Il Cofanetto Magico http://www.ilcofanettomagico.it Tutti i colori dell'essere e dell'esistere Sat, 08 Dec 2018 05:00:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.2.21 Dall’Abruzzo con i “Caucinit” http://www.ilcofanettomagico.it/2018/12/08/dallabruzzo-con-i-caucinit/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/12/08/dallabruzzo-con-i-caucinit/#comments Sat, 08 Dec 2018 05:00:59 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29106

Per questo mese mettiamo a riposo le vecchie storie e quelle in itinere per dare spazio ad una ricetta di uno dei dolci più apprezzati e onnipresenti sulle tavole abruzzesi durante le feste natalizie. Si tratta dei “Caucinit“, al singolare “Caucinet”. Il nome dovrebbe derivare da “gabbia”, quindi “gabbiette”. Di fatto sono dei ravioli, a mezzaluna o quadrati, ripieni di ogni ben di Dio: marmellata tassativamente d’uva, pasta di ceci, castagne, cioccolato, crema e via dicendo. La ricetta che segue ci è stata gentilmente fornita da una signora abruzzese trapiantata a Roma, Delia di Iulio, il cui cuor batte, notte e giorno, per il suo Brittoli, un ameno paesello abbarbicato sul cucuzzolo d’uno sperone roccioso, alle pendici orientali del Gran Sasso.

Buone feste da Marica e Valentino!

“Caucinit di Natale”

Ingredienti per il ripieno:
– 3-4 etti di ceci lessati (vanno bene anche quelli in scatola), passati al passatutto (trafila con buchi medi)
– Un quarto di Marsala (oppure Porto)
– 3-4 cucchiai di miele
– 4-5 cucchiai di zucchero
– Buccia d’arancia grattugiata
– Un barattolino di marmellata di uva, o di ciliege, o di frutti di bosco.
– 100 g di cacao amaro
– 2 pezzi di cannella (vanno bene anche due pizzichi in polvere)
– farina q.b.

Ingredienti per la pasta della sfoglia:
Impastare farina quanto basta con 3 uova, un bicchiere di olio, un bicchiere di vino bianco, un bicchiere di latte.

Preparazione del ripieno:
In una pentola mettere il marsala, il miele, lo zucchero, la buccia d’arancia grattuggiata e la cannella.
Mettere a fuoco basso e girare. Quando comincia a bollire, aggiungere i ceci passati, la marmellata, il cacao amaro. Se l’impasto è troppo liquido aggiungere biscotti tritati fino ad avere un composto ne liquido ne solido. Al contrario, se l’impasto è troppo duro, aggiungere Marsala o Porto.
Lasciare raffreddare l’impasto (meglio farlo il giorno prima).

Esecuzione:
Stendere la pasta col mattarello o con la classica macchinetta, una tacca più sottile della normale sfoglia. Fare dei ravioli a mezzaluna o quadrati. Rinforzare i bordi con una lieve pressione a rotellina piatta del tagliapasta o con una forchetta al fine di scongiurare la fuoriuscita del ripieno durante la cottura (friggitura).

Cottura:
L’olio d’oliva è il migliore, ma va bene anche un buon olio di semi, preferibilmente di mais.
L’olio deve essere bollente e i ‘caucinit’ devono essere cotti un po’ per volta. Appena immersi nell’olio bollente debbono essere girati quasi subito altrimenti il ripieno potrebbe fuoriuscire. Può succedere che qualche ‘caucinet’ si apra ma non scoraggiatevi, è normale. Appena dorati, scolare su carta assorbente e spolverare (facoltativo) con dello zucchero semolato o a velo.

Buon pro vi faccia!

Valentino Di Persio
CHI SONO

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Editoriale di dicembre. Buon Natale! Con tanto amore! http://www.ilcofanettomagico.it/2018/12/01/editoriale-di-dicembre-buon-natale-con-tanto-amore/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/12/01/editoriale-di-dicembre-buon-natale-con-tanto-amore/#comments Sat, 01 Dec 2018 06:00:00 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29008

I nostri bravissimi redattori e collaboratori del Cofanetto magico vi augurano un felicissimo Natale!

Cari Cofanetti magici, amici lettori,

si sta avvicinando la ricorrenza che amo di più. Quella del Natale, della nascita di un piccolo bimbo, che cambiò la storia e le speranze dell’umanità. Questo bambino si chiamava, si chiama Gesù. Gesù non ha fatto altro che provare a portare l’amore su questa terra bellissima che però l’uomo ha cercato e cerca in ogni modo di rovinare.

Infatti la natura terrena è perfetta; lo stesso universo lo è. E non può essere una coincidenza. Spesso ho scritto articoli su come si è evoluta, su come gli animali, la fauna ma anche la flora riescono a sopravvivere mutando, adattandosi, generando altri miracoli, proprio come quello della maternità.

Quando accadono catastrofi naturali in luoghi abitati la colpa non è della natura, che segue il suo corso, ma degli esseri umani. Anche le ultime disgrazie che hanno colpito l’Italia, sovente avvenute a causa del cambiamento climatico (sempre imputabile alla scelleratezza umana), al riscaldamento globale; sono colpa delle costruzioni abusive, di torrenti in piena colmi di detriti e di ogni tipo di immondizie, delle ditte inquinanti, di carni avariate vendute come fresche, e così via, che generano malattie devastanti.

Senza contare che siamo sempre più stressati perchè conduciamo una vita stancante, frettolosa, e pure superficiale, se pensiamo all’ossessione di essere sempre più più belli, avere più soldi, persino ottenere più ascolti in televisione; non importa come si raggiungano e non importa se per raggiungerli vengano calpestati tanti valori. Infine le guerre, addirittura per la supremazia di un Dio piuttosto che di un altro o di un territorio. O per …”semplice” crudeltà umana.

Si racconta quindi che Dio mandò suo figlio a seminare amore sulla terra, perchè anche allora ce n’era tanto bisogno. Questo è per me il senso del Natale. SEMINARE AMORE. Uno scopo vitale di cui ognuno dovrebbe essere portatore. Mi hanno colpito alcune parole di Papa Francesco durante uno dei suoi pensieri dell’Angelus: “ringrazio tutti i volontari che si prodigano per gli altri. Sovente si tratta di persone che hanno vissuto a loro volta dei dolori e delle tragedie immense; ma invece di passare il tempo a lamentarsi lo impiegano ad aiutare altri loro fratelli che soffrono.”

Buon Natale a tutti! E buon fine anno 2018!

Questo è quindi il mio augurio natalizio, di un Natale che spero possiate trascorrere in famiglia, con i vostri cari, che sono le vere eredità d’amore. E chi purtroppo sarà solo non pianga; si avvicini piuttosto a chi patisce di altrettanta solitudine, in una catena di solidarietà che di sicuro diventerà a sua volta fonte di pace, amore e serenità.

