Il vampiro che va di moda; tra leggenda, storia e cinema.

I veri vampiri; quelli che sono realmente esistiti.

Nella prima parte della sua storia sui vampiri ( pubblicata il 3 dicembre) lo scrittore giornalista Roberto Allegri ci ha parlato di finzione e di leggende. In questa seconda parte va oltre; e affronta il tema di quei “vampiri”, mostri feroci, che purtroppo sono veramente esistiti.

I vampiri non sono rimasti solo nella fantasia degli scrittori, dei lettori o dei registi. Hanno valicato i confini dell’arte e sono, tristemente, approdati anche nella vita reale. Nel corso della storia infatti ci furono molti assassini che, per la loro ferocia, divennero famosi con l’etichetta di “vampiri”.

Forse il caso più terrificante fu quello della contessa ungherese Elisabeth Bathory, vissuta tra il 1560 e il 1614. Sembra che, in dieci anni, avesse ucciso oltre seicento ragazze, convinta che il sangue delle giovani la potesse far ringiovanire. Preoccupata per una malattia che faceva invecchiare rapidamente la sua pelle, la contessa Elisabeth aveva preso l’abitudine di cospargersi con il sangue di colombi seguendo le cure indicate da Paracelso, il famoso medico del Rinascimento.

Ma un giorno picchiò una serva che le aveva tirato troppo i capelli nel pettinarla e le ruppe il naso. Il sangue della ragazza le schizzò sul volto ed Elisabeth provò un acuto e immediato sollievo. Credette allora di aver trovato l’antidoto più efficace contro la vecchiaia. Subito ordinò che la serva venisse completamente dissanguata e il sangue raccolto in una vasca, dove poi la contessa vi si immerse. Da quel momento i servitori di Elisabeth le procurarono centinaia di giovani che venivano sistematicamente sgozzate. La stessa contessa aveva inventato uno strumento che torturava e dissanguava lentamente le vittime.

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Nel 1611 però, una ragazza prigioniera della contessa riuscì a fuggire e a chiamare aiuto. Venne informato il re Mathias d’Asburgo che inorridito dai crimini commessi dalla contessa Elisabeth, mandò addirittura l’esercito nel castello per arrestarla. La contessa subì un processo e fu dichiarata colpevole. Tutti i suoi complici furono giustiziati ma lei, che era una nobile, venne invece murata viva nella sua stanza. Da una piccola apertura poteva ricevere il cibo e l’acqua e visse così per altri quattro anni.

Anche l’Italia ebbe il suo “vampiro”. Si chiamava Vincenzo Verzeni, era un bergamasco e nel 1872 venne arrestato per avere strangolato una ragazzina di quattordici anni e averne poi succhiato il sangue.

Molto più famoso fu “il vampiro di Hannover”, cioè Fritz Haarmann. Fu catturato nel 1924 e condannato a morte per l’assassinio di 24 ragazzi, anche se lui ammise di averne uccisi più di cinquanta. Haarmann ubriacava le sue vittime e poi le uccideva a morsi, bevendo il loro sangue.

Tristemente celebre è anche il “vampiro di Dusseldorf”, Peter Kurten arrestato nel 1930 e condannato a morte per nove dei venti omicidi che pare abbia compiuto.

John George Haigh era invece il “vampiro di Londra”. Tra il 1943 e il 1949, uccise sei persone, dissolvendo poi i cadaveri con l’acido solforico. Ammise di aver bevuto il sangue delle sue vittime perché, in sogno, aveva ricevuto l’ordine da un personaggio misterioso di diventare un vampiro.

Roberto Allegri
robi.allegri@gmail.com

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5 Responses to “Il vampiro che va di moda; tra leggenda, storia e cinema.”

  1. Emanuela scrive:

    Madò che atrocità….. non sapevo se continuare a leggere l’articolo o cambiare pagina!!! ma la curiosità è stat più forte e ho continuato….
    che dire? boh… spero di non incontrarne uno per strada di notte :-) eheheh

  2. Marni scrive:

    Molto interessante davvero questo articolo! Ed è vero ..fa venire i brividi! Poi con la moda sui vampiri che impazza c’è veramente da augurarsi che qualche nuovo psicopatico non riceva ordini in sogno del tipo riportato sopra… Certo che io ricevo molti più sogni da parte di adolescenti influenzati dai vari Twilight ecc…

  3. maria cristina giongo scrive:

    Purtroppo Roberto Allegri ha ragione. Quanti vampiri ci sono anche fra di noi “esseri umani”; quanti delitti lo testimoniano!

  4. Flower Power scrive:

    Molto interessante questo articolo,grande Roberto Allegri,credo che ha ragione e come dici anche tu Cristina purtroppo ci sono anche fra di noi “esseri umani”.Un abbraccio

  5. Roberto Allegri scrive:

    Grazie per i complimenti. Cristina ha ragione, sono tanti i “vampiri” che si aggirano nel quotidiano e che “ricevono indicazioni” in sogno o magari attraverso la distorta interpretazione della musica. A questo proposito, consiglio la lettura di un saggio molto coinvolgente scritto da Carlo Lucarelli e che si intitola “La faccia nascosta della luna”, pubblicato da Einaudi.

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