Carla Regina, mezzosoprano. Canto anche con il corpo. Ho portato la mia bimba in tournee, nel mio ventre.

Carla Regina

Carla Regina (Foto di Luc Ten Klooster)

Carla Regina è nata a Bari 43 anni fa. Ha iniziato giovanissima lo studio della musica, diplomandosi in pianoforte nel 1992 presso il Conservatorio “Piccinni” di Bari e successivamente in Musica da Camera Vocale (1996) e Canto Lirico (1999) presso il prestigioso Conservatorio “Verdi” di Milano.
Poi ha perfezionato i suoi studi all’estero, in Austria e Germania. Il suo primo debutto come mezzosoprano è avvenuto in Francia, nel 1998 e da allora è stato un percorso in salita, ricco di successi e premi. Molto apprezzata all’estero, nel 2003 ha debuttato nei Paesi Bassi come protagonista nella Carmen di Georges Bizet.

Inoltre ha collaborato anche con la televisione olandese (da quando ha stabilito la sua residenza ad Amsterdam), danese e latino americana (Teleglobo). L’abbiamo intervistata per il Cofanetto Magico.

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Carla Regina, una splendida voce di mezzosoprano
(Foto di Luc Ten Klooster)

Invece che iniziare dal passato cominciamo dal futuro. Lei è intelligente, bella, ha un prestigioso curriculum professionale, una splendida voce. Che cosa desidera ancora, quale meta si è prefissata per il futuro?

La mia meta è realizzare più progetti artistici con la mia fondazione, la Voice actually, che si occupa di tutte le attività che hanno a che fare con la voce, con il senso della voce nelle sue varie sfumature. Attuiamo progetti teatrali che uniscono la voce alla danza e ad altre espressioni che coinvolgono il linguaggio del corpo. Abbiamo già iniziato una tournee che si chiama “In viaggio” in cui canto con un attore, una pianista/ musicista che suona la fisarmonica. Il mio concetto di voce va al di là della semplice esibizione canora, in quanto la voce è uno strumento non staccato dal resto dell’espressione. Bensì una parte integrante che la completa. D’altra parte un vero artista è una persona completa. Basta seguire il proprio istinto e con la voce si può benissimo far “parlare” anche tutto il corpo. Su questo nostro spettacolo abbiamo avuto una recensione molto bella su Het Parool, un noto quotidiano olandese. Per noi è molto importante di promuovere la nostra musica italiana all’estero.

A proposito di voce. Può spiegare a noi profani che cosa si intende per mezzosoprano?

La voce femminile si divide in tre tipologie:
quella del soprano, che raggiunge toni più acuti.
Quella del contralto, che invece raggiunge le note più basse della tessitura canora.
Infine c’è il mezzosoprano che ha una voce centrale come estensione, con un colore più brunito, di temperamento. Una voce focosa, come quella dell’opera Carmen di Bizet, che ben si presta ad un’intensa carica sensuale e passionale. Come la mia.

Il Suo cognome è proprio Regina? E quando scoprì di avere il talento di…regina canora?

Sì, mi chiamo veramente Carla Regina. Non è un cognome inventato…
A livello vocale… sono stata scoperta per caso: lavoravo come accompagnatrice teatrale, al pianoforte: alcune persone notarono anche “la mia voce”, consigliandomi di cantare. Pertanto decisi di provare a coltivarla, ad approfondire pure quell’aspetto; poi mi sono entusiasmata a tal punto da passare al canto!

Quale percorso di vita l’ha portata ad Amsterdam e poi a decidere di abitarci?

Dopo essermi diplomata al conservatorio di Milano ho avuto la possibilità di un contratto in Olanda, nel Limburg. Mi sono trovata così bene che ho deciso di fermarmi. Anche perchè avevo un fidanzato. Dopo 8 anni la nostra relazione è finita. Ma io sono rimasta…

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Carla Regina in tournè durante il suo spettacolo “In viaggio”

Come si trova nei Paesi Bassi? Quali sono i pregi e i difetti di questa nazione?

Mi trovo bene. Mi sono adattata subito. Un grande pregio degli olandesi è la praticità e la concretezza. Poi hanno una qualità che però, per me, è anche un pregio: la difesa assoluta della loro privacy. In Italia non l’abbiamo. Se devi fare un appuntamento con un olandese devi seguire la sua agenda, programmarlo; ma quando l’hai ottenuto sai che quella persona si dedicherà veramente a te. Tra i difetti citerei la mancanza di flessibilità; guai a cambiare un loro piano!

