Il Cofanetto Magico http://www.ilcofanettomagico.it Tutti i colori dell'essere e dell'esistere Tue, 27 Oct 2020 06:00:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.2.28 Poesia di ottobre: “La piccionaia” (di Franco Romanò) http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/27/poesia-di-settembre-la-piccionaia-di-franco-romano/ http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/27/poesia-di-settembre-la-piccionaia-di-franco-romano/#comments Tue, 27 Oct 2020 06:00:16 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=31463 hermitage-of-sant-roc-975059_640

Un eremo

 

La poesia è “un eremo di vento” in cui benigne influenze provenienti da maestri quali Penna, Di Giacomo, Campana e Quasimodo si mescolano in un tumulto incantato di esperienze, ricordi e viaggi, chiamato speranza, e che volendo consiste in un prezioso ingresso di sicurezza, capace di spalancare le porte d’una delicata promessa di gioia (o almeno appagamento). Ecco spiegato in sintesi il componimento La piccionaia, il cui autore Franco Romanò –saggista più volte apparso in volumi come Forme attuali del totalitarismo (Bollati Boringhieri) e su periodici di prestigio come «Costruzioni psicanalitiche» (Franco Angeli), «Testuale» e l’«Annuario di Poesia Crocetti»– ha al proprio attivo una vasta serie di pubblicazioni: ad esempio le raccolte di versi Le radici immaginarie (Campanotto) e L’epoca e i giorni (Viennepierre), nonché i romanzi Lenti a distacco (Excogita) e Sguardi di transito (Azimut).

Pietro Pancamo
CHI SONO


 

20200711_144043

 

LA PICCIONAIA
-da L’epoca e i giorni (Viennepierre, Milano, 2008)-

Amo di Genova il disordine ridente
l’età sovrapposte come casse impilate
a piazza Caricamento, i ristoranti
dai tavoli trasandati, dove da sempre
è seduta una signora che parla e parla
di un americano che la porterà
a New York in transatlantico.
Ed io che vivo nella pianura nebbiosa
un poco la capisco la signora
e ho scelto di abitare un eremo di vento
trafitto dal sole che ci resta
uno scrigno dove danzano
cornici paterne e maschere africane
un coltello da pirata che mio figlio
portò dal Mali… e dell’India
conservo un’intera madia di odori
speziati e nel suo specchio a notte
danzano tigri luminose e quando piove
sul vetro scroscia una foresta pluviale.
Forse non è una vera casa
(è imbarazzante portarci l’amata)
ma uno di quei luoghi da cui si parte
e ritornare è festa improvvisata
dove trovano rifugio poeti
e marinai del tempo
felici d’esser soli
in mezzo al brulichio di ogni vita,
come bambini che ascoltano gli adulti
nella stanza accanto
e si addormentano beati
gravidi di ogni idioma del mondo.

Franco Romanò

 
 
 
 

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Viaggio in Kalahari e Okavango, un indelebile ricordo. Parte seconda http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/22/viaggio-in-kalahari-e-okavango-un-indelebile-ricordo-parte-seconda/ http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/22/viaggio-in-kalahari-e-okavango-un-indelebile-ricordo-parte-seconda/#comments Thu, 22 Oct 2020 06:06:12 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=31790

Dopo la Deception ci dirigiamo verso l’uscita, salutando il Central Kalahari con nostalgia. Tutto è andato liscio, a parte qualche acciacco durante l’allestimento dei campi notturni o piccole riparazioni dei veicoli.
Ad ogni piccola cosa, essendo l’unico medico, mi si chiedeva consiglio al che io rispondevo: se domani stai ancora male fammelo sapere. Da questo il soprannome che mi hanno dato: “doctor tomorrow (dottor domani).
Finalmente dormiamo su di un letto a Rakops.

Makgadikgadi

Da qui, passando per Mopipi, villaggio di poco più di 3.000 abitanti, raggiungiamo il famoso Makgadikgadi Pan che, in realtà, è formato da alcuni pan separati da terreno sabbioso. Esso è quello che resta di un lago, grande come la Svizzera, inariditosi decine di migliaia di anni fa.
Studi hanno dimostrato che circa 200.000 anni fa, qui vi era una zona fertile abitata da Homo sapiens. Percorriamo la pista che attraversa Makgadikgadi a tutta birra: il fondo è perfettamente liscio e solido.
Resistiamo alla tentazione di fare diversioni: non possiamo sapere se la superficie reggerebbe il peso dei nostri veicoli.
Dopo un’altra sosta si giunge a Maun. Situata in zona semiarida, ha circa 60.000 abitanti, un aeroporto ed è una tipica cittadina turistica in quanto è il centro più importante da cui si parte per il Moremi Game Reserve ove si trova il delta dell’Okavango.
L’Okavango è un fiume, lungo più di 1.500 km, che nasce in Angola; allorché, due milioni di anni fa, trovò la via verso il mare sbarrata da sommovimenti tellurici, iniziò a riversare le sue acque nel bacino di Makgadikgadi.
Quando la grande quantità di sedimenti portata dal fiume innalzò il fondo del lago, esso si inaridì e l’Okavango iniziò a formare un delta interno (una delle più vaste aree umide della terra), tra le sabbie del Kalahari. Qui vivono più di 500 specie d’uccelli, 160 specie di mammiferi, numerosi rettili e anfibi e più di 1.500 specie di piante.
Per effetto della distanza dalle sue origini, la piena del fiume raggiunge il delta tra giugno ed agosto, durante la stagione secca invernale.
La praticabilità delle piste, nel Moremi, è strettamente legata alla stagionalità e al livello delle piene: può succedere che i ponti siano sommersi e la strada allagata.
Dell’acqua che raggiunge il delta il 60% è consumata dalle piante ed animali, il 36% evapora. Il resto è assorbito o fluisce nel lago Ngami.
Pensavamo, dalle fotografie viste, che l’Okavango fosse un’oasi verde circondata dal deserto, ma non eravamo preparati a vedere una vegetazione tanto rigogliosa e così tante specie animali. Il delta forma un intrico di canali e isole, più o meno vaste, che molti turisti percorrono in canoa o barca.

