita in un momento in cui avevo risolto molti problemi e penso sempre che avrei voluto incontrarla prima… Ma si vede che proprio quello era il momento giusto per portarmi un carico di felicità di cui faccio tesoro. Anche La giornalista Alda D’Eusanio mi è stata di gran sostegno. E’stata lei la prima in assoluto ad indossare le mie creazioni e ad incoraggiarmi a dare un’ identità ai miei gioielli e quindi a creare un brand. Forse se non l’avessi incontrata Siria non esisterebbe. L’incontro con Alda è stato di fondamentale importanza perchè mi sono nutrita dei suoi apprezzamenti. Proprio come adesso avviene con… la fatina Mariagiovanna Elmi.

Ancora Nunzia Ogliormino con la bella figlia Anna Maria Lanno, e la sua cliente e amica Mariagiovanna Elmi, modella d’eccezione per questo servizio.

Un intenso primo piano della giornalista e conduttrice televisiva Alda D’Eusanio. “Mi è stata di grande sostegno” ha detto Nunzia Ogliormino.

Per le borse, che tipo di materiale utilizza? E quanto tempo passa dal momento in cui ha ben chiaro in mente il design alla sua completa realizzazione?

Per le borse uso un materiale speciale: si tratta di scarti industriali per le grandi costruzioni, materiale antiscivolo. Per questo motivo creo forme tondeggianti per addolcire la rigidità di questo materiale. Mi creda, si può trovare la bellezza in ogni cosa, sempre; devi solo scavare per farla emergere. La bruttezza non esiste; anche nel carattere delle persone. Pensi a chi è burbero, distaccato… se riesci a toccare il cuore di questo uomo o donna, può venire alla luce una bella anima. Le mie borse sono interamente cucite a mano; allora, per rispondere alla sua domanda, il lavoro è molto, quindi anche il tempo impiegato per portarlo a termine. Per i manici generalmente uso le cime delle barche.

Una splendida borsa di un colore di gran moda, con l’aggiunta del tocco vezzoso della libellula.

Quanto costa una sua creazione?

Sono pezzi unici. I prezzi variano dai 50 ai 100 euro. Li calcolo in base alle ore impiegate per la realizzazione.

A che cosa la fanno pensare questi quattro colori? Turchese, giallo, rosa, lilla.

Turchese al mare limpido. Giallo alla mimosa. Rosa alla dolcezza. Lilla, non so perchè ma visualizzo una persona spiritosa.

Regina Palace Hotel di Ischia, Mariagiovanna Elmi ancora con una bella eco collana di Nunzia Ogliormino.

La sua creazione più bella?

Sono molto legata ad una collana che ho chiamato Mediterranea, in cui ho rappresentato il mio bel mare, la mia meravigliosa isola, la Sicilia, usando materiali poverissimi; è una cascata di gocce d’acqua realizzata con frammenti di plastica, vere conchiglie e uno spago che ricorda il colore della sabbia. E’stata indossata da una nota celebrità ad una grande festa su uno yacht. Mi spiace…. ma le dico subito che non posso farne il nome, per motivi di riservatezza. Mi ha raccontato che è stata la collana per cui ha ricevuto più complimenti! Inoltre ho inventato una tecnica esclusiva che nessuno al mondo ha usato prima di me, il “gioiello in plapet”. Un vero pezzo d’arte. E’ l’insieme di PLA, polimero derivato dall’amido di mais, e PET proveniente dal riciclo di bottiglie o flaconi vari. Circa la tecnica…

Sinceramente le sconsiglio di parlarmi della tecnica…potrebbero copiargliela!

Ha ragione! Le dico solo che l’effetto è strepitoso! Preciso che è sempre tutto materiale riciclato; solo le chiusure sono in argento. Insomma, trasformo l’immondizia in gioiello, se così si può dire…

Nunzia, non dimentichiamo che lei è una vigilessa, ispettore di polizia municipale. Il suo compagno di vita è un collega. Come riesce a far conciliare un lavoro tanto impegnativo e faticoso, concreto, con quello delle sue creazioni magiche, legate alla bellezza, al piacere estetico, al sogno?

Ci riesco benissimo. Mi sembra di vivere due vite diverse, appunto. Che si compensano. Mi piace molto la mia professione, che svolgo in modo serio e responsabile. Ma quando arrivo a casa so distaccarmene e viaggiare sulle ali della fantasia e della creatività. Inoltre ho avuto un’infanzia difficile, in cui sognavo una famiglia ideale, una festa di compleanno con tanti palloncini….Non avendone avuto la possibilità, per non morire di infelicità, creavo tutto quello che mi mancava con la mia immaginazione, fantasia. Rammento che quando sentivo che iniziavano delle liti in famiglia correvo a nascondermi dietro una tenda bianca; me ne stavo lì, zitta zitta, a contare le righe di cui era intessuta, sperando che finissero presto. Ebbene, quella tenda l’ho riprodotta con pezzi di bottiglie di plastica. Sira Eco Design è stata la mia salvezza. Il nome Siria mi è stato ispirato da un cane molto amato. A volte amiamo i cani più delle persone… E mi fermo qui….Ora non penso più alle cose brutte del passato; ma solo a quelle belle del presente. Ho persino riscoperto la bellezza delle favole. Che ho cominciato a leggere adesso, da adulta!

Questo pendente, nato per la collezione Primavera Estate dello stilista Joseph Cuomo, riprende le linee e i colori del vestito. E’ realizzato in Plapet, un’esclusiva di Siria Eco Design. Il cordoncino color oro è di materiale tessile, il peso complessivo di questo “gioiello” è di appena 35 grammi. Il colore bianco, simbolo della purezza, mi fa pensare all’infanzia che dovrebbe essere per tutti i bambini piena di luce e gioia, l’azzurro richiama il mare limpido della bella Sicilia, ed il giallo dorato il sole sulle pietre verso il tramonto quando ancora non si tinge di rosso.

Quindi non posso che terminare con la classica domanda; e per il futuro? Che progetti ha? Potrebbe anche cominciare a pensare a vestiti ecologici?

Perchè no? Mai dire mai! Potrebbe essere… A ben pensarci, forse sì, ma preferisco non anticipare niente. Sto lavorando con uno stilista di grande talento: Joseph Cuomo. Ne sentirete parlare presto, è veramente bravissimo!

In poche parole il viaggio ecologico di Nunzia continua, all’insegna della rinascita di ciò che buttiamo via, che disperdiamo nell’ambiente naturale danneggiandolo. In quanto tutto si ricrea, tutto serve: anche un triste passato da cui far risorgere un presente felice, per un futuro radioso.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Cristina_Giongo
www.mariacristinagiongo.nl

Questo articolo è stato scritto a titolo completamente gratuito. Il Cofanetto magico è non profit quindi non abbiamo pubblicità a pagamento, neanche a livello redazionale. Ogni articolo viene scritto dai suoi collaboratori, pure loro non retribuiti, per pura scelta di interesse giornalistico e professionale.

Se qualcuna delle mie fedeli lettrici acquisterà un prodotto ovviamente sarei felice se pubblicasse nella pagina del Cofanetto magico di Facebook la sua fotografia mentre lo indossa! Come vedete, anche i prezzi sono… ecologici! Link alla pagina di FB: https://www.facebook.com/groups/293928807401760/

Questi deliziosi orecchini sono realizzati con oggetti di uso comune modificati nella materia. E…tanti saluti alle SIRIETTE, le affezionate clienti di Nunzia!

Il negozio dove potrete trovare le creazioni ecologiche di Nunzia Ogliormino, Siria Eco Design, si trova a Palermo, nella centrale Via Dante 34.
Potete contattarla al suo numero di cellulare: (00 39 dall’estero) 3927813383
Email: info@siriaecodesign.it
O via il sito:www.siriaecodesign.it
Pagine facebook: https://www.facebook.com/siriaecodesign/
https://www.facebook.com/nunzia.ogliormino

Proibita la riproduzione del testo e della fotografie senza citare l’autore e la fonte di provenienza. Le fotografie pubblicate sono per gentile concessione di Nunzia Ogliormino e Mariagiovanna Elmi. Soltanto quella di Alda D’Eusanio è stata scaricata dal web. Se risultasse coperta da diritti d’autore, non esitate a contattarci che la leveremo immediatamente.

