Archive for the ‘Cultura’ Category

Guarda che Luna!

giovedì, aprile 18th, 2019

Buzz Aldrin sulla Luna

Bene, mettiamola così: se nell’estate del 1969 eravate già abbastanza grandi da conservarne memoria, di sicuro ricordate con esattezza cosa stavate facendo quella mattina del 21 luglio.
In ogni caso, siccome siamo entrati da qualche mese nell’anno del cinquantesimo, è più che certo che nei prossimi mesi tutti, ma proprio tutti parleranno della Luna.
Ed ecco dunque che abbiamo deciso di trasformare per una volta in rubrica di servizio, la nostra uscita mensile sul “Cofanetto Magico”. Ed augurandoci di ottenere ancora una volta il beneplacito della nostra Direttrice, ci accingiamo a regalare ai nostri lettori una manciata di curiosità a tema, che vi permetteranno di cavarvela egregiamente in ogni conversazione nella quale esca più o meno a sorpresa l’argomento “Luna”.

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Stress da laureati

lunedì, aprile 8th, 2019

Vi siete mai chiesti cosa succede ad un laureato dopo l’incoronazione e l’essere proclamato dottore? Molti risponderebbero ‘sollevati’, ‘felici’, ‘orgogliosi’, ‘realizzati’ e lo sono, davvero… ma la situazione, per molti di questi, cambia nel giro di poche ore.

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Poesia di marzo: “Fino alla domanda”

mercoledì, marzo 27th, 2019

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Cari amici del «Cofanetto Magico»,
per mantenere la calma, e quindi la speranza, anche nelle situazioni più critiche e tempestose, bisogna apprendere quanto prima tutti i segreti dell’ironia (che è la virtù dei forti o almeno dei cocciuti). Sul mercato, e nelle librerie, esistono manuali, magari in formato economico, che la insegnino a dovere (offrendovi perciò un’utile opportunità di vivere un po’ meglio)? Non so, a dire il vero. Per cui posso consigliarvi, al massimo, di leggere attentamente la poesiola che segue.

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Pasqualon, il poeta con la “laura”

lunedì, marzo 18th, 2019

A sinistra, Odoardo Giansanti detto Pasqualon, fotografato il 14/08/1932 dal fotografo Mancigotti. A destra, il monumento a Pasqualon, realizzato dall’artista pesarese Terenzio Pedini

Questa è la storia di un bambino nato in una piccola città di provincia a metà del 1800 e di come la sua vita sia cambiata più volte fino a farne non già un prete, come sognava sua madre, ma un acclamato poeta dialettale.

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Il giorno della mimosa …

venerdì, marzo 8th, 2019

… potrebbe essere la giusta definizione dell’8 marzo, giorno caro alle donne. La mimosa è la fioritura che anticipa la primavera e precede l’esplosione della natura e dell’euforia in milioni di donne nel mondo. Una boccata di consapevolezza della propria forza, del coraggio, e della piena coscienza di quello che nella società esse rappresentano. Per lungo tempo è stato ritenuto, a torto, che la festa delle donne fosse legata a un evento doloroso che vide perire un centinaio di donne in un incendio scoppiato in una camiceria, a New York. In tal caso non potrebbe trattarsi di una festa, bensì di un ricordo nefasto, che nessuna baldoria potrebbe mai cancellare. E’, invece, una festa che simboleggia il riscatto della donna nella società civile, il riconoscimento dei suoi diritti in campo sociale, economico e politico, senza venir meno al suo ruolo imprescindibile in seno alla famiglia. Una doppia fatica che richiede energie, impegno, efficienza, sacrificio. Tutte qualità, queste, che le sono congeniali da sempre. Nelle società matriarcali in epoca arcaica, la donna veniva considerata potente forza della natura associata alla madre terra, perché generatrice di vita.

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Poesia di febbraio: “Nella vita”

mercoledì, febbraio 27th, 2019

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Ho una doppia vita, lo confesso.
Come, cari fans del «Cofanetto»?
Dite spia internazionale? Traditore coniugale?
No, son solo schizofrenico.
Ecco dunque la ragione
per cui spesso mi trasformo
in un turco addolorato
che d’umore assai cattivo,
e la mezzaluna sempre storta,
si lamenta con veemenza
ed in prosa un po’ piagnona:

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La grande litigata sotto il bombardamento.

lunedì, febbraio 18th, 2019

Uno scorcio della città tedesca Herzogenaurach

Cercando spunti da proporre come esercitazioni pratiche del “corso per raccontatori occasionali o seriali” che ho ideato e che da qualche settimana ha preso avvio presso l’Università dell’Età Libera della mia città (Pesaro), mi è tornata in mente una vecchia storia curiosa che io avevo scoperto qualche anno fa, ma che ha avuto origine addirittura all’inizio del millenovecento.