Okavango, vegetazione rigogliosa e giovani ippopotami

Decine sono le strutture ricettive, in genere abbastanza care. Noi abbiamo sostato al Third Bridge Camp (campeggio del terzo ponte), quello più frequentato perché ha un’alta concentrazione di fauna.
Il nome deriva dal fatto che, per superare alcuni canali, la pista passa su ponti di legno quasi a livello delle acque e questo è il terzo.
Lasciando a malincuore il verdeggiante Okavango ci dirigiamo a nord verso il Parco Chobe.
Prima, però, facciamo una tappa alle paludi del Savuti.
L’idrografia dell’area che va dal delta dell’Okavango a nord-est fino allo Zambesi è complicata: fiumi, canali, laghi, paludi più o meno ampie si connettono a seconda della piovosità.
Ad esempio, il canale Savuti (in lingua locale, significa “mistero”), che unisce il delta dell’Okavango alle paludi Savuti, attraverso lo stagno del fiume Linyanti, ha un comportamento inspiegabile. Può essere aperto e l’acqua fluisce fino alle paludi, o restare secco per anni senza una ragione plausibile: è capitato che pur essendo il Linyanti in piena il Savuti restasse chiuso. Anche se rimane un rompicapo per gli scienziati, la spiegazione forse più plausibile è che, essendo il territorio soggetto a impercettibili movimenti tettonici, l’abbassamento dell’imboccatura permette il flusso dell’acqua e viceversa.
Quando ci andammo il Savuti era in secca da 15 anni circa e, quindi, nella piana vi era vegetazione da savana.
Se pensavamo di aver visto abbastanza fauna e vegetazione ci sbagliavamo: il Chobe è ancor più ricco ed ha la più alta concentrazione di elefanti nel mondo (più di 100.000).
Campeggiamo e decidiamo di effettuare una gita sul fiume Chobe ove i coccodrilli abbondano. Sono presenti anche i pesci tigre che hanno denti affilatissimi.

Chobe, a sinistra bufali a destra Waterbuck

La mattina ci svegliamo di buon’ora e, mentre si smonta il campo e si caricano le auto, una scimmia ci ruba il sacco con le patate: tutti a rincorrerla urlando finché essa molla la pesante preda.
Ripeto una raccomandazione per chi andrà in qualche parco africano: mai dare da mangiare agli animali, specie le scimmie, né lasciare oggetti e cibarie incustoditi.
Oltre a modificare indebitamente la dieta degli animali selvatici, le scimmie, in particolare, divengono aggressive.
Da Chobe arriviamo alle Cascate Vittoria, su cui non mi soffermo avendole descritte nel numero del 22/2/17.
Da qui, attraverso lo Zimbabwe, si ritorna in Sudafrica ed esattamente a Johannesburg.
Perché il 24/6/1995 si sarebbe giocata la finale del campionato mondiale di rugby tra i favoriti “All Blacks” neozelandesi e gli “Springbok” sudafricani e non volevamo mancare.
Quel giorno, a Johannesburg, lo stadio era stracolmo: più di 60.000 spettatori con bandiere, trombe, tamburi e tutto l’armamentario del perfetto tifoso.
Una cosa che colpisce quando si assiste ad una partita di rugby, è la totale assenza di animosità tra le tifoserie che non sono separate come nel calcio. Dietro a noi, qualche fila più su, un gruppo di tifosi neozelandesi scambiava opinioni con quelli sudafricani seduti accanto.
È stata una delle esperienze che meglio ricordo. Ovviamente tifavamo per la squadra sudafricana che, contro ogni pronostico, vinse. A premiare la sua squadra fu il presidente sudafricano Nelson Mandela, eletto un anno prima. Un grande presidente ed un grande uomo.

L’allegra brigata

Testo e fotografie di Mauro Almaviva

Mauro Almaviva
CHI SONO
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Olanda. Dal sesso a pagamento per i disabili, rimborsato dalla mutua, all’abolizione della prostituzione, richiesta da due partiti della coalizione di governo, CDA e CU. http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/17/olanda-dal-sesso-a-pagamento-per-i-disabili-rimborsato-dalla-mutua-allabolizione-della-prostituzione-richiesta-da-due-partiti-della-coalizione-di-governo-cda-e-cu/ http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/17/olanda-dal-sesso-a-pagamento-per-i-disabili-rimborsato-dalla-mutua-allabolizione-della-prostituzione-richiesta-da-due-partiti-della-coalizione-di-governo-cda-e-cu/#comments Sat, 17 Oct 2020 06:00:21 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=31668

Una volta l’Olanda era il Paese del sesso libero, delle famose vetrine a luci rosse di Amsterdam e non solo. Dei koffieshop, della tolleranza, della libertà di gestire se stesso, nella vita e nella sofferenza, in vista della morte (con l’eutanasia). Ricordo che tanto tempo fa scrissi un articolo su un uomo diversamente abile, sulla sedia a rotelle, il quale chiese che “l’intervento” di una prostituta gli venisse rimborsato dall’associazione sanitaria. Andò persino in tribunale per ottenere quello che considerava un suo diritto, compreso quello della scelta della ragazza. Il quale diritto gli fu riconosciuto con una sentenza che considerava “il sesso come bene primario”; anche nei confronti di chi poteva ottenerlo solo a pagamento.
Ecco il link all’articolo.

Il deputato olandese Anne Kuik, del CDA, partito di colazione al governo che ha presentato la mozione contro la prostituzione.

Ma adesso molte cose sono mutate; le leggi sulla droga libera sono cambiate, parecchi koffieshop sono stati chiusi a causa dell’infiltramento della criminalità organizzata, la tolleranza nei confronti degli altri è diminuita e non sempre si può scegliere quando e come morire, secondo una legge diventata più “precisa” e a volte severa.

Lo scorso mese il deputato olandese Anne Kuik, del partito di coalizione al governo CDA (cristiano democratico) ha presentato una mozione alla Camera bassa del parlamento, affinchè diventi illegale la prostituzione che rende la donna un prodotto commerciabile, aumentando la disuguaglianza fra gli esseri umani, soprattutto i più fragili ed indifesi. Secondo una statistica riportata dal quotidiano AD attualmente nel famoso quartiere a luci rosse di Amsterdam, “de Wallen”, il 95% delle prostitute viene dai Paesi poveri dell’Est Europa.

E’ solo il denaro che spinge una donna a vendere il proprio corpo?

“Queste ragazze sono costrette a mercificare il loro corpo per denaro. E’incredibile che ancora oggi, in cui tanto si è lottato per l’emancipazione e tanto si lotta contro la violenza nei confronti della donne, si possa accettare che il loro lavoro venga regolarizzato!” ha sottolineato Anne Kuik. La quale, tra l’altro, è giovane (33 anni); infatti spera di poter contare “sul sostegno delle nuove generazioni, anche di politici, per avvalorare la necessità di continuare a lottare per i diritti delle donne e contro una società sempre più egoista, materiale ed indifferente verso certi valori.”

Il primo a chiedere di eliminare la prostituzione è stato il movimento “dei giovani cittadini” Exxpose, che ha proposto di seguire l’esempio della Svezia, per cui il sesso a pagamento è punibile (per il cliente ma non per le ragazze) sin dal 1999. Grazie alle loro leggi la prostituzione, soprattutto di strada, è dimezzata.

Favorevoli CU (cristiani uniti) che pure fanno parte della coalizione di governo, ed il partito riformista SGP. Contrari gli altri due partiti al governo, quello liberale del premier Mark Rutte (VVD) e D66, di centro sinistra. Mentre per il primo “la prostituzione, per quanto ci riguarda, deve rimanere legale,” ha dichiarato il deputato M. Bolkestein, “ a che cosa serve fare una legge, per poi annullarla?”, il secondo, il D66, lo considera un “ mestiere come un altro, da alcune donne svolto con piacere, con cui ci si può guadagnare il proprio pane.”