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La posta del cuore dei nostri amici animali di Imma Paone. Poesia http://www.ilcofanettomagico.it/2018/07/25/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-poesia/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/07/25/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-poesia/#comments Wed, 25 Jul 2018 05:03:48 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28541 Una mia cliente, che adora il suo gattone di nome Gigio, sapendo che scrivo una volta al mese su questa bellissima rivista web, mi ha voluto omaggiare una poesia scritta da lei.

……..

E’ scritta in napoletano, ma è semplice da interpretare.

Mi è piaciuta perchè ha umanizzato a tal punto il suo micione che ha descritto un sentimento, l’amore, provato dal suo gatto per una randagina.

Buona piccola lettura ed ancora una volta vi auguro buone vacanze.

Dr. Imma Paone

 

‘A GA’TTA e MMIE’Z A VI’A

‘A ga’tta e mmie’z a vi’a è una ca fa’ccia tosta assaje!
S’appresenta ‘a tutte l’ore ‘a do gattillo mi!
Na fa’ccia tosta…cu fri’ddo, cu ca’vero, cu vie’nto…nun tene’ appau’ra e niente!
Ma ‘o micillo mio, chillo, a fa’ccia tosta nun ‘a tene.
Aspetta….”fa’mme vede’ s’arri’va”!
Fa’ a faccia indifferente, ma dinto ‘o core su’jo…aspetta e spera.
Pecche’ ‘a ga’tta e mmie’z a vi’a…l’arrubbato ‘o core.
Su’lo ca i’sso nun ‘o sape ancora.
E’ nu core piccerillo ca ancora nun sape che d’è ‘a parola ammore!

Concetta Olivieri

……..

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Suicidio assistito. Due storie di disperazione con due finali diversi. La morte non è mai la scelta migliore. http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/30/suicidio-assistito-dallolanda-due-storie-di-disperazione-e-due-scelte-una-di-vita-una-di-morte-ma-la-morte-non-e-mai-la-scelta-migliore/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/30/suicidio-assistito-dallolanda-due-storie-di-disperazione-e-due-scelte-una-di-vita-una-di-morte-ma-la-morte-non-e-mai-la-scelta-migliore/#comments Sat, 30 Jun 2018 06:00:24 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28102

La campionessa olandese di snowboard Bibian Mentel che ha sconfitto il cancro 9 volte. Nel frattempo ha messo al mondo un figlio, vinto 3 medaglie d’oro alle olimpiadi paralimpiche, la prima nel 2014 nella città russa Sochi; le altre due a Pyeongchang, in Sud Corea, due mesi fa. E’stato necessario amputarle una gamba, asportarle un polmone, ha metastasi diffuse. Ma lotta come una leonessa, nonostante i tanti momenti di sconforto.

Questa volta parto da due miei articoli pubblicati dal quotidiano nazionale Avvenire il mese scorso. Due storie che fanno riflettere; per questo voglio parlarne anche nel Cofanetto magico.
La prima riguarda Ximena Knol, una dolcissima ragazza di 19 anni, di Uden, un paese al sud dell’Olanda, depressa a causa di un abuso sessuale che le aveva distrutto il fisico, la mente ed il cuore. Kimena non era sola, i suoi genitori l’amavano, era seguita da uno psicologo. Tempo fa un medico aveva rifiutato la sua richiesta di eutanasia. Forse ce l’avrebbe fatta se per pochi euro non avesse avuto l’immediata disponibilità di un “prodotto naturale,” un conservante che si vende anche via internet in dosi massicce (ma per morire ne bastano solo 2 grammi).

Dopo averlo raffinato in una sottile polvere bianca, da bere sciolta in un bicchiere d’acqua, la morte arriva, veloce ed indolore, nel giro di circa 20 minuti. Questo composto letale era stato pubblicizzato dalla “Cooperativa ultima volontà,” De Laatse Wil (CLW), da tempo attiva nell’offrire ai suoi soci informazioni sul suicidio assistito: nonostante da mesi andasse avanti una protesta dei cittadini contro di loro, anche sotto forma di interpellanze parlamentari. Ma invano.

Uden (Paesi Bassi) Ximena Knol. A soli 19 anni ha deciso di suicidarsi. Sarebbe morta lo stesso se non fosse stata aiutata a compiere un gesto così disperato e definitivo?

Adesso e finalmente il premier Mark Rutte ha promesso di occuparsi “seriamente del caso.” E’stata aperta un’indagine giudiziaria per valutare la responsabilità diretta dell’associazione e proibirne la vendita ai privati via internet. Ma per la povera ragazza è troppo tardi! Magari avrebbe potuto riprendere a sperare, incontrare un ragazzo degno di lei, che le avrebbe fatto scordare la violenza subita. Ma se hai immediatamente a disposizione un mezzo che ti aiuta a uscire di vita senza troppi problemi, il ripensamento non ha spazio e tempo per avvenire. A maggior ragione se viene “tutelato” da una legge, che poi viene interpretata comunque come si vuole:come purtroppo è accaduto tante volte in Olanda.

E’stata la polizia a trovare il suo corpo ormai senza vita, allertata dallo psicologo dopo un suo preoccupante messaggio. Accanto una lettera d’addio. Rivolgendosi a lui scrive: “scusami perchè non hai potuto aiutarmi.” I suoi genitori, Randy e Caroline Knol, hanno mandato la partecipazione di morte a tutti i partiti politici, secondo loro responsabili della scomparsa della figlia. “La nostra Ximena, affettuosa, socevole, sempre disposta ad aiutare tutti, poteva essere salvata!” ha detto la mamma, distrutta dal dolore, in un programma dell’emittente televisiva RTL, Late night.

“La colpa è di una società impietosa ed indifferente, e del governo, il quale ha sottovalutato il problema. Nonostante da mesi era chiaro che CLW si stesse preparando a compiere un’azione terroristica contro la vita! Non trovo altre parole per definirla. La sua morte peserà sulla coscienza di tutti come un macigno,” ha aggiunto il padre. Poi con occhi gonfi di pianto, ha concluso: “mi rivolgo a chi in questo momento è disperato e pensa al suicidio: ti prego, non farlo! Ci sono tante persone attorno a te che ti amano, altrettante sono pronte ad aiutarti, puoi chiamare un apposito numero di telefono per un sostegno immediato. La morte non è mai la scelta migliore.”

Bibian Mentel con le due medaglie d’oro vinte ai giochi paralimpici che si sono tenuti quest’anno a Pyeongchang, in Sud Corea, nelle categorie snowboard cross e slalom.

Il secondo caso riguarda invece la campionessa olandese di snowboard Bibian Mentel, nata 45 anni fa ad Utrecht. Era già un talento in questa disciplina quando nel 2000 le constatarono un tumore maligno alla tibia. Dopo due anni di chemioterapia che non aveva ottenuto il risultato sperato, dovettero amputarle una gamba, un drammatico evento che la portò ad una forte depressione. Cominciò ad assumere psicofarmaci, a disperarsi. L’anno seguente rimase incinta. All’inizio si preoccupò, si spaventò: che avvenire poteva offrire alla sua creatura una madre destinata a morire nel giro di pochi anni? Nonostante ciò portò avanti la gravidanza e grazie alla nuova vita che cresceva in lei riprese a lottare, a credere nel futuro.

Nel frattempo aveva imparato ad usare il suo attrezzo sportivo anche con la protesi. Purtroppo il male che l’aveva colpita tornò, più aggressivo di prima, con metastasi. Una, due, tre volte, 74 sedute di radioterapia, cinque operazioni ai polmoni. Bibian non si scoraggiò; voleva vivere. Non solo: voleva coronare il suo sogno di partecipare alle olimpiadi invernali. Ci riuscì nel 2014 ai giochi paralimpici nella città russa Sochi; la prima medaglia d’oro nella categoria snowboardcross.

La coraggiosa Bibian Mentel, campionessa olandese di snowboard, durante gli allenamenti in vista delle Olimpiadi; ricordiamo che ha una protesi in quanto nel 2002 le amputarono una gamba per un cancro alle ossa. Ora ha mestastasi diffuse. Nonostante ciò ha vinto ben 3 medaglie d’oro. L’ultima alle olimpiadi paralimpiche di quest’anno (2018) in Sud Corea.