Un sereno Natale a tutti, anche a nome dei redattori e collaboratori del Cofanetto magico.
La vostra, come sempre vostra affezionatissima,

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

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Redazione e collaboratori:

Imma Paone
Pietro Pancamo
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Marica Caramia
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Elisa Prato

Direzione:
Cristina Giongo

Assistenza tecnica:
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Poesia di novembre: “Dialogo” http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/27/poesia-di-novembre-dialogo/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/27/poesia-di-novembre-dialogo/#comments Tue, 27 Nov 2018 06:00:20 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29063 20181125_225459(1)

 

Il Natale si avvicina schiettamente, perciò è il momento d’iniziare a riflettere con pazienza sul dolore: infatti, come tutti ben sappiamo, Gesù è venuto sulla Terra appositamente per la croce. In altre parole, cari amici de 《Il Cofanetto Magico》, non attendetevi auguri o lazzi d’allegria, da questa rubrica, ed anzi lasciate ogne regalo, o facile panettone, voi ch’intrate… nella poesiola che segue.


 

20181126_083008(2)

 

DIALOGO

Pietro: 《Qual è la lingua del tempo?》.
Pancamo: 《La vita》.
Pietro: 《E il dialetto?》.
Pancamo: 《Il dolore》.

Pietro Pancamo
CHI SONO

 
 
 
 

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Ricerca si, vivisezione no. http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/22/ricerca-si-vivisezione-no/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/22/ricerca-si-vivisezione-no/#comments Thu, 22 Nov 2018 06:00:24 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28905 Già Gandhi diceva che la grandezza di un popolo si misura da come tratta gli animali.
Nel nostro Paese, purtroppo, la pratica della dissezione e della vivisezione degli animali “da laboratorio,” la cui quantità presso gli istituti di ricerca ed università veniva denominata “magazzino,” era fino al 1993 parte integrante obbligatoria della preparazione degli studenti destinati alle professioni sanitarie, medici, infermieri, biologi, ricercatori.

Una immagine da laboratorio

Una ecatombe quotidiana di poveri topolini, coniglietti, cani, gatti, scimmie, usati per esperimenti “dimostrativi” dai docenti che imponevano ai discenti “esercitazioni pratiche”.

Fortunatamente la legge 413/93 limitò questi inutili sacrifici disponendo il diritto all’obiezione di coscienza ad ogni atto connesso con la sperimentazione animale di cittadini, medici, ricercatori, personale sanitario, studenti universitari. Già nel 2006 la maggior parte delle facoltà di medicina americane e canadesi avevano eliminato i laboratori con animali.

L’Europa sembra avviarsi con più fatica verso questo nobile traguardo. Inevitabilmente, con l’andar del tempo, l’osservazione critica dei risultati ha confermato quanto la vivisezione sia spesso inutile poichè gli esseri umani reagiscono diversamente dagli animali alle sostanze sperimentate su di loro, per cui i risultati sono approssimativi. Ad esempio, nei test di cancerogenesi, i falsi positivi sono pari al 50%.

Già nel 2003 le ferree convinzioni sulla veridicità delle risultanze degli esperimenti su animali risultavano abbondantemente disattese. In un articolo de “Il sole 24ore” un illustre ricercatore parla così di una sperimentazione su topi, fatti ammalare di distrofia muscolare per poi tentare di guarirli: “la bontà della cura andrà valutata in futuro su altri e diversi animali perchè la variabilità genetica implica risposte diverse; pertanto nulla cambia per i malati in quanto bisogna sperimentare altri…cinque anni”!

Topo reso ammalato

Era quanto si affermava mentre da tempo la grande macchina della ricerca, compresa la celebre Telethon, raccoglieva un’ingente mole di denaro, sull’impiego del quale però non veniva data spiegazione alcuna.

Un aspetto assai poco verificato della sperimentazione su animali è quello degli effetti a lungo termine sull’uomo delle sostanze sperimentate; si comincia a comprendere che non basta osservare il danno o l’effetto immediato, fisico o anche letale, prodotto sull’animale, ma va valutato anche l’eventuale danno o effetto futuro che può palesarsi sugli organismi, va compreso il meccanismo della sostanza chimica nel tempo. Ciò non è che l’ulteriore conferma di quanto la ricerca basata sulla vivisezione di animali appaia come la punta di un iceberg i cui risultati, se ci sono, possono essere assai insidiosi; inoltre raramente i risultati fallimentari vengono evidenziati e fatti conoscere al pubblico.

Gli animali come vorremmo vederli

L’uso dei metodi alternativi è già inseguito da tempo e finanziato da associazioni di ricerca italiane e svizzere, l‘italiana Leal, la svizzera Atra, che hanno come obiettivo lo studio e lo sviluppo di procedimenti che non utilizzano animali, nonché la diffusione di una cultura atta a cambiare la mentalità ancora diffusa dell’animale visto prevalentemente come strumento. L’uso dei metodi alternativi viene raccomandato anche dal REACH, il regolamento dell’Unione Europea adottato per migliorare la protezione della salute dai rischi delle sostanze chimiche e applicato in ventotto stati membri. Il premio Nobel per la medicina Shin’ya Yamanaka ha dato un grosso impulso a questo tipo di ricerca, lavorando sulle cellule staminali che possono formare qualunque tessuto umano sul quale sperimentare.

Recentemente la ricerca è andata ben oltre. Un team di studiosi dell‘Università di Pisa ha costruito, grazie all’uso di nanotecnologie, mediante chip in silicio per test farmacologici, un minifegato artificiale tridimensionale, assai attendibile come modello di esperimento perchè costruito in modo da risultare del tutto simile al fegato umano. Questo organo replicato riesce a mantenere l’attività e le caratteristiche della cellula più a lungo che in una normale coltura, in condizioni fisiologiche assai simili a quelle del corpo umano.

Incredibili coccole

Auguriamoci che la ricerca continui per questa strada, mettendo fine a tante inutili sofferenze per gli animali e recuperando quel ritardo nella conoscenza che si è accumulato percorrendo itinerari sbagliati. Diciamo si alla ricerca e no alla vivisezione, controllando dove i fondi raccolti affluiscono e come vengono usati.

Elisa Prato

Elisa Prato nasce l’ultima domenica di Carnevale di un freddissimo inverno piemontese, sotto il segno dell’Acquario, ma con una pratica luna in Capricorno.
Laureata in legge, lavora come funzionario e dirigente nella pubblica amministrazione.
Oggi alterna l’attività di consulente e formatore con quella di recensionista in arti sceniche; inoltre coltiva e pratica il reading.
Evergreen nel DNA, crede fortemente nella funzione riformista delle donne, portata avanti insieme agli uomini, diretta all’evoluzione sociale e alla maturazione personale autentica di entrambi i sessi.

