La beatificazione e la straordinaria storia di Chiara Luce Badano

Chiara Luce Badano

Di Roberto Allegri

Il motivo per cui faccio il giornalista e lo scrittore è che mi piace raccontare le storie. Soprattutto quelle che emozionano, me per primo, quelle che fanno spuntare una lacrima, che arricchiscono dentro e che mettono una specie di urgenza addosso, un bisogno di fare qualcosa, seguire un esempio, approfondire un argomento, leggere un libro, sottolineare una frase per averla sempre presente.

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Chiara Luce nel 1988, quando aveva 17 anni. Fu allora che venne scoperta la malattia che l’avrebbe portata alla morte.

La storia di Chiara Badano è una di queste. E ve la voglio raccontare perché mi ha colpito, perché in me ha toccato corde profonde e ha messo in moto dei meccanismi di riflessione forti, concreti e – perché no? – puliti. E di pulizia c’è oggi un gran bisogno.

Il 26 settembre scorso, a Roma, è stata beatificata una ragazza italiana, Chiara Luce Badano, morta nel 1990 quando non aveva ancora compiuto 19 anni. La sua giovane esistenza infatti è stata stroncata da un tumore alle ossa che ha trasformato l’ultimo anno della sua vita in un autentico martirio. La cerimonia della beatificazione si è tenuta al Santuario del Divino Amore, vicino alla città, alla presenza di oltre 25 mila persone, in gran parte giovani.

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Un momento della solenne beatificazione di Chiara Luce, avvenuta nel Santuario del Divino Amore a Roma, il 26 settembre 2010. Il celebrante, cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, tiene l’omelia (foto di Nicola Allegri)

Chiara faceva parte del Movimento dei Focolari, movimento che ha una enorme diffusione in tutto il mondo, e così per l’occasione sono arrivate a Roma delegazioni di giovani da 57 Paesi, provenienti da quattro continenti. Un vero evento che però non si è fermato a quella data.

La cosa straordinaria è che intorno a Chiara si è acceso un interesse in continuo aumento supportato dal “passa parola”, da internet, da Facebook. “E’ veramente incredibile la simpatia che questa ragazza sta suscitando tra i giovani in tutto il mondo”, ha detto Carla Cotignoli, responsabile dell’Ufficio informazioni del Movimento dei Focolari.

“Ogni giorno riceviamo e-mails, SMS, lettere, telefonate. Ma sono soprattutto i canali della rete, quelli tipici dei giovani, a dare la misura di quanto sta accadendo. Per esempio, su “GloriaTV”, sito internet internazionale su cui vengono caricati video di argomento cattolico, sono pubblicati 38 video che parlano di Chiara Luce e della sua Beatificazione. Su Youtube sono più di 300 i video concernenti la figura di Chiara Luce. Su Facebook si trovano 7 pagine a lei dedicate, in italiano, inglese, greco, sloveno, serbo, con quasi trentamila iscritti.”

Devo ammettere che fino a circa un anno fa, non sapevo nulla di Chiara Luce. Anche se conoscevo i Focolari ed ero andato come giornalista inviato dal mio giornale a Loppiano, la cittadella del Movimento dei Focolari fondata da Chiara Lubich nel 1964. Ho scoperto Chiara Luce poco alla volta, partendo da biografie trovate in rete.

Nata a Sassello, in provincia di Savona e diocesi di Acqui, Chiara proveniva da una famiglia molto cattolica che le aveva trasmesso una fede semplice ma forte. A nove anni aveva incontrato i Focolari, ne era rimasta affascinata ed era entrata a farne parte scoprendo in modo ancora più profondo il mondo della spiritualità e del Vangelo.

La stessa Chiara Lubich, percependo qualcosa di particolare nella ragazzina, si mise a seguirla con attenzione e fu lei ad aggiungere al nome di battesimo, Chiara, quello di Luce, per indicare l’intensa luminosità che si irradiava dal suo animo. Ma a soli 17 anni, Chiara Luce viene colpita da un osteosarcoma che trasforma la sua vita in un calvario. Una tragedia che Chiara affrontò con un coraggio e una serenità inaudite per una ragazza così giovane.

