Paesi Bassi. Dobbiamo prepararci ad attacchi digitali? Intanto pensiamo a trascorrere un Capodanno in pace, gioia e serenità.

Nel titolo si legge l’invito a prepararsi ad affrontare una situazione di emergenza. Pensando al futuro, guardando avanti. In quanto “quello che fai oggi, ti renderà più forte domani” (traduzione dell’ultima frase).

I cittadini olandesi e quelli stranieri residenti nei Paesi Bassi hanno ricevuto per posta un libretto di 32 pagine intitolato: “ Preparati ad una situazione di emergenza.” È stato redatto e pubblicato dal Coordinatore nazionale del Terrorismo e sicurezza (NCTV) in collaborazione con il Ministero della difesa ed altre istituzioni governamentali: in più lingue, fra cui l’arabo ed il cinese. Guarda caso è arrivato dopo l’avvistamento di alcuni droni che hanno sorvolato l’aeroporto di Eindhoven, che funge da scalo aereo civile e campo d’aviazione militare. Altri erano stati precedentemente segnalati sulla base militare di Volkel, un piccolo paese che si trova nelle vicinanze.

Coraggio, iniziamo! Prepariamoci al meglio in tre fasi.

Di solito le autorità sono molto brave a tenere nascosti (per il maggior tempo possibile) determinati avvenimenti allarmanti; come avvenne i primi mesi in cui scoppiò in tutto il mondo l’epidemia virale da Covid-19. Noi fummo avvertiti più tardi che in altri Paesi, soprattutto sulla necessità di indossare le mascherine. E non solo. Come si evince da un mio articolo pubblicato dal Corriere della sera, che potrete leggere collegandovi a questo link.

Allora come mai adesso è stata spedita questa pubblicazione? La risposta si trova a pagina cinque del testo: “nonostante l’Olanda stia facendo di tutto per evitare una guerra, il nostro Paese può venirne coinvolto. Non subito, mediante un’incursione di soldati o di carri armati ma con un attacco digitale in grado di interrompere i più importanti sistemi collegati fra di loro. Con gravi conseguenze, per esempio a causa dell’interruzione di elettricità. E poi alluvioni, incendi. Lo scopo di questa guida è di fornire istruzioni importanti per prepararsi a questa evenienza, guardando al futuro.” Leggendo questa prefazione mi sono resa conto che non si usa mai il condizionale “zou kunnen”, che in italiano significa “potrebbe”succedere. Ma il presente: può succedere.

Tre sono i punti affrontati: quello della necessità di preparare un pacchetto d’emergenza con dentro di tutto e di più…Dal cibo in scatola, allo spazzolino da denti e dentifricio, alle medicine, ad una radio che funziona a batterie e a energia solare. Di quelle alimentate a manovella, tanto per intenderci, progettate per ricevere infromazioni vitali durante interruzioni di corrente o situazioni di crisi. Essa ha una torcia incorporata, un sistema di allarme che lancia l’SOS. E poi coperte, riserve d’acqua.

Il punto 2 riguarda la famiglia con cui si può stilare insieme la lista delle cose necessarie da fare e a cui pensare: nel momento in cui si è impossibilitati a telefonare, inviare email, messaggi whatsApp, usare l’automobile, a maggior ragione se elettrica. Il consiglio è di stabilire a priori un luogo raggiungibile a piedi (o in bicicletta) dove darsi appuntamento. Nel terzo punto si pone l’accento sull’importanza dei contatti sociali soprattutto fra vicini di casa, per aiutarsi a vicenda. I pacchetti di sopravvivenza si possono già acquistare su internet, a prezzi che variano dai 74 euro, con dentro anche un sacco a pelo ed una bussola (in assenza di segnale GPS), ai 250 euro quelli formato famiglia, sino ai 559 euro quelli considerati di lusso.

Quali pericoli per la nostra sicurezza ci sono nei Paesi Bassi?