Ma lei aveva ancora un desiderio da realizzare: competere alle olimpiadi paralimpiche a Pyeongchang, in Sud Corea, che si sono concluse di recente, nonostante l’insorgere di nuove metastasi e l’asportazione di un polmone. Nessuno credeva più nella possibilità che potesse farcela. Escluso lei ed il marito Edwin, suo allenatore, insieme al figlio Jules e alla madre Maude, i grandi amori della sua vita. Tuttavia servivano 30.000 euro per il viaggio ed i preparativi, denaro che non avevano. Alcuni imprenditori si attivarono subito e raccolsero quella somma al solo scopo di poter sostenere una donna tanto coraggiosa. Il vero senso della solidarietà umana!Il seguito della storia è stato raccontato in un bellissimo programma trasmesso dalla televisione NOS in cui un giornalista l’ha seguita passo per passo sino a che è salita sul podio: vincitrice di altre due medaglie d’oro, nelle categorie cross e slalom.

I telespettatori increduli ed ammirati hanno assistito ai faticosi
allenamenti, ai momenti di sconforto per il dolore fisico, superati sempre con il suo solito, dolce e brillante sorriso sulla bocca e negli occhi; la sua energia, tenacia. “Ho nove vite come i gatti”, ha dichiarato felice alla stampa dopo la vittoria. “Tante quante sono state le volte che il cancro mi ha assalita e l’ho combattuto.” Durante l’ultima gara, vedendola scendere veloce sulla pista innevata un telecronista ha commentato, commosso: “pare che voli. Proprio come un angelo.” All’arrivo il figlio le è corso incontro. Abbracciandolo stretto ha detto: “tutto questo l’ho fatto soprattutto per lui, il miracolo più grande della mia vita.”

Nel caso di Bibian la vita ha avuto il sopravvento; ma se qualcuno al momento della perdita della gamba, o dopo le varie sedute di chemioterapia e radioterapia, oppure in seguito al ritorno di metastasi ancora più aggressive le avesse posto su un piatto d’argento la famosa polvere letale… che cosa sarebbe accaduto? Forse Bibian non ci sarebbe più, come non c’è più la dolce Ximena, a cui non è stata concessa la possibilità di vivere i momenti che Bibian ha goduto in seguito, che le hanno fatto dire: “adesso sono la donna più felice del mondo.”

Uden (Olanda) 2018. Riposa in pace, dolce Ximena!

Non aggiungo altro perchè capisco che tante persone colpite e prostrate da gravi problemi e forti dolori, non possono percepire o accettare parole di speranza, fede, coraggio; come ad un certo punto non sono più servite a DJ Fabo, la cui vicenda ha commosso e fatto discutere mezza Italia. Chi siamo noi per giudicare, e tanto meno colpevolizzare chi disperatamente urla: “non ce la faccio più!

E, siamo sinceri, chi nel corso della sua esistenza non ha mai pensato, in un momento di devastante sofferenza, di non aver più voglia ed energia per andare avanti?

Ho solo voluto raccontarvi due storie che sicuramente faranno riflettere, come mi hanno fatto riflettere le parole del padre della povera Ximena, che desidero ripetervi : “mi rivolgo a chi in questo momento è disperato e pensa al suicidio: ti prego, non farlo! Ci sono tante persone attorno a te che ti amano, altrettante sono pronte ad aiutarti, puoi chiamare un apposito numero di telefono per un sostegno immediato. La morte non è mai la scelta migliore.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Vi ricordo che IL COFANETTO MAGICO ANDRA’IN VACANZA IN LUGLIO E AGOSTO. In questo periodo potrete rileggere tutti i nostri articoli del passato. Le mie interviste a personaggi famosi del mondo dello spettacolo, dossier pedofilia, eutanasia, attualità…… la rubrica sugli animali di Imma Paone, i racconti di Valentino di Persio, con l’aggiunta delle ricerche fotografiche di Marica Caramia, gli affascinanti racconti di viaggi in Sudafrica di Mauro Almaviva, le poesie di Pietro Pancamo, i recenti articoli di Paolo Pagnini, di tutto e di più.

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Nota:

Link alla pagina di facebook dove si possono inviare le condoglianze per la scomparsa della povera Ximena e le proteste per fermare la vendita della polvere letale via internet.

In questo splendido video vedrete la campionessa olandese Bibian Mentel durante gli allenamenti che l’hanno portata a vincere ben tre medaglie d’oro alle olimpiadi paralimpiche. La si vede volare come un angelo sulle piste innevate, incurante del dolore fisico e la fatica. Sempre con tanto coraggio e gioia di vivere.

Condividete questo link, per favore, se volete mandare un po’di luce a chi è affetto dal cancro ed è disperato.

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http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/30/suicidio-assistito-dallolanda-due-storie-di-disperazione-e-due-scelte-una-di-vita-una-di-morte-ma-la-morte-non-e-mai-la-scelta-migliore/feed/ 0
“Falsomagro” (una recensione di Pietro Pancamo) http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/27/falsomagro-una-recensione-di-pietro-pancamo/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/27/falsomagro-una-recensione-di-pietro-pancamo/#comments Wed, 27 Jun 2018 06:00:29 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28425 16087348189

Monia Gaita, Falsomagro, Guida Editori, Napoli, 2009

 

Nella raccolta di versi Falsomagro dell’avellinese Monia Gaita, è protagonista, tanto nobile quanto indiscussa, una poesia armoniosa che –scaturendo si direbbe da una ferita complessa e articolata– procede con inquieta eleganza e che –lasciandosi guidare dall’estrosa precisione del dolore (bravissima, com’è noto, a (s)covare sempre e regolarmente l’immagine più giusta per esprimere l’esatta consistenza della vita)– riesce puntualmente ad imboccare la strada migliore per addentrarsi e perdersi in uno stile sicuro, che avanza a gran passi (o, se vogliamo, “[…] a forti dosi”) fra sussulti continui d’innegabile ricerca… e ricercatezza.


 

monia-gaita-2

Monia Gaita

 

Uno stile “falsomagro”, insomma, quello della rimatrice in questione: cioè uno stile che (pur nell’asciuttezza pervasiva che domina sintetica e palese lo spazio raccolto d’ogni verso) si rivela a ben guardare non solo carico e lussureggiante di metafore, ma anche ricco oltremisura d’invenzioni linguistiche, in cui la parola (gioco afflitto e malinconico, innescato da un sincero, se non istintivo moto di ricerca) sa ritrarre con l’incantevole maestria di virtuosismi lessicali e termini forbiti o desueti l’intima affezione che mina la realtà, avvelenandone di norma, e drasticamente, il codice genetico: ed ecco allora che il lettore, inevitabilmente, si trova proiettato “nella scoliosi strutturale/ delle cose […]”, mentre i desideri (“segnievidentifine/ al proseguire […]” e cattivi consiglieri che, confusi dai “[…] rebus del buio”, spingono nel baratro) si configurano come la rovina incandescente di qualsiasi speranza.

Pietro Pancamo
CHI SONO

 
 
 
 

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http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/27/falsomagro-una-recensione-di-pietro-pancamo/feed/ 0
La posta del cuore dei nostri amici animali di Imma Paone. Le vacanze estive. http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/25/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-le-vacanze-estive/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/25/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-le-vacanze-estive/#comments Mon, 25 Jun 2018 05:49:51 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28324 Gentile Dottoressa,
sempre grazie per i suoi articoli con speciali consigli per i nostri amici animali.
In vista delle vacanze estive la prego di scrivere ancora un pezzo sulle loro vacanze, magari con soluzioni alternative, se ci sono, alla pensione.

……..

Ho un cane maltese che ho mandato in pensione sin da piccolo durante le nostre vacanze. Ed è sempre andata bene. Ma la volta scorsa no; la cucciola, che ora ha 3 anni, ne ha sofferto.
Innanzitutto ha pianto quando l’abbiamo lasciata e salutata. In seguito temeva di essere lasciata sola in una stanza e cominciava a tremare. Eppure è una pensione seria, che costa anche una certa cifra, quindi per noi è anche un sacrificio economico.
I primi due anni si era divertita, aveva giocato con gli altri cani, era tornata allegra e felice.
Ci sono alternative possibili?
Purtroppo non abbiamo parenti che possano occuparsene in nostra assenza.
Ci conviene riprovare anche quest’anno o cercare alberghi dove poterla portare con noi?

……..

Grazie di cuore se potrà rispondermi.
Alessandra da Torino

Salve Alessandra,

sono contenta che Le piacciono i miei articoli, cerco sempre di rispondere in maniera semplice e chiara e soprattutto cerco di aiutarvi risolvendo, nel limite del possibile, i vostri dubbi.

