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	<title>Il Cofanetto Magico &#187; Salute e benessere</title>
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	<description>Tutti i colori dell&#039;essere e dell&#039;esistere</description>
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		<title>Al Bano ha vinto un’altra sfida. Contro il tumore alla prostata.</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 15:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari lettori, Probabilmente avrete letto sui giornali di oggi che il cantante Al Bano è stato operato per l’esportazione di un tumore alla prostata. Nel frattempo un ricercatore italiano in Olanda ha messo a punto un nuovo metodo per la diagnosi del cancro alla prostata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Al-Bano.jpg"  /></p>
<p><strong>Cari lettori,</strong></p>
<p><strong>Probabilmente avrete letto sui giornali di oggi che il cantante Al Bano è stato operato per l’esportazione di un tumore alla prostata. Nel frattempo un ricercatore italiano in Olanda ha messo a punto un nuovo metodo per la diagnosi del cancro alla prostata.</strong></p>
<p><span id="more-6655"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/79550089f380456ea723f16d7a85483f" width="275" height="183" alt="Al Bano"/></p>
<p><strong>Al Bano</strong> ha subito un intervento chirurgico per un tumore alla prostata; adesso sta bene, come mi ha confermato lui stesso al telefono. La diagnosi gli è stata fatta poco prima di Sanremo; tuttavia lui ha cantato lo stesso, con la solita grinta ed energia, emozionandoci come sempre. Qualcuno ha scritto che la sua voce sembrava un po’ stentata, quasi affaticata. Adesso sapete il perchè.</p>
<p>Non voglio aggiungere altro su quanto gli è accaduto; perchè in questi casi non amo invadere una sfera privata così intima, che secondo me dovrebbero restare tale. Lo affermo anche come giornalista che ha una <em><strong>deontologia</strong></em><em> umana</em> e <em>professionale</em> in cui credo molto. Tempo fa ho intervistato il grande <strong>Toto Cutugno</strong> proprio sullo stesso tema (per il mensile <strong>OK la salute</strong>, poi ripreso dal <strong>Corriere della Sera</strong>) al solo scopo di parlare di prevenzione, un fattore molto importante per questo tipo di patologia. Come sapete scrivo con piacere su questa testata, in quanto affronta argomenti delicati con assoluta discrezione ed il supporto di medici e specialisti ospedalieri.</p>
<p>A questo proposito vorrei offrirvi una notizia in anteprima, inerente <strong>un nuovo metodo di ricerca sul cancro alla prostata</strong> che forse aprirà una porta di speranza per il futuro. </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/v1.0/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/4cb3eb0f3aa34cae9444789cd6af4659" width="200" height="201" alt="Massimo Mischi"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il Professor Massimo Mischi.</em></p>
<p>La sta conducendo  un giovane studioso italiano in Olanda, <strong>Massimo Mischi</strong>, docente al dipartimento di ingegneria elettrica del Politecnico di Eindhoven, che, in collaborazione con l&#8217;<strong>Academic Medical Center</strong>, <strong>Università di Amsterdam</strong>, <strong>ha sviluppato un&#8217;interessante sistema per la diagnosi precoce dei tumori alla prostata</strong>. Per portarla avanti ha ricevuto anche un premio di 800.000 euro dall&#8217;<strong>Organizzazione Nazionale per la ricerca scientifica</strong> (<strong>NWO</strong>).</p>
<p><strong>Si tratta di microbolle di gas (inerte e non tossico)</strong> che vengono inettate nella vena di un braccio e vanno in circolo, rimanendovi diversi minuti. La dose di bolle da iniettare è dispersa in una soluzione salina di pochi millilitri. Quando sono investite da ultrasuoni, come con l&#8217;ecografia, queste bolle cominciano ad oscillare producendo a loro volta onde ultrasonore che vengono rilevate nell&#8217;immagine ecografica, ben visibili (diciamo che rappresentano in sè il contrasto). L’innovazione consiste in una nuova analisi dell’evoluzione della concentrazione delle bolle al fine di caratterizzare la struttura microvascolare dove le bolle stanno passando. Siccome lo sviluppo del tumore implica angiogenesi, cioè la crescita di una densa rete di microvasi (troppo piccoli per essere visti con una semplice ecografia), con questo metodo si può riconoscere dove è presente l&#8217;angiogenesi; <strong>e quindi dove si sta sviluppando un tumore aggressivo</strong>.</p>
<p>Il vantaggio di questo sistema è quello che <strong>i pazienti non dovranno più sottoporsi al dolore e al &#8220;disagio&#8221; di biopsie alla cieca</strong>. Infatti quando un paziente risulta positivo al test del sangue (PSA), non c&#8217;è altra alternativa che passare alle biopsie, l’unico modo usato sino ad ora per diagnosticare il tumore con relativa certezza. In genere dalle 6 alle 12 biopsie vengono eseguite in maniera transrettale. </p>
<p><strong>Poichè il test PSA è poco specifico</strong>, due terzi dei pazienti che passano attraverso il calvario delle biopsie se lo sarebbero potuto risparmiare. Oltre tutto rimane anche la possibilità che la biopsia manchi il tumore. Con la nuova analisi delle microbolle di gas invece potrebbe bastare una semplice ecografia per una diagnosi più precisa.  </p>
<p>La ricerca in corso costituisce una grande <strong>speranza</strong> per il problema del tumore alla prostata, il più comune negli uomini  (oltre un quarto dei tumori sono alla prostata).</p>
<p>Termino con un tenero abbraccio ad Al Bano che, come sapete, è un carissimo amico non solo mio&#8230; ma anche del nostro <em>giornale online</em>, verso cui si è sempre mostrato disponibile a concedere interviste, sin dal primo numero a cui ha fatto da padrino.</p>
<p>Sono sicura che saprà affrontare anche questo “colpo” con la stessa forza con cui ha patito la scomparsa di sua figlia; un peso sconvolgente sopportato con grande dignità, coraggio e tanta fede. </p>
<p>Gli auguriamo di dimenticare presto questa debilitante esperienza accompagnato dal suo bel canto, dalla sua famiglia, dai suoi amici più cari, dal suo favoloso <strong>fans club</strong> guidato dalla presidentessa <strong>Elena Spiga</strong>; infine dal nostro Cofanetto magico che si dice porti fortuna&#8230;.Per vincere completamente anche questa ennesima sfida; insieme a coloro che operano e si adoperano per la nostra salute, come il ricercatore Massimo Mischi.</p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p>Proibita la riproduzione del testo senza la citazione dell&#8217;autore e della fonte di provenienza.</p>
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		<title>Dolcetti per il Carnevale</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 22:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[chiacchere]]></category>
		<category><![CDATA[dolci di carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[imma paone]]></category>
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		<description><![CDATA[Come per ogni festa che si rispetti anche il Carnevale ha dei tipici dolcetti che si tramandano per tradizione negli anni. Ho imparato queste ricette dalla mia nonna che, con grande cura e pazienza, li preparava per noi nipoti il giorno di Carnevale per festeggiare tutti insieme vestiti in maschera. Sono dolcetti che non possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come per ogni festa che si rispetti anche il <strong>Carnevale</strong> ha dei tipici dolcetti che si tramandano per tradizione negli anni.<br />
<span id="more-6130"></span><br />
Ho imparato queste ricette dalla mia nonna che, con grande cura e pazienza, li preparava per noi nipoti il giorno di Carnevale per festeggiare tutti insieme vestiti in maschera.<br />
Sono dolcetti che non possono essere preparati con troppo anticipo perchè, essendo fritti, sono molto buoni da mangiare appena cotti e spolverizzati di zucchero; ma fortunatamente sono molto semplici da fare.</p>
<p>I dolcetti più classici in assoluto, a mio avviso, sono le<strong> Chiacchiere</strong> e le <strong>Ciambelline.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/images-chacchiere.jpg" alt="chiacchiere di carnevale" /></p>
<p>Le <strong>chiacchiere</strong> son dolci molto friabili che hanno un’antichissima tradizione probabilmente risalente a quella delle <em>frictilia</em>: dolci fritti nel grasso di maiale che nell&#8217;antica Roma venivano preparati proprio durante il periodo di Carnevale in gran quantità. poiché dovevano durare per tutto il periodo della Quaresima.</p>
