Immortal – La Giustiziera. Settimo episodio

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Dopo bigliettini enigmatici, messaggi criptati, roventi telefonate, Francesco e Giana, la fantomatica Immortal, decidono di incontrarsi a Roma. All’appuntamento non poteva mancare Monica che, saputo dell’incontro e per timore che potesse accadere qualcosa cui non c’entrasse pure lei, s’era precipitata immediatamente nella capitale.
L’incontro è propedeutico ad un’intesa di collaborazione per smascherare l’autore dell’assassinio di Gemma, la sorella minore di Giana.
Buona lettura!

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Incontro a tre

 photo tornatora_zpsa6syiemp.jpgRoma, Terrazza del Caffè Tornatora al Torrino

L’incontro con Giana presso il Bar “Tornatora” del Torrino, era stato preceduto da una lunga telefonata durante la quale, parlando della vicenda di sua sorella, le avevo promesso di aiutarla nella ricerca di prove contro quello che lei riteneva fosse l’assassino. Le avevo prospettato l’opportunità di coinvolgere anche Monica; la ritenevo particolarmente adatta per infrangere l’ambiente omertoso dove era maturato il misfatto. Vista la mia disponibilità, Giana aveva accelerato i tempi dell’incontro.

Erano le undici quando arrivai insieme a Monica che, giunta a Roma la sera prima, aveva dormito dai suoi amici universitari. Ero passato a prenderla alla stazione Eur Fermi della Metro.

Lei, Giana, era già lì. Aspettava all’esterno del locale, oltre la siepe. Si girava attorno con la sigaretta accesa tra le dita. Nell’approssimarmi, mi tornò familiare la sua figura, sensibilmente più slanciata per effetto dei tacchi alti. Ma si! Doveva essere lei nella grotta di Tarquinia, pensai. Appena si accorse di noi, ci venne subito incontro. Sfoderai il miglior sorriso accelerando il passo verso di lei. Le strinsi la mano con entrambe le mie. Dopo un attimo di esitazione ci abbracciammo. Monica, che era rimasta a qualche metro di distanza, esordì:
Disturbo? Ci sarei anch’io da questa parti!– fece seguire la sua tipica risata fragorosa.
Lei è Monica.– le dissi, indicandogliela.
Le due donne si salutarono con un formale “Piacere!”, senza troppa enfasi. Superato il disagio iniziale, le invitai a seguirmi al tavolo che avevo fatto riservare all’esterno, poco frequentato a quell’ora.

Monica, scusandosi, si allontanò subito alla ricerca della toilette.

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Dipinto di Willem Haenraets, 1940

Rimasti soli, ci guardammo emozionati ed impacciati come due ragazzini. Scoppiammo a ridere all’unisono. Indubbiamente, Giana era una bella donna. I lineamenti curati e gli accenni di rughe attorno agli occhi le conferivano un certo fascino.
Fu lei a rompere il ghiaccio.
Cercò i miei occhi con i suoi. Non potei sfuggire al suo sguardo.
Francesco…– esordì seria –Voglio ringraziarti per avermi sopportata ed assecondata durante la nostra relazione atipica. Sei stato, forse inconsapevolmente, l’àncora cui aggrapparmi in una fase tormentata della mia vita. Mi riferisco alla vicenda che ha visto coinvolta mia sorella. Tu non puoi immaginare quanta forza e quanta speranza ho tratto dalla tua disponibilità e dalla promessa d’aiuto per far luce su questa triste storia. In fin dei conti, chi te lo avrebbe fatto fare. Per te non ero che un’emerita sconosciuta.
E si, Giana! Coi tempi che corrono è meglio non fidarsi di nessuno.– la interruppi sornione. Le sorrisi. –Occorre sempre essere prevenuti e guardinghi, proprio il contrario di come sono stato io. Ho abboccato ingenuamente all’amo dell’irresistibile richiamo della carne.
Penso che tu sia andato un po’ oltre con la tua fantasia, Francesco. Mi sorprende quello che mi dici, e se non ti sapessi sincero e leale, dubiterei della tua buona fede. Comunque, è stata una tua percezione e non la mia intenzione quella di volerti abbindolare.
Giana, cerca di capirmi!– la stoppai –Non sono uno sprovveduto, credimi! Devi ammettere che da come sono andate le cose, se ad un certo punto ho pensato che tu fossi una donna in preda ad isterismo, con qualche problema psicologico irrisolto, era lecito e giustificato da parte mia. In un primo momento avevo considerato la cosa come di poco conto. Insomma, il capriccio di una donna in balia di vampate di calore. Solo in seguito, con l’evolversi delle situazioni, fino al famigerato incontro nella grotta, mi sono reso conto che la storia celava una trama oscura e ben congegnata. Di certo, non una storiella a luci rosse, come avevo immaginato all’inizio.
Ammazza che idee t’eri fatto di me, Francesco!
Sfido chiunque a pensarla diversamente!– esclamai. –Comunque, Giana, prima di abbandonare questa discussione chiarificatrice, ti ribadisco e confermo quello che ti ho appena detto. Col tuo modo di agire, eri riuscita a creare un alone di mistero che mi ha messo in difficoltà e talvolta in apprensione. Con te immaginavo quell’avventura erotica agognata da molti e vissuta da pochi. Insomma, l’ultima botta di vita, prima del tramonto.
Francesco! Non so se sentirmi gratificata o risentita per quello che mi stai dicendo. In ogni caso, se ti ho arrecato dei fastidi, ti chiedo scusa.
Nessun fastidio, anzi! Il fatto che ora siamo qui insieme, ne è la prova evidente.