Lasciare il proprio cagnolino in pensione è, non solo per il cane, ma anche per molti proprietari, fonte di stress, quindi capisco perfettamente il suo dispiacere e pianto ( è successo anche a me!).

Io personalmente cerco di convincere i miei clienti a portarli con loro. Oggi, fortunatamente, molti alberghi accettano volentieri gli animali, ed alcuni mettono a disposizione camere leggermente modificate ( ad esempio senza moquette ) per rendere più semplice la pulizia.

Se si decidesse di andare in vacanza al mare in questi ultimi anni tantissime spiagge hanno allestito una dog-area, delle docce per sciacquare il pelo dopo il bagno in mare, offrono ciotole per l’acqua ed il cibo ed addirittura sono munite di un servizio dog-sitter.

……..

Qualche anno fa sono andata a Rimini per un congresso portando con me la mia dolce Valentina, una meticcetta che oggi ha 12 anni, e con piacere ho potuto constatare la bellissima organizzazione di quei lidi.

Se non fosse possibile viaggiare con il proprio cagnolino, in genere suggerisco un dog-sitter di estrema fiducia, al quale dare le chiavi di casa, che possa trascorrere con lui diverse ore del giorno per poi riportarlo a casa per la notte.

Ulteriore soluzione potrebbe essere una persona, sempre di estrema fiducia, a cui poter lasciare, come una sorta di affido temporaneo, il proprio cagnolino ( che quindi vivrà a casa del temporaneo proprietario per tutto il tempo del suo soggiorno ).

Come ultima scelta suggerisco la pensione per cani.

In realtà ne esistono di diverso tipo, in termini di bellezza del posto, pulizia dei box, cura del cagnolino, sensibilità di chi ci lavora, costo del soggiorno.

Qui a Napoli ho visitato, anni fa, una pensione che somigliava ad un residence a più stelle, in cui i cani soggiornavano in box singoli molto puliti e confortevoli, munito di un esteso prato in cui si lasciavano a turno “sgambettare” i cani e dove quelli più tranquilli potevano anche socializzare, una cucina identica a quella dei ristoranti, tutta in acciaio, dove un cuoco cucinava per quei cani abituati al cibo casalingo e soprattutto, oltre ad un personale adibito alla gestione dei cani, anche un veterinario disponibile per eventuali emergenza.

Insomma quasi un paradiso per cani. Sicuramente come questo ne esistono altri in tutta Italia, basta cercarli ed andarli a visitare prima di lasciare il proprio cane.

Spero di esserLe stata di aiuto e soprattutto conforto, ma per qualsiasi altra delucidazione non esiti a contattarmi.

Buone vacanze.

Dr. Imma Paone

Colgo l’occasione per ricordare a tutti i nostri amici lettori che anche il Cofanetto Magico andrà in vacanza e ritorneremo a scrivere nuovi articoli subito dopo le ferie estive.

……..

Buone vacanze a tutti.

CHI SONO

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La morte di Alessandra Appiano. Quando di colpo il malessere di vivere diventa insopportabile, ingestibile. Aveva chiesto un aiuto professionale. La procura ha disposto dovuti accertamenti. Il mistero dei due rintocchi di campana e la promessa di pregare per lei. http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/20/alessandra-appiano-giornalista-scrittrice-quando-il-malessere-di-vivere-diventa-insopportabile-ed-ingestibile-la-procura-ha-disposto-dovuti-accertamenti-sul-suo-suicidio-mantengo-la-promessa-che/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/20/alessandra-appiano-giornalista-scrittrice-quando-il-malessere-di-vivere-diventa-insopportabile-ed-ingestibile-la-procura-ha-disposto-dovuti-accertamenti-sul-suo-suicidio-mantengo-la-promessa-che/#comments Wed, 20 Jun 2018 06:00:03 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28412

Era facilissimo volere bene ad Alessandra Appiano, giornalista, scrittrice, autrice televisiva, sia vedendola in televisione, gli ultimi mesi spessissimo, sempre sorridente e bella; sia conoscendola di persona. Una donna colta, ottima scrittrice, soprattutto quando dipingeva il mondo delle donne e della solidarietà fra le donne, un valore da difendere e coltivare. Elegante, fine, mai volgare, mai sopra le righe. Era un piacere seguirla in televisione, era un piacere esserle amica. Amicizia infatti è dividere pensieri, sogni, soprattutto ideali.

L’intervistai per Il cofanetto magico proprio sul tema della solidarietà umana. Sul suo impegno nell’aiuto alle popolazioni più povere; un valore condiviso. Rileggete questo articolo e soffermatevi sulle ultime sue parole con cui si conclude:
Capirete molto della sua personalità e del suo non voler mai chiedere aiuto per se stessa: parole profetiche in questo momento. Parole che rivelano la sua anima generosa.

La mia bella amica, durante un suo viaggio di solidarietà u mana.

Un giorno mi inviò un messaggio molto turbata per le notizie uscite sullo scandalo Oxfam. Mi domandò di sostenerla con un articolo sul quotidiano Avvenire, con cui collaboro, o sul Cofanetto magico e con un commento nella mia pagina di facebook, (su cui era sempre presente), per far capire alla gente che non si può abbandonare un’associazione che fa tanto per il terzo mondo solo per la cattiveria di alcune mele marce, persone malvage che hanno infangato il loro nome e credibilità.

Quando cominciò a star male mi scrisse che temeva potesse essere stata nuovamente “colpita da una depressione devastante”. Le dissi di correre subito dal medico; mi assicurò che avrebbe seguito il mio consiglio. In seguito mi tranquillizzò, aggiungendo di non preoccuparmi perchè “ce l’avrebbe fatta, doveva soltanto lavorare meno in quanto era molto, molto stanca.” L’ultimo suo messaggio fu: “prega per me” Quindi era fiduciosa e chiedeva solo il sostegno della preghiera. Chi dice che NON AVEVA CHIESTO AIUTO SBAGLIA! Non la conosceva di sicuro e farebbe bene a non dire, quindi, che era sua “grande” amica.

Tuttavia, dopo il suo suicidio io stessa mi sono domandata se non avevo sottovalutato le sue parole, rileggendo mille volte i suoi messaggi che, nonostante l’ammissione di sentirsi “malissimo”, erano tuttavia molto saggi, speranzosi, e, appunto: rassicuranti.

Ne ho parlato al telefono anche con suo marito, Nanni Delbecchi. No, non potevamo neanche intuire che avesse deciso di togliersi la vita! Inoltre, e ci tengo a ribadirlo, si era fatta ricoverare, il 17 maggio; affidandosi ad una struttura professionale che riteneva potesse aiutarla e proteggerla: questo significa che, ripeto, aveva ancora voglia di vivere, e faceva il possibile per guarire. Naturalmente anche per poter continuare a stare vicino ai suoi genitori anziani, che amava tanto!

Alessandra Appiano con il caro marito Nanni Delbecchi, pure giornalista e scrittore.

Questo lo scrivo per coloro i quali sui social hanno lanciato accuse contro la famiglia chiedendosi come mai non si fossero accorti di nulla e non fossero intervenuti in tempo. Tutti le erano vicini, tutti l’amavano, e l’intervento c’era stato, sostenendo il suo percorso di cure in clinica per riprendersi e riposarsi in tutta tranquillità.

Ho letto anche la critica di qualcuno che si chiedeva che cosa le mancasse… “aveva tutto: la bellezza, il successo, una vita agiata.” Si tratta di persone che non hanno capito nulla; non basta l’affetto della famiglia, la bellezza, la stabilità economica e lavorativa, non basta una nuova lavatrice o il successo di un libro per essere felici. A volte è la vita stessa che diventa una malattia; e non tutti hanno la forza di sopportarla, di combatterla.

Inoltre ogni psichiatra può testimoniare il fatto che quando un paziente ha deciso di suicidarsi (non solo per attirare l’attenzione) la maggior parte delle volte niente e nessuno può fermarlo. Credo che Alessandra fosse molto perfezionista, precisa, anche sul lavoro, a cui teneva molto; aveva quasi un’ansia da prestazione. In realtà l’aveva verso tutti; anche verso se stessa, da cui pretendeva molto, a volte troppo.