<p><strong>Preparazione</strong>:<br />
<em>Ingredienti per 4 persone</em>:<br />
400 gr. di farina;<br />
80 gr. di zucchero;<br />
1 uovo intero;<br />
2 tuorli;<br />
50 gr.di burro;<br />
2-3 cucchiai di liquore d&#8217;anice;<br />
una arancia grattugiata;<br />
un pizzico di sale;<br />
zucchero a velo.</p>
<p><strong>Preparazione.</strong></p>
<p>Disponete la farina a fontana su un tavolo, ed al centro ponetevi lo zucchero, le uova, il sale,il burro sciolto a bagno Maria e  l&#8217;anice.<br />
Lavorate bene la pasta, formate una sfera, copritela con un panno e lasciatela riposare per trenta minuti.</p>
<p>Formate una sfoglia sottile con il mattarello, poi con un coltello o con l&#8217;apposita rotella ricavatene delle strisce sottili o dei lunghi rombi.</p>
<p>Praticate in ogni chiacchiera un&#8217; incisione per infilarvi un lembo di pasta ed ottenere così  forme più simpatiche, oppure annodatele semplicemente.<br />
Fate friggere le chiacchiere, in piccole quantità, in abbondante olio di semi ( preferibilmente di arachidi perchè è quello che resiste meglio alle alte temperature e non altera il sapore del dolce).</p>
<p>Fatele scolare bene su carta assorbente, passatele nello zucchero a velo e servitele calde.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/chiacchiere.jpg" alt="chiacchiere" /></p>
<p>Ovviamente per chi cerca in qualche modo di contenere gli eccessi calorici, esiste anche una <em>versione al forno</em> altrettanto buona.</p>
<p>L&#8217;impasto è lo stesso ma bisogna stenderlo con la macchina allo spessore di 2 mm: perchè così è omogeneamente sottile.</p>
<p>Formare le chiacchiere con la rotella o con gli stampini dei biscotti, pennellare con uovo e latte, cuocere in forno a 210 gradi per circa 10-12 minuti.</p>
<p>Cospargere con zucchero a velo. Sono ottime anche fredde e, per i più golosi, da immergere nella cioccolata &#8220;sanguinaccio&#8221;, cosiddetta perchè in passato si preparava utilizzando anche il sangue dei poveri suini macellati per l&#8217;occasione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/chiacchiere-con-cioccolata-21.jpg" alt="chiacchere con cioccolata" /></p>
<p><strong>Ciambelline:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/images-grffe.jpg" alt="ciambelline" /></p>
<p><strong>Preparazione:<br />
</strong><em>Ingredienti (per 4 persone)</em><strong>:<br />
</strong>500 g di farina di frumento;<br />
4 patate medie;<br />
1 tuorlo d&#8217;uovo;<br />
1 uovo intero;<br />
50 gr  di burro;<br />
1 lievito di birra;<br />
1 tazzina  di latte tiepido;<br />
1 tazzina di zucchero.</p>
<p>olio per friggere</p>
<p><strong>Preparazione:</strong></p>
<p>Far bollire le patate.</p>
<p>Appena cotte sbucciarle e schiacciarle in un contenitore.</p>
<p>Aggiungere la farina, il lievito di birra sbriciolato, l&#8217;uovo, il tuorlo, il burro, lo zucchero, il latte e il sale.</p>
<p>Impastare molto bene ed energicamente per amalgamare tutti gli ingredienti e farlo riposare per un&#8217;ora.<br />
Lavorare l&#8217;impasto una seconda volta, quindi preparare le ciambelline e lasciarle riposare per altri 10 minuti. Friggerle in olio caldo  finché saranno ben dorate. Asciugarle su carta assorbente e servirle ancora calde e spolverate di zucchero non a velo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/graffe-napoletane.jpg" alt="ciambelle" /></p>
<p>Io adoro accompagnarle con un buon passito come lo Zibibbo, un vino liquoroso della sicilia dal colore ambrato da sorseggiare alla temperatura di 10-12°C.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/passito-Pantelleria.jpg" alt="passito" /></p>
<p>Cos&#8217;altro aggiungere&#8230;.Buon appetito!</p>
<p><strong><em>Imma Paone</em></strong><br />
<strong><a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/imma-paone/" target="_blank">CHI SONO</a></strong></p>
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		<title>Pizza con salsicce e &#8220;friarielli&#8221;. Tanto buona da leccarsi le dita!</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 22:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Imma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[imma paone]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[salsicce e friarielli]]></category>
		<category><![CDATA[vino di Gragnano]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricetta che voglio descrivervi è un classico della cucina napoletana, tanto amata dal mio compagno: la pizza con salsiccia e &#8220;friarielli&#8221;. Io sono nata e vivo a Napoli e qui la nostra cucina è ricchissima di ricette saporite&#8230;un vero attentato alla linea per chi, come me, è sempre attenta alle calorie ingerite.. Nonostante tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La ricetta che voglio descrivervi è un classico della cucina napoletana, tanto amata dal mio compagno: la <strong>pizza con salsiccia e</strong> <strong>&#8220;friarielli&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/pizza-salsicce-e-friarielli-480x360.jpg" alt="pizza salsicce e friarielli" /></p>
<p>Io sono nata e vivo a Napoli e qui la nostra cucina è ricchissima di ricette saporite&#8230;un vero attentato alla linea per chi, come me, è sempre attenta alle calorie ingerite..<br />
Nonostante tutto ogni sabato a casa mia si organizza una gara di pizza e la regina indiscussa rimane sempre lei&#8230;<br />
<span id="more-5738"></span></p>
<p>Una piccola premessa va fatta sui <em>friarielli</em> che sono una particolare varietà di cime di rapa, tipiche della Campania, dal sapore leggermente amarognolo&#8230; un&#8217;autentica bontà.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/friarielli.gif" alt="friarielli" /></p>
<p>Iniziamo subito con le dosi che ci permettono di ottenere una pizza ripiena ( fatta cioè con una base di pizza ed un ripieno ricoperto con altra pizza) capace di &#8220;sfamare&#8221; 4 persone di ottimo appetito.</p>
<p><strong>Per l&#8217;impasto</strong>:<br />
500 gr. di farina 00,<br />
1 panetto di lievito di birra,<br />
1 cucchiaino di zucchero,<br />
1 cucchiaino di sale,<br />
2 cucchiai di olio,<br />
200 ml di acqua tiepida,<br />
100 ml di latte.<br />
<strong>per la farcitura</strong>:<br />
5  fasci di friarielli (a napoli sono venduti in fascetti da pulire, eliminando le foglie più grandi ed i fusti&#8230;potrebbero corrispondere a 500 gr. di verdura pulita),<br />
4  salsiccie di media grandezza,<br />
200 g. di scamorza,<br />
2 teste d&#8217; aglio,<br />
 2 peperoncini belli forti,<br />
olio extravergine di oliva,<br />
sale.</p>
<p>La prima cosa da preparare è l&#8217;impasto della pizza.</p>
<p>Io uso un mixer capace di impastare in poco più di tre minuti permettendomi di ottenere un buon impasto morbido ed elastico&#8230;l&#8217;alternativa è &#8220;olio di gomito&#8221; e mani calde ( perchè mia nonna mi diceva che così l&#8217;impasto cresceva meglio!)</p>
<p>In una ciotola si scioglie il lievito con l&#8217;acqua, il latte, l&#8217;olio e lo zucchero ( necessario per i microrganismi che costituiscono il panetto).</p>
<p>Sciolto il panetto si versa a fontana la farina e si aggiunge per ultimo il sale. Poi si lavora con energia fino ad ottenere una pagnotta da &#8220;far crescere&#8221;..<br />
Mia nonna era solita avvolgere l&#8217;impasto in uno straccio umido e lo nascondeva sotto una coperta perchè, secondo lei, con il calore cresceva meglio&#8230;non saprei dare una spiegazion<em>e scientifica</em> a questa tradizione, ma a distanza di 30 anni continuo a fare così e vi assicuro che funziona&#8230;<br />
L&#8217;impasto dopo poco più di un&#8217;ora è raddoppiato&#8230;</p>
<p>In una padella capiente bisogna far soffriggere l&#8217;aglio intero ed il peperoncino in 3 cucchiai di olio extravergine di oliva.</p>
<p>Quando l&#8217;aglio si è imbiondito ( e non abbronzato ) si aggiungono i friarielli, si sala con sale grosso, si mescola per bene e si fa cuocere a fiamma vivace, fino a quando saranno appassiti, ma ancor un pò al dente.</p>
<p>In un&#8217;altra padella cucinare per pochi minuti le salsicce con un pò di olio..</p>
<p>Tolte dal fuoco tagliarle a rondelle e aggiungerle ai friarielli facendole insaporire un pò.<br />
Indi tagliare la scamorza a pezzetti.<br />
Quando l&#8217;impasto sarà lievitato, bisogna lavorarlo brevemente per sgonfiarlo.<br />
Si divide quindi in due pagnotte, una un po&#8217; più grande dell&#8217;altra; con il mattarello prima e le mani leggermente unte dopo, stenderle bene.</p>
