Il vampiro che va di moda; tra leggenda, storia e cinema.

Lo scrittore giornalista Roberto Allegri ci parla di vampiri famosi come Dracula, di vampiri innamorati, di vampiri passati alla storia, con qualche brivido in più…

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Una volta i vampiri facevano paura. Ricordo quando da ragazzino lessi “Dracula” di Bram Stoker, il libro sui vampiri per antonomasia. Quel romanzo mi emozionò e spaventò al punto che rimasi sveglio per diverse notti, col cuore in tumulto, certo che qualcosa di furtivo e di spaventoso si muovesse nel buio della mia stanza.

Oggi invece i vampiri non mettono più spavento ma sono diventati di moda. Sono “trendy”, fanno tendenza. Quello del vampiro anzi, è un vero e proprio fenomeno culturale che coinvolge letteratura e cinema.

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A cambiare le cose sono stati i romanzi di Stephenie Meyer, quella celeberrima “Saga di Twilight”, best sellers in tutto il mondo, da cui sono stati tratti film che hanno entusiasmato un pubblico oceanico, composto soprattutto da adolescenti. Le vicende di Edward Cullen, giovane vampiro che vive tra gli umani, e la sua travagliata storia d’amore con Bella Swan possono quasi essere paragonate a quelle di Romeo e Giulietta.

Nei romanzi e nei film, i vampiri, e i loro acerrimi nemici i lupi mannari, sono adolescenti griffati, dagli occhi sognanti e le spalle cariche del peso e dei timori tipici di quell’età. Si muovono come sulla passerella di una sfilata, ascoltano musica, guidano auto sportive.

Il successo planetario dei libri e dei film di Twilight, hanno dato il via ad un ricchissimo flusso di pubblicazioni. Le librerie sono state invase di romanzi che hanno i vampiri come protagonisti. In alcuni negozi è stato realizzato addirittura uno spazio apposito, con scaffali carichi di libri tutti sullo stesso tema. I titoli sono centinaia.

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A pensarci bene però, non si tratta di un fenomeno del tutto nuovo perché i vampiri hanno eccitato l’immaginario collettivo praticamente da sempre, con diverse modalità. Sono stati al centro di leggende per secoli. Quindi, hanno ispirato libri e film a partire dagli anni Venti.

Da quando il regista tedesco Wilhelm Murnau realizzò nel 1922 il celebre “Nosferatu” il cinema ha sempre reso omaggio al terribile conte della Transilvania con innumerevoli pellicole nelle quali si sono cimentate le più grandi star di Hollywood.

Negli anni Trenta l’attore ungherese Bela Lugosi, che si dice si indentificasse a tal punto nelle vesti di Dracula da dormire in una bara coperta di ragnatele. Poi Peter Cushing, famoso per avere interpretato anche molti film di Sherlock Holmes; Christopher Lee, George Hamilton. Hanno preso le sembianze di vampiro anche Gary Oldman, protagonista del “Dracula” di Francis Ford Coppola del 1992 che è considerato il film di vampiri più visto nella storia, Tom Cruise, Brad Pitt, Antonio Banderas, Eddie Murphy, Wesley Snipes.
Il cinema ha fatto in modo che tutti conoscano il mostro succhia sangue capace di trasformarsi in un pipistrello, che si aggira di notte in cerca di vittime e trascorre il giorno chiuso in una bara.

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Kit anti-vampiro, completo di bibbia, martello, chiodi,crocifisso e 3 bottigliette con aglio, acqua beneddetta ed una sostanza misteriosa. Viene dal Regno Unito ma è un pezzo d’antiquariato italico.

Così come tutti sanno che il vampiro è nemico della luce del sole, odia l’aglio e il crocefisso e che l’unico modo per ucciderlo è piantargli un paletto di frassino diritto nel cuore. Particolari che forse fanno sorridere, ma che continuano ad affascinare.

Perché, dobbiamo ammetterlo, il vampiro esercita su tutti noi un fascino strano, una specie di inquietante malia che affonda le sue radici nel tempo. Per averne prova, basta sondare per un istante il passato.

