Donna olandese lascia una grande eredità a Papa Francesco per le sue opere di beneficenza. Chi erano gli Zuavi?

Oudenbosch (Olanda). Il Vescovo di Breda, Monsignor J.Liesen, appende una corona di fiori sulla lapide del monumento ai caduti cattolici zuavi, morti per la difesa del Papa. Foto di Berbel Ammerlaan.

In clima natalizio non poteva mancare una bella storia di generosità nei confronti dei poveri della chiesa cattolica e del loro Papa. O, meglio, dei poveri di tutto il mondo. Prima di raccontarvela facciamo un passo indietro nel tempo. In Olanda, a Oudenbosch (nella regione Nord Brabant) si trova un’ antica basilica costruita nel 1865 come replica di quella di San Pietro a Roma. Una Chiesa bellissima, imponente. E’ alta 63 metri, lunga 81, larga 55. Il suo volume è 16 volte più piccolo di San Pietro. Ne ho già parlato per il Cofanetto con un’ intervista esclusiva che troverete cliccando sul link:qui

L’ interno della Basilica Oudenbosch, copia di San Pietro a Roma. Foto Hans Linsen

Di questo maestoso monumento, durante la costruzione del quale è avvenuto un miracolo (come abbiamo raccontato nel precedente articolo), se ne occupa l’associazione Pro Petri Sede, nata con lo scopo di sostenere le attività del Papa per opere di beneficenza. Lui stesso sceglie di volta in volta a chi destinare i soldi ricevuti dai membri. Ogni due anni alcuni di loro si recano in udienza per portare personalmente al Papa la somma raccolta. L’anno scorso “hanno fatto in tempo” ad essere ricevuti da Benedetto XVI….proprio il giorno prima che Papa Ratzinger lasciasse il suo Pontificato.

Ancora una bella immagine del vescovo di Breda Monsignor Liesen, ripresa dalla signora Berbel Ammerlaan durante una cerimonia organizzata alla fine settembre dall’ Associazione Pro Petri Sede.

Quest’anno si è tenuta una giornata di incontro fra i fedeli della Pro Petri Sede, con una messa celebrata dal vescovo di Breda, Monsignor J.Liesen, e concelebrata da altri prelati, fra cui il parroco della Basilica, Maickel Prasing.
Interessante la presenza di membri che indossavano l’ abito tradizionale degli Zuavi.
Ricordiamo che il battaglione degli zuavi pontifici fu creato il 1 gennaio 1861. Il 1 gennaio 1867 divenne un reggimento, costituito da volontari. Si trattava per la maggior parte di francesi, belgi e olandesi, venuti a difendere lo Stato Pontificio minacciato dal desiderio del nuovo Regno d’Italia di completare l’unione nazionale con Roma, facendola capitale del Regno. In Olanda furono tantissimi i giovani che partirono per Roma in quel periodo allo scopo di arruolarsi nell’esercito pontificio.

1870. Due zuavi olandesi nelle loro divise: Douwe e Matthijs Walta

Gli olandesi costituirono il gruppo più numeroso degli zuavi pontifici; era gente semplice e semplici soldati. Spesso poveri. Pio IX fece erigere un monumento a ricordo dei caduti pontifici del 1867: nel cimitero di Verano. Gli Zuavi portarono anche soccorso alla popolazione di Albano laziale colpita dal colera (sempre nel 1867). Alcuni morirono in questa azione umanitaria, colpiti a loro volta dal terribile morbo. Altri furono insigniti di onorificenze con un messaggio di gratitudine da parte di Pio IX.

La lapide che si trova davanti alla Basilica di Oudenbosch in onore dei caduti olandesi cattolici che hanno dato la vita per difendere il Papa. Foto di Berbel Ammerlaan.

Anche davanti alla Basilica di Oudenbosch si trova un monumento ai caduti pontifici olandesi. Nelle immagini che vedete in questo articolo il vescovo di Breda vi pone una corona di fiori.
Ricordo ancora la sua espressione, intensa ed emozionata al momento in cui l’ha deposta.