Accettò la sofferenza e anche la morte come un dono d’amore per Gesù, diventando così un vero e proprio esempio. Però, pensare a lei come ad una santarella timida e riservata, estranea alla vita dei giovani d’oggi, è sbagliato. Prima di ammalarsi, Chiara era un terremoto di vitalità. Una sportiva scatenata che amava la montagna e il mare, il nuoto, il tennis, i pattini a rotelle, la musica, il ballo, le canzoni. Possedeva una vitalità contagiosa che incantava i suoi coetanei, soprattutto i ragazzi che rimanevano affascinati dal suo sorriso e dalla luminosità del suo sguardo.

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Roberto Allegri insieme a monsignor Maritano e a Mariagrazia Magrini. (foto di Nicola Allegri)

Quando ho deciso di conoscerla meglio, sono andato a Torino per incontrare due persone che di Chiara sanno praticamente tutto. Una è Mariagrazia Magrini, che è stata la vice postulatrice della causa di beatificazione di Chiara. L’altra, sua Eccellenza monsignor Livio Maritano, il “vescovo di Chiara”, come viene chiamato, perché guidava la diocesi dove la ragazza era nata, perché fu lui a cresimarla e soprattutto a seguirla spiritualmente nel corso della malattia, promuovendone poi la causa di beatificazione.

“Chiara è un faro di luce per i giovani del nostro tempo”, mi ha detto monsignor Maritano. “Coloro che imparano a conoscerla ne restano affascinati. Sentono che è una di loro e si aggrappano a lei con grande devozione perché sa donare speranza, fiducia e ottimismo”.

Nella residenza del vescovo, mentre dalla finestra aperta entrava la freschezza di fine estate, sottile e profumata anche in una città caotica come Torino, tenevo tra le mani una foto di Chiara: una bella ragazza dal sorriso folgorante. Mi faceva venire in mente l’attrice americana Debra Winger all’epoca di “Ufficiale e Gentiluomo”.

“E’ strano pensare che una ragazza così giovane, con un viso e uno sguardo che catturano, stia per diventare santa”, ho confidato al vescovo. “Non lo è”, mi ha spiegato sorridendo. “La santità consiste nella perfetta unione con Cristo. La grazia di Dio chiama tutti gli uomini alla santità ma diverse sono le risposte che le persone sanno dare. Chiara Luce ha risposto alla chiamata con generosità eroica. Con amore e dedizione totali. E’ questo il suo segreto.”

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Monsignor Livio Maritano, il “vescovo di Chiara”, come viene chiamato, perché guidava la diocesi dove la ragazza era nata il 29 ottobre 1971. Fu lui a cresimarla e a seguirla spiritualmente nel corso della malattia. Accanto a lui, la dottoressa Maria Grazia Magrini, vice postulatrice della causa di beatificazione di Chiara. (foto di Nicola Allegri)

Chiara era una ragazza normalissima ma è stata la sua risposta a Dio ad essere eccezionale. Aveva assimilato i valori cristiani dei genitori, ma poi, è stata lei, per sua libera scelta, a volerli praticare con grande dedizione. Sta in questa “libera scelta” la sua santità.

Fin da bambina ha imparato a pensare a Dio come a un vero padre, a Gesù come un amico, un fratello. Il suo motto, fin da piccola era: “Se Gesù lo vuole, lo voglio anch’io”. E’ stata fedele a questo principio anche quando il suo “sì” ha richiesto un coraggio eroico.

“Chiara era molto bella, simpatica, attraente. Il suo cuore di adolescente si infiammava, come quello di tutte le ragazze. Sentiva forte l’attrazione per qualche compagno. Dagli atti del processo risulta che ebbe dei piccolo flirt, ma trovandosi di fronte a richieste che contrastavano con le sue convinzioni morali, ebbe il coraggio, magari con le lacrime agli occhi, di troncare subito.”

Sognava il grande amore, il principe azzurro con il quale formare una famiglia e avere dei figli. E aspettava che arrivasse l’età e il tempo giusto per realizzare il suo grande sogno.
Ma quando frequentava il liceo si ammalò. E quello fu il periodo della “grande prova”. In famiglia e nel Movimento dei Focolarini aveva imparato la teoria del vivere cristiano. La malattia fu la “pratica”. E lei si comportò da grande campionessa.

Quando le dissero che aveva un tumore maligno, certamente si spaventò, ma per poco. Riflettè, e poi ebbe il coraggio di dire come sempre: “Se lo vuoi tu Gesù, lo voglio anch’io”. La malattia fu un vero Calvario. Fu dolorosissima perché quel tipo di tumore provoca spasmi lancinanti. Venne sottoposta a vari interventi chirurgici, a infiltrazioni, biopsie, analisi invasive, chemioterapie pesanti, con effetti collaterali distruttivi.

