Intervista alla scrittrice giornalista Alessandra Appiano, ambasciatrice Oxfam.

“Puntare tutto sulla bellezza, sulla giovinezza vista attraverso gli occhi degli altri è sbagliato, rischioso e faticoso. Il mio futuro lo sto costruendo aiutando chi è meno fortunato di me”.

Una donna di classe, una giornalista e scrittrice di valore. E’ difficilissimo trovare un commento negativo che la riguardi, persino sui social, che spesso sanno essere impietosi quando si tratta di “personaggi famosi”. Forse perchè Alessandra Appiano ha sempre saputo gestire la sua figura professionale con grande intelligenza, senza mai strafare, troppo dire, troppo volere. Per questo ho voluto intervistarla, nella mia ricerca di giornalisti veri e corretti, sempre meno presenti nel nostro campo professionale.

Una bella immagine della scrittrice giornalista Alessandra Appiano, dal 2015 ambasciatrice e testimonial di Oxfam. Durante l’intervista ha detto che per lei occuparsi attivamente di questa associazione a favore delle persone sofferenti nel mondo, è uno scopo di vita.

Alessandra è nata ad Asti e vive a Milano, città che ama molto. Ha un curriculum di tutto rispetto, collaborazioni con varie testate giornalistiche e riviste femminili, come per esempio Donna Moderna. E’ stata autrice di programmi televisivi, la si vede spesso in tv nel ruolo di “opinionista”; soprattutto per la sua conoscenza del mondo femminile, che ha tradotto in libri. Per uno di essi, “Amiche di salvataggio” (Sperling & Kupfer), ha vinto il premio Bancarella nel 2003. Alcune delle sue opere sono state tradotte in Francia, Germania, Portogallo, Russia, Polonia, Lituania e Spagna. Nel 2013 è stata insignita dell’ Ambrogino d’oro .

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Alessandra, lei è un’icona di stile ed eleganza. Questi valori sono innati, una conquista personale o eredità di famiglia?

Vengo da una famiglia piemontese con radicato il senso del rispetto e anche della forma, soprattutto a livello di educazione. Con l’età ho poi ho certato di acquistare un mio stile, quindi si può parlare anche di una conquista personale. Credo infatti che dopo i 40, 50 anni, una donna debba scegliere più l’eleganza che altri modi di vestirsi più vistosi. Nel senso che piuttosto che una minigonna… è meglio indossare una gonna un po’ più lunga.

Rimaniamo allora in tema di radici, per me importanti quando voglio descrivere e capire meglio una persona. Suo padre Felice e la bella mamma Liliana sono stati genitori severi o amorevoli? Oppure una combinazione di entrambi?

Di sicuro sono stati genitori severi. Mia madre è una donna molto credente e rigorosa. Possiamo dire che c’è stato un bel confronto…fra di noi. L’ho sempre vista sacrificarsi per la famiglia e a volte condurre una vita pesante per questo motivo. Il suo esempio mi ha portata ad emanciparmi da loro (ovviamente senza scalfire il profondo legame), allo scopo di costruirmi una vita indipendente. Quindi devo a mia madre il mio percorso di emancipazione.

Lei è sposata? Ha figli?
Sì sono sposata. Senza figli. Penso che se la maternità non arriva non va cercata a tutti i costi. Soprattutto dopo i 40 anni. Si può stare bene anche senza figli.

Milano. Alessandra Appiano con il meritato premio l’Ambrogino d’oro. Foto LaPresse

Dal titolo del suo libro, “Amiche di salvataggio”, che, lo ripeto per i miei lettori, ha vinto il prestigioso Premio Bancarella, si evince che le amiche possono essere un’ ancora di salvataggio.
Infatti è proprio così. Io sono sempre stata ricca di amiche; e ogni quinquennio me ne regalo delle nuove! Non solo: sono anche molto fortunata nelle amicizie. Si vede che attiro persone belle….D’altra parte non credo che si possa avere successo raccontando qualcosa in cui non si crede. Amiche di salvataggio ha riscosso quel successo perché esprime una semplice verità: le donne di oggi stanno benissimo tra loro. In passato le coppie uscivano sempre insieme, con amici comuni. Ora si formano gruppi al femminile, con cui si va al cinema, a teatro, al ristorante: lunghe tavolate di sole donne….In tutti i miei romanzi le amiche si sostengono a vicenda, anche nel dolore, condividendo un grande valore, quello dell’empatia.

A proposito di dolore, in una delle tante interviste che le hanno fatto lei ha detto: “se sei sano, se non vivi grandi tragedie, devi ridere un po’. Anche di te. Insomma, un sorriso, un po’ di leggerezza fanno bene?
Sicuramente. Ed aggiungerei: una buona dose di autoironia. Io ho sempre posseduto una vena ironica. Dobbiamo saper ridere dei nostri guai, anche fra amiche. Ci sono persone che hanno tutto ma si lamentano comunque.

Mi viene in mente un’altra sua citazione: “più che un amante, se non vai d’accordo con tuo marito, fatti tante amiche.”
Ma scusi, lei non trova che sia uno stress, oltre al marito, di avere pure un amante? L’amore è importante, ma perchè rincorrerlo a tutti i costi? Proprio per questo sono contraria al culto dell’uomo giovanissimo.