Quello che possiamo fare ora è ricordarla con l’affetto di sempre, stringendoci attorno ai suoi genitori, al marito Nanni Delbecchi, noto e bravo giornalista e scrittore, adorato e che l’adorava, il quale su Il fatto quotidiano ha tracciato uno splendido ritratto di lei. Un bellissimo ricordo e testimonianza d’amore. Eccolo. Cliccare su questo link.

Condoglianze anche alla sorella Antonella e al cugino Emilio con la sua famiglia, pure a nome dei redattori e lettori del Cofanetto magico.

Alessandra mi raccontò che in passato il sentimento di non appartenere alla vita e ad una vita a volte crudele, indifferente, l’aveva già colpita. Era riuscita a gestirlo a lungo, a conviverci, ad opporsi a quella stanchezza esistenziale che quando ti coglie ti leva ogni energia.

Già nel 2017 aveva cominciato a sentirsi spossata… sempre in televisione; aveva preso tanti, troppi impegni! Riferendosi al passato mi aveva raccontato la sua delusione nel constatare che nel nostro mondo, invece di essere solidali, tanti colleghi, “ti passano sopra come carri armati,” pensando solo al loro interesse.

Mentre Alessandra non era così! Chi l’ha conosciuta dal lato professionale lo sa benissimo. Anzi, era sempre pronta a dare una mano a chi le chiedeva un consiglio, un appoggio. Una bella anima, un’anima buona. Quando le dissi che stavo scrivendo un romanzo che, ironia della sorte si chiama proprio “Mamma voglio morire,” mi disse subito di contattare a suo nome ad un editore, appena finito. Se un giorno verrà pubblicato glielo dedicherò. Intanto lei aveva da poco terminato di scrivere un libro per le edizioni Piemme, “Il bicchiere mezzo pieno”.

Dolcissima la dedica che mi fece regalandomi il suo libro “Ti meriti un amore”:
14/6/2017. A Maria Cristina, che si merita tutto l’amore del mondo! Un bacio Ale ” Con un cuore disegnato.

Milano, 11 giugno 2017. Alessandra Appiano venne nell’albergo dove alloggiavo, di passaggio da Milano, per donarmi un suo libro, dicendo che le avevo portato fortuna quando era stato pubblicato! Era felice e serena. Come avrei voluto che quella fortuna fosse durata in eterno! Foto Hans Linsen

Voglio nuovamente sottolineare che gli ultimi suoi messaggi erano accorati, ma sempre affettuosi: significativi sul suo stato d’animo in fase di crollo, presagivano l’inizio di un esaurimento nervoso, come lei stessa sospettava, ma non lasciavano intuire il dramma che l’avrebbe travolta: quello di non aver più interesse nella vita. Di non riuscire più “a reggerla”.

Avrei potuto riportarne alcuni qui, ma penso che quando una persona si confida con te e scrive solo a te non è bello rendere pubblici i suoi pensieri. Ne ho solo tratto qualche frase significativa, che sottolinea quanto affermo. In uno di essi, recente, in cui le chiedevo come stava, scusandomi se la contattavo in un momento di superlavoro, mi aveva scritto di non preoccuparmi, mi leggeva volentieri perchè “da me veniva sempre qualcosa di buono.”

Voglio quindi testimoniare che gli ultimi mesi aveva avuto momenti di felicità e tranquillità, come durante un viaggio compiuto lo scorso dicembre a Gerusalemme. “Un bel viaggio in Israele” dove aveva “veramente staccanto la spina,” da cui era tornata rasserenata il 5 gennaio scorso.

Mi perdoni chi mi aveva chiesto informazioni sui funerali per non avergliele date. Proprio perchè riservate. D’altra parte è giusto che avvenissero in forma privata. Circa la dinamica della sua morte potete leggere un articolo ufficiale uscito nel quotidiano La repubblica, che spiega l’accaduto ed il motivo per cui la procura ha aperto un fascicolo a riguardo. Ecco il link.

Il dubbio da sciogliere, riguarda infatti la domanda su come sia possibile che una persona ricoverata per ricevere delle cure a causa di un forte esaurimento nervoso possa uscire dalla clinica, recarsi in un grattacielo e poi da là gettarsi dalla finestra.

Per quanto mi raccontava mio padre, primario medico plurispecialista, se volontariamente vuoi lasciare l’ospedale deve avvenire sotto la tua responsabilità, in pieno possesso delle tue facoltà mentali, firmando personalmente un documento che attesti queste condizioni. Suppongo poi che si debbano avvertire i parenti più stretti, nel caso specifico il marito, prima di dare l’assenso( anche sulla valutazione delle cure che Alessandra stava facendo). D’altra parte non sta a noi giudicare e fare congetture oltre un certo limite, ma appunto alle autorità competenti di disporre accertamenti sulla procedura delle dimissioni dalla struttura ospedaliera.

Come è avvenuto. Dobbiamo quindi avere piena fiducia nel lavoro sempre accurato della procura; oltre tutto l‘ospedale Turro San Raffaele, dove era ricoverata Alessandra mi pare abbia un buon nome. Pertanto prima di dare giudizi affrettati, attendiamo la chiusura del fascicolo e i risultati finali.

Questo quadro di Roberto Ferruzzi, si chiama La Madonna del Riposo, o Madonna della tenerezza. Ferruzzi nacque nel 1853 in Dalmazia, da genitori italiani. Perse prematuramente l’amatissima moglie. Lo trovo molto significativo nel ricordo di Alessandra Appiano. Come sarebbe bello poter rivivere, anche un solo momento, la sensazione di tepore nelle braccia della nostra mamma, riposandoci sul suo petto, in pace e serenità, senza problemi, protetti, accuditi. Tornati bambini.

Alessandra aveva scritto in un suo post di facebook: “mia mamma non ci vede più e io per lei sono sempre e solo la sua bellissima bimba di sempre. Che ha amato tantissimo, come nessun altro al mondo mi amerà.”

Vi segnalo un video di Youtube che ha riportato alcuni miei pensieri che avevo pubblicato in un post nella mia pagina di facebook.

Mantengo la promessa fatta ad Alessandra: il 25 giugno, per motivi personali non posso prendere un aereo dall’Olanda, (dove, come sapete, abito da 37 anni) ma Hans ed io le saremo comunque accanto con la preghiera. Ci recheremo in una cappella vicino a casa nostra, accenderemo una candela, le porteremo un fiore.

Chi si trova in Italia e vorrà andare alla riunione delle sue amiche di salvataggio, alla Mondadori, in piazza Duomo 1, alle ore 18.00, partecipi anche a nome mio, a testimonianza del nostro affetto.

Questa “commemorazione” è stata pensata da loro proprio per ricordarla in mezzo ai suoi amati libri, tante volte presentati nelle librerie, luoghi a lei cari, dove si trovava a suo agio, forse più che in televisione a parlare di… gossip. Una mia cara amica, Claudia Tagliabue, porterà un mio messaggio da leggere.

Il giorno del suo suicidio, il 3 giugno scorso, con mio marito Hans eravamo andati in un piccolo paese olandese che si chiama Thorn, a festeggiare il nostro anniversario di matrimonio. Verso le 13 e 45 ci fermammo in un caffè con i tavolini fuori a mangiare qualcosa, nella piazzetta dove si erge una bella chiesa. Una particolarità di questa basilica è che davanti si trova un piccolo cimitero visibile anche dai locali circostanti.

Alle 14.00 si diffuse il rintocco della campana che segnava l’ora. Mi piace tanto il suono delle campane! Ma questa volta improvvisamente mi sentii triste, non so perchè. Lo trovai molto strano. Tornati a casa, quando appresi la terribile notizia, qualcuno mi disse che Alessandra aveva… preso il volo proprio alle 14.00! “Prega per me…..”

Concludo, ancora con tanta tristezza nel cuore. Prima però voglio dire a chi mi sta leggendo e sta pensando di togliersi la vita: per favore, non cedete alla sofferenza! L’esistenza non è fatta solo di momenti brutti, anche se ora vedete tutto nero. Stringetevi di più ai vostri amici, ai vostri cari, senza temere di pesare su di loro. Chiedete una volta tanto un aiuto per voi stessi, chiedete un abbraccio forte, d’incoraggiamento.

Allora ogni ansia, fatica, tensione, paura si potranno attenuare, forse anche scomparire. I caldi raggi del sole torneranno a scaldarvi; e di colpo una luce si accenderà per illuminare il buio della vostra mente.

