Briciole di saggezza

Tutto è relativo: anche sette anni di disgrazie.

vecchiaia

“La vecchiaia me la sono guadagnata! Adesso mi riposo e faccio quello che voglio”.

Tempo fa un’attrice piuttosto attempata mi disse: “durante il corso della vita ho amato, odiato, imprecato, sofferto, lavorato, scopato, partorito. Ora finalmente sono vecchia! Posso riposarmi. La vecchiaia me la sono guadagnata! Comincerò ad occuparmi di me stessa”.

Mentre il mitico Einstein sosteneva: “Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio. Sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.”

Riflettiamo su queste briciole di saggezza: invecchiare non vuol dire soltanto avere le rughe, stancarsi più facilmente, essere attaccati da vari acciacchi, camminare sempre più curvi, sentirsi inutili e a volte terribilmente soli.

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Significa anche tirare le somme e scoprire che la vita ci ha dato molto e che quell’usura che sentiamo dentro e fuori di noi è il segno di un rinnovamento interiore molto positivo, se sappiamo viverlo serenamente. Dopo aver avuto tutto e provato di tutto è arrivato il momento di rilassarci un po’, in santa pace, senza impegni assillanti, potendo godere di piccole cose che prima neanche vedevamo.

Allora, non temiamola questa terza età, ma piuttosto cerchiamo di viverla alla stregua di un’altra stagione di passaggio che può ancora offrirci tanto, in assoluta libertà; come una conquista costruita passo per passo, sino al raggiungimento della meta suprema, in vetta alla montagna. Dove potersi finalmente sedere per ammirare un panorama mozzafiato… sempre più vicino al cielo.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

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13 Responses to “Briciole di saggezza”

  1. Emanuela scrive:

    Al giorno d’oggi dove c’è la corsa della medicina per allungare la vita dell’uomo, e dico per fortuna…. finalmente la terza età viene di più considerata, basti pensare a tutti gli studi fatti dalla sessualità alla salute etc etc…. l’università della terza età….i viaggi per anziani….
    mi ricordo una volta quando le donne si mettevano il fazzoletto già a 40 anni e a quell’età erano già vecchie. ora a 40 si fa il primo figlio…
    pertanto anche la terza età si sposta con gli anni come e quanto si allunga la durata della vita.
    però attenzione che c’è anche il rovescio della medaglia. con tutti questi anziani abbandonati perchè scomodi ammalati… non tutti possono permettersi di arriva a 80/90 anni in forma e soprattutto con un “gruzzoletto” di soldi risparmiati per una esistenza diciamo tranquilla a livello economico…
    pertanto la vecchiaia per tutti non è riposo e dedicarsi a se stessi ma a volte, forse troppe volte, è sinonimo di solitudine e sofferenza nel sentirsi inutili ed un peso per la società…

  2. cristina scrive:

    Hai ragione, infatti dovremmo insegnare anche ai nostri figli, da subito, il rispetto per l’anziano, come esiste in tante altre culture, dove è considerato ancora un elemento importante della famiglia.

    Purtroppo i giovani stanno crecendo sempre più egoisti ed attaccati a valori effimeri, al concetto che quando una persona non serve più “non conta” più.

  3. Emanuela scrive:

    esatto Cris…
    quante sono state le donne che hanno avuto bisogno della nonna per prendersi cura del figlio? tantissime…. e quante sono le donne che quando la nonna non riesce più a fare da badante, baby sitter, donna delle pulizie, viene mandata in ospizio??? tantissime….
    io sono figlia unica come il mio compagno, so benissimo che quando i nostri genitori saranno vecchi e soprattutto non potranno più badare a loro stessi dovremo prendercene cura noi… è un nostro dovere perchè per primo loro ci hanno creato, ci hanno aiutato in tutti i modi e lo stanno facendo tutt’ora con la nipotina.
    allora abbiamo deciso di comune accordo con loro che se non vorranno venire a vivere con noi, ma con qualcuno che si prenda cura di loro e che MAI MAI MAI finiranno in un ospizio per nostro egoismo…
    i miei vivono a 60 km da me, sanno che io non potrò andare da loro, ma loro sì da me e c’è già la predisposizione nella casa in cui vivo per fare un piccolo appartamentino al piano terra per loro.
    E credimi, io dormo tranquilla la notte, so di non aver rimorso…

  4. cristina scrive:

    Cara Emanuela,

    grazie per i tuoi commenti sembre interessanti.

