Intervista a Gino Santercole. La fortuna e la sfortuna di essere nipote di Adriano Celentano.

Gino Santercole

La sua carriera, le sue belle canzoni, la vita avventurosa, la sua simpatia; il rapporto con il famoso zio ed il fallimento del matrimonio con la sorella di Claudia Mori (moglie di Adriano Celentano), da cui ha avuto due figli. Fu proprio Adriano Celentano a… fargli capire che sua moglie lo tradiva. Poi una crisi depressiva durata anni ed anni da cui Gino Santercole è uscito grazie anche alla seconda moglie, Melù, dolce e paziente. Infine i cari amici di facebook a cui vuole molto bene e che gli danno tanto affetto. Questo e molto di più in un’ intervista spassionata ed appassionata.

Ci sono canzoni che hanno segnato un’epoca; canzoni che sono entrate nel cuore di ognuno di noi, al ritmo delle quali sono nati amori…e amori sono finiti. Che ci hanno fatto sognare, piangere, godere. Come, per esempio, la splendida “Una carezza in un pugno”. Ricordate chi l’ha scritta? Gino Santercole, cantautore, compositore, attore. E pure nipote di Adriano Celentano, figlio di sua sorella Rosa. Anche lui cresciuto in Via Gluck, due anni più giovane del noto zio, che accompagnava alla chitarra quando cantava nel complesso I ribelli. Una voce roca, sensuale.

Il suo debutto da solista avviene nel 1964. Nel 1966 partecipa al Festival di Sanremo cantando con Celentano l’indimenticabile canzone Il ragazzo della via Gluck. Una curiosità: furono eliminati alla prima serata! Lui va avanti a scrivere canzoni (fra cui Svalutation) e colonne sonore di film. Vivere il set da lontano non gli basta più. Vuole “entrarci”, farne parte. Allora… diventa attore. L’avventura continua; partecipa a film con registi del calibro di Dino Risi, Ettore Scola, Pietro Germi, Luigi Comencini, Mario Monicelli. In seguito succede qualcosa che lo blocca e lo porta sull’orlo della depressione, un baratro profondo in cui scende piano piano, ma inesorabilmente; afflitto da un dolore senza fine.
Il seguito della storia ve lo racconterà lui stesso in questa intervista esclusiva per il Cofanetto Magico.

Gino Santercole, dove eri finito? E’ da tanto tempo che non ti sentiamo...

Ci sono…ci sono…Grazie a Dio sono ancora vivo e vegeto. Anzi, ti dico di più: ho appena inciso un disco per la Sony, che si chiama Nessuno è solo.

Finalmente! Dove ti eri nascosto sino ad ora?

Ho attraversato un periodo molto difficile, fatto di alti e bassi. Purtroppo il mio nome è sempre stato legato (troppo legato!) a quello di Adriano Celentano. All’inizio della carriera fu una vera fortuna per me! Infatti mio zio mi ha insegnato molto, mi ha aiutato molto! E per questo gli sarò sempre riconoscente. Tuttavia alla fine tutto ciò che facevo dipendeva da lui.Ti racconto un particolare: quando scrissi “Una carezza in un pugno” la inserimmo in un disco insieme ad “Azzurro”. Furono vendute tante copie, in tutto il mondo, proprio grazie e solo alla canzone Azzurro. In seguito i fans di Adriano si “accorsero” che anche la melodia sul retro era bella, per cui Una carezza in un pugno diventò un successo. Con la conseguenza che quel disco riprese ad essere venduto alla grande…Insomma, Celentano era il personaggio chiave. Io non potevo emergere da solo. Una parentela tanto comoda quanto scomoda.

Vuoi dire che ad un certo punto si trasformò in un ostacolo per te?

Forse…ma involontariamente. Lui non poteva farci niente. Anzi, e lo ripeto, sino a che ha potuto mi ha aiutato moltissimo.

E poi che cosa è successo?

E’successo che mia moglie, sorella della sua, mi ha lasciato; è stato un divorzio pesante che, ovviamente, ha avuto conseguenze anche sui rapporti familiari. Infatti per un certo periodo non ci siamo più visti. D’altra parte io ero caduto in depressione. Una depressione che stava annientandomi.

E come ne sei uscito? A vederti adesso mi pari un uomo felice, giocoso, allegro, sorridente; sempre con la battuta pronta.

Ne sono uscito con anni ed anni di psicoterapia.

Della serie che… hai trascorso una parte della tua vita sdraiato sui lettini degli psicologi?

Sì, e mi ci sono pure addormentato! Ad un certo punto mi sono detto: ma non sarebbe meglio prendermi un bel caffè e magari dormire a casa mia, che sarebbe anche più economico?