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Babbo Natale, esiste? http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/18/babbo-natale-esiste/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/18/babbo-natale-esiste/#comments Sun, 18 Nov 2018 05:00:32 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29053

Non so quanto spazio e importanza abbia, nella quotidianità periodica di chi mi legge, il Natale.
Voglio dire il senso del Natale, con tutte le sue valenze, i suoi riti, le sue atmosfere.

Per quanto mi riguarda, nonostante il susseguirsi degli anni e dunque una inevitabile ripetitività del tutto, resiste in me la voglia di gentilezza. Anzi, non solo resiste, ma cresce di pari passo con una specie di impegno costante a far sì che questo atteggiamento non mi abbandoni mai, durante l’intero anno.
Voglio dire che siccome “a Natale siamo tutti più buoni”, se “buoni” ci impegniamo ad esserlo anche durante il resto dell’anno, quel “più”, varrà ancora di… più!

Comunque, a parte il mio personale sentire, il periodo si presta, anche dal punto di vista narrativo, a dare evidenza a belle e buone storie natalizie, e dunque ho accolto con entusiasmo l’invito della Nostra Direttrice Maria Cristina Giongo, a scovare appunto qualcosa “a tema”, da raccontare per l’uscita del 18 dicembre.

Ma siccome quando si cerca, a volte si rischia di non trovare, ma a volte invece si trova anche di più di quanto si pensasse, io di buone storie, un po’ dai files della mia memoria e un po’ da quelli della memoria collettiva del web, ne ho trovate diverse.

Non mi sapevo decidere, e allora mi sono detto: perché non raccontarne almeno due, prolungando così l’inevitabile effetto positivo che le belle storie finiscono per avere in chi le legge?

E dunque eccomi qua, con quella che può essere definita a tutti gli effetti una sorta di “parte prima”, del ciclo “Le Belle Storie Natalizie del Cofanetto Magico”

E già che ci siamo aggiungo anche un prologo (anzi due).

Già, perché un altra bellissima caratteristica di questo genere di storie, è che non scadono mai. Una buona storia natalizia, e adatta ad ogni Natale.
E dunque perché non rilanciare quella con cui ho debuttato qui, sul Cofanetto Magico, il 18 dicembre dello scorso anno (facendo così diventare questa autocitazione una bella “storia nella storia”)?

Presto fatto: ecco il link

A questo aggiungo un altro bonus, che è ancora una volta un video commerciale (inutile negarlo: la “bontà”, a Natale, vende) https://youtu.be/mNbSgMEZ_Tw

——-

E dunque, se siete arrivati fino qui adesso bisogna proprio che io vi regali la prima delle due storie di Natale che ho scelto. E che si intitola “Virginia, Babbo Natale esiste!”.

E’ una storia vera, che risale al 1897 (curiosamente non a dicembre, ma a settembre, e precisamente al 21). Ma andiamo con ordine.

Virginia è una bambina di otto anni, e a quell’età, si sa, iniziano a farsi insistenti certe domande. Magari qualche compagno di scuola un po’ meno sognatore, magari con dei fratelli maggiori poco inclini a mantenere segreti, si lascia sfuggire qualche battuta di troppo…

Insomma Virginia, che di cognome si chiamava O’Hanlon, e che mi immagino fosse vivace ed intelligente, decide di chiedere chiarimenti sull’esistenza di Babbo Natale, direttamente al padre Philip. Lui, che di mestiere fa il chirurgo e medico legale di Manhattan, le consiglia di scrivere al quotidiano New York Sun.

Ora, non voglio entrare nel merito di questo consiglio così inusuale, soprattutto se immaginato ai tempi nostri. Chissà: magari babbo Philip non si sentiva preparato, oppure voleva trasmettere un sentimento di fiducia nella stampa più autorevole, o magari più semplicemente preso in contropiede, invece di rifugiarsi nel classico “chiedi a tua madre” avrà pensato di scaricare la “patata bollente” a chi riteneva più titolato a dare risposte a quel genere di domande difficili.

Insomma tant’è. La bimba Virginia prende carta e penna e scrive: «Caro direttore, ho otto anni. Alcuni dei miei piccoli amici dicono che Babbo Natale non esiste. Mio papà mi ha detto: “Se lo vedi scritto sul Sun, sarà vero”. La prego di dirmi la verità: esiste Babbo Natale? Virginia O’Hanlon»

E qui entra in gioco un secondo “scaricatore”; il direttore del giornale Edward P. Mitchell infatti, non prende carta e penna e si mette a scrivere la risposta come magari a questo punto ci potremmo immaginare, ma che fa? Affida l’incarico di scrivere la risposta a Francis Pharcellus Church, veterano del giornalismo, famoso all’epoca per i suoi reportage dal fronte della Guerra di Secessione Americana.

Church, che le cronache riferiscono non proprio entusiasta di questo incarico da lui ritenuto non esattamente in linea con la sua fama e notorietà, butta giù una risposta di meno di 500 parole che viene pubblicata non firmata e in settima pagina.

E qui la storia si fa assolutamente natalizia.
Perché non solo i lettori scoprono e apprezzano quelle righe, ma si commuovono non poco, facendo crescere la diffusione e notorietà di quella risposta e facendo diventare negli anni quell’editoriale addirittura uno dei simboli del giornalismo americano e, probabilmente, mondiale.

Il successo di quelle parole ha indotto la direzione del New York Sun a riproporle ogni anno, fino alla chiusura del giornale nel 1950. E il successo ha superato i confini statunitensi grazie alla traduzione in oltre 20 lingue.

L’editoriale è diventato una canzone, un musical, un film d’animazione e un cortometraggio; viene studiato nelle scuole di giornalismo e da trent’anni il conduttore televisivo Gabe Pressman racconta al pubblico di una tv locale, la storia di Virginia e della sua lettera.

“Yes, Virginia!”, si è trasformato anche in un modo di dire e viene inserito in titoli di giornale e in articoli non sempre e non necessariamente dedicati solo al Natale.

La forza di queste parole ne ha superato il senso originario, è sopravvissuta ai suoi stessi protagonisti dopo avere decisamente reso migliori le loro rispettive vite. E tutto questo grazie all’effetto che ha avuto sui primi lettori attenti e pronti a recepire e rilanciare un messaggio positivo evidentemente universale.

Avevo ragione? E’ o non è una bella e grande storia di Natale?

