La storia di Edgardo continua…..

Il mio cane sembra feroce......ma non lo è affatto !!!

Continuo, a gentile richiesta, la storia di vita mia e del mio cane Edgardo, nel tentativo, ( non molto recondito ) di esorcizzare l’inevitabile destino di un cane di 17 anni e di un padrone di 43 che ha condiviso con lui l’età cruciale della vita.

I primi comandi

Non sapendo da dove cominciare, ma soprattutto non leggendo mai una guida dedicata al delicato argomento, ti impartivo i comandi a modo mio, ma… mai una volta che mi rispondessi in modo adeguato; anzi se potevi, facevi l’opposto per poi rispettare quello che diceva il mio babbo in cambio del mandarino sbucciato la sera (mi raccomando….via tutti i filamenti e gli ossicini).

Allora cominciai con il banale bastoncino. Ma mi devi spiegare una cosa: perché mai una volta che me lo avessi restituito?!
Ti rendi conto i complessi di inferiorità che mi hai procurato nei confronti degli altri padroni ????
Infatti capitò un giorno quello per cui ci si vergogna a morte se ci si riduce ad essere padroni senza polso ed esperienza come me……Cucciolone, ti portai su una spiaggia antistante la mia casa delle vacanze, scendesti le scale per accedere in spiaggia (con la solita baldanza mista a goffagine) e cominciasti ad effettuare la tua mimica teatrale preferita, “il mostro di sabbia”: sta a dire, scavare dei fossi sciocchi e ridicoli con il muso arrotondato (quindi non adatto per questo tipo di impresa). Ti appiccicavi la sabbia dappertutto, con la consapevolezza di essere brutto e terrorizzante…ma non so per chi !!!!

Dopo molti morsi alla spuma dell’acqua, con ribrezzo postumo per il sapore salino dell’acqua di mare, bravissimo dopo a scoprire delle piccole sorgenti di acqua dolce che d’incanto si ergevano dal bagnasciuga, qualcosa attirò il tuo sguardo e ti fece rizzare le orecchie ( si fa per dire perchè al massimo resistevano dritte al 25% della loro lunghezza). Un pescatore semiprofessionista e con tutti gli accessori necessari, stava provando la pesca al lancio ed aveva preparato con cura ed in abbondanza dell’esca che purtroppo doveva sembrarti perfetta per una colazione fuori orario (pane e pecorino fatto in polpettine con cura e devozione…..)

Quando capii cosa sarebbe successo, fu troppo tardi! Cominciasti a correre appiatendo il corpo in modo da far invidia ad un leopardo in caccia. In pochi attimi eri sul luogo del delitto e snap !!!! Tutto il divorabile fu consumato sul luogo e poi, come se non bastasse e per prepararsi a tempi peggiori….ti arraffasti in bocca tutto quello che era possibile, lasciando l’incredulo e stupito pescatore quasi in lacrime ( non so se di rabbia o di risate ben mascherate). Infine, dopo aver trangugiato il bottino, beffeggiasti il derubato con vari wof wof rapidi e brevi, e piccoli arricci di muso, in modo da farlo diventare una grande millefoglie di pelo……

Fortuna che trovammo sulla nostra strada “una personcina per bene” (nonostante la mole da wrestler) che in cambio di un’occhiata all’attrezzatura ebbe, come unica reazione, la volontà di andare nella vicina casa a preparare dell’altra esca.
Ritornò poco dopo, ma con aria ferma e decisa ci “intimò” di spostarci altrove, altrimenti non so come sarebbe andata a finire….e tu avesti pure il coraggio di gettare ancora un’occhiata all’esca appena preparata con molta voglia, sicuramente escogitando nella tua testa predatoria altri sistemi per realizzare uguale furto.
Facemmo il viaggio di ritorno verso Napoli con te acciambellato in braccio “alla tua mamma”. Ricordo che russavi felice e beato, stanco morto per tutte le malefatte compiute durante il giorno, alitando pecorino romano!

Il fratello gatto

Nella tua vita hai avuto modo anche di essere dominato dal tuo fratello gatto….un soriano bastardo anche lui entrato nella mia e tua vita una certa sera poco prima di essere investito da un autobus in servizio notturno (strano ma vero per la Napoli di quei tempi!) per le strade del Vomero targato NAA0000 e …non ricordo il resto.

Il poverino( ma poi mica tanto!) bellissimo cucciolo bianco e nero fu sottratto al suo tragico destino e tutto spaventato, scaraventato nella mia Fiat Uno color Avion e portato al bar di tutta fretta al fine di fargli bere un bicchiere di latte tiepido. Scelta peggiore non potevo fare: infatti all’altezza del casello della Tangenziale la mia auto fu sconquassata da una tremenda puzza derivante da una colichetta infantile che battezzò in maniera truce la tappezzeria della medesima e ci vollero decine di sedute all’autolavaggio per riuscire a levarne il ricordo!.

