Lettera a Papa Ratzinger

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa: lo scandalo del preti pedofili. Lettera a Papa Benedetto XVI.

Papa Joseph Ratzinger

Caro Papa Joseph Ratzinger,

La mia lettera ai famosi questa volta sarà seria e soprattutto non rivolta ad un personaggio del mondo dello spettacolo. Considerato che sono cattolica non potevo tacere sullo scandalo dei preti pedofili. Nei miei precedenti articoli non ne avevo parlato in quanto non mi era mai accaduto di intervistare delle vittime di pedofili che facesse riferimento ai preti. Ma piuttosto ad insegnanti, avvocati, giudici e persino ad un ministro straniero.

Poi …come un fulmine a ciel sereno, è saltato il coperchio di un pentolone dove l’acqua bolliva da tempo: ed è stato l’inferno. Un vero inferno! A cominciare da Lawrence Murphy (morto nel 1998), il sacerdote americano colpevole di molestie sessuali nei confronti di 200 bambini sordomuti dell’Istituto Saint John’s School for The Deaf, nel Wisconsin, che fu protetto dalla Chiesa. Dopo questo fatto, altre vittime di religiosi pedofili hanno avuto il coraggio di parlare (in tutto il mondo).

Contro queste ignobili persone sono state accumulate denunce su denunce. Eppure in passato sia lui che gli altri non hanno mai espiato le loro colpe. Al limite venivano spostati di parrocchia; e continuavano a perpetrare i loro misfatti nel posto dove erano stati trasferiti! Il che dimostra che in loro non c’era neanche l’ombra del pentimento!

Come è possibile? I ladri vengono puniti, i criminali pure; ma i preti che hanno compiuto il più orrendo furto, il più esecrabile delitto, cioè quello di rubare l’innocenza ad un bimbo… NO! Mi sfugge qualcosa…

Sin da piccola sono stata educata a valori come l’onestà, la purezza d’ animo e di intenti; all’amore per gli altri, alla lettura del vangelo dove si dice più o meno che piuttosto che dare scandalo ad un bambino è meglio mettersi una pietra al collo e gettarsi nel lago. Non riesco ad accettare il fatto che la “mia Chiesa” abbia potuto difendere questi mostri invece che i bambini violati. Che abbia coperto episodi di violenza preoccupata solo di proteggere le istituzioni religiose piuttosto che le piccole vittime.

I bambini molestati dal signor Murphy (a questo punto preferisco chiamarlo così invece che reverendo)….erano handicappati. Non potevano parlare, gridare, chiedere aiuto; vivevano nel mondo ovattato tipico dei sordomuti, dove però si era infiltrata una violenza altrettanto silente, a base di sopraffazione! Povere creature! E lei, Papa Ratzinger, lo sapeva! Quell’essere disgustoso non fu colpito da nessuna sanzione e continuò ad occuparsi di giovani per altri 24 anni; addirittura in un centro per minorenni delinquenti, che si sa sono ragazzi facilmente manipolabili; particolarmente deboli e sofferenti, in quanto già privati nella vita dell’amore.

Come si fa a nascondere simili fatti? Non le veniva da piangere, a Lei e a Tarcisio Bertone, il segretario di Stato del Vaticano, nel leggere le lettere di denuncia che vi arrivavano? E per giunta Tarcisio Bertone ha detto che gli omosessuali sono pedofili, per cui è tutta colpa loro….Non avete sofferto pensando a quelle fragili creature costrette a subire simili perversità, in mano a gente tarata? Chi prova desideri sessuali per un bambino e gli fa del male è sicuramente una persona psichicamente malata: o una persona consapevolmente cattiva.

Il quotidiano La Repubblica ha pubblicato la confessione di un uomo, Gary Smith, che all’età di 12 anni fu molestato proprio dal “signor Murphy”; per ben 50 volte! Ora dichiara: “uscii da quella scuola che ero un uomo in preda alla rabbia, segnato a vita”. Un’altra vittima, questa volta di un sacerdote olandese, che trascorse parecchi anni in un istituto dove accaddero più o meno gli stessi orrori, ha raccontato che quando svelò al padre superiore le violenze subite, costui lo rimproverò e lo mise “in castigo” per 15 giorni; perchè reo di aver osato rivelare quegli abusi, invece di stare zitto. Incredibile! Venne punito il ragazzino, non il prete!