    Anch’io avrei voluto portare mia madre in Olanda con me ma non sono figlia unica e le mie sorelle si sono opposte. Per cui da anni vado avanti ed indietro da Milano, sfinendomi fisicamente ( ed anche economicamente). D’altra parte sono partita per l’Olanda 30 anni fa, quando i miei genitori stavano bene, lavoravano ed erano attivissimi. Se fossero stati malati non sarei mai andata via!!!!

    Però ci sono certe malattie come l’Alzheimer per cui è impossibile per un figlio di occuparsi a casa del genitore affetto da questa patologia, soprattutto quando entra nella fase dell’aggressività o vuole uscire di casa di notte. Lo ha scritto anche la nostra psichiatra, Donatella Lai, nel suo bellissimo articolo sull’Alzheimer, che ha provocato reazioni di figli distrutti da un’assistenza che li sta veramente annientando.

    Purtroppo le strutture protette sono ancor più tristi, perchè è terribile vedere la persona che più ami, che ti ha dato la vita, in mezzo ad altri pazienti spesso legati, che urlano, sbraitano…..

    Quindi rimane un grosso problema che come dici tu ognuno deve risolvere come riesce a risolvere, senza sensi di colpa ma neppure senza distruggersi.

    Un abbraccio,

    Cristina

  5. Emanuela scrive:

    Cara Cris,
    non posso neppure immaginare quanto ci possa essere di sofferenza nel vedere i propri genitori ridursi così… mi dispiace moltissimo…
    ma io mi riferivo a quelle persone che abbandonano i genitori solo perchè sono in più, perchè danno fastidio quando mangiano, perchè hanno le loro abitudini che sono diverse da quelle della famiglia che li ospita…
    non mi riferivo affatto a quelle persone che purtroppo sono malate…. anzi…
    ognuno di noi ha il diritto di prendere la propria strada, un genitore deve lasciar libero il figlio di farsi la propria vita, ma il figlio non può per banalità, per stupidaggini abbandonare il genitore.
    il tuo caso, come tantissimi altri, è doloroso, ed è stata una decisione dovuta, inevitabile e per il bene (e non il male) della mamma.
    pertanto tu non devi avere sensi di colpa, credo anzi, dalle tue parole, che stai già facendo tantissimo per lei ed anche i tuoi figli che come detto tu uno di loro ti hanno fatto una delle più belle sorprese ed è venuto con te a Milano per farti compagnia e sostenerti…
    ci sono persone che dovrebbero prenderti da esempio…
    un grande abbraccio e sono sicura che la tua mamma sa chi delle sue figlie è la migliore 😉

  6. cristina scrive:

    Grazie, Emanuela,

    In effetti non ho sensi di colpa, ho fatto tutto quello che potevo per la mamma, compreso segnalare alle sorelle delle badanti che non erano oneste, scoprire certi furti, chiedere un amministratore di sostegno esterno alla famiglia, che il tribunale nominerà in settembre; e continuo a lottare per il suo bene. La chiamo spesso e a volte mi riconosce ancora.
    Ma sicuramente se vivessi in Italia la situazione sarebbe diversa.

    D’altra parte una delle mie sorelle va sempre da lei allora mi sento più tranquilla, nonostante il disaccordo su tanti punti, dovuto più che altro ad una differenza caratteriale.

    Un abbraccio e ancora grazie per le tue parole,
    Cris

  7. Emanuela scrive:

    :-)
    a volte le scelte di vita non coincidono sempre con ciò che si vorrebbe avere e/o fare, ma anche questa è la vita…
    vivere così lontano è un dolore ma appunto come dicevi tu quando sei partita i tuoi genitori stavano bene e poi…. diciamoci la verità…. al cuore non si comanda…. perchè anch’io quando abbiamo deciso io e il mio compagno di convivere, sinceramente non ho pensato molto alle distanze, ero troppo euforica di cominciare una vita a due. e poi ho anche pensato che a tutto c’è una soluzione, e che al momento opportuno avremo insieme affrontato gli eventuali problemi.
    sei grande Cris e ti ammiro moltissimo per la forza che hai…. :-)

  8. cristina scrive:

    Grazie di cuore, Emanuela,

    il tuo pensiero mi conforta. E’vero, al momento della mia partenza ho pensato proprio che a tutto c’è una soluzione ed infatti ho lottato sempre quando era necessario.

    E tutto sommato non è sbagliato, come dici tu, pensare che al momento opportuno si possono affrontare insieme i problemi. Perchè COSI’ DOVREBBE ESSERE. Io, anche se sono lontana, VOGLIO affrontare i problemi di mia madre; è sempre mia madre, anche se vivo a 1000 chilometri di distanza.

