Archive for the ‘Cultura’ Category

L’epifania tutte le feste porta via…

venerdì, gennaio 8th, 2021

Un tempo qui a casa Caramia, l’Epifania, era forse la festa più importante, con mamma si riempivano le calze (dei collant per papà, perché erano più capienti) nelle quali si inserivano scherzi utili come le arance, la carta igienica, la pasta e altre golosità per il palato e persino del finto carbone. Era una tradizione nostra, divertente, privata che proseguiva in giornata con ì festeggiamenti del compleanno di nonna Angela. Da quando sono andate via, la famiglia ha deciso in quel giorno di riunirsi, nel ricordo che abbiamo di loro, nell’amore che ci hanno trasmesso, nel rispetto per le tradizioni che ci hanno tramandato.

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Poesia di dicembre: “Invictus” (di William Ernest Henley)

domenica, dicembre 27th, 2020

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Cari amici de «Il Cofanetto Magico»,
come recita un detto scherzoso, a Natale ogni dono vale. Perciò –al termine di un anno così difficile e tragico (segnato, come sappiamo, da un terribile dramma: la pandemia da Covid-19, ovviamente)– voglio augurarvi non solo buone Feste e buon 2021, ma anche buona speranza, con un famosissimo componimento in versi del coraggioso scrittore e giornalista inglese William Ernest Henley. Felice lettura!

Pietro Pancamo
CHI SONO

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Il Miracolo

martedì, dicembre 8th, 2020

Con PET (acronimo di tomografia a emissione di positroni), in campo medico viene indicata una tecnica diagnostica di medicina nucleare per accertare la presenza di metastasi nell’organismo umano. Per i malati di tumore questa viene eseguita periodicamente, per verificare l’efficacia di una terapia oncologica.
L’ultima che ho fatto in ordine di tempo risale a circa un mese fa. Il responso è stato a dir poco straordinario, inatteso rispetto alla PET di un anno prima che metteva in evidenza una serie incredibile di metastasi in svariate parti del corpo. In questa, invece, il responso è stato: buona risposta metabolica al trattamento in corso a livello linfonodale e scheletrico con modesto residuo di malattia, a carico dell’ala iliaca sinistra, di L3 ed L4. Roba da fare salti in alto per la gioia.

Quando, dopo qualche giorno sono andato alla visita di controllo, l’oncologo ha mostrato solo piccoli segni di soddisfazione di quel risultato, per me strepitoso. –Andiamo avanti così.– si è limitato a dire, senza particolare enfasi. –Dottò!– l’ho apostrofato –Mi sbaglio o sono sulla strada della guarigione?– Lui senza distogliere lo sguardo dalla tastiera del computer mi ha risposto che in campo oncologico la guarigione è una opzione rara. Col tumore ci si può convivere anche bene e a lungo ma difficilmente si guarisce. Fine di una illusione, il cielo ti ripiomba addosso e il baratro ti si riapre davanti.
Completamente diversa, invece, è la storia di Fabrizio, un giovane che vive da solo sul promontorio che sovrasta Silvi Marina, in provincia di Teramo. Di lui me ne aveva parlato mio fratello Franco che lo conosceva ancor prima che gli venisse diagnosticato un tumore al bacino dal quale è perfettamente guarito. Siamo andati a trovarlo una tiepida sera di ottobre.

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Poesia di novembre: “L’ombra è la nostra vera dimensione” (di Elena Petrassi)

venerdì, novembre 27th, 2020

Ricostruzione grafica di un buco nero

 

Ha pubblicato con l’editore Moretti&Vitali le raccolte di liriche Il calvario della rosa e Sillabario della luce, mentre con ATí editore i romanzi Frammenti del tredicesimo mese e In giornate identiche a nuvole. Senza contare poi che suoi testi, recensioni, articoli e saggi sono apparsi sulle riviste «Poesia», «Atelier» e «Internazionale». Ovviamente sto parlando, cari amici del «Cofanetto Magico», di Elena Petrassi, letterata milanese che, nella sua silloge di versi Scrivere il vento, sembra non solo voler proclamare, fra cadenze e immagini da salmo biblico, che la poesia è carne d’anima (come forse Gesù Cristo), ma anche aggiungere, con schiettezza quasi scientifica: «La vita è quell’ammasso di luce che il buco nero della morte trattiene in sé a forza (di gravità)».

Pietro Pancamo
CHI SONO

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A proposito di Rampina…

domenica, novembre 8th, 2020

Immagine realizzata da Marica Caramia, ispirata dalla
favola di Rampina di Valentino Di Persio

Dopo le lotte per la sopravvivenza contro lupi e mute di cani randagi, Rampina ha dovuto affrontare la sfida più difficile, quella contro l’uomo padrone, ed io poco potevo fare per difenderla da lontano. La cavallina era cresciuta sotto le mie ali protettrici da quando l’avevo strappata alla morte nel maggio 2017 in Abruzzo. «Se la mangeranno i lupi stanotte!» aveva detto la veterinaria, dopo svariati tentativi per farle bere del latte di vaccino.
Stella, la mamma, aveva già preso la strada per Cannatina lasciandola lì per terra in fin di vita. Saverio, il proprietario, se ne era andato anche lui con una scusa.

