Il Cofanetto Magico http://www.ilcofanettomagico.it Tutti i colori dell'essere e dell'esistere Fri, 18 Oct 2019 05:00:24 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.2.25 Lo pseudonimo di Dio* http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/18/lo-pseudonimo-di-dio/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/18/lo-pseudonimo-di-dio/#comments Fri, 18 Oct 2019 05:00:24 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=30336

Clare Torry all’epoca della nostra storia

La storia che ho scelto per questo mio ritorno alle colonne del “Cofanetto Magico” dopo la pausa estiva è in realtà una storia che gli appassionati di musica conoscono bene.
Dovrò dunque impegnarmi ancora più del solito nella costruzione della narrazione, per interessare alla lettura non solo chi non la sa già, ma anche chi sin dalle prime righe avrà intuito di chi e di cosa racconterò.

Iniziamo col dire che questa storia ha più di 46 anni.
Siamo a Londra all’inizio del 1973 e la nostra protagonista, che si chiama Clare Torry ha da poco compiuto 25 anni ed è una tra le tante cantanti e vocalist con un contratto di turnista con la grande casa discografica EMI; in effetti per vivere fa anche altri lavori, ma ogni tanto incide qualche cover o fa cori in studio per dischi di artisti che spesso nemmeno conosce.
Un giorno viene chiamata dal suo amico Alan che fa l’ingegnere del suono e che le chiede se qualche giorno dopo sarà libera per fare una registrazione; purtroppo però, dice Clare, dovrà rinunciare, perché per quella data ha già i biglietti per andare a un concerto di Chuck Berry. Ma Alan non si dà per vinto e insiste un po’ e alla fine concordano per la domenica successiva. Tra l’altro, pensa Clare, di domenica, la paga sarà doppia, per cui…

L’amico Alain

Insomma si tratta sin qui di un “episodio qualunque” nella vita di tutti i protagonisti della nostra storia, tanto è vero che anche ricostruita “a posteriori” la vicenda ha parecchi punti che non quadrano perfettamente, come capita spesso quando tentiamo di ricordare qualcosa che al momento ci era sembrato poco importante.
Succede che i ricordi si confondano, e alcune date e dettagli riportati oggi dalle diverse fonti non coincidano; ad esempio secondo Clare il concerto di Chuck Berry si teneva all’Hammersmith Odeon, invece secondo un sito che elenca tutti i suoi concerti, si tenne al Rainbow Theatre (venerdì 19 gennaio)
Anche la data dell’episodio in questione, secondo alcuni siti sarebbe da collocare nella prima fase delle sessioni di registrazione, intorno al giugno del 1972; secondo altre fonti invece, appunto nel gennaio 1973.
Probabilmente hanno ragione tutti perché in effetti questo pezzo inizialmente doveva essere solo strumentale, ma siccome non era considerato in linea col resto dell’album, ad Alan (che ne era il produttore) era venuta l’idea di aggiungere una traccia vocale.
Del resto il disco era il risultato di una lunga gestazione: nato durante il precedente tour della band, era anche stato eseguito live e poi presentato alla stampa in anteprima quando ancora non era in versione definitiva.

Clare Torry e Robin Gibbs dei Bee Gees

Insomma, secondo alcune cronache domenica 21 gennaio 1973, Clare Torry arriva ad Abbey Road, allo studio 3 della EMI (quello delle famose strisce pedonali della copertina dell’omonimo album dei Beatles), e chiesto il testo del pezzo che deve cantare si sente rispondere che non c’è nessun testo e che deve “pensare a qualcosa di molto triste”, perché il pezzo “riguarda la morte”.

Vengono fatte diverse registrazioni (secondo alcuni 6) e alla fine Clare non è neppure troppo soddisfatta ma alla band (di cui Clare ricorda a malapena il nome) va bene così, e dunque ricevute le 30 sterline (paga doppia domenicale), e se ne va convinta che non avrebbero usato quella registrazione.

Il vocalizzo “senza testo” di Clare non era l’unica “stranezza” che la band aveva voluto inserire nel disco: ad esempio alcune frasi che si sentono all’inizio del brano erano le risposte ad una serie di “interviste a foglietti” fatte a microfoni aperti a persone prese “per caso”. Tanto per dire, la voce che si sente affermare «Io non ho paura di morire, ogni momento è buono, non m’importa. Perché dovrei aver paura di morire? Non ce n’è motivo, prima o poi bisogna andarsene» è quella di Gerry O’Driscoll, il portiere irlandese degli studi di Abbey Road.
Le persone non abituate ad essere intervistate sono quelle che dicono le cose più interessanti” affermò in seguito il chitarrista e cantante del gruppo; le risposte di Paul McCartney e della moglie Linda, incrociati nei corridoi degli studi, ad esempio furono scartate perché «si erano troppo sforzati di essere divertenti».

Clare in uno scatto più recente

Il 10 marzo 1973 usci The Dark side of the Moon, l’ottavo disco dei Pink Floyd, e Clare lo vide nella vetrina di un negozio e quasi si stupì di trovare indicato il suo nome come cantante del pezzo che era, naturalmente, The Great Gig in the Sky. Non diede al momento comunque troppo peso alla cosa, al punto che quando qualche giorno dopo Alan (che era naturalmente Alan Parson, tecnico e ingegnere del suono dei Pink Floyd e in seguito a sua volta musicista di grande successo) incontrandola le disse che «il disco stava andando bene», lei chiese «che disco?»

The Great Gig in the Sky è diventato tra i brani più celebri del mondo grazie all’assolo improvvisato da Clare, cantante e turnista londinese pagata 30 sterline supplemento domenicale incluso.
The Dark Side of the Moon, con oltre 50 milioni di copie è uno degli album più venduti di sempre.

In alto, CLaire e il bassista della band; in basso, la band

Solo nel 2004, dopo oltre trent’anni di riflessioni, Clare Torry si convinse a citare in giudizio sia i Pink Floyd che la EMI per le mancate royalty, ritenendo di aver contribuito anche artisticamente al brano The Great Gig in the Sky (originariamente accreditato al solo Richard Wright).
All’inizio del 2005 l’Alta Corte di Giustizia britannica riconobbe valide le ragioni della cantante e la dichiarò co-detentrice dei diritti d’autore sulla canzone disponendo chetutti i dischi stampati dopo il 2005 avrebbero dovuto indicare Torry/Wright come autori del brano. Relativamente all’aspetto economico si è invece raggiunto un accordo extragiudiziale, del quale non sono stati mai resi noti i termini e soprattutto le cifre.

Note:
Il web è ricchissimo di sviluppi e approfondimenti su questa storia che mi ha sempre affascinato.

Il titolo di questo mio pezzo è una parte di un aforisma* che ho preso in prestito dal documentatissimo pezzo di Luca Divelti su Auralcrave (https://auralcrave.com/2017/12/03/the-great-gig-in-the-sky-la-perla-dei-pink-floyd/).

