Laurea honoris causa all’attore Lino Banfi.

La sua ricetta per un matrimonio felice. Intervista esclusiva al Nonno d’Italia, come lo ha definito il Papa.

Lino Banfi

Oggi vi proponiamo un’intervista all’attore Lino Banfi, pugliese DOC, indimenticabile nonno Libero nelle precedenti serie della commedia “Un medico in famiglia”, (trasmessa da Rai Uno). E’ appena stato insignito della laurea ad honoris causa in scienze della comunicazione da parte dell’Università degli studi Giovanni Paolo I di Roma. Fra i messaggi di felicitazione anche quello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E’ la seconda volta che riceve una laurea ad honorem.

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Un medico in famiglia

Lino Banfi ti colpisce per la sua sottile ironia, che usa come un pizzico di sale per insaporire un piatto insipido o come una zolletta di zucchero per addolcirti l’umore. E’ sicuramente simpatico ma sa anche essere molto serio e profondo. Ripensando a certi suoi film del passato…a volte non mi pare lo stesso uomo. E l’uomo di adesso è quello che preferisco. Come attore si è evoluto nel corso degli anni sino a creare il magnifico ed indimenticabile personaggio di Nonno Libero. Magnifico quanto insostituibile in quanto ora la commedia “Un medico in famiglia” senza di lui ha perso forza ed ascolti. Ma dove è finito nonno Libero? Lo chiediamo direttamente a lui.

Signor Banfi, che fine ha fatto il mitico nonno Libero?
Della fiction Un medico in famiglia ne ho fatte ben sei serie, durante le quali molti protagonisti entravano ed… altri uscivano. Poi (credo per risparmiare…) mi proposero di farne solo 4 o 5. Accettai ma fu un errore.

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Lino Banfi con l’attore Giulio Scarpati, che nella serie “ Un medico in famiglia” impersona Lele, il figlio medico.

In che senso un errore?
Nel senso che la gente non capiva più niente. Ad un certo punto dovevo sparire, partire per la Puglia, poi ricomparivo…

In effetti si sentiva la Sua mancanza; era Lei che reggeva e impreziosiva questa serie.
Non posso che darLe ragione. Nonno Libero era un personaggio importante e tanto amato, che ha completato la terza generazione e a cui sarò sempre legato.

Che cosa successe in seguito?
Dissi alla dirigenza della Rai e alla produzione: così non va! O mi volete per tutte le puntate o nonno Libero se ne va definitivamente. E così è stato.

Peccato…comunque, finita una serie, ne è cominciata un’altra: Il Commissario Zagaria, su Canale Cinque. Anche questa è già terminata e ancora una volta devo dire …peccato! Vorremmo vederLa più spesso sugli schermi televisivi! Per chi se l’è perso, ci racconti Lei chi è il commissario Pasquale Zagaria.
Sono io di nome e di fatto. Infatti Pasquale Zagaria è il mio vero nome.
Il commissario Zagaria non è belloccio, non fa l’amore con le attrici, non le bacia nemmeno. I comici non sono mai stati dei “bacianti”. Insomma, è un tipo diverso dal solito. Si tratta di una commedia gialla, girata a Lecce.

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Lino Banfi nel ruolo del Commissario Zagaria

Anche la figura del commissario Zagaria è carica di espressività e di genuinità: sia quando si adira che quando si commuove. Pasquale Zagaria è così anche nella realtà?
Certo. Inoltre Pasquale Zagaria è quello che fa lavorare Lino Banfi come un asino. E poi si gode tutte le onorificenze.

Come sta sua figlia Rosanna? Purtroppo circa 3 anni fa è stata colpita da un tumore maligno.
Sta meglio. E lavora con me nella serie di Canale Cinque. Tempo fa raccontai della sua malattia in televisione proprio per fare un discorso di prevenzione. E soprattutto per dire: fidiamoci dei nostri oncologi, che sono molto bravi. Non andate all’estero. I migliori sono da noi. Rosanna è stata curata benissimo.

