Il Cofanetto Magico http://www.ilcofanettomagico.it Tutti i colori dell'essere e dell'esistere Thu, 18 Apr 2019 18:12:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.2.23 Guarda che Luna! http://www.ilcofanettomagico.it/2019/04/18/guarda-che-luna/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/04/18/guarda-che-luna/#comments Thu, 18 Apr 2019 05:00:29 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29698

Buzz Aldrin sulla Luna

Bene, mettiamola così: se nell’estate del 1969 eravate già abbastanza grandi da conservarne memoria, di sicuro ricordate con esattezza cosa stavate facendo quella mattina del 21 luglio.
In ogni caso, siccome siamo entrati da qualche mese nell’anno del cinquantesimo, è più che certo che nei prossimi mesi tutti, ma proprio tutti parleranno della Luna.
Ed ecco dunque che abbiamo deciso di trasformare per una volta in rubrica di servizio, la nostra uscita mensile sul “Cofanetto Magico”. Ed augurandoci di ottenere ancora una volta il beneplacito della nostra Direttrice, ci accingiamo a regalare ai nostri lettori una manciata di curiosità a tema, che vi permetteranno di cavarvela egregiamente in ogni conversazione nella quale esca più o meno a sorpresa l’argomento “Luna”.

Il corriere della Sera del 21 luglio 1969

E se i più colti potranno far sfoggio della propria devozione al poeta marchigiano per eccellenza, iniziando a declamare: Che fai tu, luna, in ciel? | dimmi, che fai | Silenziosa luna?… altri di certo preferiranno citare il gran numero di canzoni italiane e internazionali, dedicate al nostro caro satellite: dall’ovvia “Luna” di Gianni Togni (ma anche di Angelo Branduardi) a “La settima luna” di Lucio Dalla; dalla recentissima “Chiaro di Luna” di Lorenzo Jovanotti, all’antica “Guarda che Luna”, di Fred Buscaglione. E via andando attraverso Loredana Bertè, Vasco Rossi e Francesco De Gregori, per arrivare alla più recente di tutte: “La Luna e la Gatta” firmata da Takagi & Ketra, con un pacchetto di ospiti… stellare.
In inglese poi la Luna, che come è arcinoto si traduce “Moon”, appare in titoli indimenticabili, come “Paper Moon”, “Moon River”, “Fly me to the Moon”, “Harvest Moon”, “Goodnight Moon”, “Walking on the Moon”, coi quali si potrebbe anche avviare il sempre divertente gioco a quiz, “indovina il cantante”…

Ma se poi la conversazione dovesse protrarsi, allora sarà bene poter fare sfoggio di qualche particolare utile a far fare bella figura, dando l’impressione di essere “quelli che sanno tutto”.

Giova ad esempio ricordare che, se per noi italiani il giorno della celebrazione cade il 21 luglio, per gli Stati Uniti d’America e, in generale per chi si allinea all’UTC (tempo coordinato universale) il tutto è successo il giorno prima.

Altra curiosità da sfoggiare è che tutti e tre i componenti dell’equipaggio della missione Apollo 11, sono nati nel 1930. Il comandante Neil Alden Armstrong, è l’unico che non è più tra noi (nel 2012 non è sopravvissuto a complicazioni successive ad un intervento alle coronarie); mentre il secondo “Buzz” Edwin Eugene Aldrin, e il pilota del modulo di comando Michael Collins, ad un soffio dai 90 anni, godono buona salute.

Dall’immagine in alto a sinistra: il logo della Missione Apollo 11; una suggestiva immagine della luna e l’equipaggio della missione Apollo 11

L’aneddotica funziona sempre e dunque gioverà ricordare e raccontare qualcosa di sfizioso per ciascuno dei tre.

Neil Armstrong, ad esempio, nel 2005 fece causa a Marx Sizemore, da 20 anni suo barbiere di fiducia, che aveva venduto un po’ dei suoi capelli ad un collezionista per la cifra di 3000 dollari senza che Armstrong ne sapesse nulla o avesse dato il permesso di farlo. Per sospendere l’azione legale pretese che il barbiere gli restituisse i capelli o donasse il ricavato della vendita ad una determinata associazione di beneficenza; cosa che l’incauto e avido barbiere, che non era in grado di farsi restituire i capelli dall’acquirente, dovette fare.
Si è discusso inoltre a lungo sulla frase “un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità”, perché per un difetto di registrazione non si capisce bene se l’articolo “un” viene pronunciato oppure o no. Il comandante Armstrong, intervistato sul dettaglio, sostiene di non ricordarselo, e devo confessare che io tendo a credergli.

“Buzz” Aldrin, il secondo uomo a posare il piede sulla Luna, è il soggetto principale delle foto, visto che la macchina fotografica era usata dal Comandante Armstrong; il suo soprannome storico, Buzz, che lui ha reso ufficiale come suo primo nome nel 1988, è stato utilizzato dalla Pixar per denominare uno dei suoi personaggi più amati: l’astronauta giocattolo Buzz Lightyear della saga Toy Story. Aldrin inizialmente non avrebbe affatto apprezzato quello che la Pixar sosteneva essere un omaggio e lui invece una appropriazione indebita; in seguito la controversia è stata appianata e Aldrin ha registrato un divertente video nel quale interpreta se stesso nei panni dell’istruttore dell’astronauta giocattolo.
https://www.youtube.com/watch?v=R5TDbrsq5jI

Michael Collins, il terzo membro dell’equipaggio, quello che arrivò fino alla Luna, ma non scese a calpestarne il suolo, avendo l’incarico di pilotare il Modulo di Comando “Columbia”, in orbita d’attesa, è stato però il primo uomo al mondo a vederne il lato nascosto. Qualche fonte gli attribuisce la frase “in quei momenti mi sentivo ed ero l’uomo più solo dell’intero Universo”.
Dettaglio col quale far sfoggio di conoscenza, è il fatto che Collins è nato in Italia, e precisamente al numero 16 di via Tevere a Roma, dato che il padre aveva in quel momento un impiego militare all’ambasciata statunitense.

Agli amanti del rischio, sarà opportuno raccontare come, rientrati nel modulo lunare e sigillato il portello, i due astronauti si accorsero di aver danneggiato l’interruttore di avviamento del motore, probabilmente urtato indossando le ingombranti tute. Come fossero esperti ladruncoli di automobili, riuscirono tuttavia ad attivare il contatto e ad avviare il motore principale, usando una semplice penna, che da allora Aldrin conserva.

“Eagle ha spiegato le ali” (nella foto di Collins,
il LEM scende verso la Luna)

In chiusura di conversazione, può essere una buona idea ricordare ancora almeno un’altra data: quella del 12 aprile, giorno del lancio in orbita del primo uomo (Juri Gagarin nel 1961) e che dal 2011 è “Giornata Internazionale dei Viaggi dell’Uomo nello Spazio”.
E poi fare cenno al presidente John Fitzgerald Kennedy, assassinato a Dallas il 22 novembre 1963 e che dunque non vide il compimento di ciò a cui aveva dato avvio poco più di un anno prima col celebre discorso alla Rice University di Houston: “Abbiamo deciso di andare sulla Luna in questo decennio e di impegnarci anche in altre imprese, non perché sono semplici, ma perché sono ardite…”

Io, quel 21 luglio 1969 c’ero, e me lo ricordo. Avevo compiuto da poco 12 anni, ero a Fiuggi con la mia famiglia, e quello è di sicuro il primo ricordo importante della mia vita.

Paolo Pagnini
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Stress da laureati http://www.ilcofanettomagico.it/2019/04/08/stress-da-laureati/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/04/08/stress-da-laureati/#comments Mon, 08 Apr 2019 05:00:01 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29655

Vi siete mai chiesti cosa succede ad un laureato dopo l’incoronazione e l’essere proclamato dottore? Molti risponderebbero ‘sollevati’, ‘felici’, ‘orgogliosi’, ‘realizzati’ e lo sono, davvero… ma la situazione, per molti di questi, cambia nel giro di poche ore.

