Articoli marcati con tag ‘pietro pancamo’

Poesia di novembre: “Somiglianze”

giovedì, 27 novembre 2014

 

Somiglianze associa in una similitudine macrocosmo e microcosmo: natura e uomo. Di notte l’uomo e le cose create dall’uomo, come bambini, sono cullati da un manto di stelle, come da una avvolgente ninnananna materna. Non di rado Pietro Pancamo ci dà poesia cosmica, a volte più filosofica e leopardiana, a volte più pascoliana, anche nel lessico e nella poetica dello stupore “fanciullino”, come in Somiglianze, dove il paese/fagotto evoca la tenerezza di qualcosa di fasciato, infante da proteggere; (continua…)

Poesia di ottobre: “Spiegazione di un giorno”

lunedì, 27 ottobre 2014

La vecchiaia

 

Spiegazione di un giorno introduce il volumetto Manto di vita di Pietro Pancamo, quasi a sottolinearne il tema: il dispiegamento di un giorno frantumato contro cui, con scherno, si scagliano i lazzi di sdegno della Notte, vera regista della vita. Il riferimento al dato autobiografico o l’attenzione al particolare non sono una trappola per Pancamo. Il compiacimento autoreferenziale non lo riguarda. (continua…)

Poesia di settembre: “L’ispirazione”

sabato, 27 settembre 2014

 

Visto che in verità ve l’ho già descritta in qualche post dell’anno scorso, la mia vita eremitica fra boschi e rime, oggi mi limiterò semplicemente ad aggiungere che a volte la mia solitudine è forzata, quindi gravosa (a ogni modo –come recita, o quasi, il celebre adagio– “meglio single che male accompagnati”); in altri casi è invece molto più gradita e luminosa, tanto che si trasforma addirittura nella mia base operativa, nel mio quartier generale o, se vogliamo, in un classico laboratorio per esperimenti di chimica, pieno ovviamente di alambicchi gorgoglianti, in cui ricombinare e far reagire i miei versi, fino a sintetizzare un nuovo composto (pardon… componimento). (continua…)

Poesia di giugno: “Vecchiaia: canto di un barbone errante della discarica”

venerdì, 27 giugno 2014

Fotografia (modificata) di Thehero

 

Non è difficile accostare ogni poesia che sappia guardare al dolore al grande modello leopardiano. Pietro Pancamo stesso dichiara il riferimento a Leopardi nel titolo di Vecchiaia: canto di un barbone errante della discarica. Canto di marginalità metropolitana, tra rifiuti, fetori e speranza di riciclaggio, per l’immissione in un nuovo ciclo di vita. Nella discarica l’accumulo di rifiuti rimanda metonimicamente alle società opulente: qui tutto è scompagnato, e l’usura produce smog sinestetico: lo senti sulla pelle oltre che con l’olfatto, quando in estate genera nel degrado e nel fetore storie di ordinaria follia. Ma forse proprio nel riciclaggio questa umanità emarginata vede una speranza.

Marisa Napoli
CHI SONO

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Poesia di maggio: “Io adesso festeggio”

martedì, 27 maggio 2014

 

Siccome oggi tutto ruota, in sostanza, attorno agli impegni quotidiani che ci spettano d’ufficio (siano essi piacevoli o seccanti), ecco che la giornata è divenuta il metro imprescindibile, che usiamo automaticamente e d’istinto per misurare la nostra vita, ma anche l’entità dei nostri sentimenti. I quali –battaglieri al massimo durante le ore lavorative, in quanto esasperati dalle lotte e dai duelli che spesso ingaggiamo per emergere ed imporci– si calmano soltanto di sera, quando per fortuna ci è concesso, nell’intimità della famiglia e del riposo, un minimo di sollievo sia dalla competizione che dalle fatiche. (continua…)

Poesia d’aprile: “Armatura di chiave”

domenica, 27 aprile 2014

Fotografia (modificata) di Surian Soosay

 