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L’attore con la figlia Rosanna sul set del Commissario Zagaria

Mi racconta dell’incidente avvenuto quest’estate?
L’11 luglio scorso mi trovavo a Las Vegas per festeggiare il mio compleanno con la mia famiglia: 75 anni! Mi aveva appena chiamato Silvio Berlusconi, come sempre: ogni anno si consuma il rito di una sua telefonata, che mi raggiunge ovunque mi trovi. Appena rispondo mi dice: Ciao, vecchio!. Vecchio solo perché lui compie gli stessi anni due mesi dopo di me! Ma non divaghiamo.
Pochi attimi dopo stavo passeggiando con moglie e figlio quando ci siamo imbattuti in una comitiva di italiani che, incrociandomi, mi ha subito riconosciuto. Urlo generale di gioia: “È lui, è Banfi!”. Quella marea di fan mi girava attorno, mi stringeva la mano, voleva fare una fotografia con me. Chi mi tirava da una parte, chi dall’altra… A un certo punto una signora un po’ tracagnotta (diciamo pure: grassottella come me), si è fatta strada a spintoni e mi si è piazzata accanto per farsi immortalare con il sottoscritto, strattonandomi per riuscire nell’intento. Ricordo che allora mi sono girato di scatto. E siccome lì c’era un piccolo gradino, uno dei miei due piedi si è ritrovato senza base d’appoggio. Considerato che il piede è attaccato alla gamba, se l’è vista brutta pure lei: mi è parso che si arrotolasse su se stessa. Per non parlare del rumore angosciante: crack. Associato a un dolore terribile.

Avete chiamato subito un medico o è stato portato in ospedale?
Prima è arrivato il dottore. Qualcuno gli ha detto che ero un attore italiano molto popolare. Ma quello dice: “non me ne frega niente se è un vip. Preparate 450 dollari e io gli faccio un’iniezione per lenire il dolore. Li voglio in contanti. È uno straniero e in California deve pagare subito se vuole l’aiuto medico”. In quel momento ho capito l’essenza della sanità americana.

E ha pagato!
Che altro potevo fare! Ho versato la cifra e ho abbandonato Las Vegas, dove non sarei più riuscito a muovermi. A Roma mi sono fatto visitare da Pier Paolo Mariani, noto ortopedico di sportivi famosi. Perché ho scelto lui? Per sentirmi importante! Anche se non ho mai fatto sport. E non sto scherzando. Non so veramente fare nulla e non faccio nulla: non so nuotare, andare a cavallo, non gioco a tennis, non faccio ginnastica. Niente di niente. E si vede.
Comunque sia, Mariani ha diagnosticato una frattura del menisco. Scomposta. Io mi sono immediatamente risentito. Scomposta? Questo termine rivolto a me che sono una persona tanto composta, e lo sono stato tutta la vita? Poi sono stato operato: a Villa Stuart.

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Un’altra bella foto di Lino Banfi

E’ andato tutto bene?
Sì, è andato tutto bene; sia sotto i ferri che dopo, in fase di riabilitazione. Prima di lasciare la clinica ho scritto una poesia dedicata a chi mi ha assistito con tanta cura, dottori, fisioterapisti e infermieri. Si chiama L’ammutinamento dei muscoli di Banfi. Cito solo la strofa finale: Se questo dimagrisce,/ cosa molto, molto rara, /ci trasferiamo nel corpo di Giuliano Ferrara. Come forse avrete già capito, sono i miei muscoli a parlare.
Ormai cammino senza bastone. Non finirò mai di pensarlo e di ripeterlo: in Italia abbiamo medici bravissimi.

Parliamo d’amore. Mai uno scandalo. Lei è un uomo integro, leale e quindi fedele?
Se avessi dato scandalo e non fossi un uomo di sani principi morali non sarei stato scelto come Ambasciatore dell’UNICEF e non mi avrebbero rinnovato questo mandato per ben 12 anni. Il 1 marzo 2012 mia moglie Lucia ed io festeggeremo i 50 anni di matrimonio. Ho già detto a Papa Benedetto XVI di… tenersi libero per quel giorno perchè vorremmo la Sua benedizione. Gliel’ho chiesto l’anno scorso, durante un’udienza che abbiamo avuto con Lui. E sa come mi ha chiamato? IL NONNO D’ITALIA!

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Una tenera foto dell’attore pugliese con la moglie Lucia. Niente stupidi gossip per loro!

Allora ci dia la ricetta per far durare un matrimonio, felicemente, per ben 50 anni!
Eccola: fare cicli di 10 anni cambiandosi di ruolo. Ora Le spiego: per dieci anni io ho fatto il padre e mia moglie la figlia. Per altri dieci abbiamo rivestito il ruolo di amanti. Poi siamo stati dei fidanzatini. E magari per i prossimi dieci anni io sarò il figlio e lei la madre… Abbiamo seguito questo piano, creandoci parti diverse… ed il nostro matrimonio è andato benissimo. Senza noia, sempre fresco e divertente.