Lo so, forse parlo per esperienza personale… ma, la mia felicità è davvero durata poco: quella stessa notte, seduta al mio letto realizzai il tutto, guardai quella scrivania che mi aveva sorretto durante le intere notti passate a studiare e subito nacque in me un magone, la paura del domani, il non sapere cosa fare.

Col passare dei giorni e parlandone in giro, mi sono accorta che questa è una realtà che affligge molti neolaureati, i quali impegnano le loro giornate tra mille domande, stilando curricula e visitando ogni tipo di sito internet con offerte di lavoro, pur di trovare qualcosa che riesca a soddisfare le loro aspettative e che, soprattutto, sia consono al lungo percorso di studi al quale sono andati incontro, tra problematiche, esami superati e soddisfazioni.
Molti di questi ragazzi, me compresa, provengono da umili famiglie di contadini e operai, esempi di persone che hanno sempre avuto rispetto per i dottori ed hanno inculcato, nella testa dei loro figli, l’idea di un futuro migliore e diverso rispetto al loro. Così la famiglia fa uno sforzo, investe tempo e denaro per educare un figlio ad un domani che gli riservi un impiego più pulito, vicino alle sue passioni e poi, inutile nasconderlo, laurearsi è una cosa emozionante e vedersi su quel palchetto a discutere la propria tesi è un momento di orgoglio soprattutto ed anche per chi sempre ci ha sostenuti.

Oggi però, la laurea, più che un punto di inizio sembra solo qualcosa di non definitivo, già Dustin Hoffman nel film “Il laureato” interpretava lo smarrimento di uno studente, disorientato e preoccupato che non aveva nessuna voglia di festeggiare la sua nuova condizione.

Dustin Hoffman in una scena tratta dal film del 1967 “Il Laureato”

Anche io a fine percorso mi son chiesta: cosa posso fare? Continuo ad inviare CV via e-mail o li consegno direttamente porta a porta? Faccio un master, ma quale? Qual è quello migliore che permette di aprire una finestra sul futuro? Faccio la specialistica? Ma si dai, mi butto sui concorsi! Si ma i 24 CFU per l’insegnamento li hai? Ma perché non apri un negozio? Ma perché perdi tempo con queste cose e pensi a trovare un uomo? Perché non fai il cameriere? Cucini bene, lo apriamo un ristorante insieme? Sei donna, perché non cerchi con le sovvenzioni di creare qualcosa? Se potessi aiutarti lo farei! Hai pensato di trasferirti all’estero? Ma un figlio quando? Mi dispiace, cerchiamo un cameriere con esperienza…
Così investiamo altri soldi, altro tempo, cerchiamo altre possibilità, tastiamo altre prospettive.
Si, ma i sogni?
Una cosa che i miei mi hanno sempre insegnato è il rispetto per il lavoro, un’ideale di patriottismo che fa parte del nostro DNA “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro…” ma quando sento parlare dei tanti giovani che devono spostarsi all’estero per poter inseguire il proprio destino o che semplicemente dal sud devono spostarsi al nord, fa nascere in me una rabbia assurda verso un paese che mi permette di avere una buona istruzione, che premia l’intelligenza ma che poi… non permette di metterla al servizio di nessuno.
Finalmente, e per fortuna, qualcuno interessato comincia a risponderti tramite e-mail proponendoti: vendite porta a porta di supporti confortevoli in materiali freschi antidecubito …ma vendete materassi? O ancora, vendita di ecologici e biologici impianti ad osmosi inversa… ma non sono i comuni depuratori d’acqua? (ah, ho scoperto che con l’acqua che bevo da più di 20 anni sarei dovuta morire 11 anni fa) O ancora: salve, ci piace il suo curriculum, siamo alla ricerca di “signorine” che intrattengano con un po’ di cultura i nostri clienti, la paga è del 60% sul vostro incasso, ci conferma di non avere malattie veneree? Ed ancora: grazie per averci mandato il tuo curriculum (messaggio automatico, la preghiamo di non rispondere).

Queste sono soltanto alcune delle motivazioni che spingono un neolaureato alla depressione o a qualcosa di simile. Il mondo d’oggi ci permette di sognare in grande –e questo è bellissimo e positivo se pensiamo a quelle realtà non molto lontane da noi- ma sono le prospettive a non essere tanto grandi. Servirebbero più tirocini, più couseling, più comunicazione e più modi di inserimento… se date la possibilità ai ragazzi di laurearsi, dovete anche dar loro il modo e la possibilità di realizzarsi, di mettersi in discussione, di sbagliare, di avere chance, di poter scegliere perchè è qui che si crea la confusione, in questo limbo tra “me ne frego della laurea basta che lavoro” o “non devo arrendermi e provarci a tutti i costi”.
Ecco in quale limbo mi trovo. Amo l’arte, i libri, e vivo in Italia, il paese della cultura per eccellenza… ma il futuro dov’è?

Marica Caramia
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Live non è la D’Urso. La conduttrice darà nuovamente spazio a Tina Rispoli, vedova del boss camorrista Gaetano Marino. Proteste sui social per il suo matrimonio trash con il cantante Tony Colombo. Che cosa non si fa per gli ascolti, scrive Aldo Grasso. http://www.ilcofanettomagico.it/2019/04/02/live-non-e-la-durso-la-conduttrice-dara-nuovamente-spazio-a-tina-rispoli-vedova-del-boss-mafioso-gaetano-marino-proteste-sui-social-anche-da-parte-dei-napoletani-per-il-loro-matrimonio-tr/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/04/02/live-non-e-la-durso-la-conduttrice-dara-nuovamente-spazio-a-tina-rispoli-vedova-del-boss-mafioso-gaetano-marino-proteste-sui-social-anche-da-parte-dei-napoletani-per-il-loro-matrimonio-tr/#comments Tue, 02 Apr 2019 19:11:32 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29616

Mi ero già associata alle proteste apparse su tutti i social per lo spazio dato da Barbara D’Urso a Pomeriggio 5 per festeggiare con Tina Rispoli ed il cantante melodico Tony Colombo il loro matrimonio. Si sperava che la storia finisse lì, dopo le tante polemiche sull’occupazione della piazza centrale di Napoli per la sontuosa celebrazione. Invece oggi la stessa conduttrice ha annunciato di averli invitati come ospiti anche al programma serale Live non è la D’Urso, che andrà in onda domani sera, mercoledi.

Mi hanno fatto molta pena i messaggi di molti napoletani che hanno scritto che quella non è la loro Napoli, ricordando che lei è la vedova del boss Gaetano Marino, camorrista di spicco del clan degli scissionisti, lui stesso spacciatore e consumatore di droga, come hanno scritto tutti i giornali: ucciso, così pare, proprio per una faida fra clan. Alla domanda che gli ha fatto un giornalista sul fatto che non poteva essere all’oscuro delle attività mafiose del suo consorte, (e anche da dove provenisse il denaro per mantenere la vita lussuosa che conducevano) lei ha risposto: “era un buon padre, un buon marito. Quello che faceva fuori casa non lo sentivo e non lo sapevo.” Mi sembra superfluo aggiungere altro.

Due giorni fa scrissi due lettere ad Aldo Grasso, critico del Corriere della sera: cliccate su questo link per leggere quella pubblicata ieri, in cui la sua risposta, sia pur laconica….dice tutto!!!!

Spero solo che Piersilvio Berlusconi blocchi questa diretta in un programma che viene definito di intrattenimento; forse memore della figura fatta da Vanna Marchi e da sua figlia, che nello stesso programma hanno detto cose inammissibili, compreso che chi credeva in loro era un deficiente! Uno di questi “deficienti,” arrabbiatissimo, ha rivelato su Facebook che era fra il pubblico e che addirittura gli era stato chiesto di applaudire ed alzarsi in piedi, al loro ingresso; cosa che lui non ha fatto, rimanendo seduto. Un altro ha commentato che anche a Pomeriggio 5 gli applausi sono o pilotati (e guai a chi non lo fa!!!!) o registrati.