Per chi vuole scoprire altri dettagli ecco una bella collezione di link.
https://it.wikipedia.org/wiki/The_Great_Gig_in_the_Sky
https://it.wikipedia.org/wiki/The_Dark_Side_of_the_Moon
http://www.ondamusicale.it/index.php/oggi-in-primo-piano/5526-clare-torry-ecco-la-storia-dell-autrice-di-the-great-gig-in-the-sky
http://www.ondamusicale.it/index.php/musica/9761-the-great-gig-in-the-sky-ecco-la-storia-di-uno-dei-pezzi-piu-belli-dei-pink-floyd
www.fabiosroom.eu/it/canzoni/the-great-gig-in-the-sky/

E dopo tante parole, ecco la musica!
https://youtu.be/cVBCE3gaNxc

——————

* “Il caso è lo pseudonimo di Dio quando non vuole firmare”
è un aforisma di Anatole Franceall’anagrafe Jacques François-Anatole Thibault (Parigi, 16 aprile 1844 – Saint-Cyr-sur-Loire, 12ottobre 1924) scrittore francese, Premio Nobel per la letteratura nel 1921.
https://it.wikipedia.org/wiki/Anatole_France

Paolo Pagnini
CHI SONO

Proibita la riproduzione del testo senza citare autore e fonte di informazione.
Alcune foto sono state prelevate dal web tramite un programma di download automatico e non si è a conoscenza se sono coperte da copyright o meno; se così fosse i legittimi proprietari dei diritti di copyright possono richiederne la cancellazione che verrà immediatamente effettuata.
No part of this publication may be reproduced or transmitted, in any form or any means, without prior permission of the publisher and without indicating the source.

]]>
http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/18/lo-pseudonimo-di-dio/feed/ 0
Ma Dio esiste? http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/08/ma-dio-esiste/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/08/ma-dio-esiste/#comments Tue, 08 Oct 2019 05:00:28 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=30287

Con tutto il rispetto per chi ci crede, ma io nutro un forte scetticismo sulla possibilità che ci possa essere un’altra vita dopo questa e, a maggior ragione, che quella che verrà, possa essere eterna. Reincarnazione, Resurrezione, Paradiso, Inferno, Purgatorio, etc… secondo il mio raziocinio sono tutte elucubrazioni mentali dell’essere umano. In verità l’uomo nella sua immensa arroganza crede di essere, in esclusiva, nelle grazie di qualcuno, Dio (ma esiste?). Egli, l’uomo, in forza dell’autoproclamazione a “favorito” del Creatore, si pone al centro dell’universo come padrone di tutti i privilegi sia terreni che presunti post vitae, reincarnazione, resurrezione, vita eterna e quant’altro.

L’uomo, pervaso dalla superbia, esclude arbitrariamente e a priori da tali benefici, tutti gli altri esseri che lui, l’uomo, si è preoccupato di classificare, quasi con disprezzo in Animali e Vegetali, tanto per mettere dei paletti, prendere le distanze e far capire chi comanda su questa Terra, dimenticando, troppo spesso, che la sua sopravvivenza dipende ineluttabilmente da questi esseri (minori?…mah!). Povera umanità illusa dalle illusioni! Nessuno è mai tornato indietro dopo la dipartita da questo pianeta per informarci, ragguagliarci, tranquillizzarci, sull’esistenza di un’aldilà.

Ma ne siamo certi che una vita all’acqua di rose, ovvero un’esistenza senza mai un benché minimo problema, una contrarietà, che so: un mal di pancia, un boccone andato storto, un assegno scoperto, una cambiale scaduta, un figlio con zero in condotta e quattro in matematica, il coniuge infedele, una figlia che si fa le canne, insomma la quotidianità, gli alti e bassi, il sorriso e il pianto, sia proprio la vita che vorremmo? Sai che barba, che noia infinita!

Manco potresti gettarti dal ponte o sotto a un treno perché la tua vita, essendo tassativamente eterna, non potresti nemmeno togliertela. Che bello sarebbe però, avere la testimonianza, la prova dell’oltretomba. Non per altro ma per vedere il comportamento di certa gente protesa a guadagnarsi l’empireo e godersi l’eterna beatitudine, magari sollazzandosi con le 72 voluttuose vergini. “Mica voglio precludermi il paradiso!” direbbe il politico corrotto, l’amministratore ladrone, insomma, gente di malaffare. Niente più ingiustizie sulla Terra, tutti buoni, zitti e mosca, in attesa di stirare le cuoia per godersi l’eternità.
Intanto andiamo in Paradiso, penserebbero quegli infamoni, poi si vedrà.

Ci basti guardare il cielo stellato e riflettere, per renderci conto che l’umanità vive nell’abbaglio di un Mito e che in suo nome uccide persino, senza che Egli glielo abbia mai chiesto.

Considerato che la Terra rappresenta solo un piccolo granello nell’immensità dell’universo, viene da chiedersi: “Ma se esistesse il Demiurgo di tutta questa meraviglia, perché dovrebbe restare proprio qui tra noi terreni, visionari e sognatori, perennemente in preda del farneticare delle nostre menti irrequiete?
Il mistero rimane aperto e chissà! Forse non esiste né Dio, né la vita, né la morte e noi tutti altro non siamo che una mera illusione.

Valentino Di Persio
CHI SONO

Proibita la riproduzione del testo senza citare autore e fonte di informazione.

Alcune foto sono state prelevate dal web tramite un programma di download automatico e non si è a conoscenza se sono coperte da copyright o meno; se così fosse i legittimi proprietari dei diritti di copyright possono richiederne la cancellazione che verrà immediatamente effettuata.

No part of this publication may be reproduced or transmitted, in any form or any means, without prior permission of the publisher and without indicating the source.

]]>
http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/08/ma-dio-esiste/feed/ 3
Eutanasia. Olanda. Una sentenza allarmante, angosciante. http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/03/olanda-eutanasia/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/03/olanda-eutanasia/#comments Thu, 03 Oct 2019 06:00:22 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=30170

L’articolo qui sotto è stato pubblicato dal quotidiano AVVENIRE il 4 settembre scorso ( pag 12, “Mondo”,notizie dall’estero) Oggi desidero riportarlo anche sul Cofanetto magico, aggiornato, in quanto tratta un tema molto importante.

L’11 settembre infatti si è concluso, al tribunale di Den Haag, nei Paesi Bassi, il processo contro la dottoressa che nel 2016 aveva praticato l’eutanasia ad una donna demente, ricoverata in una casa di cura della stessa città, nonostante avesse lanciato segnali di non volerla più. Secondo il PM non fece il possibile per accertare se era ancora valido il desiderio di eutanasia espresso dalla paziente in una precedente dichiarazione firmata quando era ancora cosciente. In caso di dubbio non avrebbe dovuto attuarla. Il processo si è concluso con la formula “non luogo a procedere“. In parole semplici non si può neanche parlare di”assoluzione” in quanto secondo il giudice non si è trattato di un reato, l’imputata infatti, secondo le motivazioni della sentenza, ” ha eseguito il volere della paziente, espresso con una dichiarazione firmata quando era ancora cosciente e di nuovo aggiornata tre anni dopo prima di essere colpita da demenza, seguendo scrupolosamenente tutte le regole imposte dalla legge.”

Per ricordare quanto è accaduto precedentemente ecco quindi riportato il mio pezzo sui fatti accaduti che hanno portato al processo, pubblicato dal quotidiano Avvenire:
Nei Paesi Bassi la legge sull’eutanasia, in vigore dal 2002, prevede che per prima cosa il paziente, in pieno possesso delle sue facoltà mentali, compili una dichiarazione ufficiale, insieme al suo medico curante, firmandola dopo essere stato chiaramente informato sul suo contenuto. Seguono altre regole che il medico che accetta di praticarla deve osservare scrupolosamente.

