Archive for marzo, 2015

Editoriale di aprile: solo per adulti. 50 sfumature di grigio.

martedì, marzo 31st, 2015

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Non preoccupatevi, cari, fidati, adulti lettori online, cofanetti magici,

non voglio parlarvi di questo libro e neppure del film, che mi hanno riferito essere piuttosto noioso. Nel senso….niente di nuovo sotto questo cielo. Un po’di sesso malato, un po’ di sesso sfrenato, desideri inconfessabili. C’è chi ha vissuto una storia del genere, chi vorrebbe viverla per curiosità, chi non ci pensa affatto.
A me, se debbo essere sincera, non hanno mai attratto le fantasie a base di schiaffoni! Men che meno l’idea di essere legata ad un letto, incapace di muovermi e di scappare….

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Esclusivo. Il pilota dell’aereo A320 schiantatosi sulle Alpi non doveva trovarsi su quell’aereo. Aveva sostituito un collega.

venerdì, marzo 27th, 2015

Andreas, apri quella porta, altrimenti muoriamo tutti!

Patrick Sonderheimer, il pilota dell’aereo A320 della compagnia Germanwings, fracassatosi sulle Alpi francesi, partito da Barcellona e diretto a Düsseldorf, aveva lasciato i comandi al copilota per recarsi alla toilette. Come poteva pensare che nel giro di pochi minuti proprio lui, Andreas Lubitz (27 anni) avrebbe causato volontariamente la morte di tutti, equipaggio e passeggeri?
149 persone hanno perso la vita.

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Poesia di marzo: “Formule di parole”

venerdì, marzo 27th, 2015

Jusepe de Ribera, Il sogno di Giacobbe

 

L’alchimia della poesia domina incontrastata in Formule di parole: i sogni fanno da schermo alla notte e permettono la metamorfosi. Proprio nel sogno avviene la metamorfosi e il ribaltamento: è la sabbia del deserto che rimanda il calore al sole/vita e non viceversa. (altro…)

L’incomparabile spettacolo dell’alba a Sossusvlei, in Namibia

domenica, marzo 22nd, 2015

Sossusvlei

Sossusvlei (coordinate S24 44.442 E15 17.285)

Si deve partire dal campeggio di Sesriem quando è ancora buio per giungere all’alba a Sossusvlei che si trova ad una sessantina di chilometri. La strada è asfaltata fino a un parcheggio ove, chi non possiede un buon fuoristrada, può utilizzare un servizio navetta: l’ultimo tratto è, infatti, una pista sabbiosa che noi abbiamo potuto percorrere con la nostra Land Rover Defender.
Sossusvlei (stagno senza uscita; vlei in Afrikaans significa pozza, stagno, acquitrino), Deadvlei (stagno morto), Hiddenvlei (stagno nascosto) sono piccole spianate di argilla e sale circondate da alte dune.
Fanno parte del Parco Nazionale Namib-Naukluft della Namibia e sono tra i luoghi più visitati dell’Africa meridionale .

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Storia di un miracolo. Le straordinarie avventure in Russia di Albano e Romina, Riccardo Fogli, Umberto Tozzi, Pupo.