PS. la prossima, se possibile ancora più “natalizia”, il 18 dicembre!

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A questi link, due delle mie fonti, con inclusi i testi originali citati nella mia storia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Sì,_Virginia,_Babbo_Natale_esiste

www.ilpost.it/2011/09/22/si-virginia-babbo-natale-esiste/

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Paolo Pagnini
CHI SONO

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La posta del cuore dei nostri amici animali di Imma Paone. Intervista speciale ad un cliente amante degli animali. http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/12/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-16/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/12/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-16/#comments Mon, 12 Nov 2018 05:23:13 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29029 Questa volta, cari lettori, non voglio scrivere una risposta a qualche vostra domanda (sempre molto utili e costruttive) e nemmeno raccontarvi un episodio della mia vita lavorativa quotidiana, ho scelto di intervistare uno dei miei primi clienti con il quale ho mantenuto negli anni un rapporto di stima ed amicizia.

....

Il mio cliente si chiama Salvatore e per molti anni ha vissuto in compagnia di uno splendido cagnolone di nome Matisse.
Chi era Matisse?
Matisse era un bellissimo Setter Irlandese che ho acquistato in un allevamento a Pozzuoli ( Napoli ) nel 2000, spinto dall’entusiasmo nel volere un cucciolo dei miei due figli allora adolescenti. Non avevo mai avuto un cane da giovane ed ero anche io desideroso di fare questa esperienza e creare un nuovo rapporto di collaborazione per la crescita del cucciolo con i miei ragazzi. In fondo era un modo per responsabilizzare anche loro e devo dire che in parte ci sono riuscito.

Quanto tempo hai trascorso con lui?

Matisse ha vissuto con noi per ben 14 anni, una veneranda età per un cane di taglia medio-grande. Era un setter irlandese di un colore stupendo ed un carattere bellissimo. Era molto dolce, impazziva per le palline da tennis ed adorava correre in montagna. Ha vissuto in appartamento con noi ed il letto ed il divano erano i suoi troni. Adorava dormire e trascorreva molte ore al mio fianco sul divano mentre guardavo la tv e mi rilassavo accarezzandolo. Avendo avuto un problema dermatologico in molte fasi della sua vita aveva un mantello con pochi e sottili peli, quindi accarezzandolo riuscivo a toccare direttamente la pelle ed a sentirne il calore, come se stessi accarezzando la pelle di un bambino.

....

Cosa è stato per te Matisse?

Ho cresciuto Matisse con amore ed affetto, ovviamente un amore diverso da quello che ho ancora oggi per i miei figli, ma allo stesso modo intenso ed appagante. In realtà io non l’ho mai considerato un “semplice cane”, per me era un vero e proprio amico a cui poter parlare liberamente, senza nessuno schema mentale o sovrastrutture. A volte mi ritrovavo a confidargli dei miei pensieri sapendo ovviamente che non avrei mai ricevuto risposta, ma il semplice fatto di farlo mi faceva sentire più sollevato.

Hai parlato di dermatite, questo è stato un suo problema?

Il mio cagnolone all’età di tre anni ha iniziato a presentare delle aree di alopecia, eritemi cutanei, papule diffuse ed una pelle molto secca che emanava un forte odore di rancido. In quella occasione ho conosciuto Imma, la nostra veterinaria, che ha tentato mille strategie farmacologiche per cercare di risolvere il problema e suggerito anche un paio di specialisti in dermatologia veterinaria,che ho seguito senza grossi miglioramenti. La dermatite di Matisse é stata un acerrima nemica che, purtroppo, nessuno di noi, medici compresi, è stato in grado di fronteggiare. Durante tutto il periodo della sua vita ha vissuto praticamente come fosse un “cane nudo”, tanto è vero che ricordo benissimo che in inverno aveva così freddo che dovevo fargli indossare un cappottino. La cosa che ricordo con grande dolore era lo sguardo infastidito della gente quando incrociavano il mio cane a passeggio, come a pensare che il suo problema dermatologico fosse qualcosa di infettivo e trasmissibile, tanto da indurmi ad uscire di casa in orari assurdi per non incontrare nessuno.

E’ morto di morte naturale?

Matisse ha vissuto felicemente, nonostante il grande problema dermatologico, per ben 14 anni e solo nell’ultimo anno gli fu diagnosticato un adenocarcinoma delle ghiandole perianali, un tumore piuttosto aggressivo ed altamente metastatico. Alla scoperta di questo tumore ho deciso di non aggiungere altro dolore alla sua vita, vista l’aggressività del tumore e soprattutto la difficoltà chirurgica per la localizzazione. Io gli sono stato affianco in ogni momento della sua vita e con grande rispetto lo ho accompagnato fino all’ultimo suo respiro. La sua morte mi ha lasciato un vuoto incolmabile, assoluto ed ancora oggi quando penso a lui ho le lacrime agli occhi ed il nodo in gola.

Cosa pensi dell’eutanasia?

Non ho una vera e propria posizione a riguardo. Razionalmente parlando immagino sia una cosa giusta, sia per gli uomini che per gli animali. Non sono infatti d’accordo sull’accanimento terapeutico ne per gli uomini e ne per gli animali e credo che, le persone, debbano avere il diritto di scegliere come porre fine alle ultime sofferenze riducendo al minimo il dolore della morte. Ma, per Matisse non volevo e non potevo farlo. In famiglia tutti volevano che si spegnesse da solo e senza interferenza alcuna, l’unica cosa su cui siamo stati tutti d’accordo è stato sospendere le sue purtroppo quasi inutili terapie.

Come hai elaborato il lutto?

In realtà non è mai stato elaborato e probabilmente questo è il motivo per cui non ho mai più adottato un altro cane. Matisse era veramente unico e non ho ancora voglia di sostituire il suo ricordo. Nonostante siano passati già 4 anni  il mio dolore è ancora forte e non riesco ancora a superarlo per poter serenamente accogliere un altro cucciolo.

Il tuo veterinario è stato sempre lo stesso?

Si, sempre la stessa per 11 anni, Ho conosciuto Imma al terzo anno di vita di Matisse, in pieno problema dermatologico e solo su sue indicazioni, ho conosciuto altri due specialisti in dermatologia e citologia, che,come Imma, hanno tentato di trovare una soluzione. La scelta del veterinario per me è stata determinante. Lei è stata anche di grande supporto psicologico oltre ad essere una ottima professionista in cui ho riposto massima fiducia.

E’ bene aver fiducia del proprio veterinario?

