Posts Tagged ‘dolore’

Mama, kijk eens!

mercoledì, luglio 5th, 2017

Een prachtig boek dat het waargebeurde verhaal beschrijft van een meisje dat opgegroeid is met een moeder met psychische problemen. In de onderstaande afbeelding ziet u de cover van het boek met daarop de foto van de hoofdpersoon, Danielle Koch, die is nu 38 jaar oud.

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Mamma, guardami un momento, ti prego! Perchè mi fai soffrire?

lunedì, luglio 3rd, 2017

Un bellissimo libro olandese sulla storia vera di una bimba che ha vissuto con una madre disturbata da problemi psichici. Nell’immagine sotto la copertina del libro, con la fotografia della protagonista, Danielle Koch, che ora ha 38 anni.

Oggi vi parlo di un libro olandese, “Mama, kijk eens”, scritto da Urjan Claassen, edito da Quilify, da cui sono rimasta particolarmente colpita. Si tratta della storia vera di una donna, Danielle Koch, che da piccola ha sofferto la più terribile esperienza che possa subire un bambino: quella di vivere con una madre affetta da problemi psichici. Ancor peggio: da una patologia psichiatrica non “abbastanza grave” da portare al ricovero in manicomio (in Olanda questi nosocomi esistono ancora, a differenza dell’Italia, in cui sono stati chiusi dopo l’approvazione della legge Basaglia). Ma neppure sufficientemente “preoccupante” da giustificare l’allontanamento dei figli da casa. Lo stesso tormento colpisce i bambini che convivono con un genitore depresso. A metà libro la stessa Danielle sottolinea quanto sia “più difficile vivere con una persona che cambia continuamente umore piuttosto che con una che è sempre di cattivo umore”.

Urjan Claassen, autore del libro Mama, kijk eens, una commovente biografia della sua amica Danielle Koch, con lui nella foto.

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Poesia di febbraio: “Caro Pietro”

lunedì, febbraio 27th, 2017

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Come il testo che troverete in calce a queste righe non mancherà certo di dimostrarvi, io avevo l’abitudine, agli inizi (molto stentati) della mia carriera come poeta, di scrivermi una lettera di quando in quando per fare il punto della situazione (che, ovviamente, non era poi così allegra). Ad esempio ricordo che all’epoca soltanto la rabbia poteva isolarmi dal dolore e darmi dunque l’illusione continua che la mia testardaggine fosse coraggio, mentre la mia impazienza, autentica speranza. Ed ogni poesia, in quei giorni, altro non era che una preghiera laica sull’altare della fatica (ebbene sì, la fatica: l’unica che riuscisse ancora a conferire una parvenza di dignità ai miei tanti insuccessi).

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“I sogni del mattino” (una recensione di Pietro Pancamo)

venerdì, gennaio 27th, 2017

Copertina

Annalisa Macchia, I sogni del mattino, Ets,
Pisa, 2005

 

«Le mie vecchie ferite, adesso? Chiarifi(ci)catrici», puntualizzava e mio nonno, lo posso garantire, non era certo uno che parlasse per refusi o strafalcioni. No, in realtà voleva semplicemente “inculcarmi” o suggerirmi (così la penso) una verità banale e stupenda: che la sofferenza getta luce su ogni cosa e mistero. Perché? «Perché in sostanza», sottolineo io, «è la costante cosmogonica dell’universo, l’anima di tutto.

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Editoriale di agosto. Un dolore che ti lascia senza fiato.

venerdì, agosto 1st, 2014

Caro lettori online, amici virtuali,

come ogni anno dedico il mio editoriale di agosto alle persone che sono sole. E a quelle che si sentono sole, nonostante la gente che le circonda.
Quando la nostra esistenza è iniziata siamo stati subito “in compagnia”; infatti nel ventre delle nostre madri abbiamo cominciato a vivere la nostra vita ma sempre in continua simbiosi d’amore con lei. Al momento del parto, è avvenuto il primo distacco fisico.

