Intervista al nuovo Ambasciatore italiano nei Paesi Bassi, Giorgio Novello. Tanti progetti. Soffre di sclerosi multipla ma ha trasformato la sua disabilità in una nuova sfida di vita.

L’Aja (Den Haag), 20 gennaio 2021. Paleis Noordeinde. Sua Eccellenza Giorgio Novello, nuovo Ambasciatore italiano presso il Regno dei Paesi Bassi, al cospetto di Sua Maestà Guglielmo Alessandro (koning Willem Alexander), mentre gli presenta le sue credenziali e riceve il suo benvenuto. Nell’immagine si vede anche la sua consorte, Biancamaria De Vivo, in un elegante abito chiaro

Mentre nei Paesi Bassi è iniziata la corsa alla formazione del nuovo governo, dopo le elezioni della Camera dei rappresentanti del 17 marzo scorso, è arrivato anche un nuovo Ambasciatore italiano in Olanda, S.E. Giorgio Novello, che ha assunto inoltre l’incarico di rappresentante permanente presso l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche- OPAC. e segue pure le varie giurisdizioni internazionali ubicate nei Paesi Bassi. Giorgio Novello è nato il 24 giugno 1960 a Dolo (Venezia). Laureato in giurisprudenza, docente
universitario, ha studiato economia all’Università di Londra e storia economica presso la London School of economics. E’ entrato nella Farnesina nel 1986.

Aprile 2021. Den Haag (Paesi Bassi). Una bella immagine del nuovo Ambasciatore italiano nel regno Unito dei Paesi Bassi, Sua Eccellenza Giorgio Novello.

Fra i vari incarichi quello di consigliere diplomatico aggiunto del Ministro dello sviluppo economico, Senior Vice President di Avio spa, Azienda italiana leader a livello internazionale nella produzione di razzi per collocare in orbita satelliti artificiali, Ambasciatore d’Italia presso il Regno di Norvegia e la Repubblica di Islanda. E’ membro del comitato d’onore dell’Unione esperantista mondiale. In passato ha praticato ciclismo agonistico su strada e scherma. Sposato, padre di 3 figli, da anni soffre di sclerosi multipla. Un uomo che, una volta incontrato, non dimentichi più. Ha una carica di umanità, sensibilità, intelligenza e cultura che ti avvince, ti coinvolge, ti arricchisce. Ampliata da un ottimismo contagioso; nonostante la malattia da cui è stato colpito.

Ambasciatore Novello, essere stato designato Ambasciatore d’Italia presso il Regno dei Paesi Bassi la considera una sfida, una nuova opportunità di vita?

Sì. E sono molto grato al governo italiano per questa designazione. La considero una bella opportunità per continuare a lavorare per il mio Paese e per l’Europa, come ho fatto nei decenni scorsi e come fanno ogni giorno tutti i miei colleghi della Farnesina, molte volte con grande sacrificio personale. Voglio ricordare a questo proposito il collega Ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, che hanno perso la vita in un tragico attentato nella Repubblica democratica del Congo. Ma penso anche a tanti colleghi che si trovano in sedi difficili o difficilissime, in certi casi anche in situazioni di guerra.

I Paesi Bassi offrono un contesto molto diverso, che trovo anch’esso impegnativo ma affascinante. Ho visitato l’Olanda per la prima volta a cinque anni di età, con un lungo e indimenticabile viaggio con i miei genitori. Da allora l’ho seguita con vera passione, non solo per il calcio o o, più tardi, per i dibattiti sul “catechismo olandese” oppure sul “Dutch disease” delle teorie economiche. Oggi i Paesi Bassi sono uno degli Stati più influenti all’interno dell’Unione Europea, costituiscono la quinta economia dell’area Euro, l’interscambio commerciale con l’Italia supera i 30 miliardi all’anno. Il dialogo con i Paesi Bassi è insomma importante per noi. Ma lo è anche per gli amici olandesi: come ricordo sempre, l’Italia sa essere un grande Paese, e lo sa essere praticamente in tutti i campi, dalla cultura alla tecnologia avanzata, dalla manifattura alla promozione di diritti umani e del diritto internazionale.

