Articoli marcati con tag ‘vilma torselli’

Sydney, NUDI ALLA META

venerdì, 5 marzo 2010


NUDI ALLA META

Mi piace lavorare con il corpo umano in un modo che non sia sessuale, e che presupponga uno spazio pubblico. Aiuta a rompere molte barriere nella nostra societa”. (Spencer Tunick)

Chi per avventura si fosse trovato il primo marzo a Sydney, Australia, e si fosse aggirato dalle parti dell’Opera House, avrebbe potuto assistere ad una performance veramente sorprendente ed insolita, perché proprio lì Spencer Tunick, originale artista, fotografo e videomaker statunitense, classe 1967, ha schierato un’altra delle sue installazioni viventi per le quali ha acquisito notorietà mondiale: cinquemiladuecento persone nude ed immobili, sullo sfondo di uno dei monumenti più significativi dell’architettura del ‘900.
Il record personale dell’autore risale al 2007 ed è stato realizzato a città del Messico, dove i nudi immortalati furono ben 20.000!

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Aldo Sterchele, intervista

mercoledì, 17 febbraio 2010


“Insegnami a volare”

ALDO STERCHELE, IL GRANDE PITTORE DEL CORPO UMANO DOVE SI CONCENTRANO PASSIONI, ANGOSCE, VIOLENZE, PENTIMENTI, CONTRADDIZIONI: METAFORA DI UN MONDO PERICOLOSAMENTE SOSPESO SU UN BARATRO, DOVE LA SUA ARTE SI INSERISCE ALLA RICERCA DELLA SALVEZZA E DELL’ IMMORTALITA’.

Milanese, classe 1930, alle spalle studi umanistici dapprima al liceo classico, poi alla facoltà di Architettura e all’Accademia di Brera, oggi Aldo Sterchele può vantare una carriera artistica lunga e piena di successi; 50 anni di lavoro fra pittura,  scultura, insegnamento,  conferenze,  seminari ed un progetto artistico-didattico che porta avanti dal 1984 nel suo “Laboratorio dell’Immagine”.

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Andrea Padovani, intervista

venerdì, 29 gennaio 2010

Andrea Padovani

“Quando lavoro, dipingo. Quando dipingo, sogno”.

E’ così che Andrea Padovani descrive la sua vita, una sintesi tra materia e idea, tra osservazione e creazione, tra realtà e metafora. Un mondo fragile, quello dell’arte e quello del sogno, in cui entrare in punta di piedi, in silenzio, senza chiedere troppo: con la possibilità di uscirne portandosi via molto. Certo la vita, ed in special modo l’arte, non dà niente per niente; ci vuole tenacia, fatica, dedizione, “Lavoro molto – dice Andrea – Molte volte mi chiedo perché. Perché? Perché  sto costruendo una scala. Una scala verso il cielo, una scala per i miei sogni”. 
E per quelli di tutti noi.

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Sergio Fedriani, quattro anni dopo di lui

lunedì, 4 gennaio 2010

Sergio Fedriani

Sergio Fedriani, “Il mare nel cielo”, acquerello, 1977

Sergio Fedriani

….. con il mio cappello blu

In ricordo di Sergio Fedriani, grande e poliedrico artista genovese, capace di illuminare con i suoi bei colori le nostre stanchezze quotidiane; sognatore che diventa parte integrante del sogno.
A suo nome un’associazione che aiuta i giovani artisti.

Voglio ricordare a quanti lo hanno conosciuto e desidero presentare a chi non ha avuto questo piacere, un caro amico, Sergio Fedriani, non solo perché era mio amico (un quasi-parente!), ma perché era una persona speciale, come ne nascono raramente. (continua…)

Angeli (forse)

mercoledì, 30 dicembre 2009

angeli

Angeli (forse)

La sala d’aspetto del terminal “Nuovi Arrivi” era anonima, pulita e ordinata, non un’impronta si leggeva sulle pareti bianchissime, sul pavimento nitido, sulle vetrate lucenti di una trasparenza assoluta,  delle folle che si erano succedute in quello spazio ed avevano riempito di sé, delle loro ansie e delle loro attese, il silenzio irreale.
I signori Mario ed Anna Rossi  attendevano muti, rigidamente seduti su una scomoda panca di legno,  brutta ed essenziale  come tutto il resto dell’arredo, vicini l’uno all’altra come per occupare meno spazio  e dare così meno disturbo con la loro presenza.
Si trovavano lì perché era prossimo il momento della nascita del loro primo figlio, attesa con indicibile trepidazione, anche se, naturalmente, già sapevano tutto di lui: che era maschio, di robusta costituzione, con gli occhi azzurri della madre, i capelli biondi del nonno paterno, con il suo stesso suo nome, Alberto, e la predisposizione alla musica della bisnonna materna. (continua…)