Mi auguro che domani sera nessuno si alzi in piedi! Io di sicuro non vedrò il programma, per protesta. Per fortuna gli ascolti sono bassi; Selvaggia Lucarelli, vorrebbe sapere quale è il personale indicatore dello share della D’Urso che invece li vede alle stelle… e che, aggiungo io, è ben diverso da quelli ufficiali pubblicati ogni giorno da Auditel Davide Maggio . Brava e coraggiosa la giornalista Selvaggia Lucarelli, più volte querelata dalla signora D’Urso, solo perchè esprimeva democraticamente un giudizio sul modo di condurre le sue trasmissioni. Qualcuno parla di “complotto” contro la D’Urso, ma figuriamoci se gli italiani si mettono a complottare contro…Barbara D’Urso! Hanno ben altro a cui pensare! Basta comunque leggere la sua pagina di facebook per capire che cosa pensano di lei.

Nella mia lettera pubblicata dal Corriere (nel loro Forum troverete anche la prima) scrivevo, per scherzo…che fra un po’ i famosi sposi Tina Rispoli e Tony Colombo saranno invitati a Live-non è la D’Urso o..al Grande fratello! Ripeto…scherzavo: non pensavo certo che Mediaset sarebbe arrivata a tanto! Ma mi sbagliavo. E tutto questo, come ha scritto Aldo Grasso, solo per…gli ascolti!

Confido nell’intelligenza ed onestà anche intellettuale del popolo italiano, che si volterà dall’altra parte per non vedere. Perchè, tanto per citare ancora un saggio giudizio di Aldo Grasso…”non è proprio un bel vedere!”

Maria Cristina Giongo
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Link a due recenti articoli su Tony Colombo e Tina Rispoli:
link 1
link 2

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http://www.ilcofanettomagico.it/2019/04/02/live-non-e-la-durso-la-conduttrice-dara-nuovamente-spazio-a-tina-rispoli-vedova-del-boss-mafioso-gaetano-marino-proteste-sui-social-anche-da-parte-dei-napoletani-per-il-loro-matrimonio-tr/feed/ 0
Olanda. Primo aprile. Facciamoci una bella risata! http://www.ilcofanettomagico.it/2019/04/01/olanda-primo-aprile-facciamoci-una-bella-risata/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/04/01/olanda-primo-aprile-facciamoci-una-bella-risata/#comments Mon, 01 Apr 2019 06:00:32 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29535

Cari lettori, amici online, Cofanetti magici,

oggi, primo aprile, cominciamo e finiamo sorridendo. La magia del sorriso è insostituibile! Un sostegno in questa vita a volte tanto difficile, pesante. Ho scelto una barzelletta olandese. Questo per mostrarvi che non solo gli italiani sono “mammoni”, convinti, sin dalla culla che… la madre debba fare sempre tutto per loro! Godetevela e fatevi due risate.

Tratta dal quotidiano olandese AD

Il marito si avvicina alla moglie seduta al computer.
“Tesoro, oggi voglio darti ancora più attenzione, metterti maggiormente in luce, per questo ho ordinato una buona cenetta per stasera”
Lei: “oh, che bello! Ma perchè?”
Lui: “perchè è la giornata internazionale della donna ed io ti ammiro e rispetto come donna.”
Lei, compiaciuta e dolce: “ quanto sei caro!”
Suona il campanello ed il marito dice: “ ah, è già arrivato il mangiare!”
Poi apre la porta. Sulla soglia c’è una donna tutta trafelata che regge una pila di contenitori per cibo, pacchetti, una borsa della spesa colma di ogni …ben di Dio! E lui esclama: “ Ah, mamma, proprio in tempo! Fantastico! Posa pure tutto in cucina!

*******************

Mi sono divertita molto leggendola e credo che ogni commento sia superfluo, se non che… ogni mondo è Paese! Tanto per citare un famoso detto; a cui aggiungo che gli uomini devono ancora percorrere un po’di strada circa la considerazione del ruolo della donna, compreso quella della propria mamma, vista sovente come un’entità femminile a parte!

Buon mese di aprile a tutti, sempre con un sorriso, dalla vostra affezionata,

Maria Cristina Giongo
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Redazione e collaboratori:

Imma Paone
Pietro Pancamo
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Marica Caramia
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Direzione:
Cristina Giongo

Assistenza tecnica:
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Hans Linsen

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Poesia di marzo: “Fino alla domanda” http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/27/poesia-di-marzo-fino-alla-domanda/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/27/poesia-di-marzo-fino-alla-domanda/#comments Wed, 27 Mar 2019 06:00:32 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29589 directory-466935_640

 

Cari amici del «Cofanetto Magico»,
per mantenere la calma, e quindi la speranza, anche nelle situazioni più critiche e tempestose, bisogna apprendere quanto prima tutti i segreti dell’ironia (che è la virtù dei forti o almeno dei cocciuti). Sul mercato, e nelle librerie, esistono manuali, magari in formato economico, che la insegnino a dovere (offrendovi perciò un’utile opportunità di vivere un po’ meglio)? Non so, a dire il vero. Per cui posso consigliarvi, al massimo, di leggere attentamente la poesiola che segue.


 

claude-vernet-81514_640

Una tipica situazione critica e “tempestosa”
(Nell’immagine,
un dettaglio di
Una tempesta su una costa mediterranea,
dipinto di Claude-Joseph Vernet)

 

FINO ALLA DOMANDA

L’ironia è il coraggio della disperazione:
ad esempio di notte
ti dà la forza necessaria
a seguire i tuoi incubi
fino alla domanda
più goffa e ridicola:
«La morte
è l’autoironia della vita?».

Pietro Pancamo
CHI SONO

 
 
 
 

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Pasqualon, il poeta con la “laura” http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/18/pasqualon-il-poeta-con-la-laura/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/18/pasqualon-il-poeta-con-la-laura/#comments Mon, 18 Mar 2019 05:00:21 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29572

A sinistra, Odoardo Giansanti detto Pasqualon, fotografato il 14/08/1932 dal fotografo Mancigotti. A destra, il monumento a Pasqualon, realizzato dall’artista pesarese Terenzio Pedini

Questa è la storia di un bambino nato in una piccola città di provincia a metà del 1800 e di come la sua vita sia cambiata più volte fino a farne non già un prete, come sognava sua madre, ma un acclamato poeta dialettale.

Si era dunque a Pesaro, e il piccolo Odoardo Giansanti, nato nel 1852, stava trascorrendo una infanzia che si può definire felice. In famiglia, col padre ufficiale delle guardie pontificie e la madre esperta commerciante, e con il privilegio di studi privati, a soli sette anni non solo era in grado di leggere e scrivere ma stava iniziando addirittura a conoscere i primi rudimenti del latino.
Le cose cambiano però drasticamente con la morte improvvisa della madre, e il trasferimento del padre a Roma con una nuova moglie.
Inizia così, per il piccolo Odoardo, abbandonato da solo a Pesaro, un periodo difficilissimo. Sono quasi 20 anni di stenti e miseria, con lavori precari coi quali difficilmente riesce a garantirsi la sopravvivenza quotidiana.

