Poesia di novembre: “Racconto”

 

Della poesia che vi propongo stavolta, e che s’intitola Racconto, si sono già occupati due critici autorevoli, che l’hanno recensita in un passato piuttosto recente, e dei quali voglio adesso citare le parole. Il primo è Luciano Troisio (novelliere e poeta della Marsilio Editori) il quale sottolinea: “Una felice caratteristica che ho immediatamente rilevato in questa lirica di Pietro Pancamo, tratta dal volumetto di versi Manto di vita (LietoColle, Como, 2005), è l’impiego straordinario della similitudine, che lancia al lettore sciabolate fulminee, ma anche avvolgenti trattenute delicatezze.


 

L’insonnia

 

Un sistema pregiato per “forare il video” e lasciare nel lettore un ricordo stampato, difficile da dimenticare”. Il secondo è Renato Fiorito, ex dirigente della Banca d’Italia nonché fine letterato, che nel commentare il mio componimento, si è così espresso: “Qui le problematiche proposte sono apparentemente semplici poiché affondano le radici nel vissuto quotidiano, ma le domande che ne scaturiscono hanno carattere esistenziale, ponendo ognuno davanti al mistero del proprio viaggio. Ci si accorge così che dietro ogni verso una similitudine inaspettata richiede l’assunzione di un punto di osservazione inusuale e pone interrogativi vitali. Si sente allora il bisogno di tornare indietro e rileggere, per riguardarsi meglio, come in uno specchio, e scoprire somiglianze col nostro vissuto”.

 

RACCONTO

I: in casa, di sera.
Dalla finestra aperta
mi prende ancora
a ditate nel cervello
questo calore in maniche di luna,
che mi costringe sempre
a sentirmi male.
Tanto male:
un concerto di cicale
il silenzio
che si sgretola nel muro.

II: fuori, di notte.
Ma penso ai ricordi:
lo so che migrano
suscitando lo spazio.
Anche esterno.
Così almeno posso uscire.
Infatti eccomi:
vado a camminare.

E passeggiando zoppo
fra lune di tempo,
trovo un angolo d’ombra
come uno spiraglio di stanchezza.

Se guardo attraverso
davvero a lungo
riconoscerò, poi,
nell’aria del mattino

(le campane –non per me–
sono l’alba
popolata di prime ore)

i detriti del mio semplice destino.

Pietro Pancamo
CHI SONO

 
 
 
 

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29 Responses to “Poesia di novembre: “Racconto””

  1. enrica talamo scrive:

    Intensa, struggente e vera

    • Pietro Pancamo scrive:

      Ti sono molto obbligato per queste tue parole, cara Enrica. A te, un sincero augurio di ogni bene, per queste Feste ormai alle porte.

  2. Luisa scrive:

    Talvolta è la finestra alla quale ci affacciamo che, ci apre a nuove esperienze di noi stessi

    • Pietro Pancamo scrive:

      È vero: come dice Antonio Tabucchi, “le finestre, a volte, […] si aprono su orizzonti ben più larghi di quelli reali”.
      Cara Luisa, un “supergrazie” come sempre per la tua assidua presenza.

  3. Luisa scrive:

    Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni. 

  4. Maria Teresa scrive:

    Rimanendo in casa pur con la finestra aperta,sono da solo contro il mio più grande nemico :me stesso .Occorre uscire, ma attratti da qualcosa di grande che,appassionandoci, renda almeno invisibili i detriti del nostro fragile destino .Laura

    • Pietro Pancamo scrive:

      Vuol dire, carissima Laura, che i miei detriti di oggi li nasconderò sotto i grandi auguri di buone Feste che ti faccio proprio adesso. Grazie infinite per il tuo commento!

  5. Maria Teresa scrive:

    Invece di stare alla finestra o camminare zoppi scrolliamoci di dosso tutte le convezioni che ci soffocanoe .La libertà di cui godremo ci farà sentire autentici e unici ,tutt’altro che detriti.

    • admin scrive:

      “Autentici ed unici, tutt’altro che detriti!” Hai detto veramente TUTTO, in poche parole!!!! Brava Maria Teresa, non è facile condensare un pensiero così profondo in poche righe! Tanti cari auguri di Buon Natale! Cristina

    • Pietro Pancamo scrive:

      “La vita senza libertà, è come un corpo senza lo spirito” (Khalil Gibran).
      Grazie infinite anche a te, carissima Teresa. Il 2017 farebbe molto male a non sorriderti.

  6. Maria Teresa scrive:

    Rimanendo in casa,pur con la finestra aperta,si è soli con il nostro maggior nemico:noi stessi.OCCORRE USCIRE,ma attratti da qualcosa di grande che,appassionandoci,renda almeno invisibili i detriti del nostro fragile destino. Laura

  7. marisablangero scrive:

    Tratto da alcuni miei versi:
    “Aria statica
    … un ramo di uno smilzo cespuglio ondeggia
    … un piccolo uccello fa capolino,
    attento
    guarda attorno.
    Il ramo di scatto si solleva
    scrollandosi leggero
    segue un battito d’ali”: vita.