Il mito del vampiro attraversa tutte le culture, di tutti i tempi. La figura del “morto non morto”, del defunto che torna dalla tomba per nutrirsi del sangue dei vivi, cioè per impossessarsi della loro forza vitale, si trova in molte mitologie antiche. Ad esempio nei testi sacri dei Sumeri e in quelli cinesi del V secolo prima di Cristo dove si parla di Kiang-si, un vampiro capace di dissanguare in pochi secondi il corpo di una persona. I vampiri si trovano nella Bibbia, nella mitologia greca e romana, e anche negli scritti di celebri pensatori.

Il filosofo Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) diceva che: “Se mai c’è stata al mondo una storia garantita e dimostrata è quella dei vampiri”; e dello stesso parere era anche Voltaire.

Se però non fosse stato per uno scrittore irlandese dell’Ottocento, il mito del vampiro sarebbe rimasto relegato tra le religioni e le leggende. Fu infatti il fortunato romanzo “Dracula” di Bram Stoker, pubblicato nel 1897 e ritenuto uno dei più letti in assoluto nella letteratura mondiale, a far diventare il conte Dracula il vampiro per eccellenza, celebrato da film, libri, fumetti, cartoni animati e centinaia di imitazioni.

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In molti si sono chiesti se Dracula fosse realmente esistito, cioè se Bram Stoker si fosse ispirato ad un personaggio storico per il suo romanzo. E pare che sia così. I fatti sono questi: una sera del 1890, Stoker passò una serata in compagnia dell’amico Arminius Vàmbèry, professore di lingue orientali dell’Università di Budapest, il quale raccontò allo scrittore di Vlad Dracula, principe di Valacchia (oggi Romania meridionale), vissuto tra il 1431 e il 1476, nemico giurato dell’Islam, che nella guerra contro l’impero Turco si era guadagnato la fama di sanguinario.

Il suo passatempo preferito era infilzare i nemici su alti pali e per questo era stato soprannominato “Tepes”, cioè “Impalatore”. Questi racconti terrificanti, aggiunti alle dicerie che volevano il principe Vlad un cannibale e col l’abitudine di bere il sangue delle vittime, contribuirono a delineare, nella fantasia di Bram Stoker, il personaggio del libro.

A rincarare la dose, alcuni studiosi rumeni che proprio nel 1897, anno in cui veniva pubblicato “Dracula”, iniziarono alcune ricerche per individuare la tomba del principe Vlad. Dracula era morto nel 1476 durante una battaglia contro i Turchi e, secondo le sue disposizioni, era stato sepolto nel monastero di Snagov, nei pressi di Bucarest. I ricercatori scoprirono nel monastero una tomba senza iscrizioni ai piedi dell’altare ma quando l’aprirono trovarono solo le ossa di un cavallo. Non si diedero per vinti e scoprirono anche una seconda tomba, con una bara avvolta in drappi ricamati d’oro. L’aprirono e dentro videro uno scheletro che, a contatto con l’aria, si polverizzò. Impossibile non trarre materiale per un romanzo da storie come queste!

Roberto Allegri
robi.allegri@gmail.com

Roberto Allegri, giornalista e scrittore, è nato nel 1969. Collabora sin dal primo numero con il settimanale CHI. Ha pubblicato una trentina di libri alcuni dei quali tradotti in inglese,giapponese e portoghese. Vive in campagna con la famiglia, un boxer e un cavallo argentino di nome Rodin.
La seconda parte di questo articolo è prevista per il 26 gennaio.

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4 Responses to “Il vampiro che va di moda; tra leggenda, storia e cinema.”

  1. marni scrive:

    Molto interessante l’articolo tema che inquieta ed afffascina sempre , bravo roberto :-)
    marni

  2. emanuela scrive:

    eheheh… spaventosi… ma intriganti….
    chi non ha mai visto un film con i vampiri?

  3. lori scrive:

    i vampiri oggettivamente sono stati sempre dannatamenti belli, affascinanti e tenebrosi…mentre invece i vampiri di twilight queste caratteristiche non ce lhanno…ci manca solo che fanno fare il vampiro a Zac Efron e poi posso dire di aver visto ptopio tutto! :)

  4. maria cristina giongo scrive:

    Hai proprio ragione, Lori!!!!!

    Cari saluti,

    Cristina

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