Più che di culto parlerei di moda. Io ho sposato un uomo che ha 12 anni meno di me e stiamo bene insieme.
Io mi riferivo a donne di 50 anni con un ventenne….Secondo me è sbagliato inseguire la giovinezza attraverso gli occhi degli altri, di un amante che ti ripete “quanto sei bella”!

E’ un bisogno di conferme, di sentirsi ancora desiderate…

Appunto! Ma non le pare una scocciatura quella di essere sempre seducente, a tutti i costi? Certi colpi di fulmine tardivi a volte sono un inconscio desiderio di non soccombere alla vita. Ma nei rapporti duraturi c’è più poesia, si segue un percorso di vita insieme. Se in esso si è trovato un equilibrio converrebbe conservarlo.

E Billy? Le dice niente questo nome? Un bel ragazzo!
Ah, ah…è proprio ben informata! Billy è stato il mio primo amore, nato sui banchi di scuola. Ora è sposato e ha una bella famiglia. Eppure… secondo me il vero amore lo trovi nel corso della vita, in età più matura. Senza niente togliere al ricordo del primo batticuore, del primo bacio….Tuttavia penso che quei momenti siano indimenticabili perchè strettamente legati a come eravamo noi da giovani, alla dolcezza delle prime esperienze. Più che ad una certa persona.

Parlando ancora dei suoi libri, mi viene in mente “Il cerchio degli amori sospesi” (Garzanti editore). Quali sono gli amori sospesi?
Ha citato un libro che ho amato molto e che trovo sia il più bello, anche se non dovrei essere io a dirlo. Tutti noi abbiamo vissuto grandi fraintendimenti, lasciato molte cose sospese. Persino negli amori finiti non bisognerebbe mai perdere il bandolo della matassa, dimenticare che quell’amore comunque ci ha uniti per un certo tempo. Penso al mio ex marito morto senza che abbia potuto vederlo per dargli un ultimo saluto….Nel Cerchio degli amori sospesi si parla di un rapporto molto complesso fra una madre e le sue tre figlie. In particolar modo con una di loro, per motivi che ora non sto a dirvi, perché i romanzi vanno letti e non raccontati. Il messaggio contenuto è quello di non spezzare mai questo cerchio. Non lasciare mai nulla in sospeso.

Tornando al senso dell’ironia ed autoironia; lei ha scritto anche dei libri umoristici. Cito il primo, pubblicato da Mondadori nel 1992 dal titolo: “La vita è mia e me la rovino io.”
Per paradosso è quello che ha ottenuto le recensioni più belle. Forse perché ero un’esordiente. Probabilmente è per quello che ho avuto il coraggio di dire: la vita siamo sempre noi a rovinarcela! Smettiamo di dare la colpa agli altri! Ci martirizziamo e martoriamo per un successo che non arriva, per una ruga in più. Gli uomini vanno in giro con la loro pancetta sporgente e non se ne fanno un problema: noi entriamo in panico per un po’ di cellulite.

Alessandra Appiano durante il programma televisivo “Verdetto finale”, su Rai 1

Nel mondo dello spettacolo e della Tv ci sono donne che puntano tutto sulla bellezza. Lei su che cosa punta?
Sull’armonia, la solarità, la generosità. Certamente l’immagine, in questo ambiente, conta. Ma puntare tutto sulla bellezza è rischioso. Oltre che faticoso. Il bamboleggiare dopo una certa età non serve, non puoi fare la ragazzina a vita!

Facciamo dei nomi?
Mi piacciono Cristina Parodi, elegante e garbata, e Maria De Filippi, con la sua conduzione asciutta. Lei non si mette mai in primo piano e questa suo accorgimento le permetterà di condurre programmi anche a settant’anni… Quando facevo l’autrice in tv ho lavorato con Enrica Bonaccorti e Rita Dalla Chiesa, che mi piacciono come conduttrici e come persone.

E Barbara D’Urso, che come i miei lettori sanno, non è proprio la mia preferita?
Preferisco parlare solo di chi prediligo. Non conosco Barbara D’Urso; certamente è capace di fare bene il suo mestiere, ma secondo me si è scelta, appunto, una strada molto faticosa puntando troppo sul personale. Quel tipo di conduzione non mi fa proprio impazzire.

Le posso assicurare che tutti noi, perchè conosco bene i lettori del Cofanetto magico, preferiremmo vedere lei alla conduzione di certi programmi….Gli ascolti salirebbero; e parlo di VERI ascolti.
Grazie, non credo… e comunque alla mia età non desidero particolarmente essere sempre al centro dell’attenzione, dover investire sull’immagine, sulla forma fisica. Col passare degli anni la bellezza deve essere espressione del proprio talento: se devo fare un nome, il mio mito come attrice (e come donna) è Mariangela Melato, tanto per intenderci.