Un piccolo busto in bronzo che rappresenta il Poeta Pesarese

Non che non le avesse tentate tutte per riuscire a raddrizzare quella sua vita sfortunata: da un viaggio a piedi alla ricerca del padre a Roma, che però pur rintracciato non accetterà di accoglierlo, ad una pausa relativamente serena come improbabile Frate Ilario presso il convento dei Monaci Concettini; da un nuovo viaggio, sempre a piedi e addirittura in inverno alla volta di Bologna, dove ormai quasi completamente cieco, viene prima operato, ma senza esiti apprezzabili, e poi trattenuto in ospedale come “interessante soggetto di studio” (così scrive il biografo Edgardo Cinotti), al ritorno a Pesaro, dove sopravvive a malapena con la sua attività di calzolaio in una bottega ricavata al piano terreno della casa dove era nato Gioachino Rossini. E dove lo sconforto per la quasi totale cecità e per la sorte avversa lo portano, appena ventisettenne, a comportamenti che inducono i medici, per timore del peggio, a disporne il trasferimento in manicomio.
Qui la sua vita si trasforma ancora. Gli capita infatti di ascoltare, declamate ad alta voce, le liriche del poeta dialettale romagnolo Giustiniano Villa, e si appassiona a quelle poesie in vernacolo, al punto non solo da voler lui stesso impegnarsi a recitarle in pubblico, ma anche a comporne di sue. Il primo componimento, che a causa della sua cecità non può far altro che dettare a uno degli altri degenti, è il “Dialogo fra Pasqualon e il suo padrone”, che gli regala il soprannome che lo accompagnerà per sempre e gli dona un nuovo motivo per vivere.
Da allora infatti subirà anche due infortuni che lo renderanno claudicante, sarà più volte ricoverato in manicomio e si sposerà, ma soprattutto creerà oltre trecento poesie che andrà declamando in giro per la città, e che lo porteranno ad essere il cantore cittadino rinomato non solo a Pesaro, ma anche ben oltre i confini del territorio.

Carlo Pagnini e Pasqualon

Io, con Pasqualon, ci “convivo” sin da quando ero piccolo.
Succede infatti che mio padre Carlo (che ne conserva personalmente anche un suggestivo e fugace ricordo d’infanzia) sia stato, sin da giovanissimo attratto dal personaggio e dalle poesie che Pasqualon andava declamando in città, dopo aver richiamato l’attenzione di un numeroso pubblico che non mancava mai di assistere alle sue esibizioni estemporanee, e che questa forte attrazione si sia presto trasformata in una vera e propria passione.

L’ultranovantenne Carlo Pagnini, da oltre settant’anni interprete delle opere di Pasqualon e, in alto a sinistra, il libro di Carlo Pagnini, da cui è tratta la “Lectio Magistralis”, che verrà regalato a tutti i presenti alla manifestazione “Ma Pasqualon a j dèm la “laura””

E’ così che mio padre è, appunto, diventato uno dei più apprezzati interpreti di Pasqualon, del quale da oltre 70 anni va interpretando le liriche più apprezzate e conosciute.
Ed è per questo che io, che appunto convivo per interposta persona con Pasqualon da quando ero piccolo, ho pensato che potesse essere una buona idea laurearlo.
Ma siccome in lui e nel suo andare in giro per la città a portare le notizie sotto la forma di poesie in rima e in dialetto (la lingua della maggioranza del suo pubblico) ci ho sempre visto, oltre agli indubbi meriti letterari, anche il seme del giornalismo e della comunicazione dei nostri tempi, allora è su questi temi che questa sera (18 marzo), al Teatro Sperimentale di Pesaro, intitolato proprio ad Odoardo Giansanti, l’Unilit – Università Libera Itinerante (itinerante proprio come Pasqualon), conferirà al Poeta cittadino una “laura ad honorem e ad memoriam” (definizione in un linguaggio misto tra dialetto e latino maccheronico), in Giornalismo itinerante e Comunicazione vernacolare.

Nell’immagine a partire da sinistra: il diploma di “laura” che verrà conferito il 18 marzo 2019; il frontespizio del “programma di sala”; il manifesto delle celebrazioni del 1982

Sarà una grande festa, l’evento di conferimento, che si pregia del Patrocinio del Comune di Pesaro, e che è stato pensato come la rivisitazione di una sessione di laurea: con interventi istituzionali e accademici, declamazioni “per interposto interprete” di brani del laureando Pasqualon, e la “lectio magistralis” tenuta proprio dall’ultranovantenne Carlo Pagnini.

Una “laura” preziosa, in puro vernacolo pesarese, del tutto inedita e speciale, e incentrata appunto sui temi della Comunicazione e del Giornalismo, visto ed appurato che Pasqualon è stato per oltre 50 anni il “giornale vivente” della città dove è andato per strade e piazze a raccontare ad un popolo in cui l’analfabetismo era predominante, i grandi e piccoli fatti di quella Pesaro che aveva più volte provato a lasciare, ma che lo ha sempre riaccolto e che è dunque stata ed è ancora oggi a tutti gli effetti la sua città.

“Ma Pasqualon a j dém la laura” è un evento che si pregia del Patrocinio del Comune di Pesaro ed è stato realizzato grazie a:

Unilit – Università Libera Itinerante
Circolo della Stampa/Pesaro
Società Pesarese di studi storici
BCC – Banca di Pesaro
IdeoStampa

Paolo Pagnini
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“Sei un galantuomo” ha detto Barbara D’Urso a Fabrizio Corona nella prima puntata di Live non è la D’Urso, reagendo ad un suo complimento sulla sua bellezza. http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/14/sei-un-galantuomo-ha-detto-barbara-durso-a-fabrizio-corona-nella-prima-puntata-di-live-non-e-la-durso-reagendo-ad-un-suo-complimento-sulla-sua-bellezza/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/14/sei-un-galantuomo-ha-detto-barbara-durso-a-fabrizio-corona-nella-prima-puntata-di-live-non-e-la-durso-reagendo-ad-un-suo-complimento-sulla-sua-bellezza/#comments Thu, 14 Mar 2019 18:53:07 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29553

Dal promo del nuovo programma di Canale 5 Live, non è la D’Urso, iniziato ieri 13 marzo 2019

La puntata d’inizio di ieri, con l’annuncio dell’intervento di Fabrizio Corona aveva incuriosito molti; noi giornalisti e anche parecchi suoi detrattori. Corona, dopo essersi presentato, ha annunciato che doveva riprendere il collegamento da casa sua in quanto ogni sera deve rientrare nel suo alloggio entro le ore 23.00. Infatti il 15 maggio 2018 il giudice del tribunale di sorveglianza di Milano ha disposto che Corona può tornare a svolgere la sua attività lavorativa, autorizzandolo quindi a rimanere fuori dalla sua abitazione dalle 7 alle 23.30 e a muoversi in tutta la Lombardia. Gli ha concesso inoltre l’uso dei social network, del telefono e della posta elettronica ma esclusivamente per promuovere le sue attività. Non gli è consentito invece diffondere immagini e rilasciare interviste in cui si riferisce direttamente allo svolgimento della pena alternativa che sta scontando. Strano che la D’Urso abbia detto di aver dovuto cambiare la scaletta del programma all’ultimo momento! Gli autori di Live- non è la D’Urso avrebbero dovuto prevedere che il magistrato non gli avrebbe concesso il permesso di restare in studio. Con la legge non si scherza!

Alcuni degli ospiti del programma: Albano Carrisi, Loredana Lecciso, Fabrizio Corona, Heather Parisi, Thomas Markle junior, fratello (rifiutato) della principessa Meghan. Sia la sorella intervenuta a Domenica live, che lui, hanno trovato una miniera d’oro partecipando ai programmi di Barbara D’Urso! E chissà che non arrivi pure il padre, che fu considerato ospite indesiderato al matrimonio della figlia. “E io pago….”staranno dicendo Silvio e Piersilvio Berlusconi piangendo….

Il suo intervento non è stato di gran rilevanza, a cominciare dalle scuse alla presentatrice per avvenimenti accaduti in passato.

Alcuni giornali hanno rivelato (notizia che tuttavia non posso confermare non avendo la possibilità di documentarla) che Corona avrebbe ricevuto 50 mila euro per il video del suo intervento all’Isola dei famosi. Se ne ha presi altrettanti ieri sera….credo che chiunque per quella cifra si sarebbe cosparso il capo di cenere dichiarandosi pentito ad oltranza! Con l’aggiunta della sviolinata finale sul fatto che la trova una bella donna, persino migliorata nel corso degli anni.

Furbissimo, in quanto sa che quando la D’Urso viene lodata per il suo aspetto fisico, non capisce più niente! Infatti ha replicato asserendo che ….era stato un galantuomo! Una parola che ha lasciato tutti a bocca aperta! Soprattutto se riferita a questo personaggio; a meno che lo abbia detto con sarcasmo, come ci auguriamo tutti!

