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	<title>Il Cofanetto Magico &#187; Interviste e servizi</title>
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	<description>Tutti i colori dell&#039;essere e dell&#039;esistere</description>
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		<title>L’eccellenza italiana nel mondo e nello spazio. Intervista al direttore dell’Estec Franco Ongaro. Incontro ravvicinato con il satellite BepiColombo.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 05:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e servizi]]></category>
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		<description><![CDATA[Modello strutturale e termico del satellite BepiColombo che nel 2014 verrà lanciato in orbita attorno al pianeta Mercurio (foto Esa/ Anneke Le Floc’h) Il Dottor Franco Ongaro (foto Hans Linsen) Spesso ci dimentichiamo quanti italiani di valore operano in tutto il mondo, a tutti i livelli. Sono persone che ci rappresentano degnamente all’estero e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Modello-strutturale-e-termico-del-satellite-BepiColombo-.jpg"  alt="satellite-BepiColombo" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Modello strutturale e termico del satellite BepiColombo che nel 2014 verrà lanciato in orbita attorno al pianeta Mercurio (foto Esa/ Anneke Le Floc’h)</em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Il-Dottor-Franco-Ongaro-.jpg"  alt="Franco Ongaro" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il Dottor Franco Ongaro (foto Hans Linsen)</em></p>
<p>Spesso ci dimentichiamo quanti italiani di valore operano in tutto il mondo, a tutti i livelli. Sono persone che ci rappresentano degnamente all’estero e di cui si dovrebbe parlare più spesso. Come <strong>il Dottor Franco Ongaro</strong>, direttore dell’<strong>ESTEC, centro europeo di ricerca spaziale e tecnologico che fa parte dell’ESA</strong>, sito in Olanda, a Noordwijk. All’Estec lavorano circa 2500 persone provenienti da tutta l’Europa (e il Canada). L’abbiamo visitato con grande interesse e orgoglio per il ruolo svolto dal suo direttore e ovviamente dai suoi collaboratori.</p>
<p><span id="more-8596"></span></p>
<p>Il Dottor Ongaro ci ha accolti con <strong>l’Ambasciatore italiano in Olanda Franco Giordano</strong>. Prima di farci vedere il centro si sono soffermati entrambi sull’importanza dell’ESTEC (e quindi dell’ESA), sottolineando la funzione dell’Italia nelle missioni spaziali e di ricerca. La prima notizia che ci ha colpiti si riferisce al fatto che l’80% dei moduli che ritroviamo, ad esempio nella Stazione Spaziale Internazionale, sono italiani, sono stati prodotti a <strong>Torino</strong> e che l’Italia ha il maggior numero di astronauti in attività (adesso c’è anche una donna sotto addestramento).</p>
<p>Ricordiamo che durante l’ultima missione  con un astronauta italiano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale il presidente <strong>Giorgio Napolitano</strong> ha voluto che si portasse anche la nostra bandiera. Osservando bene una fotografia scattata all’interno di un modulo della stazione spaziale  abbiamo notato, con piacere, che  alla parete c’era <strong>una croce</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/8ca86201a51f4529ad3b47bb2064103c" width="340" height="487"  alt="Franco Giordano - Franco Ongaro" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>L’Ambasciatore italiano in Olanda, Franco Giordano, con il direttore dell’ESTAC nei Paesi Bassi Franco Ongaro (foto Hans Linsen )</em></p>
<p>“<strong>L’agenzia spaziale europea ESA</strong> è nata nel 1975 ed ha <strong>19 Paesi membri</strong>. Forse l’anno prossimo 20 con la Polonia,” ci ha spiegato Franco Ongaro. Un uomo dalla spiccata personalità, simpatico, arguto, che affascina per il modo in cui sa far “digerire” anche le più ostiche informazioni tecniche per renderci partecipi della bellezza di quello che racconta; aiutandoci a misurarci con la grandezza dello spazio e con tutti i suoi bagliori di mistero. </p>
<p>Tornando all’ESA&#8230;“E ‘ovvio che le  singole agenzie spaziali presenti  nei vari paesi europei non potevano competere con colossi come gli Stati Uniti e la Russia,” ha continuato il direttore. Quindi abbiamo unito le nostre forze e siamo messi insieme  creando l’ESA.<br />
“Quando una nazione finanzia l’ESA con <strong>una percentuale in genere pari  al  prodotto nazionale lordo riceve in cambio contratti di sviluppo per la sua industria</strong>: in poche parole chi partecipa di più, come <strong>la Francia ad esempio</strong>, ha sicuramente un maggior tornaconto. L’80% del budget dell’ESA è  costituito da porgrammi opzionali quindi costituito dai vari Paesi finanziatori che contribuiscono in misura diversa a seconda dei loro interessi. L’Italia, che si attesta al terzo posto nella scala di maggiori contributori dell’ESA, ha prodotto molti elementi, fra cui i <strong>contenitori pressurizzati</strong> della Stazione Spaziale come  <em>Leonardo, il modulo laboratorio Columbus</em> e  l’<strong>ATV</strong> (<strong>veicolo di trasferimento automatizzato</strong>) un modulo che pesa 20 tonnellate il cui compito è quello di portare i rifornimenti alla stazione spaziale, a cui si aggancia in modo automatico”.</p>
<p>A proposito di <strong>stazione spaziale</strong> ce ne hanno mostrata una in 3D. Dopo la visita al laboratorio di <strong>Telerobotica</strong> abbiamo visitato il <strong>Test center</strong>, dove si collaudano i satelliti e gli esperimenti prima che sia inviati alla base di lancio. Quello dell’<strong>ESTEC</strong> è il più grande di questo genere in Europa; e uno dei più grandi al mondo. I test, sono fondamentali per garantire la funzionalità dei satelliti  nello spazio. </p>
<p>Molto interessante un gigantesco contenitore, <strong>simulatore di ambiente spaziale</strong> per testare la capacità dei satelliti di sopportare le condizioni che incontreranno una volta lanciati nello spazio . “Per testare come si trasmette il calore nelle reali condizioni di funzionamento del satellite una volta nello spazio”, ha concluso la nostra preziosa guida davanti ad una gigantesca sala protetta da vetrate, “ nel Large Space Simulator (il  grande simulatore spaziale) sottoponiamo il satellite prima del lancio a cicli di elevate variazioni di temperatura. Simulando  il freddo estremo dello spazio (a meno 190 gradi) e l’ irraggiamento  solare, circa 1330 W/m2. <strong>Un fascio di 6 metri di diametro</strong> (uno dei più grandi “soli artificiali” al mondo) viene proiettato sul satellite inserito al centro del simulatore mentre tubi di metallo raffreddati da azoto liquido simulano le temperature siderali dello spazio”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/e4e5ee81f23f4c489aec4995e86a96fd" width="358" height="507"  alt="Maria Cristina Giongo" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Maria Cristina Giongo davanti a un simulatore vuoto . Tanto per dare l’idea delle proporzioni&#8230; ( foto Hans Linsen)</em></p>
<p>Ma quali sono i <strong>rischi</strong> a cui sono sottoposti gli astronauti che vivono e lavorano nella stazione spaziale? Un esempio: quando respiriamo emettiamo anidride carbonica; ma se si rimane a lungo in un piccolo spazio si forma attorno a noi una bolla (di <strong>anidride carbonica espirata</strong>) che ci porterebbe a morte sicura. Quindi nel caso degli astronauti rinchiusi all’interno  dei moduli della stazione è necessaria una continua circolazione forzata dell’aria.</p>
<p>E per il <strong>riscaldamento</strong>? Fuori dalla stazione spaziale si trova un radiatore per scaldare l’interno. Mentre <strong>l’energia elettrica</strong> è costituita da <strong>pannelli solari</strong>, montati dai russi su moduli statunitensi per l’alimentazione. Ci sono anche vari problemi da risolvere che riguardano la salute e l’igiene dell’astronauta. Le ossa si demineralizzano: per questo motivo è necessaria un’attività fisica quotidiana, assicurata da un tapis roulant che l’astronauta utilizza agganciandovisi con corde elastiche. </p>
<p>Infatti tutto <strong>deve essere fissato</strong> (anche lo spazzolino da denti!) perchè non si libri “nell’aria”: ecco perchè un semplice nastro adesivo diventa un oggetto indispensabile nell’abitacolo degli astronauti. In quanto al dentifricio è commestibile per risparmiare acqua. Il sapone viene erogato da un tubetto. Si usano molto le salviette umidificate. Ci sono solo <strong>due bagni</strong> di progettazione russa e nessuna doccia (ci si lava con un getto d’acqua). I rifiuti solidi sono raccolti in sacchi individuali, poi immagazzinati in un contenitore di alluminio, in seguito trasferiti in un veicolo spaziale addetto allo smaltimento che si disintegra rientrando nell’atmosfera terrestre. <strong>Le urine</strong> vengono “riciclate”&#8230; sotto forma di acqua potabile!</p>
<p>In quanto alla privacy ovviamente non esiste e gli astronauti devono imparare a convivere in armonia. Non esiste neppure un dentista; “quindi chi soffre di mal di denti&#8230; se lo deve tenere sino al ritorno sulla terra”, ha precisato Franco Ongaro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/9078092450504ad7b64b2378ae7fda39" width="420" height="281"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Foto di gruppo dei collaboratori e del team industriale dell’ESA dopo la fine del test di equilibrio termico del satellite BepiColombo (foto Esa/ Anneke Le Floc’h)</em></p>
<p>Tornando agli effetti nocivi dell’assenza di peso a lungo, oltre all’atrofia muscolare, osteopenia, perdita di fluidi e di massa corporea, sono costituiti inoltre da un rallentamento del sistema cardiovascolare, dalla  riduzione di globuli rossi, da disturbi dell’equilibrio e del sonno, eccesso di flautolenza e gonfiore del viso (questi ultimi scompaiono al ritorno sulla terra). In sintesi, un generale <strong>indebolimento del sistema immunitario</strong>.</p>
<p>Fra i rischi maggiori anche <strong>quello di radiazioni</strong>. Senza la protezione dell’atmosfera terrestre gli astronauti sono esposti a più alti livelli di radiazione dovuta al flusso costante di raggi cosmici: circa <strong>1 millisievert al giorno</strong>. Più o meno è lo stesso che ognuno di noi riceve sulla Terra da fonti naturali: ma in <strong>un anno</strong>! Ed è 5 volte superiore a quello dei passeggeri delle linee aeree. Il <strong>sievert (Su)</strong>, il cui nome deriva dallo scienziato svedese <strong>Rolf Sievert</strong>, è la misura internazionale degli effetti e del danno provocati nell’organismo dalle radiazioni.</p>
<p>“Proprio per questo il nostro centro è tanto importante”, ci ha detto il Dottor Ongaro, mostrandoci nel laboratorio di progettazione, sviluppo e test dell’ESTEC alcuni esperimenti con il <strong>braccio robotico</strong>, fondamentale per la guida alla raccolta di elementi &#8211; pietre o terriccio ad esempio- da riportare da altri pianeti sulla terra per studiarli. “Durante il lancio di un satellite su un razzo vettore, i  primi minuti di passaggio dall’atmosfera all’orbita sono i più difficili. Soprattutto per le <strong>vibrazioni</strong> fortissime accompagnate da un <strong>suono assordante</strong> (a livello di 156 decibel). In questa sala che chiamiamo “big discoteca” ne simuliamo l’intensità al momento del lancio”, ha raccontato poi il direttore indicandoci un enorme spazio composto da muri spessi e alti. “Per questo motivo <strong>l’ESTEC  si trova vicino alle dune che ci separano dal mare</strong>; in modo che tale simulazione disturbi il meno possibile, attutita anche dalla sabbia”. </p>
<p>Altra notizia di rilievo è che il 21 dicembre, proprio per Natale, è partito in missione alla Stazione Spaziale Internazionale, a bordo di un <strong>lanciatore russo Soyuz</strong>, <strong>l’olandese André Kuijpers, astronauta ESA</strong> (nato il 5 ottobre 1958). E’ la seconda volta  che l’olandese si  reca nello spazio, per questa missione trascorrerà circa sei mesi nella stazione spaziale, la prima volta  rimase nell’International Space Station 10 giorni, 20 ore, 53 minuti&#8230; Un altro olandese (Wubbo Ockels) aveva partecipato ad una missione nel laboratorio Spacelab (anch&#8217;esso realizzato a Torino) sullo Shuttle negli anni ottanta. Mentre stiamo pubblicando ci è giunta la notizia che Kuijpers resterà nello spazio sei settimane in più (del previsto).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/e4675b725044432c82c8f6f7d3e91f9d" width="500"  alt="André Kuijpers" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>L’astronauta André Kuijpers, in partenza per lo spazio, intento a sottoporsi ad alcuni test sott’acqua..</em></p>
<p>Per concludere abbiamo avuto l’onore di vedere “un pezzo” di <strong>BepiColombo</strong>, <strong>un satellite</strong> che viene testato all’ESTEC in vista del lancio previsto <strong>nel 2014 per girare   attorno a Mercurio, il pianeta più vicino al sole</strong>. Un “viaggetto” che durerà 6 anni, sino al 2020. Lo scopo di questo satellite, che porta il nome di un italiano, Giuseppe (Bepi) Colombo, sarà di provare a capire come mai un piccolo pianeta come Mercurio, con moderata velocià di rotazione, ha un campo magnetico circostante (come la Terra): mentre Venere, Marte (e la Luna) no. Giuseppe Colombo, nato a Padova nel 1920 (e morto nel 1984) è conosciuto anche per i suoi studi su Mercurio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/b12ff24e1b0c4a88a0fb291154c73e7a" width="348" height="348"  alt="BepiColombo" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Immagine di BepiColombo, il satellite che partirà alla volta di Mercurio nel 2014 (foto Esa)</em></p>
<p><strong>Il campo magnetico</strong> è quello che fa da scudo contro le particelle elettricamente cariche del vento solare, emesse ininterrottamente dalla corona solare. Si tratterà <strong>quindi di studiare la magnetosfera di Mercurio, lo spazio intorno al pianeta controllato appunto dal suo campo magnetico</strong>. In passato questo viaggio è stato compiuto per due volte da due navette spaziali della NASA; la prima partita nel 1974, la seconda nel 2008. La difficoltà di girare in una zona così vicina al sole rende Bepi Colombo uno dei progetti più interessanti dell’ultimo periodo, con un investimento di circa 970 milioni di euro; BepiColombo verrà lanciato dalla  base di Kourou (lo spazioporto dell’Europa in Guyana Francese) da <strong>Ariane 5</strong>, il lanciatore europeo per eccellenza  di cui i due grossi booster laterali sono prodotti a <strong>Colleferro</strong>, fuori Roma.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/0a020e19dd1346498ead94a4638cfe3e" width="427" height="303"  alt="BepiColombo" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Ancora una suggestiva immagine di BepiColombo (foto Esa)</em></p>
