Il dolore per la perdita di un amico animale è immenso. E’ morta la MIA Dafne, bellissima gatta bianca.

Anch’io ho dovuto provare quel dolore lancinante che solo un proprietario che adora il proprio animale può capire.

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La mia bellissima Dafne

“Purtroppo” questa è la storia di Dafne, la mia bellissima gatta bianca.
La voglio raccontare perchè nonostante il triste finale mi ha insegnato tanto.
Dafne è nata nel marzo 2009 insieme ad altri 5 fratellini da una mamma gatta tricolore che viveva libera sul Vesuvio.
In realtà tutto è stato scritto dal destino fin dal ritrovamento della mamma.
Un giorno infatti, Anna, la proprietaria dell’ambulatorio che gestisco a Portici, mi porta a visita questa gattona tricolore bellissima, chiedendomi di sterilizzarla al più presto.
Per impegni vari però passano molti giorni, direi anche troppi giorni, tanto che vedevo la pancia della gatta crescere.
A quel punto mi decisi a fare una radiografia e con grande sorpresa capimmo che era incinta.
Da anni ormai mi definisco ” obiettore di coscienza” perché mi rifiuto categoricamente di compiere 2 cose: sterilizzare animali che aspettano cuccioli, fare l’eutanasia quando non vedo la reale necessità.
In accordo con Anna decidemmo di far terminare la gravidanza alla giovane Trico, il nome era dovuto al fatto che avesse il mantello tricolore, e poi provvedere all’ adozione dei piccoli.
Anna si portò la mamma gatta a casa sua dove pochi giorni dopo partorì.
Piena di gioia e curiosità andai a vedere i piccoli ed appena riuscii a vedere una piccola tutta bianca subito me ne innamorai e decisi di prenderla con me.

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La sua palestra preferita

Con pazienza ho aspettato che i piccoli fossero allattati e svezzati in modo da non creare nessun potenziale problema intestinale, e a circa 2 mesi di vita la portai a casa con me.
Era cosi bella che decisi di chiamarla Dafne, come la bella ninfa amata dal dio Apollo.
A quei tempi la padrona di casa era Bettyboop, la gatta raccolta malconcia in un centro commerciale, a cui, dopo un piccolo periodo di antipatia riuscii a far accettare la nuova arrivata e a coccolarsela proprio come fosse una sorellina minore.
Erano sempre insieme, giocavano, mangiavano dalla stessa ciotola e dormivano spesso acciambellate sullo stesso cuscino.
Intanto, mentre loro crescevano sempre molto unite, in casa mia venivano accolti altri gatti con i quali ricominciare il lavoro di integrazione.
Ne ho adottati ben sei e sono sempre stata contenta di averli con me.
Era una gioia vederli tutti insieme.
Giocavano, dormivano, litigavano pure, ma fortunatamente erano sempre amorevoli.

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Dafne mentre bacia Alessandro

Ho sempre pensato che i miei animali sarebbero morti solo per vecchiaia e, per i miei primi è stata cosi.
Purtroppo per Dafne non lo é stato.
Tutto è successo nel giro di poco più di un mese.
Era giugno ed io la vedevo solo un pò più tranquilla, di poco appetito, preferiva stare separata dagli altri, magari distesa sul “tiragraffi” o raggomitolata in una pianta.
Dopo qualche strano episodio di vomito, di domenica pomeriggio, libera da impegni ambulatoriali decisi di portarla in struttura, sedarla perchè poco collaborativa e sottoporla ad una visita completa con prelievo di sangue, radiografia addominale e terapia endovena.
Continuavo a pensare che fosse una sciocchezza, magari un bolo di pelo che le stava dando più fastidio del solito.
Il giorno dopo furono pronti i risultati delle analisi e con dispiacere notai che Dafne era anemica.
Stupita per il risultato richiesi subito un’ ecografia addominale e la collega, molto brava, notò che la piccola aveva una milza troppo grande, reattiva, come si dice in medicina e quindi facemmo una citologia splenica.
Inquadrammo il problema: era una anemia emolitica ma non riuscivamo a risalire alla causa.

