Lettera ad Amadeus

Amadeus

Caro Amadeus,

Sino ad oggi la RAI-Radiotelevisione Italiana ci ha fatto credere che è assolutamente probito di fare pubblicità indiretta durante le trasmissioni televisive. E mi sembra giusto. Chi desidera usare la TV per commercializzare un suo prodotto, qualsiasi esso sia, deve pagare.
Questo serve per migliorare i programmi. O, almeno, dovrebbe servire a questo scopo; in quanto ultimamente si va sempre più sullo scadente.
Negli ultimi mesi la Commissione di vigilanza sulla RAI, di cui recentemente è diventato presidente il senatore Sergio Zavoli, ha “bacchettato” parecchie persone, per esempio Valeria Marini ed altre sue colleghe per aver indossato gioielli di loro creazione (oppure disegnati da parenti ed amici).

Ma non ho sentito nulla sulla pubblicità per niente occulta che hai fatto tu, caro Amadeus, alla rivista *****, diretta dalla signora Silvana Giacobini, sabato 25 luglio, su RAI DUE, nel corso della trasmissione “Venice Music Awards 2009”. Il programma è iniziato con la presentazione di alcuni ospiti della serata: il primo a sfilare sulla passerella rossa è stato il cantante Al Bano.

“Bene, ho pensato”, visto che lui e Toto Cutugno (fra i premiati), si fanno un “mazzo così”, scusate la parola, per portare la nostra bella musica all’estero. Ma subito dietro di lui è apparsa Silvana Giacobini. A questo punto mi sono chiesta “lei che cosa c’entra”? In seguito tu, appena potevi, la citavi; senza alcun motivo. Avrai buttato lì… il nome del suo settimanale almeno tre volte. Poi ho smesso di contarle e mi è venuto un dubbio.

Sono corsa ad aprire il mio computer, ho cercato su internet ed il mio sospetto è diventato certezza; infatti proprio il suo giornale aveva pubblicato l’esclusiva del tuo matrimonio con la signora Giovanna Civitillo. Per carità, non oserei mai pensare che gliel’hai “venduta”; non credo che un matrimonio o la nascita di un figlio si possano cedere per denaro al miglior offerente. Sono beni troppo preziosi. Propendo piuttosto per uno scambio di cortesia. Ma anche in questo caso, ti sembra giusto che gli italiani (io vivo all’estero) debbano pagare il canone per assistere a questi convenevoli? Al limite potevi invitare insieme a lei altri direttori di testate: come nel programma “Ballando con le stelle”.

Ho aspettato due mesi per pubblicare questa lettera raccogliendo altre lamentele di telespettatori. Poi mi sono decisa. Non ho niente contro la signora Giacobini; le ho scritto una volta per motivi di lavoro ma non ha risposto: per cui non mi interessa molto, almeno per quanto riguarda il lato educazione. E neanche contro di te. Ma queste cose non si fanno.

L’Italia è rimasta il solito Paese dei privilegi, dei raccomandati: e questo è molto triste. A proposito: chi era quella ragazza a cui avete piazzato un microfono in mano, tale Fiammetta?

Molto bella ma …se ne stava seduta immobile e muta su un divano, come una cariatide. Forse avrebbe dovuto fare delle domande agli ospiti assisi accanto a lei? La prossima volta mettete i sottotitoli per spiegare il significato della sua presenza.

Saluti da un Paese dove è ‘veramente’ proibito e considerato poco professionale fare pubblicità (più o meno) occulta.

Con rammarico,

Maria Cristina Giongo

Maria Cristina Giongo
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4 Responses to “Lettera ad Amadeus”

  1. Uyulala scrive:

    Mi chiedo se Amadeus ti risponderà…

  2. cristina scrive:

    Non credo che risponderà, visto che l’altro giorno era ancora in televisione con dietro le spalle le foto del suo matrimonio e ancora ben in grande, in bella vista, il nome di “Diva e donna”.

    Queste sono cose tipicamente italiane: in Olanda non lo permetterebbero.

    Cari saluti,

    Cristina

  3. Giorgio scrive:

    Sei troppo forte….
    Direi che i mezzi toni non sono nel tuo dizionario …..
    Ciao super Cri

    Giorgioi

  4. cristina scrive:

    Hai ragione. I mezzi toni sono da vigliacchi. O dici una cosa intera o taci.

    Grazie per il super Cri…

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