In Africa del Sud una misteriosa, incredibile “entità”. Scoprite che cosa è.

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Namibia. Foto di Mauro Almaviva

Cari lettori,

vi presento un caro amico che sto convincendo a scrivere per noi. Mauro Almaviva, medico specializzato in malattie infettive, che ha trascorso molti anni della sua vita in Africa. Un’esperienza che lo ha entusiasmato e arricchito a livello umano. Ora è tornato in Italia; ma credo che il suo cuore sia rimasto là.
Spero quindi che ci racconti altre storie interessanti come quella che leggerete adesso, che ha dell’incredibile!
Come sapete sono affascinata dalla natura, soprattutto dagli animali, da un mondo miracoloso che spesso mi emoziona… per la sua bellezza ed “intelligenza”. Buona lettura e benvenuto Mauro nel Cofanetto magico!

Maria Cristina Giongo

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Vita di condominio: un esempio da seguire?

Da noi la parola condominio è sinonimo di litigi tra vicini e assemblee finite in gazzarra.
Esistono in natura dei condomini ove si va d’accordo (con rare eccezioni) e si ode un gran vociare, che però è piacevole da ascoltare (fino ad un certo punto come si vedrà alla fine).
Si tratta dei nidi a condominio dell’uccello tessitore socievole (Philetairus socius).

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Namibia. Foto di Irene Almaviva

Il Philetairus, endemico nelle aree desertiche del Kalahari in Sud Africa, Namibia e anche in Botswana, costruisce il proprio nido in società con altri, creando delle strutture multifamiliari che possono divenire enormi (3m x 4m) ospitando fino a qualche centinaio d’individui.
I complessi sono ben strutturati: le camere centrali trattengono il calore e sono usate per la notte, le camere esterne sono abitate di giorno. Si è calcolato che le camere esterne arrivino a 7-8° gradi con una temperatura esterna di 16-33 gradi.
Non si deve infatti dimenticare che gli inverni, in quei territori possono essere molto freddi e le estati molto calde.
E’ frequentemente possibile vedere questi nidi sui rami degli alberi, sulla cima dei pali telefonici o elettrici.

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Namibia. Foto di Mauro Almaviva

Sovente, il peso dei nidi in allargamento, rompe i cavi e non è raro che si creino corto-circuiti in caso di piogge con conseguente incendio dei nidi.
Per questo in alcune zone, l’uomo ha installato gabbie in metallo lungo i pali telefonici, per invogliare gli uccelli tessitori a costruirvi sopra il nido anziché sulla cima. Dalla mia esperienza mi pare con scarsi risultati.
Diverse altre specie di uccelli utilizzano i condomini del Philetairus in maniera commensale o ne utilizzano il tetto per costruirvi i propri nidi.
Tra le tante specie di uccelli tessitori vi sono quelli che costruiscono villette monolocali a schiera.
Appendono, infatti, i loro nidi uno vicino all’altro sui rami degli alberi tanto che questi, visti da lontano, sembrano carichi di frutti.

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Namibia. Foto di Mauro Almaviva

Dicevamo della gazzarra.
I tessitori sono tra i più rumorosi uccelli e il loro coro è udibile anche a notevole distanza.
C’era un albero, a una trentina di metri da casa, con un centinaio di nidi appesi : il baccano si sentiva fino alla camera da letto che era sul lato più distante. Va bene che anch’essi dormono di notte e va pure bene che amiamo la natura, ma dopo giorni e giorni che s’inizia a udire il loro chiacchiericcio all’alba, viene da chiedersi: ma che cosa avranno mai da dirsi tutto il giorno e tutti i santi giorni?

Mauro Almaviva

Mauro Almaviva
Medico-chirurgo specializzato in Malattie Infettive. Ha lavorato presso l’Ospedale L.Sacco di Milano e per quasi 20 anni in vari paesi africani in programmi di cooperazione sanitaria.Ha inoltre effettuato numerosi viaggi in numerosi paesi africani. Appassionato di archeologia ha collaborato, in Swaziland, con l’archeologo Rober Forrester,con la Swaziland Archeological Research Association e con la Swaziland National Trust Commission, nella ricerca di pitture rupestri e nell’esplorazione di vecchie miniere d’oro abbandonate.

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5 Responses to “In Africa del Sud una misteriosa, incredibile “entità”. Scoprite che cosa è.”

  1. marisa brugna scrive:

    Interessantissimo….istruttivo davvero. Mauro, parli di esperienze non vivibili ovunque. Beato te che puoi portare nell’animo emozioni e visioni irripetibili.
    Bravo!!! Continua a raccontare….I tuoi ricordi ci arricchiranno.
    Marisa

    • Mauro scrive:

      Marisa, grazie dei complimenti.
      Portare nell’animo emozioni e visioni spesso fa soffrire di nostalgia.
      Il raccontare è forse un modo di sublimare.

  2. maria cristina giongo scrive:

    Lo penso anch’io…D’altra parte arricchisce sempre il poter trascorrere una parte della propria vita in un Paese e l’altra parte in un altro ….
    E’ un vero bagaglio di esperienze, conoscenze, un confrontarsi con culture e modi di vivere diversi.
    La nostalgia? Fa parte della vita. Ogni cosa che abbandoni ti lascia un velo di malinconia. ” Partire è un po’ come morire”. Ma poi si ricomincia, con tanti bei ricordi nel cuore. Complimenti, dottore! E nei prossimi articoli ci parli anche dei suoi incontri umani, di quelli con la sofferenza, con la povertà. Per farci capire meglio come siamo fortunati noi che…spesso abbiamo pure il coraggio di lamentarci!

  3. Claudia Tagliabue scrive:

    Grazie Dott. Almaviva, il suo primo racconto non è solo istruttivo, ma anche ironico, presentare i nidi delle famiglie “allargate” dei volatili, come CONDOMINI o VILLETTE A SCHIERA è esilarante….!!! Comunque leggendo si capisce come gli animali siano decisamente superiori all’uomo in molte occasioni…… Complimenti e torni presto con un’altra esperienza di viaggio.. Grazie ancora….

    • Mauro Almaviva scrive:

      Claudia,
      grazie del commento che mi aiuta a continuare con i miei racconti.
      Spero che saranno interessanti e che stimoleranno la curiosita’ del lettore e, perche’ no, la voglia di andare di persona a vedere.

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