Omertà, insabbiamento, minacce….parole che io non avrei mai pensato potessero entrare nella chiesa cattolica, in quella chiesa in cui ho sempre creduto con fede sincera. Quando ero giovane, il migliore amico mio (e della mia famiglia) era un gesuita, padre Giacomo Perico: un uomo fantastico, di cultura eccezionale, fondatore della rivista “Aggiornamenti sociali”, un vero testimone di fede. Ha scritto libri e preghiere che sono poesie. Ne ricordo due bellissime, “Se mi ami non piangere” e “La preghiera della mamma in attesa”.

Inoltre quando ero una giornalista alle prime armi, ebbi l’onore di conoscere e di intervistare Karol Wojtyla ( all’epoca cardinale); anche lui mi colpì per la sua integrità trasparenza d’animo. Sono sicura che loro non avrebbero mai agito in questo modo; si sarebbero ribellati all’imposizione del silenzio in casi del genere! Padre Perico, che era specializzato in problemi di bioetica, si occupava anche di un centro per bambini soli, (in Via Tonezza a Milano) con vero, infinito, PURO amore. Guai se sentiva parlare di molestie ai bambini! Diventava furente!

Qualcuno ha scritto che il problema si potrebbe risolvere se si abolisse il celibato dei preti; ma che cosa centra il celibato con la pedofilia? I preti che desiderano sposarsi sono persone “normali”, a cui manca una donna ed una famiglia: non un bambino da violentare! Uomini normali… che provano un altrettanto normale (e naturale) desiderio verso il sesso femminile. Non verso i bimbi! C’è una bella differenza!

In un testo di psicologia ho letto questa definizione di pedofilia: “si tratta di un duraturo, smisurato, insolito interesse od ossessione per i bambini, a sfondo sessuale”. La cura consigliata è:

* preventiva: riconoscere lo stimolo
* un controllo esterno
* medicine per frenare la libido
* terapia a livello empatico: sta a dire mettersi al posto della vittima.

Non ho mai letto in nessun trattato:

* insabbiamento, comprensione nei confronti dei pedofili,
* immunità.

Se è vero che Gesù Cristo sulla croce disse “Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno”, i pedofili sanno benissimo quello che fanno. Per cui… o si fanno curare o non vanno assolutamente perdonati! Se poi il perdono dovrebbe essere insito nella fede e nel cuore di un buon cristiano, allora li perdoni Lei, Santo padre! Ma prima li punisca; per i pedofili cattolici la condanna dovrebbe essere doppia. Potrebbe darsi che alcuni abbiano scelto l’abito talare per riuscire meglio nel loro intento e raggiungere più facilmente le loro prede: in questo caso la condanna dovrebbe essere tripla!

Papa Ratzinger, chi restituirà ai bambini violati il sorriso, la voglia di giocare, di vivere, di capire che esiste anche una sessualità normale, un modo pulito di amare, ed essere amati? Lei? Allora è tempo che si attivi concretamente contro questi esseri immondi, preti o non preti. Si faccia consegnare l’elenco di quelli denunciati ma ancora in circolazione: e li metta in grado di non poter più nuocere! Risarcisca le vittime; poi asciughi le loro lacrime e le faccia sue.

Maria Cristina Giongo
CHI SONO

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20 Responses to “Lettera a Papa Ratzinger”

  1. Bianca scrive:

    Interessante e appassionato come sempre, complimenti Cristina.
    Triste piaga anche all’interno della Chiesa :-(

    Buon proseguimento,
    Bianca

  2. cristina scrive:

    Grazie, Bianca, purtroppo la piaga della pedofilia è in continuo aumento….

  3. Bianca scrive:

    Già, hai tristemente ragione. Speriamo in tempi migliori.
    :-(

    Buon proseguimento!