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mentre si nasconde nello shopper

L’anemia emolitica è una condizione patologica in cui vengono prodotti anticorpi contro i propri globuli rossi determinandone la distruzione e, di conseguenza, l’anemia del soggetto.
La piccola Dafne continuava ad essere sempre “più pallida” e debole tanto che al secondo prelievo di sangue per controllare il suo emocromo, i valori erano così bassi da indurmi a fare con urgenza una trasfusione di sangue.
In medicina veterinaria la trasfusione di sangue non è così semplice da eseguire come in medicina umana.
Non è sempre possibile determinare il gruppo sanguigno del paziente, visto che non è una cosa di routine e perciò in ambulatorio non si è soliti avere le card per fare questa determinazione e non esiste ancora una banca del sangue per avere di pronto utilizzo delle sacche di sangue controllate da ogni possibile malattia trasmissibile.
Non avendo tempo a disposizione decisi di utilizzare come donatrice la mamma di Dafne, Trico, che ha sempre vissuto con noi in ambulatorio che, dopo essere stata sedata, mi ha donato ben 60 ml di sangue.
Lentamente ho somministrato alla mia gatta questo liquido vitale permettendole di superare una brutta crisi respiratoria.
Nei giorni successivi, grazie alle dosi immunosoppressive di cortisone per tentare di ridurre la produzione anticorpale, la piccola, che intanto veniva alimentata con un sondino naso-esofageo, iniziò a rimettersi in forza e ad alimentarsi spontaneamente.
Dopo due settimane di terapia,e dopo aver superato una reazione trasfusionale causa di versamento pleurico, mentre sembrava che clinicamente Dafne stesse migliorando, iniziai a ridurre il dosaggio del farmaco “salvavita”.
Purtroppo però dopo pochi giorni riprese a non stare nuovamente bene.
Ero angosciata.
L’emocromo di controllo mostrava una leggera ripresa del valore dei globuli rossi ma non così valida da permettere a Dafne di non essere più anemica.

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Immediatamente aumentai nuovamente il dosaggio di cortisone, rimisi il sondino naso-esofageo per alimentarla e feci ulteriori indagini per escludere altre possibili cause.
Avevo interpellato diversi colleghi per aiutarmi in questo disperato tentativo di salvarle la vita.
Dopo aver escluso le cause più comuni di anemia emolitica quali: Emobartonella, virus della leucemia, intossicazione da farmaci, veleni ed alterazioni elettrolitiche, non mi rimaneva da pensare ad altro che ad una forma autoimmune.
Disperata, per quanto rara potesse essere questa ultima forma, non mi rimaneva che eseguire una splenectomia.
Dovevo toglierle la milza, principale organo emocateretico e produttore di anticorpi, per evitare il sequestro dei globuli rossi e la loro distruzione.
Considerando i valori dell’emocromo della povera Dafne, solo 1 milione di globuli rossi e 3 gr/dl di emoglobina, decido di riutilizzare la mamma Trico, stavolta dopo aver chiesto al laboratorio di analisi veterinarie Di.Lab. di eseguire le prove di compatibilità su entrambi i prelievi ematici, per una seconda donazione di sangue.
Abbandonato letteralmente il mio ambulatorio ho raggiunto, accompagnata da Laura, una clinica in cui opera un amico collega, bravissimo e scrupoloso chirurgo: Luigi.
Dario, l’anestesista, addormentò Dafne mentre Luigi ed Alessandro rapidamente le asportarono la milza.
Erano le 18.30 quando Dafne, finito l’intervento, si risveglia, apparentemente senza nessun problema.
Aspettai con Laura il suo completo risveglio ed alle 20.30 riportai la mia gatta a casa.
Ma alle 22,30 Dafne inizia ad avere una notevole difficoltà respiratoria, ancora più bianca e quindi più anemica della mattina.
Ritorno subito in clinica, aperta anche la notte, inizio la seconda trasfusione di sangue e le somministro ossigeno nel tentativo di aiutarla a respirare meglio.
Sembrava esser passata la crisi e, finita la trasfusione, la poniamo in una gabbia di ossigeno.
Senza più forza, stanca ed avvilita, lascio Dafne intorno all’una di notte per tentare di andare a casa per riposare un pò, ma in cuor mio sapevo che sarebbe stato il mio ultimo saluto.
Le bacio il viso, la sistemo meglio nella sua gabbietta e vado via.
Ovviamente riposo malissimo e faccio tanti sogni strani.

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Alle 5 del mattino ero già in piedi che tentavo di distrarmi accudendo gli altri miei gatti e le piante del mio balcone.
Aspetto le 7,30 per chiamare le colleghe e sapere come aveva passato la notte, ma alle prime parole: “Imma mi dispiace” capisco tutto.
Con la voce già rotta dal pianto farfuglio che sarei scesa a prendermi il suo corpicino.
Corro in clinica accompagnata da Alessandro perché troppo sconvolta per guidare, entro come una scheggia impazzita nel ricovero, arrivo alla sua gabbietta e lì resto pietrificata vedendola immobile, rigida e fredda.
Piango disperata incurante delle persone che mi sono intorno.
Mi assalgono mille pensieri, dubbi ed infinite domande: ho fatto veramente tutto per salvarla e, soprattutto, se avessi fatto prima l’intervento si sarebbe salvata?
La collega Carmen mi aiuta a sistemarla nel suo trasportino e, nonostante il mio stato confusionale, riesco a ringraziarla per quanto fatto.
Raggiungo con lo scooter la casa di un’amica, Daniela, e le chiedo di sotterrarla nel suo giardino all’ombra di una bella pianta. Non avrei sopportato l’idea di un inceneritore comune.