Certo, è necessario avere fiducia del proprio veterinario, sempre che abbia un buon livello di preparazione ed una alta etica professionale. Diventa stressante cambiare continuamente medico e non essere mai sicuri di quello che suggerisce. Nonostante io sia un appassionato della rete non mi sono mai permesso, in tanti anni, di fare ricerca su google e mettere in discussioni le scelte del mio veterinario. Ho sempre pensato che lei facesse bene il suo lavoro decidendo il meglio, nel limite del possibile, per il mio cane ed anche per me.

Vuoi raccontarci un aneddoto di Matisse?

Come ho detto prima, Matisse è sempre stato un cane dolce ed affettuoso,non solo con noi membri della famiglia ma anche con la nostra gatta Psiche. Psiche è stata raccolta dalla strada all’età di 3 mesi e lui, già adulto, l’ha subito ben accolta in casa proteggendola dal freddo e trattandola sempre come una grande amica. Era bellissimo vedere Psiche dormire acciambellata proprio sopra Matisse, che non osava spostarsi per non disturbarla, sembrava un quadro di amore universale.

....

Io, ringrazio Salvatore per il tempo che mi ha dedicato e gli chiedo scusa per avergli reso nuovamente vivo il suo dolore per il suo adorato amico. Spero però che questa mia intervista possa essere utile a quelle persone, amanti degli animali, che si credono fuori posto sapendo di soffrire per la perdita del proprio amico e si chiudono nel loro dolore decidendo di non parlarne con nessuno. La perdita di un amico a quattro zampe è un vero e proprio lutto e necessita di ogni strategia per superarlo senza problemi. Parlare con amici, parenti o con lo stesso veterinario è un modo per superarlo quanto prima così da riaprire velocemente il cuore ad un altro amico che ci aspetta.

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Rampina, una favola dei nostri giorni (8° episodio) http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/08/rampina-una-favola-dei-nostri-giorni-8-episodio/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/08/rampina-una-favola-dei-nostri-giorni-8-episodio/#comments Thu, 08 Nov 2018 05:00:53 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28994

Immagine realizzata da Marica Caramia, ispirata dalla
favola di Rampina di Valentino Di Persio

La favola di Rampina è iniziata quasi per caso, si è scritta da sola, senza essere stata cogitata preventivamente. Rampina nacque in una notte tempestosa di maggio di due anni fa, alle falde del Gran Sasso. Una coltre di grandine le impedisce di raggiungere il seno materno. Quando al levar del sole riesce finalmente a trovare la forza di alzarsi, mamma cavalla non c’era più, l’aveva abbandonata nel prato in balia dei lupi. Ma il destino le aveva riservato qualcosa di diverso. Sfugge alla morte per amore della vita, della quale ha imparato a coglierne gli aspetti migliori, grazie ad una serie di esperienze maturate a contatto con l’uomo, dal quale riesce a staccarsi solo grazie al sublime sentimento, detto amore. Buona lettura!

Clicca qui per l’episodio precedente.

“Non è un addio”

Irruente, il giovane stallone, ricomparve da dietro la collina al trotto. Il suo manto sfolgorante si rifletteva sulla coltre gialla delle ginestre in fiore. Le pastorali bianche degli arti posteriori, saettavano intermittenti sul ciglio della strada. Vedendomi, si bloccò di scatto. Mi osservava a distanza, sbuffava, esalava nuvolette di vapore dalle narici. Rampina mi stava appiccicata dietro. La sentivo ansimare. Chissà, forse aveva paura o, forse perché troppo innamorata. Il morello, impennò due volte, nitrendo nervoso. Si girò e scomparve di nuovo dietro alla collina. Mi voltai verso Rampina. La puledra grondava di sudore. Era in allerta, con la testa alzata e le orecchie tese in avanti, attenta a non lasciarsi sfuggire nessun palpito di lui. Sentii la terra tremare sotto i piedi. Faccio appena in tempo a spostarmi oltre il ciglio della strada che lo stallone passa veloce come una saetta scura. Rampina lo insegue. Scomparvero entrambi dietro alla casa. Corsi anch’io confuso, non riuscivo a rendermi conto di cosa stesse realmente succedendo. Non ero nemmeno sicuro di essere sveglio o se stessi ancora sognando.
Rampina stava davanti alla stalla.

Andava avanti e indietro, sbuffava col naso, era nervosa, non aveva avuto la forza di seguirlo oltre. –Vai, vai!– la esortai –Potrai tornare quando vuoi, ma ora vai, non farlo più aspettare, dopo potrebbe essere tardi, vai e vivi la tua vita e la tua giovinezza, vivila intensamente come nessuno ha mai fatto prima.– Il puledro venne verso di noi al galoppo, ci passò davanti come un fulmine. Lo vidi scomparire di nuovo dopo la curva verso la fonte, per vederlo riapparire quasi subito, veloce come il vento. Rampina al suo passaggio gli corse dietro d’istinto, ma si arrestò dopo un centinaio di metri. Ritornò verso di me, non ne voleva sapere di andarsene. Intanto il puledro nero era svanito dietro alle ginestre prima del fosso. Non la accarezzai come avevo fatto prima. Cambiai atteggiamento. –Devi andare ora, hai capito?– le dissi duramente. Rampina abbassò le orecchie, con la sua bocca cercava la mia mano. –No, niente carezze e niente più zucchero. Vattene!– Lei abbassò la testa. –Vattene non ti voglio più bene, hai capito?– La cavallina mi guardava incredula. Scosse la testa e sbuffò in segno di protesta. –Vai!– Le gridai e le appioppai una manata sulla groppa con tutta la forza che avevo. Impennò con le zampe anteriori fin quasi a toccare il cielo. Nitrì forte e si lanciò nella sua folle corsa verso il destino, verso l’amore.

Con gli occhi appannati dalle lacrime, li vidi risalire il crinale del colle della fonte del “carammello”. Camminavano affiancati, lui leggermente più avanti di lei, entrambi a testa alta con le criniere al vento. Poesia in movimento, pensai. Dopo un quarto d’ora col binocolo li osservai valicare il Colle Padoni, poi scomparvero, fagocitati dalla lontananza.

La inseguii con la mente, continuai a parlarle col pensiero. Sapevo che mi avrebbe ascoltato col suo istinto, con la sua intelligenza, con la sua innata telepatia: “Vai, segui il tuo istinto, insegui la tua libertà, liberati dai condizionamenti umani cui tu sembri asservita. Esci dalla mediocrità che attanaglia certa gente, sempre pronta a criticare, a giudicare, a condannare, lapidare con giudizi affrettati e fuori luogo. No, tu non farai mai parte di quella specie. No, tu non dovrai passare la tua esistenza a veder trascorrere i giorni, sempre uguali, senza mai un sussulto emozionale. Giorni dopo giorni intrisi di rabbia e d’invidia contro tutto e tutti. Un continuo lamento, perenne scontentezza che trascina in basso oltre se stessi anche chi li circonda. Tu vai, tu sei fatta di altra essenza, non appartieni alla mia specie, capace si di grandi gesti, ma anche d’immani disastri. Tu vai, vai ora, la condizione umana non t’appartiene.”