    • Pietro Pancamo scrive:

      “Nei nostri sogni siamo in grado di volare… e forse questo è un ricordo di come siamo stati pensati per essere”. (Madeleine L’Engle).

      Grazie per i tuoi delicati e bellissimi versi, cara Marisa. E buone Feste!

  8. Nella scrive:

    il passato lo vedo dalla finestra, il futuro solo uscendo andando incontro al destino nelle sue variabili.

    • Pietro Pancamo scrive:

      “Solo il futuro potrà dirci se il passato avesse ragione, o perlomeno un senso” (Nico Mappatore).
      Buona passeggiata verso l’anno nuovo, cara Nella. Ti auguro uno splendido 2017!

  9. Nella scrive:

    Dalla finestra vedo il passato, il futuro uscendo, andando incontro al destino e alle sue variabili.

  10. susy pagliaro scrive:

    Mi sono ritrovata a ‘camminare’ con Pietro, mano nella mano, nel suo Racconto, Un viaggio breve, intenso, per accogliere con tenerezza le umane fragilità ma anche le grandezze, che ci rendono creature preziose nella nostra unicità. Grazie Poeta!

    • Pietro Pancamo scrive:

      Ti ringrazio di cuore per la profonda e umana solidarietà che mi dimostri, cara Susy. Ti auguro di trascorrere serenamente questi giorni di festa.

  11. Antonella scrive:

    Carissimo Pietro,
    vedrai che un giorno affacciandoti alla finestra vedrai il mare che ondeggia e dalle sue onde uno zampillo bagnerà il tuo viso e tu sorriderai felice……. fuori da quella finestra c’è un mondo pieno di speranza e le campane suoneranno a festa.
    Sei grande Pietro, colgo l’occasione per farti i miei migliori Auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo.

    • Pietro Pancamo scrive:

      Grazie mille per i complimenti, cara Antonella, e un mare di auguri anche a te!

      “Quando i miei pensieri sono ansiosi, inquieti e cattivi, vado in riva al mare, e il mare li annega e li manda via con i suoi grandi suoni larghi, li purifica con il suo rumore, e impone un ritmo su tutto ciò che in me è disorientato e confuso” (Rainer Maria Rilke).

  12. Luisa scrive:

    Affacciata alla finestra risplende la luce dei ricordi

    • Pietro Pancamo scrive:

      La luce dei ricordi è fioca. Ma spero che ti basti comunque a vedere e leggere questi miei auguri di buon Natale e felice anno nuovo. A risentirci, cara Luisa.

  13. Luciana scrive:

    Non dobbiamo crogiolarci nei ricordi, né tendere al futuro, altrimenti il presente ci lascerà solo detriti, come ha già fatto.
    Caro Pietro, tanti cari auguri di buon Natale e di un sereno, se non felice, Anno Nuovo

    • Pietro Pancamo scrive:

      Che il presente ti sia amico, cara Luciana, e ti doni un Natale pieno di gioia.

      “Io non vivo né nel mio passato, né nel mio futuro.
      Possiedo soltanto il presente, ed è il presente che mi interessa.
      Se riuscirai a mantenerti sempre nel presente, sarai un uomo felice.
      La vita sarà una festa, un grande banchetto, perché è sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo” (Paulo Coelho).

  14. Elena scrive:

    Caro Pietro, la tua poesia mi piace.Il contenuto rappresenta per me il
    “Mondo interno” e la realtà esterna dell’uomo spesso in conflitto fra di loro.
    Buon anno nuovo e scusa per il ritardo con cui scrivo.

    • Pietro Pancamo scrive:

      Son funestato anch’io dalla tua stessa “guerra dei mondi” (quello interiore e quello di fuori). Oggi ecco, però, una breve tregua che mi consente di augurarti uno scintillante anno nuovo! Grazie per esserti ricordata di me, cara Elena.

  15. Marisa G. scrive:

    Molto toccante questa poesia perché mette in evidenza il mutare dei nostri stATI d’animo con il variare della luce del giorno, del paesaggio attraverso una finestra che ci mette im contatto con il mondo esterno e suscita molteplici e diverse sensazioni.
    Graze semre per farci riflettere sulla nostra esistenza e con gli auguri per l’anno nuovo le mie scuse per il ritardo!

    • Pietro Pancamo scrive:

      Non preoccuparti assolutamente, cara Marisa. Nessun ritardo. Anzi i tuoi auguri mi arrivano più che in tempo; ti ringrazio, quindi, sentitamente e li ricambio senz’altro. Che il 2017 avveri tutti i tuoi desideri!

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