<p>L’ultima domanda che ho posto al Dottor Ongaro è stata personale, incuriosita dal fatto che <strong>anche lui aveva  intrapreso la carriera di astronauta</strong>. Ma allora perchè ha cambiato strada ed è rimasto sulla Terra? </p>
<p>Prontamente è arrivata la risposta: “Dopo non essere stato selezionato la prima volta, ho rinunciato a ricandidarmi visto che le mie priorità sono cambiate grazie alla nascita di mia figlia”. </p>
<p><em>Passione per lo spazio ma preferenza per la Terra</em>, tanto per citare il motto dell’ESA.<br />
La sua scelta è stata quindi dettata dai valori più cari che lo tengono legato al nostro piccolo mondo terreno. Una decisione che comunque non gli ha impedito di continuare a lavorare in questo campo. Con i piedi ben piantati per terra ma un occhio sempre rivolto al cielo.</p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p><a href="http://www.esa.int/esaCP/Italy.html">www.esa.it</a></p>
<p>Vi informiamo che nel frattempo è partito dalla <strong>base di Kourou nella</strong> <strong>Guyana francese,</strong> alla volta dello spazio, <strong>il lanciatore satellitare  &#8220;VEGA&#8221; </strong>( Vettore europeo di generazione avanzata ). L&#8217;<strong>Italia</strong> diventa così uno dei sei Paesi al mondo in grado di realizzare un lanciatore completo. Anch&#8217;esso è stato sviluppato con la collaborazione dell&#8217; ESA. Non possiamo che esserne fieri.</p>
<p><em>Proibita la diffusione del testo e delle foto senza citare autore e fonte di provenienza.</em></p>
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		<title>Intervista all’attrice Rosanna Banfi.Tornerò con papà a Un medico in famiglia. Ho paura degli incidenti d&#8217;auto.</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2012/02/03/intervista-all%e2%80%99attrice-rosanna-banfi-se-penso-alla-parola-speranza-visualizzo-i-miei-figli-ho-paura-degli-incidenti-d%e2%80%99auto-tornero-con-papa-a-un-medico-in-famiglia/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 05:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e servizi]]></category>
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		<description><![CDATA[L’attrice Rosanna Banfi E’una donna molto bella; due occhi straordinari che illuminano un viso dai lineamenti perfetti. Un sorriso dolce, forse un po’ malinconico ma sereno. Una persona squisita, gentile. E’attrice, moglie, mamma, adorata figlia di Lino Banfi e pure sua compagna nel campo professionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Foto-1-Rosanna-Banfi.jpg"  alt="Rosanna Banfi" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>L’attrice Rosanna Banfi</em></p>
<p>E’una donna molto bella; due occhi straordinari che illuminano un viso dai lineamenti perfetti. Un sorriso dolce, forse un po’ malinconico ma sereno. Una persona squisita, gentile. E’attrice, moglie, mamma, adorata figlia di <strong>Lino Banfi</strong> e pure sua compagna nel campo professionale. </p>
<p><span id="more-8233"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/515e6687eac24284a51899f4cf18ece5" width="400" height="300"/></p>
<p>Sto parlando di <strong>Rosanna Banfi</strong>, nata il 10 aprile 1963 a <strong>Canosa di Puglia</strong>, in quella terra di cui ho spesso parlato con ammirazione nei miei articoli. E’sposata felicemente  con il produttore <strong>Fabio Leoni</strong>; hanno due figli, <strong>Virginia</strong> (18 anni) e <strong>Pietro</strong> (13). Ha partecipato alla mia serie preferita, “Un medico in famiglia” (negli anni 1998-2009) con suo padre.<br />
Cominciamo proprio da qua per la prima domanda:</p>
<p><em>In questa commedia trasmessa da <strong>RAI UNO</strong> ha recitato insieme a Suo padre ma poi ne siete usciti entrambi. A che cosa si deve il Suo abbandono?</em><br />
Per quanto mi riguarda ho dovuto allontanarmi dalle scene per via della mia malattia, un tumore al seno.<br />
Non potevo continuare a causa dell’indebolimento generale dovuto alla chemioterapia e per tutto il difficile percorso che ho dovuto affrontare.</p>
<p><em>C’è speranza di rivedeLa in questa fiction che noi italiani ( anche noi italiani all’estero) abbiamo tanto amato? Magari ancora insieme a Suo padre?Da quando ne siete usciti non la guardo più.</em><br />
Certo! Le dò una buona notizia: nella prossima serie ci saremo ancora.</p>
<p><em>Fantastico! Questo vuol dire che sta bene&#8230;</em><br />
Sì grazie, ho superato il periodo più pesante (sono stata operata due anni fa) e ora mi occupo attivamente di un’associazione per il tumore al seno, la <a href="http://esserci.correrenelverde.com/associazioni/associazioniumanitarie/komenitaliaonlus.html">Komen</a>. </p>
<p><em>Quindi in che fase della Sua vita si trova adesso? Di pausa, di riflessione o creativa?</em><br />
Io sono sempre creativa! In me c’è sempre la speranza di fare nuove cose. Quando hai dei figli guardi soprattutto al futuro. Ho un grande progetto di cui vi parlerò appena sarà pronto ed un altro per il teatro sulla violenza contro le donne.</p>
<p><em>Domanda scontata: sulla Sua scelta artistica ha influito il fatto di avere un padre famoso?</em><br />
Risposta scontata e soprattutto sincera: sì, ovviamente. All’inizio mi vergognavo di dire a mio padre che mi sarebbe piaciuto diventare attrice pure io. Poi, quando ho avuto il coraggio di riferirglielo chiedendo anche il suo aiuto è svanito ogni timore! Infatti lui si è mostrato subito contento della mia scelta, perchè trovava che fosse <strong>molto bello di avere in comune con sua figlia una cosa tanto importante</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/15a2eb4cac1347cb885ab79ece5d34d9" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Tutti insieme ad Eurodisney!</em></p>
<p><em>Che padre tenero! So che per la vostra famiglia, la famiglia Zagaria (da cui è uscito il nome della serie televisiva <strong>Il Commissario Zagaria</strong>), è veramente importante <strong>essere insieme</strong>. Volersi così bene è una fortuna o anche l’armonia familiare si crea con tanta fatica e amore?</em><br />
Entrambe. Per esempio nel caso del mio matrimonio posso parlare di fortuna ma poi è fondamentale di saper mantenere il rapporto coniugale. Lo stesso vale per quello familiare: con mio <strong>fratello Walter</strong> ci sentiamo spessissimo, abbiamo un contatto quasi quotidiano.</p>
<p><em>I Suoi figli, <strong>Virginia</strong> e <strong>Pietro</strong> sono felici della sua scelta di calcare le scene? La seguono in televisione, la consigliano o, vista la giovane età, sono concentrati soltanto sui loro interessi ed amici, per cui&#8230;non potrebbe importargliene di meno? Della serie: si fanno gli affari loro&#8230;?</em><br />
Appunto: si fanno gli affari loro! Mi guardano a malapena&#8230;però alla fine a loro fa piacere di avere una mamma che svolge questo interessante mestiere. </p>
<p><em>Quale è stata la loro reazione quando hanno saputo che era stata colpita da un tumore?</em><br />
“Esternamente” abbastanza buona. “Di dentro”, nel profondo del loro cuore, non lo so. Non ho voluto parlarne troppo per non scavare nell’intimità dei loro animi. Con mio marito abbiamo affrontato subito l’argomento, senza aspettare: perchè si sa che un tumore non è una malattia di per sè mortale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/7e8c8d25ea41451094fa3ae1622fb0f6" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Rosanna Banfi con suo marito Fabio Leoni; viva la vita e l’amore!</em></p>
<p><em>Che lavoro fa Suo marito <strong>Fabio Leoni</strong>? E’attore pure lui?</em><br />
No, è strano, lo pensano in molti ma non è così: ha una casa di produzione, <strong>AlbaTremila</strong>, con un amico produttore, <strong>Bruno Altissimi</strong>, dove ci lavorano anche mio padre e mio fratello.</p>
<p><em>Tornando a Suo marito Fabio: che cosa significa per Lei la parola amore? Crede che possa essere un valore eterno o è un’utopia?</em><br />
Il significato è quello che ognuno vuole dargli. <strong>Amore</strong> è una parola troppo usata, stra- usata, sempre più di moda: tutti i ragazzi (ma anche gli adulti) si chiamano fra di loro&#8230; “amore”. Una cosa irritante, per me. <strong>Secondo me l’amore è tutto e dappertutto</strong>. Anche nella natura, che stiamo sempre più trascurando sino a farla rivoltare contro di noi. E negli animali, che a me piacciono tanto.<br />
L’amore eterno? Ma&#8230;penso che l’amore sia eterno sino a che dura. Quello dei miei genitori ci assomiglia; va avanti da una vita. Allora sì, posso dire che il loro amore è eterno. La ricetta perchè lo diventi consiste in una grande capacità di sacrificio e pazienza.</p>
<p><em>Però quando finisce? Ha sentito le parole piene di rancore che <strong>Romina Power</strong> ha usato nei confronti dell’ex marito, il cantante <strong>Al Bano</strong>?</em><br />
Sì, ma non posso giudicare perchè non li conosco e non ne conosco le motivazioni. Per fortuna non tutti gli amori quando finiscono terminano in una rissa! Nel loro caso ha giocato un ruolo di rilievo la scomparsa della figlia <strong>Ylenia</strong>: quando accadono simili  disgrazie o ci si unisce oppure ci si allontana, chiusi nel proprio dolore; spesso riversandosi addosso mille colpe.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/541c5c3d037f43158d7ae1896edc3709" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Una donna&#8230;combattiva!</em></p>
<p><em>Che sensazioni suscitano in Lei queste parole e a che immagini le associa? Cominciamo con la prima: PAURA.</em><br />
<strong>Dolore</strong>. E come visualizzazione, mi immagino un incidente d’auto. Ho sempre avuto paura degli <strong>incidenti stradali</strong>. Ne ho anche avuti, ma non di gravi: eppure li temo, tanto che non mi piace guidare l’automobile.</p>
<p><em>PASSIONE</em>.<br />
Benessere, gioia. Associo la parola <strong>passione</strong> a due persone che si baciano.</p>
<p><em>Soltanto che si baciano&#8230;?!</em><br />
Bè, se Lei ci pensa bene, le prostitute non vogliono essere baciate. Allora il bacio è amore, è passione.</p>
<p><em>DEPRESSIONE</em>.<br />
Un brutto male. Quando hai il cancro la gente ti capisce, ti ama magari di più.<br />
Se sei depresso no. Nessuno ti consola. Al massimo ti dicono: “dai, tirati su!”<br />
<strong>La depressione</strong> l’associo all’immagine di <strong>un letto</strong> e ad <strong>una vestaglia</strong>. Una persona depressa sta molto a letto. Oppure in vestaglia perchè non ha nemmeno più voglia di vestirsi e uscire.</p>
<p><em>GOVERNO</em>.<br />
Un tema attuale&#8230;Allora le dico: speranza nel futuro. E associo la parola <strong>governo con gioventù</strong>. Un governo più giovane!</p>
<p><em>MARE</em>.<br />
Naturalmente penso subito a vacanze, andare a piedi scalzi e <strong>libertà</strong>.</p>
<p>Infine un’ultima, bellissima parola: <em>SPERANZA</em>.<br />
<strong>Speranza è la vita</strong>. Ci deve essere sempre. <strong>Per questa parola visualizzo i miei figli</strong>.</p>
<p><em>Non poteva offrici una conclusione migliore! Grazie Rosanna!</em></p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p>Proibita la diffusione del testo senza citare l’autore e la fonte di provenienza.</p>
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		<title>Democrazia non è libertà. Patty Pravo si racconta.</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 05:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e servizi]]></category>
		<category><![CDATA[matteo zanni]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[patty pravo]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo]]></category>

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		<description><![CDATA[Patty Pravo, fotografata da Matteo Zanni Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, a 63 anni lascia intendere che il palco le terrà compagnia ancora a lungo e si presenta all&#8217;inizio del club tour in forma splendida e con voce dirompente. Il nuovo album “Nella terra dei pinguini”, che contiene il brano presentato a Sanremo “Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Patty-Pravo.jpeg" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Patty Pravo, fotografata da Matteo Zanni</em></p>
<p><strong>Nicoletta Strambelli</strong>, in arte <strong>Patty Pravo</strong>, a 63 anni lascia intendere che il palco le terrà compagnia ancora a lungo e si presenta all&#8217;inizio del club tour in forma splendida e con voce dirompente.<br />
Il <strong>nuovo album</strong> “<strong>Nella terra dei pinguini</strong>”, che contiene il brano presentato a <strong>Sanremo</strong> “Il vento e le rose” anche in versione duetto con Morgan, è un capolavoro di freschezza ed immaginazione, quella che rimane “del bambino che c&#8217;è in noi”, nato dal contributo di giovani autori perchè “i giovani vanno aiutati e devono essere liberi”. La vita è qui, Unisono, Cielo, Schiaffi di carezze, Fuoco calamita sono alcuni dei brani dell&#8217;album, particolarmente intimi all&#8217;orecchio, con accattivanti arrangiamenti, testi semplici e d&#8217;effetto e una forte anima rock. </p>
<p><span id="more-8047"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/b0ae5046d7f943eeb73803a30ead3ed2" width="483" height="480"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>La copertina del nuovo album di Patty Pravo, intitolato “Nella terra dei pinguini”.</em></p>
<p>Riusciamo ad incrociarla al suo ritorno da Lampedusa, oberata da mille impegni, tra concerti e viaggi all&#8217;estero e, divertita, ci dice che il palco vorrebbe fosse casa sua e a chi gli chiede cosa ci si deve aspettare da questo tour lei promette: “<strong>Sangue..</strong>”</p>
<p><em>Innanzitutto come è andata a Lampedusa?</em><br />
Lampedusa è un&#8217;isola bellissima, il mare è splendido e le persone che ci abitano sono meravigliose.<br />
Probabilmente le forzature di condivisione con gli immigrati  hanno reso chi abita a Lampedusa persone forti e sensibili, ospitali, gentili e professionali.<br />
