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Buon Natale 2017 e felice anno nuovo 2018 dalla redazione del Cofanetto magico e da …Papa Francesco!

venerdì, dicembre 1st, 2017

Auguri di cuore dai nostro redattori collaboratori fissi che per anni hanno scritto per il Cofanetto magico con tanta dedizione ed affetto. Una piccola “armata Brancaleone,” sempre più unita a formare un gruppo di amici sinceri. Imma Paone, Pietro Pancamo, Marica Caramia, Valentino Di Persio, Hans Linsen, Maria Cristina Giongo, Mauro Almaviva.

Cari lettori amici del nostro Cofanetto magico,

eccoci arrivati a quello che considero il più bel mese dell’anno per quanto riguarda le festività: il Natale. Seguito dal Capodanno. Il Natale rappresenta la nascita e la speranza che il mondo venga benedetto dal perenne ricordo di quel Gesù Bambino nella culla di paglia che venne alla luce per diffondere bene e pace fra gli uomini. Con lo sguardo rivolto alla stella cometa che dovrebbe sempre guidarci in un percorso di luce. Avviandoci pian piano verso la fine dell’anno vecchio che lascia spazio a quello entrante; ricco di nuove energie, speranze, sogni, progetti.

Papa Francesco nel momento in cui mi consegna la Medaglia di bronzo in rappresentanza della ProPetri Sede Benelux.

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Intervista a Paolo Pagnini sul suo libro La stringente logica del sogno, nuovo bestseller di Amazon.

sabato, febbraio 22nd, 2014

Paolo Pagnini a Madonna di Campiglio (Italia: agosto 2013) Foto di Sabrina Sanchini

Paolo Pagnini è un uomo che mi pare di conoscere da sempre. Da una vita. La mia vita. La sua vita. Alcuni bei ricordi della mia vita sono legati agli spettacoli che faceva per la sua iniziativa Pesaro Village. Si tenevano nei mesi estivi in una piccola piazza della bella città marchigiana Pesaro (di cui parlo spesso nel Cofanetto magico), vicino al mare. Io ci andavo con i miei figli, all’epoca piccoli. E ridevamo. Ridevamo di cuore. Come poter scordare quindi una persona che, con i suoi collaboratori, tutti giovani, entusiasti e bravissimi, ci ha donato momenti di allegria?
Possiamo definirli artisti di piazza? Forse nel senso che i loro “spettacolini” erano organizzati con pochissimi soldi, ma erano comunque l’essenza dell’arte più pura. Quella gratuita, quella fine a se stessa.

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