<p>L&#8217;impasto più grande va posto in un tegame rotondo, meglio se con la <em>cerniera,</em> precedentemente oliato; si ricopre poi con i friarielli, la salsiccia tagliata a fettine e la scamorza e si chiude il tutto con l&#8217;altro impasto.<br />
Si versa a filo un pò d&#8217;olio e poi lo si stende con le mani od un pennello..<em>(coreograficamente</em> io buco con una forchetta la superficie in modo che cuocendosi non si spacchi.)</p>
<p>Si inforna in forno caldo a 200° C per circa 30 minuti ( è pronta quando la superficie ed il fondo saranno dorate).</p>
<p>Terminata la cottura va fatta un pò raffreddare. Il ripieno resta bollente per un bel pò; quindi<em> &#8220;azzannando&#8221; </em>subito la pizza si rischia di ustionarsi il palato..</p>
<p>Per rendere ancora più saporito il tutto si può abbinare un ottimo vino rosso di <strong>Gragnano</strong> a temperatura di 12°C; spettacolare dono dei vigneti campani.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/pizza-salsicce-e-friarielli.jpg" alt="pizza salsicce e friarielli,vino" /></p>
<p>Ora potete capire perchè nella gara culinaria vince sempre il mio compagno e la sua pizza&#8230;</p>
<p><strong><em>Imma Paone</em></strong><br />
<strong><a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/imma-paone/" target="_blank">CHI SONO</a></strong></p>
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		<title>La caprese&#8230;sublime dolce natalizio!</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/12/23/la-caprese-sublime-dolce-natalizio/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 05:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Imma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[caprese]]></category>
		<category><![CDATA[imma paone]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono una vera cuoca ma di tanto in tanto mi piace preparare qualche dolce per deliziare il mio compagno e la mia famiglia.. Questa ricetta fa parte della tradizione napoletana ma ve la descrivo con una piccola modifica che,a mio parere,la rende ancora più buona. Parliamo della caprese (così chiamato perchè è originaria dell’isola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono una vera cuoca ma di tanto in tanto mi piace preparare qualche<strong> dolce</strong> per deliziare il mio compagno e la mia famiglia..</p>
<p>Questa ricetta fa parte della <strong>tradizione napoletana</strong> ma ve la descrivo con una piccola modifica che,a mio parere,la rende ancora più buona.</p>
<p>Parliamo della <strong>caprese</strong> (così chiamato perchè è originaria dell’isola di <strong>Capri</strong> ) una delizia a base di cioccolato e mandorle, senza farina, capace di estasiare il palato più esigente&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/torta-caprese.jpg" alt="torta caprese" /></p>
<p>Le dosi dei vari ingredienti permettono di ottenere una torta per<em> otto</em> persone di buon appetito e non attente alla linea in previsione degli eccessi natalizi.</p>
<p>Bisogna comprare<strong> 200 gr di mandorle</strong> già pelate e di cioccolato fondente,<strong> 250 grammi di zucchero</strong> ( meglio se quello sottilissimo ), <strong>200 gr.di burro</strong> ( io preferisco la margarina perché è vegetale e mi fa illudere che sia più leggera ), <strong>5 uova</strong>, una bustina di<strong> lievito per dolci</strong> e, novità, <strong>125 grammi di biscotti oro saiwa</strong>.</p>
<p>Come per ogni torta che si rispetti le prime cose da fare sono :</p>
<ul>
<li>Preriscaldare il forno a 150 gradi</li>
<li>Imburrare ed infarinare una teglia dal bordo basso.</li>
</ul>
<p>Con un qualsiasi robot, ma anche a mano per chi ha questa forza, si devono ridurre a granella le mandorle e a farina i biscotti..<br />
A &#8220;<em>bagno Maria</em>&#8221; si deve sciogliere dolcemente il cioccolato..</p>
<p>Per chi non conosce questo termine non deve preoccuparsi perchè non c&#8217;è bisogno di correre nel bagno di qualche Maria&#8230;ma deve mettere sul fuoco una pentola con acqua ed all&#8217;interno di questa un&#8217;altra con il cioccolato..<br />
Con il calore dell&#8217;acqua che bolle si scioglie il cioccolato senza rischiare che questo si bruci.<br />
Si aggiunge poi il burro..<br />
Quando ormai tutto è sciolto, si allontana dal fuoco la pentola e si mescola con lo zabaione, fatto sbattendo le uova con lo zucchero, la granella di mandorle, la farina di biscotti ed infine mezza bustina di lievito per dolci..</p>
<p>Amalgamare tutti gli ingredienti per bene e versare nella teglia imburrata ed infarinata&#8230;</p>
<p>Infornate in<strong> Forno caldo a 150 g</strong>radi per soli <strong>40 minuti</strong>&#8230;<br />
La torta sara&#8217; compatta e croccante in superficie ma umida e morbida all&#8217;interno&#8230;.<br />
Basta solo una spolverata di<strong> zucchero a velo</strong>, magari facendo qualche disegno o scrivendo qualcosa usando un cartoncino pre-tagliato, e la buonissima torta e&#8217; pronta..</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/Torta_caprese8.jpg" alt="decoro caprese" /></p>
<p>Se dovesse avanzare, cosa che dubito fortemente, la si può mangiare anche nei giorni successivi perché resta assolutamente favolosa&#8230;</p>
<p>A questo punto non posso che augurarvi buone feste e soprattutto buon appetito.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/tavola-dolci-natale.jpg"alt="dolci di natale" /></p>
<p><strong><em>Imma Paone</em></strong><br />
<strong><a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/imma-paone/" target="_blank">CHI SONO</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Toto Cutugno si confessa in esclusiva per Ok la salute, raccontandomi la sua battaglia per sconfiggere il tumore che lo ha colpito</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/10/28/toto-cutugno-si-confessa-in-esclusiva-per-ok-la-salute-raccontandomi-la-sua-battaglia-per-sconfiggere-il-tumore-che-lo-ha-colpito/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 20:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[eliana liotta]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione umberto veronesi]]></category>
		<category><![CDATA[maria cristina giongo]]></category>
		<category><![CDATA[oggi]]></category>
		<category><![CDATA[ok la salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando questa foto è stata scattata, al festival di Sanremo 2010 (in cui Toto Cutugno cantò con Belen), lui era già malato. Tanto che qualcuno lo criticò per aver cantato con voce stentata. Senza sapere quanto coraggio gli costò di salire su quel palco! Cari lettori, quando sei giornalista ti confronti spesso con storie speciali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/toto-cutugno-sanremo-2010.jpg"  alt="Toto Cutugno" /></p>
<p><em>Quando questa foto è stata scattata, al festival di Sanremo 2010 (in cui Toto Cutugno cantò con Belen), lui era già malato. Tanto che qualcuno lo criticò per aver cantato con voce stentata. Senza sapere quanto coraggio gli costò di salire su quel palco!</em></p>
<p>Cari lettori,</p>
<p>quando sei giornalista ti confronti spesso con storie speciali e personaggi speciali.  A volte anche con persone famose che non ti dicono niente e che ti lasciano delusa. Senza contare quelle che si danno arie, che ti fanno impazzire per ottenere un’intervista, che ti fanno perdere tempo.<br />
Nella mia vita ne ho conosciuti tanti! Per lo più, anche quando lavoravo in televisione, ho avuto incontri interessanti, che hanno lasciato il segno. Spesso sfociati in una sincera amicizia.</p>
<p><span id="more-5307"></span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://www.photoshop.com/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/cf371d06e6da4320a8c56e6363b4c3ad" width="200" height="250"/>  </p>
<p>Attualmente collaboro con molto piacere con un mensile che trovo ben fatto, con belle fotografie ed articoli che puoi leggere anche nei momenti di relax sentendoti bene&#8230;Infatti si chiama <strong>Ok, la salute</strong>. Si parla di salute in generale e della salute dei personaggi noti, che sono essere umani come&#8230;tutti noi! Vi segnalo allora l’ultima mia intervista esclusiva al cantante <strong>Toto Cutugno</strong>, che troverete su <strong>Ok del mese di novembre</strong>, adesso in edicola. E’stata ripresa anche dal <strong>settimanale OGGI</strong> di questa settimana; per gentile concessione di Ok. Ho convinto Toto a raccontarmi la sua triste vicenda proprio per la serietà e delicatezza di questa rivista nel trattare argomenti tanto privati.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://www.photoshop.com/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/0a6540d6a9f94846b81e42f0fcef5013" width="476" height="635"/></p>