Gino Santercole con la bella moglie Melù

Chi ti ha aiutato in quel momento?

La mia seconda moglie, Melù, una donna bellissima, che mi è stata accanto con tanto amore. Melù era un’attrice e una cantante molto brava. La conobbi sul set di un film. Dico “era”, in quanto per me ha lasciato il cinema. Abbiamo fatto tante cose insieme, anche delle serate, degli spettacoli. E un figlio: Adriano. Poi abbiamo aperto un ristorante a Milano che si chiamava 13 giugno. Melù, che è anche architetto ed un’ottima cuoca, lo aveva fatto diventare un locale speciale; infatti ebbe molto successo. C’è ancora adesso. Io suonavo, cantavo…Ma dopo 5 anni decisi di andare a Roma per continuare la carriera di attore. A Roma abbiamo aperto un altro locale, un’osteria, che abbiamo tenuto per ben 13 anni. Si chiamava anche questa 13 giugno.

Perchè 13 giugno?

Il 13 giugno è il compleanno di Melù ed anche la data del nostro matrimonio.

Nel frattempo i rapporti con Adriano Celentano erano migliorati?

Sì, ma la situazione non era mutata. Io rimanevo sempre e solo il nipote di un grande personaggio come lui. Inoltre non ero un leccapiedi che andava in giro a chiedere aiuto o scritture; pertanto venni messo un po’ da parte. Inoltre mi trascinavo il fardello della depressione, tanto che anche con Melù iniziammo una terapia di coppia.


Infatti, ho sentito una canzone che avete cantato assieme
, “Cambiare per cambiare”, in cui traspare un certo disagio relazionale ed il desiderio di una svolta.
Nei momenti difficili che cosa ti aiutava di più?

Sembra banale ma posso dire che è stato lo sport. Ricordo dei periodi in cui il primo pensiero che avevo appena sveglio era quello di buttarmi dalla finestra: ma comunque abitavo al primo piano….A parte gli scherzi: dovevo raccogliere ogni energia e coraggio per alzarmi, vestirmi e poi andare a fare sport. Con il tempo tutto questo mi divenne più facile e lo sport iniziò a costituire per me un passaggio dalla morte (o, almeno, dal desiderio della morte) alla vita. Ora sono sano come un cavallo! Mi sembra di avere ancora 30 anni. Faccio fitness un’ora al giorno e gioco a tennis. Mi piace molto il tennis. Posso dire che musica e sport sono le mie passioni, quelle per cui vivo e da cui ricevo energia.
Senza contare che proprio il giorno del mio compleanno, il 23 novembre, è nato il mio nipotino Cristiano (figlio di….mio figlio Simone!); una vera gioia per me. Mi sembra di avere 30 anni.


Di recente sei stato ospite di Michele Mirabella dove hai presentato il
tuo ultimo disco Nessuno è solo, della Sony. Nel 2009 ti ho visto al programma “Stracult”, su Rai Due, presentato da Marco Giusti. Insomma, sei in fase di ripresa….

(La copertina dell’ultimo disco intitolato Nessuno è solo)

Speriamo che tu abbia ragione! Ho anche partecipato ad un film che uscirà fra poco. Si chiama De Sancta quiete, con Nicola Vicidomini. Nicola Vicidomini ha 27 anni; è una persona speciale, eclettica, creativa. E’ regista, attore, musicista. Come attore ricorda Petrolini, Carmelo Bene…

In conclusione, tasselli si ricompongono. Hai ripreso a cantare, ad incidere cd, a fare l’attore. Ti senti bene. E con Adriano i rapporti sono migliorati: quando vi riunirete anche sul piano artistico?

Non lo so; mi ha telefonato il giorno del mio compleanno per farmi gli auguri. Proprio a mezzanotte…Mi ha reso veramente felice. Ogni tanto butta lì che forse avrebbe un progetto…

Ma come è Adriano Celentano come uomo?

Un uomo eccezionale, unico, carismatico, positivo, veramente di gran talento. Da bambini eravamo sempre insieme. Ci volevamo tanto bene! Giocavamo sempre per strada, in via Gluck; due ragazzini vivaci, scatenati. Penso inoltre che Adriano sia un uomo molto affascinante.

Sono d’accordo! Anch’io lo trovo tremendamente affascinante.
Tuttavia, nonostante il tuo elenco di pregi (senza un solo difetto!) hai scritto una canzone intitolata “Adriano ti brucerò”….Nel senso che lo vorresti sul rogo? In pentola?

