Adriano Panatta

Dalla terra rossa all’azzurro del mare della Versilia…passando per Trastevere.

Adriano Panatta in una delle sue mitiche volée sulla terra rossa.

Sembra ieri che alzava al cielo la coppa Davis per presentarla al mondo, il 17 dicembre del 1976, Adriano Panatta, giocatore di punta della nazionale che vinse l’unica Davis conquistata dall’Italia, bello come un antico romano, lui che romano lo è davvero. E a Roma, dove vive in Trastevere, ha le sue passioni: la Roma, Francesco Totti, l’impegno politico, l’attuale lavoro con uno dei figli nel campo della comunicazione.

Ma è in Versilia, terra che ha conosciuto per merito della sua bella moglie Rosaria, che Adriano Panatta ha vissuto i suoi momenti più intimi, le sue incertezze da campione prima di un match, festeggiato i suoi trionfi, cresciuto i suoi 3 ragazzi, tra un mare sospeso tra l’azzurro del cielo e la potenza delle Apuane; una terra vicina alla sua indole di ragazzo semplice, attento ai valori della famiglia e agli equilibri forgiati dallo sport.

Tu e Rosaria, tua moglie, siete stati e siete la coppia glamour della Versilia: sei stato il primo grande “testimonial” nel tennis, la tua immagine era strettamente legata anche ad un look: un marketing innovativo per quegli anni in cui di marketing non si parlava…

In effetti si tratta di un marketing non cercato…inizialmente causato della famosa maglietta rossa, che rievoca le vicende di un tempo politicamente convulso, un tempo di incertezze, un momento di protesta che rischiò di non farci disputare la partita a Santiago, nel Cile, in un paese governato dal dittatore Augusto Pinochet. Fu una provocazione, senza un preciso significato politico.
E poi, a seguire, l’eleganza innata della mia bellissima moglie Rosaria e la mia curiosità per la ricerca di materiali tecnologici e innovativi, che, col tempo, mi ha sempre seguito e dato un imprinting nel mio personale look di tennista.

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Adriano Panatta e la sua bellissima figlia Rubina, allevatrice di cavalli e pittrice

Hai portato ad un livello di enorme popolarità questo sport, poi il tennis ha avuto una grande flessione: sei passato e hai conosciuto varie generazioni di campioni.

Nicola Pietrangeli, Bjorn Borg, Federer, Nadal, Guillermo Vilas, Toni Roche, e poi “luoghi sacri” come Roland Garros, il torneo più difficile del mondo, Houston, Roma, Wimbledon. Ho tanto vinto e anche perso….le mie volèe in tuffo degli anni ’70, diventate celebri; il tennis attuale è molto più noioso, c’è poca speranza per lo spettacolo, giocato molto sulla fisicità e sulla potenza, amplificata dall’uso di materiali molto sofisticati che aiutano gli atleti a dare più forza ai colpi.

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Adriano Panatta durante un Torneo a Wimbledon.

E la Versilia, cosa rappresenta per te questa zona, dove sei di casa e amatissimo?

È in Versilia che mi sono sempre isolato per ricaricarmi: me ne sono reso conto nel luglio del ’79 per il torneo di Wimbledon, dove letteralmente “scappai” dall’albergo di Gloucester, e me ne scappai a Heatrow per volare a Forte dei Marmi, per riconcentrarmi con Rosaria sulla spiaggia del Bagno Piero.
E’ qui che è nata la mia passione per il mare, quando da ragazzo venivo sul molo, impaziente di assistere alla partenza della Viareggio-Bastia-Viareggio.
Oggi questa gara non esiste più, ci sono nuove leggi e un parco, il Santuario dei Cetacei, che va rispettato e protetto. La mia speranza, per il futuro, è che si possa trovare un corridoio agibile e riportare così in Versilia i grandi team dell’off-shore mondiale. Ed è qui in Versilia che ho voluto presentare, l’anno scorso, all’ Enoteca Marcucci a Pietrasanta, il mio libro che racconta questo magnifico sport “usato”come pretesto per un flash di un’epoca e i suoi personaggi. Qui in Versilia vive la mia famiglia ormai da sempre, in questa grande casa piena di cani, gatti, il cavallino di mia figlia Rubina, che dipinge le meravigliose nature di qui, i miei figli che vanno e vengono, ma tornano sempre qui, nella nostra amata Versilia.

