Posts Tagged ‘speranza’

Il racconto poetico di dicembre: “La mosca” (di Tommaso Meldolesi)

martedì, dicembre 27th, 2022

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“La poesia della vita, ma anche del fallimento, è pur sempre la speranza (che forse è il nome, più edulcorato e meno prosaico, che gli scrittori han voluto dare all’istinto di sopravvivenza)”. Non ricordo chi l’abbia detto, né riesco a capire bene che cosa intendesse. Io so soltanto che nei racconti di Tommaso Meldolesi, il discorso indiretto libero, talvolta denunciando apertamente l’indifferenza e l’incoscienza della società, si libra attraverso i punti di vista e le emozioni dei numerosi personaggi, per esplorare il mistero della speranza: ovvero quell’energia inesplicabile,

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Buona Pasqua! La resurrezione. Come rinascita di vita dopo la morte. Senza più sofferenza.

domenica, aprile 17th, 2022

La parola Pasqua deriva dal greco πάσχα; in ebraico pesah. La Pasqua ebraica celebra la liberazione dalla schiavitù egiziana, ovvero il “passaggio”, inteso come uscita degli ebrei dall’Egitto, con l’aiuto di Mosé. Nella solennità del Cristianesimo la Pasqua ha acquisito un nuovo significato: il passaggio dalla morte alla vita, ad una vita nuova, con la resurrezione di Gesù, avvenuta, secondo quanto narrato nei Vangeli, nel terzo giorno dalla sua morte in croce. Alcuni studiosi riconoscono nella parola páscha una vicinanza al verbo greco páschein, che significa “patire”, “soffrire”; da cui deriva anche páthos, riferendosi alla passione di Cristo.

Un bellissimo tramonto ad Eindhoven (Paesi Bassi). Aprile 2022. Il sole cala e arriva la notte. Ma poi tutto ricomincia quando risorge, ancora più bello. Foto di Maria Cristina Giongo

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In cerca di speranza (l’amore a doppio taglio del poeta Riccardo Giuseppe Mereu)

domenica, febbraio 27th, 2022

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La luce della speranza

 

Riccardo Giuseppe Mereu –laureatosi a Cagliari in giurisprudenza e specializzatosi a Pavia in “Professioni e prodotti dell’editoria”– partecipa, adesso, a reading e rassegne artistiche fra cui i Festival “Cortili in-versi” di Milano ed “Europa in versi” di Como. Senza contare che, su iniziativa dell’operatrice culturale Elisa Longo, ha pubblicato, con I Quaderni del Bardo Edizioni, la silloge elettronica di liriche L’acqua è seminale (uscita a dicembre del 2018).

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Poesia di agosto: “Arrivederci fratello mare” (di Nazim Hikmet)

venerdì, agosto 27th, 2021

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Cari amici del «Cofanetto Magico»,
facciamo tesoro, e subito!, dei versi in calce a queste righe e, prima di “salpare” nuovamente per “riapprodare” alla nostra vita di sempre, vediamo di recitarli a mente per salutarlo, il mare, col dovuto affetto e la giusta nostalgia (senza dimenticarci, ovviamente, di ringraziarlo per i molti doni che ci ha sin qui elargito con grande generosità: le ferie tanto desiderate, innanzitutto, e poi la spiaggia, gli scogli, le nuotate, la schiuma, le onde, il sole, il cielo, l’orizzonte e, come negarlo?, il ritorno della speranza…).

Pietro Pancamo
CHI SONO

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Poesia di aprile: “Speranza” (di Gianni Rodari)

martedì, aprile 27th, 2021

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Il sole scalda e illumina come la speranza

 

Cedono le ultime resistenze dell’inverno e la primavera continua. In vecchi libri di scuola, io rileggo simpatiche nenie in rima sul sole che torna a splendere. Ecco il motivo per cui ripenso al marzo 2020 quando, per riscaldare e illuminare il cuore a noi italiani (fra i primi, purtroppo, ad essere “attaccati” dal Coronavirus), una portavoce dell’Unione europea declamò, a Bruxelles, una filastrocca di Gianni Rodari. Una filastrocca che quest’oggi voglio appositamente riproporvi, cari amici del «Cofanetto Magico», nella speranza che sappia regalare un sorriso a tutti voi.

Pietro Pancamo
CHI SONO

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Riflessioni di marzo: Leopardi, Whitman e le aquile

venerdì, marzo 27th, 2020

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Vi è un altro spettacolo, e il più sublime. Talvolta nel più aspro infuriare di una tempesta di vento, pioggia, grandine o neve, apparirà sul fiume una grande aquila che si innalzerà ora con volo fermo ora con gran colpi d’ala, ma sempre affrontando la burrasca […]
È come leggere qualche sublime tragedia o epopea naturale, come ascoltare la squilla di trombe marziali. Lo splendido uccello gode del tumulto degli elementi –è in armonia con esso, da pari a pari […]

Walt Whitman

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Intervista a me stesso. “L’ultimo pescatore” di Luciano De Giorgio

sabato, febbraio 1st, 2020

Luciano De Giorgio presenta il suo recente libro, edito da Albatros.