<p>La formula vincente di un giornale dipende dai loro direttori. Ovviamente anche dai redattori e giornalisti: ma se non esiste un “capo” sempre presente e valido, la testata ne risente. La direttrice di Ok, <strong>Eliana Liotta</strong>, già intervistata per il nostro Cofanetto, è una donna intelligente, professionale, che tratta <strong>tutti</strong> i suoi collaboratori con rispetto e gentilezza. Se le mandi un’email ti risponde sempre. Anche se è oberata di lavoro. Anche se si ammazza di lavoro &#8230;fra il suo giornale, i figli, il marito, la casa.</p>
<p><strong>Il rispetto è la base del saper vivere</strong>. Spesso noi giornalisti siamo considerati, sia dai direttori che dagli intervistati, come dei rompiscatoli: e solo perchè facciamo il nostro dovere. Affrontiamo spese, viaggi, telefonate costose, trascorriamo ore ed ore su internet e nelle biblioteche per documentarci; e poi&#8230;può accadere che il nostro nome esca in piccolo, ridotti ad un’entità (ed identità) da niente. Nessuno sa chi siamo, nessuno sa quanto sacrificio ci costa l’amore per il giornalismo, nessuno sa con quanta fatica abbiamo scritto un pezzo. E quanto poco ci pagano, rispetto al lavoro portato a termine!<br />
Senza contare che magari scriviamo 10 pagine, ma&#8230;. poi ne escono due. </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://www.photoshop.com/accounts/80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/assets/9b3589a81ab34193bded0f95f63d8529" width="200" height="250"/></p>
<p>Allora viva quei direttori che apprezzano il nostro lavoro! Quelli con cui collabori volentieri perchè sanno farti un complimento per l’intervista attuata, per il tuo stile letterario. Per questo ho offerto volentieri ad Ok il mio pezzo su Toto Cutugno, sicura che via questo giornale tante persone avrebbero recepito il messaggio che lui stesso ha voluto lanciare. Infatti già su facebook sono arrivate le prime reazioni del <strong>fans club di Toto</strong>.</p>
<p><strong>All’inizio dell’intervista Toto</strong> ha precisato subito che non vuole <strong>compassione</strong>. Lotta contro la sua malattia con coraggio e cercando di negarla a tal punto, che continua a girare il mondo per tenere concerti.</p>
<p>Allora&#8230;.buona lettura; non vi anticipo nulla ma dopo aver letto l’articolo fatemi sapere che cosa ne pensate e anche se condividete il mio parere su questo mensile. <strong>Un giornale si sostiene, se ci credi, leggendolo</strong>.<br />
Tra l’altro con Ok aiuti la ricerca, in quanto <strong>dieci centesimi del prezzo di copertina</strong> vanno alla <strong>Fondazione Umberto Veronesi</strong>.</p>
<p>Con l’augurio che la vostra vita rimanga&#8230;.. sempre OK! Guardando avanti; con coraggio, fiducia e speranza. Come fa Toto Cutugno. Cadendo, forse, ma sempre con la forza di rialzarsi. Sino a che Dio lo vorrà.</p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p>P.S. Mentre scrivevo mi ha telefonato il cantante Al Bano, che ha letto l&#8217;articolo in aereo, complimentandosi, da parte di un uomo&#8230;per il messaggio lanciato agli uomini! Quindi, uomini, occhio alla prevenzione! Nel frattempo il mio articolo su Toto Cutugno è stato ripreso anche dal Corriere della sera ( Corriere.it)</p>
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		<title>La casa del benessere</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/07/06/la-casa-del-benessere/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 05:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[maria cristina giongo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[science]]></category>

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		<description><![CDATA[Come trasformare la nostra casa in un luogo di benessere. I consigli d’arredamento degli psicologi. Come possiamo fare in modo che la nostra casa diventi un luogo di rilassamento, beneficio ed ispirazione? Come puoi creare un posto dove riposarti la mente ed il corpo dopo una giornata faticosa, o per guarire in fretta da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come trasformare la nostra casa in un luogo di benessere.<br />
I consigli d’arredamento degli psicologi. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/la-casa-dei-sogni.jpg"  alt="La casa dei sogni" /></p>
<p>Come possiamo fare in modo che la nostra casa diventi un luogo di rilassamento, beneficio ed ispirazione? Come puoi creare un posto dove riposarti la mente ed il corpo dopo una giornata faticosa, o per guarire in fretta da una brutta influenza oppure  dove concentrarti per lasciar fluire nella tua mente le idee più brillanti?<br />
Queste sono alcune delle domande che tengono occupati i ricercatori di psicologia dell’ambiente, impegnati a scoprire come l’ambiente in cui viviamo possa influire sul nostro stato psicofisico.</p>
<p><span id="more-4079"></span></p>
<p>Varie ricerche a riguardo vengono attuate nei confronti di ospedali, scuole, negozi, uffici pubblici. Tuttavia non è detto che quello che vale per grandi spazi possa risultare salutare anche nella nostra casa; dove per esempio una parete colorata in blu potrebbe diminuire il senso di stress ma solo se abbinata ad una sedia di paglia e non (come in un ufficio) di pelle. <strong>Karin Dijkstra</strong>, docente universitaria della facoltà di psicologia dell’università di Twente, in Olanda, ha segnalato 7 modi per trarre il maggior beneficio dalla propria casa e per sentirsi meglio. </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/home_80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/adobe-px-assets/df6a6a2510154ad688c7a0e99e54a4a5" width="355" height="300" alt="Tavolo e due sedie rotondi"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Tavolo e due sedie rotondi</em></p>
<p>Le persone preferiscono mobili di forma rotonda piuttosto che spigolosa: questo è risultato da una ricerca dello scienziato neurologo Mosche Bar (che dirige un laboratorio sulla cognizione  visuale) e del prof. Maital Neta, dell’Harvard Medical School. Questo dipende dal fatto che associamo gli angoli spigolosi ad una sensazione di pericolo. Ma perchè? Secondo questi studiosi il nostro amigdala, la parte del cervello che fra le altre caratteristiche comprende anche quella di attivarsi in casi di emozioni (quali la paura, per esempio), si eccita maggiormente alla vista di angoli stretti, affilati. Ecco allora che ad un divano quadrato o a mobili rettangolari, sarebbero preferibili quelli rotondeggianti.</p>
<p><strong>Guarda verso il verde.</strong></p>
<p>Lo psicologo dell’ambiente Roger Ulrich, docente di architettura dell’università del Texas, studiò negli anni ottanta alcuni pazienti operati per calcoli alla cistifellea. Quelli messi in camere dove potevano guardare un albero o un prato guarivano più velocemente e con meno farmaci di quelli posti in camere dalle cui finestre vedevano soltanto muri e condomini. Pare che la stessa cosa avvenga per chi trascorre le sue vacanze in mezzo la natura o visitando soltanto città; chi ha passato una vacanza in campagna torna al lavoro più rilassato. Il professor Ulrich pubblicò la sua prima ricerca nel 1984 su <strong>Science</strong> ma da allora con la sua equipe ha compiuto 1000 nuovi studi nel settore, specializzandosi nella cura della salute nel campo dell’architettura. I suoi studi sono considerati una pietra miliare e i primi nel loro genere a livello di credibilità scientifica.<br />
Quindi è importante creare nella propria casa uno spazio verde. Ma come? </p>
<p><strong>Appendi la natura al tuo muro di casa.</strong></p>
<p>Secondo la psicologa Dijkstra se non si possono tenere e curare piante in casa lo stesso effetto di rilassamento si ottiene appendendo dei quadri che li rappresentino; con alberi, piante ma anche immagini di cascate, prati fioriti. Provate a mettere come sfondo sullo schermo del vostro computer un prato di margherite o un bell’albero di ulivo invece che la foto di una città e noterete la differenza.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/home_80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/adobe-px-assets/f4899d56412e48d08797878833866b96" width="500" height="300" alt="Kathy Hathorn"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Kathy Hathorn, ricercatrice americana</em></p>