Oggi, a distanza di tanti giorni ancora il suo ricordo é vivo in me.
Sorrido ricordandola in cima al mobile più alto per controllare tutto e tutti o raggomitolata nelle scatole più piccole lasciate vuote.
Adorava infilarsi negli shopper di carta e nascondersi tra i miei abiti nell’armadio che mi riempiva di peli bianchi.
A colazione era sempre seduta accanto a me perché aspettava un po’ di yogurt o di leccarsi il fondo della mia tazza con il latte che le offrivo dopo averlo in parte bevuto.
Impazziva per il latte che veniva fuori dalla mozzarella di bufala tagliata, riusciva a sentirne l’odore anche a distanza.
Triste sarà l’arrivo di questo inverno perché Dafne era come un vero e proprio peluche, dormiva al mio fianco sotto le coperte, offrendomi coccole ed il suo calore.
Mi mancherà veramente tutto di lei.

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Dentro il tiragraffi

Ora permettetemi di ringraziare pubblicamente ed ancora una volta :
Laura Santaniello ed Ivana Foggia le colleghe-amiche che amorevolmente se ne prendevano cura quando io non potevo;
Pasquale Sorrentino ed Antonella Vitiello sempre disponibili per ecografie di controllo;
Rosario Orefice e Pasquale Santoro, responsabili del laboratorio di analisi veterinarie Di.Lab., che in maniera impeccabile ed in tempi reali mi informavano dei risultati delle analisi del sangue che ero costretta a fare per seguire il decorso della patologia;
Tiziana Cocca ed Angela Valenti colleghe esperte in medicina felina e clinica medica che ho tempestato di telefonate per essere seguita in questa assurda e rara malattia;
Anna Incoronato, titolare del negozio di alimenti veterinari, che é impazzita insieme a me nella ricerca di cibo, vitamine e farmaci utili per Dafne;
Dario Ferrari, ottimo anestesista che brillantemente ha mantenuto stabile la piccola nel corso dell’intervento;
Luigi Annunziata ed Alessandro Sica, i due chirurghi che in pochissimo tempo hanno eseguito la splenectomia;
Alessandro, il mio compagno, che é riuscito a consolarmi in tutti i miei momenti più tristi;
ed in ultimo, ma ovviamente non meno importante, la mamma gatta Trico che per ben due volte si è sottoposta, in realtà con poca voglia, ad un’ ottima donazione di sangue dando una chance in più alla mia dolce gattona.
Grazie a tutti di vero cuore.

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Io e la mia adorata Dafne

CHI SONO

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14 Responses to “Il dolore per la perdita di un amico animale è immenso. E’ morta la MIA Dafne, bellissima gatta bianca.”

  1. Claudia Tagliabue scrive:

    Questo non si può considerare un “articolo”, ma bensì un “racconto”… Cara Imma, la tua piccola, Dafne (mai nome è stato più idoneo…) ha lasciato il nostro mondo, ma non te. Sarà il tuo Angelo custode. Ora corre felice nel suo “Paradiso”, non sente più alcun dolore, nè affanno, sta benissimo e sicuramente vorrebbe che anche tu riesca a trovare la giusta serenità, il giusto equilibrio, per ricordarla con amore e serenità, accettando l’evento, che purtroppo doveva essere !!! Ti abbraccio con affetto dolce Immina. <3

  2. Claudia Tagliabue scrive:

    Dimenticavo: stupenda la foto mentre bacia Alessandro !!!

  3. paola scrive:

    ti capisco il dolore ho perso la mia orsetta sono quasi 2 anni

    • admin scrive:

      Cara Paola, hai poi comprato un’altra orsetta? Se volete potete mandare ad Imma le foto dei vostri cani scomparsi e anche di quelli che ancora sono accanto a voi ( Imma Paone ha pure una pagina su faceboo, noi del Cofanetto magico ne abbiamo due!). Di cani, gatti, criceti, tartarughe, pesciolini, cavie, pappagalli, canarini, ecc. ecc. Se sono belle e significative, le pubblicheremo. Ciao, Cristina

