Dopo l’improvvisa morte di mio marito ho scoperto una terribile realtà.

“Nel Gorgo”, del pittore lombardo Aldo Sterchele. Disegno a china.

Cari lettori,
continuiamo a pubblicare i racconti più belli e coinvolgenti che ci mandate. Purtroppo non tutti sono a lieto fine, non tutti sono sereni. Quello di oggi è triste, sconvolgente. Ma vale la pena di essere pubblicato, perchè certe realtà non vanno nascoste. Esistono, ci sono, si devono affrontare: con lo stesso coraggio della cara lettrice che ha voluto confidarsi con noi. Si tratta quindi di una vicenda vera. La lettera mi è giunta firmata con nome, cognome e indirizzo email; tuttavia, vista la delicatezza del tema, ho levato ogni possibile riferimento alla persona in questione, perchè non sia riconoscibile. Con tanto rispetto per il dolore di questa donna, “che ogni sera si addormentava accanto al marito stringendosi la mano”. La quale, nonostante quanto è accaduto, vorrebbe solo ricongiungersi a lui, capendo che se impari a perdonare puoi anche salvare l’amore più grande, te stessa e la pace della tua anima.

Maria Cristina Giongo

Gentile Signora Maria Cristina,

la leggo sempre molto volentieri il Suo Cofanetto Magico carico di sensibilità e vorrei raccontarLe la mia storia. Mi chiamo Petra. Fino a poco tempo fa potevo considerarmi una persona serena e appagata. Avevo un marito al quale volevo un bene infinito, vivevo per lui e credevo anche lui per me. Una figlia che ci ha dato non pochi dispiaceri, ma anche dei bellissimi nipotini.

Improvvisamente due mesi fa il mondo che mi ero costruita da 36 anni è crollato. Mio marito era una persona stupenda, intelligente e gentile. La notte ci addormentavamo stringendoci la mano. Era un professionista molto stimato. Come Lei, Maria Cristina, anche lui amava vedere felici gli altri. Il venerdi precedente passammo una bellissima giornata in compagnia di amici e sabato mattina saremmo dovuti partire per un viaggio-vacanza di tre giorni. Proprio quel sabato, mentre io stavo chiudendo le valigie, mio marito mi disse di accusare un fortissimo mal di testa e che avrebbe preferito partire dopo un’oretta. Mi spaventai moltissimo, pensai ad un aneurisma e volli chiamare immediatamente il pronto soccorso.

Ma lui me lo impedì, mi disse che era indigestione e non avrei dovuto preoccuparmi. Insistetti inutilmente tutta mattina per l’intervento di un medico fino a che mio marito cambiò improvvisamente colore, non riusciva più a parlare e respirare. Terrorizzata, chiamai subito il 118, dopo una breve visita lo portarono in ospedale, shock settico, intervento di peritonite acuta, io che continuavo a non capire; successivo trasferimento in un altro ospedale per un ultimo inutile tentativo con cure innovative. Mi dissero di aver tentato l’impossibile; poi improvvisamente… è mancato.

Solo dopo la sua morte sono venuta a conoscenza che praticava da tempo sesso estremo da solo e con altri uomini. Avrei voluto morire anch’io in quel preciso momento. Mi ha nascosto tutto alla perfezione fino all’ultimo istante di vita, non avrei mai potuto sospettare nulla. Nei fine settimana eravamo sempre assieme, facevamo viaggi, ci occupavamo dei nipoti. Durante la settimana lui si spostava per lavoro, era sempre molto impegnato, ma ora purtroppo devo dire “non solo”. Era un bell’uomo, affascinante, calmo, spiritoso, divertente, disponibilissimo e generoso con tutti. Non gli mancava nulla. Sapeva che io vivevo per lui e non avrei potuto vivere senza (glielo dissi per l’ultima volta mentre attendeva di essere operato, e lui mi rispose con un filo di voce “anch’io”, dopodiché entrò in coma), c’erano la figlia, i nipoti, il suo lavoro che gli dava soddisfazioni.

“Angelo Prigioniero”, del pittore lombardo Aldo Sterchele. Disegno a china, tempera foglia d’oro.

Chi avrebbe mai potuto immaginare una simile realtà! Mi ha nascosto anche cose fondamentali sulla sua attività ed ora io mi trovo sola a dover risolvere un’infinità di problemi. Mi sento mortificata, umiliata, presa in giro. Mi creda, sono disperata, dentro di me porto un dolore lacerante che mi accompagnerà fino alla fine dei miei giorni. E il dolore più grande, tremendo, è che non mi ha permesso di salvarlo. Mi sento anche in parte colpevole perché se avessi chiamato subito il pronto soccorso come avrei voluto fare, forse lui sarebbe ancora qui.

Mi ha depistato fino all’ultimo con tante pietose bugie. Non voleva angosciarmi? Ha preferito andarsene per non dover affrontare “il dopo”? Pensava di farcela, ma era troppo intelligente per non capire la gravità della situazione. Non lo saprò mai. Dimostrava meno anni della sua età: sembrava un ragazzo, aveva tutto per essere felice e dava a chiunque l’immagine dell’uomo forte, realizzato. Amava la vita e la sua agenda era fitta di appuntamenti per tutto il mese di settembre. E’ mancato in una situazione a dir poco drammatica e assurda e chissà quanto ha sofferto senza far trapelare nulla.

La sera quando rientro a casa mi sembra di impazzire perché so che non c’è lui ad attendermi e, mi creda, è terribile trovarsi di colpo soli. Ho trascorso le feste natalizie sola come un cane. Anche con una mia figlia ho avuto dei problemi per motivi che preferirei non raccontare e ho dovuto avvalermi dell’aiuto di alcuni professionisti per poter chiudere l’attività di mio marito, con conseguenti notevoli spese. A dolore si aggiunge dolore e io prego insistentemente Dio che mi faccia ricongiungere presto al mio adorato marito perché, nonostante tutto, senza la sua presenza la mia vita non ha più senso.

So che Lei porta fortuna e allora… vorrei che anche a me potesse donare un briciolo di fortuna perché ne ho proprio bisogno.
A Lei e a tutti i redattori del Cofanetto Magico i migliori saluti,

Petra

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5 Responses to “Dopo l’improvvisa morte di mio marito ho scoperto una terribile realtà.”

  1. Isabel scrive:

    In realtà quanto bene conosciamo le altre persone? Anche quelli che stanno più vicini a noi.

  2. maria cristina giongo scrive:

    Cara Isabel,
    …le conosciamo sempre troppo poco. Tutti hanno un lato ” nascosto”, segreto, che forse loro stessi rimuovono.
    Credo che per prima cosa dovremmo conoscerci noi stessi, a fondo, senza false ipocrisie o ” scuse”.
    Dovremmo anche sapere quanto le ferite che portiamo ancora addosso ci hanno danneggiato psichicamente e possiamo dimenticarle.
    Poi dovremmo parlare di più con chi amiamo; avere il coraggio di dire ” io sono così. Scegli tu se accettarmi o lasciarmi”. Ma anche semplicemente AIUTAMI!
    Aiutami mamma, aiutami sorella, aiutami amico, aiutami marito o moglie….
    Tutto quello che ci teniamo dentro prima o poi esce in forma di bomba e scoppia.
    Ciao!

  3. Hoplà ho scovato questo bel sito per un caso fortuito, Saluti.

  4. Amira scrive:

    Tra poco c’è la mostra ,non mancate !

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