Rimasi sveglio fino ai primi chiarori del nuovo giorno. Non riuscivo a dormire,sopraffatto dai pensieri e dal rimorso di essere stato troppo duro con lei. Sentivo la tristezza del distacco ed ero preoccupato più che altro del fatto che lassù facesse freddo. Ma ero sicuro che lei, la mia Rampina, era felice e sicura con il suo impetuoso compagno.

Fine… per ora.

Valentino Di Persio
CHI SONO

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Intervista a Maristella Grillo http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/03/intervista-a-maristella-grillo/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/03/intervista-a-maristella-grillo/#comments Sat, 03 Nov 2018 06:00:35 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28949 Intervista a Maristella Grillo, prima modella, poi fondatrice della Marimodels, una scuola per modelle dove puoi imparare anche ad essere elegante, ben truccata, a proprio agio in ogni situazione e a qualsiasi età. Una lunga collaborazione con Teddy Reno. “Da piccola riunivo la mia famiglia, la domenica e improvvisavo per loro degli spettacoli. Le mie sorelle mi facevano da vallette.”

Maristella Grillo, molto bella, elegante, una donna di gran classe.

Se vuoi migliorare il tuo aspetto, il tuo portamento, il trucco e soprattutto sentirti più sicura di te aumentando la tua autostima, abbiamo trovato la persona giusta a cui rivolgerti: Maristella Grillo, fondatrice della Marimodels una scuola per modelle molto speciale. Maristella è una bella donna, intelligente, creativa, piena di passione per tutto ciò che fa. In passato a sua volta modella: ha sfilato per famosi stilisti, e fatto show room di presentazione abiti per Lancetti, tanto per fare un nome….E per Valentino, tanto… per citare un altro grande artista nel campo della moda. Oltre che una lunga collaborazione con Teddy Reno, in tante occasioni anche per eventi organizzati da lui.

Maristella Grillo ha collaborato a lungo con Ferruccio Merk Ricordi, in arte Teddy Reno, con lei nella foto.

E’stato il suo amore per la vita e per tutto ciò che l’arricchisce, il suo interesse per la bellezza in ogni sua forma espressiva, esteriore ed interiore, che l’hanno portata a creare questa scuola dove sia donne che uomini possono frequentare corsi per diventare modelli e fotomodelli: avendone le capacità, ovviamente. Ma anche per per apprendere ad occuparsi di se stessi nel miglior modo possibile.
Sentiamo dalla “sua viva voce” la sua storia.

Maristella, ci parli di lei e delle sue origini. Chi è Maristella Grillo?

Sono nata a Velletri, una cittadina dei Castelli Romani, da parte di mio padre ho origini sicule. Ho frequentato l’Istituto magistrale, poi un anno integrativo per accedere all’università, scegliendo la facoltà di scienze politiche. Sono felicemente sposata, da 25 anni; ho conosciuto mio marito quando avevo 22 anni. Non abbiamo figli. Ho 4 fratelli. Mia sorella ha avuto un bambino che ora ha 6 anni, Giovanni, a cui sono molto legata, nato dopo tanti anni di matrimonio; se si pensa che la sua prima figlia adesso ne ha 25!

Quando ci siamo parlate per conoscerci meglio, mi ha detto che crede tanto nella famiglia e tanto ama la sua famiglia.

E’vero, per me è molto importante. Una grande fonte di amore e di valori.

Come mai ha deciso di diventare modella e poi di fondare una scuola per modelle? E’stato solo un motivo estetico, legato alla sua bellezza?

Per rispondere a questa domanda devo risalire a quando avevo circa dieci anni e mi divertivo a creare spettacoli per la mia famiglia, che “costringevo” a sedersi per guardarmi ballare ( frequentavo una scuola di danza) e…soprattutto applaudirmi! Le mie due sorelle, Rita e Cristina, erano le mie vallette. Dovevano anche presentarmi e se non lo facevano bene, non uscivo per iniziare lo spettacolo; quindi i miei parenti dovevano aspettarmi con tanta pazienza! Accadeva sempre di domenica, l’unico giorno in cui tutta la famiglia si riuniva. Come microfono usavo le corde che servono a fermare le tende. C’era anche la mia adorata nonna, morta a 92 anni. Guardavo molta televisione; il mio idolo era, ed è Raffaella Carrà. Siamo una famiglia molto unita anche ora, continuiamo a ritrovarci intorno ad una tavola e a passare piacevoli domeniche insieme. Ancora adesso mi diverto ad…intervistarli!

Maristella Grillo, bellissima, quando faceva la modella.

Che bella storia, divertente, intessuta di ricordi dolcissimi. E in seguito?

In seguito, quando frequentavo l’istituto magistrale e avevo 17 anni, feci la prima sfilata per una signora che aveva un negozio di abbigliamento. Ero alta 1 metro e 75 e tutti dicevano che avevo un bel portamento. Mia madre Anna Maria assecondò il mio desiderio di diventare modella e la mia inclinazione; le sono riconoscente per questo. Mi fece frequentare una scuola di livello a Roma, tenuta da tre top model di Valentino: Barbarella, Gianna, Danka. Mi hanno insegnato molto: per esempio che la bellezza da sola non serve a nulla, che si deve studiare molto. Inoltre che ci sono regole rigide da seguire: prima di tutto quella di essere sempre puntuale, professionale, di condurre una vita morigerata, moderata. Soprattutto mi fecero capire, che nonostante questo, non si trova sempre lavoro e non sempre si è adatti per questo lavoro. Tutto questo l’ho riportato poi nella mia scuola, all’insegna della correttezza, della serietà e professionalità.

Che cosa insegnate alla Marimodels?

Per esempio ad avere portamento, a camminare con i tacchi alti; si studia l’andamento, le movenze, si apprende a conoscere il proprio corpo e a prenderne conoscenza in ogni sua minima parte. Ci vogliono ore di allenamento per imparare a farlo. Servono per aiutare a trovare un equilibrio, ad ancheggiare in modo naturale, semplice, senza cadere dall’eleganza alla volgarità (ancheggiando troppo!) Lavoriamo con molte truccatrici e truccatori, indispensabili per il nostro lavoro, oltre che con giovani talenti che escono dall’Accademia. E con Enrico Harry Gambera, con cui tengo eventi marketing “Make UP”, lui in qualità di make up Artist. Oltre che con giovani talenti che escono dall’Accademia. Sono molto importanti le basi, come nutrire la pelle e le labbra prima di truccarle, distinguere un make-up differente da usare di giorno, di pomeriggio e di sera, come evidenziare le parti più belle. Notizie basilari.