Quanto a &#8216;O scià&#8217;, <strong>onore a Baglioni</strong> che da otto anni porta la musica, il sorriso, il divertimento, e pone l&#8217;attenzione su un problema grande che dovrebbe essere risolto dalle nostre Istituzioni, anche dall&#8217;Unione Europea. Siamo o non siamo nella Comunità Europea?</p>
<p><em>Che giudizio ti senti di dare sul panorama culturale\musicale di oggi in Italia e all&#8217;estero? Non pensi che molti giovani oggi si facciano un po&#8217; troppo rapire l&#8217;identità per ragioni commerciali o per una più facile popolarità?</em><br />
Penso che la musica rifletta la società, viviamo in un momento che<br />
definire strano è un eufeumismo, e l&#8217;arte in genere esprime anche il sentore dell&#8217;umanità. La società in questo momento è &#8220;liquida&#8221; scorre via e si porta via tutto in un secondo, compri una cosa e dopo 5&#8242; è già vecchia, superata da un nuovo modello, esce un disco e contemporaneamente ne escono un altro migliaio &#8230; Una volta la musica combatteva con la pirateria, adesso combatte con le case discografiche che non hanno più voglia di investire, perché a loro volta sono uccise dal sistema, che con l&#8217;Arte non rende più.<br />
Però ci sono anche i vantaggi, la Musica fruisce on line, in Radio, 24 ore su 24, l&#8217;evoluzione tecnologica come tutte le nuove cose ha vantaggi e svantaggi.<br />
L&#8217;Italia come molte altre Nazioni, deve combattere per tutto, per restare nell&#8217;Euro, per non fallire, e ogni categoria per &#8220;sopravvivere&#8221;. Gli studenti combattono per la scuola, gli imprenditori per le tasse, i dipendenti etc, i giovani per il lavoro,e la lista è interminabile. <strong>Bisogna combattere anche per fare buona musica.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/da24c9366ae94102b6de59d7a8947616" width="500" /></p>
<p><em>Oggi l&#8217;idea di libertà attraversa un dibattito confuso e si ha spesso l&#8217;impressione che la parola libertà sia diventata esclusivamente sinonimo di vizio e non responsabilità. Cosa vorresti dire ai giovani riguardo la libertà?</em><br />
Intanto diciamo che non si è liberi, chi pensa che democrazia significhi libertà, sbaglia.<br />
Siamo pieni di paletti e di bavagli. Questo non si può dire, questo non si può fare &#8230; Ecco perché ho chiamato il mio ultimo disco &#8220;<strong>Nella Terra dei Pinguini</strong>&#8221; per cercare un mondo immaginario dove essere liberi di pensare, dove poter vivere senza essere invasi, dove in ognuno di noi possa vivere la parte di bambino che invece sulla Terra cercano di strapparci.<br />
Per i giovani la libertà deve essere basilare, come crescere? Come farsi un futuro se non si è liberi di esprimersi? Si dice: &#8220;..la mia libertà finisce dove comincia la tua&#8221;, è sacrosanto che ci sia rispetto tra le persone, dato che tutti viviamo sulla Terra, ma non lasciamoci stritolare così&#8230;</p>
<p><em>Tu che hai sempre vissuto in nome della libertà, innanzitutto intellettuale e artistica,sei mai scesa a compromessi importanti?</em><br />
Non credo esista tra l&#8217;umanità globale nessuno che possa affermare di non aver dovuto mai fare un compromesso, anche senza saperlo!</p>
<p><em>Vorrei parlare del tuo ultimo lavoro. Un album fresco, emozionante che sembra quasi uno stimolo al sogno e all&#8217;immaginazione, nato dal contributo di giovani autori. Cosa ti ha ispirato durante la lavorazione di questo tuo ultimo progetto?<br />
Come hai scelto i brani e gli autori?</em><br />
Ti ringrazio per aver definito in sintesi cosa rappresenta questo album.<br />
Mi ha ispirato come ti dicevo la voglia di libertà, il bisogno di sorriso, di positività. I brani ,a mio avviso, hanno tutti un qualcosa in tal senso&#8230;<br />
Gli autori come sempre li ho scelti tra i giovani, perché dobbiamo dare loro delle possibilità, stimolarli a crescere e non sbattergli la porta in faccia. E con loro autori di razza, come <strong>Giuliano Sangiorgi</strong> che mi ha conquistato con due brani ,&#8221;Unisono&#8221; e &#8220;Cielo&#8221; che sarà il prossimo singolo; <strong>Diego Calvetti</strong> con il brano &#8220;Il vento e le rose&#8221; che la gente canta per strada e <strong>Luca Rustici</strong> che mi ha scritto &#8220;La vita è qui&#8221; il mio brano preferito.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/7c7a5ef908c24875abf7f1693101f89c" width="500" /></p>
<p><em>Citando una frase di uno dei tuoi brani dell&#8217;ultimo tuo CD, “è l&#8217;amore che viene e che va ma è la bellezza che ci salverà”. Sotto quali forme si trova per te la bellezza?</em><br />
Sulla bellezza che respiriamo, viviamo e che ci nutre mi sono ampiamente espressa nel mio libro biografia &#8220;Bla, bla, bla&#8221; che tra l&#8217;altro è allegato al disco “Nella Terra dei Pinguini” come E-book. La bellezza ci salverà in quanto purezza d&#8217;immagine, dell&#8217;animo&#8230;ma dai leggiti il libro!</p>
<p><em>Per quale motivo si tende a pensare che gli anni &#8217;60 abbiano rappresentato un momento storico favorevole a livello culturale? Quali le differenze con oggi?</em><br />
Perché gli anni &#8217;60 sono stati questo! Hanno cambiato il mondo che<br />
era reduce da due grandi guerre, e la possibilità e la voglia di creare erano esponenziali. Non c&#8217;era niente, tutto era da inventare e quindi i creativi anche culturalmente potevano esprimersi, dire la loro.</p>
<p><em>Quali progetti hai per il futuro? La prossima stagione?</em><br />
La Musica per me non è un progetto, è una forma d&#8217;arte che sviluppo in base a cosa sento e provo in un periodo. Adesso ho voglia di palco, di empatia con il pubblico, di sentire il palco casa mia, non ho voglia di niente che sia finto, costruito, dettato dalle regole. Sul Palco sono io, i musicisti e il pubblico, “all&#8217;Unisono”, e per due ore non c&#8217;è nient&#8217;altro.<br />
Ecco perché sto facendo Live ininterrottamente dal 2003.</p>
<p>Sanremo può essere ancora una possibilità?<br />
Perchè,faranno nuovamente il Festival di Sanremo?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/30cee0e5d8e14a338a2561476d7f261a" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Patty Pravo durante un suo concerto. Foto di Matteo Zanni</em></p>
<p><em>Hai qualche idea/progetto che vorresti realizzare e che per qualche ragione ancora non sei riuscita a lavorarci sopra? Parlavi di Nina Simone che purtroppo non c&#8217;è più&#8230;</em><br />
<strong>Nina Simone</strong> e <strong>Eartha Kitt</strong>&#8230; c&#8217;era la volontà di un trio da rendere quasi immortale &#8230; Carpe Diem si dice, non ho colto l&#8217;attimo. Mi chiedono di farlo virtuale, devo pensarci!</p>
<p><em>Jacques Brel e Leo Ferrè invece mi sembra che ti facciano sempre compagnia sul palco.Ho visto il tuo concerto a Milano. Non andare via e Coltempo sono stati un trionfo..</em><br />
<strong>Jacques Brel</strong> e <strong>Leo Ferré</strong> mi fanno sempre compagnia sul palco. Quando canto le loro canzoni, si impossessano di me, soprattutto Leo. Per questo ogni interpretazione non è mai perfettamente uguale alla precedente, siamo in due quando canto! Posso dare un suggerimento? Ascoltatevi &#8220;<strong>La solitude</strong>&#8221; di Ferré &#8230; poi fatemi sapere!</p>
<p><em>E&#8217; il palco che ti tiene sempre così bella e in forma? Cosa fai per mantenerti in forma? La tua è una bellezza che non passa inosservata e nell&#8217;ultimo tour hai dimostrato di avere ancora un&#8217;energia da ragazzi!</em><br />
La mia bellezza? <strong>Genetica</strong>, mia madre ha 84 anni e ne dimostra poco più di 60. Ringrazio lei! Poi faccio danza dall&#8217;età di 4 anni, cerco di vivere bene&#8230;</p>
<p><em>E l&#8217;amore? C&#8217;è qualcuno nella tua vita? Quest&#8217;estate hai di detto di essere piacevolmente sorpresa per un nuovo incontro..</em><br />
L&#8217;Amore, come dicevamo per la Musica, non vive un momento splendido!<br />
Sembra che ci sia paura di innamorarsi, di vivere i rapporti serenamente, però è l&#8217;unico sentimento che resisterà. Tutto ruota intorno all&#8217;amore. Per quanto mi riguarda, se arriva un incontro particolare è il benvenuto!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/9b47e80459104e72b2ec68a086073b95" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>(&#8220;non ritardare copriti con il freddo che fa&#8221;) Foto di Matteo Zanni</em></p>
<p><em>Nella tua vita hai avuto grandi e memorabili incontri. Vorrei parlare di un incontro in particolare, l&#8217;incontro con tua mamma persa di vista per tanti anni (e tanti motivi) e poi ritrovata quando avevi 50 anni. Com&#8217;è stato? </em><br />
Un bellissimo incontro, una splendida sorpresa, solo parlarne mi riempie il cuore&#8230; perché ho incontrato una &#8220;grande donna&#8221;.</p>
<p><em>Tua madre è una rock come te?</em><br />
E&#8217; rockettara vera! Andava in moto fino a 3 anni fa, a 81 anni !</p>
<p><em>Un esempio di bellezza femminile e un esempio di bellezza maschile.</em><br />
Ce ne sono tante e tanti &#8230; Direi <strong>Brigitte Bardot</strong>, insuperabile bellezza e <strong>Sean Connery</strong> nella sua maturità.</p>
<p><em>Tre nomi della musica che ti hanno segnata e ti piacciono particolarmente: di oggi o del passato.</em><br />
Nina Simone, Ertha Kitt, ma anche Led Zeppelin, Aerosmith, Pink Floyd&#8230; e tanti altri!</p>
<p>Grazie Nicoletta per averci concesso del tempo per questa piacevole intervista.</p>
<p><strong>Matteo Zanni</strong></p>
<p><em><strong>Proibita la riproduzione del testo e delle foto senza citare l’autore e la fonte di provenienza</strong></em></p>
<p>Matteo Zanni, nato a Milano il 17 febbraio 1987, è pattinatore professionista e giudice internazionale di pattinaggio. Altra sua passione è la musica. Ha studiato chitarra classica dall’età di 8 anni.<br />
Nel 2011 ha visitato diversi Paesi con vari tour di spettacoli sul ghiaccio ed ora partecipa alla trasmissione <strong>Dancing on Ice Grecia</strong>. Ha concorso anche alla trasmissione olandese “<strong>Sterren dansen op ijs</strong>” simile alla versione italiana &#8220;<strong>Ballando sul ghiacco con le stelle</strong>&#8220;. Una sua intervista a riguardo si può leggere su <a href="http://www.blogolanda.it/2011/02/15/olanda-il-pattinatore-matteo-zanni-a-ballando-con-le-stelle-sul-ghiaccio/">Blogolanda</a>.<br />
Qualche informazione in più sulla sua carriera agonistica di pattinatore si trova su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Matteo_Zanni">Wikipedia</a>.<br />
<strong>Sono sue anche le fotografie di questo servizio,</strong> scattate al concerto di Patty Pravo che ha tenuto a Parma. Altre foto si trovano nel suo sito: clicca <a href="http://www.flickr.com/photos/22991253@N06/">qui</a></p>
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		<title>Scegli Gesù</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 05:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[maria cristina giongo]]></category>
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		<description><![CDATA[“E’ molto più facile prendersela con qualcun altro. Giocare sul famoso Blame shift (il girare la colpa) e guardare i difetti della gente&#8230;solo per non guardare noi stessi”. “Il passato è passato. Ora quello che tu sei e quello che farai della tua vita sono solo una tua responsabilità”. “Tu non potrai mai cambiare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/foto-1-Ges%C3%B9-che-predica.jpg" alt="" /></p>
<p>“E’ molto più facile prendersela con qualcun altro. Giocare sul famoso Blame shift (il girare la colpa) e guardare i difetti della gente&#8230;solo per non guardare noi stessi”.<br />
“Il passato è passato. Ora quello che tu sei e quello che farai della tua vita sono solo una tua responsabilità”.<br />
“Tu non potrai mai cambiare il mondo. Neanche il tuo piccolo mondo, se prima non cambi te stesso.”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/26d87602920946dba92d5ea74e69b3e7" alt="Gaetano Micciche" width="500" height="431" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Gaetano Miccichè</em></p>
<p><span id="more-7739"></span></p>
<p>Sono piccole perle di saggezza che ho trovato in un’ interessante pubblicazione che si chiama <strong>Emotion</strong>; e appartengono a Guenda Giglio Moro, del <strong>gruppo Scegli Gesù</strong>.<br />
Considerato che questo è <em>il mese di&#8230;Gesù</em>, che culmina con il ricordo della sua nascita e della celebrazione del <strong>Natale</strong>, abbiamo pensato di parlarvi dei ragazzi di questo gruppo, che girano l’Europa facendo spettacoli per le spiagge e per le piazze per testimoniare la loro fede in Gesù Cristo, intervistando a <strong>Milano</strong> uno di loro: <strong>Gaetano Miccichè</strong>. Gaetano ha 26 anni ed è fisioterapista.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/d655a9499013440d8a7c2385f1cd3f8d" alt="" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il gruppo Scegli Gesù durante un loro spettacolo di piazza</em></p>
<p><em>Gaetano, dove sei nato?</em><br />
Sono nato in <strong>Belgio</strong> da genitori italiani; i miei nonni erano emigrati in quel Paese.<br />
Poi siamo tornati in Italia, abbiamo vissuto 10 anni a <strong>Genova</strong> ed in seguito ad <strong>Agrigento</strong>.</p>
<p><em>Che studi hai fatto?</em><br />
Tecnico commerciale e poi la scuola per corso di laurea in fisioterapia.</p>
<p><em>Come mai a Milano, adesso?</em><br />
In quanto la mia ragazza era di Milano, anzi “è” di Milano ma&#8230; “era” la mia ragazza.<br />
Ma anche perchè, dopo la laurea, ho cominciato ad interrogarmi su che cosa dovessi fare della mia vita. Ho rivolto questa domanda a <strong>Dio</strong>, in cui credo fermamente. Rammento che dopo un grande concerto dal vivo, nel 2008, in cui avevo cantato, mentre stavo pregando e chiedendo a Lui una direttiva, ho avuto la conferma della strada da seguire.</p>
<p><em>In che senso una conferma? E da chi l’hai avuta?</em><br />
Da una persona che sentendomi cantare e sapendo che componevo e scrivevo anche i testi delle canzoni, mi disse: “Dio vuole che tu continui a cantare e <em>devo dirti</em> che il tuo inizio deve essere a Milano”. Io stavo proprio chiedendo a Dio di mandarmi un segno. Il segno sono state quelle parole.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/ef3978357cb0470291eee9cb84bb90fe" alt="Gaetano Micciche" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Gaetano Miccichè</em></p>
<p><em>E dopo, che cosa è successo?</em><br />
