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La poesia del mese: “Solicello di febbraio” (di Pasquale Ruocco)

martedì, febbraio 27th, 2024

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Quando ormai ero convinto che il clima uggioso e gramo dell’inverno sarebbe durato per sempre, una filastrocca per bambini è venuta in mio soccorso con allegro ottimismo, offrendomi gradito conforto e restituendomi piena fiducia nel sole (che pur essendo ancora debole e sbiadito, saprà puntualmente riportarci, al momento opportuno, il tepore del bel tempo).
Questa filastrocca “corroborante” adesso la propongo anche a voi, cari amici del «Cofanetto Magico», sperando che possa consolarvi come ha fatto con me e dimostrarvi come lasciar riemergere il proprio fanciullo interiore sia, talvolta, davvero salutare.

Pietro Pancamo
CHI SONO

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A piedi nudi sulla neve…

mercoledì, gennaio 8th, 2020

Qui, alle pendici del Gran Sasso, nell’ultimo e più antico avamposto del mio paesello, Brittoli, l’inverno si fa sentire presto. La sera, dopo il suggestivo tramontare del sole dietro a “Cannatina“, il freddo diventa sempre più pungente. Il caminetto, come d’incanto, si ridesta dal letargo. Le fiamme, rosse e giallastre, iniziano ad inerpicarsi verso l’alto con guizzi improvvisi, come a voler spiccare il volo dell’Araba Fenice. Non resisto alla tentazione di sedermici accanto, e così, mi sdraio sulla poltroncina al suo lato, con i piedi allungati sul divano.
Amo il fuoco perché è vivo, perché mi dà calore, perché mi dà energia e mi fa compagnia. La mente, sopraffatta dal torpore, si rilassa e le palpebre calano lentamente a sipario sui miei occhi stanchi. Accenno a un sorriso e, beato, mi abbandono alla nostalgia. I ricordi prendono il sopravvento, ne vengo sommerso.

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“Geennaio” (una poesia di Pietro Pancamo)

sabato, gennaio 27th, 2018

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Cari amici de «Il Cofanetto Magico»,
che dire per commentare a dovere la poesia che propongo quest’oggi? Beh, ad esempio, che a leggerla con attenzione, si rivela composta di tanti giochi di parole. Ma tanti per davvero! Ecco, li vedete? Si sovrappongono l’un l’altro, come fiocchi di neve senza posa e senza fine, perché son decisi a dimostrare, o così credo, che il più crudele dei mesi non è per niente aprile.

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