Medicina Tradizionale e Olistica

Medicina Tradizionale e Olistica

Affrontare nel nostro Paese un tema controverso come medicina tradizionale e terapie complementari non è questione risolvibile in poche battute; quindi mi limito a una piccola introduzione al magnifico viaggio che inizieremo nel mondo delle terapie olistiche.
Una cosa è parlare di salute, altro è parlare di ‘benessere’: star bene non significa soltanto non avere malattie, vuol dire essere in armonia con corpo, mente e spirito e proprio per questo, terapeuti olistici e clienti chiedono una regolamentazione al fine di garantire libertà di scelta di cura e qualità delle prestazioni.
Analizzare come le due ‘correnti’ affronterebbero un problema, può aiutarci a capire meglio: vi è mai successo di avere una brutta discussione sul lavoro, o con la …”vostra metà della mela”, e avere mal di stomaco per giorni?

Il medico tradizionale vi visiterà, vi farà qualche domanda sul tipo di dolore e su quando è iniziato; magari vi prescriverà qualcosa per lo stomaco e forse qualche accertamento diagnostico per capire se ci siano ulcere, infiammazioni o altro; il terapeuta olistico vi chiederà se avete fatto accertamenti, se state prendendo farmaci e farà un approfondito colloquio per capire l’origine psicosomatica del problema ovvero andrà alla ricerca della causa emotiva che ha generato il disturbo, dopodiché provvederà a risistemare gli squilibri e le disarmonie a livello energetico, scegliendo il tipo di terapia più consono a voi per quel tipo di disturbo.
Qui nasce l’obiezione: per la medicina ufficiale tutto deve essere dimostrato scientificamente quindi deve portare risultati statistici che siano ripetibili, verificabili, ecc. ma le emozioni non si possono catalogare o misurare. Sarebbe come chiedere: a quale dei tuoi figli o a quale genitore vuoi più bene?

L’illustre Albert Einstein diceva:
Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato”
.

Torniamo al nostro esempio: la medicina tradizionale si occupa della malattia mentre le terapie complementari si occupano della personache manifesta un disagio. Questa diversità di focus porta ad avere trattamenti diversi: due persone con il medesimo sintomo potrebbero avere la stessa cura dalla medicina ufficiale ma non dalle terapie complementari infatti, l’origine che ha dato vita al malessere è diverso tra i due individui. Per essere più chiari: una gastrite ha il medesimo sintomo “finale” ma non la stessa origine emotiva, quindi richiede trattamenti ‘personalizzati’.
Secondo le terapie complementari, se intervengo sull’origine emotiva, posso impedire che la gastrite torni e, se mi rivolgo ad un professionista olistico e non a chi si improvvisa tale, posso avere consigli su come NON somatizzare quell’emozione per me dannosa ma imparare a farla fluire in modo da metabolizzarla ed elaborarla senza che crei danno al corpo fisico.
Vi faccio un piccolo elenco: fiori di Bach (riconosciuti dall’OMS), agopuntura (praticata in alcune ASL), reiki, musicoterapia, clown terapia, cromoterapia, biopranoterapia, EFT (ideata dall’ing. Gary Craig), aromaterapia, cristalloterapia e tutta la branca della naturopatia sono solo alcune delle terapie disponibili.
In questi anni ho visto schieramenti netti: non amo molto le posizioni estreme e spero che le due ‘scuole’ trovino la possibilità di lavorare in sinergia costruendo la complementarità tra scienza ed emozioni sia per la nostra salute sia per il nostro benessere.
Dott. Silvia Ancordi.

Silvia Ancordi
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8 Commenti a “Medicina Tradizionale e Olistica”

  1. [...] precedente articolo ho introdotto il concetto energetico che sta a fondamento di diverse tecniche olistiche. Immaginate [...]

  2. guido parente scrive:

    salve sono un pranoterapeuta di Roma, vorrei segnalarvi il mio sito
    http://www.guidoparente.com

    e sapere se c’è possibilità di pubblicare un articolo sulla pranoterapia

    grazie

    Guido Parente

  3. Il Mix di Pranoterapia e Massaggio Sonoro
    un ‘esperienza multi-sensoriale fantastica

    La sinergia della Pranoterapia e della Campana tibetana creano un legame magico, etereo e particolarmente indovinato per l’abbassamento dello stress e per la riabilitazione emotiva della persona. alcune persone che hanno fatto un trattamento di questo tipo mi hanno detto che lo avrebbero prolungato di almeno altre “due ore”…

    Il suono avvolge completamente il nostro spirito e il nostro corpo, attraverso il contatto con la campana percepisci le vibrazioni che attraversano ed accarezzano tutto il corpo, dai piedi alla testa, organi ed ossa comprese, per mezzo dell’udito ci si immerge in un viaggio sonoro sempre più magico e rilassante, attraversando paesaggi sonori mai esplorati, il tutto composto da un cocktail di un crescente senso di leggerezza.

    Alla fine del trattamento ti sarà sembrato di aver galleggiato nella stanza o di non avere più un corpo fisico; la tua mente, ti trasmetterà una sensazione di leggerezza e di armonia.

    L’energia che ti arriva è come una cascata di luce colorata che ti toglie di peso lo stress e le preoccupazioni.

    Ci sono persone che durante l’esperienza del massaggio sonoro si addormentano, persone che si emozionano, persone che rimangono indifferenti, altre che raccontano di aver viaggiato e che desiderano trasmettere questa esperienza con gli amici o con i familiari.

    Fin’ora ho visto la gioia, lo stupore e la serenità materializzarsi sul viso di diverse persone, ma l’esperienza che conservo nel mio cuore è quella di una signora che ha scoperto di poter superare i propri momenti di disagio e la possibilità di ricominciare a sognare.

