Editoriale giugno

Maria Cristina Giongo

Cari lettori online,

anche questo numero contiene tanti articoli speciali, a cominciare da quello del 3 giugno con l’intervista al direttore del settimanale OGGI (quasi un milione di copie !), Umberto Brindani, che ci racconta tutto di sè. Ne è uscito il ritratto di un uomo serio, che ama la sua professione e fatica a fianco dei suoi collaboratori. Un grande uomo, in tutti i sensi: moralmente e… fisicamente! Infatti è alto 1 metro e 94! Appassionato di palla a volo e di barca a vela. Felice, realizzato (sia pur con qualche cocente delusione alle spalle) e…soprattutto innamorato! Un’intervista da non perdere!

In seguito troverete le due rubriche più seguite del Cofanetto Magico, quella sui sogni (questa volta il tema centrale sono i sogni di conferma) della Dottoressa Marzia Mazzavillani e quella di Roberto Pagano, consulente aziendale su fisco e contabilità che ci parlerà dei negozi degli avvocatiLow Cost”. I suoi consigli sono sempre molto richiesti ed apprezzati. Potenza del web, a disposizione (gratuita) di tutti.

Roberto (che ha appena perso il suo adorato cane Edgardo) ha scritto anche un pezzo sui “rock painters”, i pittori su pietra, intervistando Isabella Groppali, un’ artista che offre agli animali scomparsi… un dolce riposo su pietra.
A proposito di animali la nostra veterinaria, Imma Paone, ci ha offerto un articolo sul “volo della gattina Luna”: una sua “paziente” in bilico fra cielo e terra…

La leccornia di questo mese è il Babà napoletano, che Antonella Clerici ha dispensato a piene mani a tutti i suoi ospiti di riguardo nel programma televisivo “Vi lascio una canzone”. Angie Cafiero, la nostra esperta di cucina, scrittrice, oltre a suggerirci la ricetta originale, ne racconta le origini storiche. Pensate che risale al re Stanislao Leszczynsky di Polonia… e che arrivò a Napoli al seguito dei Borboni, dopo aver perso per strada la prima parte del nome. Infatti in origine si chiamava Alì Babà. Divertitevi ed imparate leggendo. Dopo di che..buon appetito!

Seguirà una storia molto triste: quella di una bimba olandese nata con la morte nell’anima. La prima volta che espresse il desiderio di morire aveva solo 3 anni . E’ possibile essere già stanche della vita a quell’età? E che fine ha fatto questa bambina infelice? Sua madre racconta che al momento in cui sua figlia le disse “mamma, voglio morire!”, cominciò a spegnersi anche lei, giorno dopo giorno.
Arrivò persino a chiedersi se le voleva ancora bene; oppure se cominciava ad odiarla a causa di tutta la sofferenza che le procurava.

Per illustrare questo struggente articolo ho scelto una poesia di Giorgia Vezzoli, trovata navigando in rete (possiamo dire ancora una volta: potenza del web!) che mi ha trasmesso una grande emozione. In seguito ho scoperto che Giorgia fa parte di un movimento molto interessante; per cui vi consiglio non solo di leggere l’articolo sulla bimba olandese vittima di un male che non le era mai stato inferto…(come scrive Giorgia nella sua poesia) ma anche di seguire questa notevole autrice nelle sue campagne di pensiero libero.

Questo mese abbiamo un nuovo ingresso d’eccellenza: quello del noto giornalista Roberto Allegri: al suo attivo 30 libri, e collaborazioni con varie testate italiane di rilievo. Benvenuto fra noi, Roberto! Roberto ci ha regalato un bellissimo servizio, che pubblicheremo in tre puntate, per rispondere all’annosa domanda: ” davvero la scienza non crede agli extraterrestri?”. Il reportage fotografico è di Nicola Allegri.

Il primo scienziato intervistato da Allegri è uno dei più brillanti astrofisici del nostro Paese, il Dottor Teodorani. Ne è uscita un’ interessante ed avvincente intervista che apre nuove frontiere, nuovi punti di incontro e chissà… forse anche spunti di scontro. L’importante è “captare i segnali”, dice il dottor Teodorani, “segnali intelligenti”; per capire se siamo soli in questo immenso universo oppure esiste una vita anche su altri pianeti.
La seconda puntata la troverete nel numero del 3 luglio e la terza il 3 agosto. Da non perdere!

Dulcis in fundo… eccoci arrivati alla lettera ai famosi, che di dolce in realtà non ha proprio nulla. Al contrario, è piuttosto aspra e acida. La protagonista è Loredana Lecciso! Ci risiamo, direte voi! Che cosa ha fatto questa volta?