Uno dei mestieri più vecchi…del mondo

Tuttavia insieme al partito dei lavoratori (PvdA) ha aperto una strada per la continuazione del dialogo proponendo al governo un’approfondita ricerca sui vantaggi e svantaggi della proibizione o legalizzazione della prostituzione in altri Paesi, sull’aumento o diminuzione della criminalità nel suo circuito: allo scopo di cercare un punto di apertura per affrontare il problema nel miglior modo possibile.

In conclusione, dal sesso considerato un bene primario, passato dalla mutua ai cittadini disabili, alla richiesta di eliminare del tutto la prostituzione…. il passo è stato grande; a dimostrazione dei cambiamenti culturali e sociali che sempre più considerano la donna non come uno strumento di piacere ma come una persona con tutti i diritti e la dignità che le debbono essere riconosciuti. Anche nel campo sessuale.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

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Questo mio articolo è uscito, in parte, anche sul quotidiano nazionale Avvenire, di cui sono la corrispondente dai Paesi Bassi (l’8 settembre 2020).

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La posta del cuore dei nostri amici animali di Imma Paone. Saper scegliere un buon cibo per i nostri animali. I cibi in scatoletta per i gatti anziani. Che cosa è il gel che contengono? http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/12/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-saper-scegliere-un-buon-cibo-per-i-nostri-animali/ http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/12/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-saper-scegliere-un-buon-cibo-per-i-nostri-animali/#comments Mon, 12 Oct 2020 05:37:25 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=31745 Gentile dottoressa, il mio gatto ha più di 16 anni, ora mangia cibo in scatola dove si trova quel “gel” strano, che io butto sempre via. Mi aveva consigliato le scatolette il mio veterinario considerato che ora mangia a fatica le crocchette. Tutta quella “salsa” che si trova nelle scatolette e bustine, fa bene ai gatti? Superata una certa età che cosa si può dar loro, soprattutto quando cominciano ad avere problemi ai denti? Ed una ultima domanda : come facciamo a districarci fra i tanti cibi consigliati per i nostri animali?

Grazie e cari saluti da Francesco di Torino.

……..

Caro Francesco, queste domande sono veramente impegnative ma cercherò di rispondere nel modo più semplice e chiaro che posso.
Solo per curiosità voglio dire che le industrie per la preparazione del cibo per animali ( secco o umido che sia ) hanno iniziato ad esistere a metà secolo scorso, quindi non tantissimo tempo fa; ma ciò che più mi ha colpito è che la ricerca sugli alimenti e la conoscenza della migliore alimentazione per gli animali ha fatto passi da gigante solo negli ultimi 30 anni.

Infatti prima dell’avvento degli alimenti commerciali, i cani mangiavano qualsiasi tipo di alimento disponibile nel loro ambiente: scarti di carne, latte, uova, il cibo che si procuravano frugando tra i rifiuti e gli scarti della cucina dei propri padroni. Solo in un secondo momento, quando il rapporto cane-animale ha assunto altre caratteristiche si è iniziato a porre maggiore attenzione alla ricerca di alimenti di migliore qualità per la salute degli animali domestici.

Con il tempo si è ulteriormente passati dall’utilizzo di materie prime di scadente qualità come crusca di grano, sfridi di lavorazione e carne non destinabile al consumo umano, alla scelta di carni fresche e verdure di qualità superiore, lavorate e conservate con l’aggiunta di sempre meno additivi e conservanti chimici. Altro traguardo raggiunto con l’evolversi della ricerca è stato la preparazione di diete specializzate, formulate per gestire al meglio malattie specifiche come l’insufficienza renale, epatica, ipertiroidismo ed altre ancora. Ovviamente anche i medici veterinari, dopo aver capito l’importanza della nutrizione, hanno cominciato a prestare più attenzione all’argomento, dando vita alla figura specializzata del nutrizionista.

……..

Fatta questa premessa solo per pura curiosità storica e ritornando al suo gatto, l’alimentazione con scatoletta in un animale anziano, la suggerisco anche io frequentemente. Con l’età, oltre a problemi metabolici che possono essere diagnosticati solo con opportune indagini, i nostri pet iniziano ad aver problemi anche alla dentizione. Spesso le gengive si infiammano e si ritraggono lasciando scoperto il colletto del dente, che intanto perde la sua stabilità. Un dente che si muove è inevitabilmente un dente dolente quindi una alimentazione con cibo secco aumenterà il fastidio.
Tra l’altro, soprattutto i gatti, hanno per natura una scarsa propensione a bere, quindi una alimentazione con cibo umido riesce ad apportare anche una buona percentuale di acqua nel loro organismo.

Altra cosa da considerare è che con l’avanzare dell’età spesso nei nostri animali l’appetito si riduce, quindi suggerire una alimentazione con cibo morbido da poter riscaldare in microonde o a bagnomaria permette di accentuare degli odori che possono stimolare l’appetito.
Il “gel” presente nelle scatolette o nelle bustine di cibo umido non è altro che il brodo di cottura degli stessi alimenti messi in scatola, quindi a sua volta ricco di principi nutritivi utili alla nutrizione del gatto. Per tutti i cibi in scatola, anche quelli per noi uomini, sono necessarie sostanze, naturali o non, che servono a mantenere intatto il cibo nel tempo. Parliamo di antiossidanti, coloranti, conservanti, addensanti ed esaltatori di sapidità.

Molte aziende di mangimi per animali hanno iniziato, per tutelare il benessere dei nostri animali, ad usare sostanze naturali come : vitamina E e C come antiossidanti, gomme di guarana o agar-agar come addensanti, sale da cucina come esaltatore di sapore, mentre altre continuano ad utilizzare prodotti chimici, più pratici e stabili, regolarizzati sempre da normative CEE.

……..

L’etichetta presente sulle confezioni, obbligatoria per legge, è l’unico modo che abbiamo per conoscere la lista degli ingredienti e tutto quello che viene aggiunto al cibo. Leggere l’etichetta è qualcosa che dovremmo imparare a fare visto che attraverso questa riusciamo anche a capire perché un cibo, che magari usa carne e non farina di carne come primo ingrediente della lista, costi più di un altro che invece al primo posto segna cereali.

Nelle etichette sono indicate le percentuali di tutti i principi nutrizionali così che possiamo scegliere quelli per esempio che non hanno meno del 25% di proteine su sostanza secca, oppure oltre il 5% di fibra, dobbiamo esser certi che nella lista compaia la Taurina e l’Arginina, amminoacidi indispensabili per la salute del gatto visto che una loro carenza crea problemi cardiaci, oculari, neurologici.
Ritornando alla sua domanda, fattami anche spesso dai miei clienti su come poterci districare tra i vari cibi esistenti in commercio, posso solo suggerirle di imparare a leggere bene le etichette, dare priorità a cibi di grandi aziende ( come Hill’s, Royal, Farmina ) che investono molto sulla ricerca e sulle qualità delle materie prime ed affidarsi alle competenze del proprio veterinario.

……..

