Posts Tagged ‘sud africa’

Il “BIG HOLE” e la corsa ai diamanti a Kimberley, Sud Africa

martedì, novembre 22nd, 2016

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Il Big Hole oggi (foto M.Almaviva)

Molti sanno che il gruppo De Beers è uno dei maggiori gruppi di estrazione e commercializzazione di diamanti, ma pochi conoscono l’origine del suo nome.
La sua storia è legata a quella della città di Kimberley (ora capoluogo della Provincia del Capo Settentrionale in Sud Africa), città sorta in una zona di estrazione diamantifera.
Tutto iniziò nel 1866 quando Erasmus Jacobs, figlio di un fattore, trovò, sulle rive del fiume Orange, una strana pietra con cui si mise a giocare.
La pietra passò di mano in mano finché fu identificata come un diamante grezzo (chiamato Eureka); nel 1869 fu rinvenuto un altro diamante grezzo “La Stella del Sud Africa”. In seguito una vera e propria corsa ai diamanti iniziò nella zona attorno al fiume.
Alcuni prospettori si diressero però all’interno attirati anche dalla diceria che mattoni di argilla di alcune fattorie contenevano diamanti.

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Un caffè nel bar più alto d’Africa

giovedì, settembre 22nd, 2016

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Il passo

Andare a bere qualcosa al Pub di Sani Pass (Sani Top Chalet), al confine tra la Provincia del KwaZulu-Natal in Sud Africa e il regno del Lesotho, non è come fare una gita domenicale fuori porta.
Arrivarci è, infatti, un’impresa non da poco: la strada sterrata che raggiunge il passo è una delle più difficili d’Africa tanto che, al posto di frontiera sudafricano (ove termina l’asfalto), viene consentito l’accesso solo ai veicoli 4×4.
La strada, che segue la valle scavata dal fiume Mhkomazana, si snoda in un verde fondovalle con media vegetazione e pareti rocciose dalle quali precipita una miriade di cascatelle. Incontaminati paesaggi che l’autista non deve troppo ammirare a meno di non fermarsi: carcasse di veicoli nelle scarpate testimoniano imprudenza o inaffidabilità dei mezzi.

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Le grotte Cango in Sud Africa

venerdì, luglio 22nd, 2016

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Ricostruzione di insediamento preistorico

Le grotte Cango, si trovano nei monti Swartberg a circa 30 km da Oudtshoorn (città nota soprattutto per gli allevamenti di struzzi) nella Provincia di Western Cape e sono l’attrazione turistica più antica del Sud Africa.
Abitate in epoca preistorica (per almeno 80000 anni), esse furono scoperte da Jacobus Van Zyl alla fine del ‘700 e divennero subito meta di visitatori che erano spesso soliti, però, staccare pezzi di formazioni rocciose o scrivere il proprio nome sulle pareti.

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La scimmia della pozza e i leoni in doccia

mercoledì, febbraio 24th, 2016

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Il fiume Orange

Augrabies Falls

Una leggenda narra che alla base della cascata Augrabies formata dal fiume Orange (in Sud Africa), vi sia un deposito di diamanti trasportati dalla corrente in milioni di anni.
Si narra anche che qui l’acqua sia però profonda più di 100 metri e sia anche la tana della malvagia “scimmia della pozza” pronta a ghermire chiunque cerchi di sottrarre i diamanti.
Sta di fatto che, quando nel 1934 un’eccezionale (ed unica) siccità trasformò il fiume in un ruscello, il timore della scimmia fu più forte del desiderio di arricchirsi e nessuno fece ricerche.
Il complesso delle cascate Augrabies (parola ottentotta che significa “luogo dal grande rumore”), fa parte del parco nazionale omonimo che è uno dei più interessanti del paese soprattutto per via del paesaggio dominato dal fiume che scorre, a valle delle cascate, in una gola lunga 18 km e le cui pareti sono alte anche 250 m.
Augrabies è una delle 6 più grandi al mondo e mentre nella stagione secca sopravvive solo un salto di 60 metri, nella stagione delle piogge la gola si anima fino a divenire, durante le non rare alluvioni, un terrificante girone infernale.

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Visitare la valle dei babbuini e la valle della desolazione (Sud Africa): esperienze indimenticabili

mercoledì, settembre 23rd, 2015

BAVIAANSKLOOF (VALLE DEI BABBUINI)

Visitare o solo attraversare Baviaanskloof (in Afrikaans Valle dei Babbuini) nella provincia di Eastern Cape in Sud Africa, sono esperienze memorabili.
Tanto memorabile è stato per noi che ricordiamo ancora la data: 16 Ottobre 2008.
Avevamo pernottato al Kudu Kaya Chalet, all’imbocco della valle e la pioggia caduta tutta la notte ci aveva impensierito, visto che avremmo dovuto guadare alcune volte il fiume Baviaanskloof e passare circa 25 “low level bridge” (bassi e corti ponticelli in cemento che, in caso di piogge intense, sono sommersi dal fiume).
Per fortuna alle 7 del mattino, il cielo si era rischiarato e, anche se restava di un grigio poco rassicurante, aveva cessato di piovere. Decidemmo, quindi, di arrischiare.
Giunti al primo guado (lungo 100 m circa) abbiamo dovuto scegliere se tentare l’attraversamento o tornare indietro: la giornata grigia e la torbidità rendevano, infatti, impossibile valutare la profondità dell’acqua (l’attraversamento di Baviaans è consigliato ai veicoli 4×4 o 4×2 molto alti sul terreno).
La nostra Defender diesel era alta e munita di “snorkel” (prolungamento dell’aspirazione dell’aria) per cui ci siamo avventurati nel fiume lentamente e a velocità costante.
L’acqua, ci arrivava alle portiere ma il passaggio è stato agevole data anche la bassa velocità della corrente.
Per fortuna i successivi attraversamenti sono stati più facili e, rilassati, siamo entrati nella parte dei viaggiatori curiosi.