A Milano ho trovato subito un lavoro come fisioterapista presso una clinica, una struttura protetta per anziani: e ho continuato a cantare nel mio gruppo “Scegli Gesù”.</p>
<p><em>Quindi sei cattolico.</em><br />
Non mi piace parlare di religione usando un’etichetta. Io sono cristiano. Ho visto la differenza fra vivere una <strong>religione con Dio</strong> e una <strong>relazione con Dio</strong>.</p>
<p><em>Perchè, secondo te il cattolicesimo è una religione limitata?</em><br />
No. Per carità. Non critico nessuna religione. Io per anni ho vissuto una religione evangelica, via i miei genitori, ma non ho veramente mai conosciuto, “incontrato” Dio. Tutto è cambiato in un giorno&#8230;</p>
<p><em>Racconta.</em><br />
Avevo 20 anni, vivevo in Sicilia e pensavo spesso: “Dio, da anni sento parlare di te, di te che esisti e che mi ami. Ma dove sei?” Era l’epoca in cui cercavo di riempire il mio cuore in tutti i modi, come tanti giovani della mia età. Uscivo spesso, andavo in discoteca, stavo con le ragazze, qualche volta mi ubriacavo. Ma sentivo che quella vita, se veramente volevo rendere il mio cuore un contenitore di amore vero sentendomi profondamente amato, non era quella giusta. Comunque là <strong>non trovavo il Dio che cercavo</strong>. Poi un giorno sentii le parole di un uomo, un missionario africano che parlava dell’amore di Gesù Cristo: un amore che non si era fermato; sino alla Sua morte. Per poi resuscitare. Fu allora che cominciai a pregare con più forza: ed entrai in un gruppo che si chiamava “Comunità cristiana”. Continuando il mio percorso di vita, sino a Milano. Come ho accennato prima, entrai poi nel gruppo “<strong>Scegli Gesù</strong>”.</p>
<p><em>Da quanti anni esiste questo gruppo?</em><br />
Da 4 anni; e ci sono già 700 persone che frequentano il <em>Ministero Sabaoth</em>. Ministero significa <em>servizio</em> e Sabaoth <em>Signore</em> <em>degli eserciti</em>.</p>
<p><em>Quale è lo scopo di Scegli Gesù?</em><br />
Per fare un esempio: l’idea del nostro logo risale ad un marchio di moda che suscita un messaggio sessuale ( si vede un uomo dietro ad una donna&#8230;); che abbiamo trasformato in un omino in ginocchio che prega. Il messaggio mi sembra quindi chiaro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/936217cb2be24053a2d3fb5255d30323" alt="" width="308" height="310" /></p>
<p><em>Tu vivi ogni giorno a contatto con il dolore, soprattutto di persone anziane. Come attivi la tua fede in questo contesto di sofferenza?</em><br />
Offro un sostegno non solo fisico (con la mia professione di fisioterapista), ma anche morale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/8a7567fa853449e89fb90e128a01aeb3" alt="" width="500" height="751" /></p>
<p><em>E poi?</em><br />
Poi <strong>giriamo l’Europa</strong> (in seguito spero tutto il mondo) facendo <strong>spettacoli con musica, hip pop, spezzoni di teatro,</strong> <strong>giocolieri e sputafuoco</strong>. Siamo volontari, nessuno ci sovvenziona. Con queste <strong>rappresentazioni di strada</strong> vogliamo testimoniare, con gioia e amore, l’esistenza di Gesù. Di Lui che ha cambiato la nostra vita proprio dandoci la gioia di vivere.<br />
In un certo senso, quando ci credi, è come se avessi deciso di lasciarti amare, di aprire il tuo cuore al bene. L’amore di Dio è il nostro messaggio universale di fede e felicità.</p>
<p><em>Allora tu sei felice e credi veramente nella felicità? </em><br />
Sì, ci credo. Perchè conoscendo Gesù vivi già un pezzo di paradiso su questa terra.</p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/" target="_blank">CHI SONO</a></strong></p>
<p><strong>E&#8217;proibita la diffusione del testo senza citare l&#8217;autore e la fonte di provenienza</strong></p>
<p><a href="http://www.scegligesu.com/">www.scegligesu.com</a><br />
<a href="http://www.scegligesu.com/emotion/">www.scegligesu.com/emotion</a><br />
info@scegligesu.com</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Tanti auguri di Buon Natale dalla Redazione del Cofanetto magico </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>che vi offre questa bella e dolce canzone.</strong></p>
<p style="text-align: center;">Accendi gli altoparlanti oppure metti la cuffia e&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/2009/10/Paolo-Barabani-Buon-Natale.mp3" target="_blank"><strong>CLICCA QUI </strong></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ritratto inedito di Ana Laura Ribas. Il mondo dello spettacolo è pieno di veleno: il mio cuore no. Brava Belen!</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 05:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e servizi]]></category>
		<category><![CDATA[al bano]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[ana laura ribas]]></category>
		<category><![CDATA[belen]]></category>
		<category><![CDATA[maria cristina giongo]]></category>
		<category><![CDATA[romina power]]></category>
		<category><![CDATA[sofferenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ana Laura Ribas è una donna veramente bella, affascinante e intelligente: con qualcosa in più che la rende speciale. Quando guarda nella telecamera durante le interviste o le “ospitate” in televisione, è semplicemente disarmante: i suoi splendidi occhioni da gatta ti conquistano subito. Colmi di luce e sincerità. La stessa sincerità che esprime anche quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/ana-laura-ribas-foto-1.jpg"  /></p>
<p>Ana Laura Ribas è una donna veramente bella, affascinante e intelligente: con qualcosa in più che la rende speciale. Quando guarda nella telecamera durante le interviste o le “ospitate” in televisione, è semplicemente disarmante: i suoi splendidi occhioni da gatta ti conquistano subito. <strong>Colmi di luce e sincerità</strong>.<br />
La stessa sincerità che esprime anche quando la conosci personalmente e ti invade con un fiume di parole per farti capire che lei in questo mondo, tutto sommato, ci sta benissimo; nonostante le tante difficoltà della vita che ha imparato ad affrontare con molto coraggio. </p>
<p><span id="more-8259"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/ccc1157efec144e2887027b27c917dd1" width="400" height="600"/></p>
<p>A questo punto ho voluto intervistarla per rendermi conto se è veramente così bella e serena anche di dentro. </p>
<p><em>Ana Laura, come ti definiresti&#8230; per darci un’idea di te? <strong>Chi è Ana Laura Ribas?</strong></em><br />
Credo che sia una donna diventata grande soprattutto come persona. E una persona realizzata. </p>
<p><em>Nata a&#8230;? Studi fatti e finiti&#8230;?</em><br />
Sono nata al <strong>sud del Brasile</strong> a <strong>Paranà</strong>. Ho frequentato le magistrali.</p>
<p><em>E poi? Come e perchè sei approdata in Italia?</em><br />
In Brasile lavoravo come <strong>fotomodella</strong>. Sono arrivata in Italia proprio per una campagna pubblicitaria. All’inizio senza intenzione di restarci. Poi le mie amiche continuavano a ripetermi di fermarmi, che in Italia si stava e si lavorava bene, la vita era bella, feste, discoteche&#8230; Ad un certo punto ho pensato di provare a viverci. </p>
<p><em>Hai avuto un’infanzia felice?</em><br />
No. E’stata brutta, sacrificata, molto pesante. E ancora di più lo è stata la mia adolescenza perchè purtroppo <strong>mio padre era alcolista</strong>. Mia madre era giovanissima; ad un certo punto ha dovuto occuparsi solo lei di me e dei miei fratelli, oltre che di lui. Vivere con una persona dipendente dall’alcool è un tormento, una <strong>vera sofferenza</strong>. Soprattutto se gli vuoi bene; quando non beveva era una persona brava, un buon padre. Ti dico una cosa che non ho mai raccontato ad altri, perchè odio la compassione: i soldi che guadagnavo come modella li spendevo quasi tutti per lui, per le sue cure e l’acquisto di medicine costose. </p>
<p><em>E ora dove è tuo padre?</em><br />
E’morto. Quando bevi così non sopravvivi a lungo. E’spirato nel sonno : <strong>la classica morte degli Dei</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/4eb32074685a44a99b3dafcaeee56ddd" width="183" height="275"/></p>
<p><em>Quanto ti ha segnato questa dura esperienza di vita?</em><br />
Sai che cosa ti dico? Che in un certo senso è stata positiva, in quanto compiuti i 20 anni ho deciso di avere una vita felice. Mi sono detta: basta con tutti questi patimenti e violenze! E da allora ho proseguito il mio cammino  su questa strada. Nel mio cuore non c’è rabbia e neppure rancore; anche grazie a mia madre che mi ha aiutata a crescere bene.</p>
<p><em>E’ per questo che spesso ripeti in televisione che sei una donna serena, nonostante di recente sia stata colpita da un tumore?</em><br />
Sì, e ti dico di più; uso proprio la parola “felice”. Molte persone mi domandano come possa essere felice con tristi esperienze alle spalle e adesso <strong>un tumore</strong>. Io rispondo che la serenità è già una componente della felicità. La felicità di per sè non è altro che un “raduno” di tante piccole cose. Il segreto sta proprio nel dare valore a tutto quello che hai, anche se può sembrarti poco. Il 90% delle persone che fanno parte del mondo dello spettacolo sono infelici. Più hanno e più vogliono. Per loro è solo importante <strong>fare audience</strong>, quasi più del loro pubblico. Io stessa, come donna di spettacolo, ho vissuto i successi ed insuccessi di molti colleghi e mi sono resa conto di quanta tristezza alberghi nei loro cuori. Oltre tutto sono sempre circondati di persone che vogliono qualcosa da loro o si approfittano di loro. C’è molto veleno in questo piccolo universo luccicante e tanta cattiveria.</p>
<p><em>A proposito di spettacolo. Quale tua collega non sopporti?</em><br />
Silenzio&#8230;</p>
<p><em>Dai, Ana Laura, ci sarà pure una che non ti è simpatica?</em><br />
Ma&#8230;non mi piace sparlare della gente. Posso dirti che aborro le donne arrivate solo per raccomandazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/ca7e095f5f814f0092712d1766e5e179" width="240" height="300"/></p>
<p><em>Aborro? Un bel parolone! Ti riferisci a qualcuno o qualcuna in particolare? Della serie: io ci riprovo&#8230;Magari <strong>Belen</strong>?</em><br />
Belen? Figurati! Magari fossero tutte come lei! Anche se fosse vero che è stata intercettata e considerata da <strong>Silvio Berlusconi</strong> come una delle sue preferite, se anche avesse trovato lavoro grazie a lui, come pare, almeno lei è brava! Le altre no.</p>
<p><em>Rieccoci! Le altre&#8230;quali altre?</em><br />
Silenzio&#8230; (poi fa un nome che però non posso riferire; una tale “che si è messa con un uomo famoso solo perchè l’aiutasse ad entrare nel mondo dello spettacolo”; ma che secondo lei non vale niente).</p>
<p><em>Ana Laura, sei una donna veramente  “brava”e cara, non una viperetta come tante tue colleghe che sarebbero felici di lanciare veleno le une sulle altre&#8230;! Ti faccio solo un nome e poi giuro che passo ad un’altra domanda: Manuela Arcuri.</em><br />
Ah, ah&#8230;sai che cosa ti dico? Su di lei preferisco stendere <strong>un pietoso velo di silenzio </strong>.</p>
<p><em>Ho capito! Molto diplomatica. E chi è la più simpatica?</em><br />
<strong>Paola Cortellesi</strong>. <strong>Luciana Littizzetto</strong>. Ci sono così pochi conduttori credibili! Loro sì che sono delle vere professioniste!</p>
<p><em>Hai fatto parecchie cose nel corso della tua carriera; campagne pubblicitarie televisive, servizi fotografici, molta radio, tv, e tieni una rubrica su Eva 3000, “ Arriba la Ribas”. Ma il tuo sogno nel cassetto sarebbe&#8230;?</em><br />
Mi piacerebbe fare la spalla di <strong>Fiorello</strong>, che per me è un genio. Oppure condurre una trasmissione come <strong>Che tempo che fa</strong>, di <strong>Fabio Fazio</strong>. Una trasmissione seria ma anche spensierata.</p>
<p><em>Tanto per rimanere nel mondo dello spettacolo: avrai sicuramente letto le ultime vicissitudini del cantante <strong>Al Bano</strong> e di <strong>Romina Power</strong> che gli ha lanciato delle accuse pesanti e ingiustificate, su cui ho ricevuto tantissimi commenti proprio in questo giornale online. Che cosa ne pensi?</em><br />
Trovo che queste due persone, <strong>entrambi meravigliose</strong>, siano state (ovviamente!) talmente sconvolte dalla scomparsa della figlia Ylenia che in loro sono venute alla luce profonde ferite mai guarite che hanno fatto scattare reazioni ancora più gravi e risentimenti sommersi. Dolori come la perdita di un figlio ti cambiano; e spesso ti portano a dire cose che in altre circostanze non avresti mai pensato di poter dire e fare.</p>
<p><em>Chi è Gregorio?</em><br />
Gregorio?! Il mio amore! L’unico macho a cui sono fedele da 15 anni! Il mio cane!<br />
Io adoro lui e tutti gli animali. Li devo sempre toccare, coccolare, baciare. </p>
<p><em>A proposito di fedeltà. Sei innamorata? Fidanzata?</em><br />
Sì, con Marco,un uomo più giovane di me. Abbiamo 17 anni di differenza. Ma non cominciare con il discorso che ora va di moda avere una relazione con un uomo molto più giovane. Non è una questione di moda ma di modo. Modo di amare. </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/0f4e5993f17e4e98becca322738bbff9" width="500" /></p>
<p><em>Marco è il tuo amore più importante?</em><br />
Sinceramente non credo molto nell’amore “più Importante”. Ogni amore è importante nel momento in cui lo vivi. Per quanto mi riguarda, anche quando una storia finisce, non deve necessariamente terminare il rapporto che hai con quella persona che hai tanto amato. Infatti sono rimasta amica con tutti i miei ex. E sono la coccola delle suocere, passate e &#8230;presenti!</p>
<p><em>Considerato che Natale è alle porte, una domanda di prassi. Come e con chi lo trascorrerai?</em><br />
Con Marco e la sua famiglia: mamma Giovanna, papà Bruno, Valentina, sua sorella, il cagnolino Holly e Gregorio.</p>
<p><em>Per finire, come ti senti in questo momento?<br />
Sono come sempre piena di vita, come hai potuto constatare! Allora&#8230;sto benone, grazie! Non mi stancherò mai di ripeterlo: io sono allegra perchè sono felice di quello che ho. Non ho ottenuto il <strong>top del successo</strong>, lo so: ma in cambio ho conquistato un valore molto più prezioso: l’equilibrio. <strong>Accetto la vita per tutto ciò che mi dà</strong>, nel bene e nel male, per le piccole e grandi cose.</p>