Un proverbio dice quanto spendi, tanto vale e credo proprio che sia la verità da tener sempre in considerazione.
Spero di averla aiutata ad allontanare qualche tuo dubbio, ma, mi creda, questo argomento è veramente troppo impegnativo da riuscire ad esaurire in poco spazio.
Per qualsiasi altro dubbio mi contatti pure al mio indirizzo email: immavet1973@libero.it e cercherò di aiutarti ulteriormente.

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Marketing dimagrante? Meglio una dieta equilibrata… http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/08/marketing-dimagrante-meglio-una-dieta-equilibrata/ http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/08/marketing-dimagrante-meglio-una-dieta-equilibrata/#comments Thu, 08 Oct 2020 05:00:22 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=31763

Oggi funziona un po’ così, metti un like da qualche parte sul web che subito ti arriva un messaggio simile:
Salve, ti ha incuriosito qualcosa?
Da una parte c’è la voglia di rispondere educatamente, dall’altra la voglia di sfogare tutta l’ostilità che si ha dentro.
Per chi non lo sapesse, sono una donna in carne, collaboro anche con Semplicemente Curvy, e da donna curvy – chi come me potrà confermarlo – vengo bombardata giornalmente da richieste di amicizia di persone che, con i loro posts, cercano di propinarmi percorsi per il “benessere fisico e mentale”. Ma qualcosa non mi convince…

Non ho nulla contro questa gente che, sempre molto gentilmente, in punta di piedi e con il saper fare che io riconosco solo nei call-center, ci mettono la propria faccia pur di guadagnar qualcosina, bramando di venderti qualche prodotto: è un lavoro come un altro che rispetto totalmente, ma inizio ad innervosirmi nel momento in cui cercano di sostituirsi a medici con consigli generici fatti da frasi impostate e imparate a memoria, come da manuale.
Questo articolo non è contro questi “intermediari”, ma vuole essere un appello a tutte quelle aziende che sfruttano queste persone sia come primi clienti, in quanto sono loro a testare in prima persona i diversi prodotti che pubblicizzano mostrandone risultati del “prima” e “dopo”, magari sfruttando tecniche di fotografia che fanno apparire un corpo più slanciato e piatto, e secondo, pubblicizzano percorsi diseducativi in quanto non arrivano a conoscere da un punto di vista clinico un cliente, ma li immettono su percorsi standard, uguali per tutti andando incontro all’irresponsabilità e all’esposizione di seri rischi.

Da 6 mesi ho iniziato un percorso di dimagrimento atto a mantenere sotto controllo la mia tiroide e il mio stato di salute. Ho contattato la Dr.ssa Rosita Cristofaro, biologa nutrizionista, la quale mi ha messa in contatto con un personal trainer il Dott. Antonio Basile, Tony per gli amici, questi, con grande professionalità hanno studiato a tavolino il mio caso, cercando di capire quale fosse la strada migliore da intraprendere per il mio benessere. Ho perso 20 Kg, tra una dieta creata su misura per me e un percorso di allenamento strutturato sul mio corpo tre volte a settimana, con una media di 6-8 ore settimanali. Non è un percorso facile, c’è da lottare sia dentro se stessi, che fuori con costanza e senza avere fretta e, solo grazie alla competenza, all’umanità e alla forza di volontà, si può riuscire in quel che si vuole: una realtà seria che tanto si allontana da queste società che sul web promettono di tutto.

Così, nel momento in cui una nuova azienda X cerca di contattarmi per vendermi prodotti dimagranti, quando invece so che riesco a volermi bene e ad avere risultati facendomi il “mazzo”, grazie alla collaborazione di esperti; capisco che posso fare tutto senza l’utilizzo di prodotti al “100% naturali” ma con dubbiose componenti chimiche (molte di queste marche mettono sul mercato prodotti nascondendone la posologia e le percentuali delle varie componenti), possono contenere banali integratori inefficaci, ma anche tracce di anfetamine, psicofarmaci, diuretici, estratti tiroidei e inibitori della fame che possono causare effetti collaterali imprevedibilmente gravi.

E poi, se voi aziende siete serie così come dite, perché create queste reti di lavoratori a piramide, che come catene di Sant’Antonio, cercano di acquisire sempre più personale e “clienti/lavoratori” pronti a mettere in risalto il fatto che si possa lavorare “comodamente da casa” con l’opportunità di “arrotondare” facilmente? Io, nella mia ignoranza, non riuscirei ad assumere ne tanto meno a vendere integratori in pillole alle mie amiche e amici, e poi con quali garanzie? Sono un dottore in Beni Culturali, non una dietologa-nutrizionista, e nemmeno una psicologa. E non bisognerebbe scherzare con la vita di chi abbiamo attorno.
Serve competenza, servono analisi cliniche, visite endocrinologhe, cardiologiche, ortopediche, ipedenziometriche, plicometriche e chi più ne ha, più ne metta. Serve mettersi in gioco seriamente, in prima persona, non serve affidarsi a pseudo-venditori-medici-psicologi che, oltre ad entrarvi in testa, non hanno mai aperto un libro di medicina, non sanno nulla sul funzionamento del corpo umano e non sanno nulla del vostro personale percorso di vita. Certo, sfruttano un bel packaging e un bel piano marketing, e tanti termini inglesi di tendenza, ma non fossilizziamoci su questi… la felicità non si vende in barattoli di integratori e pillole.
Curiamoci volendoci bene, educhiamoci a volerci bene.

Marica Caramia
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Coronavirus in Olanda. 8 volte più contagi che in Italia! Si torna ad un mezzo Lockdown. Confusione sull’uso delle mascherine, sino ad ora sconsigliate, da ieri facoltative ma non ancora obbligatorie. http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/01/coronavirus-in-olanda-8-volte-piu-contagi-che-in-italia-si-torna-ad-un-mezzo-lockdown-ancora-confusione-sulluso-delle-mascherine-sconsigliate-allinizio-della-pandemia/ http://www.ilcofanettomagico.it/2020/10/01/coronavirus-in-olanda-8-volte-piu-contagi-che-in-italia-si-torna-ad-un-mezzo-lockdown-ancora-confusione-sulluso-delle-mascherine-sconsigliate-allinizio-della-pandemia/#comments Thu, 01 Oct 2020 06:00:22 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=31716

Il premier olandese Mark Rutte (nella foto) comincia a preoccuparsi e a rendersi conto che la situazione nel suo Paese, a causa del Covid-19, è molto seria. Magari anche a riflettere sull’errore commesso, per la seconda volta, nel sottovalutarne la portata; non preparandosi adeguatamente ad affrontare una seconda ondata di ripresa del terribile virus.

Il governo poteva farlo durante le vacanze estive, per non essere colto, appunto, impreparato…. Lo dicono tutti, adesso: ma durante le vacanze estive…. il parlamento stesso se ne è andato in vacanza!