E’ la storia di due fratelli dal carattere molto litigioso e di come questo aspetto personale sia riuscito addirittura a dividere gli abitanti del loro paese in due distinte fazioni, separate fra loro in tutto, dal tifo sportivo alla fede religiosa, dal modo di vestirsi alla scelta di negozi, ristoranti e locali da frequentare.

Nel piccolo paese bavarese si viveva dunque separati non solo dal fiume Aurach che la attraversa, ma, come per i Montecchi e i Capuleti nella Verona del 1500, pur senza mai arrivare al fatto di sangue come nella vicenda di Giulietta e Romeo, anche là erano osteggiati i rapporti sentimentali e anche personali tra gli appartenenti alle due fazioni.

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Il Festival di Sanremo come sempre unifica l’Italia

lunedì, febbraio 11th, 2019


Alto indice di ascolti. Belle canzoni, la conduzione un po’stentata. Il pianista deve andare in bagno e tutto si blocca. Loredana Bertè diserta lo studio di Domenica in con grande dispiacere di Mara Venier, premiata però dagli alti indici d’ascolto del suo programma.

Claudio Baglioni, Virginia Raffaele, il vincitore del Festival di Sanremo 2019 Mahmood e Claudio Bisio.

Anche quest’anno un alto indice di ascolto per il Festival di Sanremo. L’ultima serata ha raggiunto il 56.5% di share ed è stata seguita da 13 milioni di telespettatori! Ha proprio ragione il mitico Vincenzo Mollica, che ha dopo la finale ha dichiarato: “ Sanremo è una festa nazionale, come il 2 giugno. Unifica l’Italia”.

Virginia Raffaele in un suo pezzo esilarante sulla musica della Carmen di Bizet

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La Puglia scopre Van Gogh

venerdì, febbraio 8th, 2019

Per chi non lo sapesse, Vincent Willem Van Gogh, nacque a Zundert, in Olanda, nel 1853. Era un pittore dotato di grande sensibilità artistica, definito geniale, folle e visionario. Un’anima tormentata che cercava sollievo nell’assenzio e trovava ispirazione in quel malessere fisico e psichico che lo rese vittima di se stesso alla sola età di 37 anni, all’circa due anni dopo il famoso gesto di autolesionismo che lo indusse ad asportarsi il lobo dell’orecchio sinistro, probabilmente a seguito di una litigata con l’amico pittore Paul Gauguin.
Iniziò ad esprimersi come artista verso i 30 anni. Creò all’incirca 1000 opere tra dipinti, acquerelli, litografie e incisioni all’acquaforte e tante furono le lettere che scambiò con suo fratello Theo, mercante d’arte, che sempre lo sostenne nella sua breve ma intensa vita.
Un impressionista, dal modo in cui usa i colori, che veste i panni dell’espressionista. Rappresenta una realtà distorta che non ha nulla di realistico, esalta il suo lato emotivo, il suo io interiore rispetto alla percezione oggettiva. Uno stile che lo renderà unico nel suo essere.

La Puglia, come altre regioni italiane, ha accolto l’opera di Van Gogh con grande rispetto e dedizione, omaggiando l’artista olandese tramite l’allestimento di mostre e iniziative che ne ritraessero le sue opere.

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Poesia di gennaio: “Mi dico”

domenica, gennaio 27th, 2019

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Apparsa l’anno scorso nella collana editoriale “I pertugi”, ideata e diretta dalla giornalista Gloria Chiappani Rodichevski, Mi dico, ovvero la brevissima lirica che propongo quest’oggi, è una poesiola che ho scritto relativamente da poco. Ad alcuni potrà sembrare, magari, un “certificato di guasta e debole costituzione (psichica)”, ma in realtà si limita ad esporre il mio attuale punto di vista sulla vita; un punto di vista in genere comune a tutti coloro (gli esseri umani al gran completo, quindi?) costantemente obbligati a confrontarsi con le angosce (più o meno “ingombranti”) della quotidianità.

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