Beate donne! Beata te che sei sola

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Cari lettori,

alla fine luglio ho ricevuto questo racconto dalla Dottoressa Elisa Prato, che voi già conoscete per i suoi scritti in difesa del …diritto di essere donna. Donna libera, donna rispettata e persino donna single, se lo desideriamo (o se capita). Ve lo propongo come tema di discussione su questo tema che spesso divide persino noi donne; abbiamo proprio bisogno di un uomo e soprattutto di un certo tipo di uomo per sopravvivere? Buona lettura!
Maria Cristina Giongo

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“Beata te che sei sola!”
Trent’anni di solitudine, un ritornello costante.
Sembra che tutte le mie conoscenze femminili abbiano problemi a muoversi, chi non ha figli per il compagno, chi non ce l’ha per il cane, chi non ha nè gli uni nè gli altri per i parenti, dei quali, chissè perchè, si pone al servizio.

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Sono partita per Capalbio da sola, come al solito. Durante i lunghi inverni di pioggia pare che tutte vogliano partire con me: come arriva l’estate scompaiono tutte.
L’ importante è prenotarti, ciò allevia il senso di vuoto. Se poi arriva di meglio…
Ho ancora nelle orecchie il moto di stizza della mia pretesa amica Adelina, quando le ho comunicato che partivo.
A suo dire sta bene da sola e tappata in casa, uscire e partire per lei è fatica psicologica .
Chissà perchè s’incavola tanto se le altre lo fanno.

Il posto è bellissimo, spiaggia infinita, mare pulitissimo. Ogni tanto si sussurra di qualche presenza politica.
Non vi e’ un bus, nè una farmacia, nè un bar sulla strada del mare.
Bella larga strada toscana, in fondo due pini ad arco si baciano, lo noto nella prima passeggiata solitaria dopocena, appena fuori dall’albergo.
Bel residence l’albergo, prestazioni accettabili, proporzionate al prezzo.

Prima serata. ”E’ sola signora?”, dice la garbata cameriera guardando per terra. E porta via un coperto. Mai sentito fare la stessa domanda ad un uomo solo.
A questo punto, quasi per esercitare la mia iniziativa (che diamine, sono o no una civil servant?) prego il caposala di invitare discretamente la giovane donna, che siede sola ad un tavolo poco distante, a sedersi, da domani, al mio tavolo. Niente paura, sono eterosessuale….
La vedo accennare un piccolo vergognoso cenno di consenso.
Subito la donna con bimbo seduta al tavolo accanto a lei comincia a parlarle.
Dal giorno dopo fanno coppia fissa. E’ la competizione che ci stimola.
Mi becco lo sguardo costernato del caposala. Da allora mi tratta con particolare affetto.

Passano giorni di sole e di lunghe camminate solitarie nel bagnasciuga. Puntualmente accolta dalla simpatica gattara che l’albergo rifornisce di cibo avanzato. “Sempre da sola, a’ signora?”
E sorridiamole.
Tardo pomeriggio presso la piscina all’italiana, cioè carica di cartelli di divieti.
Tra donne dallo sguardo fisso in avanti e mariti che ti adocchiano dietro al giornale.
Dentro, dentro alla Iacuzzi a sfogare il nervosismo, anche perchè ho perso il mio unico pareo che non ritroverò, e nella vasca non ce n’è bisogno!

Ma, oh meraviglia! Come da narrativa da manuale, una bella sera compare al tavolo attiguo al mio un uomo, ebbene si, un uomo solo! Sulla cinquantina, fisicamente a tiro, brevi frasi decisionali.
Tavolo e stanza 3 lui, tavolo e stanza 4 io.
E la sera stessa facciamo la stessa passeggiata digestiva, chiacchierando delle rispettive vite, verso i pini che si baciano.
Mi dice di avere due figli, e null’altro, ma è chiaro che è impegnato. E che aspetta me.
Ma io non sono al passo col tempo, non so cogliere l’attimo, ho bisogno di colloquio, di questo e di quello, una single old time insomma.

Ci salutiamo con un educato “buonanotte”.
Il giorno dopo il tavolo 3 e la stanza 3 sono vuoti. Epilogo che avrei dovuto capire dalla pernacchia che si e’ concesso la sera prima, mezz’ora dopo l’educato rientro: era rivolta a me, un saluto alla bellina stagionata povera di spirito.
Ha ragione, aveva ragione il miglior femminismo quando esortava le donne alla dignità umana.
Ma le donne dignitose che non rompono, non piangono, non ricattano, non incintano, non sollazzano al primo sguardo, beh, nell’immaginario maschile non restano in memoria. Ma qualcuna che lavi i calzini ci vuole: infatti loro ne hanno sempre una a casa.

Il giorno della partenza sono salutata con simpatia dai bagnini, pezzi di ragazzoni che da singola solitaria, non garrula e non civetta , ho incuriosito (e che hanno cercato senza successo il mio pareo in spiaggia).
“Era così bello, avrei preferito perdere la fede” sorrido guardandomi l’anulare.
Sorridono increduli pure loro.
Non glielo dico che è quella di trent’anni fa.

Elisa Prato

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Elisa Prato, autrice di questo racconto

Elisa Prato nasce l’ultima domenica di Carnevale in un inverno piemontese freddissimo, sotto il segno dell’Acquario, ma con una pratica luna in Capricorno.
Laureata in legge, lavora come funzionario e dirigente nella pubblica amministrazione.
Oggi è consulente e formatore, cultrice di reading ed arti sceniche.
Evergreen nel DNA, crede fortemente nella funzione sociale ed avantista delle donne (ma insieme agli uomini), come espressione di revisione e maturazione personale autentica.