Fabrizio Corona, comunque, non è cambiato; infatti è riuscito a dare del “vecchio” anche al giornalista Alessandro Sallusti, nel momento in cui si è permesso di sminuirlo: proprio come aveva fatto con il povero Riccardo Fogli, sottolineando quindi che il cervello di chi lo critica di sicuro risente del passare degli anni! Mi stupisce che Alessandro Sallusti non si sia adirato, al contrario incassando il colpo con un sorriso….

E visto che parliamo di scuse (l’argomento principale del nuovo programma), anche Albano Carrisi ha chiesto venia per non essere intervenuto a Domenica live, dove era atteso come ospite, per un impegno o malore improvvisi. Ha pure aggiunto che non lo farà mai più…Quindi può ritenersi soddisfatta pure su questo fronte, perchè proprio non aveva digerito la sua defezione! Di cattivo gusto è stato di dirgli che stava “guardando le sue tette”; un altro tema fisso della D’Urso, convinta che siano le più belle del mondo. Su questo punto non ce l’ha fatta neanche questa volta a contenersi!

Una mancanza di stile in quanto ha fatto questo commento dopo che da anni si proclama grande amica di Loredana Lecciso; amicizia vera, non legata alla sua relazione con Albano… Io non credo che davanti alla sua ex compagna e alla bellissima figlia Jasmine, oltre che al figlio Albano junior, fosse necessario far notare che lui le guardava i seni…ammesso che fosse vero (io non me ne sono accorta!). Magari dipendeva soltanto dalla differenza di altezza fra loro due! In risposta speravo in una delle solite, piacevoli battute ironiche di Albano; che purtroppo non è arrivata.

Ribadisco che noi donne lottiamo da una vita per essere considerato non solo per il nostro corpo, da esibire continuamente, ma soprattutto per il nostro cervello. Secondo me non è stato gentile, sempre parlando di amicizia, mandare in onda delle immagini del lontano passato, in cui si vedeva Loredana che faceva dei balli in abiti piuttosto succinti, proprio davanti ai figli!

Mentre ho apprezzato il video della nascita del loro primo bimbo, Albano junior; mi commuovo sempre nel vedere un parto, il momento più bello che vivono i genitori. Il più sublime per una mamma! Belli anche i ricordi legati ai due ragazzi da piccoli. Oltre all’ingresso di Brigitta figlia di Loredana Lecciso, accolta in casa loro con molto affetto. Grandioso lo studio. Mi auguro per Mediaset che i soldi spesi in una sola sera siano premiati dagli ascolti, che in questo caso dovrebbero superare il 26%, considerate anche le cospique retribuzioni degli ospiti! Soprattutto trattandosi di una puntata tanto attesa, publicizzata ed enfatizzata dai comunicati stampa di Giancarlo Schieri, direttore di Canale 5, che vuole a tutti i costi “premiare” la D’Urso affidandole una prima serata fissa.

Originale la trovata delle sfere: peccato che contenessero i soliti personaggi che si vedono quotidianamente sia a Pomeriggio 5 che a Domenica Live. In conclusione Live- Non è la D’urso è una copia degli altri suoi programmi pomeridiani. Io cambierei il titolo con: Live – Ancora la D’Urso! Ricordiamo che nonostante l’ossessione della presentatrice per gli indici d’ascolto, a tal punto che non inizia mai il promo di una puntata senza saltellare dalla gioia con una caffettiera in mano…esagerando nel dire che sono sempre alle stelle, da record, i dati ufficiali di quest’anno, per Pomeriggio 5, sono stati sempre inferiori (a volte di molti punti di share) ai programmi precedenti al suo; fra cui Uomini e donne e Il segreto.

Leggendo i commenti su facebook si evince che molti hanno guardato per curiosità, altri per poter poi dissentire, terrorizzati all’idea che “l’invasione D’Urso” possa materializzarsi sul serio tutto l’anno, colpendo ed estendendosi anche di sera; fra poco arriverà pure con il Grande fratello, a cui parteciperà, secondo indiscrezioni, il tristemente famoso Lemme, il quale, come si sa, chiama le donne con epiteti poco…gentili. Lemme considera le donne “esseri inferiori,” soprattutto rispetto all’uomo!

A questo punto noi continueremo a combattere per essere rispettate e contro la violenza sulle donne, che come si sa è violenza anche quando è verbale; perchè non vogliamo essere considerate semplici oggetti di piacere, come in questi programmi; bensì come persone speciali, dotate di interiorità, intelletto, valori unici ed insostituibili.

Qualche gaffe c’è stata: a cominciare dalla D’Urso che ha detto che non avrebbe parlato dell’Isola dei famosi perchè “non è il suo programma.” Invece due sue colleghe, Federica Panicucci e Alessia Marcuzzi, oltre che la giornalista Barbara Palombelli (la quale le ha dato spazio a Forum per pubblicizzare la nuova trasmissione) ultimamente l’hanno difesa nei LORO programmi quando gli ospiti “si permettevano”di parlare male di lei.

Un’altra gaffe l’ha fatta Heather Parisi, che si è subito dichiarata amica della D’Urso da una vita, ma poi ha detto, ad un certo punto, che una persona l’aveva avvertita di averle sentito dire, in camerino…che “Heather Parisi è una cretina.” Pronta Barbara D’Urso a replicare: “anch’io sono un po’cretina allora lo sono…anche le mie amiche….” In questi casi la D’Urso è bravissima, e sono sincera nel dirlo, con ammirazione; bravissima non solo a promuovere se stessa, ad autocompiacersi, anche “fisicamente” parlando: ma anche riuscendo sempre a rigirare la frittata a suo favore!

Ammetto di non aver visto questo lunghissimo programma sino alla fine, soprattutto quando tutta felice la presentatrice ha annunciato l’arrivo di una coppia, credo divorziata, che, chiusa in un….ascensore, avrebbe parlato di corna, non so se per rinfacciarsele o meno! A parte il sonno, ho pensato: “ci risiamo con i tradimenti, come all’Isola dei famosi, dove peraltro le presunte infedeltà della moglie di Riccardo Fogli, scoperte da Pomeriggio 5, gli sono state rivelate proprio là, in diretta e con il cuore, da Fabrizio Corona.” Questo non avrei potuto reggerlo di sicuro! Pertanto ho spento la televisione. E non so ancora di chi si trattasse…

Pare che mi sia persa anche l’ospitata di un altro dei tanti parenti rifiutati dalla principessa Meghan, il fratello Thomas Markle junior; ma pazienza, me ne farò una ragione…

Inoltre, come la maggior parte degli italiani, mamme, casalinghe comprese, stamattina dovevo alzarmi presto; per scrivere un importante articolo sulla droga per il quotidiano Avvenire e dare due lezioni d’italiano. Insomma..per fare qualcosa di culturale. Perchè la cultura rimane ancora importante, a maggior ragione in questo mondo di gossip, dove si ha ancora il coraggio di definire questo tipo di programmi, compresi quelli trash, di “svago e divertimento.”

Sallusti potrà riposare in pace, o forse no…. dopo che Corona ha messo in rilievo il suo invecchiamento, la D’Urso sarà finalmente soddisfatta per aver ottenuto le sue scuse, oltre a quelle di quel bricconcello di Albano, su cui però precedentemente aveva detto, in diretta, arrabbiata, quando credeva che le avesse fatto un bidone, che “tanto la SUA Domenica Live, anche senza di lui, avrebbe raggiunto lo stesso il 22% di share.”

Un indice d’ascolto che tuttavia quest’anno nessuno dei suoi programmi ha ottenuto. A parte i tanto decantati picchi d’ascolto, che sono un’altra cosa. Come, al contrario, li ha meritati l’incontrastata regina di Mediaset, Maria De Filippi, la quale con Tu si que vales, C’è posta per te, Amici, Uomini e donne, ha raggiunto veramente cifre da capogiro. Soltanto che lei non se ne vanta.