<p><em>Allora buon Natale, cara Ana Laura Ribas. Con l’augurio che il nuovo anno ti porti nuovi motivi per rallegrarti; e ti lasci questo fondo di saggezza diventato per te una filosofia e ragione di vita.</em></p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p><strong>Proibita la riproduzione del testo senza citare autore e fonte di provenienza.</strong></p>
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		<title>Intervista  a  Roberto Vecchioni.  I colori del buio, l’ultimo suo splendido album.</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2011/12/03/intervista-a-roberto-vecchioni-i-colori-del-buio-l%e2%80%99ultimo-suo-splendido-album/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 05:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e servizi]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[maria cristina giongo]]></category>
		<category><![CDATA[roberto vecchioni]]></category>
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		<description><![CDATA[In questa intervista ci parla dell’amore per i figli e la moglie Daria. E poi un lungo addio, una “porca” nave in continuo movimento, un treno che se ne va e che ti lascia a terra. Un bel regalo per il prossimo Natale! Il cantautore Roberto Vecchioni, che è anche un eclettico scrittore. I colori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In questa intervista ci parla dell’amore per i figli e la moglie Daria. E poi un lungo addio, una “porca” nave in continuo movimento, un treno che se ne va e che ti lascia a terra. Un bel regalo per il prossimo Natale!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Roberto-Vecchioni_DSC1086.jpg"  alt="Il cantautore Roberto Vecchioni" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il cantautore Roberto Vecchioni, che è anche un eclettico scrittore.</em></p>
<p><strong>I colori del buio</strong>: si chiama proprio così l’antologia musicale edita dall’<strong>Universal Music Italia</strong>, uscita in questi giorni, che raccoglie alcune delle più belle canzoni di <strong>Roberto Vecchioni</strong>. L’album è diviso in due CD che, oltre alla canzone inedita da cui ha preso il nome, contiene un secondo nuovo brano intitolato <strong>Il lungo addio</strong>. Ho avuto la fortuna di sentire tutte le canzoni in anteprima e posso assicurarvi che sono magnifiche. Da ascoltare e riascoltare per scoprire (e riscoprire) pezzi indimenticabili che vi faranno sognare, emozionare, riflettere.</p>
<p><span id="more-8405"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/9d0887a1488c470088eb275b13932beb" width="420"  alt="Roberto Vecchioni" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>La copertina dell’Album contenente i due CD di Roberto Vecchioni, edito da Universal Music Italy</em></p>
<p>Roberto Vecchioni si è presentato puntuale al nostro appuntamento nonostante un’influenza di stagione all’attacco. Tuttavia, come ha confermato lui stesso, è un serio professionista, per cui gli sarebbe spiaciuto rimandare l’impegno preso con me. Fossero tutti come lui, i personaggi famosi! Allora cominciamo subito con la prima domanda.</p>
<p><em>Se chiudi gli occhi quali sono <strong>i colori del buio</strong>, o piuttosto del <strong>tuo</strong> buio che vorresti rivedere?</em><br />
Non a caso ho scelto il termine “rivedere”. Perchè vedere è facile, ma rivedere meno.<br />
Vorrei rivedere certe sottigliezze, certi particolari del mare, oppure di un abbraccio e di ciò che c’è vicino. Dove, come, quando, perchè. I colori più forti sono le persone, le compagne, gli amici. Quelli trovati: per esempio nel ricordo di una gioiosa serata in cui hai conosciuto un amico. Ma anche quelli persi. I Natali in famiglia: che bei colori!</p>
<p><em>Però in questa canzone si accenna anche al buio che ha circondato certi spazi della tua vita&#8230;come quei  “camici bianchi intorno ad un bimbo che stringe l’Uomo ragno in mano”. E poi gli occhi di un cane morente “steso su un tavolo per l’ultimo saluto”.</em><br />
Il bimbo circondato da camici bianchi è mio figlio nel momento in cui diagnosticarono una malattia che lo aveva colpito. E’vero: questo è <strong>un colore terrificante della mia notte</strong>. Un dolore immenso. Il cane invece è un fedele amico che se ne è andato. A me piacciono molto i cani; sanno essere dei veri compagni. </p>
<p><em>Nel secondo, bellissimo pezzo inedito, <strong>Un lungo addio</strong>, parli di “discreta nostalgia”.<br />
Esiste anche una nostalgia che non porta sofferenza?</em><br />
Certo! <strong>La nostalgia</strong> non è un sentimento di per sè legato al patimento: anzi, ti riempe l’animo di energie positive. La nostalgia è un’emozione che infonde luce, colore e calore. Nel brano <em>Un lungo addio</em> parlo con il futuro marito di mia figlia: è come se gli raccontassi la sua storia. E mi prendo in giro come il classico padre che deve accettare la separazione che avviene al momento in cui una figlia si sposa. Immagino la festa di matrimonio dove si ride&#8230; perchè <em>si deve</em> ridere.</p>
<p><em>Quando si arriva alla terza età inizia un cammino a ritroso che spesso riporta verso la casa natale, al famoso “soldatino che non rimaneva in piedi” di una delle tue più nobili  canzoni, a mio avviso: <strong>La casa delle farfalle</strong>. Ogni volta che l’ascolto mi commuovo.  Anche per te l’infanzia costituisce un ricordo colmo di rimpianto a cui vorresti far ritorno?</em><br />
Io non rimpiango l’infanzia: al contrario, l’adoro. Ho avuto un’infanzia felice, piena di  grande calore. E anche di diversità. Infatti i miei genitori erano molto differenti fra di loro, per cui ho avuto il vantaggio di assorbire i più importanti valori di entrambi: <strong>la saggezza e la dolcezza</strong> di mia mamma, la <strong>fantasia</strong> unita ad un pizzico di <strong>follia</strong> del papà.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/0bccf66fc1fb498bb31076a3995eeb85" height="500" alt="Roberto Vecchioni" /></p>
<p><em>Roberto, di solito o si canta oppure si scrive: tu fai entrambe le cose. Da dove trai tanta energia, senza sfinirti fisicamente e psichicamente?</em><br />
Mi sfinisco&#8230;mi sfinisco anch’io! Soprattuto quando devo recarmi in Sicilia, e poi in montagna e ancora in tanti altri luoghi per i miei concerti. Persino la ripetitività stanca.<br />
Nel senso che dopo 40 serate tutte uguali l’energia diminuisce. Lo stesso vale per la letteratura: è complicato scrivere su temi diversi, pubblicare nuovi libri mantenendo l’originalità che deve distinguerli. Il tutto senza trascurare la famiglia.</p>
<p><em>A proposito di libri, sentendo il tuo nuovo album mi è venuto in mente “<strong>Il libraio di Selinunte”, edito da Einaudi</strong>: un uomo che non vende libri ma li legge ad alta voce ad uno speciale ragazzino, <strong>Frullo</strong>, che ha il dono di saperlo ascoltare. Dimmi la verità: anche le tue melodie sono “<strong>diari frettolosi che vuoi riempire di corsa</strong>”  (tanto per citare una frase del libro), per timore del poco tempo a disposizione?</em><br />
In un certo senso sì. Purtroppo è la vita stessa che spesso ci mette fretta ed ansia. E, non avendo molto tempo a disposizione, dobbiamo sbrigarci a portare a Dio tutto ciò che abbiamo fatto di positivo. Senza dimenticarci di impiegare per amore il tempo che ci rimane; di riempirlo d’amore! </p>
<p><em>Tu sei un uomo che vibra d’<strong>amore</strong>: in ogni tuo sguardo (anche quando canti), in ogni nota musicale e pensiero. Hai sempre sete d’amore oppure adesso puoi dire di vivere di amore appagato?</em><br />
<strong>Non esiste amore appagato! L’amore è come un secchio bucato</strong>: metti l’acqua dentro &#8230; e l’acqua esce fuori. Questi buchi sono le incertezze, i problemi. L’amore ha sempre alti e bassi; allora devi continuare a riempirlo d’acqua e di linfa vitale. E’ naturale che sia così: pensa che noia una felicità costante! </p>
<p><em>E il sesso?</em><br />
<strong>Il sesso</strong> è stato molto importante, definitivo.</p>
<p><em>Parli al passato? Hai detto: è stato&#8230;.</em><br />
Non sono più un ragazzino.! E’importante anche adesso ma diciamo al 50%. L’altra metà è affetto. In quel 50% di sesso c’è ancora molta passione. Quando ero giovane mi sono fatto pure delle scopate senza amore, se vogliamo parlare chiaro. Ho avuto diverse avventure. Poi è arrivata <strong>Daria</strong>, <strong>mia moglie</strong>, la donna in cui tutto è confluito in un unico, grande fiume. <strong>Con lei ho raggiunto la completezza fatta di amore e sesso.</strong></p>
<p><em>Canterai a Sanremo anche quest’anno, dopo la vittoria dell’anno scorso?</em><br />
No. Lo scorso anno avevo la canzone giusta, l’umore giusto. E’stata una rivincita sul passato; un voler ricordare a tutti che esisto ancora. E soprattutto che compongo, canto e scrivo ancora!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/508b4e7b21ba4d12a63f7849b28e9981" width="500" alt="Roberto Vecchioni" /></p>
<p><em>Una domanda d’attualità e politica. Che cosa pensi del <strong>nuovo Presidente del consiglio Mario Monti</strong> che rappresenta “ il sogno” degli italiani? Quello di un Paese dove finalmente potrebbero tornare rettitudine, onestà, pane e companatico per tutti?</em><br />
La tua domanda è una bella favola ( risata sonora!). <strong>Il Professor Monti</strong> è un uomo che stimo, come stimo il gruppo di persone di cui ha voluto circondarsi per avviare questo <strong>governo tecnico</strong>. Allora ti rispondo che ci spero. Soprattutto ho fiducia nel grande popolo degli italiani.</p>
<p><em>Come e con chi trascorrerai il <strong>Natale</strong>?</em><br />
Sono un tradizionalista in assoluto. Lo trascorrerò quindi in famiglia, con moglie, figli, le loro fidanzate, fidanzati ed il mio caro fratello, l’unico che ho.</p>
<p><em>Per finire, vorrei che associassi un pensiero ad alcune parole che ho tratto da questo tuo album appena uscito, I colori del buio. Cominciamo dalla prima, che è, appunto, BUIO.</em><br />
<strong>Il buio</strong> è il simbolo più forte del non sapere perchè siamo qui. E’il mistero, la notte.<br />
Dobbiamo cercare un po’di luce in mezzo a tutto questo&#8230;</p>
<p><em>Nave, anzi, <strong>PORCA NAVE</strong> (parola chiave della canzone A.R.)</em><br />
La nave è l’umanità che gira. Diciamo pure che rappresenta la storia dell’umanità.<br />
La nave rimane sempre la stessa: c’è chi sale e c’è chi scende.</p>
<p><em>DADI (tratta dall’indimenticabile brano L’uomo che si gioca il cielo a dadi).</em><br />
<strong>Il dado</strong> simbolizza l’imprevedibilità della vita umana che ti dà <strong>una prova dell’esistenza di Dio</strong>. Infatti se il mondo fosse tutto misurabile Dio non servirebbe a nulla.</p>
<p><em>Sei credente? </em><br />
Adesso sì ma è stato un lungo e non facile percorso. </p>
<p><em>Continuiamo con le parole: FIGLIO.</em><br />
<strong>Il figlio</strong> è una continuità di noi; forse un po’interessata&#8230;Infatti fa bene sapere che rimane una testimonianza di te anche quando non ci sarai più. Penso poi <strong>a tutti i figli</strong>, straordinaria eredità che lasciamo al mondo. </p>
<p><em>TRENO.</em><br />
In parecchie mie canzoni parlo di <strong>treni</strong>. Il treno rappresenta per me <strong>il senso del distacco</strong>. Ho sempre immaginato un treno che partiva senza di me. L’amore qualche volta se ne va e ti lascia a terra. Io non ho mai avuto il coraggio di salire su un treno: come hai fatto tu andando a vivere in Olanda&#8230;Non sono un rivoluzionario. Sono un abitudinario.</p>
<p>Allora, caro Roberto Vecchioni, continua il tuo viaggio con noi su questa terra! Perchè abbiamo bisogno della tua musica vibrante  d’amore, che ci fa gridare “mamma, fammi tornare a casa per Natale”; per stringerci tutti in un abbraccio colmo di speranza e di colori fosforescenti che danzano nel buio.</p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p>link: <a href="http://www.vecchioni.org/">www.vecchioni.org</a></p>
<p>Il servizio fotografico è di <strong>Luca Scalia</strong>.</p>
<p><strong>Proibita la diffusione del testo e delle fotografie senza citare autore e fonte di provenienza.</strong></p>
<p>Un grazie particolare a <strong>Roberto Vecchioni</strong> per questa intervista e a <strong>Mariagrazia Bevilacqua</strong>. Anche a <strong>Roberta Giucastro</strong> della casa discografica <strong>Universal Music Italia</strong>, che ci hanno permesso di sentire in anteprima l’antologia musicale “I colori del buio”.</p>
<p><strong>Vecchioni sarà ospite da Fazio RAI 3 sabato 10 dicembre e poi canterà con l&#8217;orchestra di San Remo di Bruno Sartori al concerto di Natale in onda su RAI 1 il 24 dicembre dopo la Santa Messa del Papa.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/d239ba0f9d0440819413845c38a62209"  height="500" alt="Roberto Vecchioni" /></p>
<div style="width:500px;height:550px;border:2px solid orange;">
<div style="width:496px;height:546px;border:2px solid white;">
<p style="font-family:Bookman Old Style;">Vi ricordiamo che il <strong>primo CD</strong> contiene 16 canzoni fra cui ci sono, oltre ai due brani inediti:</p>
<p style="font-family:Bookman Old Style;">- La spettacolare <strong>Lucia a San Siro</strong>, cantata insieme a <strong>Mina</strong>.<br />
- La struggente <strong>Non lasciarmi andare via</strong> (“quando hai finito tutte le possibili scuse per poter restare..”)<br />
- La rock <strong>La ragazza col filo d’argento</strong> sulla fronte e.. “il nome dei figli scritto sulle mani”.<br />
- <strong>Blu(e)notte</strong> (una canzone dura, un pugno nello stomaco)<br />
- <strong>Le rose blu</strong> (con un pizzico di disperazione dentro).
</p>
<p style="font-family:Bookman Old Style;">Nel <strong>secondo CD</strong> troverete, fra le altre:</p>
<p style="font-family:Bookman Old Style;">- La bellissima <strong>Per amor mio</strong> (che ti esorta a “vedere anche dove gli altri guardano”)<br />
- <strong>Voglio una donna</strong> (“con la gonna e senza cervello..”), decisamente controcorrente.<br />
- <strong>El Bandolero stanco</strong>, che ti mette voglia di ballare anche “se hai il cuore infranto.. proprio come il bandolero stanco”.<br />
- L’intensa <strong>Canzone per Laura</strong>, un gioiello di musica e parole soppesate,<br />
- L’indimenticabile <strong>L’uomo che si gioca il cielo a dadi</strong> (“figlio mio, come ti va? &#8230;Papà,lasciamo tutto e andiamo via.”)<br />
- <strong>Di te</strong>, una dolce storia d’amore intessuta di ricordi e “sogni che non sai se hai mai sognato”.
