Pietro Pancamo

Pietro Pancamo

Pietro Pancamo

Mi chiamo Pietro Pancamo e sono un redattore con regolare qualifica professionale.
Da giovane pensavo che la poesia fosse una sorta di vocazione o chiamata. Nel mio cervello si formavano versi in continuazione, senza che minimamente li cercassi o propiziassi. Ora la poesia è una delle tante attività che scandiscono la mia giornata di redattore tuttofare, impegnato a scrivere liriche e recensioni, a correggere quelle che mi vengono sottoposte, a costruire e-book, a trafficare con file audio di varie estensioni per confezionare interviste, sfondi musicali o programmi web-radiofonici. Quindi oggi posso definirmi un poeta che, a differenza di altri, non si crede più un profeta od un eletto, bensì un semplice lavoratore che combatte con le parole giorno dopo giorno, trovando spunto nella passione per la scrittura, ma in particolare nel senso del dovere e nell’amore sia per la fatica che per il proprio mestiere.
Che altro aggiungere? Come testimonia abbastanza chiaramente la foto che ho scelto per questa scheda, il motto che allieta la mia vita recita così: «Il gatto è il miglior amico dell’uomo». Ma quando mi concedo un po’ di ferie, intesso quasi giornalmente rapporti reciproci di stima e rispetto anche con altri animali: ad esempio scoiattoli, lepri, farfalle, puledri, cani randagi. Ehi, sarò mica San Francesco!? Ammansisco i lupi, magari? No, sono semplicemente un camminatore incallito, in tutti i sensi sul serio (i miei piedi ben lo sanno!), che marcia a lungo nei boschi, arrivando a coprire distanze notevoli (ventisei chilometri all’incirca).
Nel tempo libero, oltre a massacrarmi di sport e scarpinate, traduco in inglese qualunque testo mi capiti a tiro e, seguendo le regole codificate dall’armonia tonale del Settecento, compongo piccoli brani per coro o pianoforte.
Medito di trasferirmi in Scozia. Ogni volta, però, che son lì lì per imbarcarmi sull’aereo, anima e bagagli, penso ai quintali d’haggis che sarei costretto ad ingollare in quelle plaghe; allora, improvvisamente, rimango a casa. Prima o poi, comunque, ci andrò davvero a godermi i fantasmi e i mostri che imperano laggiù (o meglio lassù). Nell’attesa, sto scrivendo un romanzo dal titolo Torna a casa, Nessie!

Rubrica curata: Poesia
Per ulteriori notizie su di me
: http://www.labileabile-traccia.com/rivista_00000d.htm
Per contattarmi (se ancora ne avete voglia, dopo aver letto la mia presentazione): pipancam(chiocciola)tin.it

11 Responses to “Pietro Pancamo”

  1. Elfi scrive:

    molto bello questo racconto che molto sinteticamente ci fa capire quanto sia
    difficiloe in cete situazioni distinguere l’illusione dalla realtà ma anche che basta un dettaglio per condurci alla meta prefissata.Bravo

  2. Elfi scrive:

    Bello questo racconto che molto sinteticamente ci fa capire quanto sia
    difficile in certe situazioni distinguere l’illusione dalla realtà ma anche che basta un dettaglio per condurci alla meta prefissata.Bravo

    • Pietro Pancamo scrive:

      “Un dettaglio è spesso un mondo senza confini” (Aldo Busi).
      Grazie per le tue cortesissime parole, cara Elfi, e che l’estate ti sorrida!

  3. Andrea Cambi scrive:

    Caro Pietro,
    Non ho più avuto tue notizie….come va?
    Saluti
    Andrea Cambii

  4. Marisa G. scrive:

    Bella questa poesia che ci dà la speranza, nella grandezza dell’universo, di non smarrirci nonostante la complessittò della vita presente. Grazie

  5. Una poesia molto bella che rischiara l’anima. Fanne tante così. E’ una poesia che tiene compagnia in questi momenti che sono molto oscuri e rasserena proprio.

    4 luglio 2017.

  6. Una poesia che rasserena l’anima e tiene tanta compagnia in questi momenti oscuri. Scrivine altre. Le leggerò tutte. E’ una cosa che fa bene al cuore.

    4 luglio 2017.

  7. Maristella Grillo scrive:

    Grazie al Cofanetto magico ,che si conoscono persone in un certo senso ”Magiche” come Pietro Pancamo,che con le sue poesie dà speranza in questa vita apparentemente così complessa,e come scrive il cofanetto Magico tutti I colori dell’essere e dell’esistere.Bravo Pietro.

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