Come da prassi la denuncia è partita dalla Commissione di inchiesta (RTE) chiamata a stabilire, una volta applicata l’eutanasia (quindi a posteriori…) se sono state rispettate tutte le norme imposte dalla legge entrata in vigore nel 2002. In questa circostanza sono state violate quelle inerenti la libera scelta del paziente e la sofferenza insopportabile. Ricordiamo che la suddetta legge è nata come orientamento per i medici e definizione dei loro limiti, in una pratica ai tempi in aumento, incontrollabile; non per stabilire un diritto per chiunque di uscire di vita come e quando vuole.

Durante il processo la dottoressa, 68 anni, specializzata in geriatria, ora in pensione, ha dichiarato che la sua paziente “era profondamente infelice,”pur ammettendo che a causa della sua affezione non poteva più esprimere il suo volere in modo chiaro e continuativo.” Inoltre ha espresso la sua preoccupazione per la spesa da affrontare per pagare un avvocato in caso di condanna. In suo aiuto era subito intervenuta la direzione della Clinica per la libera scelta di fine vita, la Vrijwillig Levenseinde (NVVE), offrendosi di contribuire alle sue spese processuali, preoccupata per una condanna per omicidio, che porterebbe a seri problemi per altri medici che l’hanno applicata in passato e temono di applicarla per il futuro.

La figlia ha difeso il suo operato, sostenendola nella sua decisione. “Ha solo rispettato, in buona fede, il desiderio di mia madre, nella fase finale di quella terribile malattia che la torturava, imprigionando il suo cervello ed il suo spirito.” Eppure non si può ignorare il fatto che invece la paziente si era ribellata appena si era accorta che la dottoressa aveva iniziato la pratica, ritirando il braccio nel momento in cui stava per inserire l’ago in vena; tanto da provare a nasconderlo dietro la schiena. Un gesto disperato che forse indicava un ripensamento, un rifiuto, paura; in uno sprazzo di lucidità della sua mente. Malgrado ciò le è stato comunque iniettato il farmaco mortale.

Dal 2002 la legge non è mai stata modificata, se non per un aggiustamento delle dosi di veleno contenuto nella miscela letale. Solo nel 2015 due ministri del partito della libertà (VVD), Edith Schippers, all’epoca ministro della salute e Van der Steur, in quell’anno ministro della giustizia, avevano spedito ai medici una lettera di 7 pagine “per rammentare” loro e ribadire che tale legge “sancisce una possibilità, non un obbligo per il medico di applicarla; tuttavia sempre e solo seguendo regole precise e se il paziente è in pieno possesso delle sue facoltà mentali.” In quel momento la donna non era in grado di intendere e volere. In passato c’erano stati altri tre casi simili con riconoscimento di colpevolezza, ma senza conseguenze penali.

Questo processo è stato seguito da coloro che protestano per una legge poco chiara che non difende le persone fragili, i quali speravano in una condannata per omicidio,(che, come ho scritto all’inizio, non c’è stata): la qual cosa avrebbe costituito una vittoria per chi continua a battersi affinchè ogni essere umano venga rispettato, salvato, curato ed accudito sino alla fine della sua vita.

Invece il giudice ha stabilito, “e accertato l’inesistenza di una condizione di procedibilità, di imputabilità, in formula ampiamente liberatoria da ogni accusa.” Rimane lo sconcerto, il timore, l’angoscia per una sentenza che sancisce come un essere umano non più in grado di intendere e volere possa essere trattenuto, tenuto fermo in un momento in cui, forse in un attimo di lucidità, pare voglia ribellarsi, per praticargli comunque l’iniezione letale che porrà fine alla sua vita; anche se la paziente in precedenza aveva espresso la volontà di uscirne, in caso fosse diventata demente.

Per concludere: per favore, non definite mai più l’eutanasia “una dolce morte!” Abito in Olanda da 37 anni ed ho seguito tanti casi simili, convincendomi che questa pratica non ha nulla di “dolce”! Mentre le cure palliative, sempre più efficienti e mirate, la stessa morfina somministrata in fase terminale, alleviano il dolore, ma senza accellerare il processo di morte in modo così drastico ed inumano. Ovviamente questo è il mio parere. Aspetto il vostro!

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Proibita la riproduzione del testo senza citare l’autore e la fonte di provenienza. Le fotografie sono state scaricate dal web; se dovessero risultare coperte da diritti d’autore, non esitate a contattarci che la leveremo immediatamente.
No part of this publication may be reproduced or transmitted, in any form or any means, without prior permission of the publisher and without indicating the source.

LINK AD ALCUNI MIEI ARTICOLI PUBBLICATI DAL QUOTIDIANO AVVENIRE SULL’ EUTANASIA:

(In Olanda più hospice meno morti a richiesta)
(Olanda, che orrore la morte per legge)
(La polvere eutanasica fa la prima vittima)
(Si dia la morte ai giovani depressi)
(Olanda, eutanasia su ciechi, dementi e depressi)
(Senza dolore e solitudine non c’è eutanasia)
(Eutanasia senza controllo. Allarme in Olanda. Suicidio assistito)

]]>
http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/03/olanda-eutanasia/feed/ 2
Editoriale di ottobre. Il 4 ottobre la festa di San Francesco. Meravigliosa Assisi, con la sua biblioteca comunale ed il Palazzo Vallemani ricco di tesori artistici. http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/01/editoriale-di-ottobre-il-4-ottobre-la-festa-di-san-francesco-meravigliosa-assisi-con-la-sua-biblioteca-comunale-ed-il-palazzo-vallemani-ricco-di-tesori-artistici/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/01/editoriale-di-ottobre-il-4-ottobre-la-festa-di-san-francesco-meravigliosa-assisi-con-la-sua-biblioteca-comunale-ed-il-palazzo-vallemani-ricco-di-tesori-artistici/#comments Tue, 01 Oct 2019 06:00:24 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=30182

La biblioteca comunale di Assisi, con l’ingresso alle sale, che vale la pena di una visita.
Foto Stefania Maltoni – Città di Assisi.

Cari amici, lettori online, Cofanetti magici,

il mese di ottobre è l’ideale per viaggiare: per chi non ama le estati torride, per chi non ha potuto godere neanche una settimana di vacanze estive, per chi ama le città d’arte e l’autunno, con i suoi colori rigogliosi. A costoro consiglio un soggiorno ad Assisi, sempre incantevole per la pace e bellezza che sprigiona da tutto il suo essere, soprattutto il 4 ottobre, festa di San Francesco. Una bellissima ricorrenza voluta dal Parlamento nel 2005, quale “solennità civile e giornata per la pace, per la fraternità e il dialogo fra le religioni”. Il dialogo, una virtù francescana per eccellenza, diventa quindi il primo richiamo del significato della festa di San Francesco. Oltre all’umiltà, la solidarietà umana, l’amore per il prossimo e per la natura del nostro meraviglioso universo.

Assisi. La biblioteca comunale.
Foto Stefania Maltoni – Città di Assisi.

