Posts Tagged ‘pietro pancamo’

Poesia di gennaio: “In incognito”

mercoledì, gennaio 27th, 2016

 

Sebbene insonne di natura, vi auguro senz’altro un 2016 da sogno, cari amici de «Il Cofanetto Magico». E se nel corso dei tanti mesi che il nuovo anno sta per offrirci generosamente, vi capitasse prima o poi d’incrociare un feroce incubo notturno, potreste sempre “esorcizzarlo” e tenerlo a debita distanza, applicando il metodo infallibile che v’illustro di passata nella poesia seguente…

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Poesia di dicembre: “Tv”

domenica, dicembre 27th, 2015

Giorgione, L’adorazione dei pastori

 

Oggi è dicembre e nonostante il freddo vorrei restarmene a viaggiare. Ma non posso perché il globo terracqueo pullula di gente poco raccomandabile, secondo la quale dio si è manifestato sotto le specie del kalashnikov e della scimitarra, per innescare la prima guerriglia mondiale. E allora, dato che la morte imperversa dappertutto seppellendoci a vista, meglio affidarsi come sempre al Natale e lasciar parlare come ogni anno gli auguri. I miei dicono: «Speriamo di salvarci, cari amici, e di avere una vita serena, al riparo da qualunque dolore».

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“Strawberry-stop” (una recensione di Pietro Pancamo)

venerdì, novembre 27th, 2015

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La copertina di Strawberry-stop, silloge di liriche scritta da Luciano Troisio

 

Luciano Troisio, Strawberry-stop, LietoColle, Faloppio, 2008

In Strawberry-stop, libro di poesie che ha come protagonista il viaggio (ovvero l’estroso e perenne vagabondare dell’autore in terra asiatica), quasi ogni testo è caratterizzato da periodi sapienti e intricati che, mescolando principali e subordinate in un groviglio trafelato di parentesi ripetute (siano esse quadre o tonde), si manifestano per ciò che realmente sono:

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Un racconto di Pietro Pancamo: “Succederà”

martedì, ottobre 27th, 2015

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Pieter Bruegel il Vecchio, Il trionfo della morte

 

Da lunghissimi, imperterriti anni l’Inferno è solo un grande paesaggio brullo e polveroso. Infatti Satana se n’è andato: si è stabilito sulla Terra, abbandonando i vecchi locali.
È vuoto l’Inferno, tutto spento: senza più baldoria di peccati e vendette. Adesso la perfezione del Male è in Terra.

L’identikit della malvagità ha per connotati un paio di corna adunche, gli occhiali neri da sole e un ghigno felice.
Perché i diavoli amano il fuoco quanto amano l’Inferno e cercano di ricreare il loro habitat naturale incendiando e abbrustolendo: così (dopo aver sparpagliato benzina in abbondanza su alberi, palazzi, macchine, uomini, edicole, chioschi, cravatte, lasagne, contadini, psicologi e calzette) gettano cerini accesi per strade e continenti, suscitando esplosioni molto concitate. Ma soprattutto ustioni sanguinanti. E roghi incandescenti, sterminati, luccicanti!

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Poesia di settembre: “Anima e bagagli”

domenica, settembre 27th, 2015

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Bentornati dalle Maldive e dalle Baleari, cari amici! A rischio di scatenarvi nostalgie violente delle ferie appena terminate, oggi vi propongo una poesia che parla di treni, partenze e panorami. Certo mi rendo conto che sarebbe stato molto più opportuno pubblicarla nel mese di luglio oppure ad agosto. Beh, pazienza… «Meglio tardi che mai», come sempre diciamo quando la Freccia Rossa, finalmente, si presenta in stazione.

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La ventosa architettura cosmica della poesia. Intervista con Giancarlo Pontiggia

giovedì, agosto 27th, 2015

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Curatore della famosa antologia La parola innamorata (Feltrinelli, 1978), nonché autore di due sillogi di versi (Con parole remote e Bosco del tempo), date alle stampe da Guanda rispettivamente nel 1998 e 2005, Giancarlo Pontiggia è uno dei poeti italiani attualmente più apprezzati e letti. Potevo dunque esimermi dall’intervistarlo, cari amici del «Cofanetto Magico»? Ovviamente no… Ed anzi, ansioso com’ero di presentarvelo e farvelo conoscere, gli ho puntualmente rivolto qualche domanda.

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L’ironia è il tè preferito della mia anima. Intervista con la poetessa inglese June Patricia Hall

lunedì, luglio 27th, 2015

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June Patricia Hall –che fra qualche riga non mancherò d’intervistare per voi, cari amici de «Il Cofanetto Magico»– è una brava poetessa inglese e ha alle spalle una carriera di tutto rispetto, che l’ha vista prima affermarsi come redattrice della celebre casa editrice londinese Faber & Faber e poi come titolare di una prestigiosa agenzia letteraria. Ai successi, però, son seguiti momenti di dolore profondo; ed allora –devastata dalla tragedia del primogenito Pip, natole morto, e dalla scoperta di essere affetta dal morbo di Parkinson– la nostra autrice d’oltremanica (altro…)

Each man kills the thing he loves. Intervista a Maria Grazia Calandrone

sabato, giugno 27th, 2015

Maria Grazia Calandrone

Maria Grazia Calandrone

 

Viene annoverata dalla critica fra le voci più significative dell’attuale poesia italiana, lavora per la Rai come autrice nonché conduttrice di programmi radiofonici e cura una rubrica di inediti per il mensile internazionale «Poesia». Di chi sto parlando? Ovviamente di Maria Grazia Calandrone che, in occasione dell’uscita della sua ultima silloge di versi (Serie fossile, Crocetti, 2015), mi ha gentilmente rilasciato l’intervista che segue:

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Un racconto di Pietro Pancamo: “Il regista dimenticato”

mercoledì, maggio 27th, 2015

 

Esitò, quando il meteo tacque. L’occasione era propizia –si rese conto, spegnendo la radio–, ma la forza per attuare il “piano” (peraltro già studiato e preparato da tempo) tardò a presentarsi, lì per lì. L’anima non s’atteggiava all’ardimento, per dirla col poeta. Oh nessun problema, ad ogni modo, perché eccolo il rimedio: scherzare fra di sé. «Lo schiocco secco del cuore che si spezza è proprio come quello di un ciac in campo», pensò, allora. E all’improvviso trovò il coraggio: un coraggio amaro, che l’accompagnò per mano alla rada solitaria.

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Poesia di aprile: “L’ironia”

lunedì, aprile 27th, 2015

Platone e Aristotele

 

Già dal titolo, L’ironia ci dà la cifra di un tipo di poesia che io chiamo metalinguistica. La metafora autobiografica della magrezza allude alla propria poetica: magrezza equivale a asciuttezza, essenzialità, mancanza di orpelli, leggerezza. Traspare un rapporto di stretta familiarità con la figura retorica dell’ironia, a cui si attribuisce valore sia sul piano filosofico, sia sul piano della poetica. (altro…)