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9 Responses to “Beate donne! Beata te che sei sola”

  1. Claudia Tagliabue scrive:

    Elisa Prato, ma che bel racconto di vita vera !!! Certo è che le donne sole incuriosiscono molto, mentre agli uomini soli nessuno fa caso…. chissà come mai ?!?!?! Resta il fatto che il vecchio detto “MEGLIO SOLI CHE MALE ACCOMPAGNATI”, non tradisce mai !!! Se devo essere sincera, ritengo che la donna, a differenza dell uomo, da sola vive benissimo, certo un compagno è sempre un appoggio, morale, materiale ecc…. Comunque non strettamente necessario, a meno che la coppia non sia legata da profondo amore, affetto, reciproco rispetto, allora la vita a due diventa serena, divertente, soprattutto un appoggio l’uno per l’altra……

    • Elisa Prato scrive:

      Grazie Claudia, verissimo. Ti immagino giovane, pertanto piena, giustamente, di speranze e di entusiasmi. Piu’ tardi pero’ non e’ facile mantenere entusiasmo, lealta’, freschezza di intenti, a meno che non siano proprio incastrati nel DNA, vivendo tra uomini (anche intelligenti,riusciti professionalmente,evoluti mentalmente ecc ecc) che, dopo qualche iniziale giro di valzer,alla fine dichiarano apertamente di volere la donna “ancella”!
      Fellini docet, insomma. Anche il miglior femminismo( quello non contro di loro ma insieme a loro.quello che vuole vedere vivere la vita di donna e di coppia con dignita’ umana) si scontra, da ultimo,con l’eterna rivalita’ femminile.con la cortina di sospetto che spesso circonda, anche da parte delle donne, quella che ha il coraggio di presentarsi al mondo da sola, ma che e’ anche guardabile, professionalmente riuscita, ma inspiegabilmente sola. Cosa che invece puo’ essere spiegabilissima, ma questa e’ altra storia (continua…)!

      • Maria Cristina Giongo scrive:

        Cara Elisa, io penso che considerare un uomo indispensabile sia un errore. Come lo sia dipendere totalmente da chiunque: genitori, figli, amici. Solo una volta conquistata la nostra indipendenza mentale e spirituale possiamo amare senza correre il pericolo di essere ferite e spesso di ferire con il nostro possessivismo. In quanto al vero amore può arrivare o no. Se non arriva secondo me si può vivere benissimo senza se si è ricchi di un mondo esteriore ed interiore intenso. Un abbraccio e come vedi…i commenti sono arrivati! Anche su Facebook.

        • Elisa Prato scrive:

          Condivisibile Cristina,ma un fil di amarezza (che con il tempo diventa ironia soffusa, basta guardarsi intorno) ce lo lasci?
          Certo che la vita e’ bella quando si ha un marito che ti guarda come Ringo guarda Dallas in “Ombre rosse”!
          Un sorriso e un bacione alla coppia piu’ bella del mondo!

          • admin scrive:

            Cara Elisa,
            un filo di amarezza rimane sempre nella vita, in generale….Ci segue, insieme alle delusioni e sconfitte. E, poi, credimi, non esistono coppie perfette…esistono coppie che vogliono che gli altri le credano tali. In Olanda, per esempio, nessuno ti dirà mai che è in crisi con il marito ( o la moglie). Quando domandi: come va? Ti rispondono subito:” benissimo!”. Anche se in realtà il figlio fuma la mariuana, il marito sta con la sua migliore amica, il padre è scappato con la cassiera del supermercato lasciando la madre in lacrime….Noi italiani siamo molto più aperti! Risponderemmo subito: “male, va male, cavolo! Quel deficiente di mio figlio fuma la mariuana, mio marito è uno stronzo, mio padre rincoglionito….io ho pure il mal di denti e l’altro mio figlio ha messo incinta la sua ragazza che mi è pure antipatica”. Insomma, ognuno ha i suoi problemi ma gli olandesi non te li racconteranno mai. Nonostante ciò anche in Olanda si dice: ” ogni casa ha la sua croce”. In quanto all’amore, quando deve arrivare, arriva. Una mia ex allieva del corso d’italiano ha conosciuto l’attuale marito quando avevano tutte e due 67 anni. Ora girano il mondo, si divertono un sacco, sono ringiovaniti. Prima erano stati single; un po’ per scelta, un po’ per sfortuna, un po’ per sfiducia nell’ amore eterno. Si sono incontrati per caso, per strada…..Ricambio il sorriso e aggiungo un abbraccio, anche a nome del maritino.

  2. Elisa Prato scrive:

    Salve vivaci lettori incofanettati! Mi chiedo se per caso avessi il potere di “gelare” le persone! O dico troppe verita’ o dico troppe sciocchezze…
    Ma dico. un commentino, dico uno..

  3. Claudia Tagliabue scrive:

    Elisa Prato, ho la “veneranda età” di 64 anni !!! Leggendo la tua risposta, devo ammettere che sono stata molto fortunata (fino ad ora… si sà mai nella vita….). Comunque condivido, il tuo modo di vedere non è del tutto sbagliato… anzi !!! Riguardo ai commenti, abbi pazienza, arriveranno, tranquilla….. Un caro abbraccio

  4. Claudia Tagliabue scrive:

    Infatti Elisa, dico sempre che sono rimasta ferma a 20……!!!

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