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Lungo la Garden Route in Sud Africa: bellezze e curiosità

lunedì, agosto 24th, 2015

La Garden Route (strada o itinerario giardino), nella Repubblica del Sud Africa, è uno dei percorsi più suggestivi dell’Africa australe.
Essa si snoda per circa 750 km da Port Elizabeth fino a Cape Town ed è una dei punti focali dell’industria turistica del paese grazie anche al clima temperato tutto l’anno.
In alcune guide vengono definiti come Garden Route solo i tratti più conosciuti e suggestivi.
In realtà se è vero che solo alcuni tratti della strada (che è la statale N2), sono spettacolari, è altrettanto vero che sono i dintorni a essere ambita meta turistica, tanto che si consiglia di percorrerla in almeno tre giorni.
Innumerevoli sono le località degne di menzione, ma non dovendo stendere una guida, mi limiterò a descriverne alcune e non me ne vogliano coloro che amano altre località altrettanto pittoresche.

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Il Parco Namaqua in fiore e il selvaggio Cederberg, Sud Africa

sabato, maggio 23rd, 2015

Parco Nazionale Namaqua

Namaqua National Park www.sanparks.co.za/parks/namaqua/
Il Parco Nazionale Namaqua, nella costa Nord-Ovest della Repubblica del Sud Africa, è uno dei più famosi per varietà di flora.
Nei mesi di Agosto e Settembre, dopo le piogge di primavera, il territorio, che in genere è semiarido e deserto, diviene un caleidoscopio di colori.
Il parco alberga, tra l’altro, quella che è ritenuta la più alta concentrazione di piante grasse al mondo (più di 3500 di cui 1000 crescono solo qui).
Il paesaggio, che è montagnoso fino a pochi chilometri dalla costa atlantica, è comunque affascinante anche durante il resto dell’anno.

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L’incomparabile spettacolo dell’alba a Sossusvlei, in Namibia

domenica, marzo 22nd, 2015

Sossusvlei

Sossusvlei (coordinate S24 44.442 E15 17.285)

Si deve partire dal campeggio di Sesriem quando è ancora buio per giungere all’alba a Sossusvlei che si trova ad una sessantina di chilometri. La strada è asfaltata fino a un parcheggio ove, chi non possiede un buon fuoristrada, può utilizzare un servizio navetta: l’ultimo tratto è, infatti, una pista sabbiosa che noi abbiamo potuto percorrere con la nostra Land Rover Defender.
Sossusvlei (stagno senza uscita; vlei in Afrikaans significa pozza, stagno, acquitrino), Deadvlei (stagno morto), Hiddenvlei (stagno nascosto) sono piccole spianate di argilla e sale circondate da alte dune.
Fanno parte del Parco Nazionale Namib-Naukluft della Namibia e sono tra i luoghi più visitati dell’Africa meridionale .

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Consigli speciali per un viaggio in Sud Africa-2

lunedì, febbraio 23rd, 2015

Foto: Mauro Almaviva

Nel novembre 2014 vi ho portato idealmente nella parte sud-occidentale della Repubblica del Sud Africa.
Ora ci spostiamo di 1500 km nel nord-est del paese verso altre località che ritengo valga la pena di visitare: Blyde River Canyon, Echo caves, Pilgrim Rest.
Esse si trovano nella provincia Mpumalanga circa 250 km a nord-est di Johannesburg nei pressi del parco Kruger.

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La maestosità del Fish River Canyon e del Cratere Messum in Namibia

domenica, gennaio 25th, 2015

Panorama dall’osservatorio

FISH RIVER CANYON

Alcuni sono stati ritrovati esausti ma ancora vivi, di altri, come un turista tedesco scomparso nel settembre 2005, si è persa traccia.
Il Fish River Canyon non perdona l’imprudenza di chi vi si avventura senza esperienza.
Esso si trova nel sud della Namibia, è percorso dal fiume Fish ed è considerato il secondo canyon più grande al mondo dopo il Grand Canyon americano.
Grandiosi sommovimenti tellurici, centinaia di milioni di anni fa, hanno fratturato la crosta terrestre ed il fiume vi ha scavato la profonda e tormentata gola che si estende per circa 160 km con una larghezza che può raggiungere più di 20 Km e una profondità che, in alcuni punti, supera i 500 m.
Per la maggior parte dell’anno il fiume è in secca, ma vi sono pozze d’acqua semipermanenti che garantiscono la sopravvivenza di flora e fauna; durante la stagione delle piogge, da Gennaio ad Aprile, il Fish può divenire impetuoso.
A causa del caldo e della possibilità di piogge improvvise, il trekking è permesso solo da maggio a settembre (mesi secchi e freschi). Per ridurre al minimo le possibilità d’incidenti il rilascio del permesso è soggetto a stretta regolamentazione.
La lunghezza del percorso di trekking completo è 86 km con un tempo di percorrenza di 5 giorni.
Il punto panoramico principale si trova nel parco Ais-Ais ed è raggiungibile tramite un’agevole strada sterrata.
Da qui si può ammirare, per qualche chilometro, lo snodarsi sinuoso del fiume con anse così strette che neppure un serpente potrebbe formare.
Mia figlia ha definito il Fish River Canyon maestoso, liberatorio e colorato.
Quando le ho chiesto perché lo definisse liberatorio, mi ha risposto che, venendo da un mondo condizionato da traffico, affollamento, inquinamento, regole e abitudini (viveva già in Italia), l’essere davanti a quello scenario le dava un senso di liberazione e di nostalgia per gli anni africani.
Come non essere d’accordo?

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