    Quando sono venuta in Olanda ero incinta di mio figlio Christiaan ed i miei genitori furono i primi ad approvare la scelta di scegliere per il mio bambino e partire con suo padre ( olandese) che non trovava lavoro a Milano ( ma che aveva un lavoro in Olanda), rinunciando anche alla mia carriera di giornalista televisiva. E li ho sempre avuti e sentiti vicini.

    Infatti mi spiace tanto che nel giro di pochi anni mio padre, che tra l’altro era primario medico ( cardiologo, internista ed oncologo) sia morto di tumore e mia madre sia stata colpita, poco dopo la sua scomparsa, da questa malattia così terribile; altrimenti adesso avrei potuto goderli di più, sarebbero venuti a trovarmi in Olanda, perchè, arrivati alla pensione, avrebbero anche avuto più tempo. La vita a volte è proprio crudele….

    Un abbraccio,

    Cris

  9. Emanuela scrive:

    saresti stata sicuramente una punta di Mediaset 😉 altro che la Perego o la D’Urso…. ma la vita riserva degli imprevisti però la forza che c’è in noi ci fa guardare al bello e non al rovescio della medaglia ed è quello che hai fatto tu…

  10. cristina scrive:

    Pensa che la Barbara D’Urso l’avevo scelta proprio io per una pubblicità della mia televisione dopo averla vista sulla sua presentazione di un’agenzia di fotomodelle ( era ancora sconosciuta ), che pubblicizzava biancheria intima….

    Era una bella ragazza, con un sorriso simpaticissimo.

  11. Emanuela scrive:

    pensa te il mondo come gira!!!

  12. roberta scrive:

    Rispetto per gli anziani … già. E’ un lontano ricordo. Le nuove generazioni pensano solo al “tutto e subito” e del resto non è nemmeno tutta colpa loro: la TV spazzatura improntata all’apparenza e alla negazione della sostanza gliel’hanno propinata ad hoc gli adulti. Nessuno vuole pensare, fermarsi, riflettere. Si sperperano cifre da capogiro per gli studi sull’eterna giovinezza .. estetica e basta però. Sulle pillole per l’impotenza. Sulla cancellazione delle rughe. L’eterna giovinezza non può esistere. Siamo mortali. Sarebbe meglio concentrarsi sulla qualità di questa vita forzatamente allungata. Sulle cure per le malattie neurodegenerative che sono destinate a colpire progressivamente un numero esponenziale di persone, considerando appunto che l’apparente giovinezza dell’involucro non corrisponde affatto al contenuto.
    Gli anziani sono un peso, ci si dimentica che è il destino di tutti noi, e non si sfugge .. a meno di una morte prematura. Non c’è cultura del rispetto. Chi rallenta è fuori dai giochi.
    Ma quello che mi sta scoppiando dentro oggi, che non mi ha fatto dormire, che mi ha creato un’ansia estrema e una rabbia ancora più violenta sono le immagini shock rese pubbliche ieri di quella bestia di badante di Massa C. che picchiava e faceva ogni sorta di violenza alla signora che avrebbe dovuto assistere, malata di Alzheimer. E’ stata arrestata in flagranza di reato e rilasciata immediatamente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Se è incensurata non farà un giorno di carcere. Ma che messaggio viene passato in questo modo? Che fare violenza ad una persona che non si può difendere né fisicamente né verbalmente equivale ad una trascurabile sciocchezza?
    E noi che abbiamo genitori malati cosa dobbiamo fare, come dobbiamo vivere? Le stesse violenze vengono perpetrate nelle “strutture protette” (ho già fatto un intervento al riguardo) e se si hanno gli occhi e il cervello vigili o qualche conoscenza all’interno delle strutture .. si sa. Come lo sanno tutti i Direttori Sanitari che acconsentono alle forzature di protocollo per permettere la contenzione farmacologica e fisica selvaggia (leggi: imbottire i degenti di tranquillanti, che hanno effetti devastanti in termini di incremento di stati allucinatori e di delirio, e legarli alle sedie e ai letti, perchè altrimenti ci vorrebbe il personale per seguirli!).
    Chi come me, proprio per questa ragione o perchè ritiene che tutti abbiano il diritto di essere curati nella propria casa, e specialmente quando tutti i riferimenti e i paletti tendono ad evaporare nella mente, prova ad organizzare un’assistenza in casa, deve necessariamente affidarsi alle badanti: figura inventata da una società che non considera l’invecchiamento dei suoi membri, e non si inventa delle modalità umane per occuparsi delle persone sole, fragili, malate.
    Qualsiasi cosa si faccia espone il proprio caro malato alla follia di operatori NON QUALIFICATI, NON SUFFICIENTEMENTE PREPARATI, di strutture che sono create per BUSINESS e non per l’assistenza dignitosa che spetta a chiunque.
    CHIEDO A TUTTI DI ALZARE LA VOCE SU QUESTO TEMA. DI NON LASCIARE ANDARE NEL DIMENTICATOIO GLI EPISODI DI VIOLENZA DA PARTE DI BADANTI SUGLI ASSISTITI. DI BUSSARE ALLE PORTE DEL POTERE CON OGNI MEZZO. DI CHIEDERE ESIGERE PRETENDERE CHE QUESTA SITUAZIONE VENGA AFFRONTATA.
    Roberta

