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Each man kills the thing he loves. Intervista a Maria Grazia Calandrone

sabato, giugno 27th, 2015

Maria Grazia Calandrone

Maria Grazia Calandrone

 

Viene annoverata dalla critica fra le voci più significative dell’attuale poesia italiana, lavora per la Rai come autrice nonché conduttrice di programmi radiofonici e cura una rubrica di inediti per il mensile internazionale «Poesia». Di chi sto parlando? Ovviamente di Maria Grazia Calandrone che, in occasione dell’uscita della sua ultima silloge di versi (Serie fossile, Crocetti, 2015), mi ha gentilmente rilasciato l’intervista che segue:

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Un racconto di Pietro Pancamo: “Il regista dimenticato”

mercoledì, maggio 27th, 2015

 

Esitò, quando il meteo tacque. L’occasione era propizia –si rese conto, spegnendo la radio–, ma la forza per attuare il “piano” (peraltro già studiato e preparato da tempo) tardò a presentarsi, lì per lì. L’anima non s’atteggiava all’ardimento, per dirla col poeta. Oh nessun problema, ad ogni modo, perché eccolo il rimedio: scherzare fra di sé. «Lo schiocco secco del cuore che si spezza è proprio come quello di un ciac in campo», pensò, allora. E all’improvviso trovò il coraggio: un coraggio amaro, che l’accompagnò per mano alla rada solitaria.

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Poesia di aprile: “L’ironia”

lunedì, aprile 27th, 2015

Platone e Aristotele

 

Già dal titolo, L’ironia ci dà la cifra di un tipo di poesia che io chiamo metalinguistica. La metafora autobiografica della magrezza allude alla propria poetica: magrezza equivale a asciuttezza, essenzialità, mancanza di orpelli, leggerezza. Traspare un rapporto di stretta familiarità con la figura retorica dell’ironia, a cui si attribuisce valore sia sul piano filosofico, sia sul piano della poetica. (altro…)

Poesia di marzo: “Formule di parole”

venerdì, marzo 27th, 2015

Jusepe de Ribera, Il sogno di Giacobbe

 

L’alchimia della poesia domina incontrastata in Formule di parole: i sogni fanno da schermo alla notte e permettono la metamorfosi. Proprio nel sogno avviene la metamorfosi e il ribaltamento: è la sabbia del deserto che rimanda il calore al sole/vita e non viceversa. (altro…)

Poesia di febbraio: “Gioachino”

sabato, febbraio 28th, 2015

Gustave Doré, Torrente di montagna all’imbrunire

 

La metafora del crepuscolo, luogo comune (usato consapevolmente come indica la sottolineatura del “si sa”) della vecchiaia e della vita che muore, diventa qui spunto per un personalissimo e affettuoso sguardo su Gioachino. L’enumerazione uno, due, tre… è meccanismo retorico di distanziazione dall’oggetto analizzato, ma nello stesso tempo è indice di tensione emotiva fatta di attenzione e cura amorevole per il mondo del vecchio. (altro…)

La filastrocca cordiale di gennaio

mercoledì, gennaio 28th, 2015

Londra: il palazzo di Westminster e la torre del Big Ben

 

Per iniziare il 2015 nel segno del sorriso (un sorriso beneaugurante e rilassato), oggi vi propongo una mia filastrocca simpatica e cordiale, anche se (che disgrazia!) alquanto modesta nello stile. L’ho redatta in due lingue differenti, a dire il vero, e devo ammettere una cosa: la versione inglese, che peraltro è in prosa e pervasa tutta quanta da un ritmo ben costante (o forse neanche un po’), si rivela assai migliore (senza dubbio e senza ma) del testo originale (ovviamente in italiano). Chissà… magari trasloco a Londra, quest’anno. :-)

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Poesia di dicembre: “Sui vetri appannati”

sabato, dicembre 27th, 2014

L’adorazione dei Magi del Beato Angelico e di Filippo Lippi

 

La Terra è un mondo alla giornata nel quale, ogni dicembre, si registra un aumento esponenziale della “natalità”: cioè la propensione (puntualizzo all’istante, per evitare malintesi) a comportarsi bene, come adorabili (dai Magi?) frugoletti od angelici (divin?) pargoletti e a compiere intanto nobili gesti di cortesia se non generosità, coi quali rallegrare il cuore del prossimo nostro, testimoniandogli fra l’altro una solidarietà sia festosa che festiva. (altro…)

Poesia di novembre: “Somiglianze”

giovedì, novembre 27th, 2014

 

Somiglianze associa in una similitudine macrocosmo e microcosmo: natura e uomo. Di notte l’uomo e le cose create dall’uomo, come bambini, sono cullati da un manto di stelle, come da una avvolgente ninnananna materna. Non di rado Pietro Pancamo ci dà poesia cosmica, a volte più filosofica e leopardiana, a volte più pascoliana, anche nel lessico e nella poetica dello stupore “fanciullino”, come in Somiglianze, dove il paese/fagotto evoca la tenerezza di qualcosa di fasciato, infante da proteggere; (altro…)

Poesia di ottobre: “Spiegazione di un giorno”

lunedì, ottobre 27th, 2014

La vecchiaia

 

Spiegazione di un giorno introduce il volumetto Manto di vita di Pietro Pancamo, quasi a sottolinearne il tema: il dispiegamento di un giorno frantumato contro cui, con scherno, si scagliano i lazzi di sdegno della Notte, vera regista della vita. Il riferimento al dato autobiografico o l’attenzione al particolare non sono una trappola per Pancamo. Il compiacimento autoreferenziale non lo riguarda. (altro…)

Poesia di settembre: “L’ispirazione”

sabato, settembre 27th, 2014

 

Visto che in verità ve l’ho già descritta in qualche post dell’anno scorso, la mia vita eremitica fra boschi e rime, oggi mi limiterò semplicemente ad aggiungere che a volte la mia solitudine è forzata, quindi gravosa (a ogni modo –come recita, o quasi, il celebre adagio– “meglio single che male accompagnati”); in altri casi è invece molto più gradita e luminosa, tanto che si trasforma addirittura nella mia base operativa, nel mio quartier generale o, se vogliamo, in un classico laboratorio per esperimenti di chimica, pieno ovviamente di alambicchi gorgoglianti, in cui ricombinare e far reagire i miei versi, fino a sintetizzare un nuovo composto (pardon… componimento). (altro…)