Per iscriversi bisogna essere molto belle?

No, non devi essere bellissima. Quando nacque il progetto della Marimodels avevo già lavorato con stilisti di fama internazionale, per cui potevo trasmettere tutto quello che avevo assorbito; in primis il saper muoversi in un mondo splendido ma purtroppo a volte illusorio. Per questo motivo ho voluto aprire la scuola a tutti, avvalendomi della mia esperienza e di seri professionisti, per ampliare la possibilità di inserimento anche in altri campi e situazioni della vita, dove è sempre bene sapersi presentare (per esempio ad un colloquio di lavoro). La nostra è quindi una scuola di vita. Infatti abbiamo anche una psicologa che aiuta le nostre ragazze e i nostri ragazzi a trovare la sicurezza in se stessi e l’autostima. Io adoro le persone non bellissime, perchè hanno in sè molte potenzialità, che riesco sempre a far venire alla luce. Ne faccio uscire dei “veri capolavori”…evidenti quando alla fine del corso compariamo le fotografie ed un video girato al loro ingresso con quelle fatte quando ne escono. Tiriamo fuori la personalità di ognuno; chi è entrato camminando con le spalle curve, le braccia conserte (segni di insicurezza e chiusura) alla fine prosegue il suo percorso di vita camminando dritto, con la testa alta, più sicuro di sè. Qualunque lavoro farà e troverà: a seconda dei suoi talenti ed inclinazioni. Uno dei miei allievi, Aldo Mario Camillo, un ragazzo eccezionale, è diventato direttore artistico di Cerutti. Un’altra allieva, Lucia Ocone, attrice comica.

Una recente fotografia di Maristella Grillo

Poi c’è la Marimodel Management; di che cosa si tratta?

In questo settore della nostra scuola prepariamo ragazze e ragazzi da inserire a livello professionale nel settore moda, inviandoli quando ci chiedono persone per fare dei casting. La Marimodel Management possiede un curriculum di rilievo; abbiamo partecipato ad importanti pubblicità. In questo caso proponiamo non solo i nostri allievi ma anche persone che hanno frequentato altre scuole e corsi. Non lavoriamo con gli album fotografici, in quanto fanno spendere tanti soldi a ragazzi che ne hanno pochi e soprattutto non hanno ancora sufficiente esperienza per comporre il famoso “book fotografico”. Infatti è proprio l’esperienza che ti fa capire se sei adatto a questo lavoro. Non è giusto che una ragazza che ha già investito molto denaro per seguire corsi di moda ne debba aggiungere altro per fare un book fotografico, spesso a costo di tanti sacrifici suoi e della sua famiglia. Sia ben chiaro che non puoi definirti “un modello” dopo aver frequentato un corso. Per presentarti come modello ce ne vuole! Noi non illudiamo nessuno; molte ragazze diventano arroganti e si credono delle vere modelle proprio perchè sono state illuse e credono di essere pronte per questa carriera.

Ancora una bella immagine di Maristella Grillo, quando faceva la fotomodella.

Allora,se non lavorate con i famosi album fotografici, che sistemi usate per presentare i vostri allievi?

Noi facciamo il tragitto inverso: all’inizio ci avvaliamo di semplici test fotografici, con tre foto che già dicono molto. In seguito diventa un composit che si arricchisce di volta in volta con nuove immagini; con l’esperienza. E’solo con l’esperienza che può diventare un vero album fotografico da presentare alle agenzie. Ripeto il concetto: appena usciti da un corso di poche lezioni non puoi già avere un book professionale! Lavoro con una grande fotografa, Laura Camia, molto importante per noi. D’altra parte da soli non si va da nessuna parte. Il lavoro di squadra è molto importante.

Una nota dolente….quali sono i costi?

I nostri costi sono moderati. Non eccessivi come in altre scuole. Un corso è di 12 lezioni e diamo a tutti la possibilità di iscriversi. Vogliamo essere un punto di appoggio. Non speculare sui sogni e sulle illusioni. Il mitico stilista Valentino ha detto: “che cosa vogliono le donne? Vogliono sentirsi belle. E noi le aiutiamo a farlo.” Per me è fondamentale che nessuno si senta isolato, credendosi brutto.

Anche una donna “over” può frequentare i vostri corsi? Mi interessa molto questa possibilità… vista la mia età! Secondo me più si invecchia più ci si dovrebbe curare del proprio aspetto fisico.

Lo scorso anno abbiamo iniziato un nuovo progetto proprio per aprire la scuola a uomini e donne di tutte le età, per insegnare loro come curarsi, vestirsi, acconciarsi i capelli. Per esempio consigliamo una pettinatura adatta alla propria personalità, una tinta adatta alla propria carnagione. Con noi collabora un grande stilista, Pino Chirico, per cui in passato posai come fotomodella. E’ bravissimo.

Una donna che ha superato una certa età, deve per forza vestirsi con colori scuri, gonne sotto al ginocchio, o può “osare colori più vivaci”, seguire la moda?

Una bella domanda. Le porto un esempio. Quando entrò nella scuola la nostra psicologa….era la tipica psicologa: occhialini…abbigliamento classico. Anche lei voleva seguire il nostro corso, pertanto le insegnai prima di tutto a non avere un look cupo, “troppo…adatto, troppo in linea con la sua professione. Ora usa tutti i colori dell’arcobaleno!

Per terminare le chiedo una definizione sintetica di eleganza, sorella dello stile e della classe.

Allora le cito una bellissima frase di Audrey Hepburn, che esprime compiutamente il mio pensiero: “La moda passa. Lo stile resta.”

Ora una bella notizia per Maristella ed i nostri lettori e collaboratori, che a lei porterà di sicuro tanta fortuna: questo è il MILLESIMO articolo pubblicato dal Cofanetto magico!

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Wikipedia
www.mariacristinagiongo.nl

Se volete visionare il sito o iscrivervi alla scuola di Maristella Grillo cliccate su questo link: www.marimodels.it

Una bella notizia arrivata proprio mentre stavamo per pubblicare questo articolo: Aldo Maria Camillo, di cui ci ha parlato Maristella Grillo, debutterà con la label che porta il suo nome alla prossima edizione di Pitti Uomo, che si terrà dall’8 all’11 gennaio 2019. Il designer italiano, ex direttore creativo di Cerruti 1881, che è stato allievo della scuola di Maristella Grillo, con un’esperienza maturata in case di moda come Ermenegildo Zegna, Valentino e Berluti, sarà il Pitti Italics special event della 95esima edizione della manifestazione fiorentina. I nostri migliori auguri e complimenti!