    Le campane tibetane o Singing Bowls sono quelle composte da una lega che comprenda i sette metalli planetari: argento per la Luna, ferro per Marte,mercurio per l’omonimo pianeta, stagno per Giove, rame per Venere, piombo per Saturno ed oro per il Sole.

    Il loro suono e la loro vibrazione sono elementi fantastici per il riallineamento dei chacras ed il benessere spirituale e fisico della persone.

  4. La Pranoterapia Psicosomatica

    Fin dall’antichità, l’uomo ha avuto la necessità per curarsi, di ricorrere alle figure del guaritore, dello sciamano, dell’uomo-medicina, del pranoterapeuta che insieme a erbe medicinali e rituali magici che in sinergia hanno garantito la sopravvivenza in ambienti ostili per la vita umana.

    La Pranoterapia e una terapia curativa antichissima, formata dalle parole PRANA (termine sancrito antica lingua indiana) che significa “soffio vitale” o “energia vitale” e dalla parola terapia.

    Ma come si applica la Pranoterapia? la sua applicazione viene fatta con l’imposizione delle mani del pranoterapeuta sul corpo del paziente ad una distanza di pochi centimetri o apponendo le mani su organi, chacras, o seguendo i punti dei meridiani della Medicina tradizionale Cinese, come viene fatto anche per l’Agopuntura e per lo Shatsu.

    La Pranoterapia serve a ricreare o a rivitalizzare l’energia curativa propria di ogni essere vivente, come fa l’omeopatia, dando al corpo umano la possibilità di reagire alla malattia, diminuendo infezioni, irritazioni, infiammazioni aiutando così il Sistema Immunitario a ristabilire l’omeostasi.

    Spesso si parla della differenza tra la Pranoterapia ed il Reiki, ebbene nella Pranoterapia si ha un passaggio del prana, dell’energia dell’operatore che tramite le sue mani viene trasmessa nel corpo del paziente, nel reiki invece, l’operatore viene considerato un ponte tra l’energia universale ed il paziente.

    Chi è il Pranoterapeuta?
    È una persona che possiede un’energia, un campo elettromagnetico vitale più forte della pluralità delle persone; grazie a questo “dono”, con l’imposizione delle mani esso può aiutare nel risolvere disturbi e/o patologie in maniera olistica (holos = intero) termine usato per indicare un approccio che cerca di vedere le persone nella loro interezza, l’individuo nella sua completezza e non la somma delle parti, fisiche o psichiche più o meno malate, ed è grazie a questo potenziale bioelettricomagnetico che il pranoterapeuta può riattivare blocchi energetici o psichici.

    Perché funziona la Pranoterapia?
    Vi sono sostanzialmente due scuole di pensiero afferenti le ipotesi per cui la Pranoterapia abbia un reale funzionamento che va oltre l’effetto placebo:

    1. Ipotesi energetica
    Per questo genere di ipotesi, tutti gli esseri viventi, essendo parte integrante del cosmo (costituito a sua volta da varie forme di energia) hanno necessità di implementare la loro “energia vitale”, il loro “prana” che per cause diverse ( traumi, cause psichiche, malattie varie) sia sceso di livello, generando così le varie patologie.
    In sostanza, è come se il pranoterapeuta fungesse da macchina per ricaricare le”batterie” del corpo umano,

    2. Ipotesi psicosomatica
    E’ basata su uno squilibrio del Sistema psico-neuro-endocrino-immunologico. Tale squilibrio genera blocchi di origine psichica, endocrina gravando il Sistema Immunitario e rendendolo incapace di fronteggiare attacchi di virus e patologie.
    Necessita pertanto di una sinergia di rivitalizzazione dei vari sistemi.

    Che sensazioni si possono avvertire?
    Gran parte delle persone che si sottopongono alla pranoterapia, avvertono sensazioni di diversa natura, quali calore, pesantezza, vento, freddo, benessere diffuso, sensazioni di svuotamento mentale, rilassamento, pizzicori, correnti elettriche..

    La Pranoterapia non è miracolosa, ma in taluni casi può curare ed in altri, agendo con le prescrizioni mediche, può facilitare guarigioni o agevolare il decorso di patologie gravi.

    Dr Guido Parente Pranoterapeuta Psicosomatico

  5. cristina scrive:

    Grazie per le Sue delucidazioni che penso verranno lette con interesse.

    Sono contenta che abbia sottolineato il fatto che bisogna agire con le prescrizioni mediche. Mai ostacolare la medicina ufficiale in casi in cui è necessario ricorrervi.

  6. marni scrive:

    Gentile Dott Parente mi unisco alla Dott.ssa Cristina Giongo nel ringraziarLa per le sue delucidazioni…. vorrei però ricordare che lo spazio sotto gli articoli è riservato ai COMMENTI all’articolo stesso.

    Lei ha pubblicato un intero articolo, molto interessante beninteso, ma è un vero peccato che questo non sia il luogo giusto in cui leggerlo, non le pare?

    distinti saluti
    Marzia M.

  7. marni scrive:

    buongiorno Dott. Parente, in effetti lei non ha compreso che questo non è uno spazio aperto in cui si possa “postare” il proprio articolo.

    Agli articoli provvede un gruppo scelto di collaboratori di diverse estrazioni, coordinato dal direttore Maria Cristina Giongo.

    A lei non era chiaro dove poter pubblicare il suo articolo, proprio perchè non ci sono le istruzioni per poterlo fare, in quanto NON lo si può fare.

    Intendo che il nostro sistema non prevede l’inserimento automatico degli scritti di utenti o lettori.
    Un caro saluto e buona giornata
    marni

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