Ma no, quella canzone era uno scherzo! Serviva a sottolineare proprio quello che ho detto all’inizio di questa intervista; cioè che sul piano professionale lui è stato la mia fortuna ma qualche volta anche una sfortuna. All’epoca tutti pensarono che avevo scritto una canzone contro di lui….diventò il gossip, il tormentone dell’anno. Eppure quando il disco uscì lui fu il primo a telefonarmi e a dirmi che era molto bello.Mi invitò persino a cantare Adriano ti brucerò in un suo programma. Non si offese per niente, deludendo i maligni che ci speravano…

Non si offese nonostante nella tua canzone Claudia Mori facesse la parte della strega? Che brava persona!
E se magari un po’ strega lo fosse?

Ahi, ahi….questa è una brutta domanda. Mi avvalgo della facoltà di non rispondere….
Comunque ripeto; ora con Adriano ho un ottimo rapporto. Noi due ci siamo sempre voluti bene.

Scusa, mi hai detto che la tua prima moglie, sorella di Claudia Mori, aveva un altro uomo. Divorziaste per quel motivo. Ma tu come ne venisti a conoscenza?

Fu proprio Adriano a farmelo capire. Come sai mio zio è famoso per le sue parabole, per i suoi lunghi discorsi in cui gira attorno al punto cruciale…Anche con me usò questa tattica: cominciò a raccontarmi di un ipotetico suo amico la cui moglie aveva una relazione segreta…Alla fine capii….

So che per te facebook è stata un’esperienza molto positiva. Vuo
i parlarcene?

Certo! Non immaginavo che facebook potesse diventare un veicolo umano di straordinario valore. Trovo fantastico di svegliarmi alla mattina e di leggere nella mia bacheca di FB i messaggi dei miei “amici virtuali” che mi augurano buona giornata.
Grazie a loro ho scoperto il piacere della comunicazione, del rispetto, dell’affetto! Quando ho compiuto gli anni ho ricevuto tantissimi messaggi di fans che mi hanno commosso. Ecco, vorrei ringraziarli anche attraverso questa intervista. Vorrei gridare a tutti: grazie di cuore! Nessuno è solo mai…

Gino, visto che hai finito con le parole della canzone che dà il nome al tuo ultimo cd, vorrei dirti che mi è piaciuta molto.Tuttavia, ascoltandola con attenzione, sono rimasta colpita da un velo di tristezza che spero ti abbia abbandonato per sempre. Per esempio quando canti ”La vita non l’ho avuta in mano mai, soltanto guai e sono vinto ormai”, vorrei ricordarti un’altra strofa da tenere a mente: “Non andare giù…non andare giù”. Non andare più giù! Perchè la tua vita d’ora in avanti sia solo e sempre in salita.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

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84 Responses to “Intervista a Gino Santercole. La fortuna e la sfortuna di essere nipote di Adriano Celentano.”

  1. pasquale scrive:

    il film a cui mi riferisco e milano odia la polizia non deve sparare il film e bello ma lei pero e doppiato scommetto che lei non amava perche lui sembra si facesse di droga e altro per fare le parti nel film tutto il film era doppiato lo so ciao

  2. Ivanova scrive:

    Che bel articolo! Grazie Gino e Cristina! È molto positivo e respira d’ottimismo, è stata una giornotaccia ed ero stanca morta, ma dopo averlo letto mi sono riempita dell’energia e la voglia di fare qualcosa, di agire.
    La storia raccontata da Gino potrebbe sembrare triste e forse pure tragica (ed in realtà lo è) ma è come un film con happy and, ed è proprio il grande Gino che ha creato questo happy and! La storia continua… Gino, ti auguro una serie di successi sai in tua vita professionale artistica, che in quella famigliare ed in tutto che fai. La salute non ti Mac! Ma te la auguro lo stesso, le usi dopo.
    Saluti a Melù, la protagonista – vincitrice di Oscar per il ruolo più bello ed importante in questa storia 😉

  3. Maria Cristina Giongo scrive:

    Grazie, cara Ivanova, per il tuo bel commento! Ne saranno felici anche Gino e Melù.

    Indimenticabile Gino!

    Cari saluti,

    Cristina

  4. mario scrive:

    Gino è un signore e signori ci si nasce , non ci si diventa. L’umiltà è un bene prezioso e Gino ne è dotato.

    • Maria Cristina Giongo scrive:

      Condivido, Mario! Cari saluti a te e a quel simpaticone di Gino Santercole! Un signore ma anche un simpaticone!!!!

  5. Carlo Lemmetti scrive:

    Caro Gino, la prima volta ti ho visto a Pisa in un Teatro credo 1958 una rivista che dopo si vedeva anche un film.
    CELENTANO E I RIBELLI ,poi ti ho conosciuto alla Bussola di Marina di Pietrasanta anno 1962 , Che Gavettoni il 15 Agosto eravate giovani al massimo del successo e fu una Stagione indimenticabile anche in compagnia del nostro amico JACK e GELSUMINA.
    Credo verso il 1998 sei venuto a mangiare nel mio Ristorante “LO SQUALO CHARLY” di Lido di Camaiore.