Questa sede ha anche una dimensione multilaterale particolarmente importante. Io sono anche rappresentante permanente, cioè Ambasciatore, presso l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche e siedo nel consiglio di amministrazione della Corte permanente di arbitrato. Con i miei colleghi di tutte le parti del mondo, che rappresentano ad esempio i 193 Stati membri OPAC e i 116 membri della Corte, cerco di promuovere da un lato il disarmo, dall’altro la soluzione pacifica delle controversie internazionali.

Den Haag (Paesi Bassi), l’intervista con S.E. l’ Ambasciatore Giorgio Novello, nella Sua residenza all’Aja. Una foto “storica” che in futuro ci ricorderà quanto dovettero cambiare le abitudini, le relazioni sociali (e la vita) ai tempi… del Covid-19!

Appena si sarà insidiata la Camera dei Deputati olandese riprenderà la linea di dialogo del precedente Ambasciatore Perugini, basata su una proficua collaborazione fra Parlamento italiano e Parlamento olandese, ambedue Paesi fondatori dell’Unione europea? Ha già altri progetti a riguardo?

Certo. Il mio predecessore Andrea Perugini è stato, per unanime riconoscimento, un eccellente Capomissione. Cercherò quindi in primis di proseguire e consolidare la sua azione. Un ambasciatore deve prima di tutto dialogare con le autorità governative e di alta amministrazione del Paese dove opera. In queste settimane, dopo le elezioni dei 17 marzo scorso, gli amici olandesi stanno negoziando la formazione del nuovo governo. Qualunque configurazione avrà il loro nuovo governo, sono convinto che continueranno i buoni rapporti che esistono con noi a livello bilaterale e all’interno dell’Unione Europea. Vedo che quanto Le dico la sorprende! So benissimo che questa mia affermazione Le potrà sembrare paradossale. Negli ultimi mesi si è parlato a lungo dei cosiddetti “frugali”, cioè i paesi del Nord Europa capitanati dall’Olanda, che sarebbero sordi alle esigenze di rilancio economico in particolare dei paesi del Sud Europa compresa l’Italia.

Si parla con insistenza degli stereotipi attraverso i quali gli olandesi ci vedrebbero. Certo, esistono tante tematiche sulle quali Italia e Olanda divergono, una tra tutto l’atteggiamento di fondo nei riguardi dell’Unione Europea che per noi è storicamente un progetto politico globale e ambizioso, per molti di loro sembra essere soprattutto un’occasione di crescita economica da utilizzare in un’ottica soprattutto nazionale. Certo, ovviamente ho seguito e seguo con attenzione tutti questi aspetti, e se necessario intervengo ed interverrò con i miei vari interlocutori, offrendo e chiedendo rispetto.

E tuttavia… mi ascolti. Accanto a tutto questo, che pur esiste e che non va assolutamente minimizzato o messo sotto il tappeto, tra Italia e Olanda esistono una vera amicizia e rapporti forgiati nei secoli, che sono solidissimi. Qualche esempio concreto? Ho subito avviato contatti con aziende italiane attive nei Paesi Bassi, ci sono incredibili storie di successo in settori che vanno dal gas allo spazio, dalle rinnovabili alla medicina nucleare. Gli italiani costituiscono oggi il secondo gruppo più numeroso tra studenti e dottorandi nelle università olandesi. Ma posso anche ricordare tanti episodi puntuali.