Non vi parlerò della Basilica di San Francesco, meraviglia delle meraviglie, il luogo che dal 1239 custodisce le spoglie del santo, formata da due chiese sovrapposte. Arricchita da volte ed affreschi mozzafiato. Nel senso che ti levano veramente il fiato, tanto sono splendidi e non finiresti mai di guardarli. In quanto ci vorrebbero pagine e pagine per descriverli.

Desidero invece aggiungere di inserire nel vostro percorso una visita alla la biblioteca comunale, sita a Palazzo Vallemani. Divisa in una parte moderna ed una antica. Un vero gioiello, per chi ama i libri!

La parte antica è nella Sala degli sposi, ideale proprio per la celebrazione di matrimoni. Oltre che per convegni, conferenze, e, ovviamente…presentazioni di libri

Una sala della biblioteca comunale.
Foto Stefania Maltoni – Città di Assisi.

Particolare di un affresco ritrovato recentemente. Ricordiamo che non si può fotografare con il flash.
Foto Hans Linsen.

Un’ottima guida ci ha condotti per le sale della biblioteca, in grandi spazi aperti, molto curata ed interessante. Introducendoci in seguito nel vivo della storia di Palazzo Vallemani, dimora barocca che ospita memorie dell’arte pittorica di Assisi, dal medioevo al rinascimento; soprattutto affreschi (alcuni appena scoperti in una sala a parte), dipinti su tavola e su tela, provenienti dagli edifici civili e religiosi della città, fra cui il più importante è una Madonna in trono con bambino, attribuita a Giotto.

Assisi (Umbria). Pinacoteca comunale a Palazzo Vallemani. Madonna in trono con bambino, attribuita a Giotto.
Foto Hans Linsen

Assisi (Umbria), 24 giugno 2019. Libri preziosi a Palazzo Vellami.
Foto Hans Linsen.

Da aprile ad ottobre è aperta dalle ore 10 alle 18. Da novembre a marzo apertura su richiesta. Per qualsiasi altra informazione e prenotazioni potete chiamare il numero: 848 004 000
o mandare un’email a biglietteria.vallemani@coopculture.it
Si trova in Via San Francesco 12, davanti all’oratorio dei pellegrini. E’ possibile parcheggiare l’automobile in Piazza Giovanni Paolo, sotto la Basilica di San Francesco o in altri parcheggi comunali adiacenti.

Pinacoteca comunale di Assisi: Andrea d’Assisi detto l’Ingegno. Madonna con Gesù Bambino e cherubini. 1480-1520.
Foto Hans Linsen.

Ancora una bella stanza della biblioteca comunale. Arte, libri, cultura, religione; la bellezza della vita e dello spirito.
Foto Stefania Maltoni – Città di Assisi

Buon mese di ottobre quindi, buona festa del nostro amato San Francesco, buona visita ad Assisi e buona visione di libri bellissimi che vale la pena di …andare a trovare!

Dalla vostra, come sempre vostra affezionatissima

Maria Cristina Giongo
Giornalista
CHI SONO

Wikipedia
www.mariacristinagiongo.nl
Maria Cristina Giongo su facebook
Maria Cristina Giongo
Il Cofanetto Magico su facebook (groups)
Il Cofanetto Magico su facebook (pages)

Redazione e collaboratori:

Imma Paone
Pietro Pancamo
Mauro Almaviva
Marica Caramia
Valentino Di Persio
Cristina Giongo
Paolo Pagnini
Elisa Prato

Direzione:
Cristina Giongo

Assistenza tecnica:
Marica Caramia
Hans Linsen

Proibita la riproduzione del testo e delle fotografie di Maria Cristina Giongo senza citare l’autore e la fonte di provenienza.
No part of this publication may be reproduced or transmitted, in any form or any means, without prior permission of the publisher and without indicating the source.

]]>
http://www.ilcofanettomagico.it/2019/10/01/editoriale-di-ottobre-il-4-ottobre-la-festa-di-san-francesco-meravigliosa-assisi-con-la-sua-biblioteca-comunale-ed-il-palazzo-vallemani-ricco-di-tesori-artistici/feed/ 0
La prosa di settembre: “L’uomo di frodo” http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/27/la-prosa-di-settembre-luomo-di-frodo/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/27/la-prosa-di-settembre-luomo-di-frodo/#comments Fri, 27 Sep 2019 06:00:30 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=30155 515px-Benczur-narcissus

Gyula Benczúr, Narciso, olio su tela

 

Finisce l’estate e dato che settembre, se vogliamo, è un po’ come il lunedì, rieccoci in preda, cari amici del «Cofanetto Magico», a pensieri negativi, deprimenti e nerissimi sul serio. Io, in particolare, ritorno vittima della mia tendenza a riflettere amaramente sulla natura umana, per descriverne in versi, ma ogni tanto anche in prosa, i numerosi e catastrofici difetti –tutti dovuti, lo sappiamo, all’incidenza così forte del male sulle sorti del mondo e della nostra (di)sgraziata esistenza.


 

self-love-65693_640

 

L’UOMO DI FRODO

L’uomo di frodo nutre amore per la vita? No, al contrario, nevrotica freddezza (infatti è risaputo: spesso il male non è altro che una forma o varietà del narcisismo; di quest’ultimo una branca. Una… specializzazione).

Pietro Pancamo
CHI SONO

 
 
 
 

Avvertenze:
• Tutti i diritti, relativi ai documenti, agli articoli, alle poesie, ai racconti e alle immagini che costituiscono questo post, appartengono ai legittimi proprietari.
• Alcune fotografie sono state scaricate mediante un programma automatico di download e si ignora pertanto se siano coperte o no da un copyright; ovviamente, su richiesta degli eventuali detentori di quest’ultimo, si procederebbe subito a rimuoverle.
• Prohibited the dissemination of text and photos without permission and without citing the author and source of information.

]]>
http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/27/la-prosa-di-settembre-luomo-di-frodo/feed/ 0
La posta del cuore dei nostri amici animali di Imma Paone. Curiosità sui Serpenti. http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/12/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-curiosita-sui-serpenti/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/12/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-curiosita-sui-serpenti/#comments Thu, 12 Sep 2019 17:30:30 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=30234 Cara dottoressa,

Le scrivo perché la stimo molto, anche sul piano umano, per come svolge il suo lavoro su ampia scala con gli animali ed inoltre stando vicino ai loro padroni a livello psicologico. Il mio vicino di casa tiene nel suo appartamento un grosso serpente, mi pare un cobra o qualcosa del genere, il quale deve cibarsi di topi vivi. Fa anche delle foto mentre li mangia. Le sembra giusto che un piccolo topino diventi vittima di un altro animale? In natura è diverso; è il serpente che caccia la sua preda, magari dandogli la possibilità di sfuggire, o mangiando il più debole. Ma che natura è tenere un povero animale ( il serpente ) in gabbia e per il povero topino, incapace di difendersi. So che ci sono anche animaletti morti, congelati. Ma la mia domanda è, oltre alla crudeltà di questo fatto, una persona del genere è normale? Non crede che si dovrebbe proibire di tenere in casa animali che dovrebbero vivere nel loro ambiente?

Grazie se vorrà rispondermi. Nel nostro condominio è diventato argomento di accese discussioni.

Cordiali saluti dalla Calabria.

Antonietta.

....