Perfetto il commento con cui il critico Aldo Grasso termina il suo articolo a riguardo pubblicato dal Corriere della sera:”«Corona è invitato perché la gente lo vuole vedere», è stata la giustificazione. Non più linee editoriali, non più l’impronta dell’editore, non più la grazia insolente dei conduttori: al pubblico si dà quello che il pubblico vuole vedere. E non è un bel vedere.”

In conclusione ognuno si tenga le sue simpatie ed antipatie: però senza insultare, neanche sui social, mi raccomando (io contesto, polemizzo, critico ma non offendo) e…. VIVA LA RAI!

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

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www.mariacristinagiongo.nl
Maria Cristina Giongo su facebook
Maria Cristina Giongo

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La posta del cuore dei nostri amici animali di Imma Paone. Cani aggressivi. http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/12/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-cani-aggressivi/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/12/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-cani-aggressivi/#comments Tue, 12 Mar 2019 05:31:16 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29278 Cara Dottoressa Imma, ho una cagnolina di 3 anni maltese che è sana, dolce, sociale ed affettuosa, eppure gli altri cani la mordono.
Per tre volte un cane si è liberato dal suo padrone che lo teneva al guinzaglio e le è saltato addosso morsicandola.
Cane aggressivo? O esiste anche la cattiveria fra animali?
Scusi la domanda strana ma so che lei è anche un pò psicologa degli animali e dei loro padroni….
Cari saluti dalla Germania.
Ingrid

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Cara Ingrid,
la tua è veramente una domanda che mi mette in seria difficoltà. In realtà non sono molto preparata in etologia e psicologia animale, esistono oggi figure veterinarie specializzate in comportamento animale, ma cercherò di risponderti come meglio posso.
Subito chiarisco un concetto fondamentale: non esistono cani cattivi in natura ma solo proprietari non capaci di educarli bene. Negli ultimi anni infatti si è sentito la necessità di istituire dei veri e propri “patentini per proprietari” per cercar di far capire loro, prima dell’acquisto o adozione di un cane, come meglio gestirlo e quale cane è più adatto alle loro esigenze.
Spessissimo mi arrivano in ambulatorio persone alla prima esperienza che magari hanno adottato cani che hanno particolari esigenze o una indole non semplicissima, che ovviamente non sanno come gestirlo.

Si sa che l’aggressività del cane è influenzata sia dall’ambiente che dagli stessi proprietari. Il primo, caratterizzato da rumori ambientali spesso continui (attività umane, traffico), dalla mancanza di spazi vitali e del movimento, i secondi con il loro comportamento, spesso incoerente, eccitato, nervoso o privo dei più elementari principi educativi.
Spesso è possibile riconoscere un cane aggressivo già dalla fase di imprinting, un’importante fase della socializzazione che avviene nel primo periodo di vita. Molti cuccioli adottati troppo presto, intorno ai 20/25 giorni, si dimostrano insofferenti e aggressivi in una fase nella quale spesso hanno appena aperto gli occhi. Tale atteggiamento, che tende a rinforzarsi progressivamente durante la crescita, peggiora quando tali soggetti vanno in famiglie che non sanno educare il cane né essere autorevoli (e non autoritari).

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In natura i cuccioli che crescono regolarmente con la loro mamma, verso l’età di cinque settimane, imparano a moderare l’intensità dei morsi che danno ai propri fratelli durante le attività ludiche. Quando invece un cucciolo entra a far parte di una nuova famiglia e non ha vissuto abbastanza con i propri simili, è necessario insegnargli il divieto di mordere.
Noto invece che numerosi proprietari invece trovano divertente e normale che un cucciolo mordicchi tutto, comprese le loro mani, e lo lasciano fare, anzi, spesso lo incoraggiano in tal senso. In questo modo anche se cresciuto, continuerà a giocare mordicchiando, ma senza aver imparato a controllare l’intensità del morso.
Nella grande maggioranza dei casi il morso è però una manifestazione dell’aggressività.

Esistono diversi tipi di comportamenti aggressivi, che corrispondono a funzioni diverse:
Aggressione predatrice: messa in atto per la cattura e l’uccisione della preda.
Aggressione tra maschi (o tra femmine): comportamento aggressivo che si manifesta tra due maschi che cercano di imporsi come cani dominanti.
Aggressione per irritazione: scatenata da dolore, irritazione, costrizione. Questo mi è capitato di osservarlo in cani che hanno un dolore cronico, per esempio dolore da displasia dell’anca. Questi soggetti diventano aggressivi anche solo se qualcuno si avvicina per accarezzare il loro bacino, semplicemente perchè hanno paura di sentire dolore.
Aggressione per paura: è una reazione difensiva di un cane che ritiene di essere in pericolo. L’animale può percepire qualcuno o qualcosa come minaccioso e ritiene l’aggressività un metodo efficace per risolvere una situazione difficile.
Aggressione territoriale e materna: si tratta di due comportamenti molto simili perché il loro comando neuroendocrino e il loro scatenamento sono comuni. In genere lo si osserva in una mamma che cerca di proteggere i propri cuccioli.

Tutti questi comportamenti aggressivi, a eccezione dell’aggressione per paura, si svolgono seguendo tre fasi:
1. l’intimidazione, che comprende posture (ad esempio coda dritta in alto o denti scoperti) e vocalizzi (di solito un forte ringhio);
2. il morso;
3. l’acquietamento, nel corso del quale il cane vincitore sottomette quello vinto.

Ho scritto che non esistono cani aggressivi per determinazione genetica ma animali resi tali da padroni incompetenti.
A scatenare episodi di aggressività, purtroppo talvolta molto pericolosi, è quasi sempre una gestione sbagliata del cane a causa di una totale mancanza di competenze dei proprietari.

L’amore non basta per essere bravi padroni. Ci sono cani immensamente amati dai loro proprietari ma incompresi, stressati o frustrati. L’incapacità di saper capire le motivazioni alla base di un comportamento, di decodificare i segnali con cui il nostro amico a quattro zampe ci comunica paure e disagi insieme alle cattive abitudini che gli diamo spesso senza nemmeno accorgercene, finiscono spesso nei peggiori dei modi.
Generalizzando possiamo dire che è sempre un problema di gestione: o perché non si conoscono le caratteristiche di quella determinata razza oppure perché non si conosce il passato di quel cane o, ancora, perché si finisce per dare troppa responsabilità al cane di casa che ha il carattere e la mole per potersi prendere in gestione il branco, creando dei momenti in cui posso scatenare aggressività.

Come sempre nella vita vanno stabilite e rispettate delle regole. Se ad un cagnolino tipo chihuahua gli permettiamo di fare qualsiasi cosa come correre per primo alla porta abbaiando per vedere chi è quando suonano il campanello oppure lasciargli sempre il cibo a disposizione o ancora giocare ogni volta che lo desidera portandoci il suo gioco per poi abbaiare, gli daremo dei privilegi. La mancanza di regole che permettano di gestire correttamente situazioni come queste, finirà per far pensare al cane che gli abbiamo detto di comandare, di gestire questo branco ( la famiglia umana ). Gli avrò quindi dato una responsabilità troppo grande che molto probabilmente, in un cane di piccola taglia, creerà delle grosse ansie tanto che talvolta portano addirittura all’ autolesionismo.

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Cani invece come rottweiler, pitbull, maremmano, pastore tedesco, dobermann e in generale quelli da guardia o da difesa personale, questa responsabilità se la prenderanno più che volentieri, diventando piuttosto pericolosi.
Attenzione dunque alla “delega di responsabilità”.
Se io insegno ad un cucciolo di rottweiler che se quando suonano alla porta lui va per primo e annusa l’estraneo che entra gli sto praticamente dicendo che sarà lui in futuro a decidere chi dovrà entrare e a chi ringhiare. Con queste razze c’è chi pensa che avere polso sia la scelta giusta invece è sbagliatissimo:bisogna lavorare su una collaborativa di branco anche perché un capobranco, uomo o cane che sia, troppo autoritario invece che autorevole, in natura viene scacciato dal branco.