Questo servizio è a titolo gratuito. Il cofanetto magico è non profit e non abbiamo pubblicità. Una decisione presa proprio per conservare la nostra libertà (e onestà) intellettuale, potendo scegliere quello che veramente vale e può interessare ai lettori. Senza influenze di alcun genere, politche od economiche.

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Editoriale di novembre. Cammina sempre a testa alta. Anche quando comincia a calare il sole e arriva la nebbia. http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/01/editoriale-di-novembre-cammina-sempre-a-testa-alta-anche-quando-comincia-a-calare-il-sole-e-arriva-la-nebbia/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/11/01/editoriale-di-novembre-cammina-sempre-a-testa-alta-anche-quando-comincia-a-calare-il-sole-e-arriva-la-nebbia/#comments Thu, 01 Nov 2018 06:00:27 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28734

Paesi Bassi, Winterefteling. Foto Hans Linsen.

Cari lettori online, cofanetti magici,

Buon mese di novembre, fra nebbie e foschie. L’importante è trovare sempre la strada giusta per uscirne. Allora gli alberi ti sembrano belli anche quando perdono le foglie, il freddo ti fa venire voglia di accendere il camino o indossare un maglione caldo. E anche uscire all’aria aperta; aspettando il Natale, la prima neve, e poi ancora la primavera. Questa è la vita, che segue i ritmi della natura: bisogna riuscire ad amarla anche quando pensi di odiarla. Cominciando innanzitutto a rispettare se stessi.

Paesi Bassi, il nostro direttore tecnico (e marito) Hans Linsen, nel Parco Efteling. Molto bello, da visitare. Per grandi e piccini. Foto M.C. Giongo

Rispettare se stessi vuol dire avere fiducia nelle proprie capacità, nei talenti ricevuti in dono dal nostro Creatore, pochi o tanti che siano, camminare a testa alta. Ricordatevi che siamo venuti al mondo non per aver paura degli altri e di quello che pensano di noi, per piacere a loro. Prima di tutto… dobbiamo piacere a noi stessi. Autostima significa questo. Credete in voi, in quello che fate: senza abbattervi per quello che non riuscite a fare. Una volta che sarete riusciti ad amarvi vi sarà anche più facile amare gli altri: lasciandovi scivolare addosso le critiche dei maligni, premiando con il vostro affetto chi se lo merita.

In questo modo riuscirete a vincere tutte le insicurezze della gioventù, in seguito aiutando i vostri figli a sentirsi a loro volta sicuri e non frustrati. Infine un giorno, quando sarete anziani, arrivati alla difficile fase in cui capirete di avere più passato che futuro davanti a voi, avrete almeno i ricordi a scaldarvi il cuore; infatti con il tempo rimangono soprattutto i più belli.

Paesi Bassi, il parco Efteling. Foto Maria Cristina Giongo

I drammi adolescenziali, i matrimoni falliti o finiti nell’indifferenza, il dolore del parto, i problemi di un figlio in pubertà, diverranno sfuocati e non faranno più soffrire. In quanto verranno alla luce soltanto i momenti e le parole più dolci di tutta un’esistenza: il sorriso e gli abbracci dei vostri genitori, dopo dei vostri bimbi, “il grazie mamma, grazie papà”, del figlio oramai adulto che ha capito quanto lo avete sempre sostenuto. Guarderete le vostre e loro foto da piccoli (e anche da grandi) e sarete inondati da tanto rinnovato amore.

Proprio come avviente dopo il parto, quando del dolore non c’è più ricordo. E non importa se non vi sentite belli; se il vostro seno non è perfetto oppure la pancia è troppo prominente. Concentratevi su quello che avete di piacevole: gli occhi, le mani, un sorriso incantevole, dei bei capelli, soprattutto un cervello pensante e ben pensante. Un cuore generoso.

Questi sono i valori che rimangono anche quando si diventa anziani e si pensa un po’ tristemente: “Ho l’osteoporosi, devono operarmi all’anca, ci vedo meno, uffa…che disturbo questi acciacchi continui….ma, pazienza, pure essi sono una parte dell’usura del tempo che scorre inesorabile. Sono “riparazioni” necessarie!” Chi sa essere così ottimista è già un vincente. Tanto non possiamo farci nulla! L’importante è camminare sempre a testa alta. All’inizio del percorso di vita e lungo il viale del tramonto.

Buona festa di tutti i Santi e un pensiero colmo di amore il giorno dei morti per tutte le persone care scomparse, sempre nei nostri cuori. “Nasciamo stelle; moriremo come stelle. L’importante è lasciare una scia luminosa dietro di noi, in ricordo del nostro passaggio.

Un abbraccio dalla vostra, come sempre vostra, affezionata,

Maria Cristina Giongo
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Redazione e collaboratori:

Imma Paone
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Direzione:
Cristina Giongo

Assistenza tecnica:
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Poesia di ottobre: “Spesso banale” http://www.ilcofanettomagico.it/2018/10/27/poesia-di-ottobre-spesso-banale/ http://www.ilcofanettomagico.it/2018/10/27/poesia-di-ottobre-spesso-banale/#comments Sat, 27 Oct 2018 06:00:00 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=28965 detective-1424831_640

 

Come tutti gli abitanti della vita, ciascuno di noi artisti cerca una risposta ai propri interrogativi esistenziali. O almeno una poesia, un racconto, un romanzo, un quadro, una scultura, una sinfonia, una canzone.
Io di poesie (che spesso, ultimamente, mi sforzo d’incrociare con la prosa ritmica) ne trovo sempre molte. Moltissime. Forse troppe. E dato che non so più dove metterle o stiparle, le scarico a voi, cari amici del «Cofanetto Magico». Che dire? Spiacente davvero d’importunarvi così tanto…


 

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SPESSO BANALE

Spesso banale, ma di fantasia, l’esistenza che conduco è indubbiamente simulata, dato che ha per nome l’apparenza e la sostanza della mia rassegnazione; platonica e ipotetica come un bimbo o come un limbo, mi ha in aggiunta cancellato la memoria per intero. Insomma, voglio dire: «Con la mia sconfitta ho perso all’impazzata, e come se piovesse, o su tutta la linea ho forse pareggiato? Del fallimento più completo, sono dunque subalterno o invece pari grado?».
Neanche un po’ c’è differenza, suppongo e mi rispondo… non cambia mica il risultato:

d’ora in eterno
d’ora in sempre,
io percepirò
atti di luce né più mai.

Ma solo e comunque
freddo a me stesso.

Pietro Pancamo
CHI SONO

 
 
 
 

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