 

Cara Antonietta, grazie per la stima dimostratami e per la insolita domanda, ma visto che dovremmo parlare di una specie animale che nella mia quotidianità non visito, ho preferito rivolgermi ad un esperto in materia.

Ebbene si, fortunatamente anche in medicina veterinaria stiamo diventando più esigenti per i nostri pazienti e si stanno formando medici sempre più specialistici e settoriali, permettendoci di lavorare meglio.

La figura del “tuttologo” degli anni ’80, costretto a sapere un pò di tutto con ovvi limiti, è stata sostituita dal cardiologo, dall’ortopedico, dall’oncologo e, tra le tante altre specializzazioni, c’è anche il medico che si interessa di quegli animali definiti “esotici”.

Ho contattato per questo il collega Antonio Marcianò che gentilmente ha risposto per me alla sua domanda.

Gentile signora, innanzitutto vorrei tranquillizzarla perché il suo vicino di casa non può essere in possesso di un cobra, animale non detenibile, inserito nella LEGISLAZIONE SU ANIMALI PERICOLOSI – DM 19/04/96.

Il suo vicino di casa sarà quindi in possesso, di un animale ritenuto innocuo dalla legge, quindi lei può dormire sogni più che tranquilli.

Ma adesso passiamo alla sua domanda. Partiamo dal presupposto che gli animali esotici da circa un ventennio sono sempre più diffusi nel nostro paese, per tanto non c’è da sconvolgersi se serpenti, iguane, camaleonti, gechi sono sempre più presenti nelle nostre abitazioni con rischi praticamente assenti per i proprietari. Si sorprenderà nell’apprendere il contrario che gli animali classici definiti “da compagnia” sono in realtà molto più pericolosi degli esotici. I cavalli fanno in media 10 morti l’anno nel nostro paese mentre con i cani saliamo a 20, senza contare i gravemente feriti o gli sfregiati permanentemente.

Per quanto riguarda l’alimentazione del serpente, non posso che essere contrario alla spettacolarizzazione della morte, quindi sono molto restio a foto e filmati dei pasti.

Fortunatamente la gente del genere rappresenta una minima parte dei terraristi, quasi sempre appassionati serie che studiano meticolosamente la stabulazione tutt’altro che semplice di questi animali provenienti da ogni parte del pianeta. Questo sia per ragioni etiche che pratiche.

Ricordiamoci che i roditori, sono delle prede, ma non sono delle prede disarmate! Sono in grado di ferire anche seriamente i rettili. Non sono rari i casi di serpenti uccisi dalla propria preda. Proprio per questo si usa esclusivamente alimentarli con animali morti.

....

Mi scuso per l’immagine così forte ma volevo far notare cosa può fare una innoqua preda

Da medico veterinario devo però dire che in rari casi, ci si trova obbligati ad alimentare i rettili “problematici” con prede vive, poiché questi rifiutano fino a farsi morire di alimentarsi senza prima fare una prefazione attiva.

Dal punto di vista legislativo, eccezion fatta per alcuni comuni, non è assolutamente vietato alimentare con prede vive i rettili e dove lo è, come per esempio nel comune di Padova, vi è la possibilità, sotto giudizio di un veterinario di poterlo fare se l’animale rifiuta altri tipi di alimentazione e quindi lo si farebbe per tutelare il benessere dell’animale”.

Antonino Marcianó medico veterinario

amarciano.exovet@hotmail.com

www.facebook.com/reptilehunter

Instagram : dr_reptilehunter
Clinica veterinaria San Giorgio RC – Clinica Vetlife CS

Per essere ancora più meticolosa ho chiacchierato con un altro collega campano , Francesco de Filippo, sempre esperto in esotici, il quale mi faceva notare che per queste specie animali, se tenute con il loro regolare documento ( il CITES ), il condominio non può assolutamente opporsi alla loro regolare detenzione e mi ha aggiunto che ormai, il 90% delle specie che viene venduta è riprodotta in cattività e, con la selezione che hanno subito, molte volte sono inadatti a vivere in natura, proprio perché sono albini, pezzati bianchi, e sarebbero subito individuati dai predatori, quindi devono vivere in cattività.

....

A quanto detto io posso solo aggiungere che, oltre a dover esser in regola con la documentazione necessaria per la detenzione di questi insoliti animali, il “proprietario” deve assolutamente creare, con non poche spese, un ambiente quanto più ottimale per questo animale, acquistando una teca o, per i più appassionati costruendola personalmente, in cui si devono garantire i parametri di temperatura, umidità ed arricchimento ambientale necessari per il benessere di questi animali.

 

....

Cara Antonietta, spero di averla rassicurata e soprattutto delucidata sulla detenzione di questo insolito animale, ma, se dovesse avere ancora qualche dubbio mi contatti in qualsiasi momento.
Il mio indirizzo di posta elettronica è : immavet1973@libero.it.
Un saluto
Dr. Imma Paone
CHI SONO

Avvertenza:
• I diritti degli articoli e dei documenti pubblicati nel seguente articolo appartengono ai rispettivi proprietari; così pure le immagini.
• Alcune foto sono state prelevate dal web tramite un programma di download automatico e non si è a conoscenza se sono coperte da copyright o meno; se così fosse i legittimi proprietari dei diritti di copyright possono richiederne la cancellazione che verrà immediatamente effettuata.

]]>
http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/12/la-posta-del-cuore-dei-nostri-amici-animali-di-imma-paone-curiosita-sui-serpenti/feed/ 0
Brittoli in Poesia. Un ritorno… con successo. http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/08/brittoli-in-poesia-un-ritorno-con-successo/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/08/brittoli-in-poesia-un-ritorno-con-successo/#comments Sun, 08 Sep 2019 05:00:21 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=30206

La cerimonia di premiazione della terza edizione del Premio di Poesia “Lea & Franco Silvestri” (link), si è svolta la sera del 14 agosto a Brittoli, nella panoramica Piazza Sant’Antonio, sotto un insolito chiarore lunare, retaggio del precedente acquazzone estivo. La serata si è svolta in presenza della prestigiosa coppia di emigranti Cav. Franco Silvestri e signora Lea (in primo piano nella foto), cui il premio è dedicato.

In alto la storica facciata della Chiesa gentilizia che si affaccia su una gremita Piazza Sant’Antonio

Dopo il caloroso benvenuto del Sindaco Gino Di Bernardo, la parola è passata all’ideatore dell’evento, Valentino Di Persio, il quale ha ripercorso le fasi più significative dell’avventura dell’emigrante Franco Silvestri che, partito dalla sua Brittoli sull’onda del flusso migratorio del dopoguerra, nel 1953 approda in Canada, dove grazie alla sua intraprendenza imprenditoriale, riesce a creare un impero economico, estendendo i suoi interessi anche negli Stati Uniti, con il sostegno della moglie, Signora Lea, e dei figli: Itala, Paolo e Daniele.

A sinistra alcuni emozionanti momenti della premiazione.
A destra i tre mattatori della serata, Rosetta Clissa, Valentino Di Persio e Marica Caramia

L’emozionante cerimonia di premiazione con targhe, pergamene vergate a mano e campanelle in ceramica, è stata condotta da due bellezze muliebri: Rosetta Clissa e Marica Caramia, co-promotrice dell’evento.
Seguendo una formula innovativa, l’assegnazione dei riconoscimenti alle prime tre poesie nelle due sezioni, è avvenuta senza considerare l’ordine del punteggio finale.