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Sono stata contagiata dal virus. Il virus della bontà.

giovedì, luglio 3rd, 2014

Transnistrie (Moldavia). Olimpia al capezzale di un anziano del suo paese. Gli porta un sacchetto con alcuni viveri di prima necessità, acquistati con i soldi delle donazioni del gruppo olandese Stichting Hulp Moldavie-Transnistrie. Meravigliose persone!

Chi parla è una signora olandese, Toos Linsen-Rijk, che ad una certo punto della sua vita ha deciso, dopo essersi occupata della propria famiglia e dei figli oramai adulti, di donare il proprio tempo ed affetto alle persone sole, povere, abbandonate da tutti. Ce ne sono molte, in tutto il mondo! E’ difficile scegliere quali opere e popolazioni sostenere in mezzo a tante miserie, fame, guerre. Il nostro aiuto sarà sempre una piccola goccia nell’ Oceano…ma l’importante è farlo. In quanto la capacità e potenza d’espansione di chi sa veramente amare è immensa: e in grado di compiere miracoli!

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Fra poco più di due ore su RAI 1 la prima puntata di MISSION, al centro di polemiche infuocate. Il dolore per fare spettacolo? Intervista esclusiva alla giornalista Candida Morvillo che ha partecipato alla missione.

mercoledì, dicembre 4th, 2013

Sta per essere trasmesso, alle 21 e 10, su Rai 1, il tanto discusso programma MISSION. Non è ancora cominciato, eppure, a priori, sono iniziate le proteste; e addirittura una raccolta di firme (sino a ieri 100.000) presentate alla Commissione Vigilanza Rai per fermarne la messa in onda.
La cancellazione del programma era stata richiesta subito dal Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e dal gruppo Umana solidarietà (Gus), contro “la strumentalizzazione del dolore delle popolazioni più povere, per fare spettacolo.”
Da notare che Mission è stato creato in collaborazione con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dell Intersos proprio allo scopo di raccontare le tristi realtà e le esperienze che si vivono nei campi profughi. Oltre che per mettere in evidenza il grande lavoro che compiono le missioni umanitarie nel mondo. Per fare questo sono state scelte persone del mondo dello spettacolo e del giornalismo che spesso gravitano attorno ad un universo dorato. I Paesi toccati sono stati: Mali, Giordania, Ecuador, Repubblica democratica del Congo.

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Poesia d’ottobre: Morte antologica permanente

domenica, ottobre 27th, 2013

 

I produttori di un cortometraggio che poi (a quanto ne so) non fu mai girato, mi contattarono un giorno per domandarmi di buttar giù una poesia, che a un certo punto della trama, e delle riprese, il protagonista potesse a bella posta declamare; una poesia che fosse in qualche modo il manifesto inoppugnabile del messaggio “lancinante”, che il filmino in questione s’impegnava a lanciare: sopravvivere alla vita non è cosa facile davvero.
Ligio all’incarico ricevuto, io scrissi con diligenza i miei versi e ora ve li propongo qui di seguito, senza cambiare nulla del loro tono originale (a metà, cioè “anfibio”, tra dolore ed ironia). (altro…)

Poesia d’aprile: “Decomposizione psichica”

sabato, aprile 27th, 2013

 

Quando, per studiare il mio futuro o insegnarmelo addirittura, interrogo le stelle e quelle non rispondono, mi limito ogni tanto a scuotere la testa come un professore sconsolato che (dinanzi ad una classe intera d’alunni assai svogliati e asini all’eccesso) mormori tra sé, già rassegnato: «Sono irrecuperabili, purtroppo…». (altro…)

Raccontami una storia. Giochiamo ancora, papà?

martedì, luglio 3rd, 2012

Un incidente, poi la notizia: mio padre era in coma. Da allora la mia vita cambiò. Iniziò una relazione fatta di sogni, voci e tanto amore.

Questo mese vi dedico la bellissima lettera ricevuta da un giovane amico, Matteo Zanni, campione di pattinaggio, spesso in giro per il mondo per partecipare nei vari Paesi allo spettacolo televisivo “Ballando sul ghiaccio con le stelle.” Ho conosciuto Matteo intervistandolo per www. Blogolanda.it e ho subito intuito che era un ragazzo speciale.

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