Bisogna fare attenzione anche a sgridare il cane in maniera non corretta. Molte persone rimproverano i cani anche se vanno nella cuccia. Non è raro che continuino a dare i calci alla cuccia, alcuni addirittura a picchiarli col giornale. Questo a lungo andare potrà essere causa di rivolta da parte del cane. La cuccia dovrebbe essere considerato uno spazio di tranquillità. Bisogna ricordarsi di non portare nemmeno mai in un angolo il cane quando lo si rimprovera perchè anche in questo caso potrà sentirsi “alle strette”, senza via di uscita e reagire nei peggiori dei modi.

In realtà, come spesso dico ai miei clienti, non esiste un manuale per educare un cane, ma si cerca, in maniera collaborativa, il modo più adatto per educare “quel” cane. Continuamente faccio paragoni con il ruolo di educatore di un genitore con il proprio figlio basandomi sul concetto che ogni figlio ha un carattere diverso.

Solo cercando di capire le esigenze del cane e codificando i suoi comportamenti si potrà, in maniera autorevole, educarlo nei migliori dei modi.

Resta un sol ultimo concetto importante secondo me. Se un proprietario si rende conto di non riuscire nel suo intento ha l’obbligo morale di chiedere aiuto a figure specialistiche, come educatori o comportamentalisti, e nell’attesa dei risultati, utilizzare anche semplicemente una museruola quando li portano a passeggio per evitare spiacevoli inconvenienti a se stesso e ad altri soggetti ( uomo o cane che siano).

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Spero di esserti stata di aiuto cara Ingrid e per qualsiasi altra informazione puoi contattarmi per email: immavet1973@libero.it.

Dr. Imma Paone
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Il giorno della mimosa … http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/08/il-giorno-della-mimosa/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/08/il-giorno-della-mimosa/#comments Fri, 08 Mar 2019 05:00:34 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29512

… potrebbe essere la giusta definizione dell’8 marzo, giorno caro alle donne. La mimosa è la fioritura che anticipa la primavera e precede l’esplosione della natura e dell’euforia in milioni di donne nel mondo. Una boccata di consapevolezza della propria forza, del coraggio, e della piena coscienza di quello che nella società esse rappresentano. Per lungo tempo è stato ritenuto, a torto, che la festa delle donne fosse legata a un evento doloroso che vide perire un centinaio di donne in un incendio scoppiato in una camiceria, a New York. In tal caso non potrebbe trattarsi di una festa, bensì di un ricordo nefasto, che nessuna baldoria potrebbe mai cancellare. E’, invece, una festa che simboleggia il riscatto della donna nella società civile, il riconoscimento dei suoi diritti in campo sociale, economico e politico, senza venir meno al suo ruolo imprescindibile in seno alla famiglia. Una doppia fatica che richiede energie, impegno, efficienza, sacrificio. Tutte qualità, queste, che le sono congeniali da sempre. Nelle società matriarcali in epoca arcaica, la donna veniva considerata potente forza della natura associata alla madre terra, perché generatrice di vita.

Esistono tuttora nel mondo, diversi esempi di società matriarcali, come la società dei Minankabau in Indonesia, la società Moso in Cina e quella Yuchiteca in Messico. Tutte organizzazioni pacifiche ed egualitarie, basate sull’amicizia e collaborazione, e non sul dominio, che tengono ancora vivo un sistema sociale per donne e uomini, dove prevalgono processi decisionali basati sul consenso, la sacralità della terra, il divino femminino. Queste comunità seppure faticano a sopravvivere alle spinte della globalizzazione, rappresentano un sistema sociale ideale, non violento, bilanciato e sostenibile, dove le donne ne sono sì al centro, ma non si avvalgono del dominio per guidare la comunità.
Nella storia dell’umanità, e nel Medioevo in particolare, la donna ha saputo stimolare la fantasia di poeti, scrittori, filosofi e pensatori, ponendosi spesso al centro dell’universo come tramite tra Dio e l’uomo. Ed ha anche saputo essere resiliente alle discriminazioni, alle umiliazioni, alle persecuzioni e violenze subite. Si calcola che nel solo XV secolo, l’inquisizione abbia inviato al supplizio da 40 a 60 mila donne, pretestuosamente accusate di stregoneria e di connivenza con il diavolo.

Loro, le nostre amate donne, nei secoli dei secoli, non sono mai state carnefici, ma solo vittime. Personalmente mi piace pensare, dall’alto del mio agnosticismo, che il creatore di ogni cosa, possa essere donna, perché è alla donna che spetta la prospettiva di vita, passata, presente e futura.

Chiudo con una preziosa esortazione al rispetto della donna attribuita al grande William Shakespeare.

Per tutte le violenze consumate su di lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le sue ali che avete tarpato,
per tutto questo:
in piedi, signori, davanti ad una Donna!

Auguri infiniti…

Valentino Di Persio
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Lele Dinero, il “nostro” John Travolta nazionale, ha realizzato tanti sogni e tanti ancora si devono avverare. http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/03/lele-dinero-il-nostro-john-travolta-nazionale-ha-realizzato-tanti-sogni-e-tanti-ancora-si-devono-avverare/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/03/03/lele-dinero-il-nostro-john-travolta-nazionale-ha-realizzato-tanti-sogni-e-tanti-ancora-si-devono-avverare/#comments Sun, 03 Mar 2019 06:00:30 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29474 Lele Dinero, il “nostro” John Travolta nazionale, ha realizzato tanti sogni e tanti ancora si devono avverare. Lo abbiamo di nuovo intervistato a distanza di 9 anni, con molte novità! SI’ BALLO NO SBALLO, rimane il suo più importante punto fermo contro la droga che inquina anche la musica.

La locandina del nuovo spettacolo di Lele Dinero. Vi consigliamo di ordinare già i biglietti; divertimento ed allegria assicurati, con tanto ballo e musica!

Gabriele Angelucci, in arte Lele Dinero, è stato sin da giovane un grande fan di John Travolta, tanto da cominciare ad imitarlo; ma non in modo stereotipato, amatoriale. Bensì inventando, sviluppando il suo personale talento per entrare nel personaggio del suo mito, pur rimanendo se stesso. Quando lo intervistai per il Cofanetto magico, nel 2010, dopo un nostro incontro a Milano, aveva ancora molti sogni e desideri da realizzare.

L’artista Lele Dinero, il nostro Johan travolta nazionale, con due delle sue ballerine assistenti, bravissime: alla sua sinistra Jessica Novaro, alla destra Nicole Behare, che si potranno vedere nel suo spettacolo del 10 novembre di quest’anno. Foto di Rossana Alessia, New Celebrity.

L’articolo ebbe un gran successo, arrivando al record di 122 commenti, che sono molti per un blog all’epoca nato da poco, i cui lettori sono un po’ pigri nei commenti. Così entrò nel paradiso delle nostre più seguite interviste, come quelle fatte a Roberto Vecchioni, Francesco Baccini, Lino Banfi, Al Bano e tanti altri artisti di spicco. Adesso eccoci di nuovo qui, a distanza di anni, per chiedergli se li ha realizzati tutti quei suoi sogni e progetti.

Prima di leggere di iniziare la lettura, vi consiglio di leggere quella passata, per conoscerlo meglio, cliccando su questo link.cliccando su questo link.cliccando su questo link.