Furono due anni di autentico martirio fisico e psichico ma Chiara non perse mai la calma, mai il sorriso. Era determinata a sopportare tutto per amore di Gesù. Sembrava immune al dolore ma il suo nascondere la sofferenza era solo un modo per tranquillizzare la famiglia. Ad un certo punto la malattia provocò la paralisi delle gambe. Immobilizzata a letto, volgeva spesso lo sguardo verso l’immagine di Gesù che teneva sul comodino e da quel gesto si capiva che stava davvero soffrendo, che il male era in quel momento davvero insopportabile.

Negli ultimi mesi di vita, Chiara era uno scrigno di forza e di fede esemplari. La sua totale fiducia nel mistero della sofferenza era immensa. Il suo unico scopo era offrire il dolore che provava a Dio, certa che Lui avrebbe saputo come disporne. Rifiutava la morfina perché diceva che le toglieva lucidità e le impediva di parlare con Gesù. E disse anche che non avrebbe più chiesto a Dio di venire a prenderla per portarla in Paradiso perché poteva sembrare che lei non volesse più soffrire.

Diceva: “Se adesso mi chiedessero se voglio camminare, direi di no perché così sono più vicina a Gesù.” Le fu proposto di andare a Lourdes a chiedere la guarigione alla Madonna. Non volle. “Non credo che la mia guarigione rientri nel piano di Dio”, erano le sue parole. Nonostante la sofferenza insopportabile, Chiara era sempre sorridente e aveva una parola di incoraggiamento per chiunque andasse a trovarla.

Era lei, nel letto, demolita dalla malattia, a dare speranza alla famiglia e agli amici. Chi la avvicinava, riceveva qualche cosa da lei. Perfino alcuni medici, indifferenti verso la religione, cambiarono atteggiamento.

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Una delle ultime immagini di Chiara Luce. Come si vede era molto dimagrita e aveva perduto i capelli a causa delle terapie, ma non aveva perduto il suo sorriso. Anche tra fortissime sofferenze, ha sempre continuato a sorridere.

Era incredibile la maturità spirituale che quella ragazzina di diciotto anni dimostrava. Un’altra, al suo posto, avrebbe cercato il conforto dei genitori e invece era lei a distribuire loro forza e coraggio. Diceva a sua madre: “Fidati di Dio. Quando io non ci sarò più, segui lui e troverai la forza per andare avanti.” E poi: “Gesù mi aspetta. Quando viene a prendermi, io sono pronta. Quando morirò non soffrirò più. Andrò in cielo dove vedrò Gesù e la Madonna. Sarò tanto, ma tanto felice.

“Le sue ultime parole furono per la madre. Le disse “ciao”, come una qualsiasi ragazza in procinto di partire per un viaggio. ‘Ciao, mamma. Sii felice, io lo sono’.”

Roberto Allegri

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Foto di Nicola Allegri: www.nicolaallegri.com

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29 Commenti a “La beatificazione e la straordinaria storia di Chiara Luce Badano”

  1. errico giuseppina scrive:

    vorrei avere notizie sugli articoli di chiara luce vi ringrazio errico giuseppina

  2. emanuela scrive:

    che tristezza… è vero anch’io leggendo questo articolo sulla forza di questa ragazzina, mi sono commossa.
    a volte a me fa l’effetto contrario, mi arrabbio con Dio! perchè fa soffrire persone che invece non dovrebbero? perchè un calvario così? “SOLO” per preparare una vita non terrena? credo che il paradiso sia qui in terra…
    e poi il peggio è per chi resta col dolore della perdita di un figlio, di un proprio caro. un dolore che mai smetterà di accompagnarci….

  3. Roberto Allegri scrive:

    Per un cristiano il dolore è un mistero. Ma è proprio attraverso la testimonianza di persone come Chiara, che affrontano un calvario con accettazione spiegandocene però il motivo, che forse possiamo avere delle risposte.

  4. Emanuela scrive:

    forse…. ma io credo che il buon Dio avrebbe potuto risparmiare i bambini il dolore, la sofferenza…. se i bambini, come dice Gesù, sono puri e dopo il battesimo senza macchia, che senso ha dare dolore a quelle povere creature?
    per me è ingiusto e inspiegabile….