Inutile dire che il sottoscritto non sapeva proprio che cosa volesse dire la convivenza con un gatto, ma la mia pazza moglie mi impartì rapidamente delle lezioni: dopo di che divenni, prima ancora di te, proprietario di un gatto con il nome di una targa di autobus: NAAOOO. Il gatto non convisse con me: il suo alloggio divenne il negozio di cartoleria che aprii proprio quel’anno come alternativa al mio fragile lavoro di impiegato in un’ impresa di costruzioni, spazzata via da Tangentopoli.

Rapidamente NAAOO divenne un gatto di 12 chili, stimato e rispettato dagli altri gatti (tranne che dal boss del quartiere),padre di chissà quanti cuccioli per i quali una volta mi venne richiesto il riconoscimento della paternità in maniera ufficiale da una cliente che insistentemente asseriva di essere circondata da gattini bianchi e neri…..Insomma la bestia, di un’ intelligenza fuori dal comune (era un gatto del tutto ragionante, come lo sei sempre stato tu, non ti offendere se non te l’ho detto ancora, vecchio Edgardo) ormai era il padrone assoluto.
Sino a che in una fredda mattina dell’Epifania del 1994 si vide arrivare in negozio un cucciolo di cane informe ma tendente al pastore che veniva manipolato ed infiocchettato da Monica per diventare la mia sorpresa che forse avrebbe cambiato la mia vita o che l’avrebbe cambiata ad entrambi.

Chissà che cosa avrai provato quando, già confuso dall’essere posizionato in un enorme e spropositato scatolone con un fiocco rosso al collo avvistasti NAAOO da lontano….guaendo di felicità ed incredulità, in quanto per te qualunque cosa si muovesse era fonte di gioia.
NAAOO si avvicinò a te con aria da primo della classe, come sua abitudine e senza far capire troppo delle sue intenzioni, ti sferrò un paio di ceffoni rumorosi; poi, tirando fuori le unghie ( prima ed ultima volta che lo fece con te ) ti ferì le orecchie mosce, facendoti piangere e lasciandoti per tutta la vita il dubbio di come si debbano trattare i gatti….

Finquando non ti ho visto all’opera, credevo fosse atavico e frutto dell’evoluzione, il famigerato rapporto fra cane e gatto, ma mi sono dovuto ricredere: NAAOO ti ha sempre incusso un senso di rispetto certamente poco tipico del tuo ruolo; inoltre, ne sono convinto, quando sgambetti anche adesso allegramente nel dormire (sulle povere zampe che non ti reggono più…) credo che spesso sogni NAAOO che ti insegue e ti aspetta nel paradiso degli animali, per poter continuare nella sua opera di dominazione del fratello minore.

Adesso mi fermo; queste righe sono state la testimonianza tangibile del mio affetto per te, un soave modo per dirti addio. Sono stati ricordi sparsi riafforati mentre ti guardavo dormire, stremato dal dolore causato dalla tua malattia: mentre mi chiedevo come sia possibile amare tanto un cane. La riposta me la sono già data. Ami sempre chi ha fatto parte della tua vita, chi ha diviso con te ogni giorno, chi ti è stato fedele, chi fa parte della natura, chi ti accoglie a casa facendoti le feste. Anche se si tratta di un animale. Allora adesso dormi tranquillo, Edgardo, perchè te lo sei meritato.
Finalmente in pace e senza soffrire più.

Roberto Pagano

Chi sono

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17 Responses to “La storia di Edgardo continua…..”

  1. roberto scrive:

    Il mio Edgardo si è addormentato per sempre alle 19,00 di oggi, sabato 27 Marzo 2010.

    Mi rimarrà per sempre il Suo ricordo e la Sua infinita volontà di vivere con dignità fino all’ultimo respiro.

    Arrivederci Amore Mio, che Dio ti doni la serenità e la vita eterna e quando ci rincontreremo giocheremo insieme felici

    Roberto

  2. cristina scrive:

    Mi spiace tanto, Roberto! Coraggio!
    Gli animali sono veramente degli amici tanto “umani”.

    Cari saluti,

    Cristina

  3. monica scrive:

    Ho accarezzato Edgardo fino alla fine…..ed anche oltre….anche ora lo accarezzo…in attesa che passi questa nottata alla fine della quale porteremo Edgardo alla sua ultima dimora. E penso e ripenso a tutti i momenti straordinari e non trascorsi insieme, alle risate ed ai pianti di cui tu, Edgardo, sei stato testimone od anche causa…..sei stato anche capace di rompermi, strappandolo, il vestito da sposa…quando mi vedesti con quello addosso forse pensasti fossi un’enorme meringa……ora…..dopo 17 anni passati insieme, amandoti come un figlio, te ne sei andato ma so che un giorno ti rivedrò e nel frattempo il dolore si stempererà e rimarrà solo la gioia di averti amato.
    La tua mamma

  4. cristina scrive:

    E’incredibile come si possa amare un cane come se fosse un figlio. Ma la testimonianza di Monica e di Roberto ne sono la prova tangente.