Lele Dinero, rieccoci a distanza di anni, per avere nuovi aggiornamenti sulla tua carriera che mi pare sia stata sempre in salita. Hai tenuto corsi online di ballo, poi dato lezioni di persona, un master: adesso continua tu…

Buongiorno Cristina ed un caro saluto a tutti i lettori di questa bella e magica rivista online per la quale quale è un piacere essere nuovamente intervistato! Si, ad Ottobre del 2018 ho concretizzato un altro mio obiettivo artistico, quello di aver creato dei Masterclass Dance Fever in varie scuole di danza della Lombardia, quali per esempio la Mixstyle dance di Milano diretta da Giada Stefano, la Ballando System a Gorgonzola diretta da Sergio Togliani e Miriam Sala e la Suanno Dance school in via Oldrado da Tresseno 5 a Milano. Ai miei corsi di ballo stanno partecipando sempre più numerosi e con grande entusiasmo sia ragazzi che adulti. Anche bambini dai 6 anni in su, come è accaduto per esempio in un recente master che ho tenuto a Lecco nella suola di danza “Centro danza e movimento” diretta da Elena Woldetatios dove hanno partecipato ben 23 bambini nella prima parte e poi anche adulti nella seconda parte. In questi stage della durata di 1 ora e mezzo e che prevedono un contributo di 15 euro a persona, trasmetto insieme ad alcune mie ballerine assistenti del mio corpo di ballo, Nicole Behare e Jessica Novaro, le coreografie di balli di gruppo su musiche dei film LA FEBBRE DEL SABATO SERA, GREASE, PULP FICTION e brani anni 70 seguendo sempre il mio messaggio sociale del SI BALLO NO SBALLO per divertirsi senza stordirsi.
Per info ed aggiornamenti sulle mie prossime date con questi workshop potete scrivermi su info@leledinero.it

Nicole Behare, una delle ballerine assistenti del corpo di ballo di Lele Dinero.

Molto interessante! Vederti ballare mi ha sempre dato un senso di gioia, di desiderio di imitarti, di danzare con te. Hai sempre conservato questo tuo entusiasmo, o hai avuto momenti di incertezza, quei momenti “bui” che capitano ad ogni artista?

Questi momenti possono capitare specie se finisci con l’ascoltare troppo gli altri che non credendo quanto te stesso nelle cose che hai a cuore, rischi poi che vadano a smorzare le tue reali aspirazioni. Per questo bisogna sempre andare avanti con fiducia, coraggio e determinazione ragionando con la propria testa senza lasciarsi condizionare e facendo tesoro del detto: il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni! E non dimentichiamo neppure che un aeroplano decolla sempre contro vento e mai col vento a favore.

Hai proprio ragione, sagge parole, ricche di speranza e tenacia! Che cosa ha rappresentato per te John Travolta? Un mito e….

John Travolta e’ il mio maestro di ballo, ho imparato fedelmente e alla perfezione tutti i suoi formidabili passi (mandandoli al rallenty su schermo) dei film di Grease, Saturday night fever e Staying alive! Il mio grande desiderio è di poterlo incontrare.

Nella foto la bella e brava Lisa Parodi con Lele Dinero, da lui scelta per rivestire i panni della nuova Stephanie Mangano italiana.

Mai dire mai…Sono molto interessata al tuo nuovo progetto che stai preparando per il prossimo autunno, di cui ho postato la locandina come copertina di questo articolo. Invito già da ora i miei lettori a partecipare, anche nel caso ci fossero sponsor disposti a farlo in modo più concreto. Raccontaci tutto….

Si, allora… la storia di questo progetto teatrale è cominciata il 22 Aprile 2018 quando è andato in scena dopo 4 mesi di lavorazione (con un corpo di ballo di 9 ballerine e 4 ballerini da me selezionati) il THE DANCE FEVER SHOW al teatro Pime di Milano: trattasi del primo TRIBUTO DANZATO (non musical) al mondo fedele ai passi dei film che diedero la fama a John Travolta (LA FEBBRE DEL SABATO SERA-GREASE e per la prima volta a teatro STAYING ALIVE).
Uno show da me ideato, prodotto, coreografato e ballato, che ha riscosso quel giorno in teatro un grande successo di fronte a 300 persone (abbiamo avuto due standing ovation!!).
Varie radio, giornali e tv ne hanno parlato sia prima che dopo la data: è venuta in teatro anche RAI DUE a fare un servizio durante lo show ed andato poi in onda nel programma satirico “Quelli che dopo il tg”.
Nei cambi di abito del mio corpo di ballo hanno sfilato anche 19 miss per la finale Miss Bella di Notte Milano vip con premiazioni sul palco da parte di una giuria artistica di grande qualità, ed è stata eletta la nuova Miss vincitrice della quinta edizione di questo concorso: la bellissima Rosa Nelly Brancato. Il tutto presentato da Cristina Sporeni, ideatrice di questo concorso.

Visto il successo ottenuto ho deciso quest’anno di portare in scena sempre al teatro Pime di Milano la SECONDA EDIZIONE del mio show teatrale con abbinata la nuova finale Miss bella di notte 2019 di fronte a giuria vip e con altre novità che sorprenderanno ancora di più il pubblico!
Sto facendo una volta al mese stage avanzati con valore di audizione per ampliare il corpo di ballo fino a 21/27 ballerine/i e le miss finaliste saranno 30/40! Siamo già in prevendita con molti biglietti già prenotati in pochi giorni e sono certo che quest’anno andremo rapidamente in sold out coi 616 posti disponibili in teatro!

Lea Volpe

Nel cast artistico avremo nei ruoli centrali per Grease la bellissima ballerina Lea Volpe, nella foto sopra, da me recentemente scelta come la nuova Olivia Newton John italiana e la grintosa ballerina Nicole Behare riconfermata nei panni di Cha Cha di Gregorio.

Per “La febbre del Sabato sera” la splendida ballerina Lisa Parodi da me scelta nei panni della nuova Stephanie Mangano italiana.
Per “Staying alive” la fantastica ballerina Jessica Novaro riconfermata nei panni di Laura Revel la protagonista con Travolta di quel film.

Io, Lea, Nicole e Lisa siamo stati di recente intervistati su Kristall Radio 96.2 fm di Milano dove abbiamo fatto in diretta live anche alcune esibizioni a tema dello show
A Settembre ed Ottobre cominceremo le prove ufficiali dello show col nuovo corpo di ballo presso la scuola di danza “Club Russo centro formazione danza” di Cologno Monzese diretta da Flavia Rubin e dalla magnifica ballerina Greta Russo facente parte anche del mio cast. Un progetto emozionante che sto seguendo in tutti gli aspetti con passione e tanto impegno professionale!
Allego la locandina ufficiale dell’evento. Chi fosse interessato a contribuire come sponsor partnership figurando in tutti i manifesti che saranno affissi su Milano sotto data, in tutte le cartoline e le locandine,e ad essere citati nelle varie interviste previste per radio, giornali e tv puo’ scrivermi a info@leledinero.it

Fantastico! Un’ultima domanda; si è appena concluso il festival di Sanremo. Un tuo giudizio. Non pensi che sarebbe stato bello se ti avessero chiesto di parteciparvi con un omaggio proprio a John Travolta, a quella musica che veramente aiuta a sentirsi giovani, felici? Speriamo nel prossimo anno!

Mah..ad essere sincero quest’anno il festival di Sanremo mi è parsa una manifestazione di propaganda politica più che artistica, senza parlare poi dei messaggi allusivi di alcuni cantanti con riferimento a certe droghe (l’esatto contrario della mia filosofia del SI BALLO NO SBALLO), per cui ci sarei andato volentieri proprio per diffondere come artista questo mio messaggio sociale e per trasmettere a tutti la mia sana DANCE FEVER! Vedremo l’anno prossimo che succede..nel frattempo vi aspetto numerosi a teatro il 10 Novembre al mio show per essere “travolti” da una “febbre” allo stato puro!

Bravo, Lele! Continua, continuiamo insieme a lottare contro la droga e chi la usa per propagandare la sua “musica” da sballo! Non ci resta che concludere facendogli i migliori auguri per questo suo nuovo progetto, certi del suo valore e del successo che avrà: considerato inoltre che Il Cofanetto magico ha contribuito a creare tante magie e a realizzare sogni di lettori e amici scrittori, pittori, musicisti. In più (come chi mi conosce sa bene) io porto fortuna… Allora buona fortuna Lele Dinero! Ancora e sempre!

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Chi desidera contattare Lele Dinero può farlo scrivendo a questo indirizzo email: info@leledinero.it

Le fotografie ci sono state date in gentile concessione per la pubblicazione dallo stesso Lele Dinero, due sono di Rossana Alessia, New Celebrity.

Proibita la riproduzione del testo e della fotografie senza citare l’autore e la fonte di provenienza.
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