Sull’andamento dell’epidemia da Covid-19 nei Paesi Bassi o escono poche notizie, oppure sono inesatte. Forse perchè l’Olanda è un Paese piccolo, nonostante una “grande”economia e multinazionali di rilievo. Eppure ieri, 30 settembre, in questa nazione (dove vivo da più di 38 anni e svolgo la mia professione come giornalista corrispondente), i contagi sono stati 3302: in un giorno. 701 ricoverati in ospedale, 150 nel reparto di terapia intensiva. Le città con maggior numero di contagi sono Amsterdam, Den Haag (l’Aia), Rotterdam;. Al sud Eindhoven. Ma oramai il virus ha ripreso la sua attività in tutte le regioni, espandendosi a macchia d’olio dal nord al sud. Oggi, 4 ottobre siamo arrivati a quasi 4000 in un giorno. I morti sono passati dai 9 del giorno precedente a 21. Oltre tutto queste cifre non sono ancora definitive, come scrive lo stesso Ministero della salute. Nel frattempo ha promesso che dalla metà ottobre finalmente il Paese potrà disporre di più test, che ora scarseggiano; pare che arriveranno da un laboratorio in Germania, con cui hanno firmato un contratto il mese scorso quando iniziavano a non essere più sufficienti.

Tilburg (Olanda) Un assembramento di centinaia di tifosi che la settimana scorsa seguivano una partita di calcio su uno schermo posto nella piazza Willem II. Niente mascherine, nessun distanziamento sociale! La stessa cosa era successa poco tempo fa ad Amsterdam nella piazza Dam per una manifestazione contro il razzismo. Da lunedi è stato proibito il pubblico presente negli stadi.

Considerato che l’Olanda ha una popolazione di 17,3 milioni di abitanti e i contagi totali sono giunti a più di 113.564, raddoppiati rispetto alle due settimane precedenti, si può parlare di 1 persona con il Coronavirus su 152 abitanti. 8 volte superiore agli attuali contagiati in Italia, un Paese di 60 milioni di abitanti! Più anche della Germania e di altre nazioni, sempre in proporzione alla popolazione.

Qui sotto troverete il link ad altri due miei articoli su questa terribile pandemia, il primo aggiornato sino all’inizio di settembre. Seguendo l’evoluzione fino ad oggi potrete notare che avevo avuto ragione nell’affermare che il governo ed il Ministero della salute, insieme all’Rivm, il suo ente preposto a gestirla, hanno sin dall’inizio sottovalutato il problema. In seguito hanno provato a puntare sull’immunità di gruppo, o “di gregge”, come si definisce spesso. Poi hanno cambiato linea con interventi regionali, lasciati in mano ai singoli sindaci, che più che aiutare….. hanno creato confusione; in quanto si è avvertita la mancanza di una linea di interventi drastici a livello nazionale.

E adesso ci si domanda che cosa succederà con l’arrivo dell’influenza stagionale.

L’arrivo dell’influenza stagionale potrebbe peggiorare la situazione. Vivamente consigliato da tutti i virologi il vaccino anti influenzale, soprattutto dopo i 60 anni di età.

Invece di prendere esempio dall’Italia, che pur essendo stata la prima ad essere colpita improvvisamente e drammaticamente dal terribile virus, è riuscita a combatterlo con tutte le sue forze, intelligenza, saggezza, coraggio; a cominciare dai suoi cittadini che dal suo premier, Giuseppe Conte, constantemente in prima linea. Errori ci saranno stati di sicuro ma mai come negli altri Paesi, compresi alcuni del nord europa, i cosiddetti “negazionisti”.

Ricordo che soprattutto Mark Rutte è sempre rimasto fermo nel considerare inutile l’uso delle mascherine, pesantemente accusato dal personale medico e paramedico che spesso hanno attribuito a questa scelta i nuovi contagi all’interno di ospedali e case di cura, ospizi e ricoveri per i disabili. Ora viene fuori che… le mascherine fossero state sconsigliate dall’Rivm, via il suo direttore, Jaap van Dissel, non in quanto inutili ma perchè mancavano. Lo stesso Van Dissel aveva dichiarato di ritenere, “come altri virologi, che indossarle avrebbe reso le persone meno attente al distanziamento sociale”.

Den Haag (Paesi Bassi), 15 settembre 2020; il premier olandese Mark Rutte, a destra, mentre ride…e il ministro della salute Hugo de Jonge, a sinistra, durante la conferenza del re del Regno Unito dei Paesi Bassi Willem Alexander, in occasione della presentazione dei bilanci e spese per l’anno a venire. In quella settimana i contagi erano saliti del 57% rispetto alla precedente.

Il Primo Ministro Mark Rutte ed il Ministro della salute Hugo de Jonge hanno dovuto ricredersi su molti punti; nonostante ciò, e nonostante il raddoppio dei contagi nel giro di una, due settimane, hanno atteso molto, anzi, troppo, per porre nuove regole da seguire.

La conseguenza è stata, quindi, l’impennata di contagi, con i reparti ospedalieri che ricominciano a riempirsi di pazienti ammalati di Covid-19. Le scuole sono state riaperte i primi di settembre, ma senza l’uso delle mascherina e distanziamento sociale fra gli allievi; dopo tre settimane alcune hanno dovuto chiudere i battenti per focolai di corona virus fra gli insegnanti. E pure fra gli allievi.

In alcune di esse i presidi si erano sentiti in dovere di acquistare loro stessi i tamponi in un laboratorio privato per sopperire alla mancanza di quelli che il governo aveva predisposto di fare: dopo neanche un mese già esauriti per mancanza di reagenti. A questo proposito, se volete più notizie a riguardo, potete leggere un mio articolo pubblicato dal quotidiano Avvenire nel link alla fine del pezzo.

Da ieri finalmente è “permesso” indossare le mascherine in tutto il Paese ma NON è ancora obbligatorio. La qual cosa sta provocando nuove proteste e decisioni volontarie di negozi e catene di negozi che hanno optato per imporle loro stessi ai clienti. Alcuni olandesi pensano che il termine “obbligatorio”non faccia parte del dna del loro Paese, di una cultura piuttosto tollerante, aperta, molto individuale e liberale. Per questo Rutte ha detto che “consiglia vivamente” di indossarle; un consiglio che ha definito “dringend”, sta a dire, tradotto in italiano “urgente” Rimane, quindi” UNA SCELTA FACOLTATIVA. PER ORA.

Immediata la reazione della stampa al telegiornale di ieri sera: “ma come, ci ha detto per mesi e mesi che era inutile portare le mascherine e adesso diventa un consiglio urgente”? Intervistato subito dopo ha dichiarato che “comunque in tanti Paesi dove i contagi sono aumentati tutti indossavano la mascherina e, persino quando è stata resa obbligatoria, i contagi sono continuati a salire”. Su questo punto e questa sua teoria sarebbe “urgente” che parlasse con i virologi; i quali non la pensano proprio come lui! Anche molti virologi olandesi!

Per concludere, secondo me ed altri giornalisti e cittadini olandesi, non si rende conto che se si andrà avanti di questo passo, fra incertezze e perdite di tempo nell’imporre nuove musure restrittive, i contagi saliranno ulteriormente; si paventa a 5000 al giorno. A questo punto dovremo confrontarci con una seconda ondata dell’epidemia ancora più pesante e tragica della prima; e di conseguenza anche con un nuovo completo lockdown.