  4. Maria scrive:

    Ho letto tutto di un fiato il tuo racconto e mi è sembrato di ripercorrere lo stesso incubo. Il mio adoratissimo Lilly mi ha lasciata alle 0.30 di giovedì 10.
    Aveva una recidiva da fibrosarcoma, ulcerato… Dopo il primo pesante intervento (maggio 2014) avevo deciso che non lo avrei più operato e avrei lasciato che vivesse tranquillo fino a che il buon Dio avesse voluto…. E, invece, mi sono lasciata convincere dal veterinario che non potevo lasciarlo con quella ferita ulcerata e che solo un nuovo intervento avrebbe potuto regalargli un pò di tempo da vivere serenamente. Mercoledì 9 è stato rioperato, la sera l’ho riportato a casa con tanta angoscia nel cuore aspettando che smaltisse completamente l’anestesia… E, invece….in pochi minuti il suo respiro si è fatto sempre più debole, fino a spirare sotto i nostri occhi. Dopo 13 anni in cui abbiamo dedicato ogni istante ad amarlo, siamo rimasti soli… Io e mio marito non riusciamo a darci pace….
    Mi sento in colpa! Volevamo regalargli altro tempo, senza dolore…e, invece….

    • admin scrive:

      Coraggio, Maria! E’ difficile, ma se Lilly fosse vissuto avrebbe sofferto troppo. Il suol ricordo sarà sempre nei vostri cuori, vedrai che con il tempo riuscirai a pensare con più serenità ai bei momenti passati con lui! Un abbraccio, Cristina

  5. Alessandra scrive:

    Ti scrivo piangendo, ho letto la storia di un fiato. Io e mio marito abbiamo accolto una gatta, bianca e non sorda, è rimasta con noi circa due mesi, poi dopo un investimento abbiamo dovuto prendere la tremenda decisione di farla sopprimere.pertroppo i traumi subiti alla testarda o talmente gravi da compromettere la sua qualità di vita, ha perso anche la vista dopo un giorno a casa con noi. Già era tornata a casa quando ci ha visti in clinica si è ripresa tanto che l’avete ra incredula. l dolore è stato immenso e a tutt’oggi lei è nel nostro cuore e rimarrà con noi per sempre.

    • admin scrive:

      Mi spiace tanto, Alessandra! E…come ti amava la vostra gatta! Tanto da riprendersi dopo avervi visti in clinica! Ecco, conserva questo bel ricordo d’amore! Ciao, Cristina

  6. Imma scrive:

    Grazie a tutti per le dolci parole che state scrivendo per me.
    La mia Dafne rimarrà la mia preferita :) e mi piace l’idea di saperla come un angelo custode vicini a me.
    Un abbraccio a tutti voi

  7. mauro scrive:

    Provato questo dolore più e più volte ed ogni volta ci siamo detti basta animali (cani e gatti) ed invece ci ricaschiamo. Ti danno tanto e chiedono poco. Come si fa a vivere senza? Ora due gatti neri neri.

    • Imma scrive:

      Mauro sei stato bravissimo…conosco tanta gente che dopo la perdita di un caro amico cane o gatto si chiude a riccio…
      Io fortunatamente ho altri 5 gatti in casa con me ma ancora oggi confondo i nomi e chiamo Dafne oppure di sfuggita credo di vedere Dafne che dorme o gioca in qualche stanza ed invece é il suo fratellino…
      Passerà? Eppure non é la prima volta che perdo un mio Pet, ma questa volta mi ha preso proprio male :(

    • admin scrive:

      Ha ragione Imma, Mauro, nella risposta che ti ha dato. Voglio solo aggiungere che gli animali sono amici straordinari; per cui è ovvio che si soffra tanto quando li si perde! Coraggio!

  8. Annalisa scrive:

    Carissima,
    Mi ha fatto bene leggere il tuo racconto. A me è successa una storia simile…io ho perso la mia Obiuan per anemia acuta, non si è capito la causa…2 trasfusioni ma non teneva i globuli rossi donati e non ne produceva di suoi…
    Mi piacerebbe se si avessero notizie su possibile cause, anche a me hanno detto autoimmune forse…
    Meravigliosa unica gattina. Il dolore per la perdita si lenisce forse un poco con la gioia e la fortuna di averla amata e di essere stata amata da lei.
    Un caro saluto,
    Annalisa

    • Imma scrive:

      Cara Annalisa, le cause purtroppo sono tante e la forma autoimmune è spesso la più frequente e la più disgraziata. Spesso capita che la sintomatologia decorre in maniera così acuta da non darci il tempo per arrivare ad una diagnosi e terapia mirata.
      La medicina Veterinaria ha ancora tanti limiti anche se spesso anche quella umana ha serie difficoltà a raggiungere una diagnosi corretta.
      Ti abbraccio affettuosamente.
      Imma

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