Se Le dico la parola pace, che sentimento suscita in Lei?La pace universale potrebbe esistere o è un’utopia?
La parola pace è l’unica per cui non cambio mai la lettera a in e. Di solito mi diverto a dire, per esempio, invece di MARE… MERE. La pace è dentro di noi, è nei nostri cromosomi. Se non l’hai ben radicata in te è molto difficile costruirla o trovarla. E soprattutto portarla agli altri. Per fortuna nella mia famiglia la pace c’è.

Per finire, caro Lino Banfi, alter ego di Pasquale Zagaria, esprima un desiderio, un progetto per il futuro, visto che noi ci chiamiamo il Cofanetto magico…
Tirando le somme…abbiamo detto che l’amore ce l’ho (da ben 50 anni!), mia figlia sta meglio, la pace in famiglia esiste, il lavoro va bene, perchè ci sono in vista altri progetti con Rai Uno. Tuttavia, sì, c’è ancora una cosa che mi piacerebbe ottenere: partecipare con un film ad un festival importante.

Tipo il festival di Cannes?
Esatto. Per questo ho fondato una casa di produzione cinematografica, ALBA TREMILA, con cui spero di arrivare a girare un film serio: da presentare poi ad un festival cinematografico. Questa è la forza di Pasquale Zagaria, un uomo che sa ancora sognare, ma anche portare avanti con impegno ed amore tutto ciò che si è prefisso di realizzare nella vita.

Concludo porgendo anche noi a Pasquale Zagaria, uomo di grande cuore e grande artista, che tanto amiamo come Lino Banfi, i migliori auguri per la laurea honoris causa appena ottenuta; un previlegio veramente meritato.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Avviso per i lettori e fan di Lino Banfi: alla fine di questo mese uscirà un’altra mia intervista a Lino Banfi nel mensile Ok, la salute, della Rizzoli Rcs-periodici. Non perdetelo! Rimarrà in edicola sino alla fine dicembre: scoprirete una nuova interessante storia sul vostro attore preferito.

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4 Responses to “Laurea honoris causa all’attore Lino Banfi.”

  1. Giovanni scrive:

    Ciao tutti,

    Non sapevo che era solo il suo nome in arte (Lino Banfi), ma penso di cambiare ruolo anche io dopo dieci anni. Pero, non so ancora quale ruolo faro.

    Un grande in bocca al lupo a Lino per i suoi progetti. Mi sono divertito un sacco con ‘Medico in famiglia’ e gli altri spettacoli che ha fatto.

    Tanti saluti,

  2. gina gentile scrive:

    ciao simpaticissimo lino, ci siamo visti a cellino ,purtroppo non ci siamo fatti una foto perchè c’era tanta gente intorno a te (non per colpa tua) tu e tua moglie insieme a mara venier e marito siete partiti ti ho visto salire sull’autobus zoppicante che tenerezza mi hai fatto,comunque io mi sono fermata ancora qualche gg in quel paradiso , mi sono goduta il mio alby sia in piscina al bar ovunque che meraviglia di uomo lo amo da morire, tornando a te, sei un grande artista e perchè no un bel ometto,detto da una barlettan a, vale doppio ,ciao a presto in puglia (la nostra) baci baci

  3. Onore da riconoscere per tanto lavoro e tanto successo meritato ad un caro attore che proviene dalla mia stessa terra..
    Mi ha colpito anche quello che ha fatto sua figlia per aiutare altri nelle sue stesse condizioni..

    Interessante e ricco di novità come sempre gli articoli del Cofanetto.. un sincero saluto e augurio ancora di tanta fortuna all’amico Lino..

  4. Maria Cristina Giongo scrive:

    Grazie cari Giovanni, Gina, Francesco per i vostri commenti, che sicuramente faranno piacere al signor Banfi.

    Anche qui in Olanda abbiamo seguito Medico in famiglia, ma solo quando c’era lui. Il personaggio di Nonno Libero è veramente splendido; il nonno che tutti vorrebbbero e che tanti hanno o hanno avuto. Ci è rimasto nel cuore. Bellissima interpretazione.

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