Aggiornamento del 22 ottobre. Come prevedevo siamo ora ad un mezzo lockdown, ma troppo tardi.
Questo l’aggiornamento anche in lingua olandese:

14:18 – 9283 nieuwe besmettingen, 526 meer dan gisteren ( alle ore 14 e 18 9283 contagi, 525 più di ieri).

59 deceduti in più del giorno precedente.

In totaal liggen er nu 2003 mensen met corona in het ziekenhuis (gisteren: 1943), van wie 463 op de IC (gisteren: 450). Er zijn dus meer coronapatiënten opgenomen dan ontslagen. Traduzione: in totale ci sono 2003 persone con il corona in ospedale, di cui 463 nella terapia intensiva. Più quelli che sono stati ricoverati che quelli che sono tornati a casa. 33 pazienti sono stati trasferiti in Germania perchè non c’era più posto negli ospedali olandesi. Con l’elicottero in quanto anche le ambulanze scarseggiano. Lo stesso elicottero fa adesso 3 trasporti al giorno.

AGGIORNAMENTO del 23 OTTOBRE 2020; rispetto a ieri un nuovo record di contagi: più di 10.000
ci sono 2073 pazienti in ospedale. 472 in terapia intensiva. I decessi sono arrivati a 46 in un giorno.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Chi è Mark Rutte?
Un ritratto inedito del premier olandese in un mio articolo pubblicato dal settimanale OGGI. Cliccate su questo link.

Quattro miei articoli sul Covid-19 pubblicati dal quotidiano Avvenire:

– Il premier Rutte, un leader in difficoltà

– I presidi costretti a pagarsi da soli i tamponi per i loro insegnanti

– Pubblicità choc. “Se vuoi morire rivolgiti a noi”

– Visoni positivi al Covid contagiano l’uomo

Infine, due articoli usciti nel Cofanetto magico all’inizio dell’epidemia nei Paesi Bassi, il primo aggiornato di mese in mese.

– Coronavirus in Olanda. Misure tardive, come la Gran Bretagna.

– Olanda e coronavirus. La vita acquista il suo vero valore dimenticato. Sospesi eutanasia e suicidio assistito

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e.

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Poesia di settembre: “Alberi” (di Chiara Olivero) http://www.ilcofanettomagico.it/2020/09/27/poesia-di-settembre-alberi-di-chiara-olivero/ http://www.ilcofanettomagico.it/2020/09/27/poesia-di-settembre-alberi-di-chiara-olivero/#comments Sun, 27 Sep 2020 06:00:10 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=31251 20200523_080726

 

Chiara Olivero –redattrice professionista che ha lavorato per il Gruppo Rcs, trovando poi impiego presso Altroconsumo– ha da poco dato alle stampe, con l’Editrice Puntoacapo di Alessandria, una silloge poetica intitolata Tutte le distanze. Di quest’ultima, cari amici de «Il Cofanetto Magico», son lieto di presentarvi un breve componimento, che esprime un concetto quasi francescano: per arrivare in alto e raggiungere dunque i cieli della vita, dobbiamo prima affidarci alla più pura tra le varie forme conosciute di umiltà; mi riferisco alla pazienza, ovviamente: infatti essa soltanto –sempre capace com’è d’aiutarci a superare indefettibilmente le numerose condanne dell’incertezza– sa tenerci efficacemente alla larga da qualsiasi tentazione (se non tentativo) di arrenderci alle sconfitte o, peggio ancora, ai facili miraggi dell’esistenza umana.

Pietro Pancamo
CHI SONO


 

20200523_085609

 

ALBERI

Per essere alti
bisogna essere bassi
andare a fondo,
coi piedi nella terra
sentire il dolore del mondo.
Allungare le braccia
non basta
per toccare il cielo.

Chiara Olivero

 
 
 
 

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Viaggio in Kalahari e Okavango, un indelebile ricordo. Parte prima http://www.ilcofanettomagico.it/2020/09/22/viaggio-in-kalahari-e-okavango-un-indelebile-ricordo-parte-prima/ http://www.ilcofanettomagico.it/2020/09/22/viaggio-in-kalahari-e-okavango-un-indelebile-ricordo-parte-prima/#comments Tue, 22 Sep 2020 06:12:57 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=31593


Dieci amici, cinque fuoristrada all’avventura in Botswana attraverso il Kalahari, su fino in Okavango, poi alle cascate Vittoria in Zimbabwe, per terminare come spettatori della finale del campionato mondiale di rugby a Johannesburg, Sudafrica.
Mica male come viaggio stile Indiana Jones.
Certo, perché abbiamo attraversato il Central Kalahari Game Reserve (vasto più o meno come la Danimarca) da sud a nord percorrendo anche piste in disuso guidati dalle carte geografiche e dal mio navigatore satellitare, uno dei primi esemplari, capace solo di indicare le coordinate da riportare sulla carta.
Il nome Kalahari, che è uno dei più vasti deserti al mondo, in lingua locale significa “grande sete”. Anche se principalmente in Botswana, esso è anche entro i confini di Namibia e Sudafrica.
In realtà, pioggia ne cade, ma è rapidamente assorbita e non lascia riserve superficiali.
La vegetazione è varia: si va da zone desertiche di rada vegetazione, ad altre di savana fino a macchie di alberi di media taglia.

Immagine satellitare da Google Earth con sovrapposizione del nostro percorso. Ben visibile il delta dell’Okavango

Partenza il 10 giugno 1995 da Empangeni, ridente cittadina sudafricana ove risiedevo in quanto ero in missione di cooperazione sanitaria italiana presso il vicino ospedale di Ngwelezana.
Entriamo nel Parco dal cancello sud del Khutse Game Reserve che è un’appendice del Central Kalahari. Seguendo una pista battuta passiamo per il villaggio San di Kikao, ormai quasi disabitato.
I San (detti anche Bushmen), sono la popolazione più antica dell’Africa del sud: i cacciatori-raccoglitori di cui ho parlato nell’articolo del 12/5/14.
Siamo nella savana, la pista è a fondo sabbioso sia pur abbastanza solido. Rari animali che fuggono al nostro approssimarci.
Caratteristica di questa e di altre zone desertiche, è la presenza dei “salt pan”. Questi non sono altro che distese d’acqua prosciugate e ricoperte da una crosta di sale ed altri minerali. Sono lisce ed estremamente insidiose. Infatti, sotto una sottile crosta, può essere presente fango capace di immobilizzare il veicolo di un turista che lascia la pista battuta per assaporare nuove emozioni.

Si pernotta al lato della pista e si dorme nell’”air camping”. Il russare di alcuni di noi è l’unico rumore percepibile a parte qualche richiamo di iena.
Ripartiti passiamo in un piccolo nucleo di capanne ove un’infermiera sta facendo ambulatorio rurale sotto un ombrellone. Non essendoci mezzi di trasporto pubblici, è il personale sanitario che si reca nelle aree remote.