    Si vede che Edgardo è riuscito a dare loro dei veri momenti di serenità; e questo è molto importante, visto che la vita ne riserva così pochi.

    Un abbraccio a tutti e due,

    Cris

  5. Antonella scrive:

    Roby i tuoi racconti su Edgardo mi hanno commossa, so quanto gli volevi bene, si capiva da come mi parlavi di lui, per te davvero era come un figlio.
    Mi dispiace tanto che se ne sia andato ma ora sicuramente ha smesso di soffrire.
    Un abbraccio a te e Monica.

    Antonella

    • roberto scrive:

      Grazie Antonella per il tuo commento.
      La vita è fatta così……gioie e dolori si alternano, anche se accettare questo è difficile.
      Per il momento voglio coccolare Edgardo ancora ricordandolo per sempre.

      Roby

  6. marni scrive:

    CAro Roberto….mi spiace tanto per il tuo Edgardo.. ti capisco.. è difficile lasciare andare le persone quando se ne vanno, ma è altrettando difficile con questi nostri “compagni” di cammino che sanno dare tanto amore.
    Ti sono vicina e ti mando un abbraccio. Marni

  7. Imma scrive:

    …mi è dispiaciuto veramente tanto,ma in cuor mio so che abbiamo fatto la cosa migliore…
    prestissimo aggiungerò una piantina al suo fosso.
    un bacio
    Imma

  8. Siamo con te Roberto.. un abbraccio

  9. Bianca scrive:

    Mi spiace tanto per Edgardo… articolo molto bello e toccante.
    Un abbraccio affettuoso,
    Bianca

  10. Felicina scrive:

    Roberto, ti capisco per aver provato lo stesso dolore per la morte del mio Giulius che è stato con me 11 anni! E’ morto da nove mesi e solo ora ho trovato il coraggio d’ adottare un altro cucciolo che ho chiamato Giulius2°.Queste sensazioni possono essere capite soltanto da chi ha avuto esperienze simili-Un abbraccio-Felicina

  11. cristina scrive:

    Cara Felicina,

    hai ragione. Soltanto chi ha avuto animali che sono stati compagni fedeli può capirlo. Per questo dal mese prossimo inizierà a scrivere per noi Imma, che è veterinaria e che ci parlerà ei nostri amici animali.

    Buona Pasqua a te e al tuo cucciolone Giulius 2!

  12. cristina scrive:

    Cara Felicina,

    hai ragione. Soltanto chi ha avuto animali che sono stati compagni fedeli può capirlo. Per questo dal mese prossimo inizierà a scrivere per noi Imma, che è veterinaria e che ci parlerà dei nostri amici animali.

    Buona Pasqua a te e al tuo cucciolone Giulius 2!

  13. rosy scrive:

    Ciao Roberto, ti capisco e nel leggere tutti e due i racconti ho le lacrime agli occhi; io nell’arco della mia vita ne ho avuto 7 e tanti gatti tra randagi e non,
    e come dice Cristina la oro vita dura troppo poco rispetto alla nostra.
    Leggendo questa storia che è un pò come l’ho avuta con il mio Teo che abbaimo passato il bello e il brutto tempo e anche lui mi ha lasciato 3 anni fa
    alla stessa età di Eddie, e anche kla gatta è volata in cielo all’età di 21 anni due anni fa e con loro ho passato i più bei momenti della vita perchè li sentivo miei come fossero miei figli a differenza degli altri, che ho amato comunque ma condiviso con la famiglia.
    Ti abbraccio e un bacio all’angelo Eddie.

  14. cristina scrive:

    Cara Rosy,

    per questo abbiamo chiesto ad Imma, che è stata la veterinaria del cagnolone di Roberto, di scrivere per noi; in maggio avremo il suo primo articolo e così anche i nostri cari animali entreranno nel Cofanetto magico; felici se anche voi ci racconterete le esperienze con i VOSTRI adorati animaletti.

    Sicuramente hai curato bene la tua gatta..se è morta a 21 anni d’età!!!

    Cari saluti,

    Cristina

  15. olimpia scrive:

    Ora Eddie riposa finalmente dopo tante sofferenze, nessun rammarico, ora per lui c’è solo tanta serenità.

  16. cristina scrive:

    Giusto, Olimpia! Eddie ha rappresentato l’amore che gli animali sanno dare ai loro padroni e viceversa. La sua storia è il simbolo di tante altre storie che spero voi lettori ci racconterete ancora

    Cristina

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