Attenzione al veleno per topi!

cane triste

Questa volta, con grande tristezza, voglio raccontavi un episodio che mi è capitato qualche tempo fa che non ha avuto, come nei miei precedenti racconti, un risvolto a lieto fine.

Tutto ha inizio in un soleggiato pomeriggio di maggio dopo che ho  appena terminato un intervento di sterilizzazione ad una cagnetta stupenda di nome Molly.
Assorta nei miei pensieri, mentre sistemo la sala operatoria ovviamente in disordine, sobbalzo per il suono insistente del campanello della porta.

Scendo di corsa per vedere chi è ed apro la porta ad un’ intera famiglia che, disperata, porta in braccio una cagnolina agonizzante.
Subito li faccio entrare e chiedo di sistemare velocemente la poverina sul tavolo da visita.
La prima cosa che attira la mia attenzione sono gli occhi grandi, enormi, della cagnolina: proprio come quelli dei personaggi dei cartoni animali, che sembra parlino e cerchino aiuto. Vedo chiaramente che la poverina non si sente bene…respira a fatica ed ha  le mucose della bocca bianche come la porcellana..

Inizio a fare mille domande, come è mio solito, per tentare di avere quante più informazioni possibili,  per cercare di capire qualcosa di quello che era accaduto ed iniziare una terapia mirata…
Niente da fare…
I proprietari non mi sanno assolutamente dire nulla.
L’unica cosa che mi ripetono in continuazione è che fino a quella mattina Sara, il nome della cagnolina, stava benissimo e giocava allegramente come sempre nel giardino di casa.

Non c’è niente di più brutto per me, in quanto dottore, che barcollare nel buio; è una sensazione di impotenza. Mi sento inerme, incapace di prestare aiuto..

Per non perdere istanti preziosi, come nei migliori telefilms americani, faccio un prelievo di sangue, inserisco un catetere endovenoso nella zampina di Sara ed inizio una fluidoterapia; poi le metto una mascherina con l’ossigeno, sperando che tutto questo possa aiutare la piccola a respirare meglio..

Dalla mia collega, Imma 2, viene subito analizzato il sangue, e come già preannunciava il colore delle mucose, la cagnolina risulta terribilmente anemica: urge una trasfusione.
Casi come questi, fortunatamente, non sono molto frequenti, perciò non abbiamo mai avuto una “banca del sangue” che ci permetta di gestire rapidamente queste situazioni di emergenza.

Fortunatamente in ambulatorio c’è un bellissimo labrador, di nome Hilton, sempre pronto a donare un pò della sua energia ai mal capitati. Immediatamente si prepara Hilton per la trasfusione, ancora ignaro di ciò che sta succedendo, inserendogli un ago-cannula “enorme” nella giugulare.
Imma 2 prepara la sacca per la raccolta del sangue e mentre io l’ aggancio al raccordo del catetere, mantenendo alta la testa del nostro cagnolone, lei, sdraiata sul pavimento, inizia a “massaggiare” la sacca per fare in modo che il sangue che vi giunge si mescoli omogeneamente all’anticoagulante; per evitare che si formino dei coaguli pericolosi per la buona riuscita della trasfusione..

Ad Hilton, amorevolmente,  vengono sussurrate frasi nell’orecchio, sistema ormai collaudato per farlo stare tranquillo, con promesse di laute leccornie per ricompensare “la sua prestazione”..

Intanto Sara sta ancora male…Purtroppo l’ossigeno non migliora il suo respiro discordante…

Cerchiamo di essere quanto più veloci ed in circa 15 minuti raccogliamo la quantità di sangue sufficiente per Sara. Poi inizia il lavoro inverso: somministrare ( ma stavolta a goccia lenta) il sangue alla nostra paziente.

Sara è sfinita e viene trattata con cura per evitare che stressandosi aumenti la sua richiesta di ossigeno che non può ancora compensare.

La trasfusione ha inizio…
Passiamo oltre un’ora nella speranza che “la linfa vitale” possa veramente ridonargli la vita…ma qualcosa non va come speriamo..
Mentre le gocce scendono lentamente il cuore della cagnolina, monitorato dal pulsossimetro, inizia all’improvviso ad accellerare, all’impazzata..
Sara inizia ad agitarsi..tentiamo di calmarla ma, aihmè, vedo dai suoi occhioni che ci vuole lasciare.
All’improvviso gli occhi cambiano posizione ed il torace smette di sollevarsi.

