Posts Tagged ‘jovanotti’

Festival di Sanremo. Massimo Ranieri e Irama i veri vincitori! Bocciati e promossi. Inopportuni i saluti a Zia Mara.

giovedì, febbraio 10th, 2022

Ogni anno commento il Festival di Sanremo quando è terminato e non se ne parla più in televisione, sui social e le varie testate giornalistiche. Anche quest’anno eccomi ad annunciare e sottolineare dati da record: se si conta che la prima serata è stata vista da 10,9 milioni di telespettatori, con uno share del 54,7%, la seconda da 11 milioni (55,8% di share) e via…in salita: la quarta da 11,4 milioni con uno share del 60, 5%. Non si assisteva ad un successo simile dal 1995. La finale ha raggiunto cifre che non si “vedevano” dal 2020 per una finale di Sanremo, secondo il sito Davide Maggio: 13, 14 milioni di telespettatori ed uno share del 64,9%.

Festival di Sanremo 2022. Un successo per Amadeus.

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Jova Beach Party: io c’ero!

giovedì, luglio 18th, 2019

Premessa: in un mio post facebook dell’11 luglio ho scritto:

La mia amica Paola mi ha chiesto di descrivere con un aggettivo il Jova Beach Party di ieri a Rimini, e mi è uscito al volo “estremo”.
Più ci penso e più mi sembra azzeccato: ESTREMO, ecco come è stato!
Ne scriverò dettagliatamente nella mia uscita di luglio de “Il Cofanetto Magico”, ma di sicuro l’idea sarà questa!
Jova Beach Party: estremo!

In meno di due mesi, la grande carovana del Jova Beach Party farà 17 date, e ogni data vuol dire mettere in piedi, grazie al lavoro di circa 1000 persone, un gigantesco villaggio in grado di accoglierne poi oltre 40.000. A data.
Per dire, mentre scrivo risuona ancora l’eco della data di Marina di Cerveteri (16/7) e si è praticamente alla vigilia di quella di Barletta (20/7).
Si dirà: e dove sta la novità? E’ un tour, no? E i tour da sempre sono fatti così! Una città dopo l’altra, un concerto dopo l’altro.
Ok, ricominciamo!

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Franco Bolelli: un filosofo sotto canestro.

venerdì, maggio 18th, 2018

Il nuovo libro, lo sport, la tecnologia, l’espansione dell’esperienza vitale, la formazione del carattere… Tutto questo e ancora di più, in una esclusiva recensione con intervista di Paolo Pagnini.

Una foto di Franco Bolelli, estrapolata dal suo profilo

Nella mia vita ho avuto la fortuna di incontrare tanti libri importanti.
In alcuni casi, ho avuto anche la gigantesca opportunità di conoscerne personalmente gli autori.
In un libro di Franco Bolelli mi sono imbattuto alla fine del 2010 “per caso” (stavo per scrivere “per sbaglio”). La sua era la seconda firma, per me sconosciuta, di un voluminoso tomo di quasi 500 pagine, comprato sulla fiducia in Lorenzo Cherubini Jovanotti, con l’idea di regalarlo per Natale al mio nipote musicista Davide. “Poi…” mi ero detto “…si vedrà. Magari dopo che l’avrà letto lui me lo faccio prestare e se mi piace…”.
Non ho aspettato, in realtà. Pochi giorni dopo Capodanno ero già lì con la mia copia, a leggere e rileggere, sottolineare (io, che di solito, e fino ad allora, i libri quasi non li aprivo del tutto per non rovinarli), trepidare, trattenere il fiato, riderci e piangerci sopra, ed emozionarmi. Soprattutto ne parlavo con tutti. Ormai era diventato una specie di sfida tra i miei amici: “quanti minuti ci impiegherà, questa volta, prima di iniziare a parlare di Viva Tutto!”.
“Viva Tutto!” mi ha trasformato in meglio, ha cambiato la mia visione prospettica del mondo, mi ha consentito di mettere le basi di una nuova fase della mia esistenza.
Esagero? Può darsi, ma anche a “saper esagerare” è una cosa che ho imparato da “Viva Tutto!”.
Ecco perché per me, parlare di e con Franco Bolelli è una esperienza senza paragoni.

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“Oh, Vita!” – le due anime di un disco e le mille anime di un artista.

domenica, febbraio 18th, 2018

La mattina del 1° dicembre 2017 ho fatto un gesto antico, che non facevo, appunto, da svariati decenni.
Sono uscito di casa e sono andato a comprare il nuovo LP di Jovanotti. Non è una svista, ho scritto LP (sigla di Long Playing), perché l’album l’ho comprato proprio in vinile. Insomma, ho comprato il disco, doppio, e sono tornato a casa per ascoltarlo, tenendo in mano la busta coi testi.
Si è trattato, appunto, di un gesto antico, anche se in realtà, un primo ascolto, con un salto in avanti all’oggi, me l’ero già concesso, grazie alla tecnologia dello streaming, pochissimi minuti dopo la “pubblicazione”, più o meno, a mezzanotte e cinque…
Insomma, questa cosa di mescolare antico e moderno, mi ha proprio affascinato, anche perché, per per fortuna, vivo in una casa che mi permette di non dover badare troppo agli orari e al volume audio. Ma non affascina solo me, se è vero che un breve video in cui metto il disco sul piatto e che ho pubblicato su fb, ha avuto oltre 450 visualizzazioni e una trentina di likes…
Insomma, Jovanotti piace, e piace anche l’idea di ascoltarlo in vinile. Che, per… inciso (!), vede la sequenza dei brani suddivisa in modo diverso, rispetto a quella del cd (e della relativa playlist in streaming digitale), seguendo una idea di suddivisione delle due diverse “anime” dell’album, tra i due LP.

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Yari Carrisi Power. Una stella latente nel firmamento musicale.

mercoledì, ottobre 8th, 2014

Yari Carrisi Power a Bucarest

Dopo l’uscita dell’articolo “AlBano & Romina… a Bucarest per nostalgia“, ricevetti un simpatico ed inaspettato messaggio su Facebook da parte di Yari Carrisi: “Sei UN mago! Grazie, l’ho letto con un gran sorriso stampato sulla faccia. Magari ce ne fossero di più di queste storie immortalate“. Questo ragazzo ha classe e sensibilità da vendere, pensai convinto. Decisi così di intervistarlo. Gli esternai la mia volontà in un messaggio.

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