A sinistra il nostro campo. A destra ambulatorio nel deserto

Per un’ottantina di chilometri la pista corre verso nord perfettamente diritta, l’ago della bussola e l’indicatore del navigatore satellitare non si scostano mai dal nord.
A Malapo, dovendo noi raggiungere la Deception Valley, decidiamo di abbandonare la pista battuta (che percorre un largo giro di 280 km), per dirigerci a nord-est su di una traccia in disuso, percorsa talora solo dal personale del parco, che porta verso un cancello non più operativo lungo la recinzione del parco; qui avremmo imboccato una traccia verso la nostra meta.
La pista, sabbiosa, consiste in due tracce tra l’erba secca alta anche mezzo metro che rappresenta un doppio pericolo. Infatti, il paraurti la frantuma e fili d’erba associati a semi, coprono il radiatore diminuendone la capacità di raffreddare l’acqua; ma il rischio maggiore è che essa si può incastrare tra il telaio e il collettore di scarico che è ad alta temperatura prendendo fuoco (soprattutto nei veicoli a benzina ove la temperatura del collettore è più alta).

A sinistra la pericolosa erba. A destra sabbia e ancora sabbia

È quello che è successo ad un nostro veicolo che aveva, tra l’altro, un grosso serbatoio supplementare per rifornire altri due veicoli a benzina.
Durante una sosta, uno di noi ha scorto del fumo uscire da sotto il veicolo e prontamente ha azionato un estintore. Disastro evitato per un pelo.
Da quel momento ci fermavamo periodicamente a controllare l’accumulo d’erba.
A circa 3 km dal cancello chiuso, scorgiamo, finalmente, la traccia abbandonata da tempo che dirige a ovest direttamente alla Deception.
Traccia (per fortuna rettilinea) di una ventina di km, che però era poco marcata e addirittura scompariva per qualche tratto mettendo a dura prova i nostri occhi.
Sembra facile orientarsi con la bussola ed un navigatore satellitare portatile (sia pur primitivo): quando navighi senza tracce evidenti basta uno scostamento di due-tre gradi per trovarti, dopo qualche chilometro, lontani centinaia di metri dalla pista (ammettendo che essa prosegua perfettamente lineare). Per fortuna siamo riusciti a ritrovare sempre le labili tracce e siamo giunti alla Deception Valley (Valle del miraggio).
Anche se i miraggi sono piuttosto comuni, quando si viaggia in aree desertiche, essa ne è famosa.
L’aria calda e rarefatta, sopra la piatta argilla grigio-blu, riflette l’immagine del cielo, creando la percezione di uno specchio d’acqua.
E questo è pericoloso se si pensa di raggiungere “l’acqua”: si avanza col veicolo, ma essa rimane sempre alla stessa distanza, finché, quando si decide di tornare indietro, non si ritrova la pista se il fondo è duro e non lascia tracce.

Il miraggio a Deception valley

La seconda parte verrà pubblicata il 22 Ottobre 2020

Testo e foto di Mauro Almaviva
CHI SONO

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Un libro contro il femminicidio. “Il fascino indiscreto dell’impermeabile bianco” di Valentino Di Persio http://www.ilcofanettomagico.it/2020/09/08/un-libro-contro-il-femminicidio-il-fascino-indiscreto-dellimpermeabile-bianco-di-valentino-di-persio/ http://www.ilcofanettomagico.it/2020/09/08/un-libro-contro-il-femminicidio-il-fascino-indiscreto-dellimpermeabile-bianco-di-valentino-di-persio/#comments Tue, 08 Sep 2020 05:00:39 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=31627

Il 20 agosto 2020 durante la serata dei “Gelati letterari”, organizzata da Edizioni Solfanelli a La Playa di Pescara con la collaborazione dell’artista e scrittore Antonio Fagnani, ho avuto il piacere di presentare il libro del mio caro amico Valentino di Persio, intitolato “Il fascino indiscreto dell’impermeabile bianco”.

Premetto che ho visto nascere questo libro, capitolo dopo capitolo, in anteprima. Ed ho avuto l’onore di essere stata invitata alla cura della parte grafica della copertina, quindi capitemi quando dico che ad agosto, dopo la sua stampa ero emozionata forse tanto quanto Valentino.
Come già accennato nell’articolo di luglioIl fascino indiscreto dell’impermeabile bianco” racconta di una storia incredibilmente avvincente, intrisa di erotismo, passione, amicizia e di voglia di giustizia. Punto cardine nella narrazione un duro caso di femminicidio. I personaggi si muovono in simbiosi per riconsegnare l’onore e la dignità alla vittima, una ragazza di 28 anni. Sarà un percorso di crescita per i protagonisti, alle prese col caso. Il thriller non sarà mai scontato, le pagine si sfogliano velocemente tra i diversi dialoghi a volte riflessivi ed a volte simpatici che bene caratterizzano i protagonisti. E’ un libro che parla da sè, porta con se una originale impostazione tematica ed è metaforicamente significante.

Nella foto in alto Valentino di Persio e Adriana Comaschi,
in basso Marco Solfanelli, Valentino di Persio,
Antonio Fagnani e Marica Caramia

A questo riguardo, riporto qui di seguito, la “Presentazione” del libro, della scrittrice veneziana Adriana Comaschi.
«Ho avuto il piacere di leggere, in fase di stesura, Il fascino Indiscreto dell’impermeabile bianco di Valentino Di Persio, anche lui parte integrante della schiera di autori del Gruppo Editoriale Tabula Fati di Chieti. L’intrigante storia, che parte da un doloroso fatto di cronaca, assume gradualmente le caratteristiche di un vero e proprio thriller, dove la misteriosa Again tiene in scacco Francesco, l’ignaro destinatario dei suoi messaggini ermetici. È lo stesso Francesco a narrare gli eventi che lo vedono protagonista, attraendo il lettore in una fitta trama e coinvolgendolo emotivamente. Non mancano nel fluido racconto momenti poetici, che ben s’inseriscono nel ritmo sostenuto della narrazione. Ben tratteggiata è la figura della giovane Monica, vivace e reale, sempre coerente dal primo colloquio telefonico col suo amico Francesco fino alla conclusione del romanzo. Vivaci e spontanei i suoi dialoghi e i battibecchi col protagonista, che smorzano la tensione e diffondono leggerezza. Nella trama si intersecano almeno tre fili: uno “romantico”, uno “investigativo” e uno “operativo”. Il thriller ne risulta ben congegnato e corre sotterraneo per tutta la storia fino al suo epilogo rocambolesco nella cornice incomparabile di un piccolo angolo di paradiso d’Abruzzo, Brittoli, sotto i fuochi d’artificio di una notte di mezza estate.
Il fascino indiscreto dell’impermeabile bianco è un romanzo che affronta l’odioso fenomeno della violenza sulle donne, dando voce a quest’ultime in un contesto narrativo che non manca di buoni auspici per il futuro.»

Ora tre domande all’autore:

Forse una delle domande che più ti hanno posto, Valentino, è stata, perché “l’impermeabile bianco”?
Si, perchè l’impermeabile bianco è l’elemento scatenante delle fantasie erotiche di un’adolescente alle prese con le sue esplosioni ormonali.

