Viaggi che lasciano il segno

Un programma ambizioso per chi é alla sua prima esperienza organizzativa di una gita turistica? Forse! Ma provarci non costa niente e ne vale sempre la pena. Un’escursione in Puglia, non avrebbe posto nessuna difficoltà se avessi optato per un viaggio mistico nei luoghi dove la sacralità è palpabile ed i pellegrini affluiscono numerosi. Tanto per citarne qualcuno, la Madonna dell’Incoronata (la Madonna nera), Padre Pio, Monte Sant’Angelo, San Nicola di Bari, San Nicola pellegrino di Trani e altri ancora.
L’intento era, invece, quello di far rivivere ai gitanti l’emozione di uno scampolo d’estate, fidando nel sole che, imperterrito, continuava a splendere in cielo anche ad ottobre inoltrato.

Insomma, una ulteriore opportunità, per gli amanti del bello e del buono, per riempirsi gli occhi di azzurro, di voli di gabbiani, di distese infinite di vigneti e oliveti, e gustare le rinomate prelibatezze enogastronomiche che la regione è in grado di offrire. L’itinerario:
Polignano a mare, il paese che dette i natali a Domenico Modugno, con i suoi strapiombi mozzafiato sul mare;
Tenute di Albano Carrisi, un angolo di paradiso ritagliato nell’entroterra brindisina, con cena tipica nel Ristorante “Don Carmelo” e pernottamento nelle “suites” di “Casa Carrisi” tutte tassativamente arredate con mobili d’ulivo.
Il giorno successivo, Matera, la “Città dei Sassi”, Capitale Europea della Cultura 2019.

Il viaggio in pullman di ultima generazione, si è rivelato una gita allegra, spensierata, grazie all’atmosfera vacanziera che si era venuta a creare. Infatti, superate le reticenze iniziali, il gruppo si è amalgamato in un tutt’uno empatizzando, senza reticenze. L’allegria la faceva da padrona, tutto era così inaspettatamente perfetto. Tuttavia, nei momenti di relax, osservando la natura dai finestrini, qualcosa di anomalo saltava agli occhi. Un’insidia serpeggiava tra quegli alberi di ulivo secolari. Un attentato per un settore importante dell’economia locale, ricondotta a quei rami che scorrevano veloci attraverso i vetri dei finestrini, carichi sì di prezioso frutto, ma spesso frastagliati di foglie ingiallite, proprio quelle foglie che proverbialmente dovrebbero restare sempre verdi. Cosa sta succedendo? Ho chiesto alla mia cara amica Marica Caramia, pugliese DOC, che ha collaborato all’organizzazione del viaggio. La sua risposta, crea un certo senso di inquietudine.
«Purtroppo è dal 2012 che la “Xylella Fastidiosa” ha invaso le terre della Puglia, milioni e milioni gli ulivi infestati da questa malattia silenziosa che si innesca circa 3-4 anni prima di mostrare i segni… Un cancro non solo per l’economia ma anche per gli occhi di chi è abituato a vederlo sempre vegeto, verde e grande con i suoi millenni alle spalle. L’albero nato, secondo la leggenda sulla tomba di Adamo e che è entrato a far parte dell’umanità intrecciandosi con i racconti popolari, con la mitologia e la religione… ci ha mostrato un altro volto, quello della caducità e del mancato rispetto per la natura.
Diverse le teorie scientifiche al riguardo, tanti i controlli sul territorio, tanti gli alberi segnati da una x scarlatta, tanti i decreti di abbattimento e i roghi, tanti i piani di sradicamento che stanno spostando ulivi secolari oltre la zona cuscinetto (che oggi è sul segmento tra Bari e Taranto), tanti i trattamenti chimici in prova… eppure quella che sembrava una piccola epidemia tende ancora oggi a spostarsi di circa 2 Km al mese, ed a rischio non c’è solo il Salento ma tutta l’Europa.
»

In alto a sinistra, un albero d’ulivo ultramillenario all’interno del Villaggio di Al Bano e tre scene dei danni causati dalla Xylella

Ma tranquilli, l’ulivo è un albero sacro, forte e longevo, ed è per questo che non potrà mai perire. Infatti, la leggenda narra di una disputa tra Poseidone ed Atena per la supremazia sull’Attica. Avrebbe vinto chi avesse offerto al popolo il dono più utile. Poseidone conficcò il suo tridente al suolo e fece sorgere un cavallo potente e rapido, in grado di vincere tutte le battaglie; Atena, colpì la roccia con la sua lancia e fece nascere il primo albero di olivo, per medicare le ferite e offrire nutrimento alla popolazione. Zeus scelse l’invenzione più pacifica, così Atena divenne la dea della città che porta il suo none, Atene. Uno dei figli di Poseidone cercò, invano, di sradicare l’albero, ma, nel commettere il gesto sacrilego, si ferì mortalmente.

Valentino Di Persio
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2 Responses to “Viaggi che lasciano il segno”

  1. Complimenti, bellissimo articolo!

  2. Maristella scrive:

    Buongiorno cara Direttrice,
    con immenso piacere, leggo gli articoli del Cofanetto Magico…sempre ricco di interviste a Personaggi famosi e non…..quando si ”apre”il Cofanetto ….come per magia ci troviamo a leggere cose molto interessanti a volte articoli che arrivano dritti al cuore.Il Cofanetto è completo sotto ogni punto di vista:Tematiche sempre attuali,….Cultura Arte Poesia Moda Libri Animali Sport e tanto altro ancora.
    È con immenso piacere, trovarmi in questa Meravigliosa Grande Famiglia!
    E con lo stesso piacere leggo questo articolo nella Meravigliosa Terra quale è la Puglia.Bravo Valentino Di Persio e Marica Caramia che, attraverso questo viaggio hanno dato la possibilità di conoscere la bellissima Puglia….e l’angolo di Paradiso delle Terre Carrisi.

    Complimenti Maria Cristina Giongo
    Auguro una felice domenica alla Direttrice e tutti I Cofanetti Magici

    Maristella Grillo

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