Intervista a Matthew Lee. Faccio musica che dà la carica e forti emozioni.

Il pianista, cantante, compositore Matthew Lee.

Matthew Lee è un pianista, un cantante, un compositore; irresistibile quando si scatena sul palcoscenico per i fans suoi e del rock’n’roll. Pieno di passione quando si concentra su pezzi di blues che fanno rivivere sensazioni racchiuse nella mente e nel profondo dell’animo.
Ha 29 anni, è nato a Pesaro, dove abita quando non è in giro per l’Italia e per il mondo a tenere concerti. Lo abbiamo “preso al volo” nel pieno della sua tournè per intervistarlo.

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Matthew, quando hai cominciato a sentire il richiamo della musica?
A 11 anni, quando ho cominciato a studiare pianoforte e a frequentare il Conservatorio.

Un bambino serio, posato, studioso?
A dire la verità…dopo nove anni mi hanno espulso!

Espulso dal Conservatorio!? Che cosa avevi fatto?
Non studiavo più…Avevo scoperto la musica rock e volevo suonare quella. Poi i primi successi, i primi inviti in TV a Domenica in e in un programma di Paolo Limiti. Tutte queste attività non coincidono con lo studio al Conservatorio. D’altra parte la loro “bocciatura” è stata la mia fortuna, perchè mi sono dedicato a tempo pieno alla mia passione. Mi sono anche laureato in giurisprudenza ma il rock’n’roll era più forte di tutto. Nel 2006 ho inciso il disco Shake, prodotto dal gruppo dei Nomadi. I sono stato invitato a trasmissioni di successo come quella condotta da Renzo ArboreMeno siamo meglio stiamo”, e quelle presentate da Red Ronnie. Dopo queste esperienze decisamente positive sono iniziate le mie tournè europee.

“Meno siamo, meglio stiamo” anche nel tuo caso? In quanti siete sul palco?
Mi accompagnano dai 4 ai dieci musicisti.

Dammi una definizione di musica.
Sogno e felicità. La musica è la mia vita.

Hai usato la parola sogno e vita. Allora dimmi di che sogni vivi.
Il mio primo sogno, cioè quello di far musica, ho già iniziato a realizzarlo. Mi piacerebbe poi di formarmi una famiglia. Intendo dire “una famiglia normale”. Infatti so che con il tipo di lavoro che faccio, per cui sono sempre in giro, è piuttosto complicato avere una famiglia e poterla seguire. A meno che non sia la famiglia a seguire me.

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Maggio 2011 Matthew a Cellino San Marco ( Brindisi) quando si è esibito con il suo quartetto durante una festa di famiglia nelle tenute del cantante Al Bano Carrisi
(foto di M. C. Giongo)

Per formare una famiglia ci vuole l’elemento principale; una donna. Sei fidanzato?
Sì, con una bellissima ragazza che fa la ballerina. Lei mi capisce in quanto fa parte del nostro mondo di artisti. In una donna cerco la comprensione, tenendo conto che lavoro proprio nei giorni e nelle ore in cui gli altri uomini stanno a casa; per esempio i fine settimana, di sera, di notte. E sono sempre in giro.

Il tuo cantante preferito, con cui ti identifichi.
Sono due: Jerry Lee Lewis (“il fenomeno degli 88 tasti”) ed Elton John. Elton John è importante per me; a parte la sua musica, pure io amo un tipo di abbigliamento un po’ particolare, speciale, che si distingue. E piace anche a me fare il matto… come a lui!

Ok, ti diverte di fare il matto… E poi?
E poi vivo di speranza; per esempio la speranza di trovare una casa di produzione di spessore, di grande nome, in Italia o all’estero.

Per l’immediato futuro hai progetti?
Ora sono in partenza per un tour. Poi volerò negli Stati Uniti d’America per il Cincinnati blues festival di Ohio (il tempio mondiale del blues). Sarò in compagnia di grandi nomi a livello nazionale ed internazionale e sono fiero di dirvi che sarò l’unico artista italiano per cui hanno riservato l’orario di esibizione delle ore 22 e 30.