Nell’immagine sopra la copertina (con la traduzione del testo olandese) potete vedere una radio d’emergenza. Foto di Maria Cristina Giongo

L’immagine più inquietante è quella in cui si vedono abbracciati un uomo, una donna ed i loro bambini. Il più piccolo è in braccio alla mamma. Sotto…due carri armati! La reazione dei neerlandesi è stata di irritazione ma anche di preoccupazione. Ho raccolto i primi commenti a caldo, riportando i più simili fra di loro. Ma sono pazzi? Ci mettono paura per quattro droni avvistati? – Io l’ho buttato via subito, appena letta l’intestazione. – Potremmo subire un attacco digitale? E ce lo dicono adesso, senza tante spiegazioni? – Io sono angosciata. Da quando l’ho ricevuto non dormo più. Mia figlia è malata, se rimaniamo senza riscaldamento come facciamo? E se veramente dovesse venire la guerra? mi ha chiesto una signora visibilmente turbata.

Nel frattempo si sta accellerando la costruzione di una caserma che comunque costerà “la vita” ad alcune fattorie che si trovano su quel terreno, la qual cosa ha già scatenato delle polemiche. Nel 2025 l’investimento per la difesa è stato di circa 26,8 miliardi:3, 4 miliardi in più rispetto al 2024. Ricordo che cosa ha detto di recente il leader del Cda, partito cristiano democratico, Henri Bontenbal, 42 anni, nel corso di una lunga intervista ai giornalisti Niels Klaassen e Tobias den Hartog, per il quotidiano nazionale AD, in cui ha insistito sull’importanza di aumentare le tasse per la difesa pubblica. A riguardo Bontenbal ha sottolineato che “tutto sommato si tratta solo di 4 centesimi extra su una spesa settimanale di 50 euro.”

Già sono stati acquistati dalla ditta Robin Radar dei radar che riescono ad intercettare i droni, di qualsiasi genere sono, anche i più piccoli. Si tratta di un’ impresa che cominciò nel 2010 con soli 4 dipendenti. All’inizio vendevano solo 20 radar all’anno, soprattutto quelli che riuscivano a localizzare i volatili pericolosi per gli aerei in fase di decollo ed atterragio. Nel 2023 ne hanno venduti 4 alla settimana. A riguardo vi consiglio di leggere questo mio articolo pubblicato da Avvenire in cui spiego bene con quali mezzi si potrebbero abbattere i droni illegali in territorio nazionale.

Ancora una pagina del libretto in cui è inserita una scheda da conservare compilata con tutti i dati importanti, come per esempio quante persone ci sono in casa, adulti, bambini, anziani, quali medicamenti usano, di che aiuto potrebbero aver bisogno. Da conservare in luoghi sicuri fra cui, c’è scritto, nel frigorifero!

Tornando al libretto che invita i neerlandesi alla “prevenzione” nel caso di catastrofi naturali e…meno naturali, provocate dall’uomo, fra cui, appunto, quella più probabile potrebbe essere un attacco digitale, ho notato alcune incongruenze, anche quando si accenna ai rapporti con i vicini di casa, che in caso di pericolo potrebbero venire a casa nostra e noi…a casa loro… Oppure quando alla fine si legge una scheda personale da compilare con i propri dati e i numeri telefonici importanti, anche dei familiari in cui si consiglia di riporla in seguito in un armadietto nell’ingresso o… nel frigorifero! Considerato che si tratta di un foglio cartonato mi chiedo e in molti si sono chiesti, sorridendo se…erano seri con questo alquanto strano suggerimento!

Sono curiosa di sapere quanti pacchetti di sopravvivenza saranno stati venduti da regalare a Natale! Nel frattempo auguro a tutti un felice Capodanno senza troppi pensieri “allarmanti”; in salute, serenità e con tanta gioia di vivere!

Maria Cristina Giongo
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Link al mio articolo pubblicato dal quotidiano Avvenire il 6 dicembre scorso, in cui avevo già raccontato questa storia, che ripropongo per l’interesse che ha destato:

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