Flavio Briatore si racconta

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Flavio Briatore con la moglie Elisabetta Gregoraci (Foto di Maurizio Melozzi)

Flavio Briatore, conosciuto in vacanza, è un’altra persona. Non sembra affatto quello che appare in televisione o viene descritto dai giornali specializzati nel gossip. Dietro l’immagine apparentemente frivola e superficiale, costruita ad hoc dai mass media, si nasconde un manager di ferro e un imprenditore di primo livello interessato ai temi della politica, dell’economia e della solidarietà in un’ottica globale.

Le belle donne, il lusso sfrenato di cui si circonda, sono solo l’aspetto marginale della complessa personalità di quest’uomo le cui capacità manageriali l’hanno introdotto nell’alta finanza internazionale.
Le cronache negli anni hanno raccontato di lui i grandi flirt con alcune delle donne più belle del mondo e i successi conseguiti in Formula Uno a capo dei team della Benetton e della Renault.

La storia di Flavio Briatore è sotto i riflettori da sempre: i successi condivisi con la Famiglia Benetton negli anni ‘80 tra moda e motori, sono proseguiti nella Formula 1 come patron del Team Renault potendosi così fregiare di vittorie nella F1 con 2 diverse case automobilistiche. Talent scout di campioni come Michael Schumacher e Fernando Alonso, esprime la sua grande determinazione sul lavoro anche in ambiti diversi: nel campo turistico internazionale con l’apertura dell’esclusivo resort “Lion in the Sun – Thalaspa Henry Chenot” in Kenia, i famosi locali Billionaire in Costa Smeralda e Twiga in Versilia, nonchè la linea di abbigliamento Billionaire Italian Couture, la prima griffe d’alta moda maschile al mondo con vetrine a Tokio, Mosca, Vienna, Porto Cervo e Londra; oltre all’acquisto della gloriosa squadra di calcio inglese “Queen’s Park Rangers” che apre i suoi interessi anche al mondo del calcio.

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Flavio Briatore (Foto di Cristina Vannuzzi)

La rivista americana di economia e alta finanza “Forbes”, che ogni anno stila la classifica degli uomini più ricchi al mondo, gli ha dedicato una prestigiosa copertina, riservandogli l’articolo principale dal titolo “La Dolce Vita”, non curandosi dei 946 magnati che lo precedono.
Poco si è detto e poco si sa dei suoi sacrifici e della dura competizione che ha dovuto affrontare per scalare le vette del successo che usa per creare imprese che portano benessere e occupazione. Infatti il Briatore imprenditore ha sulle sue spalle, in diverse parti del mondo, attività che danno lavoro ad oltre 3mila persone. Un piccolo esercito che dipende in tutto e per tutto dai suoi investimenti, che vanno a gonfie vele.

Signor Briatore, da anni lei risiede a Londra. Oltre a questa grande città, per i viaggi legati anche al suo lavoro, ha occasione di visitare ogni angolo del mondo. A Londra vive anche la sua famiglia, sua moglie Elisabetta e il piccolo Nathan Falco. Possiamo dire però che è l’Italia il luogo dove ama trascorrere le vacanze?

Certo, parte delle mie vacanze le trascorro in Italia che è un paese fantastico, e dove Elisabetta ama vivere per essere più vicina alla sua famiglia e mostrare al bambino le magnifiche cose del nostro Paese. Le isole e le coste italiane sono stupende e la natura qui è espressa al massimo, motivo per cui è necessario valorizzarla e rispettarla senza mezze misure.

In Sardegna, in Toscana e in altre parti del mondo ha fatto investimenti di particolare importanza: pensa di poter investire anche in altre zone?
«Gli investimenti vanno programmati con una certa serietà. Un imprenditore prima di mettere mano al portafoglio deve avere delle garanzie precise. La sicurezza e le infrastrutture al primo posto. Senza di esse un’avventura imprenditoriale va incontro al fallimento. Sto valutando altre zone dove ci sono le condizioni per realizzare strutture come il Billionairie e come il Twiga. Comunque amo molto la Calabria e aver scelto come futura moglie una calabrese doc, come è Elisabetta, mi fa amare ancora di più questa terra meravigliosa. Elisabetta è una grande testimonial delle bellezze della Cala¬bria in giro per il mondo. In qualunque parte del mondo in cui ci troviamo parla sempre della sua terra che adesso è anche mia».