Ho letto una recensione dell’ultimo suo libro “Solo un uomo” (Garzanti editore); la storia di un’amicizia fra donne, con…finale a sorpresa! Viene veramente voglia di leggerlo!
In Solo un uomo ho trattato un tema che mi interessava molto e mi rappresentava. All’alba dei 50 anni si avverte il senso del cambiamento e pure la voglia di rompere certi schemi. E’ un’indagine sull’amore, in cui si parla ancora una volta di amicizia fra donne. Ma mentre Amiche di salvataggio è un inno alle amicizie baldanzose e risolutive, in questo libro l’amica più carismatica decide di sparire proprio per permettere all’amica più giovane di affrancarsi da lei. E’ un piccolo giallo, con un finale abbastanza spiazzante. Forse, stilisticamente, è il mio romanzo più raffinato.

E’ d’accordo con Friedrich Nietzsche che in “Così parlò Zarathustra” scrisse: “chi sta in alto è sempre solo”?
Questa citazione è eccelsa ma per scendere a livelli più terreni posso dire che le persone di successo trovano grandi difficoltà a mantenere una vita equilibrata. Il successo con la esse maiuscola è una trappola. Sei un po’ come agli arresti domiciliari. Luciano De Crescenzo, che è stato il primo sponsor della mia carriera letteraria (mi ha fatto conoscere l’editor Paolo Caruso, a cui devo tutto) mi disse, una volta, che il successo è meglio averlo per il 40% per cento. Mai al 100%. L’importante è non sentirsi… Padrieterni e conservare un sano senso della realtà.

A proposito di Padre eterno…, il suo rapporto con la fede come è? Discutibile, in discussione, forte, tiepido, dubbioso?
Un po’ tutto questo. Di fronte alle guerre, alla fame nel mondo, alle miserie umane, ai drammi che sconvolgono l’esistenza, che colpiscono i bambini e i più deboli, trovo difficoltà ad avere fede assoluta, a confidare in un Dio che consola. Ma è anche difficile convincersi che non ci sia nulla….Posso dire che credo nel valore di essere persone buone. Personalmente cerco di sterminare alla radice qualsiasi sentimento negativo.

Ancora un’immagine molto significativa di Alessandra Appiano che racchiude in sè la bellezza del suo sorriso e del suo impegno per la vita di chi è meno fortunato di lei, come ha raccontato nell’intervista. Il grano è proprio un simbolo di nutrizione del corpo e…dell’anima.

Concludiamo allora prendendo spunto da queste sue ultime belle parole e ricordando che dal 2015 lei è ambasciatrice dell’Oxfam. Oxfam, una grande associazione attiva nel campo degli aiuti umanitari che compendia tutti i temi trattati in questa intervista: la ricerca della bontà attraverso la solidarietà, il bisogno di bellezza interiore che si realizza in una giusta causa, la generosità nei rapporti umani come fonte di energia.

Grazie. Ha toccato un argomento per me fondamentale, importantissimo. Il tanto usato termine bontà in fondo non significa altro che… cercare di essere persone perbene. E onorare le sane radici (che io ho avuto la fortuna di avere). Per me l’onestà interiore è un’esigenza. Più il tempo passa più avverto la necessità di aiutare le persone bisognose; è un sentimento che è stato sempre presente nel mio animo, ma che sta crescendo con l’età. Nella mia vita sono subentrate altre priorità. Dopo un’esperienza in Tanzania con Oxfam ed il meraviglioso gruppo di cooperanti che ne fa parte, mi sono caricata come una pila elettrica di voglia di fare, di desiderio di dare, di battermi per qualcosa di veramente importante. Grazie ad Oxfam ho acquistato la forza, insieme “ agli altri” (senza cui non saremmo niente) di cercare di combattere attivamente contro le ingiustizie umane. Per me stessa ho smesso di chiedere, ho avuto abbastanza. Ma per le persone che soffrono la fame, che patiscono dolori inimmaginabili, non mi vergogno a chiedere; divento veramente una fonte di energia incredibile! Ecco, per il futuro ho questo progetto: impegnarmi sempre di più nella lotta per assicurare a tutti una vita degna di essere vissuta. Ora il mio scopo principale è quello di restituire una parte della fortuna che ho avuto a persone meno fortunate di me. In questo modo potrò chiudere felicemente il cerchio della mia esistenza.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

Chi desiderasse fare donazioni ad Oxfam, può cliccare qui:
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Alessandra Appiano ha anche una sua personale pagina su facebook:
https://www.facebook.com/alessandra.appiano?fref=ts
e un suo sito ufficiale:
http://www.alessandraappiano.it/

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4 Responses to “Intervista alla scrittrice giornalista Alessandra Appiano, ambasciatrice Oxfam.”

  1. Elisa scrive:

    Bella persona,mi piacerebbe far parte della sua tavolata di amiche.

  2. Valentino Di Persio scrive:

    oltre all’ innegabile bellezza, di questa donna m’affascina la sua umiltà.

  3. Corinne scrive:

    Nessuno si uccide perché vuole morire… lo fa perché vuole fermare il dolore. Ciao.

    • admin scrive:

      Ha ragione, Corinne! grazie per questo pensiero molto importante. Purtroppo è anche per questo. Ma non solo. Maria Cristina

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