Posts Tagged ‘pietro pancamo’

Poesia d’aprile: “Parole dal silenzio”

mercoledì, aprile 27th, 2016

 

Ascoltare il silenzio nel salotto comodo di casa nostra può restituirci un poco di serenità, dopo una giornataccia chiassosa di lavoro. Ma è più facile, a dire il vero, che ci porti lungo le vie della memoria (spesso così labirintiche da condurre solo a se stesse) e ci lasci dinanzi ai ricordi maestri della gioventù, quelli che (misteriosamente belli o misteriosamente brutti che siano) sorreggono ancora la nostra esistenza. A volte sono armoniosi come un’orchestra; a volte sono invece stonati e dissonanti, tanto che spirano accordi lugubri.

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Poesia di marzo: “Senso unico”

lunedì, marzo 28th, 2016

 

Cari lettori de «Il Cofanetto Magico»,
le strofe di questa poesia (che è poi la versione italiana della lirica in inglese che ho postato a febbraio) possono sembrare eterogenee o perfino estranee l’una all’altra; eppure, ve lo assicuro, c’è un “senso” ben definito che le accomuna, rendendole (o così almeno spero) un sincero ringraziamento per l’amore che Dio sempre ci dona.

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Poesia di febbraio: “One way”

sabato, febbraio 27th, 2016

 

Cari amici de «Il Cofanetto Magico»,
in omaggio a Papa Francesco, che di recente ha concesso un’udienza a Maria Cristina Giongo (ovvero la brava direttrice di questo sito), vi offro una poesia volutamente caratterizzata da un forte afflato religioso e, più precisamente, cattolico. Come potete vedere l’ho scritta in inglese, cioè una lingua che è indubbiamente universale, proprio come il messaggio d’amore che il cristianesimo tenta da sempre di veicolare.

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Poesia di gennaio: “In incognito”

mercoledì, gennaio 27th, 2016

 

Sebbene insonne di natura, vi auguro senz’altro un 2016 da sogno, cari amici de «Il Cofanetto Magico». E se nel corso dei tanti mesi che il nuovo anno sta per offrirci generosamente, vi capitasse prima o poi d’incrociare un feroce incubo notturno, potreste sempre “esorcizzarlo” e tenerlo a debita distanza, applicando il metodo infallibile che v’illustro di passata nella poesia seguente…

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Poesia di dicembre: “Tv”

domenica, dicembre 27th, 2015

Giorgione, L’adorazione dei pastori

 

Oggi è dicembre e nonostante il freddo vorrei restarmene a viaggiare. Ma non posso perché il globo terracqueo pullula di gente poco raccomandabile, secondo la quale dio si è manifestato sotto le specie del kalashnikov e della scimitarra, per innescare la prima guerriglia mondiale. E allora, dato che la morte imperversa dappertutto seppellendoci a vista, meglio affidarsi come sempre al Natale e lasciar parlare come ogni anno gli auguri. I miei dicono: «Speriamo di salvarci, cari amici, e di avere una vita serena, al riparo da qualunque dolore».

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“Strawberry-stop” (una recensione di Pietro Pancamo)

venerdì, novembre 27th, 2015

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La copertina di Strawberry-stop, silloge di liriche scritta da Luciano Troisio

 

Luciano Troisio, Strawberry-stop, LietoColle, Faloppio, 2008

In Strawberry-stop, libro di poesie che ha come protagonista il viaggio (ovvero l’estroso e perenne vagabondare dell’autore in terra asiatica), quasi ogni testo è caratterizzato da periodi sapienti e intricati che, mescolando principali e subordinate in un groviglio trafelato di parentesi ripetute (siano esse quadre o tonde), si manifestano per ciò che realmente sono:

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Un racconto di Pietro Pancamo: “Succederà”

martedì, ottobre 27th, 2015

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Pieter Bruegel il Vecchio, Il trionfo della morte

 

Da lunghissimi, imperterriti anni l’Inferno è solo un grande paesaggio brullo e polveroso. Infatti Satana se n’è andato: si è stabilito sulla Terra, abbandonando i vecchi locali.
È vuoto l’Inferno, tutto spento: senza più baldoria di peccati e vendette. Adesso la perfezione del Male è in Terra.

L’identikit della malvagità ha per connotati un paio di corna adunche, gli occhiali neri da sole e un ghigno felice.
Perché i diavoli amano il fuoco quanto amano l’Inferno e cercano di ricreare il loro habitat naturale incendiando e abbrustolendo: così (dopo aver sparpagliato benzina in abbondanza su alberi, palazzi, macchine, uomini, edicole, chioschi, cravatte, lasagne, contadini, psicologi e calzette) gettano cerini accesi per strade e continenti, suscitando esplosioni molto concitate. Ma soprattutto ustioni sanguinanti. E roghi incandescenti, sterminati, luccicanti!

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Poesia di settembre: “Anima e bagagli”

domenica, settembre 27th, 2015

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Bentornati dalle Maldive e dalle Baleari, cari amici! A rischio di scatenarvi nostalgie violente delle ferie appena terminate, oggi vi propongo una poesia che parla di treni, partenze e panorami. Certo mi rendo conto che sarebbe stato molto più opportuno pubblicarla nel mese di luglio oppure ad agosto. Beh, pazienza… «Meglio tardi che mai», come sempre diciamo quando la Freccia Rossa, finalmente, si presenta in stazione.

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La ventosa architettura cosmica della poesia. Intervista con Giancarlo Pontiggia

giovedì, agosto 27th, 2015

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Curatore della famosa antologia La parola innamorata (Feltrinelli, 1978), nonché autore di due sillogi di versi (Con parole remote e Bosco del tempo), date alle stampe da Guanda rispettivamente nel 1998 e 2005, Giancarlo Pontiggia è uno dei poeti italiani attualmente più apprezzati e letti. Potevo dunque esimermi dall’intervistarlo, cari amici del «Cofanetto Magico»? Ovviamente no… Ed anzi, ansioso com’ero di presentarvelo e farvelo conoscere, gli ho puntualmente rivolto qualche domanda.

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L’ironia è il tè preferito della mia anima. Intervista con la poetessa inglese June Patricia Hall

lunedì, luglio 27th, 2015

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June Patricia Hall –che fra qualche riga non mancherò d’intervistare per voi, cari amici de «Il Cofanetto Magico»– è una brava poetessa inglese e ha alle spalle una carriera di tutto rispetto, che l’ha vista prima affermarsi come redattrice della celebre casa editrice londinese Faber & Faber e poi come titolare di una prestigiosa agenzia letteraria. Ai successi, però, son seguiti momenti di dolore profondo; ed allora –devastata dalla tragedia del primogenito Pip, natole morto, e dalla scoperta di essere affetta dal morbo di Parkinson– la nostra autrice d’oltremanica (altro…)