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Poesia di ottobre: “La piccionaia” (di Franco Romanò)

martedì, ottobre 27th, 2020

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Un eremo

 

La poesia è “un eremo di vento” in cui benigne influenze provenienti da maestri quali Penna, Di Giacomo, Campana e Quasimodo si mescolano in un tumulto incantato di esperienze, ricordi e viaggi, chiamato speranza, e che volendo consiste in un prezioso ingresso di sicurezza, capace di spalancare le porte d’una delicata promessa di gioia (o almeno appagamento). Ecco spiegato in sintesi il componimento La piccionaia, il cui autore Franco Romanò –saggista più volte apparso in volumi come Forme attuali del totalitarismo (Bollati Boringhieri) e su periodici di prestigio come «Costruzioni psicanalitiche» (Franco Angeli), «Testuale» e l’«Annuario di Poesia Crocetti»– ha al proprio attivo una vasta serie di pubblicazioni: ad esempio le raccolte di versi Le radici immaginarie (Campanotto) e L’epoca e i giorni (Viennepierre), nonché i romanzi Lenti a distacco (Excogita) e Sguardi di transito (Azimut).

Pietro Pancamo
CHI SONO

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Poesia di settembre: “Alberi” (di Chiara Olivero)

domenica, settembre 27th, 2020

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Chiara Olivero –redattrice professionista che ha lavorato per il Gruppo Rcs, trovando poi impiego presso Altroconsumo– ha da poco dato alle stampe, con l’Editrice Puntoacapo di Alessandria, una silloge poetica intitolata Tutte le distanze. Di quest’ultima, cari amici de «Il Cofanetto Magico», son lieto di presentarvi un breve componimento, che esprime un concetto quasi francescano: per arrivare in alto e raggiungere dunque i cieli della vita, dobbiamo prima affidarci alla più pura tra le varie forme conosciute di umiltà; mi riferisco alla pazienza, ovviamente: infatti essa soltanto –sempre capace com’è d’aiutarci a superare indefettibilmente le numerose condanne dell’incertezza– sa tenerci efficacemente alla larga da qualsiasi tentazione (se non tentativo) di arrenderci alle sconfitte o, peggio ancora, ai facili miraggi dell’esistenza umana.

Pietro Pancamo
CHI SONO

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Un libro contro il femminicidio. “Il fascino indiscreto dell’impermeabile bianco” di Valentino Di Persio

martedì, settembre 8th, 2020

Il 20 agosto 2020 durante la serata dei “Gelati letterari”, organizzata da Edizioni Solfanelli a La Playa di Pescara con la collaborazione dell’artista e scrittore Antonio Fagnani, ho avuto il piacere di presentare il libro del mio caro amico Valentino di Persio, intitolato “Il fascino indiscreto dell’impermeabile bianco”.

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Poesia di agosto: “Il mio spazio” (di Livio Spanò)

giovedì, agosto 27th, 2020

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Un “terremoto di vento”

 

Il siracusano Livio Spanò è un poeta e pittore astrattista, che nel 2015 ha preso parte al progetto grafico “Letteratura incisa”, culminato in una mostra collettiva presso la Biblioteca universitaria di Bologna.
Nei suoi testi –sempre caratterizzati da un sovrapporsi convulso d’immagini pressanti ed impellenti– violente faglie temporali (il presente e il futuro) entrano costantemente in collisione, generando non solo amarezza e confusione, ma anche rabbia, disillusione e un forte desiderio di quiete definitiva: forse di morte, quindi, o almeno di rinascita.

Pietro Pancamo
CHI SONO

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Poesia di luglio: “Contadino-soldato” (di Celeste Chiappani Loda)

lunedì, luglio 27th, 2020

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Grant Wood, American Gothic, dipinto ad olio del 1930 (dettaglio)

 

Nella silloge M’abbevero a nord, la poetessa Celeste Chiappani Loda –la cui produzione è stata raccolta dall’Istituto per la storia dell’arte lombarda in un archivio aperto al pubblico– si prodiga in versi cupi che, resi scarni dall’estrema precisione del dettato, descrivono la morte e la vita come (f)orma l’una dell’altra, culminando talora in testi lirici ma anche beffardi, la cui struggente ironia è accentuata da un evidente tratto narrativo. Quest’ultimo spicca soprattutto in Contadino-soldato, un componimento dove la feconda vita dei campi diventa parodia, cioè morale tagliente e caustica, del funebre potere militare.

Pietro Pancamo
CHI SONO

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