<p>I ricercatori americani <strong>Kathy Hathorn</strong> e Upali Nanda sono arrivati alla conclusione che in ospedale i pazienti si sentivano meglio alla vista di semplici quadri rappresentanti la natura rispetto a dipinti astratti, che invece in altri ambienti come per esempio i negozi possono attrarre maggiormente. Infatti se ti senti stressato e di pessimo umore un quadro astratto ti costringe ad un’interpretazione che ti porta ad uno sforzo ulteriore; inoltre, non rappresentando alcun significato preciso può anche suscitare sentimenti di interpretazione negativa.  Ma anche in questo caso non si dovrebbero scegliere immagini troppo dense di elementi; meglio un prato con qua e là qualche albero che una foresta fitta di alberi. Una savana è preferibile ad una spiaggia piena di palme e noci di cocco. </p>
<p>Secondo una ricerca anche i bambini preferiscono questo tipo di paesaggio. La psicologa ambientale Dijkstra sostiene che l’evoluzione umana è cominciata nella savana in Africa.  Un tipo di paesaggio che ci fa sentire protetti e più sereni. Dietro gli alberi si cerca rifugio: mentre in campi aperti possiamo vedere arrivare i nemici. E anche piacevoli sorprese.<br />
Altri quadri che si possono appendere alla parete per rallegrare la nostra casa ed il nostro animo sono i ritratti di persone sorridenti che stimolano in noi benessere e serenità.</p>
<p><strong>I colori.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/home_80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/adobe-px-assets/4ccc9a74fb2444649147a2d3f8cbbbf2" width="143" height="132" alt="bagno rosa"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Bagno rosa</em></p>
<p>Il colore <strong>rosa</strong> ha un effetto calmante, secondo una ricerca attuata in una prigione americana dallo psicologo Alexander Schauss, illustre scienziato che attualmente dirige il “Centro Scienze della vita e della salute” di Puyallup, Washington. Alcune celle sono state dipinte di rosa: i detenuti erano più tranquilli di quelli rinchiusi in spazi con i muri bianchi o grigi.<br />
Inoltre il rosa pare che abbassi l’aggressività. Ma su questo punto non tutti i ricercatori sono d’accordo in quanto il senso del colore può essere soggettivo. Alcuni potrebbero associare il rosa esclusivamente alla femminilità oppure omosessualità.  </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/home_80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/adobe-px-assets/22a7934399004bb39b69deccb8b4ae28" width="400" height="300" alt="camera rossa"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Camera rossa</em></p>
<p>Secondo il professor Schauss, spesso più che il colore gioca un ruolo la tonalità scelta nelle sue sfumature. In generale è risaputo che il rosso e arancione sono stomolanti mentre i colori opposti come verde e blu hanno effetti calmanti. In certi casi il rosso ha effetti irritanti; come spiega il prof. Andrew Elliot psicologo clinico dell’Università di Rochester, che ha fatto scrivere un tema d’esame ad alcuni scolari con la penna rossa e ad altri con la penna blu o verde. I primi erano stressati e hanno reso meno. Lo stesso risultato è stato ottenuto e pubblicato sulla rivista Science in casi in cui erano stati mostrati <strong>schermi rossi e schermi blu</strong>. Chi veniva sollecitato a creare nuove idee dopo aver osservato lo schermo blu era più tranquillo, più attivo e motivato. E prestava meglio. Gli altri erano irritati, confusi, stressati. Il rosso è un colore problematico. Allora attenzione in quale angolo della casa lo usate. Ottimo sarebbe in camera da letto; considerato che è un colore “eccitante” andrebbe benissimo per le lenzuola &#8230; tanto per risvegliare la passione&#8230;Infatti è il colore che gli uomini preferiscono sulle donne ,sia per il trucco (per esempio il rossetto) che per l’ abbigliamento intimo.</p>
<p><strong>Soffitti alti.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/home_80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/adobe-px-assets/4dbcac1278dd40659c3adcd6c61a6a21" width="500" height="375" alt="soffitto alto"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Soffitto alto</em></p>
<p>Aiutano non solo a creare spazi più grandi ma anche a pensare più liberamente, secondo un’inchiesta condotta dalla professoressa Joan Meyers-Levy dell’Università del Minnesota, che si occupa di scienza del marketing.</p>
<p>Risultato: nelle camere con soffitti bassi le persone osservate si concentravano piuttosto sui dettagli, compiendo azioni specifiche e limitate come lo spazio in cui erano; tipo occuparsi dell’amministrazione casalinga. Mentre in quelle con i soffitti alti erano più creativi.</p>
<p><strong>L’importanza dell’illuminazione.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/home_80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/adobe-px-assets/41d8fe8fbcaf4b6d9aba3bcb8633a70e" width="500" height="336" alt="illuminazione"/></p>
<p style="text-align: center;"><em>Illuminazione</em></p>
<p>La luce è molto importante per combattere la depressione. Una buona luce, possibilmente proveniente dall’esterno, è importante nella camera dove si lavora al computer, dove si legge, si cucina. Sarebbe bene che entrasse un po’ di luce anche in camera da letto; infatti pare che migliori la qualità del sonno. Mentre una luce soffusa è l’ideale per piccoli spazi personali di riposo; per esempio dove si ascolta la musica, dove ci si raccoglie per pensare o bersi un bicchiere di vino con la persona cara e gli amici. Il professor Robert Gifford, canadese, psicologo e docente universitario della psicologia dell’ambiente, ha compiuto un interessante studio sull’illuminazione, basato sugli aspetti psicologici della luce. E’ risultato che la luce ha molta influenza sulle prestazioni di lavoro, sugli stati d’animo, sugli atteggiamenti e reazioni alla medesima sia negli ambienti casalinghi che professionali.</p>
<p><strong>Il rumore.</strong></p>
<p>E’ risaputo che il rumore toglie concentrazione; il pianto del bambino dei vicini, il treno che passa, lavorare in ambienti sovraffollati&#8230; Tuttavia, sempre secondo lo psicologo Robert Gifford, che ha scritto il libro “Environmental psychology” (“La psicologia ambientale”) se devi svolgere un compito semplice il rumore può servirti da stimolo positivo. Può aiutarti a vincere la noia del lavoro ripetitivo; e in questi casi  è meglio trovarsi in mezzo alla gente.<br />
Anche se&#8230;. tutto è relativo, conclude la psicologa olandese Dijkstra: infatti il rumore del trapano fatto da noi stessi ci disturba meno di quello che produce quello del vicino di casa&#8230;.</p>
<p>Per concludere non bisogna dimenticarsi di aprire le finestre per arieggiare le stanze, sia al mattino presto che alla sera; e, di profumare la propria casa con essenze; ce ne sono tantissime in commercio. La lavanda e il profumo di arancio per esempio, sono ad effetto calmante, mentre quello del limone ad effetto rallegrante&#8230;<br />
Creare la propria casa del sogno non è difficile, se per casa del sogno si intende il luogo, confortevole e confortante, dove ci si sente bene, protetti e a proprio agio. Rilassante e non inquietante. Ecco perchè anche la scelta dell’arredamento e dei colori riveste un ruolo importante per il proprio benessere psicofisico. Da non sottovalutare.</p>
<p>Traduzione ed adattamento di: <strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p><em>Fonte: Psychologie Magazine (mensile olandese)</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Mamma, voglio morire!  La terribile storia di una bimba nata infelice.</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/06/14/mamma-voglio-morire-la-terribile-storia-di-una-bimba-nata-infelice/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 22:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[ADHD]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[maria cristina giongo]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[“Quando me lo disse per la prima volta aveva solo 3 anni di vita, e in quel momento mi sentii morire anch’io”. Così è iniziato il calvario di una mamma olandese. Questa è il disperato racconto di una madre e della sua bimba, tratto dal settimanale olandese, “Vriendin”. Per motivi di privacy abbiamo cambiato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/bambinidepressione.jpg"  alt="bambinidepressione" /></p>
<p><em>“Quando me lo disse per la prima volta aveva solo 3 anni di vita, e in quel momento mi sentii morire anch’io”.</em> Così è iniziato il calvario di una mamma olandese.</p>
<p><span id="more-3790"></span></p>
<p>Questa è il disperato racconto di una madre e della sua bimba, tratto dal settimanale olandese, “Vriendin”.  Per motivi di privacy abbiamo cambiato il nome della bambina, che chiameremo Chrystel. Ve la riportiamo così, direttamente dalle parole di questa donna che ha vissuto il dramma inimmaginabile della sua bambina nata..con la morte nell’anima, “vittima di un male che non le era mai stato inferto”.</p>