</p>
<p style="font-family:Bookman Old Style;">Visto che ci avviciniamo a Natale, un dono musicale sarà sempre gradito! Pertanto vi segnaliamo anche il CD precedente, <strong>Chiamami ancora amore</strong>, in cui <strong>tutti i brani</strong> contenuti sono di valore. Comprende anche  “<strong>La casa delle farfalle</strong>”, <strong>contro la guerra</strong>, di cui vi ho già parlato nel mio articolo precedente, che vi emozionerà non solo per la musica ma anche per la preziosità del testo. Da ascoltare e riascoltare con il cuore ed il cervello.</p>
</div>
</div>
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		<title>Laurea honoris causa all&#8217;attore Lino Banfi.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 05:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sua ricetta per un matrimonio felice. Intervista esclusiva al Nonno d’Italia, come lo ha definito il Papa. Lino Banfi Oggi vi proponiamo un’intervista all’attore Lino Banfi, pugliese DOC, indimenticabile nonno Libero nelle precedenti serie della commedia “Un medico in famiglia”, (trasmessa da Rai Uno). E&#8217; appena stato insignito della laurea ad honoris causa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La sua ricetta per un matrimonio felice. Intervista esclusiva al Nonno d’Italia, come lo ha definito il Papa.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/lino-banfi-foto-1.jpg"  /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Lino Banfi</em></p>
<p>Oggi vi proponiamo un’intervista all’attore <strong>Lino Banfi</strong>, <strong>pugliese DOC</strong>, indimenticabile <strong>nonno Libero</strong> nelle precedenti serie della commedia “<strong>Un medico in famiglia</strong>”, (trasmessa da Rai Uno). E&#8217; appena stato insignito della <strong>laurea ad honoris causa</strong> in scienze della comunicazione da parte dell&#8217;Università degli studi Giovanni Paolo I di Roma. Fra i messaggi di felicitazione anche quello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E&#8217; la seconda volta che riceve una laurea ad honorem.</p>
<p><span id="more-7725"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/61910cd0e8174d74a97b04d794755ba5" width="259" height="195" alt="medico in famiglia"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Un medico in famiglia</em></p>
<p>Lino Banfi ti colpisce per la sua sottile ironia, che usa come un pizzico di sale per insaporire un piatto insipido o come una zolletta di zucchero per addolcirti l’umore. E&#8217; sicuramente simpatico ma sa anche essere molto serio e profondo. Ripensando a certi suoi film del passato&#8230;a volte non mi pare lo stesso uomo. E l&#8217;uomo di adesso è quello che preferisco. Come attore si è evoluto nel corso degli anni sino a creare il <strong>magnifico</strong> ed <strong>indimenticabile</strong> personaggio di <strong>Nonno Libero</strong>. Magnifico quanto insostituibile in quanto ora la commedia “Un medico in famiglia” senza di lui ha perso forza ed ascolti. Ma dove è finito nonno Libero? Lo chiediamo direttamente a lui.</p>
<p><em>Signor Banfi, che fine ha fatto il mitico nonno Libero?</em><br />
Della fiction <strong>Un medico in famiglia</strong> ne ho fatte ben sei serie, durante le quali molti protagonisti entravano ed&#8230; altri uscivano. Poi (credo per risparmiare&#8230;) mi proposero di farne solo 4 o 5. Accettai ma fu un errore.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/a8edbc76dd4d4082b566c559bc5e681f" width="275" height="183" alt="medico in famiglia"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Lino Banfi con l’attore Giulio Scarpati, che nella serie “ Un medico in famiglia” impersona Lele, il figlio medico.</em></p>
<p><em>In che senso un errore?</em><br />
Nel senso che la gente non capiva più niente. Ad un certo punto dovevo sparire, partire per la Puglia, poi ricomparivo&#8230;</p>
<p><em>In effetti si sentiva la Sua mancanza; era Lei che reggeva e impreziosiva questa serie.</em><br />
Non posso che darLe ragione. Nonno Libero era un personaggio importante e tanto amato, che ha completato la terza generazione e a cui sarò sempre legato.</p>
<p><em>Che cosa successe in seguito?</em><br />
Dissi alla dirigenza della <strong>Rai</strong> e alla produzione: così non va! O mi volete per tutte le puntate o nonno Libero se ne va definitivamente. E così è stato.</p>
<p><em>Peccato&#8230;comunque, finita una serie, ne è cominciata un’altra: Il Commissario Zagaria, su Canale Cinque. Anche questa è già terminata e ancora una volta devo dire &#8230;peccato! Vorremmo vederLa più spesso sugli schermi televisivi! Per chi se l&#8217;è perso, ci racconti Lei chi è il commissario Pasquale Zagaria.</em><br />
Sono io di nome e di fatto. Infatti Pasquale Zagaria è il mio vero nome.<br />
Il commissario Zagaria non è belloccio, non fa l’amore con le attrici, non le bacia nemmeno. I comici non sono mai stati dei “bacianti”. Insomma, è un tipo diverso dal solito. Si tratta di una commedia gialla, girata a Lecce.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/8f133fee2f8844c2aefb743cb0fbd6cc" width="332" height="442" alt="commissario Zagaria"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Lino Banfi nel ruolo del Commissario Zagaria</em></p>
<p>Anche la figura del commissario Zagaria è carica di espressività e di genuinità: sia quando si adira che quando si commuove. Pasquale Zagaria è così anche nella realtà?</em><br />
Certo. Inoltre <strong>Pasquale Zagaria</strong> è quello che fa lavorare Lino Banfi come un asino. E poi si gode tutte le onorificenze.</p>
<p><em>Come sta sua figlia <strong>Rosanna</strong>? Purtroppo circa 3 anni fa è stata colpita da un tumore maligno.</em><br />
Sta meglio. E lavora con me nella serie di Canale Cinque. Tempo fa raccontai della sua malattia in televisione proprio per fare un discorso di prevenzione. E soprattutto per dire: fidiamoci dei nostri oncologi, che sono molto bravi. Non andate all’estero. I migliori sono da noi.  Rosanna è stata curata benissimo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/bf7895eab2d640a9acce04fcd242d0a6" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>L&#8217;attore con la figlia Rosanna sul set del Commissario Zagaria</em></p>
<p><em>Mi racconta  dell&#8217;incidente avvenuto quest&#8217;estate?</em><br />
L’11 luglio scorso mi trovavo a <strong>Las Vegas</strong> per festeggiare il mio compleanno con la mia famiglia: 75 anni! Mi aveva appena chiamato Silvio Berlusconi, come sempre: ogni anno si consuma il rito di una sua telefonata, che mi raggiunge ovunque mi trovi. Appena rispondo mi dice: Ciao, vecchio!. Vecchio solo perché lui compie gli stessi anni due mesi dopo di me! Ma non divaghiamo.<br />
Pochi attimi dopo stavo passeggiando con moglie e figlio quando ci siamo imbattuti in una comitiva di italiani che, incrociandomi, mi ha subito riconosciuto. Urlo generale di gioia: &#8220;È lui, è Banfi!&#8221;. Quella marea di fan mi girava attorno, mi stringeva la mano, voleva fare una fotografia con me. Chi mi tirava da una parte, chi dall’altra&#8230; A un certo punto una signora un po’ tracagnotta (diciamo pure: grassottella come me), si è fatta strada a spintoni e mi si è piazzata accanto per farsi immortalare con il sottoscritto, strattonandomi per riuscire nell’intento. Ricordo che allora mi sono girato di scatto. E siccome lì c’era un piccolo gradino, uno dei miei due piedi si è ritrovato senza base d’appoggio. Considerato che il piede è attaccato alla gamba, se l’è vista brutta pure lei: mi è parso che si arrotolasse su se stessa. Per non parlare del rumore angosciante: crack. Associato a un dolore terribile. </p>
<p><em>Avete chiamato subito un medico o è stato portato in ospedale?</em><br />
Prima è arrivato il dottore. Qualcuno gli ha detto che ero un attore italiano molto popolare. Ma quello dice: &#8220;non me ne frega niente se è un vip. Preparate 450 dollari e io gli faccio un’iniezione per lenire il dolore. Li voglio in contanti. È uno straniero e in California deve pagare subito se vuole l’aiuto medico&#8221;. In quel momento <strong>ho capito l’essenza della sanità americana</strong>.</p>
<p><em>E ha pagato!</em><br />
Che altro potevo fare! Ho versato la cifra e ho abbandonato Las Vegas, dove non sarei più riuscito a muovermi. A Roma mi sono fatto visitare da Pier Paolo Mariani, noto ortopedico di sportivi famosi. Perché ho scelto lui? Per sentirmi importante! Anche se non ho mai fatto sport. E non sto scherzando. Non so veramente fare nulla e non faccio nulla: non so nuotare, andare a cavallo, non gioco a tennis, non faccio ginnastica. Niente di niente. E si vede.<br />
Comunque sia, Mariani ha diagnosticato una <strong>frattura del menisco</strong>. Scomposta. Io mi sono immediatamente risentito. Scomposta? Questo termine rivolto a me che sono una persona tanto composta, e lo sono stato tutta la vita? Poi sono stato operato: a Villa Stuart.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/85684a54f44446d09368535dbb4a8ed4" width="500"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Un&#8217;altra bella foto di Lino Banfi</em></p>
<p><em>E&#8217; andato tutto bene?</em><br />
Sì, è andato tutto bene; sia sotto i ferri che dopo, in fase di riabilitazione. Prima di lasciare la clinica ho scritto una poesia dedicata a chi mi ha assistito con tanta cura, dottori, fisioterapisti  e infermieri. Si chiama <strong>L’ammutinamento dei muscoli di Banfi</strong>. Cito solo la strofa finale: <em>Se questo dimagrisce,/ cosa molto, molto rara, /ci trasferiamo nel corpo di</em> <strong>Giuliano Ferrara</strong>. Come forse avrete già capito, sono i miei muscoli a parlare.<br />
Ormai cammino senza bastone. Non finirò mai di pensarlo e di ripeterlo: in Italia abbiamo medici bravissimi.</p>
<p><em>Parliamo d’amore. Mai uno scandalo. Lei è un uomo integro, leale e quindi fedele?</em><br />
Se avessi dato scandalo e non fossi un uomo di sani principi morali non sarei stato scelto come <strong>Ambasciatore dell’UNICEF</strong> e non mi avrebbero rinnovato questo mandato per ben 12 anni. Il 1 marzo 2012 mia <strong>moglie Lucia</strong> ed io festeggeremo i 50 anni di matrimonio. Ho già detto a Papa Benedetto XVI di&#8230; tenersi libero per quel giorno perchè vorremmo la Sua benedizione. Gliel’ho chiesto l’anno scorso, durante un’udienza che abbiamo avuto con Lui. E sa come mi ha chiamato? <strong>IL NONNO D’ITALIA!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/c903375905694f2ba7fb85dd95654c30" width="350" height="492" alt="Lino Banfi e sua moglie Lucia"/></p>
<p style="text-align: center;"><em> Una tenera foto dell&#8217;attore pugliese con la moglie Lucia. Niente stupidi gossip per loro! </em></p>
<p><em>Allora ci dia la ricetta per far durare un matrimonio, felicemente, per ben 50 anni!</em><br />
Eccola: <strong>fare cicli di 10 anni cambiandosi di ruolo</strong>. Ora Le spiego: per dieci anni io ho fatto il padre e mia moglie la figlia. Per altri dieci abbiamo rivestito il ruolo di amanti.  Poi siamo stati dei fidanzatini. E magari per i prossimi dieci anni io sarò il figlio e lei la madre&#8230; Abbiamo seguito questo piano, creandoci parti diverse&#8230; ed il nostro matrimonio è andato benissimo. Senza noia, sempre fresco e divertente. </p>
<p><em>Se Le dico la parola<strong> pace,</strong> che sentimento suscita in Lei?La pace universale potrebbe esistere o è un’utopia?</em><br />
La parola <em>pace</em> è l’unica per cui non cambio mai la lettera a in e. Di solito mi diverto a dire, per esempio, invece di MARE&#8230; MERE. La pace è dentro di noi, è nei nostri cromosomi. Se non l’hai ben radicata in te è molto difficile costruirla o trovarla. E soprattutto portarla agli altri. Per fortuna <strong>nella mia famiglia la pace c’è</strong>.</p>
<p><em>Per finire, caro Lino Banfi, alter ego di Pasquale Zagaria, esprima un desiderio, un progetto per il futuro, visto che noi ci chiamiamo il Cofanetto magico&#8230;</em><br />
Tirando le somme&#8230;abbiamo detto che l’amore ce l’ho (da ben 50 anni!), mia figlia sta meglio, la pace in famiglia esiste, il lavoro va bene, perchè ci sono in vista altri progetti con Rai Uno. Tuttavia, sì, c’è ancora una cosa che mi piacerebbe ottenere: partecipare con un film ad un festival importante.</p>
<p><em>Tipo il festival di Cannes?</em><br />
Esatto. Per questo ho fondato una casa di produzione cinematografica, <strong>ALBA TREMILA</strong>, con cui spero di arrivare a girare un film serio: da presentare poi ad un festival cinematografico. Questa è la forza di Pasquale Zagaria, un uomo che sa ancora sognare, ma anche portare avanti con impegno ed amore tutto ciò che si è prefisso di realizzare nella vita.</p>
<p>Concludo porgendo anche noi a Pasquale Zagaria, uomo di grande cuore e grande artista, che tanto amiamo come Lino Banfi, i migliori auguri per la laurea honoris causa appena ottenuta; un previlegio veramente meritato.</p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p><strong>Avviso per i lettori e fan di Lino Banfi</strong>: alla fine di questo mese uscirà un&#8217;altra mia intervista a Lino Banfi nel mensile <strong>Ok, la salute, della Rizzoli</strong> Rcs-periodici. Non perdetelo! Rimarrà in edicola sino alla fine dicembre: scoprirete una nuova interessante storia sul vostro attore preferito.</p>
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		</item>
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		<title>Esclusivo: basta con il bunga – bunga! L’Ambasciatore italiano in Olanda, Franco Giordano,  ha sollevato una piccola sommossa di protesta, chiedendo rispetto per il nostro Paese. Berlusconi o non Berlusconi!</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2011/10/15/esclusivo-basta-con-il-bunga-%e2%80%93-bunga-l%e2%80%99ambasciatore-italiano-in-olanda-franco-giordano-ha-sollevato-una-piccola-sommossa-di-protesta-chiedendo-rispetto-per-il-nostro-paese-berlu/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 05:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Ambasciatore italiano in Olanda Franco Giordano E’accaduto ieri pomeriggio all’Allard Pierson Museum archeologico dell’Università di Amsterdam, durante la presentazione di apertura di un’importante mostra sugli Etruschi, che fa parte di un ampio progetto di collaborazione fra musei italiani ed olandesi, con la partecipazione dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto di cultura dei Paesi Bassi. Una giornalista olandese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/LAmbasciatore-italiano-in-Olanda-Franco-Giordano.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>L’Ambasciatore italiano in Olanda Franco Giordano</em></p>