  5. Antonella scrive:

    Ottimo post! Veramente interessante, mi hai fatto venire voglia di approfondire un pò su google. Ho trovato questa roba qua http://goo.gl/oDNLI La condivido con tutti voi! Grazie ancora per l’articolo. Love Antonella

  6. Maria Cristina Giongo scrive:

    Grazie, Antonella, per il suo commento.

    Però non riesco ad aprire il suo link. Provi a rimandarcelo.

    Cari saluti

  7. demis scrive:

    sabato ero a sassello x chiara..alla sua tomba ho percepito dei brividi di gioia come se lei fosse li…La sua storia mi ha fatto capire quanto è giusto crescere cercando l incontro con dio xè lui ci aspetta e ci ama…Capisco quanto x noi clown di corsia sia bello sapere che chiara luce amasse il prossimo immensamente..x questo voglio mandargli un bacio in cielo e che continui a seguirci da lassù

    • ilenia cattelan scrive:

      i brividi secondo me li hai sentiti perché credi a pieno nella storia di CHIARA LUCE e in DIO :X :) XD

    • paola g. scrive:

      il mistero di chiara e’ inspiegabile,solo con la fede si puo’comprendere.Mi piacerebbe imitarla nella fede.Ho conosciuto chiara poco tempo fa leggendo un libro che parlava di lei.quando si fa del bene non bisogna avere paura di credere.chiara e’un esempio per tutti noi.

  8. Roberto Allegri scrive:

    Demis, ci posso scommettere tutto ciò che ho di più caro che Chiara fa il tifo per voi e vi segue con ammirazione. Siete esempi, avete coraggio e amore. Grazie.

  9. antonio scrive:

    chiara luce , aveva semplicemente splalancato la porte della propria anima a DIO , spero …che il signore aiuti a farlo anche a me !
    ciao chiara

  10. Maria Cristina Giongo scrive:

    Avete visto ieri il programma su di lei in televisione? Molto bello!

    Coraggio, Antonio, ci riuscirai anche tu.

  11. Mirella scrive:

    Anch’io ho visto la trasmissione di rete 4 e sono rimasta fortemente colpita dalla vita, il coraggio ma soprattutto la fervente fede di Chiara Luce Badano. Non conoscevo la sua storia e credo che veramente Dio scelga fra tutti i Suoi più bei figli che con la loro testimonianza promuovono l’immenso Amore con cui ci ama!
    Grazie Chiara Luce, ti prego di intercedere per la guarigione di mia sorella…

  12. Maria Cristina Giongo scrive:

    Cara Mirella,

    spero tanto che Chiara Luce possa intercedere per la guarigione di tua sorella.
    Tu continua ad aver fede: guarda le belle immagini di Chiara che abbiamo messo sul Cofanetto magico, dì una preghiera fissandola profondamente negli occhi. ..chissà, magari un miracolo succederà. Spesso è la forza della nostra speranza che aiuta i miracoli ad avvenire.
    Anche i miracoli che danno forza per sopportare una malattia, qualsiasi sia. Coraggio e fammi sapere.

    Un abbraccio,

    Cristina

    Cristina

  13. rosa serafini scrive:

    Mi sono commossa leggendo l’articolo su Chiara Luce,non ho seguito la trasmissione di rete 4 e non conoscevo la sua storia.
    Grazie!

  14. nicola montervino scrive:

    ciao a tutti vedo la storia di chiara luce per certi versi essendo devoto s.GEMMA GALGANI la rivedo in lei eè molto simile alla personalità di gemma galgani vorrei lasciare un preghiera scritta da me in tributo alla beata chiara luce

    O PADRE CELESTE FONTE DI OGNI BENE E SANTITA’
    CHE RIVELI I SEGRETI DEL REGNIO DEI CIELI A PICCOLI
    PADRE SANTO TU CHE HAI COMPIUTO MIRABILI OPERE
    NELLA TUA SERVA CHIARA LUCE BADANO
    RIFLETTENDO L’IMMAGINE VIVA DEL TUO AMATISSIMO
    FIGLI GESU’ FA CHE PER MEZZO DELLA
    INTERCESSIONE DELLA BEATA LUCE
    SIAMO FATTI DEGNI DEI CELESTI FAVORI
    SIA MODELOVIVO DI VIRTU’
    EROICHE
    PER NOI GIOVANNI
    PER CRISTO NOSTRO SIGNIORE
    AMEN.