<p>“Tutto iniziò quando mia figlia aveva solo 3 anni. Stavamo tornando dall’asilo, con la bicicletta, lei dietro di me, quando improvvisamente ho sentito la sua vocina che diceva: <em>mamma, non mi piace più!</em></p>
<p>Pensavo che si riferisse all’asilo, per cui le domandai di spiegarsi meglio: non le piaceva più recarsi in quel posto o non le piacevano i suoi compagni? Mi rispose, senza esitazione: <em>la vita! Non mi piace più vivere.</em><br />
Già da tempo era triste, silenziosa. Oserei dire &#8230;profondamente infelice. Dopo quella volta cominciò sempre più spesso a parlare di morte. Anche il suo comportamento divenne sempre più strano. Se giocava per la prima volta con un bambino, dopo un secondo era diventato il suo migliore amico; ma dopo cinque minuti diceva di odiarlo ed interrompeva ogni contatto con lui. </p>
<p>Quando aveva pochi mesi di vita a volte te la dimenticavi, tanto era tranquilla e zitta; ma poteva anche succedere che di colpo si mettesse a strillare istericamente. Le piaceva giocare con i Lego, tuttavia, se non riusciva a metterli uno sopra l’altro, ben incastrati, si infuriava e li tirava per tutta la camera. Mangiava pochissimo e beveva pochissimo. Neppure i pediatri riuscivano a capire la causa della sua inappetenza. Dopo qualche anno le fu diagnosticata una patologia chiamata ADHD (<em>Attention-Deficit Hyperactivity Dis-<br />
order</em>).</p>
<p>Ricordo una volta in cui la trovai in cucina con un coltello contro la gola; si girò verso di me e guardandomi fisso negli occhi mi chiese, gelida: <em>che cosa dici? La faccio finita?</em> In quel momento anche a me si gelò il sangue nelle vene! Le levai il coltello di mano e il giorno dopo mi rivolsi ad uno psichiatra infantile, che mi consigliò di starle vicino con tanto amore. Ma l’amore può bastare in questi casi? Infatti diventava ogni giorno più difficile; c’era qualcosa in lei che la spingeva a volersi fare del male, a cercare la sofferenza e a coinvolgere anche me in questa sua ricerca; godendo quasi del dolore che mi dava.</p>
<p>A 5 anni per esempio voleva che la vestissi con magliette strettissime e che stringessi pure la cintura del calzoncini così tanto&#8230; che quasi non respirava. La stessa cosa valeva per i capelli; li voleva raccolti in una coda di cavallo tiratissima. In seguito <em>mi disse che voleva sentire tutto il dolore della vita sul suo corpo.</em></p>
<p>A scuola picchiava gli altri bambini oppure si isolava e se ne stava taciturna in un angolo davanti alla finestra, guardando fuori. A volte si scagliava contro di me quasi con odio; ma dopo 5 minuti volava nelle mie braccia chiedendomi scusa e baciandomi. Suo padre era sempre via per lavoro e tutto il peso di questa situazione ricadeva su di me.<br />
Una volta spinse il coltello con più forza contro la gola, ferendosi. Allora non ce la feci più a stare a guardare impotente; chiedemmo aiuto ad un ospedale psichiatrico, dove la ricoverarono per sei mesi, insieme ad altri bimbi con problemi psichici. </p>
<p>Fu il periodo più brutto della mia vita. Mi sentivo in colpa per averla allontanata da casa, per non avercela fatta più ad assisterla da sola, a capire il suo disperato grido di aiuto. Quando tornò a casa, secondo gli psichiatri, <em>guarita</em>, ma imbottita di medicine, ricordo che era Natale e che io, mio marito e la sorella maggiore, eravamo molto felici di riaverla fra di noi. Purtroppo dopo pochi giorni scappò. La polizia la ritrovò in un campo, in mezzo alla neve, al freddo, inebetita. Andò mio marito a prenderla e la prima  cosa che gli chiese fu “<em>se qualcuno si era accorto della sua assenza. Se a qualcuno era mancata</em>”.  Suo padre rispose che era mancata a tutti.</p>
<p>Da allora scappò un giorno si ed uno no; ed ogni volta io salivo sulla mia bicicletta per andare a cercarla. Devo ammettere con tanta vergogna che mi capitò persino di pensare che poteva pure <em>arrangiarsi, che mi ero stancata di inseguirla</em>; arrivai addirittura a provare fastidio nei suoi confronti, e a chiedermi se le volevo veramente bene. Ma, vi prego, non mi giudicate per questo! Per fortuna si trattava di momenti di sconforto passeggeri; mi rendevo subito conto che era la stanchezza fisica e psichica che mi portava a provare quelle terribili emozioni, inimmaginabili per una madre. E correvo di nuovo a cercarla, nel timore che potesse veramente farsi del male.</p>
<p>Infatti una cosa era certa; Chrystel non amava la vita. Non l’aveva mai amata e neppure lei sapeva perchè. Spesso ripeteva che voleva farla finita <em>per il semplice fatto la vita stessa non le interessava</em>. Ora ha 11 anni ed è stata di nuovo ricoverata in un ospedale psichiatrico, dopo un tentativo di suicidio. Io e mio marito siamo in terapia, aiutati da uno psicologo. Ma il dramma che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo non ci abbandonerà mai”. </p>
<p><strong><em>Maria Cristina Giongo</em></strong><br />
<strong><a target="_blank" href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/maria-cristina-giongo/">CHI SONO</a></strong></p>
<p>Link alla sindrome ADHD: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_deficit_di_attenzione_e_iperattivit%C3%A0">clicca qui</a></p>
<p>Pubblichiamo con emozione questa poesia perchè <em>è in tema</em> con il nostro racconto.  L’abbiamo trovata navigando su internet, nel sito <strong><a href="http://danzateonline.blogspot.com/">danzateonline.blogspot.com</a></strong>. E’ firmata <strong>Giorgia</strong> <strong>Vezzoli</strong>, che ringraziamo per averla scritta e avercela donata.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" <img src="http://api.photoshop.com/home_80e0f17779334c6296627f1b253b4e9b/adobe-px-assets/5271b88021574230b4f8624b628aae01"  alt="bambina addolorata" /></p>
<p><strong>La più piccola della famiglia</strong></p>
<p>Tutti sapevano molte più cose,<br />
ma lei sosteneva il rumore del mare.<br />
I bambini lontani le chiedevano conto del proprio dolore<br />
e quando la notte oscurava ogni sua fortuna,<br />
li piangeva.<br />
Era la vittima di un male che non le era mai stato inferto.<br />
Soffriva fino a cadere per terra,<br />
fino a capire cos&#8217;è che succede<br />
quando il dolore t&#8217;infiamma le gote e t&#8217;inquina il respiro,<br />
fino a sentire quell&#8217;ultima goccia di un qualche infinito<br />
cui aggrapparsi per poter dire: so cos&#8217;è il male.<br />
E ne sono scampata.<br />
Il resto era gioia di avere mutato l&#8217;inferno<br />
in un senso.<br />
Un&#8217;altra ragione per stare nel mondo.</p>
<p>(di Giorgia Vezzoli)</p>
<p>Tratta da: <a href="http://danzateonline.blogspot.com/">http://danzateonline.blogspot.com/</a><br />
Vi consigliamo di leggere anche una bella intervista di Giorgia, &#8220;Streghe in 10 domande&#8221;, che troverete in un interessante blog che si chiama DONNE PENSANTI. Soltanto il nome fa venire voglia di visitarlo!<br />
Link: <a href="http://www.donnepensanti.net/2010/05/io-non-ci-sto/">http://www.donnepensanti.net/2010/05/io-non-ci-sto/</a><br />
L&#8217;intervista è a <strong>Viviana Vivarelli,</strong> una donna coraggiosa<br />
(leggendola capirete perchè) molto speciale, che ha creato il blog <strong>Masadaweb. </strong></p>
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		<title>I sogni di conferma</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/06/07/i-sogni-di-conferma/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 05:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[inconscio]]></category>
		<category><![CDATA[marzia mazzavillani]]></category>
		<category><![CDATA[sogni di conferma]]></category>

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		<description><![CDATA[Se i sogni di compensazione segnalano una mancanza, ed i sogni ricorrenti indicano un problema, i sogni di conferma concentrano segnali positivi che portano appagamento e benessere, ed il cui potere incoraggiante sembra avere un’influenza che non si esaurisce con l’euforia e le belle sensazioni del risveglio. Sensazioni che sono gratificanti, piene e durature, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/ok_400.jpg" alt="Sogni di conferma" /></p>