Quali sono le sue arie preferite e perchè?

La Carmen di Bizet, che ho cantato più volte e sempre riscuotendo un grande successo. E’ il mio personaggio preferito, la cui passionalità riesco a trasmettere in pieno. Poi mi piace Mozart, tutto Mozart, perchè ti eleva…Inoltre amo la musica tradizionale, folk, soprattutto quella della mia Puglia, con quelle inflessioni arabeggianti. Mi piace molto mischiare il classico con il popolare; anche Mozart amava questo tipo di emozioni.
E’molto importante la cultura ma lo è altrettanto il contatto che certa musica stabilisce fra te ed il pubblico.

L’amore, la famiglia… Una domanda classica: Carla Regina, lei è sposata, ha figli?

Sono sposata con Bilal, un ingegnere informatico sudafricano e abbiamo una bimba di un anno e mezzo. E’stata concepita durante la tournee a cui le ho accennato prima, “In viaggio”; guarda caso…possiamo proprio dire che è stata concepita in viaggio, in un momento importante per la mia professione. E quindi è stata con me, nel mio ventre, per tutto il tempo che è durata; infatti è nata il 20 dicembre. Adesso quando mi sente cantare mi guarda come se “riconoscesse” quella voce, quelle note: è la stessa voce che ha sentito durante tutta la gravidanza!

Quando si apre il sipario quale è il Suo primo pensiero? E quando si chiude, dietro le quinte?

Quando si apre il sipario penso “ma chi me lo fa fare?” E’quasi un momento di esitazione. Un rituale mantrico. Poi non penso più a niente. Solo all’esibizione. Mi estraneo completamente. Dopo mi rilasso, sto bene, mi sento a casa. Anche se per un po’ la ventata di adrenalina che mi ha investita continua a pompare; mentre io mi godo i risultati della mia esibizione.

Le dico tre parole. A che cosa le assocerebbe? Con quali emozioni o persone? Anima, violenza, volo.

Anima l’associo alla terra. Alla mia terra. E anche a mia madre, una donna ricca d’anima: con una grandissima anima. Purtroppo è morta un mese PRIMA che avevo saputo di essere incinta. Per me la sua scomparsa è stata un immenso dolore.E mia figlia, Lia, porta il suo nome.
Violenza è l’imposizione di volontà da parte di altri.
Il volo? E’ la musica.

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Ancora una bella immagine di Carla Regina, che si esprime nel canto con tutta la voce, l’anima, l’espressione del viso e del corpo.

Tornando al futuro quale è il Suo progetto più immediato?

Un nuovo progetto che lega la musica del Medio Oriente alla musica del Sud Europa (con un occhio di riguardo alla musica del Sud Italia) e alla musica dei negri d’America. Sempre inserito in uno spettacolo teatrale.
Cominceremo nel 2013, 2014. Si esibiranno tre donne che racconteranno le storie di queste loro differenti culture; usando i mezzi espressivi del canto, della danza, della recitazione. A dicembre canterò in Olanda, ad Amsterdam, in uno spettacolo che ruota intorno al concetto dell’attesa, accompagnata da un pianista e da una violoncellista. Ci sarà anche un pezzo del compositore che ha scritto le musiche del filmIl paziente inglese”: ed uno di una compositrice che pure scrive musiche da film. Guarda caso…anche lei è pugliese (ma vive a Parigi). La sua melodia si chiama “Pre-ludiando” (prima del gioco) ed ha dato il nome allo spettacolo. Lo porteremo in tournè a Polignano, Monopoli, Bitonto. Forse anche a Parigi. Inoltre sarò occupata con altri programmi per la televisione olandese e concerti.

Mi dica la verità: la Sua bellezza l’ha aiutata nel corso della sua carriera?

Non nel senso tradizionale del termine. Il fatto che io abbia una bella presenza ha sicuramente aperto molte porte. Ma poi si va oltre. La bellezza non basta. L’importante è che si abbia un’anima e che la si faccia conoscere.

Infine: nella vita che cosa le dà più forza e la risolleva dal dolore che inevitabilmente, prima o poi, colpisce tutti?