lunedì, marzo 16th, 2015

Una… foto d’epoca di Elizaveta con i Ricchi e Poveri

Oggi pubblico un bell’articolo di Elizaveta Chouryguina, che voi avete già conosciuto attraverso una recente intervista di Valentino Di Persio, tradotta pure in russo. Un servizio molto interessante per due motivi: per la padronanza, quasi perfetta, che Elizaveta ha della nostra lingua, e per la ricchezza del suo pensiero, che sa esprimere in modo compiuto ed interessante, con pennellate di colore piene di luce. Senza mai stancare. Come leggerete Elizaveta ha parlato del successo di alcuni cantanti italiani molto famosi che sono approdati in Russia, ottenendo nel suo Paese altrettanto successo. Celentano, Albano e Romina Power, Toto Cutugno, Pupo Riccardo Fogli, Ricchi e Poveri, Gianni Morandi, Mattia Bazaar …
Alcuni li ha conosciuti personalmente, come Pupo e Albano. All’incontro con Al Bano ho assistito io stessa, l’estate scorsa, a Cellino San Marco, in Puglia, quando Elizaveta si trovava nelle sue tenute per accompagnare un gruppo di ragazzi russi che avrebbero ricevuto lezioni di cucina e di canto.
Elizaveta vive a Roma: è una donna sensibile, dotata di una grande forza interiore e di un’intelligenza pratica che la porta a realizzare sogni…all’apparenza irrealizzabili. L’ultimo suo progetto, a carattere turistico musicale, si chiama “viaggiando con le stelle”.
E lei di viaggi se ne intende, essendo in possesso di ben 4 diplomi nel settore del turismo. Infatti parla sei lingue ed ha conseguito due lauree: una in lingue e metodologia dell’insegnamento e l’altra in archeologia e storia dell’arte (ottenuta all’Università la Sapienza). A questo punto non vi resta che leggere le avventure di grandi personaggi, sin dal loro esordio nella grande Russia, un Paese che amerete pure voi;anche attraverso l’amore che il meraviglioso popolo russo ha nei confronti dell’Italia e della nostra bella musica. A questo punto concludo con un pensiero e una preghiera rivolti proprio ai nostri fratelli russi che stanno soffrendo e morendo in Ucraina; sperando che questa assurda guerra finisca subito. Completamente. E per sempre.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Elizaveta Chouryguina a Cellino San Marco. Estate 2014

In queste persone apparentemente “semplici” c’è qualcosa di straordinario. Sono passati 20 anni, è cambiata un’intera generazione, ma questo fenomeno non solo non passa, ma, al contrario, è come se fosse arrivata una seconda ondata di popolarità della musica leggera italiana in Russia. Molti cantanti bravi e simpatici apparvero sull’orizzonte musicale fin dagli anni 80/90 e da allora nessuno li ha mai potuti oscurare. In Russia sono divenuti un vero miracolo: Celentano, Albano e Romina Power, Toto Cutugno, Pupo (all’anagrafe Enzo Ghinazzi) Riccardo Fogli, Ricchi e Poveri, Gianni Morandi, Mattia Bazaar

La bellissima Cattedrale dell’Arcangelo Michele, al Cremlino, Mosca. Settembre 2010 (foto Hans Linsen)

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Zeus il mio magnifico cagnolone. Ora riposa in un’immensa terra piena di alberi e uccellini.

mercoledì, marzo 11th, 2015

Avevo poco più di 16 anni quando, accompagnata dal mio primo fidanzato, Mimmo, decisi una domenica mattina di andare al canile comunale ( allora ancora pienamente funzionante ) per adottare un cucciolo di cane.

cucciolo

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Festa della donna. Meglio sola o mal accompagnata? La velata malinconia dei numeri primi.

domenica, marzo 8th, 2015

Che senso ha oggi la festa della donna? Almeno professionalmente sembra raggiunto tutto il raggiungibile, ma non basta una Samantha per cantar vittoria, lo sappiamo bene, my God!
Nel rapporto col nostro sesso, nel confrontarci con l’uomo siamo davvero cresciute? Probabilmente non troppo. La solidarietà, la complicità, la “squadra” con le nostre simili stenta a manifestarsi (gli allenatori sportivi di giovani donne lo sanno bene) e ciò probabilmente si riflette anche nei rapporti con “lui” : il nostro agitarsi senza una convinzione profonda svanisce spesso dopo gli anni giovanili ed esercita solo una vaga azione di disturbo sulle convinzioni maschili più radicate di possesso e di correzione della partner.
Dunque: meglio sole o accompagnate? Risposta facile: meglio bene accompagnate, ma per lo più resta una pia aspirazione.

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Koning Willem Alexander met de mooie koningin Maxima uit Holland en de prachtige Rania van Jordanië tegen de gruweldaden van de oorlogen in het verleden en in het heden. Tussen verschrikking, tranen en woede.

venerdì, marzo 6th, 2015

Auschwitz-Birkenau, 27 januari 2015. Koning Willem-Alexander met koningin Maxima Zorreguieta, Argentijnse, in gebed verenigd in het beruchte trieste concentratiekamp met de gaskamers in Polen. De Hollandse koning draagt een typisch joods hoofddeksel als teken van respect voor de vele slachtoffers van de afslachting gepleegd door de nazi’s. Foto ANP.