Ebbene sì, ho chiesto all’autore del libro “L’ultimo pescatore”, Luciano De Giorgio, di intervistare se stesso. Infatti chi meglio dello stesso scrittore può parlarci della sua opera? Uscire da se stessi per vedersi da un altro punto di vista, con le proprie paure, esperienze di vita e speranze. Io ho appena terminato di leggerlo e mi è piaciuto. Originale (soprattutto per la fine!), coinvolgente, ricco di citazioni e pensieri che invitano ad una riflessione profonda. Su un tema che tocca tutti: quello della malattia e della morte.

Come quando si è nella stanza di un parente caro tutti intorno ad un letto consapevoli di non poter far nulla, di non riuscire a dir nulla… neanche gridare la rabbia per un destino crudele, dovuto ad “una malattia feroce” (come la definisce De Giorgio) Ma niente finisce, quando il corpo perisce.

Rimangono quei 21 grammi di anima…De Giorgio scrive: “Questo il peso dell’anima. Non si sa perchè, non si sa come, ma appena il cuore compie il suo ultimo battito pare che il nostro corpo perda 21 grammi esatti.” E, poi, ancora: “nella numerologia il numero 21 rappresenta la fortuna in tutto il suo insieme.” Il che implica quindi il concetto del…: “lieto fine.” Se vogliamo vedere in tutto ciò un segno di speranza. La speranza che la nostra vita su questa terra non sia stata soltanto un caso.

Vi lascio a questa speciale intervista dell’autore a se stesso e…
buon mese di febbraio a tutti!

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Complimenti signor De Giorgio, la vita da pensionato l’ha visto rinascere. Oggi siamo al suo quarto libro. Di cosa parla “L’ultimo pescatore”?
A differenza dei miei precedenti libri che avevano un sapore “dolce” (Pinocchio, Sagre e Fiere, Leonardo Da Vinci) questa volta il sapore é “amaro” trattando una malattia ancor oggi incurabile: il cancro.

Quindi, per la prima volta si cimenta su un tema drammatico. Che cosa lo ha portato ad un argomento così difficile e doloroso?
É la somma di varie esperienze vissute negli ultimi anni con persone afflitte da varie malattie che purtroppo portano alla morte. Nonostante questo, il mio racconto vuole essere un messaggio di speranza perché la speranza non deve morire mai.

Un disegno di Loredana Lancisi, realizzato appositamente per il capitolo che da il titolo all’opera.

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Poesia di marzo: “Fino alla domanda”

mercoledì, marzo 27th, 2019

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Cari amici del «Cofanetto Magico»,
per mantenere la calma, e quindi la speranza, anche nelle situazioni più critiche e tempestose, bisogna apprendere quanto prima tutti i segreti dell’ironia (che è la virtù dei forti o almeno dei cocciuti). Sul mercato, e nelle librerie, esistono manuali, magari in formato economico, che la insegnino a dovere (offrendovi perciò un’utile opportunità di vivere un po’ meglio)? Non so, a dire il vero. Per cui posso consigliarvi, al massimo, di leggere attentamente la poesiola che segue.

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“Falsomagro” (una recensione di Pietro Pancamo)

mercoledì, giugno 27th, 2018

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Monia Gaita, Falsomagro, Guida Editori, Napoli, 2009

 

Nella raccolta di versi Falsomagro dell’avellinese Monia Gaita, è protagonista, tanto nobile quanto indiscussa, una poesia armoniosa che –scaturendo si direbbe da una ferita complessa e articolata– procede con inquieta eleganza e che –lasciandosi guidare dall’estrosa precisione del dolore (bravissima, com’è noto, a (s)covare sempre e regolarmente l’immagine più giusta per esprimere l’esatta consistenza della vita)– riesce puntualmente ad imboccare la strada migliore per addentrarsi e perdersi in uno stile sicuro, che avanza a gran passi (o, se vogliamo, “[…] a forti dosi”) fra sussulti continui d’innegabile ricerca… e ricercatezza.

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Editoriale. Papa Francesco. Tutto diventa più bello se ci credi.

venerdì, aprile 1st, 2016

Roma: 10 febbraio 2016. Luci e ombre. Papa Francesco un po’ pensieroso… Foto Hans Linsen

Cari Cofanetti magici, affezionati lettori,

oggi vorrei parlarvi dell’importanza di credere. Non solo di sperare. Penso che credere e sperare siano sinonimi: vivono in simbiosi, uno non esiste senza l’altro, è incompleto. Sono legati da un sottile filo d’argento, solido e prezioso.

Roma,10 febbraio 2016. Papa Francesco saluta i suoi fedeli, felice e pieno di speranza per il futuro della Chiesa, che grazie al Suo intervento sta già cambiando: in meglio! Foto Hans Linsen

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