    Sei un grande.
    Ti auguro tanto successo auguroni anche a i tuoi cari.
    ANNIRUGGENTIIIII. carlo Lemmetti

  6. Giorgio Dal Zotto Thiene (vi) poeta paroliere scrittore dilettante scrive:

    Caro Gino, io sono solo un vecchio paroliere e poeta dilettante che non ha mai trovato un compositore perciò…. Ho letto l’intervista e ne sono rimasto sorpreso ma soprattutto soddisfatto di come si è conclusa, io amo chi nella vita per una cosa o per l’altra ha sofferto, ho 67 anni e da quando 18 anni or sono mi è morto un figlio do 16 anni colpito da un fulmine in montagna, continuo a scrivere testi per canzoni poesie qualche libro (solo storie vere) ecc.. è l’unica cosa che mi da la forza per continuare, ho comunque un altro figlio di 40 anni e una moglie meravigliosa, se ti capitasse di passare di qua a Thiene ( vi) il mio n° è 347 8294761 magari potremmo scrivere una canzone insieme… così tra sfigati!!! ciao Vasco Giorgio Dal ZOTTO.

  7. gianfranco scrive:

    Ciao Gino, voglio complimentarmi con Te,perche’ sei una persona umile. Auguro a Te e a tua moglie tanta salute

  8. Giancarlo Colella scrive:

    Le canzoni di successo nella memoria della gente vengono abbinate all’immagine dell’interprete, tralasciando gli autori sia del testo che della musica, quest’ultima spesso motore trainante del successo di un brano. Sarebbe giusto e opportuno dare a Cesare quel che è di Cesare, dare spazio e visibilità, cioè, agli autori di questi grandi successi che spesso hanno una risonanza planetaria. Credo che sia il caso anche di Gino Santercole, autore di tantissime canzoni famose, ma pressocchè sconosciuto (ingiustamente) al grande pubblico. (Giancarlo Colella)

    • admin scrive:

      Hai ragione, Giancarlo Colella! Purtroppo nel mondo della canzone vincono coloro che sanno “esporsi”, non sempre i talenti; cioè chi scrive le canzoni per loro. Cari saluti, Maria Cristina Giongo

  9. Claudia Tagliabue scrive:

    Bellissima intervista, Cristina. Emana positività. Gino Santercole, una bella persona !!! Sono felice che si sia ripreso e si ritrovi in auge, se lo merita. Personaggio eclettico, simpatico. Sarà anche stato nell’ombra dello zio ADRIANO (che x altro adoro…), ma lui possedeva e possiede doti sue, quindi avanti tutta Gino, sempre più in alto…. NESSUNO E’ SOLO, MAI !!!

  10. Ciao non sapevo di tutto questo sapevo solo che eri sposato con la sorella di Claudi.sono rimasto sbalordito meno male che e tutto finito ciao Gino ti voglio bene.

  11. Moreno scrive:

    Beh, l’intervista è ovviamente datata. Io l’ho però letta solo oggi.
    Sempre che possa dire la mia opinione….ciò che dice il Signor Santercole, fa riflettere !
    Le domande poste dall’intervistatrice….moooolto meno !…Patetiche !
    Il Signor Santercole lo stimo moltissimo. Ha dato alla canzone italiana, io pur non essendo italiano la amo molto, dicevo, ha dato moltissimo. A livello di prosa (testi) melodie e di interpretazione. Nel mio piccolo, strimpellando la chitarra, inevitabilmente mi emoziono quando canticchio “È inutile davvero” o “Una carezza in un pugno”.
    Posdo solo dire…Signor Santercole, grazie per tutto quello che ha fatto a livello musicale e un grande BRAVO per essere riuscito a uscire da quella situazione critica da lei descritta. Cordialmente

    • admin scrive:

      Gentile Moreno, l’intervista è piaciuta molto a Gino Santercole, letta anche prima della pubblicazione, perchè NON pubblico mai nulla senza che la persona intervistata ne prenda visione in anteprima e la condivida. Evidentemente lui non ci ha visto nulla di ” patetico”; ma ognuno ha le sue idee e vanno rispettate. Lei avrebbe posto altre domande? La prossima volta gliela faccia lei, così l’integriamo. Per il resto anch’io stimo molto Gino Santercole; per questo ho voluto intervistarlo. Ne è nato un rapporto di stima reciproca. Come sempre quando si conoscono delle belle persone e si trovano molte cose in comune con loro. Cordiali saluti, Maria Cristina Giongo http://www.mariacristinagiongo.nl

  12. domlngo scrive:

    no fumes gino que el tabaco mata.

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