Buon riposo, dolce Alessandra, buon viaggio verso quel paradiso di felicità dove un giorno ci ritroveremo tutti insieme in pace, serenità, armonia. Per sempre.

Una delle tue amiche di salvataggio,

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Cristina_Giongo

www.mariacristinagiongo.nl

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Andrea De Carlo “esporta” in Francia uno dei suoi capolavori! http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/18/andrea-de-carlo-esporta-in-francia-uno-dei-suoi-capolavori/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/18/andrea-de-carlo-esporta-in-francia-uno-dei-suoi-capolavori/#comments Mon, 18 Jun 2018 05:00:36 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28485

L’8 giugno dalla sua pagina facebook sulla quale è particolarmente attivo, Andrea De Carlo in persona, ha pubblicato la foto della nuovissima scintillante edizione francese di “Due di Due” quello che io ho sempre ritenuto (e a questo punto forse possiamo dire che stia diventando opinione comune) il suo capolavoro.

Due di Due”, pubblicato in prima edizione nel settembre 1989 da “Arnoldo Mondadori Editore” e poi più e più volte ripubblicato anche per diversi editori (io stesso ne possiedo quattro copie, ognuna con una “storia” tutta personale) è uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Di sicuro è stato il libro che mi ha spalancato alcune porte che mi hanno permesso di conoscere di me aspetti che fino quel momento se n’erano stati ben bene nascosti.

Un po’ come per l’Alex protagonista del romanzo d’esordio di Enrico Brizzi, che proprio nelle prime pagine di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, svela: “fino al giro di boa dei sedici anni e mezzo il nostro minorenne attento pettinato pavidissimo – un volenteroso assoluto – era rimasto a marcire a un palmo dalla cattedra dei profili (…) …terminata la lettura di Due di due dell’Andrea De Carlo quel matto aveva deciso con una fermezza giovanile di natura febbricitante e apparentemente superumana che nulla sarebbe stato più come prima…”.
Io di anni, nell’89 ne avevo decisamente di più di Alex, ma anche per me è stato lo stesso.
La storia dell’amicizia di Mario e Guido mi ha toccato nel profondo, ha modificato il mio modo di vivere l’intreccio dei miei rapporti umani, le amicizie, gli affetti, la famiglia, l’idea di come concepire il lavoro, di come scegliere il posto da occupare nella società.

Parlare di un libro ormai prossimo a compiere trent’anni e preoccuparsi di non “spoilerarlo” lo so che sembra un po’ da ingenui. Ma io non sopporto quelle “recensioni” che sono sostanzialmente degli articolati e dotti riassunti e finiscono per farti credere di non avere più neppure “bisogno” di leggerlo, il libro, visto che ormai “lo sai”…

Ecco, io invece credo che parlare o scrivere di un libro, debba avere esattamente lo scopo opposto, ovvero farti nascere il desiderio di andarlo a scoprire, e, addirittura, se l’hai già letto, di far nascere la voglia di rileggerlo.

Per cui non aggiungerò molto altro. Voglio solo dire che i due protagonisti ho finito per sentirli e considerarli come amici reali, al punto che quando nelle prime righe di un altro romanzo di De Carlo (Villa Metaphora) è apparso il nome di Lara Laremi (Laremi è il cognome di Guido) ho avuto come un sussulto (la figlia di Guido?!) e ho capito che anche quel libro mi sarebbe piaciuto molto (e infatti così è stato).

Nella prima foto Paolo Pagnini e Andrea De Carlo. Nelle successive due dediche per Paolo.

Andrea De Carlo l’ho conosciuto, come scrittore, appunto, nell’89 grazie a questo libro trovato in biblioteca. Doveva essere proprio destino, visto che io rarissimamente prendo libri in prestito, perché a me i libri piace comprarli, per poi tenerli, e averli lì, tutti in fila e magari, ogni tanto sceglierne uno e tornare a sfogliarlo. Ma questa è un’altra storia.
Dopo “Due di Due”, ho recuperato e letto tutti i suoi libri precedenti e non l’ho più mollato.

Poi, una decina d’anni fa l’ho conosciuto anche di persona, e ho ritrovato in lui tutto quello che mi era arrivato dalla lettura dei suoi romanzi.

Andrea De Carlo è una persona gentile e garbata, con occhi curiosi e penetranti. Mi ha fatto sempre sentire a mio agio, come si fa con un amico. E io ho sempre mantenuto un atteggiamento non invadente. Ci siamo incontrati in diverse occasioni: a Urbino, dove ha una casa ed è di casa, visto che il padre, il grande Architetto Giancarlo De Carlo, ha firmato numerose opere (abitazioni, collegi universitari, recupero di edifici storici, come il Teatro Sanzio e quartieri), e a Pesaro e dintorni in occasione di presentazioni, speech e ospitate ad eventi e manifestazioni.

Mi piace chiudere ricordando che nel più recente dei nostri incontri, mi ha chiesto qualche dettaglio sul mondo dei social sul quale io ero già attivo e che lui invece osservava con una certa circospezione.
Evidentemente devo essere stato esaustivo, chiaro e in qualche modo convincente, visto che di lì a poco ha iniziato ad occuparsi personalmente di una pagina facebook attraverso la quale mantiene ora un contatto costante e molto attivo (e interattivo) coi suoi numerosissimi e appassionati lettori ed estimatori.
Al punto che ha scelto proprio questo strumento per annunciare con un certo orgoglio l’uscita dell’edizione francese di “Deux sur Deux”, con un post che rivela tutta la sua soddisfazione e che mi piace interpretare come la conferma che anche per lui, questo libro, ha qualcosa in più.

Le voilà. Dans la belle traduction par Chantal Moiroux, publié par les amis de HC Éditions. La foto di copertina è mia. Che belli tutti i vostri messaggi di ieri. Grazie!

****

Link utili:

Sito ufficiale: www.andreadecarlo.com

Pagina FB ufficiale: www.facebook.com/Andrea-De-Carlo-569922389780265/

Riferimenti Wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_De_Carlo
https://it.wikipedia.org/wiki/Due_di_due
https://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Frusciante_è_uscito_dal_gruppo_(romanzo)

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Paolo Pagnini
CHI SONO

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E’ morto Gino Santercole, amico del nostro Cofanetto magico! La sua rinascita, l’amore per la vita, la speranza nella bontà dell’uomo. Buon viaggio, Gino! http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/09/e-morto-gino-santercole-amico-del-nostro-cofanetto-magico-la-sua-rinascita-lamore-per-la-vita-la-speranza-nella-bonta-delluomo-buon-viaggio-gino/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/09/e-morto-gino-santercole-amico-del-nostro-cofanetto-magico-la-sua-rinascita-lamore-per-la-vita-la-speranza-nella-bonta-delluomo-buon-viaggio-gino/#comments Sat, 09 Jun 2018 20:03:02 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28396

Gino Santercole, anche lui cresciuto in via Gluck, come lo zio Adriano Celentano

Cari amici, purtroppo stanotte è morto a Roma, di infarto, Gino Santercole, 78 anni, amico del nostro Cofanetto magico! Cantautore, compositore, attore e chitarrista. Ripropongo la bella intervista che mi rilasciò anni fa, unendo le condoglianze a nome di tutti noi alla sua adorata moglie Melù e alla sua famiglia, allo zio Adriano Celentano.
Ecco l’intervista che gli feci per Il cofanetto magico anni fa, molto bella, sincera, per cui continuò a ringraziarmi…anche su facebook! Un uomo simpatico, tanto caro, umile.

