Moda, arte e poi grande festa per i 120 anni dell’ospedale pediatrico MEYER di Firenze.

Meyer

In occasione dell’anniversario per i 120 anni dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, nasce un nuova linea fashion del Brand fiorentino Bagheera definito dall’unicità pittorica dell’artista Lucia Ferrara, in arte conosciuta come Marlene Esteban; linea che sarà inoltre messa in vendita esclusivamente sul web. Il ricavato andrà a favore dell’Ospedale Meyer. Il Brand Bagheera e l’artista Marlene Esteban, insieme, per la ricerca a favore dei più piccoli.

Incontriamo l’artista Lucia Ferrara, conosciuta anche, in arte, come Marlene Esteban, affascinati dalla sua filosofia di concepire l’arte.

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L’Artista Lucia Ferrara in arte Marlene Esteban

Lucia raccontami i tuoi inizi, come l’arte è diventata parte della tua vita.

Il mio sogno, già da piccola, era essere artista, mentre sfogliavo e sognavo tra le figure dell’opera dei “Grandi”, Michelangelo, Donatello, Caravaggio, Van Gogh, Gauguin, Klimt, Picasso e il mio più grande desiderio era quello di lasciare,anche se piccolo, un segno della mia grande passione..Ero già attratta da artisti dalla forte personalità e capacità di messaggio, immensi colossi dell’arte che entravano senza sosta nei miei pensieri…….questo è il mio inizio, già da adolescente. Ho iniziato a dipingere da bambina e, a 13 anni, la mia prima mostra di paese e poi a 18 anni subito mi presento a Mostre Nazionali, dove ricevo premi prestigiosi. Da qui una serie di esperienze, tutte formative,anche se, per una donna, essere artista è ancora difficile….Purtroppo, quello dell’arte, è ancora un mondo maschilista. Tra le altre, la passione per il fenomeno moda degli anni ’80, una nuova ricerca della bellezza, del messaggio visivo che si evolveva verso il moderno uso e consumo dei mezzi internet.

Parlami di questo progetto, come hai concepito questa idea decisamente “nuova” nel campo del fashion, per la raccolta fondi a favore dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.

Sono stata coinvolta emotivamente dalla mission dell’Ospedale Meyer per la sua capacità di “prendersi cura” del bambino ed anche per far conoscere i progetti di accoglienza, di implementazione tecnologica, di cooperazione e di ricerca scientifica, il mio vuole essere un dono per la gioia ed il sorriso dei piccoli. La linea è caratterizzato da una grafica specifica, dove ho dato libero sfogo all’emozione suscitata da questa iniziativa; inoltre farò dono al Meyer dell’originale di una delle mie opere pittoriche, realizzata appositamente, dalla quale opera verranno clonate sole cinque copie, autenticate e messe in vendita sul web.

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Brand Bagheera e Marlene Esteban in favore del Meyer

SOLIDARIETA’: raccontami di questo straordinario progetto

Prima ho parlato di fede .
Questa è la mia forza. E’ la conoscenza reale del dolore che ti avvicina a chi soffre, avere la possibilità, se pur minima, di “usare” le mie mani e la mia testa, il mio dono artistico, per chi soffre; è il MIO DONO.
Sono i bimbi del Meyer che donano e doneranno a me e non il contrario, ne sono certa.

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opera di Marlene Esteban

Chi è stato il tuo maestro, che, a parte il talento innato, ti ha fatto amare e “scoprire” questa tua versatilità?

Nessuno mi è stato maestro, se non la vita stessa, e in parte gli studi artistici . Sono i grandi artisti , il loro fascino, il desiderio di eguagliarli, che mi hanno segnato, le loro forme, i loro colossali lavori, la potenza del loro segno, mi sono stati maestri. Coloro che riempiono le pagine dei libri d’arte. Che ho guardato, ammirato e ammiro. Essendo molto solitaria da piccola, i libri erano i miei compagni di sogni immensi. L’unica figura reale che annovero tra coloro che mi hanno attratto all’arte era il mio pro-zio, che ho perso presto, un artista, un poeta e professore, e ricordo la sua estrosità e immensa follia creativa, incompresa da molti.
Mi è sempre stato chiaro che l’artista non era destinato ad essere compreso e ho vissuto sulla mia pelle ciò che significa, sei un alieno nel mondo, con un destino “diverso”, ma che non potrei mai rinnegare.

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Bagheera e Marlene Esteban a favore del Meyer

Come mai il nome Marlene Esteban?

Il nome Marlene Esteban, non è casuale, ma una realtà personale e segreta, un ricordo, non un alter ego .
Marlene Esteban è diventata l’estensione dell’opera di Lucia Ferrara, un luogo articolato in più settori per lasciare libertà alla mia persona complessa e camaleontica di giocare e “parlare” al pubblico attraverso linguaggi plurimi. Marlene Esteban nasce nella mia maturità storica e concettuale, si trasforma e rigenera in uno spazio dinamico, un “luogo” che unifica più arti, filosofiche, poetiche, letterarie ed artistiche.
Si tratta di un “bozzolo” ove l’idea si tramuta in opera e/o esperienza concreta con la realizzazione di fatturati artistici, pezzi d’arte personali, personalizzati e personalizzabili, che lasciano il loro luogo consueto, la tela, per canalizzarsi in molteplici direzioni. Marlene Esteban è un “nido” collocato a metà tra il virtuale e il reale. Marlene Esteban, trova linfa vergine di proposte ed osservazioni, per modellare progetti originali e diversi.
È un mezzo, Marlene Esteban, per dare al mondo un’ immagine più piena e precisa dell’artista, che non “contiene” solo un aspetto strettamente pittorico, ma è composto da più volti, sviluppatisi uno dentro l’altro, e complementari tra essi.