<p>E’accaduto ieri pomeriggio all’<strong>Allard Pierson Museum</strong> archeologico dell’<strong>Università di Amsterdam</strong>, durante la presentazione di apertura di un’importante mostra sugli <strong>Etruschi</strong>, che fa parte di un ampio progetto di collaborazione fra musei italiani ed olandesi, con la partecipazione dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto di cultura dei Paesi Bassi.</p>
<p><span id="more-7967"></span></p>
<p>Una giornalista olandese, corrispondente della televisione nazionale NOS, <strong>Andrea Vreede</strong>, iniziando un discorso sul potere politico e religioso dei re, sacerdoti e nobili etruschi ha cominciato a paragonarli a Berlusconi, andando&#8230;sul pesante con accenni ed aneddoti sul <em>bunga – bunga</em> e  Forza Italia che dovrebbe cambiare il suo nome in &#8220;Forza Gnocca&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/d3470a4fb2bf406f8257a4db2964c792" width="420" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Domenica 9 ottobre 2011. L’Ambasciatore italiano Franco Giordano mentre parla al pubblico intervenuto ad un’ interessante giornata organizzata dall’Estec al suo centro europeo di ricerca spaziale e tecnologica di Noordwijk, affiliato all’ esa: il più  grande d’Europa. Anche il direttore di questo prestigioso centro è un italiano, il dottor Franco Ongaro (foto Hans Linsen)</em></p>
<p>A questo punto l’Ambasciatore si è alzato dal suo posto, ha raggiunto il palco, ha fatto cenno alla giornalista di spostarsi e ha preso la parola, sottolineando, in lingua inglese, il suo sdegno per la continua ed irriverente associazione di una nazione con stereotipi che si riferiscono soltanto alle “ gesta” del suo presidente del Consiglio.  Dopo di che, invece di tornare a sedersi ha abbandonato l’aula, immediatamente seguito dal <strong>sindaco di Amsterdam</strong>, <strong>Eberhard van der Laan</strong>, che pare abbia provato a mettere pace porgendo le sue scuse.</p>
<p>Dopo poche ore la notizia è stata data alla radio e alla televisione. E Andrea Vreede è stata invitata ad un famoso programma  di dibattiti e attualità che va in onda alle 23.00 su Nederland 1, il primo canale della tv nazionale, “<strong>Pauw &#038; Witteman</strong>”. I presentatori, <strong>Paul Witteman</strong> e <strong>Jeroen Pauw</strong> le hanno chiesto se non pensava di esagerare parlando in quel modo davanti ad un Ambasciatore “che si sa viene pagato proprio dal governo italiano”.</p>
<p>La giornalista si è giustificata asserendo che voleva soltanto scherzare su fatti risaputi in tutto il mondo, “senza nessuna intenzione di provocare una crisi politica o di offendere l’Ambasciatore; e neanche l’Italia, considerato che fa proprio la corrispondente da Roma” (e conosce bene la nostra lingua!). Secondo lei l’Ambasciatore Franco Giordano, considerato che non parla l’olandese, non ha capito l’intento del suo discorso, estrapolandone soltanto dei termini che ha giudicati offensivi.<br />
“D’altra parte”, ha detto la donna, “  è stato lo stesso Berlusconi a coniare l’espressione <em>Forza gnocca</em>: e io l’ho ripetuta”. </p>
<p>Fatto sta che non se ne può più di essere presi in giro soltanto per le azioni o frasi di <strong>Silvio Berlusconi</strong>! E’ quindi comprensibile la reazione di un Ambasciatore invitato come persona di rilievo ad un evento culturale importante in cui, invece di trattare argomenti di arte e storia, si sono tirati fuori gli ennesimi gossip sul presidente del Consiglio; ancora una volta associando tutta l’Italia alle azioni, anche sconsiderate, di chi la dirige. Le colpe dei padri non dovrebbero ricadere sui figli&#8230;e si spera che le vicende di Berlusconi non abbiano segnato il nostro Paese per sempre! </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/047f0c76000d4ca8a57df53f89f73997" width="420" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Den Haag, 2 giugno 2010. Festa della repubblica. L’Ambasciatore Franco Giordano con la sua cara moglie e Maria Cristina Giongo, nella bella residenza all’Aja.<br />
(foto Hans Linsen)</em></p>
<p>“E’ stato un po’ come se ad una conferenza in Italia, alla presenza della regina Beatrice, si fosse parlato male della medesima; o si fosse accennato alla casa in Mozambico del principe Willem Alexander, causa di molti dissensi e contestazioni da parte degli olandesi”, ha detto uno dei due presentatori.</p>
<p>Lo stesso pensiero è stato espresso da altre persone nei commenti sotto agli articoli usciti  su vari quotidiani, <strong>Telegraaf</strong> compreso: <em>alcuni hanno scritto che l’Italia non è solo la mafia, Berlusconi, il bunga-bunga, la gnocca, la corruzione.</em>  Come l’Olanda non è solo il paradiso della droga, dell’eutanasia sfrenata e illimitata, delle prostitute in vetrina (a cui comunque gli olandesi stessi hanno posto molti freni).</p>
<p>Ha fatto bene il nostro Ambasciatore a protestare, <strong>indipendentemente dalla figura di Berlusconi</strong>, per chiedere un po’ di rispetto nei confronti di una nazione un tempo tanto amata in Olanda; che adesso viene sempre più bistrattata e derisa. Era ora che qualcuno cominciasse a farlo anche all’estero! Questo a dimostrare che gli Ambasciatori “servono veramente a qualcosa”, se sono validi; come lo è il nostro attuale. Il quale si è subito conquistato la stima sia dei connazionali che delle forze politiche del Paese ospitante. </p>
<p>Naturalmente abbiamo voluto sentire anche la Sua reazione a caldo, che offriamo ai nostri lettori per una valutazione più diretta. Ecco l’intervista.</p>
<p><em>Ambasciatore, che cosa è successo ieri?</em><br />
E’ successo che una tale giornalista, durante una cerimonia ufficiale di apertura di una mostra molto importante sugli Etruschi, si è lasciata andare a commenti irriverenti che mi hanno fatto indignare.</p>
<p><em>Commenti che Lei non si aspettava?</em><br />
Ho cominciato ad intuire qualcosa quando ha esordito dicendo che con il suo discorso sperava di non provocare una crisi politica. La cosa strana è stata che ha iniziato in lingua italiana, considerato che è corrispondente da Roma; ma poi ha continuato in olandese e non c’era traduzione simultanea. Non ha parlato in inglese.<br />
In seguito ha detto che avrebbe dato il testo della sua relazione. Ma sino ad ora non si è visto nulla!</p>
<p><em>Infatti si è stupita che Lei avesse reagito con tanta indignazione pur non avendo capito il senso del discorso.</em><br />
Il senso del discorso l’ho capito benissimo, non ci voleva molto&#8230;soprattutto perchè ogni dieci secondi inseriva “parolacce” facilmente comprensibili, tipo bunga bunga, gnocca, e altri “concetti” di altrettanto facile comprensione. Mia moglie si è alzata e se ne è andata prima di me, non reggendo questa umiliazione nei confronti del nostro Paese.</p>
<p><em>In un’intervista avvenuta qualche ora dopo, durante un programma televisivo, la giornalista Andrea Vreede ha sottolineato il fatto  &#8220;che le Università sono luoghi del pensiero libero e anche l’Olanda è un Paese dove si possono esprimere liberamente le proprie idee&#8221;.</em><br />
Liberissima di farlo! Ma, ripeto, non in una cerimonia ufficiale. Anch’io avevo preparato un intervento il cui succo era quello del ruolo femminile nella cultura etrusca. Ovviamente dopo quello squallido discorso a base di gnocca e bunga bunga ho lasciato perdere e me ne sono andato!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/ab6e7f5cac8749eeac7c4e8a76278347" width="200" height="132"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>L’Ambasciatore Franco Giordano raggiunto dal sindaco di Amsterdam Eberhard van der Laan dopo la sua protesta (foto del quotidiano nazionale olandese Telegraaf)</em></p>
<p><em>Se ne è andato&#8230; molto adirato! E mi pare che lo sia ancora adesso.</em><br />
Certo, era alterato e indignato. E guardi, non per le critiche al nostro Paese, che ho sempre accettato, quando erano serie; spesso discutendone, come è accaduto in una recente conferenza sull’Unità d’Italia. Non sono una persona che rifiuta il confronto! Tra l’altro, se avessero organizzato un convegno a parte su Berlusconi, sarei stato il primo a partecipare, anche a criticare, pur sapendo che magari l’atmosfera sarebbe diventata incandescente.<br />
Ma ieri pomeriggio il tema era di tutt&#8217;altro genere, si parlava di arte, di collaborazione fra Paesi differenti: erano presenti ambasciatori di altre nazioni, alte cariche politiche, istituzionali, costituzionali. Anche la dama di compagnia della regina. Le sembrava il luogo adatto per parlare del bunga bunga?</p>
<p><em>Ambasciatore, quando Lei ha abbandonato l’aula che cosa è accaduto?</em><br />
Mi hanno seguito parecchie persone. Anche il sindaco di Amsterdam, che poi ha cercato di convincermi a rientrare in sala. Dopo nessuno di noi è andato a visitare la mostra.</p>
<p><em>Tutti solidali, quindi.</em><br />
Sì. Stamattina mi hanno telefonato anche il segretario del <strong>Ministero </strong><strong>degli Esteri e l&#8217;Ambasciatore olandese in Italia A.H.M. Stoelinga,</strong> per esprimermi la loro solidarietà. Ora sta arrivando la televisione olandese per intervistarmi. Ho ricevuto tante email, anche di approvazione da parte degli olandesi.</p>
<p><em>Penso che la Sua reazione abbia rotto un silenzio che durava da troppo tempo. Sta a dire: diplomazia sì&#8230;ma c’è un limite a tutto.</em><br />
Esatto. E non credo di aver messo un freno alla libertà di pensiero e di parola. Ma piuttosto di aver sancito l’importanza di un altro fondamentale diritto: quello legato ad ogni forma di rispetto. Verso persone, cose e luoghi.</p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p><strong>Domani uscirà un mio articolo a riguardo anche sul quotidiano AVVENIRE.<br />
</strong><br />
La mostra sugli Etruschi sarà aperta al pubblico sino al 18 marzo 2012. E’sviluppata in due versioni, una al museo archeologico <strong>Allard Pierson Museum</strong> dell’<strong>Università di Amsterdam</strong>, sugli <em>uomini etruschi di potere</em>; e l’altra al <strong>Rijksmuseum van Oudheden</strong>, il <strong>museo delle Antichità</strong> di <strong>Leiden</strong>, al femminile&#8230; intitolata “<em>donne di potere</em>”. Sono esposti anche preziosi pezzi e reperti di collezioni straniere.</p>
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		<title>Un sogno inatteso; l’invito di un sultano sul suo panfilo. Parla Giulio Bonora, eccellente maître d’hotel della Costa Smeralda.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 05:00:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giulio Bonora Si chiama Giulio Bonora, 36 anni, ambasciatore del turismo internazionale, restaurant manager del Club Hotel di Baja Sardinia (che fa parte dell’esclusiva catena Baja Hotels). L’abbiamo intervistato per il Cofanetto Magico, fra gustosi piatti della loro cucina, un’incantevole vista sul mare e persino un piccolo segreto molto suggestivo&#8230;Buona lettura!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/01-DSC_2484.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;"><em> Giulio Bonora</em></p>
<p>Si chiama <strong>Giulio Bonora</strong>, 36 anni, ambasciatore del turismo internazionale, restaurant manager del Club Hotel di Baja Sardinia (che fa parte dell’esclusiva catena Baja Hotels). L’abbiamo intervistato per il Cofanetto Magico, fra gustosi piatti della loro cucina, un’incantevole vista sul mare e persino un piccolo segreto molto suggestivo&#8230;Buona lettura! </p>
<p><span id="more-7521"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/9e65595cede7495e932085680823a9f9" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em> Il panorama che si vede dal ristorante del Club Hotel di Baja Sardinia</em></p>
<p><em>Signor Bonora, la strada per diventare maître d’hotels è lunga da percorrere?</em><br />
Direi di sì. Prima di tutto ci vuole una base di 5 anni di scuola alberghiera. Dopo di che cominciano le prime esperienze lavorative che consiglio di fare all’estero.</p>
<p><em>Perchè all’estero?</em><br />
Per imparare nuove lingue e conoscere differenti culture.</p>
<p><em>Quali sono stati i Paesi esteri dove ha lavorato all’inizio della sua carriera?</em><br />
La Francia: ho lavorato 2 anni al <strong>Ritz Hotel</strong> di <strong>Parigi</strong>, con la famiglia <strong>La Fayette</strong>. Poi l’Inghilterra, Londra: al <strong>Buckingham Palace</strong>. In seguito in un altro hotel della famiglia La Fayette e 3 anni in <strong>Germania</strong> con la <strong>compagnia Hilton</strong>. </p>
<p><em>E in Italia?</em><br />
Al <strong>Grand Hotel di Rimini</strong>, dove all’epoca si trovavano i più famosi personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, come Fellini e la Masina. E anche a <strong>Cortina</strong>.</p>
<p><em>Si deve svolgere un lungo tirocinio per arrivare al suo livello?</em><br />
Sì. Io ho iniziato la mia carriera come chef de range, e accumulato esperienze di prestigio sia a livello nazionale che, come ho accennato prima, anche internazionale. Per ambire al titolo di <strong>campione regionale degli ambasciatori della ristorazione</strong> bisogna aver svolto un servizio come primo maître d’hotels a 4 o 5 stelle, per almeno 4 anni.</p>
<p><em>Come mai ha deciso di trasferirsi definitivamente in Sardegna, lei che è nato a <strong>Cento</strong>, in provincia di <strong>Ferrara</strong>? Una buona offerta di lavoro o un suo desiderio ben preciso?</em><br />
Nessuno dei due. Diciamo che ci sono arrivato per caso. Una caso comunque fortunato in quanto mia moglie Donatella è sarda. Allora diciamo che mi ci ha condotto l’amore. Un amore felice, da cui sono nati due figli.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/5398b578548c44d1bbbc40a37cddc501" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em> Il maître d’hotel Giulio Bonora con il “suo”gruppo di camerieri del ristorante Club Hotel di Baja Sardinia.</em></p>
<p><em>E’ difficile essere capo di un personale così numeroso?</em><br />