21 settembre 2013. Il Vescovo di Breda raccolto in preghiera davanti al monumento. Foto di Berbel Ammerlaan.

La giornata a cui abbiamo partecipato si è conclusa con una bellissima notizia: un’anziana signora olandese, morendo, ha lasciato un’ingente eredità alla Pro Petri Sede, da recapitare al Papa ogni due anni. Questa donna, così generosa, ha scritto nel testamento che non desidera le venga consegnata l’intera somma in una volta, bensì … ”in rate” di 200 mila euro per volta. Tirando le somme…il prossimo anno il nostro amato Papa Francesco riceverà una cospicua cifra da devolvere alle persone bisognose a cui avrà deciso di destinarla. In più si aggiungeranno le donazioni dei membri dell’associazione, oltre alle quote annuali di iscrizione, che gli anni passati più volte hanno sfiorato i 150 mila euro!

Tra l’altro, lo sapevate che in Olanda (con 16,5 milioni di abitanti) il 25% della popolazione è cattolica? I protestanti sono l’11%. Poi seguono altri piccoli gruppi religiosi. Questo significa che nel Paesi Bassi la chiesa cattolica è la più numerosa. Nel 2010 sono stati battezzati 23.840 bambini di genitori cattolici (sul 13% delle nascite); nella chiesa protestante 3.865 (solo il 5%).
La Casa Reale olandese è di fede religiosa protestante.

La notizia di questo lascito ci dà speranza nel nostro prossimo, a coloro che non pensano solo a se stessi e ai beni materiali; o alla politica (e i politici al proprio arricchimento personale!) al successo, alla popolarità….Esistono anche persone che si occupano degli altri, di chi è meno fortunato di loro, di chi soffre e muore nell’indigenza. Spesso, come è accaduto in questo caso, affidando le proprie fortune, i propri risparmi o solo qualche euro al padre della chiesa cattolica, il Santo Padre in assoluto: fidandosi ciecamente nella Sua capacità di gestirli nel miglior modo possibile.
A tutti voi, cari cofanetti magici, auguri di cuore per il prossimo Natale, simbolo dell’amore di Dio e di tutti noi uniti nella fede.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Habemus Papam: link all’articolo del 15 marzo 2013 nel quotidiano Avvenire

Il servizio fotografico è della signora Berbel Ammerlaan, che ringraziamo per la gentile concessione alla pubblicazione.
The photos were taken by Berbel Ammerlaan, and we thank her for her kind permission for publication.

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3 Responses to “Donna olandese lascia una grande eredità a Papa Francesco per le sue opere di beneficenza. Chi erano gli Zuavi?”

  1. Valentino scrive:

    Gesto esemplare, lodevole, da imitare, quello dell’ anonima Signora olandese. Un atto nobile che la generosa credente ha voluto affidare al “Pastore” più amato, nella certezza ché del suo lascito possa beneficiarne l’ umanità sofferente.

  2. angela scrive:

    sono Angela, leggendo questo articolo, sono stata presa dall’emozione e dalla ammirazione di questa grande donna, che ha vissuto una vita profonda di spiritualità per il bene del prossimo, il più povero. Sono certa che sarà nella luce infinita del Padre e, Lui, scriverà il Suo nome nel libro del Santuario in Onore alla Divina Misericordia che verrà costruito, le cose volute da DIO si avverano sempre. La Madonna che ottiene e dirige le cose di Suo Figlio sparge le Sue grazie anche su di me, che offro un terreno alla chiesa per la costruzione del Santuario, la Gloria nei secoli per Suo Figlio.

    • Maria Cristina Giongo scrive:

      Condivido, Valentino. E grazie anche ad Angela per il bel commento, sottolineando “la bellezza di vivere per il bene del prossimo, il più povero”.

      Non aggiungo altro perchè sarebbe superfluo.

      Cari saluti

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