Ecco i poeti vincitori in ordine alfabetico:

SEZIONE ITALIANA a tema “Il ritorno dell’emigrante”:

Le prime tre poesie della “sezione italiana”, vergate a mano su pergamena da Marica Caramia.

-Anna Maria Aulicino, “Non sono mai partito”
La composizione ritrae il meccanismo del dramma dell’emigrante che porta nel cuore il dolore del distacco, la nostalgia del rientrare, la consapevolezza di non essere mai realmente partito. Gli ultimi versi si rivelano nel ritorno, in quel luogo pregno di malinconia, davanti a quella casa segnata dal tempo.

-Lorenzo Spurio, “Amavo col livore”
E’ dedicata a Franco Costabile, un emigrato calabrese. E’ una poesia carica di immagini, dalla raffinata costruzione, impreziosita dall’inserimento di toccanti metafore. Tutto si racchiude negli ultimi versi, nello “sfumarsi” di quel sentimento che annebbiava la ragione.

-Nicola D’Angelo, “Strappo il velo, io ritorno”
Il componimento riflette la storia dell’eterno conflitto interiore che affligge chi è costretto ad allontanarsi per cercar fortuna, con la promessa di ritornare. Il sacrificio, la libertà, il desiderio di una nuova vita, non sempre però ripagano una coscienza nostalgica. I versi, come occhi, divengono desiderosi di rivedere l’Amata Patria… e così l’unico vero viaggio diviene quello del ritorno.

Menzioni speciali:
Mariaester Graziano, “Rossa e bianca”
Paolo Pagnini, “Missione tornare”
Valter Marcone, “E per questo siamo tornati”

SEZIONE ABRUZZESE:

Le prime tre poesie della “sezione abruzzese”, vergate a mano su pergamena da Marica Caramia.

-Francesco Ciccarelli, “Care fija nuestre”
E’ una poesia all’insegna dell’attualità. Una riflessione sul rapporto tra genitori e figli, sulle incomprensioni, sulla mancanza di dialogo, sul futuro incerto. I versi sembrano lo sfogo sincero di un padre che si sente impotente di fronte ad una realtà che si presenta difficile e allo stesso tempo crudele.

-Gabriele Di Camillo, “Paròle da lu còre”
La composizione ha come protagonista il sentimento amoroso. Il poeta gioca nelle quartine con alternate rime ed assonanze alla ricerca di quelle giuste parole che finora non riescono ad esplicare chiaramente quell’emozione che prova.

-Giovanni Del Gallo Liberato, “Terre luntane”
Si tratta di una poesia musicata carica di sentimento. Nelle quartine la nostalgia viene resa tramite le immagini di luoghi familiari pregni della voglia di ritornare in quelle lontane terre d’Abruzzo…

Menzioni speciali:
-Alessandra Bucci, “Vulesse sapè”
-Gabriele di Donato, “Lu cil di sempr…”
-Rosanna Zenobi, “La carriole”

Menzioni speciali (fuori concorso):
-Antonio Di Berdardo, “Le femmene de na vote”
-Beniamino Cardines, “Diasille di li Cashtille”

La declamazione delle poesie è stata accompagnate dalle struggenti note uscite dalla tastiera della M° Fabiana Morosini di Montesilvano.

Ellency: l’abbraccio delle fans.

Ha chiuso in bellezza, la magnifica serata, Ellency (Lorenzo Coccia), un giovane interprete e musicista, nelle cui vene scorre sangue brittolese. La sua performance è stata molto apprezzata da Lea & Franco. Particolarmente gradita dal pubblico femminile è stata la sua “Summer Reason”, disponibile su tutti i Digital Stores.

Appuntamento al prossimo anno.
Grafemi dal Cuore
(Valentino Di Persio e Marica Caramia)

]]>
http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/08/brittoli-in-poesia-un-ritorno-con-successo/feed/ 0
Editoriale di settembre. Il commovente volo del condor liberato. Ricominciamo a vivere! http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/01/editoriale-di-settembre-il-commovente-volo-del-condor-liberato-ricominciamo-a-vivere/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/01/editoriale-di-settembre-il-commovente-volo-del-condor-liberato-ricominciamo-a-vivere/#comments Sun, 01 Sep 2019 06:00:24 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=30125

Il condor si gira verso coloro che gli hanno salvato la vita curandolo e poi liberandolo. Come per ringraziarli e salutarli.

Cari lettori, amici, cofanetti magici,

buon mese di settembre! A chi ha già trascorso le sue vacanze e a chi deve ancora andare in ferie. A chi non ci è andato ma ha trovato alternative per riposarsi comunque un po’. A coloro che si sono occupati delle persone sole, anziane, abbandonate, migranti in fuga dai Paesi in guerra. Per tutti un video emozionanate che vi consiglio di guardare sino in fondo. Cliccate su questo link.

Il condor è un rapace in via di estinzione, in quanto viene spesso avvelenato perchè creduto predatore di animali domestici. L’apertura alare può raggiungere anche i tre metri.

Se vi sarete commossi a tal punto da piangere, non preoccupatevi! Le lacrime che scendono per qualcosa di bello sono sempre salutari, fanno bene. E’ inutile commentare a lungo il filmato che avete visto, di cui ringrazio Vincenzo Brescia, amico virtuale di facebook per avermelo trasmesso. E’evidente che in esso è presente il senso della vita e del ricominciare a vivere.

Questo condor, a cui diedero il nome di Sayani, fu trovato nel 2012 avvelenato, moribondo. Portato allo zoo di Buenos Aires, lo hanno curato e poi liberato, nel 2014. Non aveva volato per tanto tempo, non riconosceva più il suo ambiente naturale, le sue potenzialità. Aveva semplicemente paura.

Splendide le immagini in cui si gira, come se volesse tornare indietro. Tenero, indifeso. E poi quelle dei momenti in cui si volta in cerca di sostegno ma anche per un ultimo ringraziamento verso gli uomini, fra cui i suoi soccorritori, raccolti intorno a lui per incoraggiarlo; nel silenzio più totale. I suoi ripetuti tentativi di librarsi nell’aria, di farsi coraggio, di minuto in minuto. Sino alla scena finale, in cui spicca il volo, fra gli applausi dei presenti. Mentre si riprende la sua vita. Finalmente guarito, libero, fiero di sè. Quanti insegnamenti ci vengono dal mondo animale!

Questo è il valore del mio messaggio di oggi; riprendetevi la vostra vita, anche quando vi ha feriti, imprigionati nel dolore, nell’ingiustizia. Coraggio! Non è facile ma nemmeno impossibile. Basta volerlo, basta la fede per crederci di nuovo.

Un abbraccio a tutti dalla vostra, come sempre vostra affezionata

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Wikipedia
www.mariacristinagiongo.nl
Maria Cristina Giongo su facebook
Maria Cristina Giongo
Il Cofanetto Magico su facebook (groups)
Il Cofanetto Magico su facebook (pages)

Redazione e collaboratori:

Imma Paone
Pietro Pancamo
Mauro Almaviva
Marica Caramia
Valentino Di Persio
Cristina Giongo
Paolo Pagnini
Elisa Prato

Direzione:
Cristina Giongo

Assistenza tecnica:
Marica Caramia
Hans Linsen

Proibita la riproduzione del testo e delle fotografie di Maria Cristina Giongo senza citare l’autore e la fonte di provenienza.
No part of this publication may be reproduced or transmitted, in any form or any means, without prior permission of the publisher and without indicating the source.