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Dipinto di Michael & Inessa Garmash

Monica ritornò baldanzosa.
E’ bello questo bar e il personale è molto gentile!– disse sedendosi euforica.
Sicuramente le avranno fatto qualche complimento, pensai.

Dissi a Giana che Monica era già al corrente della tragedia della quale era stata vittima sua sorella.

Si– disse Monica –Mi sono anche documentata. Una storia raccapricciante, soprattutto perché non ci sono responsabili, solo la vittima.
Infatti!– intervenne Giana –E’ a questo che non mi rassegnerò mai. So chi l’ha uccisa, devo solo riuscire a provarlo.
Scura in volto, continuò –Non riesco a capacitarmi di tanta violenza che non credevo possibile da parte di quel bastardo.

Per cercare di smussare i lati oscuri che attanagliavano la mente di Giana m’imbarcai in un maldestro discorso sulle cause del femminicidio.

Un uomo quando perde una donna, quando questa, per qualsivoglia motivo decide di uscire dalla sua vita, subisce un vero e proprio trauma psicologico che spesso sfocia in reazioni scomposte anche di tipo violento, talvolta difficili da controllare.
Monica, che fino ad allora era stata impegnata a scrutare attentamente Giana, sorpresa dalle mie parole, mi sgranò i suoi grandi occhi addosso. Conoscendola, nel suo sguardo percepii disappunto e un’aria di sfida. Continuai:
L’uomo lasciato dalla sua donna immagina altri maschi che ne prendono il suo posto, che si appropriano di ciò che non è più suo. Nella sua mente si configurano spettri, in atto di possedere sessualmente la donna che lui riteneva fosse di sua esclusiva proprietà, nelle svariate forme. Nel suo immaginario, Lei ne accetta la penetrazione e le carezze. Insomma, tutti quei gesti intimi d’amore e di appagamento che ormai non gli appartengono più.

Entrambe le donne pendevano ormai dalle mie labbra, affascinate o contrariate dalle mie asserzioni sulla materia. Ogni tanto Monica strizzava gli occhi per concentrarsi meglio. Non mi era difficile interpretarne la malcelata voglia di dirmi: “Ma che stai a di’!
Continuai imperterrito. –Ovviamente, tutto questo per l’uomo rappresenta un’offesa grave al suo orgoglio di maschio, un pubblico ludibrio lavabile solo con l’eliminazione della causa, cioè di lei. Non sei più mia, non sarai più di nessuno.
Prima di continuare, allungai la mano, presi il bicchiere e bevvi un sorso. Giana e Monica si scambiarono uno sguardo di complicità senza dire niente.
Insomma, per finire…– continuai, appoggiando il bicchiere sul ripiano del tavolinetto –Un uomo respinto dalla donna che gli si era sottomessa e gli aveva concesso tutto, può diventare pericoloso per lei in quanto egli non riesce ad accettare l’idea che un altro possa godere di quei privilegi che lui riteneva acquisiti per se come inalienabili diritti di una proprietà personale.

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Dipinto di Fabian Perez, “El federal café II”

Monica, che mentre parlavo, si rigirava sulla sedia, intervenne decisa.
E’ la solita ignobile storia, tutta maschilista, della chiave e della serratura.– disse rossa in faccia.
Cioè?– chiesi perplesso.
Secondo una teoria molto diffusa nel contorto immaginario maschile, se una chiave riesce ad aprire tante serrature è una buona chiave, mentre se una serratura si fa aprire da più chiavi è una grande mignotta.
Ma no, cosa dici! Non volevo dire questo! Sono stato frainteso! Volevo solo dire che…
Francè, ti stai arrampicando sugli specchi. Ti conviene non insistere. Potresti peggiorare la situazione ed infognarti in una bolgia infernale dalla quale ne usciresti malconcio, ammesso che tu riuscissi a venirne fuori.
Monica, dopo la sparata, cercò l’approvazione di Giana con un sorrisetto malizioso.
Lei, invece, era rimasta tutto il tempo ad ascoltarmi, attenta e riflessiva su quello che dicevo.

Valentino Di Persio
CHI SONO

Continua il prossimo mese.

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3 Responses to “Immortal – La Giustiziera. Settimo episodio”

  1. ChryBiancoscudato scrive:

    Monica continua a essere il personaggio piu’ intrigante e misterioso….lo pensai dai primissimi episodi e ne ho sempre piu’ conferma 😉 E’ lei il vero ago della bilancia…..! Bravissimo come sempre, Valentino…un grande abbraccio,Christian.

  2. Romina scrive:

    Credo sia giusto intraprendere questo argomento così attuale ,il femminicidio ahimè sempre presente nelle società maschiliste nelle diverse epoche storiche. Un episodio che forse tra giochi di parole ,cerca di sondare le motivazioni ,(comunque sempre assurde dal mio punto di vista) che spingono alcuni uomini a eliminare una donna. La vera giustizia è la rieducazione ad un rapporto più sano tra gli uomini e le donne che dovrebbe ripartire all’interno delle mure domestiche, dalle istituzioni e dalla responsabilità civile. L’episodio è particolare perché pur volendolo leggere come gli altri fa pensare un po’ di più…..come Giana l’attenzione alle parole di Francesco è un atto dovuto.

  3. Nené scrive:

    Mi piace molto la schiettezza di Monica; sinceramente anche io leggendo il pensiero di Francesco ho pensato alla storia della chiave- serratura 😀 ad ogni modo il racconto sta prendendo una piega più seria e profonda.. chissà dove andremo a parare? 😉 grazie Valentino. Alla prossima puntata

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