Omicidio di Cisterna di Latina. Alessia e Martina sono state uccise due volte, con la loro mamma Antonietta Gargiulo. La televisione dell’orrore. Albano Carrisi, i barbarismi del gossip.

Alessia e Martina, con la loro mamma, Antonietta Gargiulo, vittime innocenti di una furia omicida e di una società indifferente.

Si è parlato molto della tragedia di Cisterna di Latina, un dramma annunciato. Un atroce delitto premeditato, preceduto da tante e vane denunce sporte da Antonietta Gargiulo, la mamma delle due bimbe uccise, Alessia e Martina, a sua volta ferita gravemente. Ma non si è parlato dello scempio che ne ha fatto la stampa, o, almeno, un certo tipo di stampa. Mi riferisco alla diffusione dei colloqui privati fra questa povera donna, la sua bimba Alessia ed il marito, Luigi Capasso, che subito dopo si è suicidato.

9 marzo 2018. Il giorno del funerale di Alessia e Martina. Riposate in pace, piccoline!

Infatti, mentre mamma Antonietta giaceva in coma, in ospedale, sono stati mandate in onda delle telefonate private intercorse fra lei e quell’uomo da cui voleva separarsi, proprio per la sua violenza nell’ambito familiare e i suoi continui tradimenti. I social “si sono scatenati”, chiedendo: ma come è possibile violare la privacy in questo modo? Oltre tutto la violazione della privacy è punibile per legge. Chi ha dato quindi il permesso alla diffusione pubblica? Lui no di sicuro, in quanto si era già tolto la vita. Lei neppure, in quanto versava in gravi condizioni, in ospedale. Inoltre, orrore degli orrori…si sentiva la vocina della piccola Alessia, la voce di una bimba che era morta! Io mi sono associata a questa protesta ed ho subito scritto al presidente e al direttore della prima mittente che li ha mandati in onda, chiedendo chiarezza, anche sulla persona che ha passato queste conversazioni private ad una televisione.

Non mi hanno risposto; ma il giorno dopo la presentatrice di tale programma ha precisato che si trattava di un “documento giornalistico.” Peccato che vi avessero apposto la scritta “esclusivo”. Un pugno nello stomaco, perchè alla gente non credo interessi tanto se l’esclusività di una simile tragedia sia da attribuirsi a questa o a quell’altra emittente commerciale. Non cito il nome, non per timore di una querela, in quanto è tutto documentato ( anche le reazioni dei telespettatori indignati per tale messa in onda), ma perchè subito dopo le suddette registrazioni sono state fatte girare da altri mezzi di stampa; a questo punto a parer mio colpevoli pure loro! Quindi la mia critica, la mia feroce critica, è rivolta a tutti. I veri documenti giornalistici d’informazione sono ben altri e non puntano sullo share! Soprattutto conoscono la pietà umana.

chi, invece di rispettare il dolore, lo rende spettacolo, lo strumentalizza.

Pensate che nel momento in cui sono state mandate in onda Antonietta era sedata, in stato di incoscienza e non sapeva ancora della terribile fine che avevano fatto le sue creature! In quei momenti giravano già le sue conversazioni con il marito! A quale scopo? E soprattutto, ripeto, quale sarebbe il valore giornalistico di questa esclusiva? Dimostrare come la donna rimanesse calma davanti alle richieste dell’uomo di vedere le figlie? Brava, Bravissima. Un esempio. Tuttavia era proprio necessario mandare in giro un documento privato, e ripeto, con il permesso di chi? Dei familiari? E’possibile che i miei figli, fratelli, parenti, amici, se fossi ricoverata in ospedale, potrebbero passare ai media i messaggi privati o registrazioni telefoniche mie? Con che diritto? Se io non voglio, l’ospedale non potrebbe neppure informarli della patologia di cui potrei soffrire.

Vorrei sapere che cosa ne pensano la questura, la procura, i carabinieri, insomma, tutte quelle istituzioni per cui io nutro la massima stima e rispetto. Mi chiariscano loro il motivo di questa mancanza di rispetto verso una donna che magari non sarà d’accordo, ora che si è svegliata dal suo sonno profondo, ed ha appreso della morte delle sue bambine. E come potrebbe esserlo sapendo che per giunta la voce della sua Alessia, minorenne, è stata diffusa via vari canali televisivi? Come poteva essere stata lei a permettere una tale ignominia? Al risveglio dal coma non poteva neanche parlare, quindi era persino incapace di opporsi. Questa è vera e propria PREPOTENZA UMANA E GIORNALISTICA.

Quando ho scritto alla redazione della prima emittente che ha fatto questo passo, speravo che almeno non avrebbero continuato su questa strada; mi ero illusa! Sono andati avanti anche il giorno dopo, con una seconda ESCLUSIVA dell’orrore. Perchè io ci vedo solo, lo ripeto per l’ennesima volta, una grande mancanza di rispetto, un atto che viola la privacy; non certo un valore aggiunto verso la lotta al femminicidio, la violenza sulle donne e a livello familiare. In quanto non era accompagnato da alcun commento di psichiatri, psicologi, giornalisti professionisti che da anni si occupano di casi del genere, forze dell’ordine, ecc. Solo in questo caso, con un dibattito ad alto livello, si possono affrontare questi temi, secondo me.

Certi particolari, come, appunto, la vocina di una bimba massacrata dal padre, resi pubblici senza neanche il permesso della madre, sono veramente così utili, tanto da calpestare i diritti, la dignità, il dolore di quella povera donna che svegliandosi dal coma ora deve affrontare anche questo giornalismo dell’orrore? Non bastava dare la notizia? Bisogna per forza raccontare anche la dinamica del delitto in ogni efferato particolare? Non c’è bisogno di vederle, certe cose, di sentirle.