70 jaar na deze verschrikkelijke oorlog en het vergassen van deze arme joodse slachtoffers van een onmenselijke vervolging, wreed en onbegrijpelijk, heeft de gehele wereld zich nog een keer verzameld in het Poolse concentratiekamp van Auschwitz-Birkenau, afgelopen 27 januari.
Er waren 49 landen vertegenwoordigd, men had kaarsen geplaatst waar de nazi’s het bloedbad hadden aangericht gedurende de tweede wereldoorlog. Grote afwezige was de Russische president Poetin. Toch waren het juist de Russische troepen, die vervolgens door een overval op dit concentratiekamp te doen, de overgebleven joodse gevangenen konden bevrijden.

De Koninklijke Hollanders waren zichtbaar bewogen, intensief meelevend, met tranen in de ogen. Onmogelijk dit te vergeten! En te bedenken dat de vader van Willem-Alexander, prins Claus, man van ex-koningin Beatrix, Duitser was. Zoals opa Bernhard. Koning Willem-Alexander heeft deelgenomen aan de herdenking met een keppel op, de hoofdbedekking van de mannelijke joden in de gebedsruimte en vaak ook in het dagelijkse leven. Een teken van respect voor een religie uit een andere cultuur, dat heeft iedereen verrast. Naast hem premier Mark Rutte, die ook een keppel op heeft. Een teken van genegenheid voor de vele slachtoffers die stierven door deze gruweldaden, lijdend in deze verschrikkelijke kampen. Als teken van veroordeling tegen deze oorlogen en de menselijke slechtheid waaraan wij geen motivatie of excuus mogen verbinden.

De mooie koningin Rania van Jordanie met haar man koning Abdulah II. Mooi, verliefd en gelukkig.

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Re Willem Alexander d’Olanda con la bella regina Maxima e la splendida Rania di Giordania contro le atrocità delle guerre, passate e odierne. Fra orrore, lacrime e rabbia.

martedì, marzo 3rd, 2015

Auschwitz-Birkenau, 27 gennaio 2015. Il re Willem Alexander con la regina Maxima Zorreguieta, argentina, raccolti in preghiera nel tristemente famoso campo di concentramento e sterminio in Polonia. Il regnante olandese indossa il tipico copricapo ebreo in segno di rispetto per le tante vittime dell’eccidio compiuto dai nazisti. Foto ANP.

A 70 anni da quella terribile guerra e dallo sterminio di poveri ebrei vittime di una persecuzione inumana, crudele ed incomprensibile, ancora una volta il mondo intero si è riunito nel campo di concentramento polacco di Auschwitz, il 27 gennaio scorso. C’erano le rappresentanze di ben 49 paesi, che hanno posato tante candele nel luogo della strage di ebrei perpetrata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Grande assente il presidente russo Putin; eppure furono proprio le truppe dell’Unione Sovietica di allora a liberare i prigionieri ebrei sopravvissuti, facendo irruzione in quel lager! I giovani reali olandesi erano visibilmente commossi, intensamente coinvolti, con gli occhi velati di lacrime. Impossibile dimenticare! E pensare che il padre di Willem Alexander, il principe Claus, marito dell’ ex regina Beatrice, era tedesco. Come il nonno Bernhard. Re Willem Alexander ha partecipato alla commemorazione indossando il kippah, il copricapo usato dagli ebrei maschi nei luoghi di culto e spesso anche durante la vita quotidiana. Un segno di rispetto per una religione ed una cultura diversi, che ha colpito tutti. Accanto a lui anche il premier Mark Rutte, che pure portava il kippah. Un segno di affetto per le tante vittime che morirono fra atroci sofferenze in quei campi maledetti. Unito ad segno di condanna per le guerre e la cattiveria umana, a cui non debbono essere concesse motivazioni e scusanti.

La bellissima regina Rania di Giordania, con il marito re Abdullah II. Belli, innamorati e felici.

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Editoriale di marzo. Mamma non uccidermi! Dall’Olanda una proposta: sterilizzare le madri snaturate.

domenica, marzo 1st, 2015

Cari Cofanetti magici, affezionati lettori,

il mio editoriale di questo mese non è allegro perchè sono triste. Non solo triste. Sono sconvolta per tutti questi omicidi di bambini, molti dei quali avvengono in famiglia. Molti dei quali avvengono anche per l’incuria dei familiari! Piccole vittime spesso strappate alla loro innocenza, alla felicità che ogni bimbo dovrebbe avere il diritto di assaporare. Ai giochi, all’amore materno.

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