]]>
http://www.ilcofanettomagico.it/2019/09/01/editoriale-di-settembre-il-commovente-volo-del-condor-liberato-ricominciamo-a-vivere/feed/ 0
Poesia di luglio: “Ferie” http://www.ilcofanettomagico.it/2019/07/27/poesia-di-luglio-ferie/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/07/27/poesia-di-luglio-ferie/#comments Sat, 27 Jul 2019 06:00:14 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=29899 Giuseppe_Arcimboldo_-_Summer,_1573

Giuseppe Arcimboldo, Estate, olio su tela

 

Arriva l’estate e subito iniziano a domandarvi, soprattutto in ufficio, a quale tipo di vacanza rigenerante abbiate intenzione di affidarvi. È così che spesso nascono, fra una fotocopia e magari una pratica sbrigata al computer, conversazioni davvero cordiali, che aiutano a passare il tempo in allegria. Però, a volte, i vostri colleghi prendono a farvi domande che si tingono di malignità e che, in definitiva, altro non sono che un pretesto per dileggiarvi un po’. In ogni modo, state pure tranquilli: si tratta d’una cosa che capita solo in condizioni assai particolari –cioè a patto che abbiate (come dire?) una fama un tantino “sinistra”…


 

nerd-2523216_640

Un nerd

 

FERIE

Son timido: non è che questo.
Però mi dicono informatico incallito,
“affetto” da due lenti
tanto tonde quanto spesse,
nonché, accidentaccio!,
da nevrotica freddezza
per la razza umana tutta.
Insomma i miei colleghi la pensano così.
Per questo già in aprile
mi domandano con scherno:
«In estate dove andrai?
Al Polo Nerd?».

Pietro Pancamo
CHI SONO

 
 
 
 

Avvertenze:
• Tutti i diritti, relativi ai documenti, agli articoli, alle poesie, ai racconti e alle immagini che costituiscono questo post, appartengono ai legittimi proprietari.
• Alcune fotografie sono state scaricate mediante un programma automatico di download e si ignora pertanto se siano coperte o no da un copyright; ovviamente, su richiesta degli eventuali detentori di quest’ultimo, si procederebbe subito a rimuoverle.
• Prohibited the dissemination of text and photos without permission and without citing the author and source of information.

]]>
http://www.ilcofanettomagico.it/2019/07/27/poesia-di-luglio-ferie/feed/ 0
Scelte che arricchiscono la vita http://www.ilcofanettomagico.it/2019/07/22/scelte-che-arricchiscono-la-vita/ http://www.ilcofanettomagico.it/2019/07/22/scelte-che-arricchiscono-la-vita/#comments Mon, 22 Jul 2019 06:15:02 +0000 http://www.ilcofanettomagico.it/?p=30053

Più e più volte Cristina, la direttrice del Cofanetto Magico, mi ha chiesto di raccontare le mie esperienze di medico in Africa.
Ho sempre declinato l’invito perché pensavo -ed ancora penso- che è facile cadere nel patetico, stimolare, magari inconsciamente, sentimenti pietistici che portano chi legge ad una reazione emotiva e non ad una razionale visione dei problemi che affliggono le popolazioni più svantaggiate del pianeta.
Non approvo, ad esempio, gli inviti televisivi a donazioni a ONG o ONLUS, in cui vengono esposti (talora un po’ morbosamente) bimbi africani sofferenti per suscitare emozione e volontà a donare.
Non capisco perché, quando nei telegiornali si mostrano bambini nel nostro paese i volti vengono oscurati, mentre per quelli in Africa no: niente privacy, protezione, dignità per loro. Anzi, sembra che indugiare sulle mosche che colonizzano i volti di quei poveri bimbi sia lo stimolo maggiore a donare.
Io credo che mostrare bimbi che giocano in una scuola costruita con fondi istituzionali o da donazioni, sia un messaggio più potente perché mostra il raggiungimento dell’obbiettivo.
D’altra parte, ormai, la nostra società vive di emotività e non di razionalità: dalla politica, allo sport, ai fatti di cronaca si mira più a colpire “lo stomaco”, a suscitare reazioni immediate e, spesso, incontrollate che a stimolare il pensiero razionale.
Eppure, le popolazioni “povere” hanno bisogno di supporto strutturato e non episodico, ma questo è un discorso che coinvolge le nazioni ricche ed i fondi destinati alla cooperazione internazionale in loco.

Ristrutturazione di una clinica rurale in Swaziland (eSwatini)

Per accogliere parzialmente l’invito di Cristina, vorrei soffermarmi su aspetti esistenziali e sociali della nostra vita in Africa.
A tutti è capitato di chiedersi: «Ma io che ci faccio qui? Perché ci sono venuto?». A me, a dire il vero, è successo poche volte.
So per certo che non era una domanda suscitata da un sentimento negativo, un modo di dire «chi me l’ha fatto fare»: anche in situazioni difficili non ho mai rimpianto le mie scelte.
Mi ricordo bene di alcuni momenti in cui mi sono domandato, a posteriori, che cosa mi avesse spinto a certe decisioni che, spesso, hanno cambiato la mia vita e, quando deciso collegialmente, anche quella della mia famiglia.
Mi sovviene che non sono riuscito a darmi risposte precise: non è facile dare risposte a quesiti esistenziali. Certamente la voglia, o forse la presunzione, di poter incidere positivamente sulla salute delle popolazioni svantaggiate, ha giocato un ruolo fondamentale.

La situazione più vivida nella memoria, perché all’inizio di una lunga carriera che ha segnato, in positivo, la mia vita (e della mia famiglia), è la prima missione per la Cooperazione Italiana in Zaire (ora RDC) nel lontano 1988.
Erano quasi le due del mattino e avevo appena finito di visitare un paziente giunto all’ospedale di Goma. Mi sono seduto su una panchina del porticato che fungeva da attesa pazienti.
La notte era calda, nessun rumore a parte quelli della natura e l’odore di bruciato tipico dell’Africa; solo chi ci è stato sa di cosa parlo: è difficile da descrivere.
Quella notte mi sono detto «perché sono qui?», mescolato con un dubbio: «ho fatto bene a trascinare qui la famiglia e soprattutto una bimba di 5 anni?».
La risposta fu immediata: «sì ho fatto bene».
Quando una moglie alla domanda: «mi hanno chiesto di andare in Zaire per il programma AIDS» risponde «quando si parte?» e la bimba si mostra entusiasta all’idea di andare a vedere i leoni, cosa si può desiderare di più?
Non sono mancate le critiche: andate a farvi mangiare dai leoni e ad ammalarvi, rinunci a far carriera in Italia, quella povera bambina! ecc.
Riguardo alla carriera in Italia: sapendo come si giunge talora (se non spesso) a posizioni di vertice, beh! Non m’interessava.
A dire il vero, la “povera bambina” è quella che più ricorda con piacere gli anni africani, le amicizie, scuole che facevano crescere e maturare in tutti gli aspetti: teoria, manualità, sport, socializzazione, solidarietà.
L’impressione è che la scuola italiana sia orientata solo a creare geni.
In Zaire, nella scuola belga che Irene frequentava, ogni tanto i bimbi si sgranchivano le gambe, cosa che in Italia non si poteva fare perché: “Se si va in cortile i bimbi corrono, cadono, si fanno male e la responsabilità è degli insegnanti”.
Da che mondo è mondo i bimbi corrono, cadono e si sbucciano le ginocchia. I miei genitori mai si sono sognati di accusare gli insegnanti se arrivavo a casa lercio e graffiato.
Ora vedo che la situazione è addirittura peggiorata e si assiste a un’assurda conflittualità dei genitori iperprotettivi e iperpermissivi.
In Etiopia andammo, dopo lo Zaire, sempre pieni di entusiasmo e desiderosi di conoscere nuove realtà.
Qui la mia famiglia restò per poco tempo: la guerra civile stava acuendosi e giungendo allo scontro finale e i famigliari furono rimpatriati. Di quell’esperienza, con una ONG romana, ho un piacevole ricordo soprattutto delle persone con cui ho lavorato.