Un’allegra foto Di Gino Santercole con i loro amici, musicisti ed il famoso zio, Adriano Celentano

Bellissime le parole che ci scrisse nei commenti quando uscì l’articolo. Più volte rispose personalmente ai nostri lettori. Eccone due, il miglior modo per ricordarlo:

GINO SANTERCOLE scrive:
8 febbraio 2011 alle 20:41

CARA CRISTINA E TUTTA LA REDAZIONE DEL ” COFANETTO ”
NON SO COME SPIEGARE I MIEI SENTIMENTI RIGUARDO IL VS.ARTICOLO.
COMMOSSO E’ DIRE POCO….SONO MOLTO FELICE…E PENSO CHE IN QUESTA MERAVIGLIOSA VITA , FATTA DI TANTE DELUSIONI , PROBLEMI , SEPARAZIONI ,CONFLITTI….CI SIA SEMPRE UNA RINASCITA ,COME UOMO PADRE,MARITO, ARTISTA ( importante e’ la salute, diceva il grande TOTO’) E ANCHE (grazie a Gesu’ ) COME NIPOTE…. DEVO DIRE IL PIU’ FAMOSO DEI ” NIPOTI “….!! E QUESTO CONFERMA IL VS. ARTICOLO SU DI ME, APPUNTO IL NIPOTE DI A. CELENTANO…CHE TUTTO SOMMATO GRAZIE AL CARO ZIONE HA POTUTO ESPRIMERE SE STESSO…! VORREI ESPRIMERMI SE MI E’ PERMESSO,IN UN MESSAGGIO PER TUTTI COLORO CHE HANNO DEI DUBBI SULLA VITA, BELLA O BRUTTA, MA SEMPRE DEGNA DI ESSERE VISSUTA,CHE COME DICE UN GRANDE ARTISTA ” LA VITA E’ BELLA ” Roberto Benigni….E LA SPERANZA DEVE VIVERE SEMPRE DENTRO LA NOSTRA ANIMA! IO CREDO NELLA BONTA’ DEGLI UOMINI , VI ASSICURO CHE CE NE SONO TANTI…

E, poi, ancora:

GINO SANTERCOLE scrive:
12 febbraio 2011 alle 15:37

CARA CRISTINA HAI FATTO VERAMENTE UNA COSA MOLTO BELLA..
E I RISULTATI LO CONFERMANO ,CON GRANDE PASSIONE ED EMOZIONE
DA PARTE DI QUESTI AMICI ..GRAZIE ….. HO POTUTO CONOSCERE IL LORO PENSIERO MOLTO COMMOVENTE SULLA MIA PERSONA ……NON IMMAGINAVO TANTO AFFETTO…..PER QUESTO DICO CHE LA VITA E’ BELLA…E TI DA OGNI TANTO, MOMENTI DI GRANDE GIOIA…..
UN BACIONE A TUTTI E A TE CRISTINA ,DUE…………………GINO

Grazie, Gino, sarai sempre nei nostri cuori!

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

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…corri felice nei prati immensi http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/08/corri-felice-nei-prati-immensi/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/08/corri-felice-nei-prati-immensi/#comments Fri, 08 Jun 2018 09:39:28 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28364

Sono certo che la mia “Rampina”, l’eroica e favolosa cavallina che voi tutti conoscete, sarà felice di cedere, questo mese, il posto ad un altrettanto eroico personaggio, Tobia, un simpatico cagnolino volato in cielo la settimana scorsa, lasciando nello sconforto il suo salvatore, l’amico Pietro Goina, col quale agli inizi del nuovo secolo, ebbi a condividere una missione di Peace Keeping in Kosovo, sotto l’egida delle Nazioni Unite. Tobia, salvato dal freddo e dalla fame da Pietro, era diventato la mascotte del nostro contingente, sempre in allerta con i suoi occhioni vispi ed intelligenti, pronto a percepire qualsiasi vibrazione sospetta nell’aria. Sorrido al ricordo di quando Pietro veniva tacciato, scherzosamente, per quello che portava “sfiga”: il ritardo di un aereo, la foratura di una gomma, l’appuntamento mancato con una donna –accadeva sempre per colpa sua-. Con l’arrivo di Tobia, invece, le cose cambiarono. In loro presenza tutto volgeva per il meglio. Ciao Tobia, mi associo al dolore del tuo benefattore che hai saputo gratificare lautamente con le tue eroiche imprese, col tuo affetto incondizionato, con la tua preziosa compagnia. Conservo ancora il ricordo di quando, ansioso ed affettuoso, venisti a salutarmi all’aeroporto di Djacova. Era il 31 maggio del 2006. Dovetti rientrare definitivamente in Italia, per essere collocato, il giorno successivo, nell’odiata quiescenza.
Valentino Di Persio

CIAO TOBIA

Di Piero Goina

Mi hai lasciato in silenzio guardandomi fino all’ultimo negli occhi, ti tenevo la zampa, ascoltavo il tuo cuore abbracciato a te, ti parlavo rassicurandoti sul tuo nuovo viaggio che stavi per affrontare. Hai fatto un grande sospiro sul tuo divano… ho capito che tu volevi rassicurami ma che sapevi che la mia era una immensa dolorosa bugia verso te. Sarai sempre l’unico grande eroe della mia vita.
Ti ricordo in quel lontano gennaio 2006 quando ci incontrammo in quello che era stato il più freddo inverno degli ultimi 150 anni nel lontano Kosovo. Non potevo aiutarti… le regole me lo impedivano ma tu, nonostante la fame, il freddo ed i mille pericoli, ogni mattina eri lì ad aspettarmi davanti alla porta del mio ufficio. La pioggia, il vento gelido, la neve, il ghiaccio e ancora tanto freddo e tante angherie, mai ti impedivano di dirmi in silenzio che mi volevi con te. E fu così che diventasti l’amico del grande Contingente Italiano della Polizia di Stato in Missione di Pace in Kosovo, in quel tempo. Grazie a te, al tuo istinto, intuito, intelligenza e coraggio da vendere, ho ricevuto un Encomio Solenne dalle Nazioni Unite e dal Ministero dell’Interno Italiano quando trovasti una bomba in quel campo dove giocavano dei bambini ed io li portai lontano da morte certa. E poi ancora un Encomio Solenne dalle Nazioni Unite e dal Ministero dell’Interno quando una notte grazie al tuo richiamo trovai una persona a terra colpita da infarto e che poi si salvò. In Kosovo ricordo il periodo dei Mondiali di calcio, tu con le scarpette azzurre e la maglia della Nazionale Italiana fatta apposta per te. Avevi al collo il foulard della bandiera Italiana ed eri proprio un gran VID (Very Important Dog). Poi a Diano Marina, quell’estate che salvai 6 ragazzi in procinto di annegare e tu insieme a me ad aiutarmi, a tirare la corda per portarli a riva e per questo atto una medaglia d’Argento al Valor Civile dal Ministero dell’Interno che ho dedicato anche a te. A Diano Marina eri famoso per la tua bellezza, simpatia, intelligenza e dai tanti timbri di voce… dipendeva se chiedevi una crocchetta o un gelato o un bocconcino di carne o la pizza o una brioches. Eri fantastico quando andavamo al mare e portavi sulla schiena l’asciugamano o quando in canoa eri sempre a prua di vedetta. Amavi andare sulla passeggiata qui a Diano ma non come tutti… tu preferivi percorrerla sul parapetto di cemento… volevi guardare il mondo, la vita, sempre dall’alto.
Non avrò mai nostalgia di te perché il tuo cuore è per sempre nel mio. Tu sei vivo dentro me ed io devo vivere il più a lungo possibile per farti vedere ancora tante cose perché anche i tuoi occhi sono dentro ai miei. Ti sento ogni istante vicino a me e sono certo che un giorno mi accorgerò anche di poterti accarezzare. Questa foto che ho di te è del primo giorno che arrivammo a Diano nel 2007 dopo aver terminato la Missione in Kosovo. Furono 18 mesi fantastici grazie a te. Eri finalmente arrivato in Italia… te lo avevo promesso.
Mio grande TOBIA in qualsiasi posto tu sia non abbandonarmi mai. Un giorno correremo ancora insieme… te lo dicevo sempre.
Addio mio grande amore, mio compagno ed eroe fedele. Corri libero più che puoi nel cielo infinito.
Pietro

Pietro e Tobia

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Per colpa del Grande fratello 2018 e del Telegatto di Lucia Bramieri ho avuto incubi spaventosi. Guai a chi tocca il mio Premio Onda TV! Ha vinto il migliore, Alberto Mezzetti. http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/03/per-colpa-del-grande-fratello-2018-e-del-telegatto-di-lucia-bramieri-ho-avuto-incubi-spaventosi-guai-a-chi-tocca-il-mio-premio-onda-tv/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/06/03/per-colpa-del-grande-fratello-2018-e-del-telegatto-di-lucia-bramieri-ho-avuto-incubi-spaventosi-guai-a-chi-tocca-il-mio-premio-onda-tv/#comments Sun, 03 Jun 2018 06:00:11 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28349

Lucia Bramieri a Domenica Live mentre stringe a sè quello che considera il suo Telegatto, vinto dal suocero Gino Bramieri. Dai salotti pomeridiani di Barbara D’Urso è passata direttamente a concorrente del Grande Fratello.