Cinque cose fondamentali mi hanno aiutata a non perdere la rotta nei momenti difficili e di sofferenza:
il mio lavoro, il creare, lo studiare, una grandissima forza di volontà. Da ultimo ma sicuramente il più importante: il sorriso di mia figlia. E’una gioia indescrivibile, una felicità intensa, incontenibile. Quando Lei entra in una stanza essa si illumina. Ed il mio cuore, la mia vita anche.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

I due bei ritratti del mezzosoprano Carla Regina, postati all’ inizio, sono del fotografo Luc Ten Klooster.

Proibita la diffusione del testo e delle fotografie senza citare autore e fonte di provenienza.

www.carlaregina.com
www.youtube.com/voiceactually

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6 Responses to “Carla Regina, mezzosoprano. Canto anche con il corpo. Ho portato la mia bimba in tournee, nel mio ventre.”

  1. Pietro Pancamo scrive:

    Molto belle le tue domande, cara Cristina. Come sempre. E davvero interessanti anche le risposte di Carla Regina.
    In effetti, io so quanta disciplina e quanta passione ci vogliano per imparare bene il canto lirico ed esser poi degni di praticarlo. Il mio maestro raccontava che Franco Corelli si esercitava otto ore al giorno (sebbene si tratti di una semplice “leggenda”, forse, considerata la delicatezza dell’apparato fonatorio) e che il grande tenore svedese Jussi Björling morì letteralmente consumato, se non “arso vivo”, dal fuoco interpretativo che gli fiammeggiava dentro: insomma, dall’impeto generoso con cui, in scena, dava anima e corpo ai personaggi sia di Verdi che di Puccini. Ma di sicuro l’alcool contribuì, e non poco, alla scomparsa “incandescente”, chiamiamola così, di questo celebre scandinavo (che si spense, secondo il mio maestro, bruciando).
    A ogni modo –e mi scuso per le divagazioni (persino inopportune, magari) in cui mi sono impegolato nelle righe precedenti– Carla Regina ha ragione quando dice che la musica è volo. Anzi la potremmo definire, addirittura, la massima e più completa espressione dell’estro umano. Non a caso Walter Pater sosteneva che le arti, proprio tutte, aspirano costantemente alla condizione della musica.

  2. Carla scrive:

    Gentilissimo Pietro,
    Il suo commento rivela una gran passione per il canto, e una conoscenza del lavoro e del sacrificio che ci vogliono per praticarlo, appunto.
    Ma…..quando poi voliamo, tutto e`ripagato!
    Siamo dei privilegiati perche`ci e`concesso di mettere in musica le nostre emozioni e di regalarle al pubblico.
    Carla Regina

  3. GuidOlanda scrive:

    CIao Carla.. sono orgoglioso di leggere di una concittadina dalle mille risorse e virtù e Cristina con il suo articolo ha degnamente riconosciuto qualità e fervore. Sempre in gamba.. continutà cos’

  4. Carla scrive:

    grazie, sei sempre gentilissimo e ti ringrazio veramente delle belle parole.
    Ci vediamo in terra natia presto!

  5. Maria Cristina Giongo scrive:

    Che bei commenti quelli di Pietro e GuidOlanda… e che belle le risposte di Carla!

    Anche per me scrivere è una forma di creatività assoluta che coinvolge un modo di comunicare con gli altri attraverso i propri sogni ed emozioni. E poi anche di informare. Una professione difficile, spesso sottopagata e sottovalutata ma, come dice Carla, “quando poi voliamo tutto è ripagato!”

    I sacrifici sono tanti, Pietro, Carla, Francesco di Blogolanda ed io lo sappiamo bene. Però Pietro scrive bellissime poesie, Francesco ha fatto diventare Blogolanda un vero gioiello, Carla vola sempre più in alto; io, la più anziana…. in 39 anni di carriera posso dire, con un certo orgoglio, di aver intervistato tutte le persone più speciali e uniche al mondo, compreso un Papa. Ho scritto migliaia di articoli, mi sono arricchita sempre di più.

    Ecco, questo deve essere il messaggio che dobbiamo mandare ai giovani e giovanissimi: siate onesti, lavorate forte (e sempre onestamente!), credete in quello che fate, inseguite i vostri sogni e non mollate mai anche quando pensate di non farcela più.

    Un abbraccio a tutti,
    Cristina

  6. Pietro Pancamo scrive:

    Grazie mille, cara Cristina, per le bellissime parole che mi hai dedicato. E un grazie sincero a Carla Regina, per la risposta che mi ha lasciato.

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