Intubiamo la piccola, massaggiamo il cuore, iniettiamo adrenalina in vena, gonfiamo e sgonfiamo in continuazione il pallone dell’ossigeno per insufflare in maniera forzata ossigeno direttamente nei polmoni…
Ma non c’è più nulla da fare…
Sara ci lascia.

I proprietari assistono increduli a tutta la rianimazione e scoppiano in lacrime quando si rendono conto che non c’è altro da fare. Li lasciamo da soli in sala chirurgica mentre sconfortate ritorniamo in sala visita..
Ogni volta che non riusciamo ad aiutare un nostro paziente, io e la mia amica Imma 2, siamo invase da un senso di frustrazione terribile..
Per la cagnolina viene decisa una sepoltura in un cimitero per cani con lapide e foto.

Intanto, continuando la mia ricerca di spiegazioni, scopro che la signora aveva adoperato in giardino, una settimana prima, un veleno per topi, che però, nonostante le mie mille domande, aveva completamente dimenticato di riferirmi.

Il veleno per topi è una delle cause di mortalità, soprattutto per i poveri cani randagi, ed ha una subdola particolarità….inizia a far manifestare i suoi esiti letali a distanza di diversi giorni dalla sua ingestione.
Quando la diagnosi è precoce esiste un antidoto che riesce a contrastare il veleno: però solo se non ha fatto danni irreparabili.

Sara, purtroppo, è arrivata in ambulatorio troppo tardi per essere salvata da me.

Imma Paone

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80 Commenti a “Attenzione al veleno per topi!”

  1. Maria Cristina Giongo scrive:

    Che storia terribile, Astra Curto; è bene raccontare queste cose, per far capire che danni immensi la cattiveria degli uomini può creare. Importante anche la frase finale: “pensate che le esche sono state buttate dove ci sono i bambini”….
    Mi spiace tanto, Astra per questa triste esperienza! E grazie di averla divisa con noi, sperando che la polizia rintracci questi malviventi! Avete fatto benissimo a sporgere denuncia!
    Pubblicherò nuovamente questo articolo nella nostra pagina di facebook, così potranno leggere anche il suo recente commento!
    Cari saluti.

  2. Claudia Tagliabue scrive:

    Qua veramente non ho parole, credo si sia superato ogni limite disumano !!!

    • astra curto scrive:

      grazie per il vostro affetto …per il terrore ed il disgusto che questa storia mi ha procurato ho fatto uscire solo ieri i miei tre figli a giocare in giardiino dopo averne pulito ogni angolo e aver tagliato ogni filo di erba…non ho avuto ancora notizie certe sul risultato delle autopsie dei cani lunica cosa quasi certa e’ che abbiano usato una enorme quantita’

      di veleni allo stato liquido mesmesso nell acqua e di certo sul cibo….la cattiveria dell uomo non conosce confini…confido sul fatto che al mondo ci siano piu ‘ persone buone e giuste …

      • admin scrive:

        Cara Astra, il nostro affetto e partecipazione è veramente sincero. Dacci ancora notizie. E’ importante che la gente sappia che esistono anche queste cattiverie. Un abbracci e buona festa della mamma!

  3. Ilaria scrive:

    Ma dopo quanto ai può dire fuori pericolo se ha mangiato veleno?

  4. Ilaria scrive:

    Il mio cane venerdi ha mangiato un ppezI DI FORMAGGIO MA A QUANTO DUCE LA MIA AMICA CHE HA MANGIATO QUELLO SUL PAVIMENTO E LI NN C ERA IL TAPPETO e NEMMENO il formaggio lo aveva ..ma ora ho dubbi …il mio cane sembra tranquilla cm sempre mangia e Scherza…

  5. samulello 999 scrive:

    Oggi il mio cane si e sentito male e sputa sangue ho paura che nn ce la faccia dannato veleno per topi
    Senza di lui nn so cosa fare

  6. Maria Cristina Giongo scrive:

    Care amiche, girerò i vostri commenti ad Imma, scusate, ma è talmente occupata con la sua professione di veterinario, che non ce la fa a leggerli spesso…Imma Paone è talmente brava che la vogliono tutti….ora è anche uscito il suo libro, il cui ricavato andrà proprio ai ..nostri amici animali, per cui è invitata da associazioni varie per parlarne. Sul Cofanetto troverete l’articolo sul suo libro. Intanto, ripeto, le giro le vostre email. Un abbraccio a voi tutte e tutti: e ai vostri cagnolini!

