Editoriale di maggio. I veri amici sono preziosi. Saperli riconoscere e mantenere. Allontanate gli invidiosi, sono distruttivi!

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Cari Cofanetti magici,
Ricordate il proverbio, “passata la festa gabbato lo santo”, rivolto a coloro che dopo aver ottenuto un piacere si dimenticano presto del bene ricevuto? Sta a dire che, finita la festa, ci si scorda subito del Santo. Viene messa in evidenza la mancanza di riconoscenza di coloro che si mostrano affettuosi e gentili (spesso eccessivamente) quando hanno avuto il favore o l’amicizia in cui speravano (perchè a loro utile!); poi si disinteressano della persona che li ha aiutati e l’abbandonano.

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Un’immagine della generosa gru mentre leva un osso dalla gola del lupo, che lo faceva tanto soffrire.

Questo proverbio risale alla favola di FedroIl lupo e la gru”. Infatti in latino si dice: FEDRO DOCET (Fedro insegna). Fedro racconta di un lupo che, soffrendo terribilmente per un osso ingoiato che gli si era piantato in gola, implorava una gru di toglierglielo usando il suo lungo becco, promettendole una ricompensa.

Ma, appena tolto l’osso e scomparso il dolore, che cosa pensate che il lupo abbia detto alla gru in attesa del premio o almeno di un grazie?? “Cara amica, ti sono molto riconoscente. Ti sarò sempre vicino, ti proteggerò per tutta la vita, difendendoti dai nemici, con tanto amore?”

No, si rivolge alla gru e e le dice, con arroganza: “Che cosa pretendi adesso da me?! Che ingratitudine! Dovresti ringraziarmi che non ti ho mangiata!!!

La conclusione di Fedro è: “chi si aspetta la gratificazione dai malvagi, sbaglia non una ma due volte: la prima perché aiuta gli immeritevoli, e la seconda perché non se la cava senza rischio”.

Penso spesso a questo modo di dire e a questa bellissima favola, che dipinge compiutamente l’animo degli sfruttatori, dei falsi amici che si avvicinano ad una persona con mille moine sempre e solo per ottenere qualcosa. A maggior ragione se si tratta di persone ricche, influenti, famose. Poi, se “i loro grandi amici” cadono in disgrazia, o si accorgono dei loro raggiri, della loro finzione, allora scompaiono. Ancor peggio: parlano male di loro dietro alle spalle. Che squallore!

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In realtà il lupo è un animale buono ed intelligente; in natura non esiste la cattiveria. Fra gli umani sì.

Allora cari amici, cari Cofanetti magici, attenzione ai falsi amici, a chi vi fa troppi ed esagerati complimenti senza conoscervi; non fidatevi sempre di tutti, non credete sempre a tutto! L’amicizia è un dono prezioso non certo basato sull’interesse economico o di potere! Ma solo e soltanto sull’amore, sulla stima, sulla conoscenza approfondita. Non è necessario il consenso, avere le stesse idee, ma il rispetto l’uno per l’altro, la complicità, il saper ridere insieme e insieme dividere i momenti difficili. E’ dire all’altro; io ci sono sempre e ci sarò sempre quando avrai bisogno di me (non quando io ho bisogno di te). Senza invadenza, senza imporre a tutti i costi la propria presenza. Senza interesse di alcun tipo, se non quello di dare affetto.

Ricordatevi inoltre che l’amicizia va coltivata. E da entrambe le parti. Se è solo uno dei due amici che si dà da fare per l’altro, lo cerca, lo ricerca, lo aiuta, fa sentire la sua presenza, mentre l’altro si fa “servire” e mai ne ricambia le attenzioni, non è vera amicizia. Meglio perderla. Prima o poi uno dei due si stanca di rincorrere l’altro, perchè capisce che da parte sua non è vera amicizia E ne soffrirà: perchè in quell’amicizia ci credeva tanto, non avrebbe mai voluto che finisse!

Attenzione poi alle persone malate di invidia e gelosia: sono distruttive! Allontanatele da voi; anche se vi promettono che “sono guarite”, prima o poi vi colpiranno ancora. Dall’invidia non si guarisce mai. Come dal narcisismo.

Rimaniamo quindi splendide gru disponibili per tutti; ma attenzione ai lupi. I lupi sono animali bellissimi, intelligenti, carismatici e buoni. In natura, nel mondo animale! Ma fra gli umani ci sono delle specie anomale da cui bisogna imparare a proteggersi, da cui è meglio stare lontani; a cui è meglio non esporre il proprio cuore, che, una volta usato, getteranno via senza tanti scrupoli e ripensamenti.

Un abbraccio dalla vostra, come sempre vostra, affezionatissima

Maria Cristina Giongo
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Hanno collaborato a questo numero:

Imma Paone
Pietro Pancamo
Mauro Almaviva
Marica Caramia
Valentino Di Persio
Cristina Giongo

Direzione:
Cristina Giongo

Assistenza tecnica:
Marica Caramia
Hans Linsen

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