Rispettate le lacrime di chi soffre.

Per questo i telespettatori hanno protestato sui social, più intelligenti e meno morbosi di quanto si pensi. E lo share non è salito, come forse si sperava, ma sceso; soprattutto rispetto a programmi come Il segreto, Amici, Uomini e donne, che non danno esclusive ma raccontano solo e semplicemente “favole” o spaccati di vita sociale. Mi chiedo che cosa ne pensino i pubblicitari; io non spenderei un centesimo in reclame da mandare in onda in programmi e giornali che vogliono a tutti costi vendere, vendere, vendere, sulla pelle dei più deboli. Anche se i programmi trasgressivi un pubblico trasgressivo… lo trovano sempre, al di là di ogni etica e morale.

Complimenti invece a Marco Liorni che alla Vita in diretta ha parlato di questa tragedia senza esclusive clamorose, con tanta empatia, discrezione, vero dolore ( anche in questi casi si vede chiaramente chi è partecipe al dolore altrui o chi finge per aumentare…gli indici d’ascolto!).

Questo è il vero giornalismo che informa in modo corretto ed efficace. Ve lo dice proprio una giornalista che non è mai scesa a compromessi nello svolgimento della sua professione, anche quando conducevo un programma televisivo. Mai ho voluto fare interviste pescando nel torbido, pagando gli intervistati per avere “esclusive,” facendo domande impietose. Forse per questo nessuno ricorda il mio nome; eppure basta cliccarlo su wikipedia, leggere nel mio sito alcune delle mie migliaia di articoli scritti, in quasi 40 anni di professione e pubblicati su settimanli e quotidiani nazionali.

Una volta, quando conducevo una trasmissione a Telealtomilanese il mio direttore mi disse di intervistare un bimbo massacrato di botte dalla madre; quando lo vidi, in ospedale, non mi usciò la voce per fargli ..neanche una sola domanda! Come potevo chiedergli i particolari di quelle violenze subite? Anche il cameraman abbassò la telecamera. Non ce la faceva neanche lui, caro collega, amico umano! Lo abbracciai, giocai con lui, corsi a comprargli un regalino. Poi tornari in sede senza il servizio. Per fortuna il direttore ci capì. Ma erano altri tempi. Eravamo una piccola televisione: tuttavia non saremmo mai scesi a compromessi per crescere in visibilità e guadagnare soldi. Non in questo modo. E ne vado fiera.

Ora purtroppo, per diventare famoso devi chiamarti Vittorio Sgarbi, oppure, per esempio, Barbara D’Urso e Luciana Littizzetto (anche se quest’ultima mi è simpatica), i quali si credono tanto divertenti e giovincelli… usando continuamente termini come “idiota, merda, caz..o, cacca, tette, bocce, culo.” E ora scusatemi voi, cari lettori, per averle ripetute, ma è stato…tanto per darvi l’idea di come i loro “dialoghi” siano di livello, educazione, classe. Anche qui evito la querela, perchè sto solo riportando le loro parole; non insultandoli. Detto questo odio i termini “esclusiva- in diretta solo per voi- tette” ripetute continuamente. Mi piacciono le persone che danno del “lei”, e mi fanno tristezza gli uomini e le donne, che superati i 60 anni vogliono a tutti i costi dimostrarne 20 di meno.

Infine non voglio gli indici d’ascolto, io voglio essere ascoltata come giornalista. E portare avanti la mia battaglia contro la violenza di chi risponde all’amore con un pugno: inoltre contro certi media, televisivi, cartacei e su internet che mi disgustano per la loro invadenza, oltre ogni limite della solidarietà e sensibilità umana.

Per concludere e descrivere compiutamente tutto ciò uso la bella definizione che il grande cantautore Albano Carrisi ha adoperato durante una recente intervista che gli ha fatto Fabio Fazio, a Che tempo che fa, su Rai uno, che compendia il mio pensiero e condivido, come lui ben sa: “i barbarismi del gossip!”

La Pasqua è la festa della resurrezione. Allora una preghiera per le povere Alessia e Martina che adesso saranno sicuramente in cielo. Tanto coraggio alla loro mamma Antonietta e un invito a tutti di lasciarla in pace con il suo dolore. Mi auguro che ce la faccia a sopravvivere con una simile, devastante sofferenza. A lei e alle sue bimbe, lassù, vada il nostro più tenero abbraccio.

Con la speranza che mai più, mai più vengano ignorate o sottovalutate le denunce e le richieste d’aiuto di tante donne che vivono di paura.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

www.mariacristinagiongo.nl
https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Cristina_Giongo

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4 Responses to “Omicidio di Cisterna di Latina. Alessia e Martina sono state uccise due volte, con la loro mamma Antonietta Gargiulo. La televisione dell’orrore. Albano Carrisi, i barbarismi del gossip.”

  1. Elisa scrive:

    Comportamenti orribili che purtroppo “passano”, nella quasi totale indifferenza.

    • admin scrive:

      E’vero, ed è tristissimo! Ciao, cara Elisa, a quando un tuo nuovo articolo?

      • Elisa scrive:

        Sei sempre tanto cara Cris! Per la verità ne ho un paio in bozza ma, come sai bene, ho la vita non facile ( o questa è la mia percezione) e nell’ultimo anno le mie energie se ne sono andate dietro alla soluzione di alcuni problemi, ma non demorderò, neppure nello scrivere.
        A presto, un abbraccio

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