  4. Emanuela scrive:

    Ciao a tutti,
    voglio anch’io portare il mio contributo a questa schifosa vicenda (scusate la parola ma credo sia l’unica che possa rendere l’idea di quello che sto pensando).
    questi casi avvengono sia all’estero che qui in Italia ma specialmente se avvengono nei piccoli paesi la gente per paura per pudore o chissà che mentalità si ritrova non ne ha il coraggio di parlare e di conseguenza di agire.
    vi racconto in breve la storia di una mia amica. viveva in un paese piccolo della provincia di venezia e lì quando lei era piccola c’era il prete che allungava le mani sia sopra che sotto i vestiti!!! questo essere ci ha provato anche con lei, ma per fortuna è riuscita a non subìre quelle attenzioni perchè ha saputo avere il coragggio di dirgli che se faceva quelle cose glielo avrebbe detto a sua mamma. il prete l’ha lasciata stare ma la vita in parrocchia per lei è stata dura.
    ad un certo punto si vede che è arrivato alle orecchie di qualcuno più in alto e questo prete è stato spostato in un altro piccolo paese della provincia di pordenone (province vicine). nessuna festa è stata fatta in suo onore, questo vuol dire tutto perchè da queste parti quando un prete si sposta di parrocchia i cittadini fanno una grande festa d’addio…
    ora questa mia amica si è sposata ed ha una bimba di 5 anni. sapete chi si è trovata davanti quando ha celebrato il matrimonio?????????? quel famoso prete mani lunghe!!! non vi dico la sua reazione… in poche parole questa mia amica si è informata e il signor sacerdote ha conoscenze alto locate e grazie a ciò non si riesce a mandarlo via e tanto meno pretarlo e tanto meno a mandarlo in pensione!!!
    ora ha la bimba che dovrebbe andare a dottrina… e chi ha il coraggio di mandarla? cosa si racconta ad una bimba di 5 anni? attenta al prete mani lunghe? a quell’età la malizia e la cattiveria che gli adulti hanno, loro non sanno nemmeno che cos’è….
    scusate se mi sono dilungata, ma di storie come queste ce ne sono a migliaia in tutta Italia, Europa, Mondo….
    proprio oggi ho letto che il terzo segreto di Fatima racconta questa disavventura della Chiesa. Disavventura????? ma ora la violenza si chiama disavventura????
    non ho parole…

  5. Piero scrive:

    Io invece sono più drastico x eliminare il problema pedofilia…che sia un prete…un uomo normale,amico o parente che sia,se dipendesse da me,prenderei come esempio il Conte Vladimir Dracula …. avete presente perchè divenne famoso al mondo occidentale? non per la storia di Dracula,ma x la fine che faceva fare ai suoi nemici,li prendeva e li impalava… gente come quella non merita nè pietà e nè compassione.. e non mi parlate di perdono….vanno curati ecc.ecc.
    Per quella gente là,la camera a gas sarebbe anche un lusso,meritano di soffrire atrocemente e basta.

  6. cristina scrive:

    Capisco la vostra rabbia, cara Emanuela e caro Piero.

    A te Emanuela vorrei dire: DENUNCIATE il prete di cui parlate!
    FATELO SUBITO! E’una piccola goccia in un grande mare ma se tutti stanno zitti i pedofili continueranno a fare del male ai “nostri” bambini, senza essere fermati.

    PER FAVORE, ABBIATE IL CORAGGIO DI PARLARE ! E di andare avanti sino a che questa persona sarà rinchiusa fra 4 sbarre, a riflettere sulle sue colpe!

  7. Giorgio scrive:

    Carissimi
    la soluzione è semplice …. basta abbandonare la falsa religione …. o meglio conoscuita nel libro dell Apocalisse come ‘Babilonia la Grande’ senza voler ostinarsi a essere cattolici a tutti i costi.

    Saluti a tutti

  8. cristina scrive:

    Giorgio, la religione è l’oppio dei popoli…ed è difficile abbandonare secoli e secoli di tradizioni.

    Però si possono combattere certi orrori alla ricerca di quella purezza di cui avremmo tutti tanto bisogno.

  9. Emanuela scrive:

    Cara Cristina,
    gliel’ho detto anch’io alla mia amica di fare il primo passo e sicuramente a ruota ce ne saranno di altri… ma ha anche un’attività, un ristorante, sai che le è già saltato un contratto con l’ASL????? la vogliono intimorire e lei mi ha detto: cosa dò da mangiare a mia figlia se fallisco col ristorante?
    ha preso contatti con un’altra parrocchia per la dottrina della bimba.
    comunque cono d’accordissimo con Piero, altro che penitenza come dice il Papa, prete o non prete si devono punire ed in modo esemplare visto che in tempi passati esisteva il tribunale dell’inquisizione!!! perchè non ripristinarlo per questi episodi???
    sai invece Cristina cosa credo? che quelle persone che usano violenza contro i bambini non potranno mai capire le loro colpe! sembra un’assurdo ma credo che un assassino sia più facile da redimere che non uno stupratore, perchè l’assassino può uccidere in un momento di rabbia, ma lo stupratore ha sì l’istinto sessuale ma non è una cosa di un attimo… quelle voglie crescono e sono durature!!!!
    inoltre più passa il tempo e più mi sto accorgendo che non è strano se la religione buddista stia prendendo sempre più piede a discapito di quella cattolica. chi ci crede più alle belle parole del Papa, proprio lui che per primo ha insabbiato un tale orrore?? lui che dovrebbe invece rappresentare Dio in Terra!!!! apriti cielo….