<p>Se i <a href="http://www.ilcofanettomagico.it/2010/05/14/sogni-di-compensazione/#more-3565"><strong>sogni di compensazione</strong></a> segnalano una mancanza, ed i <a href="http://www.ilcofanettomagico.it/2010/03/12/i-sogni-ricorrenti/#more-2991"><strong>sogni ricorrenti</strong></a> indicano un problema, <strong>i sogni di conferma</strong> concentrano segnali positivi che portano appagamento e benessere, ed il cui potere incoraggiante sembra avere un’influenza che non si esaurisce con l’euforia e le belle sensazioni del risveglio.<span id="more-4134"></span></p>
<p>Sensazioni che sono gratificanti, piene e durature, la cui intensità prevale sulle immagini, sull’intreccio del sogno e sul desiderio di conoscerne il significato.</p>
<p><strong>I sogni di conferma</strong> sono una sorta di “rinforzo positivo” la cui funzione appare più ampia e lungimirante di una semplice soddisfazione del momento, e si definisce al meglio nello scopo di accompagnare e sostenere il sognatore nel suo percorso di vita.</p>
<p><strong>I sogni di conferma</strong> ci “confermano” in quello che siamo e che facciamo, raccolgono e rilevano i passi che compiamo nella vita e nel nostro processo interiore. Non sentiamo nemmeno il desiderio di conoscerne il significato, ci basta ripensare alle immagini, ai colori o ai suoni ricordati, per ripiombare nelle sensazioni gradevoli o magiche provate. Andiamo incontro alla giornata con meno fatica, ci sentiamo corroborati e potenziati.</p>
<p><em>Mi sono svegliato con una sensazione bellissima! Ricordo molto poco del sogno che stavo facendo, solo un’immagine… stringevo la mano di una donna sconosciuta come per presentarmi, ma il tocco ed il calore, mi davano un grande conforto. Bellissimo! Non ti so dire nemmeno perchè mi sento così… ma mi sento così bene!</em> ( Roberto- Aosta)</p>
<p>Questo è un <strong>tipico sogno di conferma</strong> fatto da un uomo di 43 anni, dove la mancanza di azione è è a tutto vantaggio dell’intensa emozione che lo porta ad un precoce risveglio: stringere la mano di una donna sconosciuta nei sogni è creare un contatto con l’”anima” junghiana, archetipo del femminile inconscio nell’uomo, che favorisce lo sviluppo dell’Eros, ed il modo di confrontarsi con le donne reali.</p>
<p>Possiamo pensare che il sogno voglia mettere in evidenza i progressi fatti in questa direzione, in una direzione “buona” per il sognatore e per i suoi reali rapporti di amicizia o di amore. Possiamo pensare anche che questa donna del sogno sia il simbolo del femminile interiore, la parte della personalità presente in ambedue i sessi, che porta qualità ricettive, intuitive, emotive, empatiche. Il sognatore, forse integrando questi aspetti, ha creato un collegamento (la stretta di mano), con questo Sé fino a quel momento trascurato o non utilizzato. Il contatto con il femminile interiore può essere molto euforizzante, ed il sogno “conferma” la sensazione di qualcosa di importante che è avvenuto per lui.</p>
<p>Un altro bel <strong>sogno di conferma</strong> è quello di una giovane donna piena di progetti e di attività e con un lungo percorso di lavoro interiore alle spalle:</p>
<p><em>Ho sognato che stavo passeggiando con un uomo (che non conosco), era notte, guardavo in cielo e vedevo alcune nuvole contro il cielo scuro e dietro tante, tantissime stelle. Mi sono accorta che proprio sopra di me molte luci si muovevano, ed ho realizzato che potevano essere aerei. Erano un fiume di luci che si muovevano nella stessa direzione. Io ero molto felice e mi pareva di non riuscire a contenere tanta felicità. Mi sono svegliata stupita, ma la felicità del sogno la sento ancora….</em> (Linda- Bologna)</p>
<p>La sensazione di felicità, il fiume di luci che vanno in un’unica direzione e la compagnia di questo uomo sconosciuto, fanno pensare all’integrazione ed al sostegno dell’archetipo maschile (<em>animus</em>) ed alle qualità ad esso legate: determinazione, focalizzazione, volontà, messe al servizio di intuizione e desiderio, ricettività, visione.</p>
<p>Una sincronia ed un’unione di energie opposte che consente alla sognatrice di non perdersi di fronte alle difficoltà (cielo scuro, nuvole, notte) e di non perdere la rotta rappresentata e disegnata dal fiume di luci (progetti, desideri, obiettivi).</p>
<p>Ecco i sogni che tutti vorremmo fare più spesso: <em>sogni di conferma</em> che ci lascino una sensazione di dolcezza, o una strana, gratuita felicità, che arriva come un dono.</p>
<p>A volte queste sensazioni perdurano tutta la giornata, a volte ne restiamo incantati per giorni, come non ci fosse altro che potesse scalfire questa emozione. A volte, semplicemente, ci sentiamo contenti, soddisfatti di noi, approvati, come se un padre affettuoso ci avesse detto:<em> “Bravo! continua così!”.</em></p>
<p><em>I sogni di conferma</em> non sono rari, ma raramente li valutiamo o li raccontiamo come facciamo con altri sogni meno piacevoli. La tendenza è sempre quella di concentrarsi sui “sogni brutti” e “negativi” ricordandoli con maggiore facilità. Ed il nostro inconscio, che non sempre è così paterno, bonario ed incoraggiante, e che ci conosce molto bene, usa proprio la paura e la sgradevolezza <strong>degli incubi e dei brutti sogni</strong> per catturare la nostra attenzione e mandarci i messaggi più importanti. Ma di questo parleremo prossimamente.</p>
<p><strong>Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo </strong></p>
<p><strong> </strong><strong><a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/marni-mazzavillani/">CHI SONO</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.sogniesegni.it">www.sogniesegni.it</a></strong></p>
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		<title>Sogni di compensazione</title>
		<link>http://www.ilcofanettomagico.it/2010/05/14/sogni-di-compensazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 05:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[incosncio]]></category>
		<category><![CDATA[marzia mazzavillani]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>

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		<description><![CDATA[Perchè i sogni di assassini e malfattori sono spesso idilliaci, pieni di pace e di gesti eroici? Perchè i nostri sogni spesso ci costringono a vivere l&#8217;&#8221;opposto&#8221; di ciò che siamo e che sentiamo? I sogni di compensazione sono la risposta. Sogni che &#8220;compensano&#8221; ciò che manca nella realtà del sognatore. I sogni di compensazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perchè i sogni di assassini e malfattori sono spesso idilliaci, pieni di pace e di gesti eroici? Perchè i nostri sogni spesso ci costringono a vivere l&#8217;&#8221;opposto&#8221; di ciò che siamo e che sentiamo? I sogni di compensazione sono la risposta. Sogni che &#8220;compensano&#8221; ciò che manca nella realtà del sognatore.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/sogni-di-compensazione.jpg" alt="sogni di compensazione" /></p>
<p><strong>I sogni di compensazione</strong> costruiscono le vicende oniriche con le qualità, gli atteggiamenti, le energie che nella realtà mancano al sognatore. Il sogno ha pertanto il compito di presentare una realtà trasformata ed adattata ai bisogni più profondi. Una realtà in cui tali bisogni siano soddisfatti, e l&#8217;individuo possa progredire nel proprio percorso di individuazione.</p>
<p>Il meccanismo è molto semplice: il sogno crea le situazioni in cui ciò che manca possa manifestarsi ed agire.<br />
<span id="more-3565"></span><br />
Così una persona paziente, tollerante, pacifica può avere <strong>sogni di compensazione</strong> in cui appare aggressiva, violenta, prepotente. Capiamo allora che per avanzare nel proprio cammino di essere umano (crescere, maturare) questa persona avrà bisogno di conoscere e integrare la propria carica di aggressività naturale. Lo scopo non sarà diventare aggressiva o violenta, ma imparare a difendersi nel mondo, porre limiti e confini alle invasioni o all&#8217;aggressività altrui.</p>
<p>Alcuni studi sui sogni di carcerati condannati per azioni turpi ed assassini terribili, hanno mostrato il prevalere di sogni idilliaci, pieni di pace, di compassione, di gesti eroici, sogni pieni dei &#8220;buoni sentimenti&#8221; che non sono stati esperiti nella realtà. Un chiaro esempio del modo in cui il sogno mette in atto il suo compito &#8220;compensatore&#8221;.</p>
<p>Un altro esempio emerge nei sogni ricorrenti di una giovane donna. Madre di due bimbi piccoli, oberata di impegni e responsabilità, sogna spesso di guidare una bella auto sportiva decapottabile e, capelli al vento, bella, giovane e curata nell&#8217;aspetto, sfrecciare per strada senza alcuna apparente preoccupazione. Queste le sensazioni che la sognatrice sente di fronte a questa immagine: libertà, spensieratezza, desiderio e, immediatamente dopo, senso di colpa. Il sogno viene considerato strano ed “impossibile”, mentre in realtà assolve a tre compiti ben precisi:</p>
