Brittoli: Premio di Poesia “Lea e Franco Silvestri”. Rendiconto.

Siamo orgogliosi di informarvi che anche la seconda edizione del Premio di Poesia “Lea & Franco Silvestri”, organizzato da Grafemi dal Cuore, avvenuto a Brittoli (PE), col patrocinio del Comune, questo 14 Agosto 2017, è stata un successo.
Una seconda edizione è sempre più impegnativa rispetto alla prima, in quanto la gente si aspetta di più e tu sei preso dal terrore di non riuscire. Ed è così che la notte invece di dormire, ti arrovigli il cervello per escogitare qualcosa di diverso, qualcosa che non sia il copione dell’anno precedente.
Hai voglia di stupire, di rendere memorabile quell’evento. Hai voglia di esplorare nuovi sentieri, col rischio di non essere apprezzato ma con la consapevolezza che il cambiamento, l’apertura a nuovi orizzonti siano talvolta necessari, anche nelle radicate tradizioni. Quando ti credevi ormai sconfitto ed a corto di idee, rimani abbagliato da un flash risolutivo, il deu ex machina che soddisfa le tue aspettative: perché non impreziosire il Premio di Poesia facendolo precedere e seguire da iniziative di tipo letterario e di fantasia compatibili, quali cultura e magia? Come non averci pensato prima!

“Autori a confronto”: moderatori Valentino Di Persio e Marica Caramia tra il dott. Ennio Di Francesco e la dott.ssa Samanta Di Persio, ascoltano l’intervento di Marco Solfanelli,
editore de “Il Vate e lo Sbirro”

Eppure sarebbe stato ovvio considerando che il Presidente di giuria, Ennio Di Francesco, è un emerito uomo di cultura, autore ultimamente, di un pregevole volume che fa già parlare di sé “Il Vate e lo Sbirro”. Il racconto tratta del “volo dell’arcangelo” Gabriele d’Annunzio, caduto dal balcone della sua villa di Cargnacco a Gardone, attuale “Vittoriale degli italiani”. Un fatto a dir poco inedito che ha gettato, come un fulmine a ciel sereno, lo scompiglio tra gli studiosi dannunziani, i quali, volutamente o per negligenza, avevano trascurato o dato poco risalto alla vicenda.
E poi Samanta Di Persio, membro di giuria, giovane scrittrice dal sangue brittolese, che da sempre si batte contro le ingiustizie sociali. Autrice di alcuni volumi di denuncia sulle inefficienze istituzionali e discriminazioni sociali e di genere, titoli come “Morti bianche” o “L’amore non fa differenza. Sono gay e amo”, o ancora il titolo su cui ci siamo soffermati “Ju Tarramutu”, un excursus storico sul terremoto d’Abruzzo, da quelle prime scosse registrate il 13 dicembre 1315 che colpì L’Aquila, passando tramite le strazianti testimonianze di chi ha vissuto, nel recente 2009, questa esperienza da improvvisato protagonista; ad accenni su quella che potrebbe e dovrebbe essere la prevenzione per il futuro, riportando a confronto quello che è l’atteggiamento di altri paesi del mondo, davanti ad un “terremoto amico”, cioè un terremoto che fa sentire la sua voce prima di colpire.

Dopo l’interessante confronto tra i citati autori, la serata è proseguita con l’attesissima cerimonia di premiazione dei poeti che si sono maggiormente distinti con le loro composizioni nelle due categorie del Premio di Poesia “Lea e Franco Silvestri”: sezione italiana dal tema “Talvolta la terra trema”, concetto che riporta subito agli eventi sismici che hanno colpito e continuano a colpire il nostro paese ma che con quel “talvolta” estendeva l’ambito emozionale dei poeti verso quegli stati d’animo legati a vicissitudini che spesso minano l’esistenza e la sezione dialettale abruzzese a tema libero.
Tante sono state, anche quest’anno, le poesie giunteci da ogni dove.

– Agli onori del podio, per la sezione italiana, sono risultate:

Al 3° posto la composizione “Ora c’è il peso della terra” di Valter Marcone. La poesia rievoca quel gioco che il tempo conduce con la vita, riempendola di ricordi, di emozione, di trepidazione ma anche di drammi, di traumi che come pesi inibiscono i sogni dal volare…

Al 2° posto la poesia “Trema la terra” della siciliana Maria Salvatrice Chiarello (classificata al 3° posto lo scorso anno). La composizione, di verso in verso, porta con sè il malore di una terra ferita con immagini tristi, intrise di cruda realtà e di occhi che non hanno più lacrime da piangere, ma solo macerie. Alla fine, la poetessa inserisce nella mente del lettore una scena colorata, fatta di nuove tonalità e di suoni, invitando così i sensi a immaginare quanto ancora c’è di vivo e positivo.

Al 1° posto, “L’epicentro di me stesso” di Livio Silveri, 97 anni, di Ofena adottivo di Brittoli. La composizione formata da 4 quartine, le prime due in rima baciata, le altre in rima alternata, evoca negli occhi del lettore, con leggerezza e delicatezza, il vissuto del poeta, la sua esperienza, trascinandolo con se in un profondo messaggio di vita.

“L’epicentro di me stesso”

(Livio Silveri)

Nella vita, come è noto
non cʼè un solo terremoto.
Gradi Richter non si sa
quanti crescon con lʼetà.

Prima scossa con mio nonno
che mori non già nel sonno
ma per dirla un poʼ alla spicciola
nelle scosse a Casamicciola.

Con la terra ballerina
con le assenze, coi suoi vuoti
giorno, sera, notte, mattina
quanti ho visto terremoti.