  13. cristina scrive:

    Cara Roberta,

    grazie anche per questo tuo intervento tanto importante. Ieri mio mairto mi ha detto …”non guardare il telegiornale”, perchè aveva già sentito della badante che picchiava la sua assistita e sapeva come sarei stata male nel vedere quel video! Eppure l’ho voluto guardare lo stesso, sia pur con molta sofferenza.

    Al mondo esistono tante persone cattive, in tutti i settori; ma trovo che quelle che si approfittano dei bambini, handicappati e dementi, di tutte quei malati che non possono difendersi, sarebbero veramente da punire con pene ancor più severe!!!! Altro che gli arresti domiciliari per quella, scusa la parola, stronza badante…..

    Tra l´altro ho visto anche in una struttura protetta un´operatrice sanitaria, non sono vere e proprie infermiere, che sollevava una povera vecchietta, ridotta ad un lumicino, magra come un uccellino denutrito, con inaudita violenza, come se fosse un sacco di patate, mentre lei si lamentava…Quanta rabbia, e quanto dolore!

    Il mio problema è che, pur essendo gioranlista da ben più di 30 anni, i direttori dei giornali con cui collaborano NON vogliono sentir parlare di queste cose….soprattutto ora. Ti rispondono che la gente è in vacanza e che ha voglia SOLO di divertirsi…Ma se proponi un pezzo su Fabrizio Corona e Belen allora ti si aprono le porte!!!!

    E non si rendono conto che proprio per chi è in vacanza sarebbe un sollievo di pensare che i suoi cari genitori sono ben assistiti a casa.

    Ieri ho proposto ad un quotidiano un pezzo sulla droga, dopo aver visto arrivare in Olanda un pullman pieno di ragazzi ITALIANI fatti e strafatti di droga pesante ( cocaina, speed, ecc. ). Niente! Ci si gira dall’altra parte! Si pensa che i lettori siano tutti deficienti e che vogliano SOLO leggere cose leggere.
    Intanto i loro figli li salutano dicendo “vado in Olanda con i miei amici” e loro non immaginano neppure che cosa vadano a fare in questo Paese.

    Il comune di Masstrich ha già vietato agli stranieri l’ingresso nei coffeeshops della loro città. Ora possono accedervi solo gli olandesi che rispettano le regole.

    Tornando al tuo commento hai ragione: dovremmo concentrare di più la ricerca scientifica sulla cura e l’assistenza alle malattie della vecchiaia più che alla corsa al ringiovanimento che purtroppo NON ESISTE. Invecchiamo tutti e se la fine che faremo sarà quella del video che abbiamo visto ieri al telegiornale…..il futuro fa ancora più paura.

    Anche mia madre ha avuto una badante alcolista che sembrava una perla..e ci era stata presentata come una persona bravissima! Per fortuna me ne sono accorta, pur vivendo a 1000 chilometri di distanza..e l´ho beccata!!!! Mentre chi viveva vicino alla mamma non aveva avuto neanche il sospetto….

    In effetti quella delle telecamere a circuito chiuso è un´ottima soluzione.

    Intanto io continuerò a scrivere, almeno sul mio Cofanetto magico, di questi temi scomodi, bambini violati de anziani maltrattati, sperando nel sostegno dei miei lettori nella diffusione dei miei articoli…che a volte aiuta più di quella fatta sui quotidiani, perchè anche la rete fa miracoli. Basta farli girare su internet.

    L´unione fa la forza.

    Un abbraccio,

    Maria Cristina Giongo

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