  7. Ilaria scrive:

    Oggi e’ una settimana che e’ successo a questo Punto posso dire che e’ fuori pericolo?

  8. Imma scrive:

    Care amiche, perdonatemi ma solo oggi riesco a leggere questi messaggi.
    Per Ilaria se hai intrapreso la terapia con vit K non sospendere, nonostante il tuo cagnolino si sente meglio, e completa il ciclo di tre settimane.
    Nel dubbio fai un prelievo per conoscere il suo profilo coagulati o.
    Un abbraccio
    Imma

  9. Jasmine scrive:

    Salve, anch’io sto vivendo un’esperienza poco piacevole a causa del veleno per topi ingerito dalla mia cagnolina, una pincherina di 4,5 kg di peso e due anni di età. Credo ne abbia leccato piccoli quantitativi ma purtroppo in più occasioni (si trovava, non segnalato, sul terrazzo condominiale dove salivamo spesso!). Quando dai sintomi (ipotermia, dolori addominali e in zona toracica, estrema prostrazione, gengive bianche e sangue scurissimo nelle feci) ho finalmente intuito (grazie ad internet e non alla clinica veterinaria) di cosa si trattava, ho prima interrogato il portiere del mio condominio, che mi ha confermato la pur non recente derattizzazione sul terrazzo, quindi ho cambiato veterinario e ho ricoverato la cagnolina per tre giorni, nei quali ha ricevuto le cure antitodiche e le flebo di idratazione necessarie. Il veterinario me la faceva quindi riportare a casa con cura prescritta di 3 fiale di konakion mattina e sera per sette giorni. Finito il ciclo la dichiarava guarita. E invece non lo era affatto! La ricaduta è stata repentina e assai preoccupante, altri tre giorni di ricovero e stavolta il veterinario la dimette con indicazioni di terapia a lungo o lunghissimo termine: prescrive k1 vet. mezza pasticca al giorno per vari mesi (non mi specifica quanti…), e quando gli riferisco dopo un paio di giorni che la piccola è di nuovo prostrata e fredda e che l’unica dose giornaliera evidentemente non le basta, me la fa raddoppiare – metà confetto mattina e metà sera, 50 mg al giorno che è la dose per un cane da 10 kg -. Il guaio è che ora sono arrivata ad un mese di questo trattamento a questo dosaggio, e la cagnolina sta bene, ma quando cerco di diminuire, come correttamente dovrei fare, la dose, i sintomi tornano, ed io mi spavento e torno a dare il dosaggio alto. Ho letto che la vitamina k1 è ben tollerata anche per periodi prolungati, e per ora non mi allarmo con riguardo agli eventuali effetti collaterali (che peraltro non so quali potrebbero essere, internet non da tutte le risposte, i veterinari men che meno). Ma vorrei sapere se il mio è un caso isolato o eccezionale o se c’è ne sono altri, intendo altri casi di cagnolini per cui la cura si è dovuta prolungare ben oltre un mese (io sono ormai a due) e con quali esiti alla fine (guarigione completa o cronicizzazione di effetti altrimenti tenuti sotto controllo)? Può essere che la causa di questo decorso anomalo sia da ricercare nel fatto che l’ingestione del veleno sia avvenuta, seppur in piccolissime dosi, presumibilmente non in unica ma in più circostanze? Qualcuno ha avuto esperienze simili? Può darmi consigli o raccomandazioni? Grazie dell’attenzione, spero di avere suggerimenti.

    • Imma scrive:

      Ciao Jasmine, sicuramente se la piccola in più riprese ha ingerito il veleno i tempi si allungano.
      Onestamente non ho mai avuto la necessità di fare cicli di tanti mesi. Io ti suggerirei di indagare meglio.
      Oltre al veleno per topi ci sono altre condizioni che causano un allungamento dei tempi di coagulazione.
      Chiedi al tuo veterinario di eseguire un prelievo di sangue per un emocromo, biochimico, elettroliti e tempi di coagulazione, fai un accurato controllo epatico e, se non c’è nulla di strano, fai fare una ricerca su quei deficit genetici di alcuni fattori della coagulazione.
      Un abbraccio
      Imma

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