Io mi avvio verso i centʼanni
e prometto che da adesso,
voglio essere, senza danni,
lʼepicentro di me stesso.

– Agli onori del podio, per la sezione dialettale abruzzese, sono risultate:

Al 3° posto “Lu paese” di Maria Gabriella D’Armi. La composizione si muove tra i versi sul crinale dei ricordi legati alla terra d’origine. Rievoca nostalgicamente quella giovinezza spensierata che nulla temeva, se presa per mano…

Al 2° posto “Che jème truvenne” di Francesco Ciccarelli. La poesia, composta da quartine in rima alternata, è una riflessione sulla leggerezza con cui l’umanità è portata a trascurare le essenzialità della vita, distratta dalla frenesia della quotidianità

Al 1° posto con “Nonn’e Tatone”, la poesia di Franco Di Persio. La composizione si estende tra terzine, quartine e cinquine, in un gioco di versi che si alternano tra memoria e nostalgia. Il poeta ci porta indietro nel suo tempo, ad una tranquilla giornata con Nonn e Tatone, ai loro consigli, alle parole non dette… poi, improvvisamente tutto sembra bloccarsi come in una foto in bianco e nero, venata da antiche sfumature color seppia, la presa di coscenza di un tempo ormai passato ma non dimenticato.

“Nonn’e Tatone”

(Franco Di Persio)

So’ nate a l’Aravecchie
sott’a Cannatine
ammezz a le jenestre.

Alla matine prest’e
quand t’afficci alla finestre
è ‘na meravìglie
guardà lu sole roscie
e lu mare chi s’appìcce.

Quand’ere ‘nu bardasce
me ne jeve sempre currenne
apress’ a ‘le gunnelle
allsù attriz ‘pe l’are,
arrèt’a gliù pagliàre
.

La nonna me dicev’e:
tàgliat’e ‘si capille,
mit la cocce a poste,
n’infà chiù li fissarie…
e trovete ‘na fatije!!

Ce stéve però Tatone,
c’onne chiamève pioppe,
se steve zitte, zitte
e se la redev’e sott’a li baffe,
cuntend come ‘na pasque.

Eh, scì!
‘na vot’ er diverse ,
n’ingè vulev’e niende
p’accutentà la gente.

Specie pe’ la campagne,
la vite scurrev lente,
chi gliu sudore ‘nfronte
ch’immane gliu blidend.

L’ invidia er poche
la fantasia er tante
tutt’ attorn a lu foche,
allegre tutti quant’e.

Valentino Di Persio da il benvenuto a
Mario Salvatore e alla Signora Marta

I primi tre classificati nelle due sezioni, sono stati premiati, per mano di Mario Salvatore, giunto dal Canada unitamente alla sua gentile consorte, Signora Marta, in rappresentanza di Lea e Franco, ai quali il Premio è dedicato, con piatti in ceramica di pregio, realizzati da “Ceramiche Liberati” di Villamagna (CH) su disegno di Marica Caramia. Otto sono state le “mezioni speciali” attribuite dalla giuria. Un attestato di merito, comunque, è strato conferito a tutti i partecipanti.

Il presidente Ennio Di Francesco ha chiuso la cerimonia con un compiaciuto discorso, declamando infine, “La poesia delle poesie” ottenuta associando sapientemente tra loro, un verso di ogni composizione in concorso.

Valore aggiunto della serata la spigliata e brillante presentazione di Romina Di Persio e gli arpeggi con chitarra eseguiti da Andrea Trombetta e Massimiliano Zeraftis, che hanno accompagnato le declamazioni conferendo le giuste atmosfere ai versi enunciati per lo più dagli autori stessi, nella suggestiva location della risorta piazza di Sant’Antonio, davanti ad un caloroso e nutrito pubblico.

Dall’alto i mattatori della serata, Marica Caramia, Romina Di Persio e Valentino DI Persio. Seguono Andrea Trombetta e Massimiliano Zeraftis alle chitarre, un divertito Ellency, il mago Rocco Borsalino con le sue performances e un suggestivo Brittoli.

Piacevole e sorprendente l’esibizione di un emergente artista di pregio dal sangue brittolese, Lorenzo Ellency Coccia, neo-laureato in Bmus Commercial Music Performance presso l’University of Westminster di Londra e di una promettente giovane cantante, Simona Di Iulio, di Brittoli.
Il mago Rocco Borsalino, ha concluso la magica serata stupendo tutti con le sue performances ipnotiche e di prestidigitazione.
Al prossimo anno!

Un articolo di Valentino Di Persio e Marica Caramia

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2 Responses to “Brittoli: Premio di Poesia “Lea e Franco Silvestri”. Rendiconto.”

  1. Maria Cristina Giongo scrive:

    Complimenti a tutti!

  2. Mario Salvatore scrive:

    Carissimo Valentino,voglio ringraziarti sentitamente per il tuo bell gran lavoro che hai svolto nel presentare “Brittoli in poesia” Ho apprezzato molto e ammirato lospirito dei concorrenti, che hanno risvegliato in me l’orgoglio di essere Brittolese.Franco e Lea ti ringraziano immensamente. Ho letto loro la
    poesia “NONN,E TATONE’ di Franco Di Persio e si sono commossi nel riascoltare il dialetto Brittolese ed ha ricordato a loro la vita trascorsa a Brittoli prima di
    emigrare in Canada. Ho mostrato loro la foto del piatto ricordo che loro hanno preferitp di lasciare a Brittoli per decorare la loro casa quando sara’ completa.Un salutone da tutti noi a te e Marica, KEEP UP THE GOOD WORK
    Mario Salvatore

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