La posta del cuore dei nostri amici animali di Imma Paone. L’abbandono.

Cara dottoressa Imma,
le scrivo semplicemente per raccontarle la mia esperienza estiva.

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A fine luglio, ritornando con la mia famiglia dalla vacanza, ci siamo dovuti fermare, sicuramente anche in maniera poco sicura, in uno spiazzo dell’autostrada perchè, legata alla colonnina dell’sos, c’era un meticcetto di media taglia.
Povera creatura era accaldatissimo, ansimante e con la lingua pendula, legato lì, sotto il sole da chissà quanto tempo, con una ciotola dell’acqua ormai vuota al suo fianco.
Collare e pettorina azzurra, come di qualcuno che fino a pochi giorni prima l’aveva trattata come un re ed ora, solo e spaventato, abbandonato su quella strada a scorrimento veloce.
L’averlo legato in parte gli ha permesso di sopravvivere, considerando che la possibilità, se fosse stato lasciato sciolto di essere investito era piuttosto alta, ma ovviamente se non ci fossimo fermati e non l’avessimo portato via di lì, sarebbe comunque morto per colpo di calore o sole.
Preso e portato al primo veterinario reperibile di quella zona, visto che molti in ferie, ci siamo accertati che era in buono stato di salute e senza pensarci troppo l’abbiamo portato a casa con noi.
Oggi ha un nuovo nome, Rayan, ha poco più di 1 anno, gode di ottima salute ed è un cagnetto dolcissimo ed affettuosissimo, è letteralmente innamorato di mio marito e lo segue ovunque, chissà, forse per il terrore di essere nuovamente abbandonato.
Sicuramente sarà sciocca la mia osservazione ma ancora oggi mi domando : perchè?
Perchè abbandonare un cane quando esistono mille altre possibilità?
Perchè, se proprio lo si deve, non lo si lascia in qualche canile o rifugio adeguato?
Ogni fine estate leggo il numero degli abbandoni ed ogni volta resto senza parole.
Che razza di persone siamo nonostante ci vantiamo di essere così civili?
Le auguro un buon lavoro.
Saluti
Valentina da Lecce.

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Cara Valentina,
grazie per questa tua lettera perché hai parlato di un argomento molto triste e sempre molto attuale.
E’ stato stimato che ogni anno in Italia sono abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti (cit. LAV).
Dal telegiornale, poco dopo il mio rientro al lavoro, ho saputo che le regioni che peggio si sono comportati sono state la Sicilia e la Campania ( a malincuore la mia terra natia ).
Le punte massime di animali abbandonati si registrano proprio nel periodo estivo (25-30%), quando la partenza per le vacanze pone il “problema” della presenza di un pet, ovviamente non considerato al momento dell’adozione o peggio ancora dell’acquisto.
Complice sicuramente tutte le ristrettezze dettate dalle ordinanze comunali per il loro accesso alle spiagge e spesso anche ad aree pubbliche e dagli alberghi che non accettano animali nelle loro camere.
E’ risaputo che in Italia l’abbandono di animali è un reato contravvenzionale che il nostro ordinamento prevede e punisce all’articolo 727 del codice penale.
Tale norma, in particolare, prevede testualmente che:
“Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Inoltre, secondo il Ministero della Salute italiano, «chi abbandona un cane, dunque, non solo commette un illecito penale (Legge 20 luglio 2004, n. 189), ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposo, quando gli animali abbandonati provocassero incidenti stradali mortali.
Nonostante tutto però le persone continuano imperterriti in questo atto di inciviltà.
Contro l’abbandono degli animali sono periodicamente realizzate campagne informative e di sensibilizzazione pubbliche o di associazioni e movimenti che, sicuramente non hanno eliminato il problema ma hanno in qualche modo condizionato la scelta del proprio animale.
Oggi infatti, sempre più persone provano a scegliere l’animale che meglio “si adatta” al proprio stile di vita e prima dell’adozione consultano un veterinario per conoscere le cure di cui avrà bisogno ( valutando attentamente gestione tempo e soprattutto denaro ).
Ho ritrovato uno studio ( del 2010 ) che indica i “motivi dell’abbandono” secondo il quale le principali motivazioni alla base del gesto sono: le cucciolate indesiderate (14%), i cambi di domicilio (13,7%), i fattori economici (13,2%), la perdita di interesse per l’animale (11,2%) e il comportamento problematico dell’animale (11%), mentre tra le motivazioni meno frequenti si riscontrano la fine della stagione della caccia (10,2%), le allergie di qualche membro della famiglia (7,7%), la nascita di un figlio (6,4%), il ricovero in ospedale o il decesso del proprietario (3,5%), le vacanze (2,6%) o la paura di contrarre la toxoplasmosi durante la gravidanza (2,4%).
Qualcosa però negli ultimi tempi si sta muovendo e sempre più strutture ricettive si stanno adoperando.
Secondo una ricerca di Tripadvisor, nel 2017 fra coloro che hanno un animale domestico, due su cinque lo hanno portato con sé in vacanza e il 74% dei partecipanti al sondaggio ha riscontrato “un miglioramento nella quantità di hotel che accettano gli animali domestici”, anche se quasi uno su due lamenta ancora una minore presenza di strutture pet-friendly in Italia rispetto all’estero.
Io per prima, che da ormai 10 anni non mi muovo senza la mia Valentina, ho notato un miglioramento della sensibilità degli albergatori e molte più strutture, anche lidi balneari, attrezzati per ospitarli adeguatamente.

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Cara Valentima non ho molto da aggiungere a quanto detto. Tu hai fatto un gesto nobilissimo, salvando il povero cagnetto da morte certa.
Mi auguro che in un prossimo futuro sempre più persone saranno capaci di fare quello che tu hai fatto senza pensarci su troppo e sempre meno incivili popoleranno la nostra bellissima Terra.
Un consiglio che posso dare a tutti è denunciare il ritrovamento, denunciare anche anonimamente se si dovesse vedere qualcuno fare l’insano gesto e soprattutto non tirarsi indietro di fronte ad una vita da salvare, perché una soluzione al ritrovamento si troverà sempre.
Spero di essere stata chiara.
Un affettuoso abbraccio.
Dr. Imma Paone

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One Response to “La posta del cuore dei nostri amici animali di Imma Paone. L’abbandono.”

  1. elisa scrive:

    Parole sante Imma. Grazie di questo articolo esauriente ed illuminante.
    Elisa Prato

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