Un messaggio per le donne vittime di violenza.
Invito le donne a non lasciarsi sopraffare dalla paura denunciando subito comportamenti prepotenti e violenti dell’uomo sia direttamente alle autorità di polizia o tramite il Numero Rosa 1522, gratuito ed attivo 24h su 24h.

Ci sono nuovi progetti per il futuro?
Si, già questo mese dovrebbe uscire una nuova antologia di racconti curata dalla mia feroce editor Adriana Comaschi, intitolata “Racconti d’Oriente”. La mia storia si intitola “Sulle tracce di Ayla”. A mia volta mi sono reso promotore di un’analoga iniziativa che riguarda il brigantaggio abruzzese, per la quale son riuscito a mettere insieme 12 autorevoli autori, 6 donne e 6 uomini per par condicio. Altri progetti editoriali sono nel cassetto.

Vi invito a leggere “Il fascino indiscreto dell’impermeabile bianco” di Valentino Di Persio perchè il messaggio positivo che vuol lanciare non deve passare inosservato.

INFORMAZIONI SUL LIBRO
Titolo: Il fascino indiscreto dell’impermeabile bianco
Autore: Valentino Di Persio
Editore: Tabula Fati, agosto 2020
ISBN: 8874758855, 9788874758852
Lunghezza: 128 pagine
Per l’aquisto su Amazon: clicca qui

Marica Caramia
CHI SONO

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Olanda. Una testimonianza speciale; finita la seconda guerra mondiale donne e ragazze cucirono delle gonne usando anche la stoffa dei paracaduti, in onore e ricordo della liberazione. http://www.ilcofanettomagico.it/2020/09/01/olanda-una-testimonianza-speciale-finita-la-seconda-guerra-mondiale-donne-e-ragazze-cucirono-delle-gonne-usando-anche-la-stoffa-dei-paracaduti-in-onore-e-ricordo-della-liberazione/ http://www.ilcofanettomagico.it/2020/09/01/olanda-una-testimonianza-speciale-finita-la-seconda-guerra-mondiale-donne-e-ragazze-cucirono-delle-gonne-usando-anche-la-stoffa-dei-paracaduti-in-onore-e-ricordo-della-liberazione/#comments Tue, 01 Sep 2020 06:00:27 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=31377

Cari Cofanetti magici,

come sapete abbiamo una rubrica dedicata a chi vuole raccontarci una sua storia personale, curiosa, straordinaria; “raccontami una storia”. Adesso ne è arrivata una di una signora olandese, Bernadette de Vries. Ho tradotto in italiano il testo della sua email, che pubblico volentieri.

Bernadette de Vries, l’autrice della lettera che ci è arrivata.

Il mio nome è Bernadette de Vries e voglio raccontarvi una storia che riguarda mia madre. Si chiamava Lida van Leuven, nata il 5 gennaio 1928 ad Haarlem, in Amsterdamsevaart 192. Nel 1946, appena dopo la Seconda Guerra Mondiale, le donne e ragazze del posto cucirono delle gonne unendo tanti pezzi di stoffa anche dei paracaduti, in onore e ricordo della liberazione. Esse vennero registrate nel registro ufficiale dell’Istituto nazionale di Amsterdam proprio con il nome di “gonne della liberazione.” Mia madre ha donato la sua ad una persona la quale, dopo averla esposta in una mostra, l’ha affittata al museo di Nijverdal. dove è rimasta esposta sino al 5 maggio 2020.

Le immagini sopra sono molto vecchie; si vede mia madre (a destra) ritratta con sua sorella Anneke Op. In una sono accanto all’auto del loro padre. Ora le loro gonne sono registrate con il numero 1212 presso “il comitato delle gonne J. Zloch.” Come potete vedere nella fotografia sotto il titolo in cui si vede la gonna di mia mamma c’è ricamata una data, il 18 febbraio 47 con il nome della principessa Marijke, il 31 agosto 1946-47, il 30 aprile 1947; poi un ricamo per i 700 anni della città di Haarlem. Infine si legge 5 agosto, data di nascita della principessa Irene. Per me un bel ricordo, un ricordo del dopo guerra, un ricordo della mia cara mamma. Cari saluti a tutti dal Regno unito dei Paesi Bassi.

Bernadette de Vries. Eindhoven (Olanda), settembre 2020

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Mi è piaciuto molto questo racconto e quindi non aggiungo altro se non che nei tempi difficili e anche in quelli lieti, la creatività di noi donne si è sempre saputa esprimere e continua a sapersi esprimere, sino a far parte di un pezzo di storia. Come lo sono diventate queste gonne… della liberazione. Inoltre il 18 settembre di ogni anno si festeggia il giorno in cui la città olandese dove abito, Eindhoven, fu liberata dagli invasori. Per più di una settimana la città si riempe di luminarie bellissime; ogni strada con temi diversi e percorsi che si possono seguire anche in bicicletta. Un tripudio di luci, colori ed allegria.

Foto M.C. Giongo, al ‘Veluws Zandsculpturenfestijn‘, Garderen (NL), 15 agosto 2020

Buon mese di settembre e mi raccomando: state bene e fate sempre attenzione al maledetto Covid – 19 a cui non dobbiamo più dare un minimo di possibilità di riprodursi, ricominciare a fortificarsi e diffondersi.
Un abbraccio dalla vostra, sempre vostra,

Maria Cristina Giongo
CHI SONO~

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Un po’di storia dell’Olanda:la Germania invade l’Olanda.

Sebbene l’Olanda si fosse dichiarata neutrale durante la seconda guerra mondiale, il 10 maggio 1940 la Germania invase il paese su ordine di Hitler. I membri del governo e della famiglia reale fuggirono mentre l’esercito olandese rispondeva all’attacco, sebbene impreparato e non sufficientemente attrezzato per arginare l’addestramento superiore delle truppe tedesche. A seguito di un brutale assalto che provocò la morte di numerosi civili, vittime del bombardamento di Rotterdam, l’alto comando olandese si arrese alle forze occupanti tedesche, dando la priorità alla protezione delle persone innocenti piuttosto che all’autonomia del paese. Il popolo olandese avrebbe riconquistato la libertà solo cinque anni più tardi.

Per maggiori informazioni ecco un link ad un articolo sulla storia dell’invasione e liberazione dell’Olanda (iniziata nel settembre 1944 e terminata nel maggio del 45)

Nota redazionale; nel museo della memoria Nijverdal, Overrijsel, 1500 metri quadrati, si può vedere anche la ricostruzione di un bunker tedesco, una baracca di un campo di concentramento, un diorama di rappresentazione di un campo di battaglia.

Traduzione in lingua olandese del pezzo precedente:
Op 1500 vierkante meter museumvloer brengt het Memory Vrijheidsmuseum Nijverdal de oorlogsjaren indringend in beeld met onder meer een nagebouwde Duitse bunker, een barak uit een concentratiekamp en diorama’s van veldslagen.

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Proibita la riproduzione del testo senza citare l’autore e la fonte di provenienza. Le fotografie ci sono state date in gentile concessione dalla signora Bernadette de Vries. Non possono essere pubblicate senza il suo consenso da altri blog, siti, giornali.

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