Si è fatta nuovamente fotografare senza mutande, ha volteggiato in pose sexy appesa ad un trapezio del circo, è tornata sull’Isola dei famosi dimenticandosi che il programma è finito da un pezzo, si è nuovamente iniettata il botox da sola, ha scritto una nuova canzone; oppure si è iscritta ad un corso di danza classica, dopo essere dimagrita di un tot di chili? E se fosse tornata con Al Bano?

Niente di tutto questo; tuttavia ha realizzato un’altra stupidità, per cui varrebbe la pena di aprirle gli occhi sull’ambiente fittizio, simulato e spesso pericoloso che frequenta. Con tante scuse al mio caro amico Al Bano! D’altra parte lui mi conosce bene. Allora sa che se conduco una battaglia la porto avanti sino allo stremo delle mie forze: soprattutto se ci sono di mezzo i bambini! Quindi, cara Lecciso: per quanto mi riguarda, stop al televoto!

Non a caso questo mese ho scelto due storie di madri; una che sta vivendo un dramma inimmaginabile, l’altra che alloggia permanen- temente nel mondo dell’apparenza, non rendendosi conto quale bene prezioso siano i figli. Un bene da preservare, da difendere e da tenere il più lontano possibile dal mondo artefatto dello spetta-
colo.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Direttore:
Cristina Giongo

Direzione tecnica:
Francesco Addante

Redattori e giornalisti che hanno collaborato a questo numero
Marzia Mazzavillani (Marni)
Roberto Allegri
Angie Cafiero
Thomas Leoncini
Roberto Pagano
Imma Paone
Cristina Giongo

Assistenza Tecnica
Marzia Mazzavillani (Marni)
Hans Linsen

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4 Responses to “Editoriale giugno”

  1. Emanuela scrive:

    VIVA LE MAMME DI TUTTO IL MONDO…
    VIVA LE MAMME CHE NON SONO MAMME MA LO SONO NEL CUORE NELL’IMPOSSIBILITà DI AVERE UNA CREATURA…
    VIVA ANCHE ALLE MAMME CHE FAREBBERO MEGLIO A NON AVERE FIGLI…

    E SOPRATTUTTO UN VIVA ETERNO ALLA VITA CHE SOLO NOI DONNE SAPPIAMO DARE

    E AI PAPà INVECE DICO: BASTA FARE I MAMMI MA IMPARATE A FARE BENE IL PAPà RUOLO ALTRETTANTO IMPORTANTE E PREZIOSO PER LA CRESCITA E LA STABILITà DEI FIGLI…
    RUOLI CHIARI E OGNUNO AL SUO POSTO SENZA FAR TANTA CONFUSIONE…

  2. Maria Cristina Giongo scrive:

    Giusto, Emanuela: il ruolo paterno e quello materno sono ugualmente importanti e non vanno confusi.

    Infatti sono contraria all’adozione o affiliazione ( possibile in Olanda) da parte di coppie di omosessuali; proprio per non creare uno scompenso affettivo ed educativo nel bimbo.

    La pensa come me anche un giornalista scrittore omosessuale che mi ha detto che lui non vorrebbe assolutamente coinvolgere un bambino in una confusione simile che considera un vero atto di egoismo da parte della coppia…A cominciare dal disagio di dover spiegare ai suoi compagni di scuola perchè lui ha due padri ( o due madri).

    Ruoli chiari e precisi, come dici tu e come è sempre stato nella società comunitaria in cui viviamo. Per il bene del bambino.

    In quanto a certe mamme… anch’io condivido che alcune di loro farebbero bene a non mettere al mondo dei figli; e neppure ad adottarli per non infliggere altra sofferenza, disagio e solitudine a chi è già stato precedentemente ferito dalla vita.

    Non basta dare un tetto, una governante fissa, soldi, e in seguito regalare una bella macchina; i figli, naturali o adottati, hanno principalmente un essenziale bisogno di amore, attenzioni, contatto fisico espresso in coccole e carezze, presenza COSTANTE. E questo chi lavora nel mondo dello spettacolo è difficile che possa offrirlo.

  3. Condivido Emanuela.. anche fare il papà non è facile.. ma fare la mamma lo è ancora di più

    Bello l’editoriale.. ricco come sempre di spunti di riflessioni e curiosità

    Un abbraccio a tutti i cofanetti

  4. Emanuela scrive:

    Ripeto, non voglio assolutamente togliere niente ai papà, questa generazioni di papà specialmente che vorrebbero sostituirsi al 100% o quasi alla mamma.
    secondo me il papà deve avere un ruolo guida coi figli, anche neonati, ma dare il senso (non dell’autorità) ma delle regole che sono la base di una sana convivenza anche tra familiari.
    credo che fare il papà sia duro specialmente quando di mezzo c’è una separazione, l’ex fa i dispetti tramite i figli, cosa più triste ed odiosa che ci possa essere…

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