  10. Renato scrive:

    Grande Cristina! Hai confermato di essere una giornalista non solo preparata ma COERENTE con l’iniziativa del IL COFANETTO.
    Sei una persona da stimare

  11. Cristina scrive:

    Grazie di cuore, Renato! Credo di essere SOLTANTO una giornalista che fa il suo dovere di informazione pura, onesta e libera.

    Continui a leggerci, perchè sto raccogliendo una testimonianza sulla pedofilia delle donne. Argomento delicatissimo, tuttavia bisogna sapere che c’è tutto un sottobosco, anche di complicità, che non va ignorato. Tutti pensano che la pedofilia tocchi SOLO gli uomini.

    Di nuovo grazie per la stima,

    Cristina Giongo

  12. Emanuela scrive:

    e’ vero Cristina,
    pedofilia solitamente si associa ad essere maschile, ma purtroppo non è così e ho sentito anch’io di donne che hanno usato violenza contro minorenni.
    però credo, e non voglio passare per femminista che non lo sono affatto, a volte il maschio anche se minorenne si infatua della sua “carnefice”, perchè ha una curiosità che solo le donne più grandi possono soddisfare. le coetanee sono ancora “acerbe” e con poca esperienza per certi versi.
    pertanto credo ci sia un filo sottile che s eoltrepassato è pedofilia con la P maiuscola, ma a volte invece è cosa diversa

  13. cinzia scrive:

    mai avrei pensato di commentare questo post trovato per caso.., io in via tonezza al numero 5., nell’istituto ci ho vissuto per ben 7 anni., purtroppo devo smentire l’ultima parte del post., in quell’istituto gli abusi sessuali sulle bambine c’erano eccome., io avevo solo 8 anni., ed a me grazie a Dio non e’ mai successo niente., ma le ragazzine piu’ grandi 11/12 anni subivano violenza pedofila ds parte delle sorveglianti., che a volte erano suore ed a volte ragazze esterne.., tanto era che rapporti lesbici venivano di tanto in tanto scoperti tra le stesse ragazzine., punite naturalmente.., in maniera ipocrita., tutti sapevano ma c’era questa cortina di paura mista a vergogna., e nessuno diceva niente., non so il prete sapesse., ma tutto accadeva quando ogni tsnto veniva a far visita., non so se nella sezione maschile ci fosse lo stesso schifo., ma nella sezione femminile di certo., ne sono una testimone oculare., avrei finito.

  14. Maria Cristina Giongo scrive:

    Mamma mia….Cinzia…..tu nomini un istituto che io conosco benissimo, sin da piccola. A meno che tu ti riferisca a qualche altro in un altra città. Io parlo di Milano. Non posso crederci!

    Ma per quanto riguarda la parte maschile posso assicurarti che non c’era nulla di questo genere. Soprattutto perchè se ne occupava Padre Perico un uomo di grandissimo valore e onestà, che la mia famiglia conosceva da una vita. Come conoscevamo le suore e i volontari che andavano là a suonare la chitarra. La parte femminile non so.

    Ma vista la delicatezza dell’argomento, anche se tu hai nominato solo una strada… preferisco contattarti in privato. Ti manderò un’email e chiariremo la cosa.

  15. cinzia scrive:

    grazie della tua email., ti ho risposto., volevo solo chiarire una cosa qua., il mio appunto non riguarda padre perico., ma cio’ che avveniva nella sezione femminile., curata dalle suore., che sono certa conoscerai., anche se credo dato il tempo., siano passate a miglior o peggior vita.

  16. Maria Cristina Giongo scrive:

    Carissima Cinzia,

    grazie per la precisazione. Io a Padre Perico ho voluto molto bene proprio perchè come ti dicevo era un uomo integro che mi ha insegnato molti valori. Ma sicuramente non sapeva che cosa avveniva e in effetti andava poco alla sezione femminile, mi pare che ci fosse un altro prete.

    In quanto alla suora piccola e grassoccia che tu nomini nella tua email privata me la ricordo e non piaceva nemmeno a me; mi hai quasi fatto piangere per quanto mi hai raccontato e mi spiace tanto per te. Sono ricordi che non si cancellano e se solo allora avessi saputo di quella violenza ti giuro che avrei fatto un casino….lo avrei detto ai miei genitori, lo avrebbero saputo tutti.

