Posts Tagged ‘giacomo leopardi’

“Luoghi del Novecento. Studi critici su autori italiani: Cesare Pavese, Paolo Volponi, Tonino Guerra, Alberto Bevilacqua, Umberto Piersanti”

giovedì, aprile 27th, 2017

Alessandro Moscè, Luoghi del Novecento. Studi critici su autori italiani: Cesare Pavese, Paolo Volponi, Tonino Guerra, Alberto Bevilacqua, Umberto Piersanti, Marsilio Editori,
Venezia, 2004

 

Ho mobilitato i termosifoni, quel giorno, e subito il freddo ha iniziato a sfollare. Magari, attraverso i muri di casa, è uscito fuori per unirsi agli esordi assai incerti della mia primavera umbra, ancor gelida come l’inverno? Beh, non lo so… E comunque non mi sembrava utile, quel giorno, star lì a rimuginare, in stile trasognato, sulle avventure del freddo. Era sicuramente più opportuno, invece, ritornare a concentrarsi con solida attenzione sulla vita d’ordinanza, altrimenti detta quotidiana e piena (nel mio caso) di viaggi, di racconti da rifare, d’appuntamenti, di programmi da condurre, di articoli da correggere o creare. Insomma… di web radio e riviste online.

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Poesia di aprile: “L’ironia”

lunedì, aprile 27th, 2015

Platone e Aristotele

 

Già dal titolo, L’ironia ci dà la cifra di un tipo di poesia che io chiamo metalinguistica. La metafora autobiografica della magrezza allude alla propria poetica: magrezza equivale a asciuttezza, essenzialità, mancanza di orpelli, leggerezza. Traspare un rapporto di stretta familiarità con la figura retorica dell’ironia, a cui si attribuisce valore sia sul piano filosofico, sia sul piano della poetica. (altro…)

Poesia di novembre: “Somiglianze”

giovedì, novembre 27th, 2014

 

Somiglianze associa in una similitudine macrocosmo e microcosmo: natura e uomo. Di notte l’uomo e le cose create dall’uomo, come bambini, sono cullati da un manto di stelle, come da una avvolgente ninnananna materna. Non di rado Pietro Pancamo ci dà poesia cosmica, a volte più filosofica e leopardiana, a volte più pascoliana, anche nel lessico e nella poetica dello stupore “fanciullino”, come in Somiglianze, dove il paese/fagotto evoca la tenerezza di qualcosa di fasciato, infante da proteggere; (altro…)

Poesia di giugno: “Vecchiaia: canto di un barbone errante della discarica”

venerdì, giugno 27th, 2014

Fotografia (modificata) di Thehero

 

Non è difficile accostare ogni poesia che sappia guardare al dolore al grande modello leopardiano. Pietro Pancamo stesso dichiara il riferimento a Leopardi nel titolo di Vecchiaia: canto di un barbone errante della discarica. Canto di marginalità metropolitana, tra rifiuti, fetori e speranza di riciclaggio, per l’immissione in un nuovo ciclo di vita. Nella discarica l’accumulo di rifiuti rimanda metonimicamente alle società opulente: qui tutto è scompagnato, e l’usura produce smog sinestetico: lo senti sulla pelle oltre che con l’olfatto, quando in estate genera nel degrado e nel fetore storie di ordinaria follia. Ma forse proprio nel riciclaggio questa umanità emarginata vede una speranza.

Marisa Napoli
CHI SONO

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