Non sapendo più chi far entrare nella casa del Grande Fratello hanno pensato bene di metterci dentro il Telegatto vinto da Gino Bramieri, causa di una lunga lite fra la compagna del comico e Lucia Bramieri, la moglie del figlio, scomparso pure lui, da cui lei sostiene di averlo ereditato. E non lo molla.

Nella puntata di martedi 22 maggio Lucia Bramieri è stata invitata in una camera speciale, la Mistery Room, dove in bella vista c’era il suo amato Telegatto. Poi è apparso un uomo molto inquietante che ha cominciato a rivendicarne l’appartenenza, girandole intorno con fare intimidatorio e fissandola gelidamente negli occhi!

Grande Fratello 2018. Il Telegatto di Lucia Bramieri (appartenuto al suocero)… “entra nella casa” e poco dopo anche un personaggio strano, che ha fatto paura a molti telespettatori per il modo con cui rivendicava l’appartenenza di quel premio per una sua amica, Angela Baldassini, che ha convissuto con il famoso comico sino alla fine dei suoi giorni.

La povera donna, paralizzata dalla sgradita sorpresa ha affrontato il tutto con molta calma e dignità, precisando che quel trofeo è suo; punto e basta. In realtà nessuno ha capito bene chi sia questo signore così allarmante; un giornale ha scritto, in seguito, che si tratta di un tale Alfredo, amico di Angela Baldassini (la compagna di Gino Bramieri).

Una cosa è certa: è stata un’altra delle tante brutte pagine di questo Grande fratello trash, che non sa più che cosa inventarsi pur di ottenere una manciata di ascolti in più fra i curiosi che lo seguono: spesso arrabbiati, a quanto si legge nei vari commenti sulle pagine social, soprattutto quelle di facebook di Pomeriggio 5 e di Domenica Live i cui ascolti sono da tempo in calo. Nonostante la signora D’Urso da mesi, ogni santo pomeriggio… inizi i suoi programmi con salti di gioia per il…. “boom di ascolti”. Sino allo sfinimento: dei telespettatori!

Molti hanno commentato che, magari…. sarebbe il caso di informarla del fatto che chiunque può leggere quotidianamente i dati auditel, per cui si dovrebbe ridimensionare nel dare certe notizie inesatte. Il cosiddetto boom di ascolti avviene quando si superano i 3, 4 milioni di telespettatori, con share superiori al 25%.

Lucia Bramieri è stata eliminata, tuttavia è riuscita ad uscire dalla casa e da quell’angosciante confronto con l’uomo che voleva prenderle il suo Telegatto, stringendoselo al petto. Sul web, ripeto, tanti hanno dichiarato di aver avuto brividi di paura per il comportamento dell’uomo. Io pure. Lo confesso.

Non solo. Quella notte sono stata assalita da incubi terrificanti. Avevo in mano il MIO Premio Onda TV, vinto nel lontano 1979: arrivata terza nella categoria Attualità – Dibattiti per “Spendiamoli bene”, un programma che presentavo (degli autori Stimolo e Guidi, giornalisti dell’allora Corriere d’Informazione). In seguito il titolo diventò “Utilissimo”. Per me fu importante in quanto avevo appena iniziato la mia carriera di conduttrice per l’emittente privata Telealto milanese (TAM), diventata poi Canale 5. E già avevo vinto un premio!

Ho lasciato la televisione perchè ero in attesa del mio primo figlio, attuando la scelta di fare la mamma piuttosto che continuare a stare sotto i riflettori. E sono partita per l’Olanda con suo padre, dove vivo tuttora. Mai pentita di questa decisione.

Ma quel premio…guai a chi me lo tocca! Mi ricorda tre anni di un bel lavoro, con colleghi simpatici, quasi 1000 trasmissioni in diretta, seguita da un pubblico che mi adorava e che io adoravo! Il resto della mia storia la potete continuare a leggere nel mio sito, www.mariacristinagiongo.nl o nella pagina di wikipedia a mio nome, in tre lingue.

Eindhoven (Paesi Bassi). Il mio Premio Onda Tv, vinto nel lontanissimo 1979. A causa della scena vista al Grande fratello ho sognato che un uomo cercava di portarmelo via, proprio come è avvenuto a Lucia Bramieri!

Credo che sia giunto il momento di non guardare più questo reality, “neanche un pezzettino”… e nemmeno la finale. Come mi aveva saggiamente consigliato mio marito sin dall’inizio. Abbiamo il telecomando proprio per cambiare canale. Allora si potrebbe evitare di guardarlo Neppure per curiosità! Neanche per vedere sino a che punto si tocca il fondo. A rischio incubi. Altrimenti non lamentiamoci. Foto Hans Linsen.

Dopo queste sagge parole… tornando ai miei incubi, in sogno mi è apparso dunque quel signore spietato che voleva impossessarsene. Io gli urlavo di andare via e che neanche morta glielo avrei lasciato. Poi mi sono svegliata, tutta sudata, mentre mio marito russava beatamente accanto a me. Allora mi sono alzata piano piano e sono andata nel mio studio dove il mio trofeo, un po’ammaccato nel corso degli anni e per i vari traslochi all’estero, se ne stava tranquillo nella libreria, in bella vista. L’ho preso e l’ho portato in camera da letto, nascondendolo sotto il materasso: dalla parte di mio marito, perchè ha un grosso spunzone di metallo, così almeno avrebbe smesso di russare al primo movimento!

Per concludere vorrei dire una cosa al Grande fratello; basta con questi scherzi! Perchè ci sono persone sensibili che possono risentirne! Amen!

Quando ho pubblicato questo articolo mi sono resa conto di non aver dato un aggiornamento. Così ieri sera ho seguito la finale, distrutta dalla fatica. Ma non puoi scrivere su cose che non conosci, che non hai visto e sperimentato. In realtà non mi aspettavo nulla di nuovo; Barbara D’Urso è entrata in studio…come una regina: su una portantina! Poi si è paragonata ad una Barby, alla principessa Megan, e non so più a chi altro.

Immagino che qualcuno abbia trovato il tutto confacente al suo stile che ha come base: lei al centro dell’attenzione.Tanto da stuzzicare il concorrente Alberto dicendo che è innamorato di lei; lui è stato al gioco e ne valeva la pena. Infatti ha vinto Alberto Mezzetti. Vittoria meritata, in mezzo a tanti ragazzotti e ragazze un po’straniti….sperduti, sfiniti pure loro da un reality che tutto è stato tranne un vero e proprio, innocuo, allegro, divertimento.

Nella casa hanno pure accompagnato una Gina Lollobrigida novantenne, ancora in gamba ma sempre novantenne; infatti si vedeva che le gambe la reggevano poco. Ha dato qualche consiglio a Simone Coccia che vuole fare l’attore, sottolineando che i suoi tatuaggi non le piacevano e molto dubbiosa sul suo talento. La solita sentatrice Pezzopane lo ha poi accolto in studio, con tutto il suo amore. Scena già vista e rivista.

Allora, viva l’amore sempre, senza limiti e frontiere, osannato ancora una volta dal sermone della D’Urso sul fatto che lei da sempre dice che l‘omosessualità va accettata, è una forma di amore come quella di tutti gli amori. Non ce ne sarebbe più bisogno, di dirlo, ma il programma andava riempito e l’occasione della figlia di Bobby Solo, Veronica, lesbica, è stata subito afferrata al volo….per riparlarne.
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Il padre della ragazza con molta dignità non ha quindi ceduto all’abbraccio sotto i riflettori ma ha promesso un riavvicinamento, via un messaggino telefonico, accolto dalla D’Urso con spropositate urla di gioia. Sempre meglio delle smorfie della concorrente Alessia, inguardabile. Non so quanti ce l’abbiano fatta ad arrivare sino alla fine del programma, la puntata più noiosa in assoluto, ma ora l’Italia potrà godersi in santa pace le sue vacanze estive. Comunque, ripeto, ha vinto il migliore!

Infine se siete interessati agli indici d’ascolto, sono appena usciti i dati ufficiali auditel; nel 2000 la versione del Grande Fratello condotta da Daria Bignardi ebbe il 59,97 % di share, con 16.019.000 spettatori. Il Gf 2018 condotto da Barbata D’Urso ha ottenuto il 23, 6% in con un totale di 3.797.000 telespettatori. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Che l’epoca del Grande fratello sia finita?

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

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