Restiamo su mia figlia come spunto per una disamina sull’accettazione delle differenze culturali e sociali.
In Sud Africa, sede della mia successiva missione, Irene arrivò nel luglio 1993, a 9 anni, durante le vacanze estive italiane.
Irene si lasciò convincere ad entrare nella classe multietnica come visitatrice (essendo nell’emisfero sud il calendario scolastico è diverso dal nostro).
Pur non sapendo una parola d’inglese, con la capacità tipica dei bimbi di trovare mezzi di espressione universale, iniziò a interagire con le compagne: di Irene, fin da piccola, abbiamo sempre ammirato la curiosità, il voler sperimentare.
Importante è notare che fu accolta con entusiasmo ed interesse: tutte volevano sapere da dove venisse, come era l’Italia, ecc. Non era una “diversa”, ma un valore aggiunto alla classe.
Da segnalare, come opposto atteggiamento, che, al ritorno a scuola in Italia dallo Zaire, nella classe iniziò a girare la voce che Irene era figlia di nomadi. Nessuna curiosità di conoscere le esperienze di mia figlia la quale bellamente, con orgoglio, rispondeva che suo padre era un grande medico che salvava vite in Africa. Un novello Dottor Schweitzer, insomma!
In Sud Africa, nel giro di pochi mesi, imparò l’inglese.
Venne ottobre, termine ultimo per tornare in Italia, ma lei decise di restare poiché gran parte del programma era simile a quello italiano svolto prima di partire. Alla fine dell’anno scolastico (a dicembre), fu promossa.
Riuscì persino ad imparare a comunicare in Zulu. E così passarono 3 anni.
Compiti a casa inesistenti, pochissimi libri che si lasciavano dentro il banco a scuola. Gite ufficiali e, spesso, la domenica festicciole a casa di amiche a turno.
Prima di una gita scolastica ci venne chiesto di fornire ad Irene anche vestiario eventualmente da buttare ed occhialini da piscina. Il perché lo capimmo quando tornò a casa con quei vestiti, ormai un ammasso di fango, in un sacchetto di plastica: uno dei giochi (sorvegliati) in gita era quello di nuotare in una grande pozza di acqua fangosa. Ogni tanto, guardando le fotografie, Irene ricorda quanto si era divertita a fare qualcosa di assolutamente fuori dalle regole.

Dopo la nuotata nel fango: Irene è di spalle in mezzo (almeno credo)

A proposito di solidarietà vorrei menzionare un episodio cui ho assistito durante le gare sportive a squadre. Alla staffetta dovevano partecipare tutte le alunne (a meno di malattie o infortuni).
Alcune ragazze erano decisamente sovrappeso, al limite del patologico, eppure tutte le compagne, le avversarie e tutti i genitori presenti le incitavano vedendole arrancare a fatica.
Che differenza con quello che successe tornati in Italia durante i Giochi della Gioventù cui Irene partecipò nella staffetta: genitori presi a insultare i piccoli atleti rei di aver battuto i propri figli se non, addirittura, di averli ostacolati. Ora è ancora peggio.
Dei miei tanti anni in Swaziland (ora chiamato eSwatini) ho una struggente nostalgia che, probabilmente, è emersa quando ne ho scritto anni fa.
Poter avere fondi extra durante un’epidemia di colera per farmaci e materiali e per costruire piccoli acquedotti onde evitare che la popolazione attingesse acqua dal fiume, è un ricordo tra i più piacevoli. La gioia quando l’acqua sgorgò dai rubinetti i canti e balli e la festa popolare di ringraziamento!

A sinistra acquedotto a Shewula; a destra a Etimambeni (Swaziland-eSwatini)

Durante una di queste mi agghindarono col costume tradizionale Swazi: ne fui commosso ed onorato: è uno dei più bei ricordi che mi porto dietro.
Incontrare le comunità per spiegare il progetto ed avere la collaborazione nella costruzione è stato istruttivo perché ad esempio, in Swaziland (e non solo), il parere degli anziani è fondamentale.
Essere chiamati nonno (Nkhulu in Siswati) è un onore, è segno di rispetto e non ha sempre significato “famigliare”: il nonno è un saggio.
Che differenza con il modo in cui vengono trattati gli anziani da noi.

Certamente ci sono anche aspetti negativi o semplicemente spiacevoli e tristi, nel lavorare all’estero, primo fra tutti il dover lasciare per sempre gli amici e la commozione dei colleghi locali con cui avevi collaborato o, purtroppo, perdere tristemente per strada colleghi e amici.
La difficoltà di interagire con culture diverse e con persone con aspettative talora di impossibile realizzazione è stata costante ma, nello stesso tempo, stimolante e istruttiva.
Nei miei articoli per il Cofanetto ho sempre parlato di viaggi e storia africana. Essi rappresentano un elemento importante nella genesi della nostra nostalgia per quei tanti anni passati laggiù. Come ho avuto modo di dire “il mal d’Africa” non è una sensazione che si può provare dopo una vacanza di 15 giorni mostrando le diapositive in salotto.
Con tutto il rispetto per i sentimenti individuali, è solo calandosi a lungo nella realtà locale che si possono, a posteriori, ricordare, eventualmente con nostalgia, quei momenti.
Tornando al mio lavoro in Cooperazione: non ho salvato centinaia di vite (forse qualcuna), non era quello il compito principale, ma aver contribuito, in piccolo, al progresso sanitario di un paese, quello sì.
Se in famiglia abbiamo nostalgia? Tanta. Se mi mancano le missioni di cooperazione e i rapporti coi colleghi ed amici? Molto.
Ed è triste vedere che i fondi dedicati sono sempre più scarsi. Ma questo è terreno politico e morale che esula da queste memorie.

Conferenza per tecnici di laboratorio organizzato dalla Cooperazione Italiana, 2010 (Swaziland-eSwatini)

Testo e foto di Mauro Almaviva

Mauro Almaviva
CHI SONO

Proibita la riproduzione del testo e delle foto senza previo pemesso dell’autore e senza citare la fonte.
No part of this publication may be reproduced or transmitted, in any form or any means, without prior permission of the publisher and without indicating the source

]]>
http://www.ilcofanettomagico.it/2019/07/22/scelte-che-arricchiscono-la-vita/feed/ 0