Che cosa pensa della politica e dell’attuale governo?
«Ho stretto una grande amicizia con Silvio Berlusconi che è stato diverse volte a bordo della mia barca. Mi auguro, per il bene di tutti, che sappia fare delle scelte concrete per rilanciare l’economia e migliorare la vita di coloro che vivono, facendo mille sacrifici, con mille euro al mese».

In Versilia ha creato il Twiga Beach Club: che cosa l’ha spinta a creare il locale che ha dato una sferzata alla vita mondana e turistica di questo angolo della Toscana?
Il Twiga è quello che mancava alle vacanze e al divertimento della Versilia. L’idea di offrire un locale aperto tutto l’anno è una idea giusta ed in linea con le realtà turistiche internazionali, dove il servizio al cliente è una priorità assoluta, in special modo per la Versilia, già fortunata per le bellezze naturali in cui è immersa. Le vacanze sono un desiderio di tutti e devono essere divertenti, ed il Twiga è sicuramente un luogo dove rilassarsi e godere del tempo libero.

Pensa ancora che il turismo sia una risorsa da sfruttare, oltre che in Versilia? Che suggerimenti darebbe agli addetti ai lavori per attirare una clientela internazionale in questi luoghi, già molto fortunati per la loro naturale bellezza?
Come ho detto, l’Italia è un paese meraviglioso. Lucca da sola ha più attrattive storiche-artistiche degli interi Stati Uniti, figurarsi una Regione come la Toscana, con Firenze, Pisa e la Versilia….non è un tesoro, questo? E’ un patrimonio che vuole essere valorizzato ai massimi livelli con una comunicazione appropriata da parte degli operatori del settore che ancora non hanno capito a fondo la fortuna che si trovano a gestire.
Sono necessari più investimenti in comunicazione e pubblicità, sia in Italia che all’estero, volti a sottolineare le straordinarie bellezze dei luoghi e dei servizi offerti. Dobbiamo capire che quello che offrono Regioni come la Toscana, il Lazio, la Sardegna, la Liguria, l’Italia in generale, non è clonabile da parte di nessuno: tra pochi anni l’India e la Cina, se non lo stanno già facendo, saranno in grado di riprodurre qualsiasi cosa, dai mobili ad oggetti di uso quotidiano, ma non potranno mai sostituirsi a ciò che offre la natura e al modo di vivere italiano.
I nostri amministratori, ma anche i privati, devono stare al passo con i tempi: guardi a cosa è successo in Spagna, in Portogallo e in Grecia negli ultimi anni. Con una comunicazione ben programmata ed efficace dal punto di vista del messaggio, sono diventati luoghi di primo piano dove trascorrere le vacanze, ognuna con le proprie caratteristiche.
L’Italia ha un potenziale decisamente superiore, è arrivato il momento di adeguare i “servizi” ad una offerta di ampio respiro internazionale con alberghi di lusso, veda quelli di nuova apertura in Versilia, come il 5 stelle L “Principe” a Forte dei Marmi, di proprietà di imprenditori russi, come il Grand Hotel Imperiale, anche questo 5 Stelle L, che hanno attirato un turismo molto importante per tutta l’economia della zona; anche grazie alla vicinanza dell’aeroporto di Pisa.

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Tutti a casa! Flavio Briatore all’uscita della clinica dove è nato il suo bambino (foto di Novella 2000)

