Posts Tagged ‘natura’

La poesia di marzo: “Primavera” (di Vincenzo Cardarelli)

mercoledì, marzo 27th, 2024

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Cari amici del «Cofanetto Magico»,
siamo a marzo, finalmente, ed è quindi giunto il momento di lasciarci alle spalle l’inverno, per accogliere in allegria la bella stagione. A questo proposito vi offro una splendida poesia di Vincenzo Cardarelli; come vedrete, in essa l’arrivo della primavera è talmente carico d’incanto, che persino la città si converte per un istante alla natura, lasciandosi percorrere da venti campagnoli che portano con sé luce vibrante, colori intensi e raffiche incontenibili di gioia novella.

Pietro Pancamo
CHI SONO

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La poesia di luglio: “Estate” (di Salvatore Quasimodo)

giovedì, luglio 27th, 2023

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Dopo i famigerati rigori dell’inverno, l’incanto fatato e gentile della bella stagione, annullando “sortilegi” davvero antipatici, scorbutici e “stregoneschi” come ad esempio la pioggia torrenziale o il vento gelido, ci permette finalmente di riconciliarci con la natura e di sentircene fraternamente parte; allora proviamo subito un senso di serenità gioconda. Ma nel caso della serenità, “gioconda” è da sempre sinonimo di “profonda”. Sì, da sempre! E a ricordarcelo, ecco una poesia di Salvatore Quasimodo (autore che, con una certa dose di preveggenza –come mi ha fatto notare la cara Cristina Giongo–, avevo prescelto per questa pubblicazione sul «Cofanetto», prima ancora che in Italia si decidesse di dedicargli una delle tracce per i temi in classe della maturità).

Pietro Pancamo
CHI SONO

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“Non sono poeta” (un altro mese con Cheikh Tidiane Gaye)

giovedì, ottobre 27th, 2022

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Ecco una poesia in cui lo scrittore senegalese Cheikh Tidiane Gaye, servendosi di una snella fluidità espositiva ed esibendosi in un prolifico susseguirsi d’immagini paciose, riassume tutta una serie di semplici abitudini quotidiane (o meglio quoTidiane), per proporle come modello spirituale da seguire: esse infatti, tali e quali ad un ricordo onnipresente, tratteggiano uno stile di vita innocente e perfetto, capace d’ispirarsi –in ogni istante– ad una meravigliosa comunione d’intenti con la natura e, in particolare, col sorriso benevolo di una madre protettiva (se non provvidenziale, addirittura) il cui nome è… Africa.

Pietro Pancamo
CHI SONO

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Viaggi che lasciano il segno

venerdì, novembre 8th, 2019

Un programma ambizioso per chi é alla sua prima esperienza organizzativa di una gita turistica? Forse! Ma provarci non costa niente e ne vale sempre la pena. Un’escursione in Puglia, non avrebbe posto nessuna difficoltà se avessi optato per un viaggio mistico nei luoghi dove la sacralità è palpabile ed i pellegrini affluiscono numerosi. Tanto per citarne qualcuno, la Madonna dell’Incoronata (la Madonna nera), Padre Pio, Monte Sant’Angelo, San Nicola di Bari, San Nicola pellegrino di Trani e altri ancora.
L’intento era, invece, quello di far rivivere ai gitanti l’emozione di uno scampolo d’estate, fidando nel sole che, imperterrito, continuava a splendere in cielo anche ad ottobre inoltrato.

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Editoriale di luglio e agosto. La creatività è il Creatore. Si chiama Dio.

lunedì, luglio 1st, 2019

Sudafrica 2018. Foto di Maria Cristina Giongo. La natura, la flora, la fauna, sono un tripudio di colori inimitabili, fantastici!

Ogni tanto rivolgo una preghiera di ringraziamento a Dio, la mente geniale che ha ideato la meravigliosa natura in cui viviamo. Dove ogni cosa è stata “pensata“ in ogni minimo particolare. Dalle piante agli animali, all’emisfero celeste, dove ognuno ha un suo motivo di esistere, di svilupparsi; una sua funzione vitale, riproduttiva, incantevole. Miracolosa.

Sudafrica 2018. Le caratteristiche strisce bianche e nere del manto della zebra sono diverse in ogni individuo, proprio come l’impronta digitale dell’uomo; questa incredibile particolarità ha permesso agli studiosi di distinguere ogni singolo soggetto da centinaia di altri individui del tutto simili ma non perfettamente uguali. I ricercatori che monitorizzano le specie in via di estinzione utilizzano la diversità delle strisce di ogni soggetto proprio come un codice a barre. Foto di Maria Cristina Giongo

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Editoriale di maggio. Gli animali pensano, amano, ci capiscono. E ci osservano!

martedì, maggio 1st, 2018

Sudafrica, gennaio 2018. Foto Hans Linsen

Nella presunzione tipica di noi umani, crediamo di essere gli unici in grado di osservare la natura e gli animali che ne sono parte integrante. Ma il fatto di non poter leggere nelle loro menti non vuol dire che siano incapaci di pensare. Non vuol dire che non siano intelligenti, non provino emozioni, persino empatia.

Sudafrica, gennaio 2018. Sembrano umani i bellissimi occhi di questo bufalo.

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Firenze, una strada giardino fra arte, fiori, colori.

martedì, luglio 18th, 2017

Può, improvvisamente, una strada cittadina diventare un giardino? A Firenze può succedere anche questo dove la fantasia diventa il nuovo modo di concepire il mondo attraverso la scoperta della natura e le sue infinite declinazioni. Una strada che diventa un mare, un fiume, un oceano di fiori, nuovi modi per parlare con la gente, per comunicare il mondo in cui viviamo in una lingua fatta di colore e poesia, dove la forza gentile di fiori e farfalle ha creato, per un attimo, un’estensione del piacere nell’infinito della natura.

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I pipistrelli e piante carnivore usate come letto e pure gabinetto.

giovedì, luglio 7th, 2011

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Alcuni pipistrelli del Borneo ( l’isola più grande dell’arcipelago indonesiano) usano le foglie di certi tipi di piante carnivore a forma di calice come camera da letto; e pure come gabinetto! Nel frattempo le piante carnivore che si prestano a fare loro da culla ne approfittano per trarre nutrimento dai loro escrementi. La notizia è stata data da BBC News.

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L’uomo albero: gli orribili scherzi della natura

lunedì, luglio 13th, 2009

L’uomo albero

A volte la natura gioca dei brutti scherzi, con una tale, crudelecreatività”, che ci lascia allibiti, rattristati e anche inorriditi. Recentemente la televisione olandese ha mandato in onda un documentario su un uomo di 37 anni, indonesiano, alle cui estremità inferiori e superiori sono cresciute delle verruche a forma di radici. A causa di questa deformazione Dede Kosala, questo è il suo nome, è stato definito “l’uomo albero”. (altro…)