Intervista a Gianmarco Chieregato

venerdì, 4 dicembre 2009

maria grazia cucinotta

Mariagrazia Cucinotta sulla copertina del catalogo della mostra
‘Fuori dall’ombra’
© Copyright Gianmarco Chieregato

Gianmarco Chieregato, uno dei più noti e bravi fotografi italiani si racconta:” Quando ritraggo una persona vorrei fargli dimenticare tutto il male che c’è nel mondo almeno per cinque minuti”.Il ruolo del computer nel campo fotografico; risvolti positivi e negativi

marni Nato a Roma, laureato in architettura, fotografo per vocazione, Gianmarco Chieregato ha iniziato nella capitale a fotografare per l’alta moda, cominciando con Capucci e proseguendo con Lancetti una collaborazione durata ben 14 anni.
Da più di 10 anni si dedica al cinema eseguendo ritratti di attori e personaggi celebri per le più importanti riviste di settore, affiancando al suo lavoro l’impegno in campagne a favore di cause sociali e umanitarie e mettendo a disposizione di varie iniziative di sensibilizzazione civile la sua professionalità e la sua notorietà. In un’intervista di qualche anno fa ho già avuto modo di dialogare con Gianmarco Chieregato (continua…)

CityLife, Milano si rifà il look

domenica, 29 novembre 2009

citylife

CityLife, il nuovo volto “emblematico e riconoscibile” della Milano del terzo millennio o un banale clone di altre anonime città del mondo, senza identità e senza storia?

Nel suo “Libello”, nel 1938 Carlo Emilio Gadda scriveva: “Milano è una brutta e mal combinata città ….” , e, diciamocelo, non aveva tutti i torti.

Ma ora Milano ha l’occasione per riscattare questa fama negativa, causa da sempre di una sorta di complesso di inferiorità nei confronti delle altre città storiche d’Italia (Firenze, Roma, Napoli ecc.), rifacendosi il look in occasione del prossimo Expo del 2015. E’ iniziato infatti il più faraonico cantiere edilizio di tutti i tempi, quello che costruirà in pochi anni CityLife, progetto su ben 365.748 mq di superficie destinato a riqualificare il quartiere storico della Fiera di Milano e con esso l’intera città. L’intenzione dei promotori è quella di creare per Milano “un nuovo centro”, che sia “emblematico e riconoscibile”. (continua…)

Milano, la prima volta di Edward Hopper

mercoledì, 4 novembre 2009

edward-hopper

Edward Hopper: incisivo pittore della realtà immobile ed immutabile delle cose e della solitudine umana che ci accomuna (e accompagna) tutti quando ci troviamo davanti ad un muro di incomunicabilità, noia, stanchezza esistenziale e tristezza.

Per la prima volta in mostra a Milano.

E’ in corso a Milano la prima grande mostra antologica in Italia dedicata a Edward Hopper (1882-1967), esposti più di 170 pezzi (acquerelli, olii e disegni) provenienti per la maggior parte dal Whitney Museum of American Art di New York.

Il sodalizio tra Hopper e l’importante sede museale inizia nel 1920, data della prima mostra dell’artista, e si snoda lungo tutto l’arco della sua lunga carriera ed anche oltre, visto che è la vedova di Hopper a donare, dopo la sua morte, le sue opere (oltre 2500 pezzi) proprio al Whitney Museum. (continua…)

Milano celebra il Futurismo

venerdì, 30 ottobre 2009

Il Futurismo
MILANO CELEBRA I CENTO ANNI DALLA NASCITA DEL FUTURISMO

Il 2009 è l’anno in cui ricorre il centenario della nascita del Futurismo, uno dei pochi fenomeni di avanguardia italiana del Novecento che acquisì importanza internazionale e del quale il Manifesto di fondazione venne pubblicato nell’inserto culturale di ‘Le Figaro’ del 20 febbraio del 1909. (continua…)

Gli ottant’anni del MOMA

venerdì, 9 ottobre 2009

Moma di New york

L’ingresso del Moma di New York

Il più famoso Museo d’arte Moderna: il MOMA di New York
BUON COMPLEANNO, MOMA!

Il MOMA di New York, il più grande e conosciuto museo d’arte moderna del mondo, voluto dalla famiglia Rockefeller nel luogo più centrale della città ed inaugurato nel novembre del 1929, compie ottant’anni …. ma non li dimostra!

Merito, senza dubbio, del recente lifting che lo ha trasformato radicalmente accrescendone la bellezza e la funzionalità grazie al progetto di ristrutturazione di Yoshio Taniguchi, vincitore del concorso indetto allo scopo; Taniguchi è arrivato primo davanti a molti concorrenti di grande fama quali Bernard Tschumi e Rem Koolhaas. (continua…)