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opera di Marlene Esteban

Arte e non solo….Ti interessi di mille cose: è interessante sentirti parlare di fashion.

Oggi, “il bello”, in termini di gusto estetico è stato avvicinato dal sinonimo nuovo, Fashion.
Un artista giovane e contemporaneo, non può esimersi dall’interpretare la sua opera usando i mezzi espressivi moderni.
L’artista ha il dovere di trasmettere ciò che vive attraverso la sua opera.
Per me Fashion è sinonimo di bello, accattivante, unico, ma studiato nel dettaglio, nulla è casuale nel fashion, tutto deve essere perfetto, equilibrato, armonioso, dall’armonia nasce la bellezza.
Lo stesso gesto artistico, anche quello più libero, viene comunque canalizzato sulla tela attraverso l’espressione del vissuto personale dell’uomo – artista e quindi metabolizzato da una mente votata al bello, all’armonia della forma e del colore.
Per me il fashion è, oggi, meccanismo che mi ispira, per realizzare opere “perfette” e “ massime” nella loro esigenza espressiva.

I tuoi temi favoriti e perché.

I miei temi nascono dall’osservazione della moda, dalle forme della moda, dalla donna, i suoi dettagli e particolari, così seduttivi e seducenti.
Non so trovare un vero perché, spesso non controllo ciò che prende forma da me, e si trasmette all’esterno e sulla tela; gioco con le forme, i colori forti, le mie opere devono colpire, restare nella testa!
Le mie donne, per ora, solo donne e dettagli femminili, che potrebbero anche cambiare, perché io amo cambiare, sono piene di dettagli psicologici, i loro capelli , sono avvolgenti, come i miei pensieri.
Le mie opere sono il desiderio acuto di mutare qualunque modello d’esperienza, dal realismo all’astrazione, alla moda, in una continua ricerca di forza espressiva, d’energia.
Mi annoia l’istruzione classica, i colori spenti dell’olio, amo esprimermi, dominare le tecniche per comprenderne i loro segreti e penetrare l’uso della materia, e mi impossesso degli acrilici ed, oggi, degli smalti acrilici.

I tuoi progetti futuri.

Prossimamente, oltre a questa esperienza con Bagheera, evidentemente il Meyer!
Poi una serie di esposizioni a Milano e a Forte dei Marmi, per fare conoscere il mio mondo e la mia arte.
Molti altri sono i progetti che mi sono stati sottoposti e che realizzerò, e sono sempre aperta a nuove esperienze e collaborazioni, con la determinazione di chi lavora per un progetto che sia Arte e Fashion!

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Brand Bagheera decorato dall’artista Marlene Esteban a favore del Meyer

Ultima cosa, per vedere il futuro dell’arte, oggi, da che parte si deve guardare?

Nell’arte contemporanea la conoscenza artistica si è sviluppata in modo veloce, avvalendosi di ulteriori mezzi visivi e la parola “Arte” non delinea più i confini di un territorio di pochi eletti, ma ingloba esperienze e persone, definisce un cerchia estesa di mondo, dove molti esprimono i propri saperi e le proprie conoscenze. L’arte moderna non ha più interesse a raffigurare la vera realtà. Usa le forme per trasmettere considerazioni, modelli, suggestioni, rimpianti, denunce. Questo è ciò che faccio anche io.

Di fronte al “moderno”, non bisogna mai porsi il quesito di cosa esso raffiguri, ma cosa esso comunichi, ma cercare di andare oltre l’apparenza che, invece, la nostra società ci impone come valore assoluto. L’opera moderna è in evoluzione continua, segue la nostra volontà di rinnovo, di inventarsi un linguaggio, con l’incognita che i nuovi segni non siano sempre accettati e compresi. Spesso l’incomprensibilità del messaggio che l’artista vuole tramandare pone uno spazio cosmico tra l’osservatore e l’opera stessa, che spesso prende la via della incomunicabilità, seppure il messaggio sia palesato da l’uso della figura.

È bene studiare il linguaggio, la personalità e la completezza della figura dell’artista, perchè un approccio qualificato, fa si che il pubblico si affascini anche della persona “artista”. La finalità, l’esigenza, di una comunicazione totale, cioè diffusa verso la psiche umana, resta immutata nei secoli, ma si adegua al pubblico.
Manca una vera certezza assoluta, sulla ricettività dell’opera, in quanto messaggio, la vera indagine si fonda e si sposta sulla ricerca di sé, in un’ epoca di perdita dei valori e delle speranze. Si sfida l’ombra del passato, dal quale traggo ispirazione, si rompe il contatto con tale mondo, che pure resta percettibile nel senso ultimo dell’opera stessa, in quanto, nulla esiste o esisterebbe senza tale percorso precedente. Tutto é caratterizzato da un clima di sperimentazione continua in cui l’arte visiva di plasma, come materia.
Dove guardare …? Lontano, con mille occhi e prospettive immense, senza perdere il contatto con il sé.

C.M

Per informazioni scrivere a:
pressoffices@gmail.com
potete visionare i siti:
www.marleneesteban.it
www.bagheera-bag.com
www.meyer.it

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4 Commenti a “Moda, arte e poi grande festa per i 120 anni dell’ospedale pediatrico MEYER di Firenze.”

  1. Marlene.. un nome davvero attraente..

  2. maria cristina Giongo scrive:

    Solo il nome, Francesco….???????!!!!!!!

  3. cristina scrive:

    Arte e fashion: un atto di solidarietà in favore di una istituzione cara a Firenze e a tutta la toscana.
    Un plauso!!!

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