    Chissà se quella suora c’è ancora….non mi pareva vecchia.

    Ti risponderò poi con calma in privato. E’incredibile che tu mi abbia scritto! La vita è proprio strana! Forse niente è per caso!

    Un abbraccio,

    Cristina

  17. cinzia scrive:

    no., niente succede a caso., ti ringrazio per aver accettato questa conversazione., seppur dolorosa., ma tu non sai che bene mi ha fatto nell’anima aver potuto raccontare a te quell’episodio., e non a caso proprio a te che sei stata partecipe della vita di quell’istituto., che sia chiaro mi ha dato anche un tetto e ricordi a volte molto carini., e comunque nel bene e nel male ci sono cresciuta., e fa parte dei ricordi della mia vita., magari hai anche qualche foto vecchia che mi ritrae.. la potremmo comparare con quella dell’altalena :) .. grazie ancora .. .. la suora bassa e grassa non era vecchia ma certamente se viva dovrebbe avere piu di 70 anni.., ma lo sai che ha avuto il coraggio di bocciarmi in III elementare., in matematica e religione., ma all’epoca prr noi dislessici erano tempi duri., :)

    un’abbraccio.

    Cinzia.

  18. Maria cristina giongo scrive:

    Cinzia, io all’epoca avevo 19 anni ( nel 1970). Ma tu ne avevi 5?

    E frequentavo quell’istituto ogni domenica da quando ne avevo 17. Mia mamma organizzava anche delle vendite di beneficenza per i bimbi. Te le ricordi? E conosco un bambino poi adottato da amici.

    Bè se quella suora c’è ancora, la prima volta che vengo a Milano andiamo a trovarla…che almeno si faccia un’esame di coscienza. Per gli abusi…se non hai le prove che ci sono stati è sempre un problema. Il ragazzo intervistato per il Cofanetto magico le ha tirate fuori dopo tanti anni

    ( http://www.ilcofanettomagico.it/2010/09/13/dossier-pedofilia-quinta-puntata-intervista-esclusiva-joel-devillet-racconta-come-un-prete-abuso-di-lui/ )

    E oggi è cominciato il processo.

    Comunque la vita è proprio strana….e sono felice di averti ritrovata. L’importante è essere sicuri che queste cose non continuino. Io non so nemmeno se l’istituto esiste ancora; come forse avrai saputo vivo in Olanda da 30 anni.

    Cari saluti

  19. marco cipriani scrive:

    Gentile signora

    ho appena letto il suo articolo dove ho trovato la Sua preziosa indicazione su padre Giacomo Perico (Quando ero giovane, il migliore amico mio (e della mia famiglia) era un gesuita, padre Giacomo Perico: un uomo fantastico, di cultura eccezionale, fondatore della rivista “Aggiornamenti sociali”, un vero testimone di fede. Ha scritto libri e preghiere che sono poesie. Ne ricordo due bellissime, “SE MI AMI NON PIANGERE” e …).
    Vorrei chiederLe, quindi, se a Sua conoscenza, in quale epoca il padre Perico ebbe a scrivere la preghiera “SE MI AMI NON PIANGERE”.
    Da notizie trovate in Internet tale epoca sembra debba collocarsi alla scomparsa del genitore del sacerdote che l’avrebbe composta ai piedi del letto di morte. E’ davvero possibile che la preghiera sia stata pubblicata per la prima volta postuma nel libro delle Ed. San Paolo del 2001 RESTA CON NOI SIGNORE – Preghiere e Meditazioni e che prima del 2001 non era ancora conosciuta?

    • admin scrive:

      Gentile Marco, che gioia ricevere questa sua lettera su questo grande amico anche della mia famiglia! Ricordo tante serate felici quando mia madre cucinava per lui delle cenette, durante le quali stavamo ad ascoltarlo, anche noi figlie, a bocca aperta. Un uomo carismatico, un vero sacerdote con una spiritualità e cultura ( tipica dei gesuiti) immensa. E quegli occhi scuri, intensi, a volte severi! Gli abbiamo voluto tutti tanto bene e ogni domenica andavamo alla messa in Via Tonezza, all’Istituto Salvadori. Circa la splendida “poesia”, “se mi ami non piangere”, ricordo che la stampò come immaginetta quando avevo circa 18, 21 anni. Se considera che sono del 1951 può risalire alla data. Dopo scrisse anche la preghiera per la mamma incinta. Grazie ancora per il suo commento e non perdiamoci, sempre nel ricordo di Padre Perico!

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