La sua ricerca del bello non ha confini, ma quali sono le caratteristiche che deve avere una città per essere considerata al passo con i tempi? Che cosa manca alle grandi città italiane, superiori sicuramente per le qualità artistiche, per competere con New York o Londra?
Londra e new York sono realtà a parte, con le loro caratteristiche peculiari. Le nostre grandi città hanno ben altro da offrire, in termini di cultura e bellezza naturale ma al tempo stesso ci sono ostacoli anche strutturali che bloccano uno sviluppo verso l’esterno. Il potenziamento delle infrastrutture come i porti, gli aeroporti o il servizio ferroviario in particolar modo, non può più essere rimandato. Ci deve essere un turn-over del turismo nelle città, durante tutto l’arco dell’anno e allungare così le stagioni.
I musei, innumerevoli e straordinari, devono essere più accessibili e proporre la fruizione di tutte le meraviglie assolutamente non replicabili in nessun’altra parte del mondo, come esclusivo biglietto da visita dell’Italia nel mondo. Potenziare l’offerta degli alberghi adeguando il servizio al prezzo richiesto come garanzia per ottenere una clientela soddisfatta e assidua.
Oggigiorno la gente è abituata a viaggiare e di conseguenza a vedere una molteplicità di offerte che determinano la scelta di un posto rispetto ad un altro. Le capacità manageriali non mancano affatto come anche la creatività, che è il valore aggiunto del nostro paese da esportare in ogni settore. Per questo motivo, ancora una volta, vorrei porre l’accento sul tasto degli investimenti da fare sul turismo, che secondo me, insieme con il mondo della moda, è la risorsa del futuro per l’Italia intera. Ma questo mio modello è applicabile a tutti i paesi del mondo: incentivare il turismo, investendo sulle infrastrutture, per far ripartire il sistema economico.

La sua carriera ed il suo stile di vita sono un esempio unico sia per i successi sia per il modo in cui li vive. E’ consapevole di rappresentare un punto di riferimento per tanti giovani che vorrebbero mettersi in gioco come fece lei agli inizi della carriera? Che consiglio darebbe loro, guardando la realtà del paese?
La realtà del paese, dell’Europa, del mondo, non invoglia a “sognare”; per cui suggerisco di sviluppare in ogni modo la propria creatività, e adeguarla ad una effettiva possibilità di realizzazione. I giovani devono essere messi in condizione di portare avanti sia piccole cose che grandi realtà e mantenere l’ottimismo, un grande valore da non perdere.

Quali pensa che siano le caratteristiche più importanti per un imprenditore del nostro tempo?
La dedizione al lavoro è una caratteristica essenziale per ogni imprenditore.Le intuizioni che molti imprenditori hanno avuto nel corso della storia costituiscono un elemento da cui non è possibile prescindere: Il futuro richiede strategie, ma come sempre è stato, anche mettersi in gioco, voglia di lavorare, rimettersi in discussione ed anche rischiare con le competenze giuste. Ci sono dei cambiamenti epocali , come lo sblocco del nucleare come fonte di energia,: io risiedo in Inghilterra dove si fa un gran parlare sul potenziamento delle centrali nucleari, che, invece, in Italia sono bloccate; un paese bloccato sul futuro rischia un progressivo impoverimento a causa di ritardi politici.

Mi permetta di farle domande personali:
Qual è la sua più grande stravaganza?

Era…dormire un giorno intero, ma da quando è nato Nathan Falco…

Qual è la qualità che apprezza in chi le sta vicino?
L’onestà e la trasparenza

Quale persona vivente ammira di più?
Sinceramente ho sempre molto rispetto delle persone con cui ho a che fare, con cui parlo, come in questo momento sto facendo con Lei.

Qual è la sua idea di felicità?
La mia idea di felicità è la serenità che mi danno Elisabetta e Nathan Falco: quando li guardo….mi sento l’uomo più ricco e fortunato del mondo!

Qual è il suo viaggio preferito?
Quando passo dal corridoio al salotto della mia casa.

Intervista raccolta da
Cristina Vannuzzi

Cristina Landini Vannuzzi, fiorentina, esperta in comunicazione. Press office dell’Associazione internazionale Italian Hospitality. Scrive su testate italiane quali premium Magazine, Name Magazine e Linea Russa Aeroflot Magazine.

La fotografia di Flavio Briatore e di sua moglie ci è stata gentilmente concessa da
Maurizio Melozzi Photographer
Studio Mikkyfirma (Trieste)
Web:www.maurizio-melozzi.com
Mail: info@maurizio-melozzi.com

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2 Responses to “Flavio Briatore si racconta”

  1. […] di ferro e un […]Fonte : Il Cofanetto MagicoTag : Austria, Economia, Europa, Tempo libero, TVContinua Questo articolo è stato pubblicato in Uncategorized. Includi tra i preferiti il permalink. […]

  2. emanuela scrive:

    beato lui che ha tutte queste fortune: soldi famiglia…
    certo anche lui ha sofferto per un tumore ma ne è uscito bene…

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