  15. Antonio scrive:

    Chiara Luce sei presente nella mia mente da c.ca un anno.
    Avrai sofferto tanto e solo pensando al tuo sorriso, capisco quanto sei stata forte.
    Mi accompagni sì, mi accompagni lungo questo percorso di vita
    Chiara, ciao.

    • Maria Cristina Giongo scrive:

      Sono felice, Antonio, che Chiara ti faccia luce nel tuo percorso di vita. Forse anche questo bell’ articolo di Roberto Allegri è stato un segno del destino….

      Guardate ancora le foto di questa bella ragazza, la dolcezza ed intensità dei suoi occhi e del suo sorriso; poi lasciatevi nuovamente invadere dal suo messaggio di pace e serenità. E soprattutto di speranza che oltre la sofferenza, oltre la vita, oltre la morte fisica, si potrà entrare in un mondo fatto soltanto di amore, calore, felicità. E tanta, tanta LUCE!

      Il buio lo abbiamo già conosciuto su questa terra.

    • Roberto Allegri scrive:

      Sono certo che Chiara ti accompagna. Come sono altrettanto certo che accompagni tutti coloro che soffrono e hanno il coraggio di offrire, ciascuno secondo le proprie forze, la sofferenza a Gesù. Grazie.

  16. domenico di matteo scrive:

    Oggi ho conosciuto Chiara Luce, l’ho conosciuta leggendo l’articolo di Roberto. Sono sicuro che lei ci sorride da lassù. Sono dispiaciuto del fatto che ignoravo, sino ad oggi, la sua esistenza. Sì, sua esistenza, perchè lei continua ad esistere nel cuore di chi è pronto ad amare, di chi è pronto a donare senza riserve.
    Dalla tua dimora ora puoi continuare a vivere con gioia e, quando puoi, dona ancora amore.

    • Roberto Allegri scrive:

      Sono felice di essere stato, in qualche modo, il tramite del tuo incontro con Chiara. Ha colpito molto anche me il suo esempio e il suo sorriso. Ti ringrazio.

  17. vincenzo e milly scrive:

    siamo i coniugi Palladino e davvero ci riempie di conforto sapere che esistono dei grandi Santi intorno a noi! Vorremmo avere tanta fede come Chiara Luce! E’ un esempio splendido e inarrivabile che ci schiaffeggia per tutte le volte che non facciamo qualcosa di più per il prossimo, non sorridiamo e non perdoniamo a chi ci offende, a chi vuole che fossimo cattivi come loro, ma anche noi possiamo e dobbiamo rafforzarci nella fede perchè quando annulliamo il male ricevuto e diamo amore, tutto ci sembra luminoso e veramente degno di Dio! Solo dovremmo pregare di più parlare di Dio e delle cose di lassù in ogni nostro tempo, tutto si può riassumere in questa frase: Cristo vive in noi. E Chiara deve diventare un esempio tra i tanti forse il più bello e vicino a noi. Crediamo che la porteremo nel cuore per sempre come faro di luce per la nostra vita,

    • Maria Cristina Giongo scrive:

      Grazie anche a voi, Vincenzo e Milly per le vostre preziose parole, umili e sincere, che dimostrano una grande ricchezza d’ animo ed intenti.

      Buon natale e un felice Anno nuovo, con Chiara nel cuore!

  18. ENRICO scrive:

    Questa piccola eroe,ha commosso il mondo,con il suo coraggio,la sua fede e la sua purezza. Chiara,si differenzia,per la sua pulizia interiore,per l’anima candita.
    Accetta,la volonta’ di Dio,riconoscendo che la sua malattia e’ frutto del suo disegno e si affida alla sua misericordia. Chiara accetta la sofferenza,con tranquillita’e serenita’,cantando lodi a Dio e scegliendo le scritture per il suo funerale,che dovra’ essere una festa.
    La certezza di essere accolta in paradiso,spingono Chiara ad offrire in sacrificio la sua malattia e le sue sofferenze.
    Ora sei con Dio,piccolo angelo,PREGA PER TUTTI NOI CHE TI AMIAMO.
    ENRICO PIOVAN

  19. Maria Cristina Giongo scrive:

    Grazie anche ad Enrico per il suo bel commento!

    A tutti coloro che hanno capito ed apprezzato questo bell’ articolo del giornalista Roberto Allegri, a chi ha ben stretto nel suo cuore il ricordo di Chiara, i più cari auguri di buon natale e di un sereno anno nuovo, in salute, amore, pace, ricchezza spirituale!

    Cristina, con tutta la redazione del Cofanetto magico

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