Ad esempio, ho celebrato i 1600 anni della fondazione di Venezia con i presidenti di due comitati olandesi, che per me sono “veneziani di lingua madre olandese”, che da anni raccolgono fondi e si battono per il restauro della chiesa di San Zaccaria la cui facciata oggi è tornata grazie a loro all’antico splendore. Agli amici olandesi io ripeto che noi italiani abbiamo moltissimi stereotipi nei loro confronti, ma questi stereotipi… sono tutti positivi (tranne, devo aggiungere, nell’ultimo periodo…). La simpatia però è reciproca: come ha ricordato un eccellente scrittore olandese contemporaneo, Ilja Pfeijffer, gli olandesi sono un popolo di italofili (e infatti Ilja vive a Genova e parla italiano come me…).

Per cogliere ulteriormente tutte queste opportunità sto lavorando a tre iniziative di “public diplomacy” da attuare nel medio periodo. La prima è un “Giro d’Olanda” attraverso tutte le 12 province, per portare all’attenzione di ciascuna alcune nostre eccellenze e metterle in sinergia le loro. L’Olanda non è un paese grandissimo ma anche qui, come da noi, le specificità regionali costituiscono una ricchezza formidabile. La seconda iniziativa sarà la partecipazione italiana all’esposizione universale del settore florovivaistico, qui nella seconda metà del 2022. Pochi giorni fa ho ufficialmente informato le autorità olandesi della nostra partecipazione. Il settore florovivaistico significa bellezza ma anche tecnologia, commercio, ricerca applicata, sviluppo sostenibile, collaborazione internazionale. Ben lo sanno gli olandesi che ad esempio esportano 5 miliardi all’anno di fiori. E ben lo sappiamo noi in Italia, patria di un settore florovivaistico estremamente competitivo. Infine, la valorizzazione del settore spaziale italiano, in particolare attraverso il ruolo di Colleferro, vicino a Roma, come capitale europea dello spazio nel 2022.

Ancora una fotografia dell’Ambasciatore italiano Giorgio Novello, con il re dei Paesi Bassi Guglielmo Alessandro. Accanto a lui la moglie Biancamaria De Vivo, come sempre al suo fianco, “nella buona e nella cattiva sorte.”

Lei è molto attivo nella promozione dei diritti delle persone disabili, dei più fragili in una società sempre più basata sull’esteriorità, il benessere. Quali sono i punti cardine della Sua battaglia?

Diciamo che sono molto facilitato nel mio impegno, dato che appartengo alla categoria “grazie” alla mia sclerosi multipla della quale soffro da vari anni e che mi obbliga a muovermi in sedia a rotelle o con uno scooter elettrico. La disabilità è un grosso, un enorme, alle volte un devastante problema. Ma può anche essere uno stimolo, una opportunità. Io sento di aver imparato molto, in particolare su come scegliere le priorità e su come vedere il lato positivo in ogni persona. E le persone che ho “scoperto” nella loro meravigliosa ricchezza interiore sono tantissime: nelle istituzioni (in primis la “mia” Farnesina!) che mi hanno designato come ambasciatore e rappresentante permanente in un Paese e presso organizzazioni internazionali di assoluto rilievo, trattando il mio problema di salute come deve essere trattato (un dato di fatto che non mi ha nè favorito nè penalizzato); nel nostro straordinario servizio sanitario; in Carabinieri e Polizia dei quali una volta ho avuto davvero bisogno; negli assistenti alla mobilità nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti… Ho ricevuto e continuo a ricevere talmente tanto che sto accumulando un debito impossibile da ripagare.

