Posts Tagged ‘pietro pancamo’

Poesia di agosto: “Arrivederci fratello mare” (di Nazim Hikmet)

venerdì, agosto 27th, 2021

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Cari amici del «Cofanetto Magico»,
facciamo tesoro, e subito!, dei versi in calce a queste righe e, prima di “salpare” nuovamente per “riapprodare” alla nostra vita di sempre, vediamo di recitarli a mente per salutarlo, il mare, col dovuto affetto e la giusta nostalgia (senza dimenticarci, ovviamente, di ringraziarlo per i molti doni che ci ha sin qui elargito con grande generosità: le ferie tanto desiderate, innanzitutto, e poi la spiaggia, gli scogli, le nuotate, la schiuma, le onde, il sole, il cielo, l’orizzonte e, come negarlo?, il ritorno della speranza…).

Pietro Pancamo
CHI SONO

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Poesia di luglio: “Le furie dell’impiegato”

martedì, luglio 27th, 2021

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Cari amici del «Cofanetto Magico»,
dato che siamo in piena estate e le ferie impazzano, è il momento, per me, di domandarvi se siate per caso imprenditori. La risposta è sì? Ecco allora un consiglio spassionato (ma anche utile, mi auguro): se davvero tenete ai vostri affari e alla vostra piccola azienda, evitate accuratamente, in questo periodo, di redarguire gli impiegati; la loro reazione potrebbe rivelarsi fin troppo veemente, infatti, e lasciarvi, magari, a corto di personale. Oh, che sciagura!

Pietro Pancamo
CHI SONO

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Il microracconto poetico di giugno: “Entropia”

domenica, giugno 27th, 2021

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Comportandosi come le acque con la luna, la vita, attratta da Dio e dalla dimensione parallela dell’eternità, era stata, per quadrilioni di ere, l’alta marea del tempo. Ma adesso che si stava ritirando, “prosciugata” dall’entropia crescente e fatale dell’universo, l’Astrofisico Supremo si recò al simposio annuale, per lanciare un messaggio di speranza al mondo intero.

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Poesia di maggio: “La gioia perfetta” (di Diego Valeri)

giovedì, maggio 27th, 2021

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Esattamente come l’arte, spesso la vita ci rende (m)alati: ecco perché può capitare benissimo che la gioia si nasconda all’ombra, tanto opaca quanto plumbea, della tristezza e del dolore. Una prova lampante, ma persino inconfutabile, di ciò che ho appena detto ci viene senz’altro, cari amici del «Cofanetto Magico», dai bei versi che pubblico quest’oggi; a scriverli è stato Diego Valeri, poeta, traduttore e accademico italiano, nato nel 1887 e morto nel 1976.

Pietro Pancamo
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Poesia di aprile: “Speranza” (di Gianni Rodari)

martedì, aprile 27th, 2021

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Il sole scalda e illumina come la speranza

 

Cedono le ultime resistenze dell’inverno e la primavera continua. In vecchi libri di scuola, io rileggo simpatiche nenie in rima sul sole che torna a splendere. Ecco il motivo per cui ripenso al marzo 2020 quando, per riscaldare e illuminare il cuore a noi italiani (fra i primi, purtroppo, ad essere “attaccati” dal Coronavirus), una portavoce dell’Unione europea declamò, a Bruxelles, una filastrocca di Gianni Rodari. Una filastrocca che quest’oggi voglio appositamente riproporvi, cari amici del «Cofanetto Magico», nella speranza che sappia regalare un sorriso a tutti voi.

Pietro Pancamo
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Poesia di marzo: “Dall’inverno alla primavera” (di Edmondo De Amicis)

sabato, marzo 27th, 2021

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Se oggi vi sentite un minimo abbacchiati, o addirittura siete in preda a un po’ di depressione (e sappiate che in genere quest’ultima può essere definita un suicidio astratto e passionale, dovuto ad un amore sincero per la vita, ahimè non ricambiato), arrivo io, cari “aficionados” del «Cofanetto», a consolarvi puntualmente con un bel componimento in versi sulla primavera; a scriverlo è stato Edmondo De Amicis, il romanziere che tutti così ben conosciamo per il suo famoso libro, intitolato Cuore. Buona lettura.

Pietro Pancamo
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Poesia di febbraio: “Nel parco” (di Evgenij Aleksandrovič Evtušenko)

sabato, febbraio 27th, 2021

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Il poeta russo Evgenij Aleksandrovič Evtušenko (a destra) con Richard Nixon

 

Come diceva spesso una mia amica davvero simpatica: «La poesia ti rovina l’esistenza, ma ti salva le giornate». E lo sciagurato venerdì 26 appena trascorso, da disastro più o meno totale sul punto di travolgermi, si è per fortuna mutato in qualcosa di addirittura piacevole, quando, aggirandomi in Rete, mi sono imbattuto per caso in alcuni splendidi versi; decidere di condividerli anche con voi, cari lettori del «Cofanetto Magico», è stato naturalmente un attimo. Perciò eccoli qui, puntualmente e “prontamente” in calce a questa breve introduzione.

Pietro Pancamo
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Poesia di dicembre: “Invictus” (di William Ernest Henley)

domenica, dicembre 27th, 2020

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Cari amici de «Il Cofanetto Magico»,
come recita un detto scherzoso, a Natale ogni dono vale. Perciò –al termine di un anno così difficile e tragico (segnato, come sappiamo, da un terribile dramma: la pandemia da Covid-19, ovviamente)– voglio augurarvi non solo buone Feste e buon 2021, ma anche buona speranza, con un famosissimo componimento in versi del coraggioso scrittore e giornalista inglese William Ernest Henley. Felice lettura!

Pietro Pancamo
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Poesia di novembre: “L’ombra è la nostra vera dimensione” (di Elena Petrassi)

venerdì, novembre 27th, 2020

Ricostruzione grafica di un buco nero

 

Ha pubblicato con l’editore Moretti&Vitali le raccolte di liriche Il calvario della rosa e Sillabario della luce, mentre con ATí editore i romanzi Frammenti del tredicesimo mese e In giornate identiche a nuvole. Senza contare poi che suoi testi, recensioni, articoli e saggi sono apparsi sulle riviste «Poesia», «Atelier» e «Internazionale». Ovviamente sto parlando, cari amici del «Cofanetto Magico», di Elena Petrassi, letterata milanese che, nella sua silloge di versi Scrivere il vento, sembra non solo voler proclamare, fra cadenze e immagini da salmo biblico, che la poesia è carne d’anima (come forse Gesù Cristo), ma anche aggiungere, con schiettezza quasi scientifica: «La vita è quell’ammasso di luce che il buco nero della morte trattiene in sé a forza (di gravità)».

Pietro Pancamo
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Poesia di agosto: “Il mio spazio” (di Livio Spanò)

giovedì, agosto 27th, 2020

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Un “terremoto di vento”

 

Il siracusano Livio Spanò è un poeta e pittore astrattista, che nel 2015 ha preso parte al progetto grafico “Letteratura incisa”, culminato in una mostra collettiva presso la Biblioteca universitaria di Bologna.
Nei suoi testi –sempre caratterizzati da un sovrapporsi convulso d’immagini pressanti ed impellenti– violente faglie temporali (il presente e il futuro) entrano costantemente in collisione, generando non solo amarezza e confusione, ma anche rabbia, disillusione e un forte desiderio di quiete definitiva: forse di morte, quindi, o almeno di rinascita.

Pietro Pancamo
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