Sicuramente sì. Bisogna essere più psicologi che “capi”, soprattutto dovendo gestire 25 dipendenti che vanno prima di tutto capiti nelle loro esigenze. Non bisogna dimenticare che spesso sono ragazzi lontani da casa che talvolta soffrono di solitudine. Bisogna star loro molto vicini.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/25cd6e37ec044c05a36c2eb90b7eba9f" width="500"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Due bravi camerieri usciti dalla “scuola”di Giulio Bonora, quello di destra si chiama Mouchine. L’altro Antonio Campus. </em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/14549c3c88c84eb8a6694828ea3cfdb1" width="500" height="335"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Una simpatica famiglia olandese di Den Haag </em></p>
<p><em>Nel suo lavoro è importante essere pignoli, severi, dei veri professionisti?</em><br />
Tutti e tre insieme. Ma soprattutto è necessario essere umani. Ed andare incontro alle esigenze sia dei clienti che delle persone che lavorano sotto la tua direzione.</p>
<p><em>Veniamo alla domanda cattivella, come l’ho fatta anche al direttore della catena Baja Hotels (nella mia intervista pubblicata il 3 settembre), il Dottor Marco Bongiovanni.<br />
La prima volta che l’ho vista all’opera l’ho trovata molto professionale ma un po’ freddo. E’ proprio necessario un certo “distacco”dal cliente?</em><br />
Secondo me sì. Comunque mi spiace di averle trasmesso questa impressione di freddezza. Non mi reputo freddo. Ma sicuramente trovo necessario mantenere un certo distacco: <strong>nel senso di rispetto della privacy del cliente</strong>. Io sono solo un operatore che gli fornisce un servizio. Devo capire quale tipo di contatto vuole avere, quale tipo di comunicazione preferisce. In sei mesi abbiamo circa 80.000 presenze! Non è sempre facile di comprendere tutti al volo! Piuttosto cerco una forma di <strong>body language</strong>; ma rimanendo al mio posto, perchè ognuno ha il suo ruolo da rispettare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/2667e11bd155419a882f6f44389d6de0" width="500" height="335"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>L’ultimo controllo del maître d’hotel Bonora, prima che si apra la sala per la cena </em></p>
<p><em>E’ vero che ha vinto il primo premio per il miglior maître d’hotel del mondo? </em><br />
Non ancora del mondo. Come ho precedentemente accennato prima, sono campione regionale dei maître d’hotel in Sardegna e anche campione italiano.<br />
L’anno scorso il campionato mondiale non ha potuto svolgersi in quanto si doveva tenere in Giappone dove è avvenuto il terribile terremoto e conseguente maremoto. Di sicuro parteciperò al prossimo campionato mondiale (che avviene ogni 4 anni) che dovrebbe tenersi a Madrid o a Barcellona. </p>
<p><em>In che cosa consiste?</em><br />
Ci viene presentata una cesta piena di prodotti locali e noi dobbiamo fare <strong>una ricetta “alla lampada”</strong>: sta a dire una ricetta preparata al momento davanti ad una giuria (che ha scelto gli ingredienti da usare).</p>
<p><em>Sono venuta a conoscenza di un suo piccolo segreto: mi hanno detto che di recente ha trascorso due giorni sul panfilo di un sultano. Per noi “esseri mortali” è una situazione invidiabile e decisamente affascinante&#8230;Lo è stata anche per lei?</em><br />
Certo! E’ stata un’esperienza unica. Un coronamento della mia carriera. Infatti in passato ho servito questo sultano e la sua famiglia parecchie volte, anche in altri hotels dove ho lavorato. Mi conosceva da tempo. Il fatto di invitarmi è stato come un premio per quello che in passato ho fatto per lui. Ma&#8230; non mi chieda il nome perchè non glielo dirò.</p>
<p><em>Infatti stavo proprio per domandarglielo&#8230;Lei ha detto che è stato un premio per quello che in passato ha fatto per lui. Ma che cosa può aver fatto lei di così speciale per un sultano?</em><br />
Ho servito lui e la sua famiglia nel miglior modo possibile e lui l’ha apprezzato molto. Gli emiri arabi sono clienti difficili, hanno esigenze diverse dalle nostre. Vivono nel lusso più “estremo”. La loro famiglia è composta da non meno di 40 persone, che mangiano tutte in diverse fasi: prima il marito, poi le mogli, indi i bambini (sempre in un tavolo a parte). Accontentarli tutti è una fatica che io credo di aver saputo fare con molto impegno e passione. Siamo diventati amici. “Voglio rivivere il nostro passato insieme a te”, mi ha detto questa volta invitandomi sul suo panfilo. Ricordo quando alloggiava in un grand Hotel di Cortina; appena arrivava (con le mogli ed i figli al seguito) chiedeva subito di me e voleva che solo io mi occupassi di loro. Ero entrato a far parte della loro famiglia. </p>
<p><em>Ha detto che siete diventati amici? Allora non l’ha invitata in qualità di maître per una festa particolare? </em><br />
No. Questa volta non ho lavorato. Sono stato loro ospite. Ho fatto la loro vita. Lui voleva proprio trascorrere due giorni con me. Quando sono sceso dal panfilo avevo ancora addosso il profumo di quei momenti particolari. E’ stato un sogno inatteso e vissuto profondamente, che mi ha lasciato la speranza di poterlo gustare ancora una volta in un’altra occasione.</p>
<p><em>Un’emozione speciale&#8230;</em><br />
Prima di tutto sono fiero per il fatto che è venuto a cercare me e proprio per me. Quando sono salito sul suo panfilo, a <strong>Porto Cervo</strong>, mi ha subito abbracciato e ha detto: “ vedrai che passeremo due bellissimi giorni insieme”. Sì, mi sono emozionato anch’io e caricato di adrenalina, dopo questa calorosa accoglienza nella loro “casa galleggiante”. Mi ha voluto anche a tavola vicino a lui. Pure la sua famiglia mi ha ricevuto con affetto trattandomi come uno di loro. Lui è un uomo con il cuore grande. Ha 60 anni, 4 mogli e 20 figli.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/5e8011bbf2ce4e3ca9b09edffb6746f5" width="500" /></p>
<p><em>Ma sono felici? Voglio dire.. un uomo può essere felice con ben 4 mogli e tutti quei figli? Io diventerei matta! Già un marito e due figli  “bastano ed avanzano”!</em><br />
Penso che non siano felici. In effetti per loro la felicità è difficile da raggiungere, con tutte quelle mogli e figli! <strong>Non c’è unicità di rapporto</strong>. La prole cresce con varie governanti (sempre del loro Paese), in quanto il papà e le <strong>mamme</strong> sono troppo impegnati. Spesso sono ragazzi viziati. Non conoscono la parola NO. Possono permettersi ogni cosa e non hanno più nulla da desiderare. Nemmeno io sarei felice se dovessi sottopormi ogni giorno ad un simile ritmo di vita, in base ad una carta di credito.<br />
Ma questo non toglie nulla al fatto che puoi diventare amico di una persona diversa da te per cultura e stile di vita.</p>
<p><em>E le loro mogli, sono contente, serene? Che tipo di donne sono?</em><br />
Non credo che siano molto serene. Sono donne bellissime ed intelligentissime. A volte ci sono 25 anni di differenza fra di loro. La loro intelligenza serve soprattutto a far accettare nel miglior modo possibile l’altra moglie. Ma se non ci riescono, la loro esistenza perde il senso e diventa una vita di sofferenza.</p>
<p><em>Ancora un sogno, tanto per finire in bellezza?</em><br />
Mi auguro di poter ospitare nel Club Hotel il mio amico sultano con la sua famiglia. Sicuramente lo riserveranno tutto per loro. E le prometto sin d’ora che lei sarà invitata, in ricordo di questa intervista. </p>
<p>Allora speriamo che Giulio Bonora mantenga la sua promessa e che un giorno anche il nostro Cofanetto Magico potrà vivere <em>una giornata particolare</em>, “da sultano”, in Costa Smeralda!</p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p>Foto di Hans Linsen</p>
<p>Proibita la diffusione del testo e delle foto senza citare autore e fonte di provenienza.<br />
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<p>Gli articoli che pubblichiamo nel Cofanetto Magico sono a titolo gratuito; non sono pubblicitari in quanto non ci vengono retribuiti e non ne traiamo alcun vantaggio economico. Questo ci dà la libertà di scrivere soltanto ciò che riteniamo valga la pena di essere segnalato.</p>
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		<title>Intervista a Matthew Lee. Faccio musica che dà la carica e forti emozioni.</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 05:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il pianista, cantante, compositore Matthew Lee. Matthew Lee è un pianista, un cantante, un compositore; irresistibile quando si scatena sul palcoscenico per i fans suoi e del rock’n’roll. Pieno di passione quando si concentra su pezzi di blues che fanno rivivere sensazioni racchiuse nella mente e nel profondo dell’animo. Ha 29 anni, è nato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Matthew-Lee-01.jpg" /></p>
<p style="text-align: center;">Il pianista, cantante, compositore Matthew Lee. </p>
<p><strong>Matthew Lee</strong> è un pianista, un cantante, un compositore; irresistibile quando si scatena sul palcoscenico per i fans suoi e del <strong>rock’n’roll</strong>.  Pieno di passione quando si concentra su pezzi di <strong>blues</strong> che fanno rivivere sensazioni racchiuse nella mente e nel profondo dell’animo.<br />
Ha 29 anni, è nato a<strong> Pesaro</strong>, dove abita quando non è in giro per l’Italia e per il mondo a tenere concerti. Lo abbiamo “preso al volo” nel pieno della sua tournè per intervistarlo.</p>
<p><span id="more-7479"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/ad54de3528144d9e8cabb01e6d2e877b" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p><em>Matthew, quando hai cominciato a sentire il richiamo della musica?</em><br />
A 11 anni, quando ho cominciato a studiare pianoforte e a frequentare il Conservatorio. </p>
<p><em>Un bambino serio, posato, studioso?</em><br />
A dire la verità&#8230;dopo nove anni mi hanno espulso!</p>
<p><em>Espulso dal Conservatorio!? Che cosa avevi fatto?</em><br />
Non studiavo più&#8230;Avevo scoperto la musica rock e volevo suonare quella. Poi i primi successi, i primi inviti in TV a <strong>Domenica in</strong> e in un programma di <strong>Paolo Limiti</strong>. Tutte queste attività non coincidono con lo studio al Conservatorio. D’altra parte la loro “bocciatura” è stata la mia fortuna, perchè mi sono dedicato a tempo pieno alla mia passione. Mi sono anche laureato in giurisprudenza ma il rock’n’roll era più forte di tutto. Nel 2006 ho inciso il disco <strong>Shake</strong>, prodotto dal gruppo dei <strong>Nomadi</strong>. I sono stato invitato a trasmissioni di successo come quella condotta da <strong>Renzo Arbore</strong> “<em>Meno siamo meglio stiamo</em>”, e quelle presentate da <strong>Red Ronnie</strong>. Dopo queste esperienze decisamente positive sono iniziate le mie tournè europee.</p>
<p><em>“Meno siamo, meglio stiamo” anche nel tuo caso? In quanti siete sul palco?</em><br />
Mi accompagnano dai 4 ai dieci musicisti.</p>
<p><em>Dammi una definizione di musica.</em><br />
Sogno e felicità. La musica è la mia vita.</p>
<p><em>Hai usato la parola sogno e vita. Allora dimmi di che sogni vivi.</em><br />
Il  mio primo sogno, cioè quello di far musica, ho già iniziato a realizzarlo. Mi piacerebbe poi di formarmi una famiglia. Intendo dire “una famiglia normale”. Infatti so che con il tipo di lavoro che faccio, per cui sono sempre in giro, è piuttosto complicato avere una famiglia e poterla seguire. A meno che non sia la famiglia a seguire me.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/4165f4bcb8064424939f025a7420eff0" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Maggio 2011 Matthew a Cellino San Marco ( Brindisi) quando si è esibito con il suo quartetto durante una festa di famiglia nelle tenute del cantante Al Bano Carrisi<br />
(foto di M. C. Giongo)</em></p>
<p><em>Per formare una famiglia ci vuole l’elemento principale; una donna. Sei fidanzato?</em><br />
Sì, con una bellissima ragazza che fa la ballerina. Lei mi capisce in quanto fa parte del nostro mondo di artisti. In una donna cerco la comprensione, tenendo conto che lavoro proprio nei giorni e nelle ore in cui gli altri uomini stanno a casa; per esempio i fine settimana, di sera, di notte. E sono sempre in giro. </p>
<p><em>Il tuo cantante preferito, con cui ti identifichi.</em><br />
Sono due: <strong>Jerry Lee Lewis</strong> (“<em>il fenomeno degli 88 tasti</em>”) ed <strong>Elton John</strong>. Elton John è importante per me; a parte la sua musica, pure io amo un tipo di abbigliamento un po’ particolare, speciale, che si distingue. E piace anche a me fare il matto&#8230; come a lui!  </p>
<p><em>Ok, ti diverte di fare il matto&#8230; E poi?</em><br />
E poi vivo di speranza; per esempio la speranza di trovare una casa di produzione di spessore, di grande nome, in Italia o all’estero.</p>
<p><em>Per l’immediato futuro hai progetti?</em><br />
Ora sono in partenza per un tour. Poi volerò negli <strong>Stati Uniti d’America</strong> per il <strong>Cincinnati blues festival</strong> di <strong>Ohio</strong> (il tempio mondiale del blues). Sarò in compagnia di  grandi nomi a livello nazionale ed internazionale e sono fiero di dirvi che sarò l’unico artista italiano per cui hanno riservato l’orario di esibizione delle ore 22 e 30.</p>
<p><em>Scusa l’ignoranza ma&#8230;perchè dovresti essere fiero di esibirti alle 22 e 30? E non alle 20 e 30 o 23 e 30?</em><br />
Non è una questione di numeri&#8230;: alle 22 e 30 si dà spazio all’artista più importante.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/236479e64ede475b856f718fd928abd3" width="500" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>“La musica che ti dà la carica” (foto di Maria Cristina Giongo)</em></p>
<p><em>Allora, concludi tu con una frase che ci faccia capire in che cosa la tua musica si differisce dalle altre dello stesso genere. Insomma: una musica è originale quando&#8230;</em><br />
Quando ti dà la carica (come il rock’n’roll) e ti rigenera. Questo è ciò che voglio trasmettere con la mia musica. E poi faccio <strong>musica che faccia pensare</strong>, che inviti al raccoglimento (come il blues); arrangiata a modo mio. </p>
<p><em>Pensare a cose belle o brutte?</em><br />
Non importa! Non importa se si tratta di emozioni belle oppure di malinconia legata a ricordi tristi. Conta il fatto che la mia musica possa suscitare forti sentimenti, sensazioni vissute; o ancora da vivere. </p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p><a href="http://www.matthewlee.it/">www.matthewlee.it</a></p>
<p>Proibita la diffusione del testo e delle fotografie senza citare autore e fonte di provenienza.</p>
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