La morte. Ammetto, cari amici, che rifletto molto su di essa; e questa mia tendenza a meditare sul destino ultimo di ciascun essere umano (ovvero la scomparsa, la dipartita, il ritorno alla cenere e alla polvere) oltre a rivelarsi comunque stemperata, nel componimento di oggi, da una chiara vena ironica e da una spiccata cadenza prosastica, affonda le radici in una mia esperienza giovanile senz’altro negativa: mi riferisco a quel periodo della mia adolescenza, durante il quale –ritrovandomi in più d’un’occasione a guardare la morte dritto negli occhi– soffrii di anoressia per circa un anno e mezzo. La guarigione che per fortuna sopravvenne a rigenerarmi, scongiurando la malattia, probabilmente la devo proprio all’ironia. Quest’ultima è secondo me un’autentica forma di coraggio, forse l’unica in grado di consolare davvero e donare la forza necessaria a tirare avanti ugualmente, nonostante le innumerevoli difficoltà della vita. (continua…)

Poesia di marzo: “Delusione”

giovedì, 27 marzo 2014

Fotografia (modificata) di futureatlas.com

 

Cari amici,
la lirica di oggi s’intitola Delusione ed è un componimento che desidera illustrare come giunti ormai ad una certa età, l’essere costretti a confrontarsi ogni giorno sempre con gli stessi fallimenti, quelli che la carriera di poeta non lesina di certo, possa indurre una reazione quasi di nausea e repulsione, col risultato che i soggetti, magari troppo sensibili come il sottoscritto, precipitano all’istante in una vecchiaia precoce e tossica: una vecchiaia assai particolare, in verità, che intacca lo spirito (non le membra) e che alle persone intorno ai quaranta (vale a dire i miei simili) è nota col nome sinistro di noia o demotivazione. I versi che state per leggere riconoscono, insomma, nella delusione esistenziale uno dei mali peggiori al mondo, ed una patologia sicuramente perniciosa che, oscurando di continuo le piccole gioie quotidiane, le impolvera tutte d’un plumbeo velo di tedio e scoramento. (continua…)

La lirica di febbraio: “Poeti”

giovedì, 27 febbraio 2014

 

È mia opinione che il compito precipuo dei poeti sia ricorrere ai “ritrovati” del pensiero, per dipingere, dei sentimenti umani, un ritratto “cifrato”, ovvero un identikit che senz’altro si allontani vuoi da descrizioni troppo ovvie, scontate (e dunque banali), vuoi da raffigurazioni eccessivamente svenevoli e mielose. Insomma il pensiero, togliendo melensaggini e luoghi comuni, deve sforzarsi di tramutare i sussulti dell’animo in filosofia. E se i primi ci servono adesso a ingannare il tempo, la filosofia sarà utile, in seguito, per ingannare l’eternità.
Perciò meglio imparare subito a “provare”, oltre ai sentimenti, anche i pensieri. (continua…)

Un allegro nonsense

martedì, 28 gennaio 2014

 

Per festeggiare l’anno nuovo appena giunto fra di noi, ecco un allegro nonsense che si è scelto la fantasia come motivo ispiratore. E nel quale (fra giochi di parole che sembrano refusi, ma non lo sono) ho deciso di scherzare gaiamente sulle mie difficoltà di persona chiusa, che per esprimersi a pieno ha inderogabilmente bisogno d’affidarsi alla penna o alla tastiera di un computer. Certo, non sempre ciò che scrivo è di grande qualità… (continua…)

Poesia di dicembre: “Parusia”

venerdì, 27 dicembre 2013

 

Che sarà del nostro destino? Che mai gli capiterà, fra qualche secolo o millennio? Magari la superficialità (difetto da sempre incistato nell’intimo dell’animo umano) finirà inevitabilmente, a forza di peggiorare senza posa, per renderci immorali e distruggere ogni nostro empito spirituale, ogni sincero desiderio d’avvicinarci a Dio con l’intenzione onesta di obbedirgli? In altre parole, il buffo raccontino in versi liberi che fra qualche istante scorrerete con gli occhi (constatando come e quanto l’ironia lo abbia improntato ad una sorta di gioviale catastrofismo) è davvero una cronaca fedele di ciò che accadrà qui sulla Terra, in un futuro più o meno remoto? Chi lo sa… Che il Natale, e soprattutto il Signore, ci aiutino a riflettere. (continua…)