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Adriano Panatta

Parola dell’ultima icona del tennis italiano.

Di Cristina Vannuzzi

Cristina Landini Vannuzzi, fiorentina, esperta in comunicazione. Press office dell’Associazione internazionale Italian Hospitality. Scrive su testate italiane quali Premium Magazine, Name Magazine, Cavolo Verde, Cofanetto Magico e Linea Russa Aeroflot Magazine.

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11 Commenti a “Adriano Panatta”

  1. cristina scrive:

    indimenticabile!!!!!
    da allora il tennis italiano non ha ritrovato il suo giusto talento, almeno nel campo maschile

  2. Maria Cristina Giongo scrive:

    Cha carina anche sua figlia! E’vero, un campione eccellente!

  3. lumammo scrive:

    dott.ssa Cristina Vannuzzi, sui commenti per Adriano Panatta sono pienamente d’accordo, sono stato un ammiratore per tanti motivi, sono romano, seguo il bel tennis, ritengo Adriano Panatta uno sportivo vero che si è sempre autogestito, leale campione li dove si è cimentato. Figura umana da ammirare.

    Non sono altrettanto bempensante sull’articolo da Lei posto su l’Ing. Umberto Manola e la sua tecnologia, dietro alla sua figura ci sono, c’è un personaggio non facente parte della popolazione civile ma di quella carceraria, per reati di violenza su minori e truffa continuata. Non riesco a capire come Lei faccia a magnificare progetti fuori della normala linea che si dovrebbe seguire, oltre tutto pubblicati senza un periodo tracciato con certezza dato che la macchina di questa fantomatica tecnologia è sequestrata dalla Magistratura fin dal Marzo 2011 e il Suo articolo appare il 12 Agosto 2011 per una pubblicità ingannevole sui reali usi che questa tecnologia potrebbe, forse andare in porto tra decine di anni. Probabilmente anche Lei è stata raggirata da convincimenti di parole poco credibili, che si rincorrono ormai da oltre venti anni.
    Distinti saluti.

  4. cristina scrive:

    L’articolo è andato in agosto per motivi di redazione; in marzo è stata presentata la tecnologia alla presenza di delegazioni e consolati, autorità e media e ho fatto l’intervista e l’articolo. Io riporto fedelmente quello che ho appreso. Il Progetto è gestito da ENEA e ha un vastissimo eco dalla stampa. Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni ma quello che lei scrive è molto grave e se ne assume le responsabilità. Inoltrerò questo suo commento alle sedi competenti.

  5. lumammo scrive:

    Non ho da replicare, credo soltanto di aver fatto un passo in avanti nella ricerca della verità.
    Potrei dirle molto di più se Lei volesse sapere, ad ogni buon conto,se lo ritenesse utile leggere un mio “libello” seguendo questa indicazione:
    mammoletta.wordpress.com – il cui contenuto descrive l’uomo a capo di Maya R.E. poi diventata scienza per l’amore e Biohyst.
    Poi potrebbe seguire, aprendo internet su: http://www.joshublogattivo.il dove potrebbe seguire i pensieri di coloro, ex di Maya delusi contro le vicende dei partecipanti a scienza per l’amore, e capirne molto di più.
    Sempre a Sua disposizione per qualsiasi domanda vorrebbe rivolgermi passo a ben distintamente salutarla.

  6. Maria Cristina Giongo scrive:

    Gentile Signor Lumammo,

    solo ora ho letto la sua email in quanto sono stata a Milano per assistere mia mamma malata e ovviamente non ho portato il computer con me. Sono comunque contenta che non sia stata levata dagli altri collaboratori in quanto è giusto lasciare spazio a tutti, anche a chi esprime dubbi così gravi che sicuramente verranno chiariti dalla giornalista che ha scritto l’articolo, con cui spero che potrete parlare.

    Ho molta fiducia in chi collabora con il Cofanetto Magico ma ovviamente chiunque può incorrere in sbagli o riportare notizie sbagliate. Io controllo di persona ogni articolo che scrivo e per ora non mi è mai successo ma so di giornalisti molto seri che sono incappati in notizie del genere nonostante i numerosi controlli.