<ul>
<li>Mette la sognatrice di fronte a ciò che in questo momento NON può concedersi: la libertà di andare dove vuole, di fare ciò che vuole, di non preoccuparsi di nessuno se non del suo piacere.</li>
<li>&#8220;Compensa&#8221; con la libertà e la spensieratezza delle sensazioni, la mancanza di relax, di divertimento e l&#8217;eccesso di responsabilità del suo presente.</li>
<li>Indica il bisogno urgente (per il benessere fisico e psichico della sognatrice) di integrare altri aspetti nella sua vita.</li>
</ul>
<p>Questo non significa che la signora in questione debba lasciare la famiglia per ricercare divertimento gratuito, o andarsene realmente a zonzo sulla sua auto. Le immagini dei sogni vanno raramente prese alla lettera. Integrare le qualità di cui sopra, significa che la donna può e deve trovare un modo accettabile di colmare i bisogni che il sogno ha portato a galla. La libertà e spensieratezza del sogno possono tradursi nel ritagliarsi uno spazio per stare sola senza i bambini, o nel concedersi qualcosa che le piace e che la faccia sentire bene.</p>
<p>Spesso la reazione ai <strong>sogni di compensazione</strong> è il rifiuto o il distacco. Diventa più semplice pensare che il sogno non ci riguarda, che non ha alcun senso, perché noi siamo “altro”. In effetti, scopo del sogno è renderci consapevoli di quello che siamo e muovere dubbi e curiosità verso gli aspetti così diversi che sono emersi. Ma il passo ulteriore che possiamo fare è impegnare la nostra attenzione ed il disagio che la situazione provoca, per domandarci:</p>
<p> Perchè in questo sogno mi comporto in questo modo?<br />
 Perchè sento “scomodità” all’idea di comportarmi così?<br />
 A che cosa mi fanno pensare gli atteggiamenti che adotto in sogno?<br />
 A quali episodi del mio passato li associo?<br />
 Come sarebbe ora la mia realtà se, in dosi minime e da me controllabili, riuscissi a vivere questo tipo di energia?<br />
 Che cosa cambierebbe per me?</p>
<p>Rispondere a queste domande aiuta a portare a galla i propri bisogni, a fare una analisi della situazione personale e a suggerire possibili alternative, a dare risposte compensatorie e &#8220;guaritrici&#8221;.</p>
<p>Viviamo tutta la vita identificati solo con alcuni aspetti della personalità: le parti di noi che conosciamo ed accettiamo, di cui non ci vergogniamo, che ci fanno sentire &#8220;a posto&#8221;, &#8220;nel giusto&#8221;, che corrispondono alla visione che abbiamo introiettato nell&#8217;ambiente in cui siamo cresciuti. <strong>Ma l&#8217;inconscio tende alla totalità dell&#8217;essere.</strong></p>
<p>Possiamo allora considerare <strong>i sogni di compensazione</strong> come lo strumento più efficace usato dal nostro inconscio per questo compito: portare a galla sia i bisogni legati al contingente ed alle vicende quotidiane, che i bisogni legati alla nostra &#8220;essenza&#8221;. Essenza che coincide con le qualità di pienezza fisica e metafisica che ci guidano nel trovare uno scopo e nel radicare una visione più ampia della nostra esperienza umana.</p>
<p>Se i<strong> sogni di compensazione</strong> si concentrano sui bisogni, e mostrano quello &#8220;che manca&#8221;, altri sogni mettono in luce gli aspetti positivi, gli obiettivi raggiunti, i successi. Si chiamano sogni di conferma, e li vedremo il prossimo mese. <strong>Appuntamento a giugno con i Sogni di conferma.</strong></p>
<p><strong>Marzia Mazzavillani Copyright © Vietata la riproduzione totale o parziale del testo</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/marni-mazzavillani/">CHI SONO</a></strong></li>
</ul>
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		<title>Menopausa:  i segreti per viverla bene</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 05:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lilly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[luisa maria carretta]]></category>
		<category><![CDATA[menopausa]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra lontana e distante. Poi, quando arriva, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando. Ascoltare i segnali che arrivano dal corpo e imparare i segreti per viverla bene, può voler dire trasformare i sintomi in risorse e magari far diventare la menopausa uno splendido viatico per una maggiore consapevolezza all&#8217;insegna del vivere bene Sembra lontana e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sembra lontana e distante. Poi, quando arriva, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando. Ascoltare i segnali che arrivano dal corpo e imparare i segreti per viverla bene, può voler dire trasformare i sintomi in risorse e magari far diventare la menopausa uno splendido viatico per una maggiore consapevolezza all&#8217;insegna del vivere bene</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.ilcofanettomagico.it/wp-content/uploads/2009/07/menopausa-donna.jpg " alt="menopausa salute donna" /></p>
<p>Sembra lontana e distante. Poi, quando la <strong>menopausa</strong> arriva, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando. Parliamo delle donne e di quel periodo naturale in cui, dal punto di vista biologico, compaiono delle graduali alterazioni ormonali che portano al termine della capacità di generare.<br />
Un orologio biologico che in genere si vive tra mille impegni lavorativi, familiari e domestici e che può essere riconosciuto e confermato da esami ormonali estoprogestinici e da quelli ipofisari LHFSH. I dati comparati dicono, con lieve margine di errore, se si tratti di pre-menopausa o di menopausa conclamata. In ogni caso, nulla che non debba accadere o che non sia parte del percorso naturale di ognuna di noi.<span id="more-2936"></span></p>
<p>Và detto che se per una grande percentuale di donne ci sono poche alterazioni psicofisiche, per molte altre, questo squilibrio ormonale, può portare d un aumento ponderale o, al contrario, ad un suo calo. In linea generale, che si parli di sindrome menopausale media o lieve, i sintomi che compaiono vanno dall&#8217;irritabilità alle vampate di calore ma anche tachicardia, aritmie, sudorazioni, insonnia e sindromi depressive. In casi più gravi, per fortuna poco frequenti, si registra la comparsa di osteoporosi con conseguente rischio di fratture anche spontanee.</p>
<p>Le terapie prevedono, dopo accurati test ormonali, la correzione dell&#8217;osteoporosi e delle condizioni psicoemotive con farmaci appropriati sia per decadimento fisico dell&#8217;osso sia per la situazione psicologica che porta sovente a una sindrome depressivo-ansiosa. La perdita di fertilità può infatti intervenire in modo significativo sul comportamento della donna che tendenzialmente si sente privata di una possibilità e, in genere, comporta una marcata diminuzione della libido. Infine, è importante ricordare che la densitometria ossea và sempre effettuata con cadenza annuale o biennale a seconda dei primi risultati della stessa.</p>
<p>In termini di benefici immediati, oltre allo sport, l&#8217;alimentazione deve essere curata e naturale, ricca quanto più possibile di vitamine e sali minerali ( in particolare vitamina D3) ma deve anche fornire un buon apporto di calcio (formaggi, yogurt o nel latte) proprio per la probabilità di osteopenia o osteoporosi che la carenza di estrogeni può provocare. In ogni caso, è importante tenere presente che l&#8217;alimentazione può aiutare ma non correggere disturbi soggettivi come la tachicardia o le vampate di calore. Sintomatologie che comunque si attenuano e diminuiscono nel tempo.</p>
<p>Terapie mediche a parte, come sempre accade quando qualcosa cambia, molto dipende dalla capacità di trovare un nuovo equilibrio in una fase così importante e che richiede maggiore attenzione anche da parte di chi ci sta accanto.</p>
<p>La <strong>menopausa </strong>è una stagione preziosa per cominciare una nuova fase della vita. Ascoltare i segnali che arrivano dal corpo, senza paura, e imparare a <strong>viverla bene</strong>, può voler dire trasformare i sintomi, renderli meno importanti e magari farla diventare uno splendido viatico per una maggiore consapevolezza all&#8217;insegna del benessere.</p>
<p>Senza dubbio una pausa per il corpo. Ma anche invito per l&#8217;anima verso un nuovo futuro.</p>
<p><strong>Luisa Maria Carretta<br />
© Opera protetta da licenza C.C</strong><br />
<a href="http://www.ilcofanettomagico.it/autori/luisa-maria-carretta/"><strong>Chi Sono</strong></a></p>
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