Ogni disabilità ha le sue caratteristiche e le sue corse a ostacoli. Nel mio caso, un grosso problema sono le barriere architettoniche. Per me, questo problema è stato superato in modo brillante: il ministero degli esteri, ma anche tante altre istituzioni a Roma e in Italia, sono perfettamente accessibili; il ministero degli esteri mi ha reso completamente praticabile il mio posto di lavoro all’Aja; la società Avio S.p.A., un leader a livello mondiale del settore spaziale e della quale sono stato piuttosto a lungo Vicepresidente senior, mi ha risolto ogni problema di accesso sia negli uffici dirigenziali che in azienda. La mia esperienza personale, diretta, verificabile, è quindi che una persona con disabilità può continuare a lavorare e dare il proprio contributo alla società, se posta in condizione di farlo. A queste condizioni, è frequente che questa persona sia a sua volta fortemente motivata per ripagare con gli interessi chi ha tenuto conto delle sue esigenze. Il lavoro rappresenta infatti un formidabile strumento di dignità, autonomia, autorealizzazione. In questo senso potremmo dire che la disabilità può costituire sul serio, senza retorica, un valore aggiunto.

A proposito: chi è Livio, il “Suo personale Tito Livio?”

Livio è… il mio scooterino elettrico! Ecologico, comodo, elegante! L’ho comprato a Padova, la città dove sono cresciuto frequentando il liceo e poi l’università. Ho scelto per lui questo nome in memoria di un grande scrittore, lo storico romano Tito Livio. Così come Tito Livio mi ha accompagnato nella scoperta della letteratura classica, così Livio mi accompagna ovunque, compreso al mio incontro con Re Guglielmo Alessandro con il quale è iniziata anche ufficialmente la mia missione qui. Insomma, io e Livio siamo ormai una coppia molto affiatata e credo difficile da dimenticare!

Sul piano medico, esistono farmaci in grado di rallentare la progressione della malattia da cui è stato colpito?

In realtà esistono diversi tipi di sclerosi multipla. Per quella che mi ha colpito non esistono al momento terapie veramente efficaci. Tuttavia da un paio d’anni è stato introdotto un nuovo medicinale che in parecchi casi può significativamente rallentare il decorso della patologia. Vi sono inoltre trattamenti per i sintomi. Ma la ricerca continua. Io stesso sono entrato in un programma sperimentale al quale partecipo col più grande interesse. Si può sperare che vi siano ulteriori progressi in un futuro magari anche prossimo. Anche in questo campo insomma la ricerca potrà fare la differenza. E ancora una volta sottolineo gli eccellenti risultati degli scienziati e dei ricercatori italiani, anche qui nei Paesi Bassi. Una delle mie prime attività qui è stato un seminario (naturalmente online) sul contributo di nostri connazionali alla ricerca nel settore economico e nel settore ingegneristico alle Università olandesi di Rotterdam e Delft. In tale occasione ho consegnato simbolicamente le insegne di Cavaliere dell’ordine della Stella d’Italia al professor Stefano Tasselli, dell’Università di Rotterdam. Anche da questo, una volta di più, vedo che l’Italia sa essere un grande Paese.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Link alla storia di una una vile aggressione subita in Italia dall’Ambasciatore Novello, riportata anche dal Corriere della sera: Amb. Novello aggredito in bar padovano, mentre era seduto sul suo mezzo elettrico (giornalediplomatico.it)

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2 Responses to “Intervista al nuovo Ambasciatore italiano nei Paesi Bassi, Giorgio Novello. Tanti progetti. Soffre di sclerosi multipla ma ha trasformato la sua disabilità in una nuova sfida di vita.”

  1. Maristella Grillo scrive:

    Complimenti Maria Cristina, sempre attenta e sensibile nel ”trattare” certe tematiche. Intervista bella e interessante! L’ Ambasciatore, un uomo speciale e di grande esempio.
    L’inclusione di persone con qualsiasi tipo di disabilità, migliora l’ambiente lavorativo. Sono persone che si caratterizzano per essere leali, gentili, impegnati umili e molto resilienti…hanno sempre, caratteristiche speciali!
    Buona domenica.

    Maristella

    • admin scrive:

      Grazie di cuore per il tuo commento, bello come sempre, sentito. Hai ragione, anche lui, l’Ambasciatore Giorgio Novello, con la sua forza, è un buon esempio ed una speranza per chi soffre di questa devastante patologia, a cui va il nostro abbraccio più forte.

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