    E parlo di persone serie non di quei giornalisti che non si meritano di essere definiti tali che riportano qualsiasi notizia giunga loro, spesso solo attraverso comunicati stampa.

    Quindi penso che Cristina Vannuzzi, di cui ho piena fiducia, chiarisca questo dubbio; infatti ha detto che inoltrerà il suo commento alle sedi competenti. Aspetto notizie e intanto i lettori potranno visionare i siti da lei citati, sperando che quello che lei racconta non sia vero, perchè nel caso lo fosse sarebbe terribile e molto triste.

    Cordiali saluti,

    Maria Cristina Giongo

  7. Maria Cristina Giongo scrive:

    Gentile lettore,

    visti i dati che lei mi ha segnalato leverò l’intervista segnalata. Sino a che non sarà stata fatta chiarezza su tutta la vicenda e sino a che la persona che ha passato il comunicato stampa non ci porterà prove che documentino la veridicità di quanto hanno diffuso. A questo penserà Cristina Vannuzzi che dopo averlo letto ha attuato l’intervista.

    A volte siamo costretti a pubblicare notizie non di attualità con un certo ritardo; come nei mensili, che, come sa, “si portano avanti” anche di cinque mesi in interviste “generali”. E a volte le spostiamo all’ultimo momento proprio per lasciare spazio all’attualità.

    Cordiali saluti

  8. Maria Cristina Giongo scrive:

    Naturalmente ci scusiamo con Adriano Panatta perchè sotto al suo articolo sono finiti commenti che non c’entravano con lui ed il prezioso contributo che ha dato al mondo sportivo.

    Erano riferiti, come avrete visto, ad un precedente articolo che è stato levato in quanto le persone interessate non si sono fatte vive per contestare le accuse che erano state mosse nei loro confronti.

    Di nuovo sentite scuse al signor Panatta e vi invito a rileggere la sua bella storia!

    Cari saluti,

    Maria Cristina Giongo

  9. lumammo scrive:

    Le parole da me scritte non sono “Vangelo” però ci sono due distinti processi Penali contro il capo indiscusso sia di Maya R.E. e di Scienza Per L’amore che è stata creata per rimpiazzare Maya decaduta dopo l’arresto del suo Presidente per violenza su minori, ancora in carcere da circa un anno e mezzo; con altro processo incardinato presso la Procura di Roma che inizierà presumo nel mese di Ottobre.
    Con queste premesse non credo che dobbiate chiedervi da che parte si trova la verità.
    L’ottima dott.ssa Cristina Vannuzzi si è trovata coinvolta, suo malgrado, nella malafede da chi l’ha invitata ha produrre l’intervista sulle promesse di “cibo per tutti”, mai mantenuta.
    Al piacere di leggerVi passo a ben distintamente salutarVi.
    Lumammo o mammoletta o balui, come meglio credete.
    Grazie

  10. maria cristina giongo scrive:

    P.S. Per favore, non mettete più sotto a questo articolo i commenti inerenti l’altro pezzo, perchè non mi pare giusto nei confronti di Adriano Panatta, che si trova coinvolto, suo malgrado, in una discussione che non lo riguarda.

    Contattate me o Cristina Vannuzzi in privato. GRAZIE!

  11. Maria Cristina Giongo scrive:

    Gentile signor Lumammo,

    ho ricevuto gli altri suoi dettagli ma ripeto, per ora vorrei chiudere questa questione. Non sono all’altezza di affrontarla. E se anche dovessi scrivere un articolo sulla violenza ai minori per cui è accusato quel signore dovrei prima avere in mano la sentenza di condanna. Non scriverei mai un articolo senza questa prova ufficiale; come si sa una persona non deve essere dichiarata colpevole prima della sentenza comprovante. Che ancora non c’è perchè il processo è in corso. lo dico per serietà giornalistica. Ho passato il materiale a Cristina Vannuzzi, autore dell’articolo, affinchè decida lei se vuole contattarla.

    Ho levato l’articolo proprio per mancanza di approfondimento dalla parte da lei contestata e per non continuare una polemica inutile senza controparte. Vedrà che forse la controparte si farà viva con lei e chiarirete tutto voi. Per cui ora desidero chiudere la questione.

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