Scusa l’ignoranza ma…perchè dovresti essere fiero di esibirti alle 22 e 30? E non alle 20 e 30 o 23 e 30?
Non è una questione di numeri…: alle 22 e 30 si dà spazio all’artista più importante.

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“La musica che ti dà la carica” (foto di Maria Cristina Giongo)

Allora, concludi tu con una frase che ci faccia capire in che cosa la tua musica si differisce dalle altre dello stesso genere. Insomma: una musica è originale quando…
Quando ti dà la carica (come il rock’n’roll) e ti rigenera. Questo è ciò che voglio trasmettere con la mia musica. E poi faccio musica che faccia pensare, che inviti al raccoglimento (come il blues); arrangiata a modo mio.

Pensare a cose belle o brutte?
Non importa! Non importa se si tratta di emozioni belle oppure di malinconia legata a ricordi tristi. Conta il fatto che la mia musica possa suscitare forti sentimenti, sensazioni vissute; o ancora da vivere.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

www.matthewlee.it

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9 Responses to “Intervista a Matthew Lee. Faccio musica che dà la carica e forti emozioni.”

  1. gloria scrive:

    ….è vero che Pesaro produce grandi talenti, dunque non mi stupisco affatto.
    Auguriamogli tutto il successo che merita!!!

  2. Maria Cristina Giongo scrive:

    Che bello ritrovarti sul Cofanetto, cara Gloria!

    Hai ragione, Pesaro ha prodotto grandi talenti!

    Un abbraccio da tutti noi e salutaci Pesaro!

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  3. ewa scrive:

    si, li ho sentiti anch’io… sono spettacolari!!!! Brava Maria Cristina.

  4. manu e basta scrive:

    IO LO SEGUO DA 3 ANNI!!!ogni concerto che ho potuto vedere (facendo anche varie ore di strada) mi ha sempre emozionato divertito con il suo carisma e passione, è eccezzionale un vero artista che merita il successo glielo auguro perchè come bravo musicista è pure na brava persona 😉

  5. Maria Pia Cariboni scrive:

    Sono una fan di Davide Van De Sfroos e Mattew Lee- che.non.conoscevo-è stato suo.ospite nel tour teatrale di un paio d’anni fa…è stata una gran bella scoperta! Bravissimo sia da solo che con la band!..irresistibile! Adesso appena posso seguo anche lui! E non solo io! Anche altri fan cauboi…complimenti per la bella intervista

  6. Maria Cristina Giongo scrive:

    Grazie per i complimenti Maria Pia sia per l’ intervista che a nome dell’intervistato!

    Cari saluti

  7. stefano scrive:

    appena fimito un concerto a pietra ligure. veramente notevole, gran voce , mani invredibili. un viso da palcoscenico .complimenti veramente

  8. Valentino scrive:

    Caro Stefano,
    essendo amico di Matthew (Matteo) e curandone le pubbliche relazioni , nei ritagli di tempo, non posso che congratularmi con te per aver saputo apprezzare le sue straodinarie qualità artistiche sia come interprete che come pianista. Credo ti faccia piacere sapere che Matthew, che s’ ispira, chiaramente, ai grandi del Rock and Roll tradizionale, quali Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Bill Haley, BB King etc. scrive lui stesso le sue canzoni insieme ad altri musicisti, prevalentemente, della sua band, i quali sono tutti diplomati al conservatorio. Chiaramente, molte sono le Covers di brani storici ; Great Balls of Fire, Is now or never , Love me tender ed altri ancora. Ultimamente, ha arricchito il suo già vasto repertorio, con brani classici e lirici in versione rock. Ha messo anche a punto uno speccolo natalizio adattando a rock le classiche canzoni di Natale.
    Cordialità
    Valentino

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